La strana guerra
Saggistica
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La stasi del fronte occidentale
Venne all’epoca definita, e non a torto, la strana guerra quello stato di ostilità dichiarato fra La Germania e gli alleati anglo-francesi e che cominciò il 1° settembre del 1939 dopo che le forze tedesche si erano impadronite di mezza Polonia (l’altra metà invece fu occupata dall’Unione Sovietica, legata al Terzo Reich da un patto di non aggressione). In effetti, sul fronte occidentale, con i francesi insediati dentro le fortificazioni della linea Maginot, che si sbandierava invalicabile, con gli inglesi acquartierati alla fine di questa lungo una linea che arrivava fino al mare del Nord e un numero assai più ridotto di truppe tedesche a fronteggiarli, era logico pensare, più che a uno stato di guerra, a una tregua armistiziale. In realtà, se lì non si combatteva, in altri luoghi c’erano gli scontri, battaglie, anche furiose, sul mare fra la marina da guerra inglese e le navi corsare naziste. Se questo periodo di pace apparente durò fino al maggio del 1940, allorchè le forze corazzate tedesche dilagarono in Francia all’improvviso, su terra e in altri posti si combatté, e non poco, come l’epico scontro fra la piccola Finlandia e il gigante russo che incredibilmente rischiò di soccombere, o come l’occupazione primaverile della Danimarca e della Norvegia, che si risvegliarono ai passi degli scarponi chiodati tedeschi. Perchè questa apparente tregua? Quali furono i reali motivi e gli scopi? Arrigo Petacco cerca di rispondere a queste domande, senza tuttavia riuscire a sciogliere il nodo intricato dell’apparenza che ha nascosto chissà quali calcoli, non ultimo quello ipotizzato secondo il quale Hitler intendeva assicurarsi l’alleanza con Francia e Inghilterra per una guerra congiunta contro il comunismo sovietico. Siamo certamente nel campo delle illazioni, non ci sono prove documentali, né testimonianze di rilievo che possano avvalorare questa motivazione, così come si brancola nel buio cercando di dare una spiegazione logica alla decisione del dittatore nazista di fermare la corsa delle sue armate corazzate onde consentire agli inglesi, ristretti nella sacca di Dunkerque di poter tornare in patria. Voleva dare un segnale di rispetto per un popolo di origine tedesca? Intendeva arrivare a una spartizione dei poteri, con la Gran Bretagna a dominare i mari, e il folle dittatore, terragno per natura, a regnare incontrastato sull’Europa continentale? Come è possibile notare in questo saggio di Petacco ci sono tante domande senza risposte, o al massimo con delle formulazioni di ipotesi; di conseguenza, non c’è da sperare di avere notizie in grado di chiarire atteggiamenti e scopi di un uomo ormai preda del suo delirio di onnipotenza e tanto meno non è possibile avere qualche definitiva delucidazione dai comportamenti del suo alleato Benito Mussolini, ormai irrealisticamente portato a giocare d’azzardo con la pelle degli altri.
E’ evidente che Petacco, storico coerente e preciso, non poteva che riferire le ipotesi, magari sostenendo una piuttosto che un’altra e così La strana guerra (così è intitolato il suo saggio storico) finisce con il diventare un’opera di completa e minuziosa descrizione di quello che fu parte del primo anno della seconda guerra mondiale, un lavoro che si fa apprezzare anche perché non risulta mai tedioso, anzi è di facile e gradevole lettura.
Indicazioni utili
In attesa del vincitore
In questo libro l’autore ci presenta un particolare moneto della seconda guerra mondiale. Infatti il suo racconto prende in esame un periodo breve del conflitto : gli anni 1939 e 1940.
A questo punto possiamo porci una domanda : peché l’autore si è limitato a prendere in considerazione solo questo periodo del conflitto? Il primo anno di guerra in Europa rappresenta un' eccezione tendo conto di tre particolari eventi : il patto Ribbentop- Molotov, la non belligeranza dichiarata da Mussolini, nonché l’atteggiamento assunto dalla Gran Bretagna e dalla Francia nel primo anno di guerra. L’inizio della seconda guerra mondiale dunque può considrarsi anomalo.
Il contenuto di questo libro può essere perciò suddiviso così : tutto cominciò in Polonia, una o più guerre, una strana alleanza, per non rimanere furi dai giochi. La questione di fondo affrontata in questo testo potrebbbe essere indentificata in questi termini: quali erano le anomalie storiche in questa fase del conflitto?
Innanzitutto l’atteggiamento di attesa bellica assunto dalla Francia e dall’Inghilterra dopo l’agressione nazista alla Polonia. La atattica attendista franco-britannica lasciò mano libera a Hitler non solo in Polonia ma anche altrove nell’ Europa del nord e alla fine anche sul fronte occidentale.
La seconda anomalia di questa fase bellica fu la messa in atto da parte di Hitler e soprattutto di Stalin dei protocolli segreti del patto Ribbentrop-Molotov firmato da entrmbi i paesi nel agosto 1939 che in pratica portò alla spartizione non solo della Polonia ma anche dopo l’assorbimento dei paesi baltici da parte sovietica ed al tentativo sovietico di piegare la Finlandia per spingerla nella sfera d’ influenza di Mosca.
L’ultima anomalia di quel periodo bellico era la non belligeranza di Mussolini. In ambito storico si trattò della riedizione attendista praticata dall’ Italia già nella prima guerra mondiale. Attendere, per capire chi avrebbe vinto per poter poi salire sul carro del vincitore, con queste parole possiamo riassumere l’atteggiamento del Duce nei confronti degli eventi diplomatici e bellici. Questa volta Hitler non diede alcuno spazio a Mussolini, un’ altra conferenza di Monaco per la questione polacca non era possibile, anzi si doveva evitare a tutti i costi. Hitler voleva la sua guerra e la guerra era puntualmente scoppiata in Polonia. Dalle pagine dell’libro risulta chiaro che il Duce si trovò letterarmente spiazzato da Hitler trovandosi in perenne affanno nel rincorre il suo amico e alleato germanico. L’entratà in guerra dell’Italia fascista a fianco di Hitler perciò diventò un tentativo di Mussolini di restare a galla nell’ Asse e contrastere il strapotere hitleriano in Europa. Avere voce in capitolo dopo la scontata vittoria hitleriana sulle deboli democrazie parlamentari francese e britannica, questa sarebbe una spiegazione plausibile del comportamento, prima ambiguo poi decisionista, del Duce ovvero la lettura di questa vicenda storica e diplomatica che emerge dalle pagine di questo libro.
Il libro si presta ad una veloce lettura. Il testo è arricchito da ultriori apporfondimenti che illustrano con efficacia i retoriscena diplomatici più importanti degli eventi storici sotto esame dall’autore. Si tratta di un tipico testo di divulgazione storica di massa che non è un manuale storico. Si tratta perciò di un testo leggero che non ha l’ambizione di fornire al lettore approfondimenti circostanziati su detreminati aspetti dei argomenti trattati dall’autore nel libro.
In conclusione un libro sicuramente da leggere per chi desideri avere delle nozioni generiche ma non esuative e adeguatamente approfondite con riscontri documentati in tutti i loro aspetti politici, diplomatici, economici, mililtari e sociali di un determinato periodo della seconda guerra mondiale.