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Ciao Emilio, sì, confermo che è una lettura un pochino pesante e non particolarmente allegra. D'altronde affronta il tema della malattia mentale...
Una recensione assai invitante, Molly. Ne sono incuriosito.
Al momento sono riuscito ad evitare questa autrice. Vedo che questo libro è probabilmente inferiore agli altri.
Una scrittura meravigliosa. Gran voglia di rileggerlo.
Grazie, Barbara, per l'incoraggiamento. Titolo in lista.
Certo, è così.
Ciao Emilio,
te lo consiglio fortemente. Ho scoperto questo autore con "Chesyl Beach", romanzo che mi è piaciuto meno di questo, ma alla stessa maniera, mi ha conquistata molto per i modi in cui colloca tematiche importanti nel contesto di un romanzo. Tematiche in contesti che fanno riflettere. Senz'altro leggerò altri suoi romanzi.
Buona giornata.
te lo consiglio fortemente. Ho scoperto questo autore con "Chesyl Beach", romanzo che mi è piaciuto meno di questo, ma alla stessa maniera, mi ha conquistata molto per i modi in cui colloca tematiche importanti nel contesto di un romanzo. Tematiche in contesti che fanno riflettere. Senz'altro leggerò altri suoi romanzi.
Buona giornata.
La componente autobiografica, mediata e trasfigurata qui e in romanzi come Di bestia in bestia e Locus desperatus, è essenziale in Leggenda privata, dove tutto concorre a delinearla, a cominciare dalle splendide fotografie di famiglia che lo corredano. Questo non vuol dire, ovviamente, che in ogni personaggi e in ogni situazione non vi sia una elaborazione letteraria.
A quanto dici, vi è un humus 'autobiografico' sotto questi racconti. La mia memoria va a "Leggenda privata", libro che mi è piaciuto molto.
Barbara, quanto tu dici mi porta molta curiosità verso questo libro.
Ciao, Chiara.
Assai utile quanto hai scritto di questo libro, soprattutto per chi come me non conosce assolutamente l'autrice.
Gli aggettivi "doloroso", "triste" mi fanno capire che forse non è la lettura che cerco in questo periodo.
Assai utile quanto hai scritto di questo libro, soprattutto per chi come me non conosce assolutamente l'autrice.
Gli aggettivi "doloroso", "triste" mi fanno capire che forse non è la lettura che cerco in questo periodo.
Molto interessante, Miriam, la tua recensione.
Di questa autrice lessi molti anni fa "La Storia". Il libro non faceva per me. Da allora ho accantonato un questa scrittrice, anche se l'ho ritrovata in tanti libri che parlano di lei, primo fra tutti "MoranteMoravia" , una doppia biografia parecchio interessante.
Di questa autrice lessi molti anni fa "La Storia". Il libro non faceva per me. Da allora ho accantonato un questa scrittrice, anche se l'ho ritrovata in tanti libri che parlano di lei, primo fra tutti "MoranteMoravia" , una doppia biografia parecchio interessante.
Ciao, Gabriele.
Non ho mai letto il famoso autore.
Dalla tua interessante recensione, deduco che c'è molto autobiografismo in questo libro : la cosa mi incuriosisce perché i romanzi di pura invenzione spesso non sono 'necessari' per l'autore, e queste costruzioni narrative sovente mi risultano artefatte e noiose.
Non ho mai letto il famoso autore.
Dalla tua interessante recensione, deduco che c'è molto autobiografismo in questo libro : la cosa mi incuriosisce perché i romanzi di pura invenzione spesso non sono 'necessari' per l'autore, e queste costruzioni narrative sovente mi risultano artefatte e noiose.
Bella presentazione. Grazie.
Bentornato , Andrea, con questa bella recensione!
Un libro letto e riletto, molto amato.
Un libro letto e riletto, molto amato.
Complimenti per la recensione, una storia toccante e delicata, alla maniera di D. Dara!!
Bella presentazione, Marina.
Non ho mai letto questa nota autrice, ma ne sono decisamente interessato.
Non ho mai letto questa nota autrice, ma ne sono decisamente interessato.
In verità sì, ti confermo che, anche se si legge d'un fiato, a volte Carrere sembra perdersi in divagazioni inutili. Io però l'ho trovato un libro che ti resta addosso e ti fa pensare, quindi non lo definirei superficiale, anzi.
Non ho mai letto la nota autrice. Comprendo bene che questo non è il libro con cui cominciare.
Con l'autore non ho avuto affatto un bell'impatto : troppo verboso e superficiale.
Che sia giunta l'ora di dargli una seconda possibilità ? Non so se questo sia il libro giusto.
Che sia giunta l'ora di dargli una seconda possibilità ? Non so se questo sia il libro giusto.
Bella recensione, Miriam. E complimenti per la scelta di lettura!
Vedo che lo consigli a chi ha letto "Il tempo di una canzone", libro che non solo ho letto ma anche apprezzato molto e amato.
Lo lessi decenni fa. Non mi piacque. Vendette molto ma penso per questioni extra-letterarie.
Se non ha capito che quella saga è uno dei più geniali esempi di comicità dell'assurdo, grottesco, surreale e strampalato; comicità che, appunto, mette in farsa tutto il genere fantascientifico con trovate inarrivabili e una fantasia sfrenata, evidentemente ha proprio sbagliato genere letterario.
A questo punto consiglio di astenersi con la massima cura da film come quelli dei Monty Python o opere letterarie come quelle di Carroll e del nostro Calvino (penso alle "Cosmocomiche"), non arriverebbe a comprenderli e, forse, li troverebbe pure noiosi.
A questo punto consiglio di astenersi con la massima cura da film come quelli dei Monty Python o opere letterarie come quelle di Carroll e del nostro Calvino (penso alle "Cosmocomiche"), non arriverebbe a comprenderli e, forse, li troverebbe pure noiosi.
Douglas Adams
Guida galattica per gli autostoppisti
Un libro la cui qualità è inversamente proporzionale al successo editoriale acquisito.
Premettendo che a me il genere fantascientifico non piace, anzi fa proprio schifo, probabilmente il presente commento sarà influenzato da questo fatto.
Tant'è, ma de gustibus...
La NON trama si trascina suppergiù in codesto viluppo:
la Terra, la distruzione della stessa, gli alieni con le astronavi verdi, i due amici - l'uno alieno l'altro no - che vengono miracolosamente salvati dalla catastrofe totale, riduzione e riedizione in chiave moderna e rivisitata dell'Arca di Noè, il tetrarca bicefalo onnipotente che viaggia sulla Cuore d'Oro in compagnia della superfiga tecnologica di turno.
Infine il libro, o meglio l'ipertecnologico aggeggio informatico digitale superminiaturizzato, il vademecum del clochard spaziale: la Guida galattica per gli autostoppisti.
Un condensato di sapienza intergalattica indispensabile nel caso probabilissimo e ordinario in cui si venga rapiti e sottoposti a inquisizione post domenicana astrale da parte di psicogendarmi tonitruanti aspiranti al grado di colonnello.
Da profano azzardo che non so se chi scrive di fantascienza lo faccia per non guardare in faccia la realtà quotidiana, per evadere da un che di claustrofobico e castrante, da un lavoro routinario di cacca, da un coniuge alcolizzato, da uno suocero da manicomio, da un vicino di pianerottolo in perenne contrasto per questioni primarie di gerani sfioriti, dal fatto di deresponsabilizzarsi da tutto, dalla logica in primis.
Io non lo so e non mi interessa.
Dico solo che vi sono misteri insondabili su questa terra senza andare a cercarne altri altrove.
Anche perché, sommessamente, per me l'altrove non esiste.
Uno di questi grandi e insondabili misteri è il successo planetario (interplanetario non è dato a sapere) di questo romanzo datato 1979.
Il quale è una accozzaglia di baloccanti amenità per visionari di complemento, per ubriachi di storielle venusiane, discovolantisti domenicali e beoti con la costellazione della Vergine tatuata là.
Ho letto il primo della serie.
Neanche con la promessa di diventare l'Uomo Ragno leggeri la serie completa.
La mia opinione è strettamente personale, credo dettata da un pregiudizio, uno dei tanti che ci portiamo appresso.
Il fatto però non giustifica eventuali commenti irriguardosi tantomeno catechesi sul fatto di non aver compreso il libro etc., etc.
Grazie.
Voto N.C.
Guida galattica per gli autostoppisti
Un libro la cui qualità è inversamente proporzionale al successo editoriale acquisito.
Premettendo che a me il genere fantascientifico non piace, anzi fa proprio schifo, probabilmente il presente commento sarà influenzato da questo fatto.
Tant'è, ma de gustibus...
La NON trama si trascina suppergiù in codesto viluppo:
la Terra, la distruzione della stessa, gli alieni con le astronavi verdi, i due amici - l'uno alieno l'altro no - che vengono miracolosamente salvati dalla catastrofe totale, riduzione e riedizione in chiave moderna e rivisitata dell'Arca di Noè, il tetrarca bicefalo onnipotente che viaggia sulla Cuore d'Oro in compagnia della superfiga tecnologica di turno.
Infine il libro, o meglio l'ipertecnologico aggeggio informatico digitale superminiaturizzato, il vademecum del clochard spaziale: la Guida galattica per gli autostoppisti.
Un condensato di sapienza intergalattica indispensabile nel caso probabilissimo e ordinario in cui si venga rapiti e sottoposti a inquisizione post domenicana astrale da parte di psicogendarmi tonitruanti aspiranti al grado di colonnello.
Da profano azzardo che non so se chi scrive di fantascienza lo faccia per non guardare in faccia la realtà quotidiana, per evadere da un che di claustrofobico e castrante, da un lavoro routinario di cacca, da un coniuge alcolizzato, da uno suocero da manicomio, da un vicino di pianerottolo in perenne contrasto per questioni primarie di gerani sfioriti, dal fatto di deresponsabilizzarsi da tutto, dalla logica in primis.
Io non lo so e non mi interessa.
Dico solo che vi sono misteri insondabili su questa terra senza andare a cercarne altri altrove.
Anche perché, sommessamente, per me l'altrove non esiste.
Uno di questi grandi e insondabili misteri è il successo planetario (interplanetario non è dato a sapere) di questo romanzo datato 1979.
Il quale è una accozzaglia di baloccanti amenità per visionari di complemento, per ubriachi di storielle venusiane, discovolantisti domenicali e beoti con la costellazione della Vergine tatuata là.
Ho letto il primo della serie.
Neanche con la promessa di diventare l'Uomo Ragno leggeri la serie completa.
La mia opinione è strettamente personale, credo dettata da un pregiudizio, uno dei tanti che ci portiamo appresso.
Il fatto però non giustifica eventuali commenti irriguardosi tantomeno catechesi sul fatto di non aver compreso il libro etc., etc.
Grazie.
Voto N.C.
Ciao Emilio
buona lettura allora
Spero ti piaccia !
buona lettura allora
Spero ti piaccia !
Interessante recensione, Miriam.
Non ho letto questo libro, ma conosco e apprezzo l'autore per "La panne" e "La promessa", in particolare.
Non ho letto questo libro, ma conosco e apprezzo l'autore per "La panne" e "La promessa", in particolare.
Luigi, la tua bella e dettagliata recensione mi ha ricordato che ho questo libro. Non l'ho letto perché pensavo non fosse nelle mie corde. Ora la tua valutazione mi 'dice' che si tratta di un testo ben fruibile.
Marica, mi hai incuriosito, soprattutto per quanto riguarda lo stile. Non conosco assolutamente questa autrice.
Grazie, Daniela.
Un gran libro, davvero.
Un gran libro, davvero.
Ho letto di recente questo libro, anche io piena di aspettative. Hai ragione, un libro senza pretese. Per me, più lodevole la grafica che il contenuto.
Buongiorno Emilio! Compimenti per la bellissima recensione. Condivido in toto la tua opinione su questo libro. È magnifico. Ce ne fossero di questa stessa foggia!
Ciao Emilio, il più bel libro di Carrère per me resta Limonov. Un saluto
Interessante recensione, Valentina. Mi hai incuriosito.
Dell'autore ho letto solo un libro ("Il Regno"), testo con argomento importante. Ma la scrittura e la traduzione mi son parse così sciatte, il livello di trattazione mi è sembrato assai superficiale e 80 pagine di nioso parlarsi addosso, che da allora non ho letto altro.
Che sia questo il libro per un riavvicinamento ?
Dell'autore ho letto solo un libro ("Il Regno"), testo con argomento importante. Ma la scrittura e la traduzione mi son parse così sciatte, il livello di trattazione mi è sembrato assai superficiale e 80 pagine di nioso parlarsi addosso, che da allora non ho letto altro.
Che sia questo il libro per un riavvicinamento ?
Grazie, Barbara, per il suggerimento.
Buona lettura anche a te!
Buona lettura anche a te!
Sì, quanto allo stile, anch'io l'ho notato anche in libri che sono stati al di sotto delle mie aspettative.
Grazie Emilio!
Io sono un grande amante del genere e devo dire che sicuramente non e' al livello di altre produzioni, come ad esempio molti autori francesi.
Come libri sono piacevoli, certo un po' semplici - molto simili a Donato Carrisi, per intenderci.
Io sono un grande amante del genere e devo dire che sicuramente non e' al livello di altre produzioni, come ad esempio molti autori francesi.
Come libri sono piacevoli, certo un po' semplici - molto simili a Donato Carrisi, per intenderci.
Mi sto interessando da un po' a questo scrittore, considerato da alcuni, con Siti e Starnone, il più importante tra quelli contemporanei in Italia. Ho letto di lui, oltre al romanzo che ho recensito, Locus desperatus e sto ultimando Leggenda privata, che mi pare molto intrigante per struttura, argomento e linguaggio. Autore mai banale, complesso, talora difficile, ma sempre stimolante. Eccezionale il suo stile, che rivela una padronanza, una raffinatezza e una creatività non comuni.
Benvenuto, Francesco!
Leggo che ti ritieni abbastanza soddisfatto da questa lettura. Io sono un po' diffidente sulla produzione letteraria contemporanea italiana : ogni tanto provo ma spesso ne esco piuttosto deluso.
Leggo che ti ritieni abbastanza soddisfatto da questa lettura. Io sono un po' diffidente sulla produzione letteraria contemporanea italiana : ogni tanto provo ma spesso ne esco piuttosto deluso.
La tua bella e interessante recensione mi ha incuriosito.
é da un po' di tempo che non leggo Mari. Ho molto apprezzato "Leggenda privata" , ma poi due altre letture non mi hanno affatto entusiasmato.
é da un po' di tempo che non leggo Mari. Ho molto apprezzato "Leggenda privata" , ma poi due altre letture non mi hanno affatto entusiasmato.
Ciao Emilio,
avevo già incontrato Chiara Gamberale in occasione della presentazione di "Per dieci minuti" e l'avevo trovata davvero "alla mano", gentile, una vicina di casa.
I suoi romanzi possono o non possono piacere, ma qualcuno tratta temi attuali, scavando in profondità. Prova con "Le luci nelle case degli altri", il titolo stesso scava nell'intimo delle persone.
Buona lettura sempre!
avevo già incontrato Chiara Gamberale in occasione della presentazione di "Per dieci minuti" e l'avevo trovata davvero "alla mano", gentile, una vicina di casa.
I suoi romanzi possono o non possono piacere, ma qualcuno tratta temi attuali, scavando in profondità. Prova con "Le luci nelle case degli altri", il titolo stesso scava nell'intimo delle persone.
Buona lettura sempre!
Barbara, non ho mai letto la nota autrice. Sono piuttosto diffidente verso la narrativa italiana contemporanea che mi pare decisamente inferiore a quella delle precedenti generazioni.
Mi fa piacere che abbia avuto una buona impressione dall'incontro con la scrittrice.
Mi fa piacere che abbia avuto una buona impressione dall'incontro con la scrittrice.
MariaLetizia, la tua esaustiva recensione mi ha chiarito meglio sulla consistenza di questo libro di successo.
Penso che non faccia per me; passo oltre.
Penso che non faccia per me; passo oltre.
L'invito alla lettura è più che rafforzato. Questo per me è in assoluto il più bello.: -)
Concordo, Emilio, neanche un pò. Sempre più raramente mi capita di leggere qualcosa di super, conto buone letture, anche gradevoli, ma gioielli sempre meno. Oggi vanno di più i monili di cristallo anzichè l'oro puro. O tempora o mores. Un caro saluto!
Bruno, è sempre interessante leggerti.
Le tematiche di tanti autori italiani attuali di successo non riescono a interessarmi. Mi pare non possiedano quel 'respiro internazionale' che vari scrittori stranieri contemporanei hanno.
Le tematiche di tanti autori italiani attuali di successo non riescono a interessarmi. Mi pare non possiedano quel 'respiro internazionale' che vari scrittori stranieri contemporanei hanno.
Maria, un libro "che "resta indimenticabile" non può che incuriosirmi. Non ho mai letto l'autrice e non la conosco proprio ; conto tramite internet di saperne qualcosa.
Laura, penso faccia bene ogni tanto ritornate ai classici della classicità.
Ciao, Claudia.
Non capita spesso d'imbattermi con un libro a questo livello.
Non capita spesso d'imbattermi con un libro a questo livello.
Emilio, che dire? MI hai incuriosito, difficilmente le tue recensioni sono così entusiastiche.
Un saluto
Un saluto
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