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Biografia letteraria
Un importante scrittore, Zweig, compone una biografia letteraria di un altro scrittore, Dostoevskij, grandissimo, ai vertici della letteratura di tutti i tempi.
Chi si aspetta un resoconto 'ragionato' e documentato della vita e delle opere del Grande Russo resterà deluso.
Zweig s'immerge totalmente nel personaggio di cui si occupa, lo raggiunge ad un livello essenzialmente intuitivo, un po' come usa fare Pietro Citati.
Quanto ad impatto creativo, noteremo delle analogie fra biografante e biografato.
Qui siamo calati in un clima quasi di 'possessione' ; la prosa, come fosse scritta in un contesto emotivo di grande tensione, sfocia in un lirismo che stupisce in un'opera non prettamente letteraria. Ma quest'opera ha una letterarietà indiscutibile, una forza autonoma a livello artistico.
Tale aspetto, se vogliamo 'paradossale', ha creato in me qualche difficoltà nello scorrere la lettura, nella leggibilità.
Questo approccio intuitivo ha però reso indubbie e insospettate possibilità nel cogliere, a livelli profondi, la personalità di Dostoevskij e la complessità delle sue opere.
La stessa esistenza del grande scrittore, così provata a vari livelli (economico, discriminatorio, di salute...), viene posta alla base dei capolavori prodotti. In particolare, l'epilessia "lo ha innalzato a stati di coscienza concentrati come non è dato raggiungerli a chi ha sentimenti normali". Gli stessi protagonisti dei suoi libri, scritti in situazioni di forte disagio, "arrivano sempre col loro sistema sensitivo fin giù ai profondi problemi primordiali", per cui "sentiamo (...) nella sua opera la misteriosa profondità di tutta l'umanità". Egli "va dritto all'uomo universale che è nell'uomo".
Il suo "realismo intuitivo", ben lontano da quello "programmatico" (come in Zola), "ci ha fatto conoscere l'anima russa quale frammento (...) dell'anima del mondo"; e la profonda ed intuitiva capacità di scomporre i sentimenti ha contribuito non poco alla conoscenza di elementi basilari della psicologia umana.
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Commenti
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Ho letto un solo libro di Dostoevskij, mi era piaciuto, questa tua analisi mi invogliano ad approfondire questo autore.
Grazie
Riccardo
Classificare questo scritto nel genere biografia penso non sia corretto, in quanto sfocia in ben altro....
A chi ama l'autore ed ha già letto larga parte delle sue opere, come Ferruccio, mi permetto di consigliare anche la lettura di "Dostoevskij, mio marito" opera ottenuta attraverso la rielaborazione degli scritti della moglie.
Qui non si tratta certo di agiografia.
Ho infatti intitolato il commento "Biografia letteraria" proprio perché il libro è di non facile collocazione.
Attingo anch'io dal suggerimento di lettura. Grazie.
Sebbene la penna di GGM nulla abbia a che vedere con quella di Zweig. Un'analogia di meccanismo, diciamo.
Bel commento.
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Scherzo, ovviamente: però c'è davvero una letteratura biografica dove l'autore ha un alto grado di "immedesimazione", se così si può dire, verso l'oggetto del proprio resoconto. Ovviamente il "pericolo" è più forte se si tratta di Dostoevskij. Ma va anche ricordato che le biografie cd. romanzate ottengono a volte dei bellissimi risultati. D'altronde, c'è da dire che invece le autobiografie sono tutte romanzate. :)
Complimenti per la tua recensione.