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Meglio tardi che mai
Come al mio solito, mi approccio con ragionevole ritardo ad una lettura di tendenza.
Cosa aggiungere rispetto a quanto ampiamente detto da tutti i precedenti recensori? Che senz'altro la bravura di Miller - una docente di lettere antiche, dunque non certo una scrittrice improvvisata sul tema - sta nell'aver fornito al lettore un punto di vista totalmente inedito sull'eroe greco Achille.
L'autrice ci accompagna così nell'infanzia del Pelide, narrata dal punto di vista dell'inseparabile Patroclo, facendone emergere il carattere dolce e sensibile, l'amore per la musica e per le storie raccontate dal padre e dal centauro Chirone. Achille dunque non era una bestia sanguinaria, non era solo colui che, per mero orgoglio, abbandona i greci al loro destino per poi, accecato dall'odio, uccidere Ettore trascinandone il cadavere con il carro. Assolutamente no; o meglio, non solo. Miller, per mezzo di Patroclo, ci presenta l'uomo celato dall'eroe, quello che pur di rimanere insieme all'amore della sua vita decide di travestirsi da donna sull'isola di Sciro, anche se poi l'idea di una gloria imperitura lo indurrà ad andare incontro al suo destino.
Una prospettiva che, insomma, fa emergere altro rispetto all'invincibile semi-dio guerriero che, almeno per quanto mi riguarda, ha ormai le sembianze di Brad Pitt causa orrido film di Wolfgang Petersen.