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Caffè amaro
 
Caffè amaro 2016-05-02 16:35:09 68
Voto medio 
 
2.5
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
2.0
68 Opinione inserita da 68    02 Mag, 2016
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Dello zucchero, per favore....

Maria Marra è' la protagonista indiscussa del romanzo, che potremmo definire una storia nella storia o semplicemente una vicenda parallela che percorre mezzo secolo di storia d' Italia ( dalla fine del '800 alla metà' del ' 900 ) seguendo, passo dopo passo, la vita travagliata della sua eroina e le vicende storico-politiche e socio-economiche di un paese in divenire, unito solo nominalmente, ma con retaggi feudali, nobiliari, discriminazioni, povertà', travolto dalle due guerre mondiali, dal fascismo, dalle leggi razziali, da un neo- colonialismo fallimentare, da miseria, emigrazione, analfabetismo, illegalità', profonde divergenze nord- sud.
La traccia storico-sociale caratterizza il romanzo, lo sovrasta, per lunghi tratti assistiamo a descrizioni quasi manualistiche di vicende che hanno segnato la nascita e la costruzione del nostro paese, l' avvento della modernità' ed il passaggio da un mondo agricolo all' industria, sempre evidenziando il contrasto nord-sud, con particolare riferimento alla Sicilia, dove in prevalenza è' ambientato, terra natale e cara all' autrice. Ne esce una miscellanea di accadimenti che, per essere adeguatamente sviscerati, necessiterebbero di migliaia di pagine, di approfondimenti ulteriori, forse è' eccessivamente pretenzioso condensarli in così' rapidi tocchi.
Di fatto, di manuale non si tratta, ma di un romanzo, e qui veniamo alla traccia parallela.
La vita di Maria ne è' l' elemento trainante, una eroina della modernità'. Ancora quindicenne si concede in moglie a Pietro Sala, folgorato dalla sua avvenenza, di famiglia molto benestante, viveur, amante del giuoco, delle donne, viaggiatore, inconcludente, lei che proviene da una famiglia più' modesta, anche se il padre è' un avvocato di idee socialiste. Con lei cresce Giosue', amico di infanzia ed " adottato" dai Marra, destinato a grandi cose, occhio e consigliere di Maria con vista sul mondo.
Con il passare degli anni la nostra eroina maturera', si farà' donna, uscirà' dal proprio gracile mondo paesano per affrontare la vita vissuta, sarà moglie, madre, imprenditrice, allarghera' i propri confini culturali, viaggerà', e contemporaneamente entrerà' nelle grazie dei Sala e lotterà' per migliorare le condizioni economiche e i diritti dei salariati, dei più' poveri, oltre che vivere intensamente il proprio ruolo di donna, i propri desideri nascosti, l' ideale amoroso da lei sempre agognato.
Emerge, vivido, il contrasto tra ragione e sentimento, tra speranza e cruda realtà', oltre che necessita', e Maria sarà' sempre costretta a vivere in bilico tra l' apparire, l' obbligo di sostenere e mantenere la solidità' famigliare, e viceversa il proprio irrefrenabile desiderio di donna romantica.
Credo che il limite del romanzo stia proprio nella costruzione narrativa, in quell' essere di tutto un po' senza essere niente nello specifico, in quel continuo argomentare, elencare e descrivere il particolare storico che finisce per sottrarre fluidita', armonia, profondita' alla trama ed ai personaggi.
Non ho avvertito, se non in rari momenti, sensazioni forti, sentimenti e passioni autentiche ( come invece volevasi mostrare ), mi sembrava di essere fermo ad una stazione ferroviaria guardando il passaggio di un treno così velocemente da non delinearne i contorni, da non distinguerne i vagoni, ne' la destinazione, io che invece avrei voluto si fermasse, sostasse, per salire a bordo ed avventurarmi in un lungo viaggio.
È' molto difficile costruire un romanzo sui sentimenti che attraversi un periodo storico ed è' piuttosto complicato inserire una vicenda personale, famigliare, una storia romanzata in un contesto ben definito, lontano, ignoto, approfondendone tematiche, cultura, usi e costumi, in un linguaggio leggibile e godibile, a maggior ragione se attraversa cinquanta anni così' importanti e determinanti verso la modernità'.
Inevitabilmente la profondità' letteraria viene meno, e si rischia di presentare un manuale di nozionistiche dissertazioni, con una trama fragile, senz' anima e coinvolgimento emotivo, abbandonando il lettore in una via di mezzo che diventa incertezza, smarrimento, noia.
Allora, faccio riferimento a due scrittrici, Tracy Chevalier e Catherine Dunne, i cui romanzi, pur affrontando tematiche storico-sentimentali, sono ben riconoscibili, perché' l' una tratteggia il periodo storico dipingendolo sui personaggi, l' altra privilegia il filone romantico- sentimentale con linearita' e profondita' dei sentimenti.
La conclusione è' un gusto un po' amaro, proprio come le note di quel " black coffee " che riporta la protagonista ad un dolce ricordo ed al desiderio di un caffè' zuccherato, io invece l' ho trovato solo amaro e poco aromatizzato.

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Commenti

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06 Settembre, 2016
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Appena finito di leggere, concordo con la recensione: non si capisce se è un romanzo, un manuale, una cronaca. Segnalo un piccolo ma secondo me significativo dettaglio, nelle ultime pagine una figlia di Maria definisce il matrimonio della madre "infelice", mentre nella terza di copertina si legge che il suo matrimonio con Pietro è ben riuscito. Sarebbe interessante conoscere il parere dell'autrice...
In risposta ad un precedente commento

06 Ottobre, 2017
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Condivido la delusione, mi viene da pensare che non ci fosse il nome di Simonetta Agnello qualsiasi editore avrebbe avuto remore a pubblicarlo. Passati i tempi de "La mennulara". A sua discolpa posso dire che ormai la Agnello "pensa" in inglese e traduce in italiano perdendo la freschezza della siciianità. Dovrebbe scrivere d'altro per non perdere lettori.
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