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La cripta dei Cappuccini
 
La cripta dei Cappuccini 2022-03-06 13:45:28 Emilio Berra TO
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
5.0
Emilio Berra  TO Opinione inserita da Emilio Berra TO    06 Marzo, 2022
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"Inabili alla morte"

La Cripta dei Cappuccini, a Vienna, è il luogo di sepoltura dei sovrani asburgici. Il titolo del libro quindi risulta fortemente emblematico. Siamo introdotti infatti nella Vienna imperiale, ma all'apice della decadenza, con la sua 'gioventù bruciata', rampolli della società privilegiata di "scettica leggerezza" e "arrogante dissipazione", portatori inconsapevoli, per pigrizia, dell'imminente rovina.
L'Io-narrante è un Trotta imparentato con la famiglia dell'"eroe di Solferino" . Un romanzo dunque quasi in continuità di "La marcia di Radetzsky" dello stesso J. Roth.

"Era di moda allora, poco prima della grande guerra, una beffarda arroganza, una fatua professione di cosiddetto 'decadentismo' , di stanchezza immensa, mezzo simulata, e di noia senza motivo" . Gente insomma che ballava sul Titanic mentre affondava.. "La morte incrociava già le sue mani ossute sopra i calici dai quali" bevevano.
Erano giovani venuti su troppo viziati nella Vienna incessantemente nutrita dai paesi della Corona", e anche della guerra non sapevano nulla, così infarciti da quello che chiamavano 'senso dell'onore' col "fratello suo, il rischio".

Si tratta di un romanzo molto bello, una delle perle della letteratura mitteleuropea. Un libro di allarmante attualità, benché in un contesto assai diverso dal nostro.
Un percorso verso la consapevolezza ; triste risveglio in cui i reduci stessi si sentono "una generazione votata alla morte, che la morte aveva sdegnato" .


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Consigliato a chi ha letto...

letteratura mitteleuropea
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Commenti

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Lettura di parecchi anni fa che ricordo tutt'ora con piacere. Concordo su quella che tu definisci "allarmante attualità", come se il senso di decadenza che caratterizza l'opera vada oltre il contesto specifico e si estenda all'intera umanità in qualsiasi epoca storica.
Sì, Enrico, mi ha fatto questo effetto. E questi giovani erano sull'orlo del precipizio!
Sono d'accordo, Emilio: una vera perla!
Letto proprio di recente. La prosa di Roth mi è piaciuta moltissimo!
Laura, quando J. Roth è grande scrittore, è davvero grande.
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