Dettagli Recensione
feroce
Premiato con il National book award e primo di una trilogia.
Anno 2005, a Bois Savage, nel Mississipi, dove ci sono ancora i quartieri neri e i negozi per i neri, vive questa povera famiglia, ovviamente nera; madre defunta nel dare alla luce l’ultimo figlio Junior, altri 3 figli, padre alcolista e violento con l’ossessione degli uragani, che passa tutto il suo tempo, tra una birra e un superalcolico, a sbarrare finestre e ad accumulare scatolette di cibo per le conseguenti carestie che non arrivano mai.
Esch, voce narrante, l’unica femmina, 14/15 anni o giù di lì, che ha cominciato a fare sesso a 12 praticamente con tutti, e mentre attende il ciclo che non arriva, si rende conto di essere incinta.
Randall, che pensa solo a giocare a basket e deve capire come fare a trovare i soldi per entrare nella squadra e comprare ciò che serve.
Sketaah con il suo piccolo dramma, ovvero China, pit pull bianco da combattimento che ha appena partorito cuccioli che non si sa se sopravviveranno in un ambientino a dir poco malsano come il cortile di casa, invaso da carcasse di elettrodomestici, fango, galline e via dicendo.
Gli adolescenti sono abbandonati a se stessi, manca del tutto la benché minima figura di riferimento, si arrabattano per arrivare a sera e cercare di risolvere i problemi, si prendono cura come possono gli uni degli altri e ovviamente non danno più alcun credito al padre, un macigno, più che un padre, neppure quando si mette ad urlare che si sta avvicinando un nuovo uragano, che si chiama Katrina.
Molto crudo, violento, non c’è pietà e nulla viene risparmiato, dalle umiliazioni al sesso spiccio sui furgoni ai combattimenti dei cani, un microcosmo privo di adulti che non sa come vivere e si limita a sopravvivere e dove, appunto, non si cerca nemmeno più di salvarsi la vita, ma solo le ossa.
Su tutto questo si abbatte l’uragano più feroce della storia.
Voto alto, ma ultime 100 pagine strappa-budella voto 10.