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Yates, il Moravia americano
La prima edizione italiana di “Revolutionary Road”, uscì nel 1964 con il titolo “I non conformisti”. Questa scelta editoriale così evocativa, richiama in qualche modo alla memoria le opere di Moravia, che ha fatto del tema del conformismo borghese un suo cavallo di battaglia. Ora Yates sembra proprio ammiccare da certi punti di vista a Moravia, descrivendo una provincia americana suburbana abitata da una “middle class” borghese che Frank Wheeler, il protagonista maschile del romanzo, non esita a definire ipocrita: “E’ come se tutti si fossero tacitamente accordati per vivere in uno stato di perenne illusione. Al diavolo la realtà! Dateci un bel po’ di belle stradine serpeggianti e di casette dipinte di bianco, rosa e celeste; fateci essere tutti buoni consumatori…..e se mai la buona e vecchia realtà dovesse venire a galla e farci bu!, ci daremo un gran da fare per fingere che non sia accaduto affatto”.
I coniugi Wheeler si delineano, apparentemente, come i “non conformisti” del titolo: Frank, il marito, ha un lavoro noioso ma che gli garantisce un tenore di vita borghese ed ha una collega con la quale ha iniziato una relazione extra coniugale. April, la moglie, che Yates descrive come “una massaia piccolo borghese, piena di buon senso”, tenta di evadere dalla routine quotidiana iscrivendosi ad un corso teatrale di una compagnia filodrammatica. Entrambi quando non occupati dalle loro attività, trascorrono il tempo libero assieme ad un’altra coppia di amici, i Campbell, chiacchierando e spettegolando del più e del meno, ammazzando il tempo (s)parlando sul vicinato e provando quel sottile senso di piacere che deriva dal giudicare gli altri perché ci si sente migliori di loro. Ma la vita dei Wheeler non è poi così differente da quella degli altri vicini e sotto la facciata felice si nascondono le tensioni e le lacerazioni di una coppia in crisi in cui, proprio come ne “Il Disprezzo” di Moravia, ad un certo punto la moglie April confesserà al marito di non amarlo: “Ma io non ti amo..la verità è che mi fa schifo solo vederti. La verità è che se mi vieni vicino, se soltanto mi tocchi, credo che mi metterò a urlare”.
Per lungo tempo i coniugi si crogiolano nell’illusione di evadere dalla noia del mondo borghese nel quale sono immersi e che detestano, ben idealizzato in quel quartiere suburbano di Revolutionary Road in cui abitano con i due figli, sognando di attuare una sorta di riscatto sociale che si concretizza nella volontà di emigrare in Francia, facendo tabula rasa delle loro attuali vite e ricominciando da zero in Europa. La progressiva caduta verso il baratro, provocata dalla dura realtà dei fatti e degli imprevisti di cui sono vittime, li porterà a confrontarsi con sé stessi ed i propri scheletri nell’armadio. Yates descrive un piccolo mondo borghese cieco, senza via d’uscita in cui tutti i personaggi sembrano avere smarrito il lume della ragione ed in cui, paradossalmente, l’unico personaggio savio, che dispensa parole di verità, sembra essere John, il figlio affetto da disagio mentale di un’altra coppia di conoscenti dei Wheeler.
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