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La geometria dell'amore
Sono tanti i personaggi di questo romanzo, ognuno con una spiccata personalità. C'è Omar Razaghi, che ha bisogno di una borsa di studio e deve ottenere il consenso alla stesura di una biografia dello scrittore Jules Gund, che ha scritto un solo libro per poi morire suicida. E' un ragazzo timido, di bell'aspetto, pieno di timori e indeciso sul proprio futuro, stretto tra le aspettative del padre, che lo vorrebbe medico, e il suo talento letterario. E ci sono i membri della famiglia di Gund: il fratello Adam, che convive con il giovane Pete; la moglie Caroline, un'artista spigolosa e bellissima, che si isola nella torre-studio ed abita in un bizzarro connubio insieme con l'amante del marito, la dolce Arden, e sua figlia Porzia, nella villa di famiglia in uno speduto paesino dell'Uruguay. Ognuno ha i suoi motivi per essere favorevole o no alla biografia, che rischia di mettere in luce gli imbarazzanti segreti della vita dello scrittore che hanno amato. La trama si sviluppa sull'intreccio dei dialoghi tra i personaggi - un romanzo di conversazione, come lo definisce Montesano nella quarta di copertina - ed è pure nella conduzione dei dialoghi che la maestria di Cameron disegna la psicologia dei personaggi, disvelandone a poco a poco i misteri, fino all'inaspettato finale, laddove si scopre che la geometria del tutto è creata per dar forma al sentimento protagonista, che è l'amore.
Chi lo impersona, in fondo, è proprio l'impacciato Omar, il cui arrivo improvviso in Uruguay provoca l'onda lunga che porta ognuno a decidere diversamente della propria vita, appunto seguendo il sogno d'una felicità che sembrava non essere più possibile e abbandonando l'apatia da cui derivava ogni infelicità che, come cita lo stesso autore in capo al libro, "non può durare". Così ognuno prenderà la decisione che lo farà tornare semplicemente se stesso e proverà a vivere. "Che altro posso fare?" dirà Omar alla sua fidanzata Deirdre: "Tutto quello che vuoi". "Certo, certo, ho tutta la vita davanti" (pag. 282).
E la bella Caroline, giunta a New York: "Si sentiva molto lontana da Ochos Rios. Aveva creduto che quella fosse la sua vita, ma forse non lo era." (pag. 298).
Sarà Arden, appena fuori dallo sconcertante finale, che vedrà la verità così com'è: "Come è possibile? Sembra tutto così casuale, così fragile. Come un vetro sul punto di rompersi" (pag. 313). E darà senso all'intera vicenda umana che, da schiava della paura di vivere, una volta fatta la scelta, cancella come mai avvenuta la stessa passata apatia.