Dettagli Recensione
Dissipatio H.G.
Guido Morselli
Dissipatio H.G.
H.G. sta a significare Humani Generis.
Ultimo romanzo di Morselli che, morto suicida pochi mesi dopo la stesura del libro, non ebbe mai la soddisfazione di vedere pubblicate le sue opere uscite tutte postume.
Un riconoscimento tardivo a un individuo tribolato.
Dissipatio è un'opera molto particolare, in alcuni casi viene definita di fantascienza o distopica per la storia narrata ai confini della realtà.
In verità è un documento di profonda meditazione e di altissimo valore morale che si addentra in tematiche essenziali per l'uomo: la solitudine, la morte, il senso di sgomento di fronte a un mondo abitato da una moltitudine di umanità formicolante che si muove freneticamente e che ignora l'essenza dell'esistenza, la sua finalità ultima; il concetto profondo che costituisce l'unica verità importante cioè il fatto di dare uno scopo plausibile alla vita senza infingimenti o stordimenti derivanti da fuorvianti attività che hanno lo scopo di anestetizzare la coscienza.
La vicenda si svolge a Crisopoli, immaginaria città facilmente identificabile con Zurigo.
Il protagonista, intelligente, ipocondriaco e misantropo, il giorno prima del compimento del 40esimo anno di età decide di togliersi la
vita con la strana modalità di annegarsi in un laghetto di montagna infilandosi prima in un sifone che comunica con il lago stesso.
All'ultimo momento ha un ripensamento e ritorna verso la propria abitazione.
Si accorge a poco a poco che, nel frattempo, tutta l'umanità è scomparsa e che lui è l'unico rimasto. Animali e vegetali sono vivi.
In pratica l'uomo che voleva uccidersi è rimasto solo, come se tutti gli altri fossero morti; comunque volatilizzati, dissolti.
La situazione si è modificata in senso contrario e dà occasione all'aspirante suicida di intrattenere un lungo monologo, un solipsismo allucinato ma preciso e penetrante, di grande impatto emozionale.
C'è una lucida e fredda estraneità nelle sue elucubrazioni, emerge un senso di lontano distacco verso i propri simili di cui non rimpiange l'assenza.
Questo scritto contiene indubitabilmente tutte le ragioni e il tragico sentire di un uomo pervaso da un tragica insopprimibile volontà suicida, che in effetti metterà in atto poco dopo.
Tra dotte citazioni e riferimenti letterari di notevolissimo spessore si percepisce un'incoercibile tendenza all'autodistruzione.
Un senso profondo di estraneità a tutto; il fatto di non trovare un appiglio al quale aggrapparsi per continuare a vivere.
Una malattia dell'anima incurabile e non imputabile a un fatto particolare, a un evento scatenante.
Il protagonista si comporta come se vivendo si sentisse fuori luogo, in una dimensione assolutamente estranea della quale non concepisce l'inizio, la prosecuzione, ma solamente la fine.
Un libro che colpisce al cuore, che induce a riflessione, che tratta argomenti di ordine superiore in un'ottica non convenzionale, lontana dal comune sentire. Esteticamente perfetto, perché non risente di nessun condizionameto; spontaneo e puro nella sua cristallina disperata evocativa genuinità.
Un'opera di non facile lettura dove la prima parte sembra essere un pretesto per le successive speculazioni dello scrittore; va apprezzata comunque per l'originalità e la "messa a nudo", le fragilità e i fantasmi che perseguitano un essere diverso, piegato sotto il peso di un disagio soverchiante.