Dettagli Recensione
il cuore inesperto di francesca Scotti
Bello questo romanzo, che ho divorato in qualche ora, non riuscendo ad abbandonarne la lettura. E’ la storia di formazione erotica ed emotiva di Anita, diciottenne milanese che frequenta il liceo, ma soprattutto il conservatorio studiando viola. La musica permea ogni pagina e offre ritmo e melodia alla storia, ai sentimenti, al senso di solitudine che aleggia tra i personaggi. Infatti Anita (come quasi tutti i personaggi del romanzo) è una persona sola e la musica non solo è la sua vita, ma l'unico punto fermo di un'esistenza un po' frammentata: lei suona cercando la perfezione, guardando e sentendo le sue dita scorrere sulle corde, rifugiandosi in questo mondo magico, ma solitario. Mentre le sue coetanee sognano un seno perfetto, Anita sogna l’”orecchio assoluto”.
Il cuore inesperto, in realtà, non è solo quello della giovane protagonista, perché tutti i personaggi sembrano mostrare un certo impaccio nella gestione dei sentimenti: la madre che non riesce ad esserlo completamente, il padre pensa per lo più a rifarsi una vita con la sua nuova compagna, Ludovico sembra innamorato di Anita ma non riesce a dirglielo e Gabriele prova un sentimento forte, ma malsano per la protagonista.
Gabriele, quarantenne maestro di viola di Anita, è un uomo che ha fascino e soprattutto un grande ascendente su di lei. E’ un uomo molto solo, che vive in una sorta di eterno rimpianto, dal momento che l'insegnamento al conservatorio si rivela quasi il ripiego per il fallimento della sua carriera di concertista. Entrambi vorrebbero guarire la loro solitudine nello scambio con l’altro, ma il rapporto si rivelerà presto inadeguato e malato. Sia Anita che Gabriele hanno l'illusione che la musica e la loro ambigua relazione segreta possano sanare e colmare le delusioni di lui e riempire il vuoto affettivo di lei, ma non sarà così. Il cuore inesperto di Anita, che desidera crescere ed avere una sua dimensione di musicista e di donna, arriverà a scontrarsi con la delusione di quello che credeva un amore in grado di darle questo potere e invece si rivela una delusione.
Uno dei temi portanti del libro è il contrasto tra la volontà di esercitare un controllo totale sulla propria vita e il lasciarsi andare completamente ai sentimenti e alle passioni. Interessante anche l’attenzione al cibo, soprattutto nel suo aspetto estetico, dato dagli anni vissuti dall’autrice in Giappone.
Insomma: ritengo Francesca Scotti una scrittrice talentuosa per il suo stile pulito, la sua padronanza di scrittura, per il modo in cui “passa” anche a noi più inesperti la sua passione per la musica e soprattutto per la velata melanconia che permea il romanzo (odio i romanzi che parlano d’amore in modo melenso e scontato, mentre amo l’amore un po’ sofferto, perché l’amore è pathos, è eros ma anche tanathos). E’ veramente un romanzo che merita di essere letto.
Dal romanzo:
“Nella vita sono eventi fortuiti, imprevisti che mutano il corso degli avvenimenti”;
“Anch’io mi sentivo così: avevo tanto spazio, ma non sapevo come riempirlo”;
“Fidati, che il corpo sa tutto”;
“…Perché dopo quell’imprevista mezz’ora di una sera di dicembre, in cui tutto era rimasto accennato, era lecito immaginare come possibile qualsiasi cosa”.