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Un fascino algido
Romanzo autobiografico di cui forse non ho colto tutta la bellezza. Un romanzo ben scritto, una donna che vorrebbe essere fuori dagli schemi ma .... Forse i romanzi autobiografici sono a doppio taglio nel senso che per apprezzarli pienamente bisogna trovarsi in sintonia e provare simpatia o attrazione per il narratore. Questo a me non è successo, anzi. Lalla mi sembra una donna fredda, sofisticata, intellettuale.Dalle sue pagine traspare un interesse soprattutto per se stessa (forse introspettivo ma anche narcisistico), mai un trasporto affettivo verso un'amica, un essere umano. Anche A. il suo innamorato dell'epoca sembra uno specchio attraverso il quale lei cerca di scoprire qualcosa di sé (il desiderio?). Di tutti gli uomini che attraversano le pagine e anche di tutte le donne non sembra amarne nessuno. Si salva solo Giovanni, l'unica persona vera tra quelle che incontra: boriosi, vanesi, mezze tacche, tutti in qualche modo adoranti. Non so, è una donna che apparentemente rifiuta le frivolezze della femminilità ma in realtà il suo approccio al mondo mi sembra freddamente superficiale. Forse scrive bene, ma la sua è una scrittura fredda, sobria. Io nei libri cerco un po' più di calore umano. Nella scrittura cerco empatia. Probabilmente se non ho questo tramite affettivo fatico a capire un romanzo. Certo, si coglie la ricercatezza linguistica e stilistica che isolate da un contenuto che faccia presa mi lasciano abbastanza indifferente.
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Condivido ciò che hai scritto, eccetto l'annotazione sulla superficialità, in quanto io ci trovo approfondimento.
Comunque, penso tu abbia focalizzato essenzialmente una parte, mentre penso ci sia ...di più.
La lettera in cui l'amico la lascia le rimprovera proprio ciò che gli rimproveri tu : prova a rileggerla; secondo me è un po' la 'chiave ' del libro stesso : quale coraggio da parte dell'autrice! Il suo modo d'essere diventa anche la sua condanna. Ricordiamoci infine che si tratta di un romanzo, il cui io narrante è un personaggio.