Opinione scritta da Victoria Archontis
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Questo è un romanzo storico
“ … nel corso della sua esistenza aveva visto commettere ogni sorta di turpitudine in nome dell’ira, ma quelle ispirate dall’avidità erano di gran lunga le peggiori … ”
In una Parigi misteriosa del gennaio 1463, il poeta François Villon, fissa la sommità del pozzo all’interno del quale è stato segregato dalla giustizia parigina. Fra qualche giorno il suo collo verrà posto in omaggio alla “Grande Impiccheria”, a causa dei reati da lui commessi. Ormai rassegnato, rivolge una preghiera alla Vergine Maria, quando all’improvviso la voce del guardiano interrompe la sua supplica “… Notizie importanti ho da comunicarvi …”. Villon è incredulo, ma dopo qualche ora, libero, è già in cammino verso oriente, lungo la “rive droite. Purtroppo per la sua libertà inaspettata c’è un “pegno” da pagare.
Il romanzo è ambientato nella Francia medievale della seconda metà del XV secolo, quando da due anni regna Luigi XI, successore di re Carlo VII. Si narrano, principalmente, i fatti accaduti dopo la pace anglo-franco-borgognona, quando le truppe francesi compirono gravi crimini nei confronti della povera gente che era sprofondata nella miseria.
La maggioranza dei personaggi citati sono realmente esistiti; l’autore ha apportato solo qualche modifica nei nomi propri di alcuni di loro, per non appesantire la lettura.
Il titolo del libro evoca inevitabilmente l’opera “Ballata degli impiccati” (1489) del poeta francese François Villon (Parigi 1431), e del quale dal 1463 non si ha alcuna notizia. Sono poche le citazioni ai testi del poeta, e il suo lato sensibile viene mostrato indirettamente, specialmente nella seconda parte del libro.
Leggere le prime cento pagine è stato impegnativo, a causa della scrittura complessa a tratti ripetitiva, ma risulta evidente che l’autore vuole rappresentare al meglio il periodo narrato, utilizzando una scrittura “intellettuale” e ricercata. Tuttavia sono i primi capitoli, che aiutano il lettore a prendere confidenza con i personaggi, i luoghi raccontati e il periodo storico di riferimento, introducendolo in una narrazione interessante fino alla fine. E’ un susseguirsi di figure e luoghi nuovi, apparentemente insignificanti, ma che dopo qualche pagina si manifestano come punti cruciali del racconto. È utile prendere nota dei nuovi riferimenti, ma non occorre uno sforzo eccessivo di concentrazione, in quanto la trama è avvincente e scorrevole.
Sono molteplici e interessanti gli elementi storici citati, e tutti collegati abilmente dall’autore. Si cita, per esempio, la caduta di Costantinopoli del 1453 ad opera degli Ottomani, l’Ordine degli ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme, come anche Giovanna D’Arco, tutti spunti per letture successive.
Sono dunque evidenti le competenze storiche di Marcello Simoni, e nel romanzo emerge anche la familiarità con la città di Parigi, questo però va a scapito dell’approfondimento dei personaggi dal punto di vista psicologico.
Consiglierei “La selva degli impiccati” a coloro che amano questo particolare periodo storico, quando gli intrighi, le vendette, la barbarie erano consuetudine. Il finale riserva sorprendentemente una grande prova di umanità.
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L’amore è cieco non è una semplice storia d’amore
“ … chi poteva dire cosa attirasse una persona verso l’altra? Era un mistero, qualcosa di individuale e del tutto personale… ”.
Parigi 1896. Brodie, abile accordatore di pianoforti, ormai vicedirettore della sede francese di Channon & Co, percepisce qualcosa di strano sull’andamento finanziario dell’azienda. Pensando che sia importante intervenire, va alla ricerca di musicisti compiacenti, con l’intento di pubblicizzare il marchio. Dopo diversi delusioni si imbatte in J. Kilbarron, un musicista dall’ “orecchio assoluto”, un po’ antiquato come maestro, ma che continua a suonare con invidiabile brio e potrebbe fare al caso suo. I due si incontrano dopo uno dei concerti del compositore al Theatre de la Republique. In quello stesso luogo incontra anche Lydia , una solista troppo esile e alta per essere soprano, che sconvolgerà la sua vita in modo inimmaginabile. Egli rimane estasiato e inconsapevolmente travolto dal destino. “…Chiamami Lika, Brodie, ma solo quando siamo da soli, se non ti dispiace. Non credo che John approverebbe tanta familiarità…”.
Il romanzo è ambientato alla fine del XIX secolo (inizio XX secolo). E’ un viaggio che inizia dalla Scozia fino ad arrivare nelle isole Nicobare e Andamane, passando per Parigi, San Pietroburgo, Vienna, Trieste.
Per apprezzare meglio questo romanzo è necessario liberare la propria mente da ogni logica, da ogni ragionevolezza, tollerare la sensibilità eccessiva, l’ingenuità dei sentimenti, la vulnerabilità e le insicurezze. Occorre provare empatia per i personaggi senza formulare giudizi, altrimenti si rischia di detestarli, di non comprendere i loro comportamenti.
Nulla rimane immutato in questa storia: quando si è convinti che è stata scritta la parola fine, ecco all’improvviso un altro colpo di scena.
“L’amore è cieco” è da leggere e godere fino all’ultima pagina, magari con un sottofondo musicale come, per esempio, la sinfonia n°3 di Cajkovskij.
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Questo romanzo è una storia d’amore, ma anche...
“…ho intuito che può esistere qualcosa oltre la morte, che la nostra vita non si esaurisce in una strada assurda senza uscita…”.
La storia inizia a Settembre del 1930 a Buenos Aires. Un uomo “quasi” perfetto, ricco proprietario terriero, a seguito di una serie di incubi, si rivolge ad una psicanalista Jungiana, ed è così che rivoluziona la sua vita. Egli parte, dunque, per un lungo viaggio diretto in Grecia.
Il racconto non si perde nei dedali complessi della psicanalisi e della filosofia, perché tratta e intreccia in maniera semplice e accessibile le teorie dello psichiatra Carl Gustav Jung, dei filosofi greci, e accenna anche a quelle delle tribù indiane. Il risultato è una storia leggera basata sul pensiero della reincarnazione.
L’autore nato in Egitto da madre francese e padre egiziano, a parte qualche imprecisione sul greco antico , ha una buona conoscenza , non solo delle teorie di cui sopra ma anche dei luoghi, delle tradizioni e della storia dei Paesi citati.Questo libro lo consiglio a coloro che amano le storie romantiche ma surreali, mentre gli scettici sulla reincarnazione (come me) potrebbero apprezzare le qualità dello scrittore.
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