Opinione scritta da campobalzo

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Fantascienza
 
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campobalzo Opinione inserita da campobalzo    15 Mag, 2018
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Distopia illuminante

" Il mondo nuovo" e " ritorno al mondo nuovo" sono due libri di Huxley, il primo scritto agli albori degli anni 30 e il secondo a quelli degli anni 50. Essi sono due romanzi distopici di indubbia caratura letteraria e sono molto diversi fra loro.
"Il mondo nuovo " è un romanzo che parla di un futuro molto lontano dove regnano Super organizzazione e gerarchie che sono perfettamente rispettati da cittadini educati fin da tenerissima età a questo mondo privo di libertà, in favore di una coercizione funzionale al mantenimento del Bene supremo: l' ordine.
Mentre ne " Il mondo nuovo" viene raccontata una storia con due protagonisti, ne " ritorno al mondo nuovo" invece sono analizzate le riflessioni dell'autore che gli hanno permesso di immaginare un futuro che ci appare così lontano e distante dal nostro presente.
Il romanzo che più mi è piaciuto è il secondo, che ovviamente è inscindibile dal primo, ma mentre nel primo racconto la storia per alcuni tratti si perde anche in descrizioni irrilevanti di alcune fantasie dell' autore come il cinema olfattivo, il secondo è sconfortante per come è razionale. In " ritorno al mondo nuovo" vengono analizzati punto per punto i motivi che secondo Huxley porteranno a un futuro simile a quello da lui descritto nel primo racconto, ma in modo sorprendentemente innovativo e incredibilmente esaustivo e preciso. Ad esempio il tema della deriva autoritaria, che sembra estremamente attuale oggi, 15 maggio 2018, dove partiti populisti dal dubbio valore continuano a crescere imperiosamente, dove la popolazione subisce il fascino di un personaggio autoritario come Putin. L' autore infatti teme che l' avvento della sovrappopolazione possa portare a una riduzione della distribuzione delle risorse, causando l' insorgenza dei cittadini che tenderanno ad accusare al democrazia di colpe che essa non ha. Si sente sempre più spesso la frase: " la democrazia è sopravvalutata "; ma quali forme di governo sono migliori? Non è colpa della democrazia se i giovani non hanno davanti il roseo futuro che avevano i nostri genitori nell' ormai lontano miracolo economico che ha fatto arrivare l'Italia addirittura nel G7. Tornando al libro e abbandonando l'ingente digressione sulla situazione attuale, i due libri risultano molto scorrevoli e innovativi, nonostante riprendano una tradizione distopica a cui Huxley fa riferimenti in " ritorno al mondo nuovo". Lo stile è leggere e scarno nel secondo romanzo, e ricco di descrizioni e piuttosto pomposo in alcuni tratti nel primo.
In conclusione ho visto " il mondo nuovo" come una breccia nel mio pensiero e " ritorno al mondo nuovo" come un libro illuminante, meraviglioso nei contenutiI e nel messaggio, in pratica una vera e propria chiacchierata con l' autore, più maturo a 20 anni di distanza dalla stesura del suo primo romanzo e brillantemente lucido nelle sue riflessioni.

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"1984" di Orwell
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campobalzo Opinione inserita da campobalzo    15 Mag, 2018
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Una quotidiana attesa eterna

Il rinvio" è la seconda opera facente parte della raccolta chiamata " le vie della libertà" che comprende in tutto tre libri." Il rinvio" fu scritto nel 1941 da Sartre. Non ho avuto ancora modo di leggere gli altri due racconti, ma da subito ho notato che " il rinvio" non è meramente un sequel, ma può essere gustato anche singolarmente.
Il libro tratta dell' attesa infinita di una guerra che i più vedono come imminente, ma che ha un travaglio intricato e dai contorni non ben definiti. I protagonisti sono molteplici e vengono in gran parte ripresi dal primo libro facente parte della raccolta " le vie della libertà " , ovvero " l'età della ragione". Le storie dei numerosissimi personaggi si intrecciano e si perdono in un flusso continuo di racconti, in cui è consigliabile tenere desta la propria attenzione durante la lettura. Infatti a volte vengono cambiati i protagonisti della vicenda anche all'interno di uno stesso periodo, lasciando quindi spazio anche a un palese virtuosismo da parte dell'autore. Chiaro il suo intento di ritrarre esperienze di vita quotidiana, in cui ciascun lettore può immedesimarsi, solamente in tempi molto tribolati.
Per coloro tra voi che cercano un libro scorrevole e leggero, avete decisamente sbagliato strada, per chi invece si vuole immergere nei meandri molto frastagliati del pensiero di un filosofo che vuole mandare dei chiari messaggi attraverso semplici storie di quotidianità, allora avete trovato il libro giusto.
Lo stile di scrittura è abbacinante, degno dei migliori romanzieri del Novecento; non è ridondante, oltre a essere ricco e leggero.
Per quanto riguarda la trama è un' impresa che non mi può appartenere quella di riassumerla in poche righe. I personaggi, come già accennato prima, sono moltissimi e tendono ad aumentare man mano che si avanza nella lettura.
Un altro aspetto del libro è che Sartre non forza la mano nelle sue storie: ne " Il rinvio" non c'è propaganda del suo caro esistenzialismo, infatti il messaggio che desidera mandare al lettore è più quello di sensibilizzare alla guerra che egli non ama.
"Il rinvio" è un libro che consiglio in particolar modo a un lettore che già ha avuto a che fare con Sartre e che non si fa abbattere da una scorrevolezza che qui stenta a esserci.

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