Opinione scritta da Jari
30 risultati - visualizzati 1 - 30 |
Desiderio e vita
Complesso, potente, straordinario affresco di una Russia spesso rurale, ma anche cittadina, Anna Karenina è un romanzo, citato da tutti, rappresentato al cinema svariate volte, che si potrebbe definire corale, tali sono i personaggi che lo popolano. Su tutti spiccano forse, oltre ad Anna e Vronsky , Kitty, Konstantin Dmitri? Levin, Alexei Alexandrovich Karenin, Dolly e Stepan "Stiva" Arkadi?, le cui vite, angosce, tormenti si intrecciano in più di mille pagine che pare si leggano come a guardarsi in uno specchio. Già perchè il romanzo, attualissimo e per questo classico senza tempo, parla di e ad ognuno di noi, racconta la vita e i segreti che caratterizzano tutti noi, quasi che fossimo anche noi appunto protagonisti delle storie che si susseguono. Amore struggente, senso di colpa, morte, religione, arte, morale comune, politica, economia, filosofia: Tolstoj parla di tutto questo attraverso i suoi personaggi meravigliosamente caratterizzati a tutto tondo, con tutte le loro fragilità ma anche virtù. E' una storia d'amore quella che lega Anna a Vronsky? Certo, ma non ci si ferma mai alla superfice, non ci si dilunga mai sugli aspetti sentimentali del loro rapporto, e quando lo si fa sono ben visibili i sentimenti contrastanti che divorano dall'interno Anna, perennemente in conflitto fra un amore incondizionato e i vincoli morali che impone la società, il matrimonio e soprattutto il senso di colpa per quel suo figlio che solo una mattina, in segreto e per pochissimi struggenti momenti, è riuscita a vedere dopo l'abbandono della casa coniugale. Era l'unica via d'uscita quella scelta da Anna per mettere fine ai suoi tormenti? Forse, ma Tolstoj non prende posizione e fa finire in maniera quasi straniante il romanzo, incredibilmente direbbe qualcuno, con Levin che cerca nella metafisica il senso della sua esistenza, mentre Vronsky nelle ultime pagine nemmeno quasi lo si vede se non per i riferimenti all'impresa che sta per intraprendere. Leggere questo romanzo per la prima volta mi ha fatto quasi rinascere e per questo lo consiglio a tutti, e a tutte le età.
Indicazioni utili
Surreale ed enigmatico
Romanzo dalle forti tinte surreali. Tre giorni raccontati e vissuti in prima persona da un pianista di fama (Ryder) in una città imprecisata, fra personaggi più o meno credibili ma di forte caratterizzazione, e situazioni paradossali che spesso assumono connotazioni grottesche. L'obiettivo è partecipare, il terzo giorno, ad un evento di importanza capitale per se stesso e per la città che lo ospita. Ma niente va come dovrebbe: dietro l'angolo c'è sempre l'imprevisto che sconvolge il programma e si respira ad ogni pagina un senso di frustrazione e spaesamento. Lettura non sempre facile, si fa fatica ad entrare in sintonia con il punto di vista e la tecnica narrativa dell'autore, ma quando ci si riesce è uno spasso. Consigliato a patto di staccare il cervello e farsi cullare dal flusso narrativo, caotico forse, ma di un certo fascino.
Indicazioni utili
Mosaico di vite e memorie
La fine dell'Unione Sovietica ed i tumultuosi anni che ne sono seguirono raccontati dai suoi protagonisti, semplici cittadini soprattutto, contadini, operai, intellettuali, che ci danno uno spaccato desolante, triste, spesso nostalgico di quella che è stata l'utopia comunista e del suo tramonto. Ne esce un mosaico di vite tragiche, disorientate fra la nostalgia di un passato colmo di speranze ed illusioni, ed un futuro incerto, dove non c'è più spazio per l'"homo sovieticus", per i "Sovok", termine ironico-dispregiativo con cui nel gergo comune sono chiamate tutte quelle persone che non sanno adattarsi al mondo nuovo del capitalismo e restano fermamente ancorati, per mentalità e approccio all'esistenza, all'URSS. Lettura davvero consigliata.
Indicazioni utili
Tormenti, bramosie e vendette
Classico della letteratura inglese, uno di quei romanzi di cui senti parlare da una vita e che però non leggi mai ed intanto gli anni passano. Ma eccomi qui a raccontarlo avendolo finalmente letto. E’ intanto una storia in buona parte raccontata in terza persona da Nelly Dean, governante a fasi alterne delle tenute di campagna Wuthering Heights e Thrushcross Grange, principali ambientazioni del racconto, a Mr Loockwood, un uomo interessato a trovarvi rifugio in fuga dalla città. Mai Loockwood avrebbe immaginato di quali tormenti, bramosie, folli gelosie e spietate vendette quelle mura fossero state testimoni nei precedenti decenni. Già perché “Cime tempestose” è la plastica rappresentazione di quali effetti devastanti possa provocare sugli individui un amore assoluto, selvaggio, senza compromessi, quello che lega fin dalla loro giovinezza Heathcliff a Caterina, e che sopravvive nel primo sottoforma di ossessione anche dopo la morte della seconda. Tutt’altro dunque di ciò che ci si attende da un racconto romantico con un bel lieto fine. Modernissimo per i tempi in cui fu scritto ed ancora adesso potente e bellissimo.
Indicazioni utili
Miseria e nobiltà
Romanzo d'avventura ambientato nel sud di una Francia ottocentesca devastata dal colera. Ne è protagonista Angelo Pardi, giovane ufficiale degli Ussari in fuga dal Piemonte per attività eversiva. Già perché Angelo è un rivoluzionario, intriso di ideali risorgimentali e nobili ideali cavallereschi. Nelle sue pellegrinazioni fra le città ed i villaggi provenzali incontra una donna, Pauline de Theus, marchesa e compagna del protagonista per una buona metà del racconto, incontrata in una delle fasi del romanzo in cui il protagonista è costretto a rifugiarsi sui tetti di Manosque per fuggire alle ire degli abitanti che lo scambiano per untore e coleroso. La loro relazione rimane sì platonica ma comunque raggiunge un livelli di intimità e confidenza importanti. Di fronte a loro il colera, il volto oscuro ed onnipresente del racconto, volutamente reso grottesco ed amplificato nei suoi effetti sulla popolazione dal narratore (storicamente fu molto meno devastante di come viene raccontato) proprio per significarne il valore simbolico. Si ammalano di colera tutti coloro che ne hanno paura e che vivono nell'egoismo e nel cinismo. E' dunque il simbolo di una società moralmente malata, a cui si contrappongono Pauline e Angelo, che ne rimangono o indenni (Angelo) e ne guariscono (Pauline) proprio perché i loro sentimenti e ideali sono puri ed incontaminati.
Indicazioni utili
L'Altro
Il racconto di un viaggio nel cuore dell'Africa, che è allegoria del confronto dell'uomo occidentale con l'Altro. L'Altro è un mondo ancestrale che Marlow, il protagonista, teme ma anche ammira, anela. Simbolo grottesco e quasi divino di questo mondo è Kurtz, che Marlow prima immagina e poi conosce poco prima della morte quando lo raggiunge nella remota colonia di cui è re incontrastato. In ogni pagina si respira la solitudine, il disorientamento, l'assenza di Dio e di morale. Pagine di grande effetto, rese poi famose dalla nota trasposizione cinematografica.
Indicazioni utili
Vite di uomini in guerra
Racconto corale che ha come epicentro affettivo e umano una famiglia e geografico una città. La famiglia sono gli Šapošnikov, le cui vicende tragiche si intersecano sullo sfondo del regime totalitario stalinista e della guerra. La città è Stalingrado, ritratta durante gli ultimi mesi prima della capitolazione. E’ un romanzo ambizioso ed epico di “guerra e pace”, di battaglie e di vicende personali, dove amore e tragedia si confondono ad ogni pagina. Il filo conduttore è la lotta dell’individuo contro lo Stato e l’ideologia ufficiale, ad esempio durante gli interrogatori alla Lubjanka, nei campi di concentramento e rieducazione o nei centri di ricerca scientifica. La lettura scorre come un fiume in piena: all’inizio si fa fatica a trovare un filo conduttore, talmente tanti sono i personaggi e gli eventi raccontati, ma poi si prende il ritmo e non ci si stacca più. Fra i capitoli memorabili, se proprio dobbiamo fare delle scelte, c’è quello che racconta il binomio fra fisica e dittatura (Libro I, cap. 17), seguito da un dei più toccanti ed intimi, quello della lettera della madre a Viktor (Libro I, cap. 18). Ci sono capitoli che raccontano il senso dei totalitarismi (Libro I, cap.50). O descrizioni lucide della follia dei campi di concentramento e dell’anti-semitismo alla base del nazismo (Libro II, capp. 31-33). Insomma, è un libro totalizzante che ti entra dentro, per sempre.
Indicazioni utili
Lo specchio del declino della condizione umana
La repentina discesa nella barbarie umana di un condominio di duemila abitanti, specchio inquietante della società in declino. Sù, in alto, agli ultimi piani del grattacielo vivono i privilegiati membri dell'upper class, guidati Anthony Royal, che è anche uno degli architetti della struttura. Nei piani centrali e inferiori tutti gli altri, fra i quali spicca la figura di Richard Wilder, tutti dominati dalla brama di conquistare piano dopo piano sempre più potere verso la vetta. E sullo sfondo un terzo protagonista, un medico, il dottor Lang, più interessato anche morbosamente alla sorella che alla vita del condominio. E' una guerra fratricida fra clan, classi sociali, quella che vediamo rappresentata nelle pagine di questo visionario e inquietante romanzo nello stile della poetica del suo autore, dove piano piano tutti i vincoli sociali, morali ed etici vengono meno, incesto e cannibalismo compresi. Lettura consigliata anche se ritengo non per tutti i palati. Ma ogni tanto un pugno nello stomaco è salutare.
Indicazioni utili
Due americani nella Berlino nazista
Il giardino delle bestie, alias il Tiergarten, è un delizioso e godibilissimo racconto a forti tinte documentaristiche ambientato nella Berlino dei primissimi anni dopo l'ascesa al potere di Hitler. Lo definirei un racconto corale, nel senso che non vi sono protagonisti assoluti nella narrazione. Certo, l'ambasciatore americano William E. Dodd e sua figlia Martha la fanno da padroni e meritano qualche caratterizzazione in più. Dodd è il classico integerrimo cittadino americano, innamorato della storia, delle tradizioni e della vita di campagna che, per esplicita volontà di Roosevelt (e anche perché una lunga lista di altri candidati preferibili a Dodd non si è dimostrata disponibile) si trova catapultato nella Germania nazista ed assiste quasi senza potersi opporre al consolidamento del regime fra epurazioni e parate. Quasi, perché nel suo piccolo cerca in ogni modo di adoperarsi per fare da mediatore all'inizio e poi, appena si rende pienamente conto che a governare la Germania è un clan di folli assetati di morte, cerca di avvisare il suo governo della minaccia che incombe sull'Europa, ma rimane inascoltato come una moderna Cassandra. E che dire di Martha, la figlia. Donna volubile, libera, innamorata di quanto di bello la vita possa offrire, senza compromessi. Ma anche ingenua certo, dato che prima si fa completamente accecare dalla cosiddetta rivoluzione nazional socialista e ne abbraccia con forze le aspirazioni e le logiche. Poi quando anche lei si accorge della verità, sembra abbracciare gli ideali del comunismo, anche dopo la fine della sua esperienza berlinese.
Indicazioni utili
Apocalisse esteriore ed interiore
Siamo nel XXII secolo. La Terra è sott'acqua e si è ridotta ad un'insieme di immense lagune e foreste tropicali infestati da iguana a causa di una catastrofe cosmica (delle tempeste solari) che ha innalzato vertiginosamente la temperatura del pianeta. Solo gli attici dei grattaceli (spesso hotel di lusso), che sorgono dalle acque putride, permettono ancora una qualche forma di vita domestica. Lì vivono i protagonisti di questo romanzo apocalittico e visionario. Su tutti, Robert Kerans, ufficiale medico e direttore di un laboratorio, e Beatrice Dahl, entrambi testimoni e vittime di un'apocalissi non solo naturale ma anche umana e psicologica. Si respira infatti decadenza ed involuzione interiore più si va avanti nella lettura. L'ultima parte ne è il coronamento, con Kerans che contrariamente a quanto affermerebbe la logica non si dirige a nord (verso l'unico avamposto ancora abitabile ai poli) ma verso sud, verso un'inferno che lui interpreta come salvazione.
Indicazioni utili
Fra passato e presente, fra amore e morte
Un viaggio a ritroso nel tempo, fra presente e passato, dove i ricordi della giovinezza si intersecano con la triste condizione esistenziale di un uomo (il protagonista Max Morden, storico dell’arte) ormai anziano che deve fare i conti con un lutto recente (quello della moglie). I pensieri vanno continuamente alle estati passate nella stessa località di villeggiatura dove si ritrova molti anni dopo, ed in particolare ai Grace, la famiglia vicina di casa di quelle afose estati. E’ l’amore il sentimento che Morden principalmente rievoca, sottoforma di attrazione sessuale per lo statutario corpo della signora Grace o di attrazione emotiva adolescenziale nei confronti della coetanea Chloe. Ma assieme all’amore c’è anche la morte a far capolino nei suoi ricordi, ed un segreto, che verrà svelato solo alla fine della narrazione. L’anello di congiunzione fra passato e presente è il mare, da cui il titolo di quest’interessante romanzo che sicuramente consiglio.
Indicazioni utili
Arte demoniaca
Questo libro mi perseguita da una vita. Ogni tanto, ad anni di distanza, riaffiora il desiderio di rileggerlo ed ogni volta è un’impresa, appagante anche se non esente da sofferenza. Già perché la lettura di questo affascinante, complesso e corposo romanzo, riletto da poco, non è facile: la prosa non è scorrevole, i temi affrontati sono ostici, il flusso narrativo è a tratti frastagliato e non lineare. Ma credetemi: ne vale la pena. E’ la storia tragica di un compositore, alter ego di Arnold Schönberg e della sua arte estrema e visionaria. Ogni capitolo è un mondo, un laboratorio di idee e stimoli. Magistrali quelli che narrano le lezioni di Kretzschmar su Beethoven e la fuga e sulla sonata op.111, o sulla musica "troppo insolita e troppo capricciosa e strana" di Ephrata nata all'interno della setta degli anabattisti tedeschi in Pennsylvania nel XVIII secolo, e le lezioni sul concetto del libero arbitrio e sul rapporto di bene e male nella religione cristiana di Schleppfuss ad Halle durante i corsi universitari in teologia. E che dire del capitolo (il XXV) in cui Adrian racconta dell’incontro con il demonio, dove il linguaggio raggiunge vette vertiginose o di quello (il XLVII) incentrato sulla straziante confessione alla cerchia di suoi amici ed ammiratori del patto scellerato che lo ha portato alla gloria ma che gli ha anche assicurato la dannazione eterna, anticipata dalla decadenza mortificante dei suoi ultimi anni di vita.
Indicazioni utili
Un romanzo di formazione
Of human bondage (titolo originale che, rispetto al titolo tradotto in italiano, meglio dà il senso di che cosa l’autore abbia voluto rappresentare e quali siano stati i suoi riferimenti etico-filosofici - Sulla schiavitù umana di Spinoza -) è il classico romanzo di formazione che narra i primi trent’anni di vita di Philip, il protagonista. Sono descritte le tappe della sua educazione alla vita, professionale, culturale, sentimentale. Lo iniziamo a seguire poco più che bambino ad elaborare il lutto della morte della madre e ad adattarsi ad una vita austera dominata da valori religiosi rigidissimi nella provincia inglese, dove i libri sono la sua unica fonte di beatitudine ed evasione spirituale. Cresciamo assieme a lui durante le sue prime esperienze con la scuola, il lavoro e con i viaggi all’estero (quello in Germania dove inizia ad approcciarsi alle amicizie e all’altro sesso, e soprattutto quello a Parigi, così ricco di esperienze umane e culturali). Non ha le idee ben chiare Philip di cosa voglia fare da grande: il commercialista, il pittore, il commesso di negozio, il medico sono professioni che via via fanno capolino nella sua vita quasi per caso, per necessità o per apparente vocazione. Philip ha tanti amici e ciascuno a suo modo speciale in un particolare periodo della sua vita, ma nessuno così importante da accompagnarlo lungo tutta la sua vita. Già perché Philip capisce presto che nella vita si è alla fin fine soli, e con la solitudine bisogna farci i conti. Questo è vero non solo per le amicizie ma soprattutto nei rapporti con l’altro sesso. La sua menomazione fisica (un piede equino) certo non lo ha aiutato, instillandogli un odioso complesso di inferiorità che lo ha reso a più riprese molto impacciato nelle relazioni sociali. Come pure d’altro canto non sono mancate le donne che, ognuna a suo modo, abbiano nei suoi confronti dimostrato in diverse fasi della sua vita un genuino interesse, da lui però mai veramente ricambiato. Perché? Forse perché non era mai vero amore, incondizionato, assoluto, come nei libri che lo hanno accompagnato fin dall’infanzia. La ricerca di questo amore assoluto ed idealizzato sembra finire con la conoscenza di Mildred, di cui il protagonista si infatua perdutamente. E’ però un amore malato, non ricambiato, masochistico, che lo logora nel profondo e che negli anni si trasforma in qualcosa d’altro: affetto prima e compassione poi verso una personalità psicologicamente disturbata dai tratti (auto)distruttivi. La salvezza per Philip si trova, forse, all’interno di una numerosa famiglia che vive in campagna, che lo aiuta nel momento più difficile della sua vita e che lo accetta così com’è. In essa lui ritrova quella pace, quei genitori che non ha mai davvero avuto e, forse, l’amore ricambiato.
Indicazioni utili
Amore tragico e totalitarismo
Romanzo struggente, che narra la lotta dell’individuo contro il totalitarismo. Siamo nella Pietrogrado post rivoluzionaria, prima metà degli anni 20. La guerra civile si è conclusa a favore dei bolscevichi, impegnati nell’edificazione della repubblica dei soviet. La città respira miseria, i timidi tentativi di uscita dal comunismo di guerra con la NEP non portano ad un reale miglioramento della situazione economica. E’ florido solo il mercato nero, alimentato da speculatori senza scrupoli, condannati dall’ideologia ufficiale ma tollerati quando si tratta di fare affari. La maggioranza della popolazione vive di privazioni e stenti, un’altra parte della popolazione, decisamente minoritaria, cavalca l’onda della nuova situazione politica, integrandosi nello stato totalitario. Alla prima categoria di popolazione appartengono gli eredi di un mondo scomparso, quello borghese e aristocratico dell’impero zarista, di cui la famiglia Argunova è degna rappresentante. Una parte dei suoi membri a poco a poco si arrende, accettando di integrarsi zelantemente nel nuovo stato. Non Kira Argunova però, l’eroina indiscussa del romanzo, disposta a sacrificare tutto, compresa la sua dignità, per coltivare il sogno di un amore impossibile e di una fuga all’estero con Leo Kovalenskij, inviso al regime perché figlio di un alto ufficiale dell’esercito zarista e dell’armata bianca. Alla seconda categoria appartengono invece i membri della nuova classe dirigente dello stato bolscevico, cinici, meschini, che si riempiono la bocca di retorica rivoluzionaria ma capaci delle più efferate bassezze. Fa eccezione Andrej Taganov, eroe della rivoluzione e della guerra civile e membro della polizia politica, ma capace di gesti di reale nobiltà d’animo. Come quello di rinunciare alla donna amata (Kira) e sacrificare se stesso autocondannandosi al suicidio (politico e fisico) pur di dare a Kira una prospettiva per se stessa e per io suo amore (quello per Leo). Le pagine in cui Kira, dopo l’arresto di Leo, fa visita ad Andrej confessandogli i suoi reali sentimenti ed il modo in cui Andrej reagisce grondano di fervore e tenerezza, forse le pagine più belle del romanzo. Il finale, tragico ed eroico assieme, è indimenticabile.
Indicazioni utili
Il volto oscuro dello stalinismo
Romanzo claustrofobico, cupo, che ha il merito di gettare luce, fra i primi, sui processi politici degli anni 30 in Unione Sovietica, sulle tecniche che portavano alle confessioni fotocopia e in ultima analisi sulle logiche alla base della dittatura. Rubasciov, il protagonista che da carnefice si trasforma in vittima sacrificale fagocitata da Saturno (la rivoluzione) che mangia i suoi figli, è dapprima rinchiuso in un'angusta cella a ricordare gli eventi della sua vita da agitatore internazionale e poi soggetto a lunghi e logoranti interrogatori diretti da veri e propri torturatori di professione. Sullo sfondo l'onnisciente "Numero 1" (Stalin), mai citato per nome, che come un burattinaio è impegnato a liquidare tutta la vecchia guardia, accusando di trotskismo tutti coloro che direttamente o indirettamente non sono impegnati nell'edificazione del socialismo in un solo paese e sognano la rivoluzione internazionale. I richiami alla rivoluzione francese e a Danton nell'ultima parte del libro sono superbi.
Indicazioni utili
Un amore inquieto nel vortice dei totalitarismi
L'epopea di due amanti sullo sfondo dei tragici eventi storici che sconvolsero l'Europa fra il 1917 ed il 1945. Osserviamo Ksenija Fedorovna Osolin perdere l'innocenza fra i tumulti della rivoluzione d'ottobre, perdere il padre (ammazzato dai rivoltosi a Pietrogrado) e la madre (in mare durante la fuga dalla Russia sconvolta dalla guerra civile), arrendersi ad un matrimonio di convenienza a Parigi, sacrificando se stessa per donare ai propri famigliari sopravvissuti un pizzico di serenità e agiatezza economica, quest'ultima assicurata anche da una carriera come indossatrice per una famosa casa di moda parigina. Max Von Passau, berlinese, fotografo di successo, è testimone degli eventi della Repubblica di Weimar e dell'ascesa del nazismo, condividendo con il suo primo amore, Sara, ebrea, una vita fatta di crescenti prevaricazioni e soprusi. L'incontro dei due in un locale notturno di Parigi sarà fatale: l'amore sboccia, dirompente ed incontenibile, ma non si concretizza per il timore di Ksenija di lasciarsi andare ai sentimenti a discapito della razionalità. Questa armatura sarà abbandonata solo nel pieno della seconda guerra mondiale, in una Berlino devastata dai bombardamenti. E' un romanzo storico appassionante, intenso, anche se a volte un po' troppo orientato sulle vite private a scapito delle dinamiche storiche e patinato nel limitarsi spesso a sfiorare la superfice di determinati eventi e personaggi senza forse riuscire del tutto a coglierne l'essenza tragica. D'altronde, l'indicibile è difficile da raccontare.
Indicazioni utili
Nobilità di stile e di vita
Romanzo sublime, che si legge tutto d'un fiato e che incanta per piacevolezza di lettura e stile narrativo, merito dell'autore certo, ma anche dell'ottima traduzione. I tre decenni abbondanti in cui il protagonista, il conte Alexandr Rostov (Sasa), vive agli arresti domiciliari nella gabbia dorata dell'hotel Metropol di Mosca sono raccontati attraverso i luoghi in cui vive e lavora, che assumono quasi vita propria: le sue due piccole stanzette (una ufficiale e l'altra segreta), i ristoranti, il bar, il barbiere). Non mancano gli incontri con uomini potenti della nomenklatura comunista e dell'élite diplomatica internazionale. E non mancano anche gli affetti, sia intesi come vere e proprie relazioni padre - figlia (quella con Nina, destinata ad un tragico destino, e poi con la figlia di questa - Sofia - pianista di talento e contrariamente alla madre desitinata ad un destino radioso) sia intesi come rapporti di amicizia, fra cui spicca quello con gli altri due membri del "triunvirato". Ma è anche un romanzo di ricordi, quelli in cui il conte rievoca la sua giovinezza passata a Nizhnij Novgorod e Bellosguardo, dove si percepisce tutto il fascino della cultura e dell'animo russi. La politica rimane sullo sfondo, ma fa capolino spesso fra le pagine. Due suite dell'hotel sono testimoni di due eventi importanti della storia politica post rivoluzionaria: la stesura della nuova costituzione negli anni 20, dove con chiaro intento ironico l'autore ci racconta come fossero istituite le libertà fondamentali di coscienza, di espressione, di riunione, ma soprattutto la libertà del partito di revocarle in caso di contrasto con l'ideologia, e l'incontro del comitato centrale del PCUS l'anno dopo la morte di Stalin, dove sono mirabilmente delineati i nuovi rapporti di forza all'interno del partito. Il finale, dove emergono in tutto il loro splendore tutte le doti del conte come uomo d'armi, spia, abile tessitore di piani, è incantevole.
Indicazioni utili
La tragedia di un fratello ed una sorella
Romanzo a tre voci, in cui i due racconti della vita di un fratello (Manuel) e sorella (Juana) di Bogotà si accompagnano al racconto dei tentativi di un console colombiano a New Delhi di salvare la vita al primo attraverso la seconda. Manuel e Juana hanno bisogno l'uno dell'altra per farsi forza e resistere in una società, quella colombiana di Bogotá, volgare, venale, provinciale, di cui i genitori sono la perfetta rappresentazione. Il legame fra i due è fortissimo, simbiotico, e non accetta compromessi. Tutto vi è subordinato: la dignità di Juana, che accetta di prostituirsi con uomini che detesta umanamente e politicamente pur di potersi permettere di regalare libri e bombolette spray per i graffiti al fratello, e il rischio corso da Manuel di attraversare mezzo mondo facendosi arrestare pur di trovare la sorella scomparsa. Tutta la parte finale è struggente, fra snervanti attese e tragica disillusione.
Indicazioni utili
Il romanzo delle dicotomie
Il mio primo Kundera, nella sua forse più famosa fatica letteraria. Delizioso. Se ne coglie penso il suo reale significato se lo si approccia più come saggio filosofico che come romanzo propriamente detto. Sono le dicotomie esistenziali il filo conduttore della narrazione: quella fra leggero e pesante, fra libertà e coercizione, non solo in senso affettivo (la spinta ossessiva ed irrefrenabile, ancorché inappagata, verso la libertà dell'innamoramento ed il desiderio del controllo di se stessi e dell'altro) ma anche storico (le pagine sulla primavera di Praga e la successiva invasione sovietica). I protagonisti nonché interpreti paradigmatici di queste lotte dicotomiche sono Tomas, moderno e decadente ricercatore della felicità effimera, traditore seriale ma incapace di staccarsi dalla sua compagna, che raggiunge a Praga da Zurigo anche a costo di recarsi oltre cortina. Tereza appunto, donna con un'infanzia molto triste che si getta anima e corpo in un amore idealizzato con Tomas per compensare l'assenza di amore della madre, lacerata dai tradimenti di Tomas ed illusa di poterlo cambiare e controllare. Sabina, amante storica di Tomas, pittrice controcorrente e anticonformista, nei sentimenti come nella vita, che fugge da tutto e da tutti e che vuole fare della propria vita un'opera d'arte. Franz, uomo opposto rispetto sia a Tomas che a Sabina, con cui ha un flirt, quanto ad approccio alla vita e alle relazioni. Coraggioso, idealista, capace a differenza di altri di assumersi le proprie responsabilità ed andare fino in fondo rispetto alle proprie scelte di vita. E' un romanzo in grado di commuovere e far riflettere sul senso dell'esistenza e dei rapporti d'amore.
Indicazioni utili
Realismo fantastico
Racconto, o romanzo breve, che si legge tutto d'un fiato e che riassume la poetica dell'autore: conciliare il realismo con la fantasia. Lo stile è asciutto, essenziale, ma non mancano elementi di brio narrativo che rendono la lettura piacevole e a tratti divertita. La vita ordinaria del protagonista scorre in un clima di crescente inquietudine. L'orrore si percepisce, ma non è mai esplicito, se non alla fine.
Indicazioni utili
La discesa nell'abisso
La seconda guerra mondiale raccontata dall'ufficiale delle SS Maximilien Aue, figura tragica calata in avvenimenti storici e logiche di potere più grandi di lui, che spesso subisce senza aver mai il coraggio di ribellarvisi. Lo vediamo partecipare, seppur senza traccia di zelo, ai massacri di ebrei nell'Ucraina appena occupata dopo l'inizio dell'Operazione Barbarossa (pagine che rappresentano un vero e proprio pugno nello stomaco) ed ancora arrancare fra le rovine di Stalingrado. Nel mezzo le parentesi della Crimea e soprattutto del Caucaso, dove la guerra non è più protagonista assoluta e dove c'è spazio per viaggiare con la fantasia e filosofeggiare assieme a Voss sulla storia del linguaggio e delle culture. E poi c'è Berlino, dove Aue prende servizio dopo essere stato rimpatriato causa grave incidente a Stalingrado e dove riesce, tessendo tutta una serie di rapporti con personaggi di potere, a fare carriera fino a diventare uomo di punta delle SS nella gestione dei campi di concentramento. Berlino è anche il luogo dell'epilogo del romanzo, e dell'incontro surreale e grottesco nel bunker con Hitler. Sullo sfondo, la morbosa storia d'amore con la sorella, che contribuisce a rappresentare in tutta la sua fragilità ed incompiutezza un personaggio suo malgrado carnefice. Capolavoro assoluto
Indicazioni utili
Anatema barocco contro il fascismo
Pamphlet politico militante indubbiamente, ma anche saggio sui rapporti incestuosi e degenerati fra il potere e l'eros, e a ben vedere anche trattato sociologico sull'Italia ed il suo popolo. Gadda ci racconta il regime fascista descrivendolo come un postribolo popolato da masse adoranti e conformiste, da arrivisti cinici, ruffiani, cortigiane, al cui vertice c'è quel "kuce" denominato di volta in volta come Batrace stivaluto, Somaro principe, Priapo moscio, Culone a Cavallo,.. Non ne esce bene quella fase della nostra storia politica nazionale, come non ne esce bene la società che ne ha garantito per vent'anni la sopravvivenza. E non ne escono bene soprattutto le donne (non solo del regime), nei confronti delle quali l'autore dimostra tutta la sua folle e francamente esagerata misoginia, governate come sono da impulsi erotici incontrollabili nei confronti dei detentori del potere. Perché questo è Eros e Priapo: un saggio, o meglio una storia raccontata tutta d'un fiato degli appetiti di potere e di sesso che contraddistinguevano la società fascista. Il tutto raccontato con un linguaggio barocco, anacronistico, di fronte al quale risulta sbiadita persino la prosa dannunziana. Non è una lettura facile, motivo per cui non potevo che inserire un voto basso per quanto riguarda la piacevolezza. Ma vale la pena lo sforzo. Lo stile è unico e straordinario.
Indicazioni utili
Epica contemporanea
Non è facile recensire questo libro ciclopico, difficile. Parto con il dire quello che Europe Central non è. Non è propriamente un romanzo nel senso tradizionale del termine, sebbene costellato di storie personali. Non è un trattato storico sulla seconda guerra mondiale e sui mostri che l'hanno generata, sebbene rappresenti dettagliatamente la vita e le vicende di personaggi storici realmente esistiti. Non è un saggio politico sui due totalitarismi del novecento europeo, sebbene indaghi le dinamiche e i rapporti di forza e di potere nei due regimi. Che cosa è allora Europe Central? E' un'epica post moderna, smisuratamente ambiziosa. E' un'iliade omerica raccontata con uno stile narrativo unico, straniante, in cui la prospettiva di chi parla e di chi giudica non è mai univoca, cambia continuamente.
Cosa "racconta" il "non romanzo"? Inizia col raccontare due donne: la moglie di Lenin, Nadja Krupskaja, e la donna che attento' alla vita di Lenin stesso, e per questo fatta prigioniera, Fanja Kaplan, Ma é la vera F. Kaplan la donna che va a trovare in carcere, in un clima di continui riferimenti alla cabala ed in preda a deliranti estasi mistiche? O é un burattino ordito da Stalin, figura onnipresente dietro le quinte della narrazione? Vollmann non ce lo dice. Si passa poi alla pittrice di sinistra Kathe Kollwitz, che è osservatrice degli eventi berlinesi dopo la fine della Prima guerra mondiale. Negli anni 20 e 30 fa due mostre in URSS ed è ammirata come pittrice militante. Morirà pero dimenticata da entrambi i regimi, sola e sconvolta dal dolore della perdita del figlio durante la grande guerra. Non c'è salvezza né redenzione. Veniamo ora a Sostakovic, forse il personaggio più presente nelle pagine del libro. Non è lui però il protagonista, né forse la sua musica, ma da un lato il suo rapporto con le donne (fra cui la poetessa Anna Achmatova, devastata dal regime, e la sua prediletta, quella Elena Kostantinovskaja) e dall'altro il suo contrastato rapporto con il potere.
L'altro grande protagonista è la guerra, raccontata dal punto di vista di coloro che l'hanno tragicamente vissuta. Il generale sovietico Vlasov a capo di un fantomatico esercito di liberazione russo a fianco dei nazisti, che non si costituirà mai per la diffidenza di Hitler ed Himmler. Il feldmaresciallo per un giorno Paulus, sullo sfondo della tragedia di Stalingrado: un uomo nobile, valoroso, innamorato della sua famiglia e stimato dai suoi soldati. Morirà solo dopo la guerra.
Ma Europe Central è anche una riflessione sul dopoguerra, sia in DDR che in URSS. La Germania Est è raccontata dal punto di vista della "Ghigliottina Rossa", zelante ed inflessibile burocrate assetata di sangue e di ideologia. In Unione Sovietica c'è Sostakovic, che alla fine cederà alla tentazione/ricatto di iscriversi al partito, e per questo perderà la stima ed il rispetto dei suoi più cari amici e di quell'Elena che intanto aveva deciso di non vederlo più.
Tutte queste vicende vedono sullo sfondo le due grandi figure di Stalin ed Hitler, burattinai mefistofelici di enormi tragedie. Dei due, è forse Hitler e la sua cricca di potere ciò che Vollmann caratterizza maggiormente. "Il sonnambulo" è il paradigma della sete di dominio, é figura ossessionata dal mito dei Nibelunghi e da Wagner ("Lui ha visto la Gotterdammerung più di cento volte. In ogni occasione il suo cervello arde daccapo fra fiamme d'oro e sangue”).
In conclusione, non è una lettura piacevole certo. Ma immergersi nel flusso narrativo di quest’opera sconvolgente segna nel profondo. E non si dimentica più.
Indicazioni utili
Incubi da una dittatura morente
Su tre differenti piani narrativi si intrecciano le vite dei membri dell'elite di una dittatura al tramonto, degli eroici cospiratori che quella dittatura contribuirono a far crollare e di una delle tante vittime del regime, che 35 anni dopo la sua fuga torna nel suo paese per affrontare i suoi antichi fantasmi, di cui veniamo a conoscenza solo nell'ultimo, sconvolgente capitolo. Sullo sfondo, la Repubblica Domenicana di inizio anni 60, governata da decenni con pugno di ferro dal "chivo" Trujillo e da un sistema di potere popolato da figure fra il grottesco, il sadico ed il patetico, con poche eccezioni, fra cui quel Balaguer che saprà con intelligenza e senso dello stato traghettare il paese verso la democrazia. Romanzo di eroismo civile e di condanna delle degenerazioni del potere. Appassionante. Da leggere.
Indicazioni utili
Il sogno del paradiso in terra
Romanzo bellissimo e di raro equilibrio narrativo, che ripercorre, in parallelo, la vita della rivoluzionaria Flora Tristan e di suo nipote, il pittore Paul Gaugin: due spiriti liberi ed indomiti alla ricerca di un altrove paradisiaco. É l'utopia della costruzione di una società senza disuguaglianze e sfruttamento fra classi e sessi a pervadere le pagine del racconto dei viaggi di Florita fra le città della Francia, in cerca di consenso al suo movimento di emancipazione della classe operaia e della donna. La linearità del racconto é frequentemente spezzata da digressioni temporali sul tragico passato della protagonista: il suo triste matrimonio, le gravidanze, la fuga da un marito dispotico e ottuso, prima in Francia e poi ad Arequipa in Perù, l'amore omosessuale per Olympia. Questo continuo passare dal presente al passato caratterizza anche la narrazione della vita di Gauguin, Koke, a suo modo ribelle e utopista al pari della nonna, cercatore irrequieto e irriducibile della bellezza ideale e primitiva, non contaminata dall'elitismo artistico e decadente dell'Europa borghese. La cerca senza successo in centro america, si illude di trovarla a Tahiti e poi alle isole Marchesi. Ed intanto il suo fisico viene a poco a poco divorato dalla "malattia innominabile" e la sua mente assalita dai tristi ricordi della sua vita. Fra questi, quello della sua vita come operatore di borsa e marito della "vichinga" Mette Gad prima dell'avvento del "vizio tardivo" o della convivenza ad Arles con "l'olandese pazzo", a cui è dedicato uno dei capitoli più belli. In conclusione, Vargas Llosa, uno dei miei scrittori latino-americani preferiti, non delude mai. Consigliatissimo.
Indicazioni utili
Delirio narrativo
Testo narrativo delirante, che rispecchia in pieno la poetica nichilista del suo autore. L'io narrante ripercorre la vita, le ossessioni e le frustrazioni di Wertheimer, il " soccombente", che con lui e con il grande pianista Glenn Gould partecipò in gioventù ad un corso di perfezionamento in pianoforte a Salisburgo sotto la guida del maestro Horowitz. Non c'è una trama, un filo logico. Non ci sono capitoli, né punti e a capo. Solo puro flusso di coscienza, solo una lenta ed inesorabile discesa nell'abisso. Dominano le iterazioni, le epistrofi, quasi a voler rappresentare attraverso il linguaggio l'ossessione di chi, consapevole della propria mediocrità, non può che soccombere nei confronti del genio. Lettura sofferta e sofferente, che consiglierei solo a chi (ed io non ero fra questi) sa già cosa aspettarsi da Bernhard e ne condivide visione della vita ed incubi.
Indicazioni utili
Psiche, passione, delirio
Il racconto della "follia"di Stella Raphael, racchiuso fra due balli annuali organizzati in un ospedale psichiatrico. Durante il primo ballo, Stella è la stimata moglie del vicedirettore dell'ospedale, madre amorevole e perfetta padrona di casa. Un anno dopo, Stella partecipa allo stesso ballo, ma questa volta da paziente, senza più marito né figli, seppur con lo stesso magnifico vestito nero, dedicato a chi, un anno prima, la fece ballare e sentire per la prima volta donna. Cosa è successo nel frattempo? Cosa ha fatto impazzire Stella? La passione delirante, "animale", per Edgar Stark, o qualcosa di più profondo ed ancestrale: l'esplosione incontrollabile di pulsioni recondite ed autodistruttive? Romanzo ipnotico, coinvolgente, scritto meravigliosamente. l mio primo McGrath: una rivelazione.
Indicazioni utili
Tu, ombra e grazia, muovi correnti in me...
Sarah, Robert / Cleo Madison, Gregory / dott. Dudden, Terry, Veronica, Ruby: sono i protagonisti di questo delizioso intreccio narrativo a cavallo fra i primi anni '80 e gli anni '90, ambientato in gran parte in quella casa del sonno prima residenza universitaria e poi clinica per la cura della narcolessia. E' un romanzo corale, in cui ogni personaggio è protagonista ed è tratteggiato con cura dall'autore, con uno stile snello, sobrio, mai pesante. Fra tutti, meritano a mio parere particolare menzione Sarah e Robert, fra cui si crea un ambiguo rapporto di amicizia / amore. E' amore sicuramente quello che prova per lei Robert, fin da studente, fin da quella passeggiata sulla spiaggia; un amore incondizionato, che lo porterà a scelte estreme e non reversibili. Sarah invece è fin da subito confusa, prima di tutto sessualmente: è innamorata di Veronica, ma poi sposa un uomo; non ricambia l'amore di Robert, ma poi si rende conto di amarlo. Insomma: un gran bella lettura, che consiglio caldamente.
Indicazioni utili
Che cos'è l'amore?
Che cos'è l'amore? L'amore estremo, assoluto, fatale, irrazionale? Questo romanzo prova a rispondere a questa domanda, senza retorica e mai cedendo al sentimentalismo, con una prosa asciutta, scorrevole. Racconta la quarantennale relazione, se di relazione si può parlare (non sicuramente nel senso canonico del termine), fra Ricardito, il nino bueno, e Lucy, alias compagna Arlette, madame Robert Arnoux, Mrs. Richardson, Kuriko, Otilita, o più semplicemente la nina mala. Fin dall'adolescenza a Lima, nel quartiere di Miraflores, e poi a Parigi, Londra, Tokio e Madrid, la vita ordinaria e borghese di Ricardo, interprete per l'Unesco, è sconvolta dalla passione travolgente per quella "cilenita", unico vero amore della sua vita. La nina mala segue per tutta la vita, per riscattarsi dalla sua umile condizione di vita nell'infanzia peruviana, il suo sogno di cinica arrampicatrice sociale, prima con uomini ricchi ma tutto sommato innocui, ma poi legandosi a quel Fukuda che alla fine la condannerà a morte. Ma Ricardito ogni volta la accoglie, la perdona, le dona quelle huachaferias che per pochi intensissimi momenti ci fanno intravvedere cosa voglia dire amarsi, in maniera incondizionata, senza compromessi. Otilita è a suo modo onesta: non nasconde mai a Ricardo che non può legarsi a lui, che desidera una vita al tempo agiata ed avventurosa che lui non le può garantire. E ogni volta lo abbandona, per poi però ritornare da lui, unico vero punto di riferimento della sua vita. Gli ultimi due capitoli sono meravigliosi. L'incontro di Ricardo con Arquimedes, i momenti d'amore con Otilita a Parigi, le ultime tragiche e commoventi pagine dell'incontro a Madrid...
Indicazioni utili
Amore e morte
Il romanzo di D'Annunzio che più amo. La relazione, intrisa di riferimenti autobiografici, fra Ippolita Sanzio e Giorgio Aurispa vive e muore fra i borghi del centro Italia, fra passioni estreme, attese, turbamenti ed estasi mistiche, fino a sublimarsi in quella morte concepita come decadente soluzione del male di vivere. L'eremo di San Vito Chietino in particolare è testimone sia dell'attesa dell'amata da parte di Giorgio, dove l'anima di questo sembra quasi fondersi con il paesaggio rurale che lo circonda, sia della passione amorosa dei due, descritta in pagine di rara e struggente bellezza, sia dei turbamenti esistenziali e filosofici di Giorgio, che vorrebbe farsi nietzchianamente superuomo senza riuscirci, condannandosi così all'angoscia ed alla frustrazione. L'ultimo libro poi è un monumento all'eros (Il Tristano ed Isotta di Wagner è fonte d'ispirazione di erotismo e passione) ed al Thanatos, quest'ultimo concepito come unica, estrema via d'uscita.
Indicazioni utili
30 risultati - visualizzati 1 - 30 |