Opinione scritta da Erox Curry

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Erox Curry Opinione inserita da Erox Curry    25 Agosto, 2015
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Alla fine...è finito

Eh sì, è finito.
La saga migliore mai scritta è finita per davvero.
Come sempre colpi di scena inaspettati.
Come la battaglia finale. Semplicemente magnifica.
Ho sentito molti lamentarsi della mancanza di una battaglia epica alla fine, ma comunque ce n'erano già state tra Eragon e Murtagh. Senza contare spettri, ra'zac, ecc...
Se ci fosse stata anche qui, allora avrei capito le lamentele: come faceva un ragazzo che si allenava da non più di un paio d'anni a sconfiggere un uomo dall'esperienza secolare? Allora sì che non avrebbe avuto senso. Invece Paolini non si smentisce e mette su carta un finale epico e inaspettato.
Il bello è che la storia non finisce qui. Ci vorrà molto per risistemare tutto e sarebbe stato banale scrivere soltanto alla fine: e vissero felici e contenti.
Paolini ha senza dubbio dimostrato di essere il migliore: ha risolto le faccende che andavano risolte ma ha lasciato misteri che andavano bene così (Angela ed Elva).
Spesso ho sentito critiche verso Paolini su questo ultimo libro: oltre alla battaglia con Galbatorix, è stato criticato per aver fatto libri commerciali, allungando il brodo con cose inutili. Che critiche stupide!
Uno a quindici anni si mette a scrivere un libro commerciale? Quella è una delle età dove vengono fuori le idee più sincere.
Un altro tipo di critiche la visto affiancato a Tolkien, dicendo che non merita di essere il suo erede. Ma chi l'ha mai detto? Poi già solo il fatto che qualcuno l'abbia dichiarato, anche solo ironicamente, deve far comunque pensare.
Curioso poi il fatto che si chiami Christopher come il figlio di Tolkien che aveva finito il Silmarillion...ma queste sono soltanto mere coincidenze.
Tornando a Tolkien: a me è piaciuta molto la sua saga e non solo i libri dei film, ma anche il Silmarillion soprattutto per lo stile; ma secondo me Paolini lo ha superato.
Sì, sia nei dialoghi, sia nelle descrizioni meglio distribuite e meno pesanti, sia nello stile e soprattutto nella spiegazione della magia: Paolini l'ha spiegata a tal punto che quasi imparavo pure io i suoi incantesimi, mentre Tolkien parla solo di poteri innati, senza descriverli (per non parlare delle bacchette magiche di Harry Potter, di cui ho comunque più che apprezzato la saga). Insomma per me Paolini ha battuto sia Tolkien sia Rowling.

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Erox Curry Opinione inserita da Erox Curry    19 Agosto, 2015
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Misteri e incertezze

La storia si arricchisce e si complica.
Il nostro eroe incontra due nuovi mondi totalmente diversi dal suo e tra loro: quello degli elfi e quello dei nani.
Mi è piaciuto il fatto che non tutti vedono in Eragon il loro possibile salvatore (vedi Tarnag), o non lo stimino affatto (vedi Vanir).
Bellissime queste due nuove culture così dettagliate, come se fossero davvero esistite.
Mi è piaciuta anche l'avventura di Roran che prende sulle spalle la responsabilità del proprio villaggio e guida i suoi compaesani verso un esodo davvero impensabile. Anche con Roran lo scrittore si supera con i discorsi: semplicemente fantastici.
Nel frattempo continua l'addestramento di Eragon, che serve ad "addestrare" pure il lettore per scoprire nuovi lati nascosti della magia: questo è il libro dove viene sicuramente spiegata e "giustificata" meglio.
La battaglia finale è la ciliegina su una torta, composta da numerosi e colorati strati intonati fra loro sia nel colore che nel gusto.

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Erox Curry Opinione inserita da Erox Curry    18 Agosto, 2015
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FANTASTICO

Dche mi sia piaciuto è un eufemismo. Questo libro è un'opera d'arte messa su carta, una statua d'oro composta di parole.
Un Mondo nato e forgiato nella testa di un giovane scrittore, che mette nero su bianco il suo mondo immaginario, dove vorrebbe ritrovarsi. E, coi lettori, ci riesce perfettamente.
Questo libro non è capace di annoiare nemmeno nelle descrizioni (obbligatorie per far conoscere un mondo purtroppo inesistente) o negli allenamenti impartiti da Brom.
Una trama che, anche se segue le orme di un quindicenne (Eragon, non lo scrittore), non risulta mai banale. In questo primo libro, vengono introdotti diversi personaggi che appaiono momentaneamente come secondari, ,ma saranno essenziali nel corso della storia.
Mi è davvero piaciuto tutto in questo libro: le sequenze narrative, descrittive, riflessive e i dialoghi vengono ben distribuiti.
Inoltre mi è piaciuto il fatto che con l'andare avanti con la trama, cambiano gli atteggiamenti dei personaggi: il cambiamento dei rapporti tra Brom ed Eragon, la crescita di quest'ultimo e il cambiamento di ruolo di Murtagh.
Ho apprezzato anche i rapporti politici tra le diverse fazioni di elfi, nani, surda, Varden e Impero.
Insomma, un viaggio fantastico che rende imprevedibile l'intera storia.

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Erox Curry Opinione inserita da Erox Curry    17 Agosto, 2015
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Il male non ha una fine

Così ariviamo all'ultimo capitolo dell'intera storia.
Ormai si sente che sta per arrivare la battaglia decisiva e la tensione e l'oscurità minacciano gli animi anche degli uomini più valorosi, come Denethor che si tufferà nelle fiamme, in un impeto di follia, non riuscendo a tenere a bada l'ansia per l'imminente futuro che sembrava inevitabilmente nero.
Ma qui Denethor, ingannato dal Palntir grazie al quale vedeva molte cose anche lontane (ma purtroppo nelle mani di Sauron), si sbaglia: l'alleanza di Roahan e Gondor sconfiggono il nemico che assediava Minas Tirith, dove cade Theoden. Così entrambi i regni degli uomini perdono il loro re. Erede di Theoden sarà Eomer, il suo "braccio destro". Ma in battaglia anche sua sorella Eowyn dimostrà il suo coraggio, vendicando suo padre, uccide il capo dei nove Nazgul.
Nemmeno dopo la grande vittoria vi è riposo. Per i vincitori vi è ancora l'ultimo scontro, che li porterà alle porte di Mondor.
Mentre il misero esercito si stanzia di fronte al Cancello Nero, Sam deve liberare il suo caro padrone. Qui sarà accompagnata dalla fortuna poichè troverà Cirith Ungol (dov'era tenuto prigioniero Frodo) piena di orchi sì, ma morti: infatti vi erano due guarnigioni, una di Mondor e una di Morgul, che litigando fra loro, si sterminano a vicenda, lasciando la via quasi totalmente libera ai due Hobbit.
Così ripartono verso il monte Fato; durante l'ultima tappa incontrano alcuni ostacoli come orchi, uruk-hai e ancora quel Gollum che alla fine dovrà però desistere.
Ma il loro ostacolo più grande saranno loro stessi: il continuo vacillare della loro volontà, il non riuscire a vedere speranza del ritorno, il peso sempre più forte dell'anello. Alla fine però riusciranno ad arrivare alle voragini di fuoco e proprio lì la volontà di Frodo verrà soggiogata dall'anello.
E proprio lì farà la sua ricomparsa Gollum, che nel rubare l'anello, si getterà con esso nel fuoco.
Insomma, il bene ha vinto, ma alla fine l'anello era riuscito a soggiogare sia Gollum sia Frodo.
Soltanto un colpo di fortuna metterà fine all'esistenza di Sauron.
Ma nemmeno la morte di Sauron può mettere fine al male, l'odio che può avvelenare il cuore di chiunque.
E alla fine finisce dove tutto è iniziato, a casa Baggins. Qui cadrà l'ultimo nemico.
Ma non tutto torna normale: la Contea si ricostruisce, Pipino e Merry vengono acclamati, Sam si fa una famiglia, ma Frodo non può tornare alla solita vita, ormai avvelenato da quell'antica ferita (scusate la rima).
Partirà quindi verso l'Occidente lasciando l'amata Contea.

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Erox Curry Opinione inserita da Erox Curry    15 Agosto, 2015
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Stelle nell'oscurità

La compagnia si è divisa. Boromir è caduto, come Gandalf.
Coloro che sono rimasti devono stare attenti a non perdersi nell'abisso della paura, il terrore di fallire. Qui si scopre il vero coraggio: quello che ti spinge ad agire, anche se una parte di te ti dice che sarà tutto inutile. Così devi stare attento a non permettere che questa "parte di te" soppianti la poca speranza che ti è rimasta. Anche se, spesso, non è solo la speranza a farti avanzare; solo che l'inseguimento o qualsiasi altra fatica ti aiuta a coprire la paura che cova nel tuo cuore.
Ma l'unione fa la forza e solo così i regni di Rohan, Gondor, quelli degli elfi e degli Ent riusciranno a sconfiggere nemici che altrimenti sarebbero andati ben al di là delle loro forze, seppur animati da grande coraggio.
Così cadrà Isengard, sotto i colpi degli antichi Ent, dimenticati un po' da tutti, in particolare da Saruman che pagherà le conseguenze del suo sterminio a danno degli alberi. Ma dopotutto questa era sempre stata la sua debolezza: farsi accecare solo dai potenti tralasciando i più deboli all'apparenza: Ent ed Hobbit, proprio coloro che si ritroverà attorno alla sua tana, ad allagargli le sue tetre fucine.
Nel frattempo crescerà la grande amicizia tra Legolas e Gimli, cosa assai particolare per un elfo e un nano. Ed è forse una delle poche luci capaci di risplendere nell'oscurità che sta scendendo su Arda.
Ma ve ne sono altre, di queste luci: il ritorno di Gandalf e la forza di Frodo nel provare pena per Gollum che li accompagnerà finchè la sua mente malata lo permetterà. Poi il suo tradimento getterà Frodo nelle mani del nemico, lasciando Sam solo e spaesato.

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Erox Curry Opinione inserita da Erox Curry    14 Agosto, 2015
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Il nero dell'incertezza

Inizia tutto con una bella festa. Non poteva iniziare meglio Solo che non sarà una classica festa da compleanno, ma anche una festa di addio. E fu così che Bilbo sparì.
Diciasette anni dopo, Frodo viene avvertito del pericolo che sta corrando a tenere quel vecchio anello...deve partire subito. A differenza di Bilbo, frodo non deve decidersi in fretta (come fece Bilbo in Lo Hobbit) e cerca di rimandare il più possible la sua inevitabile partenza. Alla fine si decide e parte in compagnia.
Bhe questo è il libro dei viaggi, un po' come Lo Hobbit, ma risulta più ricco, più intrigante.
La prima metà del libro racconta del viaggio che gli hobbit (Frodo, Sam, Merry e Pipino) dovranno affrontare per arrivare a Gran Burrone. Nell'ultimo tratto saranno accompagnati da Grampasso.
Nella seconda metà del libro ai quattro e ad Aragorn, si aggiungono Gimli, Legolas, Boromir e Gandalf. Ma la partenza avviene solo due mesi dopo l'arrivo a Gran Burrone e l'inverno è ormai giunto. In effetti il loro primo nemico sarà la neve che li costringerà a prendere la via sottoterra dove perderanno la loro guida.
Dopo essere giunti alle amiche foreste di Lothlorien cercheranno di decidersi sulla strada da percorrere, ma senza Gandalf verranno sopraffati dall'indecisione.
Comunque la separazione della compagnia avviene senza troppi litigi: ci pernsano gli Uruk-hai.
Viaggio avventuroso costellato da mille ostacoli. Ma 'ostacoo più grande lo avranno dentr di loro: l'angoscia e la paura per un futuro ncerto ma inevitabilmente sofferente.
L'unione delle diverse razze potrebbe voler dire ch l'unione fa la forza. Bhe,non è questo il caso.
Ognuno di loro dovrà scoprire la propria forza e il proprio coraggio nel viaggio che li aspetta

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Erox Curry Opinione inserita da Erox Curry    12 Agosto, 2015
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Il coraggio di partire

Dopo aver letto il Silmarillion, sono passato a quest'opera che risulterà decisiva per gettare le basi alla trilogia che consegnerà Tolkien alla storia.
Si parte con la presentazione di colui che alla fine sarà l'inaspettato protagonista, ritrovandosi coinvolto in un avventuroso viaggio con il quale un hobbit non avrebbe nulla a che fare: in mezzo a elfi, nani, orchi, stregoni, uomini e persino draghi chi l'avrebbe mai detto che il protagonista sia un hobbit?
All'inizio, però, Bilbo dovrà superare una battaglia interiore: andare o non andare? Questa è un'occasione da non perdere o è meglio tenersi chiusi nella tranquilla vita della Contea?
A dargli quest'occasione e a spingerlo a partire è stato Gandalf. Ma dopotutto tutti noi, ogni tanto, abbiamo bisogno di una spinta, un incoraggiamento o una necessità, che ci faccia uscire dalla nostra comoda e monotona vita, o sbaglio?
Dopo la partenza, la compagnia dovrà affrontare molteplici avventure e, spesso, sarà proprio Bilbo a dover badare ai dodici nani, che, inizialmente un po' diffidenti, acquisteranno via via più fiducia nel buon vecchio Bilbo.
Arrivati alla Montagna Solitaria non mi possono sorgere dei dubbi.
Il primo è il fatto che fin da quando partirono, tredici mesi prima, i nani non hanno mai pensato a come sconfiggere il drago. Com'è possibile? Insomma, un viaggio di tredici mesi per cosa?Se fosse stato per loro il drago sarebbe rimasto lì ancora per chissà quanto, e a loro non rimaneva che tornare indietro.
Per ucciderlo si arriverà a dover sacrificare la città di Pontelagolungo, dove Smaug vi troverà la morte.
Qui mi sorge il secondo dubbio...una freccia? Muore per una freccia lanciata in una vecchia ferita? Un po' delicato per essere un drago...
Poi arriva la guerra. Si sa che dove ci sono troppe ricchezze nello stesso posto, ci vogliono migliaia di morti per cercare di distribuirle in modo equo. Cosa che alla fine non succede mai, parlando di eventi e battaglie successe veramente. E anche di recente: infatti la battaglia delle cinque armate mi ha un po' ricordato le varie guerre per accaparrarsi i giacimenti di petrolio...
In questa battaglia in particolare nani, elfi e uomini si dovranno unire per fronteggiare le miriadi di orchi che sono giunte lì. C'è da dire che, se non fossero arrivati gli orchi, ci sarebbe stato uno sterminio vergognoso tra elfi, nani e uomini. Tutto per un "piccolo" tesoro...
Infine inutile dire che questo romanzo, pur pieno di avventure, serve più che altro a dare una motivazione al ritrovamento di quell'anello che causerà ancora più morti del tesoro dei nani.
Ultima riflessione personale: spesso ci si lamenta delle differenze tra libro e film, con i produttori di quest'ultimo che non rispettano fedelmente la trama originale. Ma bisogna ammettere che tirare fuori una trilogia da questo libro è senza dubbio un grande lavoro. Poi può piacere o meno, a seconda dei gusti, però tanto di cappello a tutti coloro che ci hanno lavorato.
Inoltre nei film, ho apprezzato di più i ruoli di Azog e Bolg, i due "generali" orchi, che nel libro vengono solo accennati. Poi, nei film, c'è una motivazione più logica che giustifica il grande viaggio dei tredici: l'Arkengemma. Sì nel libro se ne parla, ma solo dopo che sono arrivati al tesoro. Mentre nei film è proprio la causa della loro partenza.Anche la morte di Smaug è giustificata sicuramente meglio con la freccia nera, al posto di una qualunque freccia da arco (nel film Bard usa una balestra).
Comunque un'opera piacevole e scorrevole, l'introduzione di una storia che troverà l'apice nel Signore degli Anelli.

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Erox Curry Opinione inserita da Erox Curry    10 Agosto, 2015
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Alla ricerca dei...pirati!

Inizio subito precisando il fatto che non ho letto il libro precedente, che sarebbe il primo della saga dei "Bastardi Galantuomini".
Ma, fin dal principio, ho capito che potevo comprendere la trama molto facilmente poiché, grazie a qualche riferimento al passato dei due protagonisti (Locke e Jean), si evince che i due hanno abbandonato la loro terra natia alla fine del romanzo precedente e vogliono cominciare una nuova vita.
Sono stato attirato da questo libro esclusivamente dal titolo e speravo che la nuova vita fosse in mare...bhe poi sarà così, ma quanto bisogna aspettare? Nelle prime 300 pagine i due tentano di rapinare il titolare (Requin) della casa da gioco più grande che ci sia in questo fantomatico mondo.
Le partite a carte si alternano a lunghe descrizioni che lo scrittore è obbligato a riportare essendo questo un mondo tutto suo. Per cercare di spezzare la monotonia di questa trama davvero troppo ferma, vi sono vari flashback che svelano alcuni retroscena di come i due si siano preparati al grande colpo.
Poi all'improvviso vengono sbalzati in mare: eh sì, avvicinandosi così tanto a Requin vengono immischiati nelle lotte di potere nascoste dietro ad un periodo di pace.
Qui non ho potuto fare a meno di chiedermi: perché proprio loro, che non sanno nulla di navi? L'arconte aveva una miriade di uomini al suo servizio e mandare qualcuno in "borghese" non credo che gli fosse molto difficile siccome il suo esercito gira in maschera, quindi come avrebbero fatto gli altri a riconoscerli quali soldati dell'arconte?
Insomma, mi è sembrata un'avventura un po' improvvisata, come la battaglia contro Rodanov (servita solo a sterminare l'intero equipaggio dell'Orchidea Velenosa) e l'improvviso accordo coi priori, i quali danno fiducia quasi alla cieca ai due.
Alla fine sono rimasto un po' deluso dall'aspettativa che il titolo mi aveva dato. Anche perché era proprio per questo che l'avevo scelto. Chissà, magari il primo è totalmente diverso...

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Romanzi
 
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Erox Curry Opinione inserita da Erox Curry    09 Agosto, 2015
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Dietro le quinte

La guerra.
Così com'è. La vergogna dell'uomo, la sua ignoranza più grande e più travolgente.
Poteva essere una qualsiasi guerra, in un qualsiasi dove, in un qualsiasi quando, potevano cambiare i nomi dei personaggi o i calibri e i tipi delle armi, ma la sostanza rimaneva la stessa.
Una guerra che viene certo studiata sui libri di scuola, come molte altre, ma qui non è scritta dai vincitori.
Anzi, dai vinti, se si vuole entrare nello specifico, ma se alla fine i ragazzi "protagonisti" del racconto avessero vinto non sarebbe cambiato molto: in questo libro viene raccontato quel lato delle guerre che viene sempre ignorato, dando peso solo alle nazioni in se, oppure alle cause, per potere, denaro, territori...ma a rimetterci non sono mai coloro che stanno al vertice.
Sono coloro che vengono trascinati, buttati fuori dalle loro vite, i loro sogni, le loro ambizioni per andare...per andare dove??? Nè i vinti nè i vincitori sanno veramente perchè sono lì, cosa interessa aloro di uccidere altre persono, che non conoscono nemmeno, per qualcosa come la gloria??? La gloria di chi? Per chi diventerai un eroe? Vale la pena sacrificarsi per la patria? Come sarai ricordato per il tuo sacrificio?
Bhe, il titolo stesso del libro potrebbe darvi una chiara idea...

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Erox Curry Opinione inserita da Erox Curry    08 Agosto, 2015
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Il principio di Arda

Scoprii Tolkien solo grazie ai famosi film.
Notai, quindi, che le sue opere andavano oltre la trilogia che lo ha reso così famoso, così decisi di partire dal principio, leggendo le sue opere in senso cronologico: partii quindi da qui.
Bhe, la prima cosa che mi stupì fu lo stile: è poesia scritta in prosa. So benissimo che sono due cose contrarie, ma non mi viene definizione migliore per descrivere codesto stile.
Un libro che ti rilassa, che ti allontana dalla noiosa monotonia quotidania, che non ti fa pensare ai tuoi problemi: te ne stai lì a leggere pagina dopo pagina, brano dopo brano.
Dopo una sorta di "genesi" del fantastico mondo di Arda e la presentazione del "Pantheon tolkieniano", inizia un racconto che narra di secoli e secoli, delle vicende di migliaia di "persone", raccontando la storia di diversi personaggi.
Ma alla fine nessuno sfugge allo scorrere del tempo che, inesorabile, si lascia alle spalle anche quelle vite che sembravano eterne.
Quella che dura di più è quella più difficile da estirpare da dentro ognuno di noi: il male stesso, l'odio, l'avidità, la superbia. Infatti Melkor o Morgoth (come preferite chiamarlo) è il personaggio più duraturo nell'intero libro (secondo solo ai Valar stessi, di cui fa parte).
Il fatto che il lato oscuro sia presente perfino in quello che deve essere un dio (Eru), sta a significare che il male c'è in ognuno di noi e soltanto unendoci lo possiamo sconfiggere.
Devo ammettere che proprio la sconfitta del grande nemico, l'Oscuro Signore che era durato migliaia di anni, mi ha lasciato un po' basito: l'ultima battaglia non dura più che un paio di pagine e la morte di Ancalagon il Nero, il più grande dei draghi alati, avviene appena tre righe dopo averlo nominato per la prima volta, per mano di Earendil che non si sa come abbia fatto a sconfiggerlo.
Qui si può notare come lo scrittore voleva dare importanza alla storia in se e non nella sua fine, sottolineando il fatto che, spesso, il viaggio verso una meta costituisce la maggiore crescita o felicità della meta stessa.

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Erox Curry Opinione inserita da Erox Curry    07 Agosto, 2015
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Da bestia a uomo, da lupo a cane.

La vita vista da un lupo. (Contiene spoiler).
Dall'inizio alla fine, passando per tutti i pericoli e gli ostacoli che essa ti può mandare contro, qui rappresentati prima dalla foresta poi dall'uomo. Eh sì, proprio la peggiore fra tutte le bestie.
Grazie all'uomo, Zanna Bianca conosce, sperimentandolo sulla propria pelle, il vero odio, che non guarda in faccia a nessuno e se riesce ad instaurarsi nel cuore di una persona può fargli fare cose davvero tremende.
Ma qualcuno si salva.
Sì, nella vita mai generalizzare! Non tutti son uguali ed ecco che il nostro caro lupetto ha l'occasione di conoscere pure gli aspetti migliori della vita, oltre al potere o alle ricchezze.
Davvero un libro profondo e non credo sia un caso che inizi proprio con dei cercatori d'oro che verranno sconfitti dalla Natura Selvaggia.
Alla fine, come nel caso tra bestia e uomo, si dimostra come il confine tra lupo e cane sia assai sottile.
Spesso la differenza la fa il desiderio, nel lupo la fame, nell'uomo il denaro.

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Narrativa per ragazzi
 
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Erox Curry Opinione inserita da Erox Curry    06 Agosto, 2015
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The end of the trip.

L'ultimo capitolo si apre in un mondo di panico ed incertezze. Silente è caduto lasciando attonita l'intera comunità magica che ancora contava su di lui.
Contiene "qualche" spoiler.
Ma soprattutto lascia attoniti i nostri tre eroi che, ormai rassegnati ad abbandonare Hogwarts, si ritrovano ad ereditare oggetti pressochè inutili.
Inoltre anche Harry non può che rimanere spaesato: dopo aver perso il suo punto di riferimento, scopre dietro ad esso un angusto passato.
La ricerca di Harry, Ron ed Hermione si fa via via sempre più disperata, minacciando persino la loro amicizia.
Solo Harry riuscirà a collegare tutti i tasselli del puzzle (Hermione si dimostra di "vedute strette", come aveva detto il padre di Luna) del quale fa parte: sia lui che Voldemort sono eredi dei Peverell e, mentre Voldemort è erede di Salazar Serpeverde, lui abita proprio nel villaggio dedicato a Godric Grinfondoro.
Qui non posso fare a meno di pensare che dopo tutto la profezia di Sibilla non era solo una coincidenza, cosa della quale ne sono rimasto assai soddisfatto essendo allergico alle profezie e ai presagi raccontati senza senso logico.
Ma soltanto alla fine scoprirà i retroscena ben nascosti dietro le quinte: Piton e Silente son sempre stati alleati e quest'ultimo non si era mai sbagliato. Con questo non voglio dire che Piton fosse uno dei "buoni", dato che, alla fine, aiuterà Harry solo per il suo amore verso Lily ed avrebbe salvato volentieri quest'ultima lasciando a perire sia James che Harry. Insomma una freddezza davvero sconsiderata per degli eventi successi a scuola, da ragazzi.
A proposito di freddezze, vorrei ricordare un episodio che potrebbe altrimenti passare inosservato: la morte di Colin Canon. Capisco che, lungo l'intera saga, non sia stata più che una semplice comparsa (tranne nel secondo libro, dove viene pietrificato dal basilisco in quello che per lui è il primo anno), però farlo cadere nella battaglia finale, così giovane ma soprattutto senza dedicargli più di un paio di misere righe. Ma in fondo, credo che l'autrice avesse uno scopo preciso, un messaggio da mandare al lettore: che la guerra non risparmia nessuno e che, nelle guerre dei grandi, spesso, cadono i piccoli senza che nessuno se ne accorga.
E alla fine dell'intera saga non posso fare a meno di notare che la trama si basa su numerose supposizioni: Silente suppone che questa profezia sia vera, la profezia suppone chi sconfiggerà Voldemort, Voldemort suppone che sarebbe Harry. Ma i doni della morte danno una sfumatura all'intera storia, che apprezzo parecchio.
Infine permettettemi dunque di fare le mie supposizioni: Silente che segue Grindelwald, alla cieca, senza voler vedere cosa stia combinando, dove la follia lo sta portando. Ma alla fine a pagare sarà pure Silente...che vincerà ma resterà macchiato nell'animo.
Non ricordano forse due personaggi di un'epoca non ancora troppo lontana?
Il comportamento di Silente, non ricorda un certo Benito Mussolini che, accecato dalla forza dell'altro, gli si unisce per cercare una parte della gloria? Ed è una semplice coincidenza che Grindelwald venga sconfitto nel 1945 proprio come Adolf Hitler?
Ed Harry, rimasto nel caos lasciato dalla perdita di Silente, non ricorda forse il popolo italiano, nel caos dopo l'armistizio italiano, che voltava bandiera contro i nazisti?
Ed alla fine saranno semplicità ed umiltà ad uscire vittoriose contro la brama di potere e la morte stessa. Harry diventerà padrone della morte, accettandola e riuscendo a non farsi avvelenare dalla brama di potere.
Alla fine, con l'epilogo, la crescita dei nostri personaggi si completa; con loro anche il lettore può crescere soprattutto leggendo i sette libri in sette anni: iniziando a undici e finendo a diciasette. O almeno questa è l'idea che credo abbia avuto la scrittrice, visto il cambiamento di stile e il complicarsi dei concetti e della trama, lungo lo svolgersi della vicenda.

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Narrativa per ragazzi
 
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Erox Curry Opinione inserita da Erox Curry    05 Agosto, 2015
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Il male avanza

Finalmente la verità è venuta a galla e la punzecchiosa Dolores ha lasciato spazio per un nuovo insegnante.
Ma la guerra è cominciata davvero, questa volta, nessuno può ignorare il ritorno di Voldemort e la nera paura s'infiltra dappertutto: in mezzo agli innocui ed ignari babbani, nelle loro case e nei loro governi, arrivano avvertimenti a casa Dursley, pericoli per la famiglia Malfoy ed, infine, il terrore entra anche nell'ambiente scolastico: mentre fuori ricomincia la guerra, pure qui dentro, nella scuola un tempo così sicura, Silente avrà parecchio da fare per proteggere i propri studenti dal male, che alla fine vi penetra grazie a questo Draco che qualcosa sta sicuramente tramando...ma soprattutto cosa combina Piton? Silente sembra avere piena fiducia in lui, ma esso sembra stare molto vicino alla famiglia Malfoy...
Nel frattempo, cercando di non farsi distrarre dalle dicerie sul "prescelto" e dalla "carica" di capitano, il nostro Harry dovrà seguire anche lezioni private col preside. Inutile dire che si scopriranno molto interessanti.
In realtà, in principio, Harry non riesce a capire come gli potrà essere d'aiuto la conoscenza del passato del suo acerrimo nemico, ma Silente sa bene quello che fa. Almeno finchè non commetterà un paio di errori: un horcrux falso e quel Piton...
Alla fine anche gli animi dei giovani vengono avvelenati dal male ed è forse questa la più grande vittoria di un tiranno che cerca di trascinare ai suoi piedi più persone possibili.
Nel caso di questa saga si tratta di Voldemort, ma nella storia reale non è forse così?

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Erox Curry Opinione inserita da Erox Curry    04 Agosto, 2015
Top 500 Opinionisti  -  

Il veleno della paura

L'episodio migliore della saga (parere strettamente personale); questo non vuol dire che i successivi siano deludenti, ma questo è il libro dove si scava più profondamente nell'animo di Harry, il quale vive le numerose esperienze dal gusto agrodolce dell'adolescenza, ma miscelate in una nuova sensazione che potrà solo aumentare ulteriormente la frustrazione del povero Hrry.
La sensazione di cui sto parlando è l'esser rinchiusi in cattività e obbligati ad ignorare ciò che succede intorno. Ecco che, allora, la cara vecchia scuola diventa una gabbia dove l'oscurità albergherà nella testa del nostro giovane eroe, ma sarà rischiarata da una falsa luce che cerca di celare la verità.
Questa "falsa luce" sarà alimentata non solo dai sostenitori dell'oscurità stessa, ma anche da coloro che hanno ceduto alla paura, annegando la ragione in un mare di illusioni.
Solo chi ha coraggio di scoprire la verità si ribella ed Harry si mette, quasi senza volerlo, a capo di coloro che hanno fiducia in lui che lo vedono non solo come guida ma anche come un eroe.
A spingerlo fuori dalla gabbia sarà il suo coraggio, ma anche la sua debolezza.
E questo costerà caro al suo padrino, corso a salvarlo un'ultima volta.
Qui mi vorrei fermare un attimo proprio su questo Sirius Black.
Compare soltanto nel terzo libro e scompare troppo presto per vedere la fine di tutta la lunga vicenda, ma il suo sostegno è senz'altro decisivo. Si prende cura di Harry, creando un rapporto molto complicato: Harry lo vede come un secondo padre, ma a Sirius piace vedere Harry come un amico, un amico veramente speciale.
Secondo me è stato un personaggio veramente importante nella saga, quel personaggio che rileggendo la trama non ti sembra decisivo, ma è un personaggio che nell'adolescenza di un bambino non può mancare. Una persona che si disinteressa dei beni materiali ma dà importanza ai legami affettivi con assolutà sincerità.
Piccola riflessione sulla sua morte: poco prima che accadesse vengono nominati i giratempo (che a me stanno un po' antipatici) e qui non posso non pensare che l'autrice non l'abbia fatto apposta, adesso tutti a dire... ma perchè non li usano???
Ma di questo ne ho parlato anche nella recensione sul terzo libro, quindi inutile ripetersi.
Alla fine, dopo dolore e sfogo, Harry viene a sapere della profezia, causa della morte dei suoi genitori. Voldemort l'ha "scelto". Bhe personalmente profezie e presagi non sono il mio ideale, e mentirei se dicessi di non aver preferito un'altra motivazione, ma posso dire che può andare...almeno in questo magico mondo, nel senso stretto del termine.

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Erox Curry Opinione inserita da Erox Curry    03 Agosto, 2015
Top 500 Opinionisti  -  

Apparenze e verità.

Finalmente via dai Dursley! Contiene spoiler.
Si va dai Weasley e allo stadio. Ma non è una partita comunque, è la finale della coppa del mondo di Quidditch!
Non sembra poter andare meglio al povero Harry che finalmente può avere "addirittura" il lusso di divertirsi nelle vacanze estive. Peccato che qualche episodio oscuri sempre più la luminosa estate, prima la cicatrice poi la finale stessa.
Bellissimo libro intrinso di mistero, come gli altri, ma stavolta il succo è più ricco grazie a quell'antico torneo che torna dopo un secolo, e riempie l'anno di Harry di nuove difficoltà.
Non ultimo il fatto dell'esser accusato di voler apparire e dovrà sopportare "provini" ed interviste, come un vero vip.
Forse un po' pesante per un quattordicenne che verrà però sostenuto dalle persone più vicine, con un nuovo rinforzo: Sirius Black. Magari materialmente non può far molto, ma la sua figura paterna (dal punto di vista di Harry) gioverà sicuramente al suo animo, sostenendolo lungo l'intero anno, fino ad un fianle davvero inaspettato e drammatico.
Qui trovano risposta i sospetti episodi successi ddurante l'intero libro e si apre la porta ad un nuovo mondo, dove la guerra comincerà a farsi sentire, anche se, all'inizio, solo a coloro che ne sono direttamente interessati.

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Erox Curry Opinione inserita da Erox Curry    02 Agosto, 2015
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Arriva il gramo

Contiene spoiler.
Dopo i primi due anni a Hogwarts, passati tra misteri e sospetti, per Harry arriva l'anno del terrore.
Eh sì, Sirius Black è fuggito dopo 12 anni nella massima prigione dei maghi, dove scontava la pena per aver ucciso 13 persone. Fin qui non sembra aver a che fare molto con la trama, peccato che, strada facendo, il nostro caro Harry scoprirà che il signor Black sta cercando proprio lui, del quale è stato pure padrino e traditore dei suoi genitori.
Per Harry sarà difficile districarsi in mezzo a dissenatori e fantomatici presagi di morte, fino al colpo di scena finale. Proprio quello che mancava un po' nei primi due libri: un finale inaspettato dove viene scoperto parte del passato di Harry, mescolando diversi personaggi grazie al passato, poichè nel presente sembravano così separati...fino ad ora.
Fantastico questo quartetto dei malandrini dove ciascuno ha la sua personalità e carattere.
Questo è il libro che da una svolta alla trama, con la liberazione non solo di Sirius ma pure di Peter Minus, il vero traditore. Ma questo si vedrà in seguito.
Quello che non mi è piaciuto è l'uso del giratempo. Anzi avrei preferito che non ci fosse affatto: quando si gioca col potere del tempo spesso si rischia di lasciarselo fuggire e quando succede qualcosa tutti a chiedersi, ma perchè non l'hanno usato anche qui? Nel libro si spiega chiaramente che il loro utilizzo è regolato dal ministero che li tiene in custodia. Poi, parere personale, credo che questo potere sul tempo sia limitato come lo sarà stato chi li ha invenati e costruiti.
Comunque son soddisfatto di questo libro che ha dato un svolta alla trama, dando dei chiarimenti, ma ampliando le possibili conseguenze nel prossimo libro.

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Erox Curry Opinione inserita da Erox Curry    31 Luglio, 2015
Top 500 Opinionisti  -  

Detective Harry

Dopo le indagini dell'anno prima, qui ci ritroviamo a misteri e sospetti che avranno come fulcro il povero Harry. Contiene spoiler.
Troviamo qualche episodio divertente legati soprattutto alla singolare figura di Gilderoy Allock, ma per il nostro piccolo eroe si presenta un anno pittostyo stressante, durante il quale viene accusato di pietrificare alcuni studenti, dopottutto lui parla serpentese, proprio come il caro Lord Voldemort.
Qui mi sorge anche a me un piccolo sospetto. Come possibile che la scuola non venga evacuata e sorvegliata? Ok all'inizio succede solo ad una gatta, potrebbe anche essere lo scherzo di uno studente (anche se l'incantesimo si dissolverebbe dopo alcuni minuti), ma quattro studenti pietrificati?!? Oltre tutto sono stati anche fortunati poichè sarebbero morti nel caso avessero guardato negli occhi la bestia. Neanche Silente sembra avetre il contriollo della situazione quindi mi sembra un po' azzardato che la scuola non venga chiusa.
Fortunatamente i nostri eroi dodicenni riescono a risolvere l'enigma collegando la visione di una diario e i racconti di un ragno e un fantasma.
Così Harry si deve riconfrontare con il suo antico nemico che proverà a risorgere, forte dell'appoggio del basilisco. Ma questo non basta e per Tom Riddle, alias Lord Voldemort, bisognerà aspettare ancora.
Alla fine mi sorge un'altra domanda: il padre di Malfoy non aveva forse creduto morto il suo oscuro signore?
Come fa a capire che tramite il diario egli possa ritornare? Gli sono anche a lui apparse le scritte dell'amico Tom?
Ma se è così, come faceva a sapere che fosse proprio Voldemort? Come faceva a fidarsi di un vecchio diario?
Dopottutto a Malfoy non dispiace la libertà di cui può godere la sua famiglia senza dovere servire altri signori e non sapeva nemmeno che il diario fosse un horcrux.
Comunque sia ancora una volta le tenebre si sono allontanate da Harry, che può ritornare dai Dursley, dopo aver salvato il suo amico folletto Dobby, dalla schiavitù dei Malfoy.

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Erox Curry Opinione inserita da Erox Curry    30 Luglio, 2015
Top 500 Opinionisti  -  

Per bambini o adulti?

Allora, per bambini o per adulti?
Molte volte ho sentito discutere riguardo l'età alla quale la saga di Harry sia adatta.
Per gli adulti è un libro davvero banale, mentre per i bambini risulta troppo complicato.
Io, invece, mi sono fatto una precisa idea che non corrisponde a nessuna delle due, bensì sta nel mezzo. Con questo non intendo semplicemente dire che sia per ragazzi/e: secondo me questa saga rappresenta una guida nel percorso intrapreso dei bambini per divenire adulti. Una guida dove nascondi la tua paura di crescere, i pensieri di cui un po' ti vergogni, alla quale puoi chiedere anche le cose più banali e sciocche senza che lei ti rida in faccia.
Si può notare, infatti, un certo cambiamento di stile ed un complicarsi della trama via via che si passa da un libro all'altro.
Bhe, questo è quello che ci dà il benvenuto: il tutto inizia con una giornata memorabile. Proprio la festa di halloween: il più temibile mago di tutti i tempi è stato sconfitto: i suoi seguaci fuggono o vengono arrestati, mentre l'intera comunità magica che a lungo aveva aspettato e combattuto per la pace, festeggia. Il paradosso è che il grande mago è stato sconfitto da un neonato che aveva spento la sua prima candelina giusto tre mesi prima.
M il più grande paradosso resta un'altro: nel mondo babbano è una giornata qualunque ed è proprio dal punto di vista dalla famiglia più "normale" che ci sia che viene raccontato questo epico evento. La famiglia Dursley si sveglia come sempre: Vernon va al lavoro e Petunia spia i vicini, badando a Dudley, il loro "figlioletto" di appena un anno. Sarà la loro ultima mattina normale: presto si ritroveranno ad accudire quell'Harry che dovrà aspettare l'undicesimo compleanno per scoprire chi erano i suoi e cosa sia lui stesso: un mago.
Così dalla stravagante normalità dei Dursley si passa alla stravagante scuola di Hogwarts.
Qui conosciamo gli inseparabili amici di Harry, prima Ron poi Hermione; conosciamo i suoi eterni rivali come Malfoy e Piton e una serie di personaggi che danno alla trama mille sfumature.
Ma si ha anche un assaggio del nemico, che tenta di rinascere attraverso questa fantomatica pietra i quali poteri mi sono sembrano un po' troppo esagerati, capisco la magia ma più di 600 anni...
Insomma alla fine il povero ed innocuo Raptor si ritrova in testa Colui-che-non-vuole-proprio-morire che però fallirà nel tentativo. Questa mi è sembrata una trovata giusto per dare un finale ad un romanzo che serve più che altro a presentare i personaggi e a conoscere l'ambiente.
Non mi è sembrato molto chiaro il confine tra maghi e babbani: alcuni babbani hanno figli che vengono scoperti maghi, quindi portati in questa scuola. A questo punto è ovvio che diversi babbani sanno dell'esistenza del mondo magico, essendo genitori di undicenni con poteri nascosti. Ma questi undicenni non avevano amici o compagni? Nessuno nota la sparizione di questi bambini?
Con questi misteri chiudo la mia recensione su un libro che ritengo essere adatto ad undicenni, con il solo potere nascosto di poter vivere in un mondo parallelo che si trova solo nella loro testa e che si ritrova pieno dei loro sogni.

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