Opinione scritta da Venusia78
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Mah... Senza una direzione precisa!
All'inizio pensavo che fosse una specie di horror paranormale (la casa sperduta nel bosco che cambia colore a seconda di come la guardano i vari personaggi, "la casa che tira fuori il peggio di tutti noi", etc.) e questo è anche suggerito dalla trama nella quarta di copertina, ma mi sono resa conto che non c'era proprio niente di horror, anche se ammetto che l'ho sperato fino alla fine...
Col passare delle pagine il romanzo sembrava digradare verso il thriller ma un thriller veramente fiappo perché è tutto così scontato e prevedibile che si arriva alla fine senza mai un colpo di scena.
Quindi non è un horror, né un thriller...
Viste le descrizioni psicologiche dei personaggi, ho pensato che fosse un romanzo di crescita mascherato da thriller e anche qui ENNESIMA DELUSIONE! I personaggi nascono immaturi e idioti e muoiono tali! Non c'è nessuna evoluzione in nessuno di loro! Senza considerare quegli inutili dialoghi lasciati a metà, fatti da monosillabi che non suggeriscono niente a parte la pochezza dei personaggi (mi auguro che sia voluto dall'autore per evidenziare i problemi dei giovani di trovare una direzione alla propria vita con genitori più o meno disinteressati alle loro spalle...). Personaggi che sono tutti uno più detestabile dell'altro, a cominciare dal protagonista: un ragazzo senza nerbo, nè spina dorsale che si lascia dominare da tutti.
Insomma un romanzo che non è nè carne, nè pesce. Non si capisce cosa voglia comunicare l'autore (o perlomeno io non l'ho proprio capito).
Per fortuna è scorrevole ma non lascia davvero niente al lettore. Per fortuna che l'avevo preso in super sconto!
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Elena Michaels = Anita Blake?
Che dire? Mi aspettavo di più.
Dopo aver letto le recensioni su Qlibri e altri siti mi ero fatta un’idea che è stata completamente delusa.
Il libro è scritto bene, con descrizioni particolareggiate e curate, i personaggi hanno tutti, chi più chi meno (ovviamente in base alla rilevanza all’interno della storia) un certo spessore e caratteristiche ben delineate però c’è più di qualcosa che rovina il quadretto.
La storia parte a Toronto (poche pagine in realtà) per poi spostarsi nello stato di New York e già questo marca male: persa un’occasione per cambiare ambientazione invece che metterla come di consueto negli onnipresenti Stati Uniti. Vabbè, la storia non scade certo solo per questo!
Già il prologo mi aveva fatto accapponare la pelle: dieci pagine (sì, dieci pagine!!!!) sulla protagonista che gira sotto forma di lupo per le strade di Toronto. Generalmente i prologhi sono di un paio di pagine, quindi mi chiedo: perché non stralciare un po’????
Proseguiamo. La trama ci mette un po’ ad ingranare ma ci può stare (le storie che partono in quarta generalmente mi creano un po’ di confusione) e il problema è che è quanto di più banale possa esistere! Il solito nemico esterno al branco, ma non troppo, che fa fuori uno dopo l’altro alcuni membri del branco per vendicare vecchi rancori giovanili e ovviamente vuole la protagonista. Viva la fantasia, non c’è che dire! La storia scorre senza mai un contraccolpo, un pizzico d’ansia per ciò che sarà dei personaggi, assolutamente niente! L’unico momento che mi ha un po’ spiazzata è stato quando tornano a Toronto: ecco, non me lo aspettavo! E quelli sono sicuramente i capitoli migliori. Il finale della storia è frettoloso, quasi infantile, che ti fa dire: ma perché mi sono sgranata quattrocento pagine per arrivare a questo?
Parliamo dei personaggi: Elena Michaels sembra Paperino da quanto è stata iellata nella sua vita. Orfana in giovane età, passata di famiglia in famiglia dove tutti i padri putativi sembravano voler abusare di lei (una bella pubblicità alle adozioni, non c’è che dire!) e quando trova l’unico uomo che ama, ops, è un licantropo talmente egoista da morderla per farla diventare come lui. Clay sembra per parte sua il sociopatico per eccellenza: orgoglioso del suo essere licantropo e solitario, vive a pieno il suo lato animalesco, senza rimorsi o rimpianti, al contrario di Elena (e in questo non c’è nulla da dire, anzi); il punto è che occasionalmente strappa dita, tortura, uccide in maniera brutale chi va contro di lui o il suo capobranco. Ora vorrei che qualcuno mi spiegasse perché dovrebbe farlo visto che i lupi non torturano, ma uccidono le prede e basta. Il suo comportamento è davvero poco animalesco, e al contrario molto umano quindi nascondersi, come fanno in molti film o libri, dietro il lato bestiale lo trovo davvero assurdo visto che l’unico animale che tortura per il gusto di farlo è l’uomo.
Ma ritorno ad Elena che altri non è che ANITA BLAKE! Non so se avete mai letto la saga della cacciatrice di vampiri ma io l’ho fatto e vi posso assicurare che trovo tante, troppe similitudini fra le due (ricordo che la saga di Anita Blake è più vecchia di dieci anni quindi capite anche voi chi ha ispirato chi). Entrambe orfane (anche se Anita solo di madre), aggressive, piene di testosterone più degli uomini, vogliono sempre avere l’ultima parola e sembra che il mondo maschile ruoti attorno a loro (è una prerogativa che noto in tutte le scrittrici: evidentemente la maggior parte delle donne sogna di essere corteggiata da mille uomini. Mah…). Però Anita è più fredda di Elena e questo depone a suo favore visto che gli atti impulsivi di Elena somigliano più a scenette isteriche da bambina di dieci anni e che diventano per lo più irritanti. E ovviamente entrambe non sanno cosa vogliono: credono di saperlo però i fatti gli danno perennemente torto.
Senza contare che in entrambe le serie, tutta l’atmosfera è ammantata di promiscuità e sensualità, volta quasi al morboso. Insomma mi chiedo: quando si parla di licantropi e affini, è mai possibile che non ci possa essere una via di mezzo senza ricorrere alle melensaggini in stile Twilight o alla violenza in salsa Blake/Michaels???
Concludo dicendo che la seconda parte è sicuramente migliore della prima, con le descrizioni che si diradano (per fortuna, non ne potevo più dopo un po’) e i dialoghi che prendono più spazio ma… i nemici sono proprio comici, senza nerbo, né spina dorsale!
Insomma non proseguirò la lettura della saga perché ne ho avuto abbastanza di Anita, ehm… volevo dire, Elena. Meglio comunque Clay di lei: l’impulsività è molto più affascinante in un uomo che in una donna.
Comunque, per quanto ho letto io di licantropi, MILLE VOLTE MEGLIO LA SAGA DEI LUPI DI MERCY FALLS.
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Bello e coinvolgente
Devo ammettere che l’inizio, così improvviso e istantaneo nell’azione, mi ha scioccata. Non sono abituata a libri in cui nelle prime 30 pagine già succede il finimondo, però essendo un seguito, diciamo che ci può stare. La protagonista, Lenah, l’ho trovata, nella prima parte, a tratti davvero irritante: “amo Rhode, voglio Rhode, però siccome le Eridi ci hanno detto che non possiamo stare insieme, allora sto con Justin. Sempre meglio che niente”. Non è un comportamento che io apprezzo in generale (non bisogna mai accontentarsi) però è sicuramente coerente con la protagonista che fin da quando era vampiro era terrorizzata dalla solitudine. Diciamo però che nella seconda parte si riscatta perché capisce che Justin è soltanto un surrogato e che l’amore vero, anche se non può essere corrisposto, è un altro.
Le noti dolenti sono altre: il mancato realismo. Lo so, lo so, è un libro di vampiri quindi non si può pretendere che ci sia realismo, però nei combattimenti contro l’antagonista Odette, Lenah, che è umana adesso, ne subisce di tutti i colori, perde sempre (ovviamente, potrei aggiungere), e si salva per qualche miracolo. Nella battaglia finale però con quattro coltellate sferrate a casaccio uccide la nemica. Ma come? Così semplice? E allora perché non lo fa prima? Vabbè… L’autrice secondo me è molto più brava a definire i personaggi che a descrivere scene di combattimento.
Il finale è perfetto e tutto sommato quello che avrei auspicato dalla prima pagina: il libro si apre con una scelta sbagliata ed egoista di Lenah (che genera ovviamente tutti gli eventi nefasti che seguono) e si chiude con la scelta giusta, quindi la protagonista giunge a quella maturazione che ogni buon libro richiede. Restano fatti inspiegabili che saranno la premessa al terzo libro che mi auguro arrivi presto!
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... Che Dio ci aiuti!
All'inizio ero partita carica (anche perchè sembrava completamente diverso dai tre precendenti) ma alla fine, quando ho chiuso definitivamente il libro, ho tirato un sospiro di sollievo! E’ sicuramente il migliore dei quattro ma c’è un susseguirsi di eventi assolutamente inutile e soprattutto slegati dagli altri tre libri. Non viene spiegato l’incendio in cui è morto Trevor (il motivo per cui poi lei è finita alla Sword & Cross), non si capisce perché tutti gli angeli si diano da fare per aiutare lei quando poi alla fine non cambia assolutamente niente! Senza contare che tutto il libro è volto a cercare di fermare Lucifero e la Caduta che dovrebbe cambiare il mondo: sembra che lei sia l’unica a poterlo fare ma… colpo di scena: interviene Dio! Quindi continuo a ribadire che sia un ciclo di libri fondato sul NULLA!
Senza contare descrizioni prolisse e petulanti sui voli da una città all'altra, sui sentimenti di Luce per Daniel (mi hanno ricoverato in ospedale per farmi un'iniezione di insulina, dopo che l'avevo letto per milionesima volta!) quel penultimo capitolo lunghissimo di 15 pagine, assolutamente inutile, che poteva stralciare e lasciare alla fantasia dei lettori.
L’unica nota interessante è sul primo amore di Lucinda (che non svelerò perché ho già fatto abbastanza SPOILER) e che ovviamente non viene sfruttata a dovere dall’autrice che preferisce affondare in un mare di melassa e noia perché ovviamente il finale è quanto di più prevedibile e scontato potesse esistere.
Sicuramente l’autrice ha fatto passi avanti a livello stilistico e lessicale dal primo libro e questo gliene rendo atto, ma la trama è veramente fiappa! Ho letto che ne stanno facendo un film: Dio salvi i portafogli di quelli che pensano di andarlo a vedere!!!
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- sì
- no
Pensavo peggio... dopo gli altri due!
Sarà perchè avevo letto delle pessime recensioni su questo libro, sarà perchè i primi due sono stati orrendi quindi non mi aspettavo niente di meglio, ma alla fine... TOH! Non è stato neanche male!
Però è un libro assolutamente inutile alla fine di tutto: sia per lo svolgersi della trama perchè Luce fa avanti e indietro nel tempo senza di fatto ricavarne nessun beneficio, sia per far intuire al lettore le radici profonde (???? Ma dove?) del suo amore per Daniel, perchè loro si amano sempre ma Luce non vede mai come nasce, come si sviluppa, ma soltanto i pochi minuti prima di morire dilaniata dalle fiamme.
E allora, mi dico? Che cavolo serve 'sta storiella? A niente. Resta la classica storiella Harmony-adolescenziale. Però forse perchè mi ero rassegnata alla noia mortale, almeno la lettura è passata abbastanza veloce.
Il finale è l'unica cosa positiva perchè finalmente Lucifero fa la sua comparsa e dà una svegliata a tutto quel branco di angeli caduti, di cui non si è ancora capita l'utilità.
Come al solito (non smetterò mai di dirlo), la parte migliore spetta a Cam: quelle 4 pagine sulla storia fra lui e Lilith danno respiro a tutto il libro. Altro che quei lagnosi di Daniel e Luce: quella sì che era passione!
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Finalmente... VAMPIRI!!!!
Cercavo qualcosa che riportasse i vampiri agli antichi splendori dove, da esseri spietati quali erano, uccidevano e si pascevano della loro crudeltà (insomma basta di vampiri buoni e di gente che aspira a diventare come loro: perchè poi uno sano di mente dovrebbe aspirare a diventare vampiro non si sa!) e non sono rimasta delusa.
Una storia originale dove Lenah, la protagonista, efferata vampira per quasi 600 anni, torna umana grazie a un magico rituale che le restituisce un cuore che batte e strappa la vita a colui che officia tale rituale, il suo amato Rhode in questo caso. Il libro alterna momenti di vita quotidiana a scuola (lei si ritrova nel 21 secolo senza sapere cosa siano stereo, cellulari, motoscafi e via dicendo) a flashback sulla sua vita passata, dove faceva parte di una spietata confraternita da lei creata, e questi ultimi sono i momenti migliori del libro, secondo me.
Il libro è scritto talmente bene, con un buon lessico e senza eccedere in descrizioni inutili e noiose, da rendere il passaggio da una vita in-sensibile e opaca a una piena di colori e sapori così intenso che il lettore non può non sentirsene trasportato. Bello il finale e meraviglioso il rapporto con il suo amante-creatore Rhode.
Ma ovviamente ci sono delle magagne.
Prima di tutto la storia con il ragazzo umano, Justin. Era così indispensabile metterla? Non si poteva apprezzare la vita nuova anche senza metterci un uomo in mezzo? Tanto più che questo ragazzo è lo stereotipo più classico che ci sia. Il bellone della scuola, abilissimo nello sport, inseguito da tutte che si innamora al primo sguardo della protagonista. Visto, stravisto e rivisto cento volte. Tanto più che lei dice di amarlo ma poi pensa continuamente a Rhode, il suo amore morto (e ovviamente a lui vanno le mie simpatie). Senza contare che quando lei gli rivela che in passato era un vampiro, lui accetta tutto senza battere ciglio. Ma è normale? Io non ci avrei creduto e l'avrei mandata da uno psichiatra!
Dopodichè altra magagna è la caratterizzazione dei personaggi stessi. Non l'ho proprio trovata! Se qualcuno mi chiedesse: che caratteri hanno costoro, BOH! risponderei. Lenah era crudelissima, come tutti i vampiri perchè rimpiangeva la sua vita umana ed era invidiosa degli umani che uccideva, ma il punto è che l'autrice non lo fa diventare un tratto caratterizzante perchè dice che tutti i vampiri si comportavano così per questa motivazione. Una volta diventata umana è travolta dalla novità, dal sole, dal cuore che batte, dalla sensazione del cibo sulla lingua, ma non viene detto altro. E' generosa? Estroversa? Riservata? Chiacchierona? Allegra? BOH!!! E lo stesso si può dire di tutti gli altri personaggi.
Insomma il libro è scritto per certi versi molto bene e lo consiglierei, con questi due piccoli, per me, problemini.
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Da leggere senza entusiasmi
Innanzitutto premetto che l'argomento angeli, angeli caduti e demoni mi piace molto e per questo ho affrontato questo libro. Ma all'inizio devo ammettere che sono stata tentata di lasciarlo perdere per una questione puramente di stile. Troppo semplicistico, parole poco ricercate, trovare una subordinata è come fare un terno al lotto. Poi mi sono imposta di passare sopra questa problematica adducendo come scusa che essendo narrato in prima persona non poteva avere linguaggi troppo aulici (anche se ho letto libri con io narranti decisamente migliori).
Passando alla trama devo dire che mi è piaciuta parecchio, ho trovato alcuni spunti decisamente interessanti e imprevedibili che mi hanno lasciato a bocca aperta. Però sicuramente è un libro che va letto con calma e io ho dovuto ripassare alcuni punti parecchie volte perchè i nomi dei demoni sono molto simili e ho fatto spesso parecchia confusione.
Un altro punto a favore è la quasi assenza della storia d'amore. Sì, è molto nascosta, per niente smielosa e anche se intuisci che fra i due protagonisti stia nascendo qualcosa, per fortuna l'autrice non ci mette troppo l'accento sopra.
Unico punto dolente, oltre allo stile, è l'epilogo e in questo caso intendo proprio l'ultima pagina. Mamma, quanto è scontato! Mi sono cadute le braccia! E non proseguo oltre.
In sostanza, un libro discreto, niente di più.
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MAMMA MIA!!!!
Per molte saghe il secondo libro è migliore del primo: generalmente perchè arrivano nuovi personaggi affascinanti, per il complicarsi della trama, per la migliore stilistica dell'autore. Beh, qui non è successo nulla di tutto ciò! Avevo già letto Fallen ed ero rimasta delusissima, ho letto Torment sperando che migliorasse (come era successo ad esempio per Twilight e Shiver) ed è diventato un Tormento di nome e di fatto!
Che dire? Trama inutile e assolutamente priva di colpi di scena: lei che cerca il suo passato, Daniel che chissà perchè non le vuole mai spiegare nulla e dà regole che nessuno sano di mente seguirebbe e il finale assurdo con quella pseudo battaglia in periferia di cui nessuno si accorge. Mah!
I personaggi nuovi sono piatti e insignificanti e ancora una volta la storia la salva per pochi istanti Cam (anche se purtroppo la sua presenza è meteorica rispetto a Fallen). Non ci si riesce mai a identificare con Luce e i suoi pensieri e tutto si svolge senza una spiegazione, nemmeno a livello psicologico. I fatti devono accadere perchè così ha deciso l'autrice e accadono! L'unica cosa decente è che Luce si ponga delle domande su perchè ama tanto Daniel visto che non lo conosce affatto: ecco questo è credibile e condivisibile.
Per il resto è una pappa inutile e mediocre. Purtroppo avevo già preso tutta la saga senza averla iniziata e così mi dovrò sorbire anche Passion e Rapture. Povera me!!!!
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Cole e Isabel Forever
Mi è piaciuto un sacco!!!!
Innanzitutto perchè non è la solita storia di licantropi ma finalmente vediamo personaggi buoni e cattivi indipendentemente dall'aspetto: sarebbe stato troppo facile, visto che è narrato dal punto di vista dei licantropi o comunque loro amici, far fare ai lupi la figura dei buoni e ai "completamente" umani quella dei cattivi e invece sono abilmente mischiati e si intuisce come la bontà dipenda dal carattere della persona e non dalla razza di appartenenza.
Dopodichè posso dire che adoro letteralmente i due personaggi secondari (che poi tanto secondari non sono) Isabel e Cole e sono quelli che dopo Shiver (che mi aveva molto delusa) danno verve ai due libri successivi: schietti, diretti, realisti, arroganti (come sono molto spesso gli adolescenti). Anche Sam e Grace sono ben caratterizzati, come Cole e Isabel, però non riesco a immedesimarci quindi non mi piacciono molto, senza considerare che sono un po' troppo sdolcinati (Sam soprattutto).
Grazie alla perfetta caratterizzazione dei personaggi e allo stile quasi poetico dell'autrice il libro quasi non ti accorgi di leggerlo tanto lo divori però ha anche le sue note dolenti: la trama innanzitutto. Non succede praticamente niente per tutto le trecento pagine! Gli unici guizzi sono nel finale che peraltro è troppo semplicistico.
Una nota positiva del finale però c'è: non è il classico E vissero felici e contenti che mi manda in bestia! Diciamo che è un finale sospeso che il lettore può completare a suo piacimento e questi finali per me sono i migliori!
Riassumendo: bel libro con una trama un po' fiacca che però merita di essere letto per i bellissimi personaggi delineati.
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Senza infamia e senza lode
Non avevo mai letto un libro di Musso e questo è il primo e credo anche l'ultimo.
Dunque partiamo dai lati positivi:
- E' scritto molto bene, con descrizioni non tediose, dialoghi non esagerati e l'idea di mettere una citazione all'inizio di ogni capitolo è veramente interessante e in un certo senso diventa il prologo che ti fa presagire qual'è la tematica del capitolo in questione;
- La trama è interessante e sicuramente, per me che sono una sognatrice, densa di spunti (la ragazza caduta dal libro mi piaceva un sacco come idea).
Ora passiamo alle note dolenti che sono rapprensentate dalla trama stessa.
Se l'incipit della ragazza caduta dal libro è ciò che mi ha spinto ad acquistare il volume, lo svolgimento della trama non è assolutamente all'altezza perchè da metà libro in poi diventa tutto così banale e prevedibile da annoiare (addirittura con grossi sbadigli). Tacciamo poi il fatto che la protagonista femminile è insopportabile ma, vabbè de gustibus, il punto è che l'epilogo io l'avevo già intuito da quando Tom incontra Billie per la prima volta, quindi finale scontatissimo e sdolcinato che annacqua tutto il messaggio del libro e cioè la scrittura e la condivisione delle emozioni come salvezza personale e universale.
Poi un ultima questione riguarda quel narrare in prima persona quando si parla di Tom e in terza persona quando l'azione si sposta sui suoi amici: che senso ha???? Non potevano mettere tutto in terza persona? Generalmente si narra in prima persona per aumentare l'immedesimazione col personaggio narrante ma in questo caso è assolutamente inutile!
In sostanza: se volete leggerlo, fatevelo prestare o prendete l'edizione economica.
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Una delusione
Che dire? Un grandissima delusione, anche se il termine non rende giustizia! Direi che la frase migliore è: che boiata pazzesca!!!!!!
Di 442 pagine oserei dire che non se ne salva nessuna.
Non c’è un colpo di scena manco a pagarlo oro, tutto è trito, stratrito e scontato. La trama non ha mai un guizzo, un lampo di curiosità, qualcosa che ti stimola a continuare a leggere. Si legge per inerzia e perché io personalmente non amo lasciare i libri a metà.
I due protagonisti principali sono insopportabili: Luce che si fa manovrare da tutti (ci ricorda qualcuno? Forse una certa Isabella Swan di Twilight?) e non prende mai una decisione che sia sua; Daniel insulso come una pacca nell’acqua. Senza contare che sono entrambi decisamente poco delineati per potersi definire protagonisti. Non si riesce a dargli un carattere, potrebbero fare tutto e il contrario di tutto perché sono piatti come la carta velina.
I personaggi migliori sono i secondari e cioè: Cam, Arianne e Penn. E per fortuna che ci sono loro a dare un po’ di ritmo altrimenti ci si taglierebbe le vene!
Poi è patetica la storia che il mondo corre il rischio di essere distrutto e angeli caduti si combattono solo perché quei due devono vivere la loro assurda storia d’amore? Non c’è che dire: Dio sarebbe soddisfatto dell’abnegazione di questi angeli!
L’unica cosa che salvo è l’ambientazione: la scelta del correzionale è originale, anche se poi l’autrice non la sfrutta per niente. Poteva tirare fuori scene e particolari più interessanti e invece alla fine è come se fossero in un collegio un po' più rigido del normale.
Ultima questione: la stilistica. Pessima. Troppo semplicistica (le subordinate non esistono o si contano sulle dita di una mano), pieno di errori grammaticali e ripetizioni.
Insomma, una sorta di Twilight angelico ma con pecche macroscopiche ed evidenti ingenuità, con una trama che non decolla mai.
Lo sconsiglio vivamente!
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