Opinione scritta da Rory91

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Rory91 Opinione inserita da Rory91    14 Febbraio, 2014
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Il segreto della felicità: l'inconsapevolezza

I guai si sa sono come le ciliegie...uno tira l'altro. La protagonista del nuovo romanzo di Federica Bosco, Cristina, lo sa molto bene, la sua avventura comincia con venti gocce di valeriana ed un messaggio in cui (secondo il suo ex) annuncia la sua volontà di farla finita ...ma non tutto il male viene per nuocere perchè la sua permanenza in ospedale la porta a conoscere l'uomo dei suoi sogni bello, dolce, sensibile , dottore (il che non guasta)...unica pecca è fidanzato!
Da qui inizia una serie di rocambolesche avventure che coinvolgono i suoi genitori, il suo fratello gemello Luca con uno spiccato senso dell'humor , la sua migliore amica, nonchè insegnate di yoga e la sua datrice di lavoro racconta- frottole.
Lo stile di Federica Bosco è piacevole, le pagine si rincorrono tra di loro, il ritmo è scorrevole , le avventure della protagonista sono esilaranti e il suo modo di fare è sagace.
Non riesco a trovare a questo libro neanche un difetto che, anzi, in qualche punto riesce anche a strappare un sorriso.
Bello l'insegnamento finale : noi siamo artefici del nostro destino, i comandanti della nostra vita e se questa prende una rotta inaspettata o a noi non gradita basta soltanto girare il timone.
Ciò che conta è essere fieri di noi stessi e non avere nessun rimpianto.

"Il vero segreto della felicità è l'inconsapevolezza .
Chiunque affermi il contrario mente spudoratamente. "

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Rory91 Opinione inserita da Rory91    08 Gennaio, 2014
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SOLE,VENTO,VINO E TRALLALLA'(cit)

Quando ho letto la trama del nuovo romanzo di Luca Bianchini ne sono stata fortemente attratta, ha avuto su di me l'effetto di una calamita, essendo una pugliese doc ero curiosa di vedere la mia terra dalla prospettiva dell'autore, quindi non nego che ho caricato il romanzo "io che amo solo te"di forti aspettative e per questo rimanendone forse un po delusa.
Il romanzo è diviso in tre parti: prima il matrimonio, il matrimonio e dopo il matrimonio, le voci narranti sono molteplici infatti ciascuno dei membri della famiglia degli sposi racconta un pezzo di storia per formare il puzzle final, la storia è ricca di colpi di scena, ci sono frasi in dialetto, il ritmo è scorrevole, ma anche pregno di stereotipi due su tutti : il matrimonio e l'omosessualità.
Il matrimonio infatti non è considerato come l'unione di due anime, ma è visto più come evento sociale che serve per mostrare ai cittadini la ricchezza della famiglia e anche l'omosessualità viene considerata nel romanzo come qualcosa di clamoroso che fa mormorare anche i muti, ebbene credo che dichiararsi gay non faccia più scandalo o almeno non più di quanto ne possa fare in un paese settentrionale.
Bella l'immagine di don Mimì che segretamente ammira il figlio Orlando perchè riesce ad esprimere quello che prova, il suo orientamento sessuale a differenza del giovane Mimì che non riuscì a sposare la sua donna amata: Ninella.
Don Mimì è un padre che si interroga sul suo ruolo chiedendosi se sia riuscito ad insegnare ai suoi figli i giusti valori : lealtà, amor proprio e verso la propria famiglia e coraggio.


"A suo figlio aveva insegnato i piccoli calcoli piuttosto che i grandi sogni, e ora anche lui correva il rischio di vivere un'esistenza non diversa dalla sua sempre e solo POTENZIALMENTE felice".

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Rory91 Opinione inserita da Rory91    28 Dicembre, 2013
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Noi crediamo di condurre il destino, ma...

Inizio un po in sordina per "il libro delle anime"dove ormai sono trascorsi quasi due anni rispetto all'ambientazione del libro precedente e incontriamo un Will Piper che ha perso il suo smalto a causa del pre-pensionamento e della vita famigliare, ha anche smesso di bere e riesce a resistere al fascino delle donne.....
Questo soltanto nelle prime cinquanta pagine...perchè come si suol dire il lupo perde il pelo ma non il vizio.
La seconda parte è decisamente più avvincente, ricca di misteri da scoprire, caratterizzata da una caccia al tesoro che viene condotta attraverso un sonetto scritto da Shakespeare che serve per aggiungere qualche tassello alla storia messa in piedi da Gleen Cooper.
L'interesse intorno alla biblioteca dei morti sembrava essersi assopito grazie al patto di segretezza che era stato sottoscritto da Will Piper, ma riaffiora grazie alla perdita di uno dei volumi il 1527 che viene venduto all'asta e rischia di finire nelle mani sbagliate.
Trama convincente, buona suspanse, ritmo a tratti calante, in linea di massima più deludente rispetto al precedente.
Fiore all'occhiello a mio avviso è il coinvolgimento nel racconto di personaggi davvero esistiti come Shakespeare, Nostradamus e Calvino che hanno contribuito a dare spessore alla trama.

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Rory91 Opinione inserita da Rory91    17 Dicembre, 2013
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Chi ti ama, resta

Questo libro racconta la storia di una famiglia "spezzata".
Viola viene descritta all'inizio come una donna insoddisfatta della sua vita,dal suo lavoro e della sua famiglia.
Carlo sembra essere il collante tra Viola e sua figlia Luce, il quale cerca di colmare le mancanze di una madre spesso assente.
Il libro è ben scritto, la narrazione alterna descrizioni degli anni precedenti in cui la voce narrante Viola cerca di spiegare i motivi della sua insoddisfazione e la descrizione della notte\mattina in cui Viola e Carlo sono chiamati in ospedale al capezzale della figlia, intossicata da uso di droghe.
Interessante è il riferimento all'interno dell'opera ad opere classiche come Romeo e Giulietta, Abelardo ed Eloiosa che fanno comprendere al lettore la tragedia che si sta consumando e la drammaticità della storia.
è come se i protagonisti di questo romanzo fossero legati da un filo "intermittente",infatti sono destinati a perdersi e ad incontrarsi per poi perdersi nuovamente.
Bellissima la contrapposizione tra i due uomini che ruotano intorno alla protagonista Viola: Carlo e Massimo il primo farfallone, interessato alle avventure e pronto ad inventarsi una doppia vita, un mestiere da fotografo pur di far colpo, omettendo di avere una moglie, il secondo accecato dall'amore, tanto da non rendersi conto dei tradimenti della moglie, però concreto e amabile.
Ho rivalutato Viola solo nelle ultime pagine, ho apprezzato il contenuto della lettera che lascia a sua figlia Luce in cui cerca di spiegare il senso della vita scusandosi per non essere stata un buon esempio da seguire.
Finale che commuove e intristisce.

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Rory91 Opinione inserita da Rory91    14 Dicembre, 2013
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VITA e MORTE: ma nel mezzo cosa c'è?

Cosa hanno in comune l'area 51, un'opera teatrale mai andata in scena e un serial killer che semina terrore annunciando i suoi omicidi attraverso una cartolina su cui è rappresentata una lapide?
UN MISTERO
Una fitta storia che si intreccia non solo in periodi storici diversi partendo dal Medioevo, passando dal secondo dopoguerra, per arrivare ai nostri giorni...addirittura proiettandosi fino al 2027, ma una storia che coinvolge l'America, l'isola di Wight e l'intera umanità.
Un romanzo sicuramente bene congegnato dove niente è effettivamente quello che sembra, scandito da brevi capitoli che si concludono introducendo nuovi elementi per le ricerche di Will Piper e che creano suspance nel lettore.
Tutto ruota intorno al fiuto e all'ingegno di Will Piper che ha doti e caratteristiche bene diverse rispetto all'egual conosciuto Robert Langdon.
Will si trova ad un punto "morto"della sua carriera lavorativa deciso a proseguire la sua attività di agente, per inerzia e senza entusiasmo solo per raggiungere l'agognata pensione.
è un uomo piacente, che fa colazione già a prima mattina con dello scotch, si macchia del reato di insubordinazione, si innamora di una collega con vent'anni meno dei suoi, padre assente, insomma, non esattamente il ritratto della perfezione, ma è proprio quello che mi è piaciuto del protagonista , il fatto che abbia acquistato entusiasmo per le ricerche e per il suo lavoro strada facendo rivelandosi coraggioso e caparbio.
Vengono trattati temi interessanti che portano a far sorgere interrogativi : esiste il libero arbitrio o siamo già predestinati?
"Possiamo predire gli eventi, anche se non possiamo modificarne l'esito. Se sei in grado di predire gli eventi importanti, allora puoi mettere a punto un piano, metterlo in preventivo, decidere le linee politiche, forse attutire il colpo".
Molto interessante!

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Rory91 Opinione inserita da Rory91    04 Dicembre, 2013
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Quando il gioco si fa duro...

Periodo d'esami= romanzo rosa, per me è l'abbinamento più azzeccato che ci sia!
Avevo bisogno di un libro leggero che mi incutesse sicurezza ed è esattamente quello che ho trovato in "scommessa per amore" di Jennifer Cruise.
Gli ingredienti di un apprezzabile romanzo rosa ci sono tutti : c'è la grassottella Min con le sue amiche di sempre, una madre petulante, una sorella in procinto di sposarsi con quello che crede essere l'uomo giusto, c'è il bello ed impossibile Cal appassionato del gioco d'azzardo e in tutto questo "minestrone"c'è una scommessa... riuscirà il bello e pieno di successo Cal a far capitolare la paffuta ed insicura Min?
La domanda suona un po retorica, ma la strada sarà in salita e ricca di ostacoli. Il gioco per Cal si farà sempre più duro fino a quando non sarà più in grado di gestirlo...Ma il gioco vale la candela?
Lo stile del romanzo è molto semplice, scorrevole e a tratti ironico e peno di colpi di scena, quello che più mi è piaciuto è che l'autrice riesce a dare dimensione e spessore anche ai personaggi secondari che invece solitamente rimangono sullo sfondo.
Dialoghi a botta e risposta assolutamente esilaranti.
La protagonista Min a mio avviso è eccezionale rappresenta l'anti eroina dei romanzi rosa, ben lontana da una taglia 40 (più vicina ad una 48), caparbia, capricciosa, sempre a dieta, romantica ma non mielosa un ottimo mix tra pregi e difetti che la rendono più vicina alle ragazze in carne ed ossa.
Unica pecca il finale a mio avviso non all'altezza del resto della storia, ma che sono sicura piacerà alle più romantiche!
"L'orlo del caos era il momento in cui il granello modificava la pila o la tramutava in valanga".
Per una lettura senza pensieri.

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Rory91 Opinione inserita da Rory91    30 Novembre, 2013
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Borgia: mito o realtà?

Se dovessi utilizzare una sola parola per descrivere la famiglia Borgia così come narrata nel romanzo di Jeanne Kalogridis "alla corte dei Borgia" sarebbe tradimento, perchè niente sembra com'è.
Quello che inizia come un grande amore in realtà non è altro che l'inizio di un sanguinoso incubo che porterà la protagonista Sancia a perdere tutto ciò a cui più tiene.
è una storia di amore, fratellanza, presagi che è perfettamente inserita in un'ambientazione da favola , nella nostra bella Italia del 1400, caratterizzata da descrizioni minuziose che fanno rivivere gli ultimi anni del medioevo.
La narrazione ruota intorno alla famiglia Borgia composta da Rodrigo ossia papa Alessandro VI e i suoi quattro figli: Cesare, Goffredo, Giovanni e Lucrezia portatori di virtù, ma anche di vizi come la cupidigia, la smania di possesso e di potere, la voglia di prevalere gli uni sugli altri.
Una famiglia completamente diversa rispetto a quella a cui siamo propensi pensare ossia come porto sicuro e punto di riferimento.
Ciò che governa la famiglia Borgia è la voglia di riunire l'Italia e lasciare un segno tangibile del loro passaggio perdendo quelli che sono i valori più importanti quali la fedeltà, l'umiltà, l'amore verso il prossimo.
Sono sempre stata scettica nel leggere romanzi ispirati alla famiglia Borgia perchè il loro mito li precede e credo che in un certo senso se ne sia anche abusato del loro nome in letteratura.
Però questo romanzo mi ha permesso di camminare per i corridoi di palazzo Sant'Angelo, sdraiarmi su un letto pieno di cuscini di velluto con Sancia d'Aragona e sfuggire alle insidie di papa Alessandro.
Consigliato!

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Rory91 Opinione inserita da Rory91    20 Settembre, 2013
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Un viaggio dentro se stessi

Ci ho provato, ho provato ad essere la versione femminile di Giacomo Leopardi fingendo che questo romanzo fosse la siepe e cercando di guardare oltre, solo che non vi ho scorto l'infinito, ma il nulla.
Ho trovato questo libro ricco di clichè e di stereotipi sulla vita e sull'amore partendo dall'idea dell'androgino secondo cui l'uomo per essere completo deve trovare l'altra metà di se stesso, l'importanza di avere un sogno nella vita e battersi affinchè si realizzi, il calore degli affetti familiari.
Se dovessi descrivere il protagonista Tòmas con un solo aggettivo sarebbe "smidollato" , un ragazzo che non ha il coraggio di vivere fino in fondo, di fare le scelte basilari della sua vita dal lavoro all'amore finendo per accontentarsi di ciò che passa sottomano.
Il suo viaggio a tratti mi ha ricordato quello che Srooge fa nel romanzo di Dickens "Canto di Natale", solo che per rivedere le tappe salienti della sua vita non ricorda i natali presenti ,passati e futuri, ma i suoi amori.
Dato che sono un eterna ottimista ho cercato di scorgere il messaggio di Gramellini anche se in un libro completamente lontano dai miei gusti, dal mio genere e dalle mie aspettative "l'ultima righe delle favole"rappresenta il lieto fine, il vissero felici e contenti, infatti cosa sarebbero le favole senza il finale? Storie fatte di mele avvelenate, di principesse rinchiuse in castelli e draghi, invece noi tutti abbiamo bisogno di pensare che tutto un giorno possa andare per il verso giusto:
"nelle dita di ciascun uomo è racchiuso un miracolo...in fondo non è così difficile basta rimettersi in pista ogni volta che esce...e appena il cuore è in equilibrio tirare una stecca senza senso".

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Gialli, Thriller, Horror
 
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Rory91 Opinione inserita da Rory91    31 Agosto, 2013
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La linea sottile

Ho avuto modo di conoscere Donato Carrisi come opinionista della trasmissione Matrix, di lui mi ha colpito la pacatezza con la quale esprimeva il suo punto di vista su fatti sconcertanti e drammatici di cronaca nera, motivo per cui mi sono incuriosita e ho deciso di scoprire in che modo si cimentava con la scrittura.
Il tribunale delle anime è il suo primo thriller che ho letto, i temi e lo stile sono ben lungi dal poter essere considerati originali nonostante questo il libro procede a ritmo spedito con un susseguirsi di colpi di scena e suspance, i personaggi sono descritti in modo molto accurato, oserei dire in modo "tridimensionale", questo permette ai lettori di far cogliere ogni loro dimensione, soprattutto quella psicologica e prettamente interna.
Il finale a mio avviso è eccessivamente frettoloso, sembra che abbia lasciato irrisolte alcune questioni.
Il tema trattato è davvero interessante perchè non si ferma alla descrizione della lotta tra il bene e il male, ma vengono narrate le conseguenza di quando il bene trasmuta in male, quando la luce incontra l'ombra,i personaggi infatti si collocano in quella ambigua terra di mezzo dove la luce è offuscata da una scura coltre e lottano per ritornare a percepire i raggi.
Inoltre è bello sapere che anche in Italia ci sono autori in grado di ambientare i loro romanzi nelle nostre magnifiche città facendo emergere anche luoghi poco conosciuti, ma egualmente caratteristici e ricchi di storia.
Consigliato!

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Rory91 Opinione inserita da Rory91    22 Agosto, 2013
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A.A.A. principe azzurro cercasi!

Iniziò tutto con un bacio è un romanzo della britannica Miranda Dickinson che in realtà ho apprezzato solo per metà, perchè l'altra metà di me era intenta a rievocare analogie con la più celebre Bridget Jones. La narrazione parte dalla dichiarazione della protagonista Rom al suo migliore amico Charlie che ama segretamente de tre anni. Però come si sa non tutto il male viene per nuocere infatti Rom dopo aver ricevuto un secco no, fuggendo dall'imbarazzante momento si incontra/scontra con un uomo e scatta il fatidico colpo di fulmine (ed anche un bacio). Da quel momento parte una divertente sfida: cercare l'uomo misterioso per un anno, ossia prima di compiere i temuti trentanni. Rom in questa ricerca non è sola, con lei partecipano attivamente i suoi amici fidati "in loro compagnia sono sempre stata capace di essere me stessa stando comoda come in un paio di affezionate pantofole"e i suoi strambi zii.
Le analogie con Bridget Jones sono molteplici partendo dalla protagonista ventinovenne ragazza inglese che teme di rimanere single avvicinandosi alla soglia dei trentanni, fino ad arrivare ai suoi opprimenti genitori, senza contare che anche Rom va alla spasmodica ricerca del principe azzurro che in alcuni casi finisce per rivelarsi un viscido ranocchio. La storia a mio dire non è molto originale e procede con un ritmo lento, lo stile è semplice e i dialoghi a tratti divertenti, ma nulla di più.
Il messaggio positivo che sono riuscita a cogliere tra le righe è la speranza che non abbandona mai la protagonista perchè a volte ci si potrebbe fermare solo qualche attimo prima di aver raggiunto l'obbiettivo : "il fascino della possibilità non importa quanto sia improbabile, tu non puoi scrollarti di dosso la sensazione che POTREBBE succedere ".

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Rory91 Opinione inserita da Rory91    27 Luglio, 2013
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Lei conobbe lui e se stessa (Calvino)

E' un romanzo di Valentina d'Urbano che narra la storia d'amore (e morte) di Beatrice e Alfredo soprannominati "i gemelli" in quanto cresciuti insieme fino a contaminarsi e quasi fino a confondersi. E' una storia "rude" che descrive la vita di periferia di un quartiere malfamato definito "la fortezza" partendo dagli anni di piombo fino ai primi anni '90. I protagonisti si identificano con i luoghi, rispecchiandosi e diventando un tutt'uno con essi : "non sarò mai al sicuro come lo sono qui dentro, in questo quartiere di ladri e di spacciatori, di tossici e di delinquenti, questo posto con gli angoli sporchi e gli androni che puzzano di piscio, con i lampioni rotti e le strade che annegano nel buio, e i confini sorvegliati affinchè nessuno entri a ficcare il naso, a vedere cosa facciamo". Il modo di concepire il rapporto tra i protagonisti e il loro ambiente mi ha fatto tornare in mente la concezione dell'ostrica di verghiana memoria secondo la quale l'uomo deve rimanere tutta la vita nel contesto sociale di appartenenza perchè ogni tentativo che fa per cercare di migliorare la propria posizione sarà vano o addirittura renderà la propria condizione deteriore, è quello che succede a Beatrice quando durante una vacanza al mare incontra Marta una ragazza di buona famiglia, ricca di sogni e prospettive per il futuro, ma la sola idea di trasferirsi a Bologna e di lasciare la fortezza la terrorizza perchè è come se sapesse che quello è il luogo in cui è destinata a continuare la sua vita, accanto ad Alfredo.
La storia tra Beatrice ed Alfredo non ha proprio nulla di convenzionale : "lui amava come un cane, con la stessa insensata fiducia , con lo stesso cieco trasporto. Io odiavo . "
In realtà non è tanto un rapporto di amore/odio, quanto piuttosto un rapporto che oscilla tra morbosa amicizia e amore appassionato collocandosi in quello spazio riservato agli "amori malati".

Il libro l'ho da subito adorato, mi hanno conquistato il linguaggio semplice dell'autrice e i capitoli molto brevi e coincisi, quasi che non ci fosse bisogno di aggiungere altre parole perchè sarebbero diventate superflue ai fini della storia, il racconto è graffiante scava fin sotto la pelle, racconta di esperienze difficili come l'aborto e l'uso di eroina senza mezzi termini, descrivendoli con crudezza provocando brividi che non si fermano in superficie, ma scuotono anche il cuore.
Da leggere!!

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Rory91 Opinione inserita da Rory91    26 Aprile, 2013
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"C'è più amore in chi resta"

Fai bei sogni è la storia autobiografica di Massimo Gramellini giornalista de "la Stampa". Si tratta di un racconto di un lutto, la perdita di una madre durante la fanciullezza. è un romanzo intenso, coinvolgente, profondo che riesce a pizzicare le corde dell'anima in modo molto delicato provocando però intense vibrazioni.
Vengono ripercorse le fasi del lutto di Massimo:
dalla sorpresa e il dolore lancinante "sentì un cucchiaio di ghiaccio penetrarmi nella pancia e svuotarmela tutta";
alla rabbia "chi è stato abbandonato si considera assaggiato e sputato come una caramella cattiva, colpevole di qualcosa di indefinito";
fino al perdono.
Gli insegnamenti che sono riuscita a trarre da questo romanzo sono essenzialmente due: il primo (e forse anche il meno evidente) è l'importanza di coltivare i propri sogni e cercare di raggiungerli. Dicono che per raggiungere un obiettivo più è complesso il percorso e più dobbiamo essere sicuri di aver imboccato la strada giusta, perchè nessun sogno è facile da raggiungere. Lo stesso Massimo dice "se un sogno è il tuo sogno, quello per cui sei venuto al mondo puoi passare la vita a nasconderlo dietro una nuvola di scetticismo, ma non riuscirai mai a liberartene..,continuerà a mandarti dei segnali disperati come la noia e l'assenza di entusiasmo, confidando nella tua ribellione".
Il secondo insegnamento è l'importanza dei genitori e l'affetto che riceviamo da essi durante la nostra vita. Quando ho finito di leggere il libro mi è venuta il mente la frase dell' indimenticabile papa Giovanni Paolo II "date una carezza ai vostri figli" ebbene è come se l'autore invece dicesse date una carezza ai vostri genitori. Il romanzo è intenso ed emozionante, fa capire il ruolo dei genitori, l'affetto che essi provano nei nostri confronti che viene mostrato con gesti semplici come: da un bacio prima di andare a dormire, al fatto di tornare e trovare un pasto caldo fino ad andare a dormire in un letto con lenzuola fresche di bucato. è come se l'autore ci spingesse tra le braccia dei nostri genitori facendoceli apprezzare per quelli che sono e soprattutto facendoci sentire fortunati per quello che abbiamo, perchè in questo sentiero chiamato vita possiamo affidarci alla nostra stella polare pronta ad illuminarci e ad indicarci il cammino.
Grazie Massimo!

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Romanzi erotici
 
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Rory91 Opinione inserita da Rory91    13 Aprile, 2013
Top 500 Opinionisti  -  

Tutto cambia affinchè nulla cambi

Un altro romanzo nato sull'onda del soft-porno che sta travolgendo l'editoria dopo il fenomeno 50 sfumature. La trama è alquanto scontata e banale: lui Mr Noble che ha turbe psichiche (che riversa in ambito sessuale) dovute all'infanzia trascorsa a tutelare sua madre schizofrenica dagli altrui occhi indiscreti e che nel frattempo riesce a conseguire una laurea e a diventare uno degli imprenditori più ricchi d'America, lei Francesca è una ragazza squattrinata, una pittrice che naturalmente rimane ammaliata dal fascino dominatore di Ian. Lo stile è abbastanza semplice, i rapporti sessuali descritti in modo convincente a differenza delle altre descrizioni che non sono per niente dettagliate, infatti ho avuto parecchia difficoltà ad immaginarmi i due protagonisti. La scorrevolezza è sicuramente un "pregio" che manca all'archetipo 50 sfumature.
Indubbiamente i tempi sono cambiati e si sono affermati modelli di uomini completamente diversi, che hanno mandato in pensione il buon vecchio principe azzurro con il suo cavallo bianco. Si stanno diffondendo nuovi clichè come quelli dell'uomo dominatore, stanza di torture, denaro a bizzeffe e donne schiave , sottomesse il cui unico fine è quello di soddisfare il loro uomo. Mi chiedo : si tratta davvero di un nuovo clichè o in realtà nulla è cambiato? Per me è buona la seconda! L'uomo è sempre stato il sesso forte e la donna serva in quanto (biblicamente) nata dalla sua costola... forse è davvero il caso di invertire i ruoli...mi piacerebbe leggere un libro in cui sia finalmente lei a prendere le "redini"del gioco a suon di sculacciate, tintinni di manette e mugoli di sofferenza. Aveva ragione Visconti... nel suo Gattopardo si diceva "tutto cambia affinchè nulla cambi". Amara verità.

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Romanzi
 
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Rory91 Opinione inserita da Rory91    10 Aprile, 2013
Top 500 Opinionisti  -  

La paura è una gabbia..il coraggio è la chiave per

Per sempre tuo è un libro dalla trama interessante che racconta la storia di due ragazzi : lei Judith è una donna alla Bridget Jones auto ironica, sensibile, ostinata, trentasettenne e soprattutto single che incontra Hannes il quale già dai primi incontri/scontri appare ambiguo, onnipresente e asfissiante. Lo stile della narrazione è abbastanza scorrevole e lineare. La svolta nella vicenda è rappresentata dalla piega che prende il corteggiamento di Hannes sempre più serrato , soffocante fatto di inseguimenti, da intrusioni in cene di famiglia, complicità con gli amici di Judith e rose sul cruscotto della macchina. Molto interessante è la personalità disturbata di quest'uomo che è sdoppiata perchè riesce ad apparire agli altri come l'uomo ideale, imprenditore di successo, gentile e premuroso mentre con la sua "amata" si comporta in modo autoritario e soffocante. La mia ammirazione va tutta alla protagonista Judith che è una donna molto forte, da una spiccata personalità che si lascia sopraffare dalla paura soltanto in pochi momenti della narrazione, per poi ritrovare la forza di reagire dentro di se , evitando di assumere psicofarmaci ed antidepressivi. Riemerge più forte di prima e combattiva con lo scopo di "smascherare"il vero Hannes e riprendersi una volta per tutte la sua vita. La descrizione mescola con accortezza immaginazione e realtà fino a confondere il lettore che solo dopo aver letto il seguito comprende se gli episodi si sono verificati nella testa di Judith o meno. Il tema della stolking è sicuramente negli ultimi tempi uno dei più gettonati, ma la particolarità dell'opera è il modo in cui viene narrata: con un pizzico di IRONIA.
Lo consiglio a quelle donne che hanno voglia di rinascere, di migliorarsi e sentirsi realizzate senza necessariamente avere un uomo al loro fianco. Ricordiamoci donne, la paura è una gabbia..il coraggio è la chiave che ci ridarà la libertà! (S. Lion)

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Romanzi
 
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Rory91 Opinione inserita da Rory91    01 Aprile, 2013
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LEGGERE PER RIFLETTERE

Si tratta di un libro che ho acquistato assolutamente per caso,incuriosita dalla pubblicità in tv e dal fatto che fosse uno dei libri più letti in classifica. La "penna"di Jojo Mayes mi ha subito coinvolta per la sua semplicità e linearità, appassionandomi sempre di più ad ogni riga,pagina,capitolo. Ho apprezzato anche il fatto che il libro fosse intramezzato da capitoli narrati da personaggi diversi dalla protagonista che sono serviti per cogliere meglio i loro punti di vista ed apprezzare a pieno le singole personalità. è una storia che affronta tematiche molto delicate come a vita, la solidarietà, l'eutanasia, la morte e soprattutto l'amore che è il trade d'union dell'opera che descrive l'unione di due ragazzi assolutamente diversi tra di loro per quanto riguarda il loro passato e il futuro, a differenza del presente che cercano di condividerlo e di viverlo intensamente. è un libro che commuove, che ti fa versare lacrime fino all'ultima pagina, ma che ti lascia dentro "qualcosa", non vorrei apparire eccessivamente moralista, ma ti fa apprezzare ogni singolo attimo vissuto, facendoti sentire fortunata della tua autonomia, dal fatto di poter sollevare una penna per scrivere ciò che si pensa, di poter aprire una finestra per sentire l'odore dell'erba appena tagliata o prendere la mano della persona amata per fargli sentire la tua presenza. Emergono temi ancora oggi molto dibattuti come quello dell'eutanasia e nonostante la scelta del protagonista Will emerge anche il punto di vista "cattolico"della mamma di Lou che non accetta la scelta della figlia, arrivando a cacciarla di casa. L'autrice dimostra ancora una volta di non voler imporre il proprio pensiero, ma lasciando al lettore la possibilità di riflettere su questa questione morale. Si dice che un libro è bello quando finendolo di leggere ti senti come se avessi perso un amico, ebbene è stata proprio questa la sensazione che ho provato giungendo alle ultima pagine dell'opera. Consigliatissimo!

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