Opinione scritta da Baobab

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Baobab Opinione inserita da Baobab    20 Ottobre, 2015
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Amicizia e ali

Finalmente!
Torno a scrivere dopo molte letture mediocri, perché ho proprio voglia di consigliare uno dei libri (rosa) più carini che abbia letto negli ultimi tempi.
Mi rivolgo a te allora, anima simile alla mia, che mi stai leggendo. Se segui il genere, allora ben sai che in queste storie si parla di uomini muscolosi, dai capelli fluenti, dallo sguardo magnetico, dal testosterone solido, gambe come rocce e blablabla. Un po’ hanno stancato, no?

Ecco il punto. Mi permetto di consigliarti questo romanzo perché in realtà parla dell’amore così come, se sei stata fortunata, potresti averlo conosciuto anche tu. Insomma, leggendolo non guarderai di sbieco il tuo compagno chiedendoti come mai non gli profumi mai la pelle di menta e cuoio e l’odore del suo sudore piuttosto che nettare, sembri vera e propria puzza. Forse, invece, ti farà venire voglia di fargli una carezza, e magari di ringraziarlo per aver deciso di condividere la vita con te, che quando sudi, diciamoci la verità, puzzi come lui.

Gli ingredienti sono classici, abbiamo due protagonisti giovanissimi: Millie, la cui famiglia si è arricchita grazie ad un’industria di cibo in scatola e Fitz erede di un ducato in rovina, lei ha bisogno del titolo, lui dei soldi. Classico: matrimonio di vantaggio e passa la paura. E invece no, Millie che fin da subito si innamora del suo futuro marito e non può credere che le sia capitata tanta fortuna tutta insieme, riceve la bastonata delle bastonate. Lui ama follemente un’altra (Isabelle), Fitz deve sposare Millie, ma il suo cuore non sarà mai suo.
Oltre al danno pure la beffa, amare un uomo che non può ricambiarti e che sposandoti rinuncia alla felicità. Che shifo!
La giovane Millie allora propone un patto a Fitz : 8 anni di matrimonio “bianco”, lui può fare quel che vuole, stare con chi vuole, purchè la smetta di considerarla la rovina della sua felicità. Lei più di questo non può offrire.
E’ da qui che la storia prende piede, attraverso una serie di flashback scopriamo cosa è successo negli 8 anni passati dal loro matrimonio. Millie, stoica nel suo amore per Fitz, si è comportata per lui come la più devota delle compagne e il Conte invece, ha attraversato diverse fasi di disperazione, fino all’accettazione della splendida amicizia che alla fine si è creata con sua moglie.
Ho adorato questa parte. Mi è piaciuto moltissimo vederlo strapparsi i capelli all’idea di aver perso la donna della sua vita e piano piano accettare la realtà tentando di trarne quanta più bontà possibile. Credo che sia un istinto naturale, cercare di sopravvivere, adattarsi per provare a essere felice. L’ho trovato molto vero, forse a tratti amaro, l’amore non è per sempre. Se non coltivato si sciupa e può essere sostituito. Così quando Isabelle torna della vita di Fitz e la felicità per loro due sembra di nuovo a portata di mano, riuscirà lui a coglierla?
Può una donna del passato abbattere 8 anni di tenera amicizia vissuta con sua moglie?

E’ questo il centro di tutto. L’ho amato perché lo condivido, altro che testosterone e muscoli pompati, questo è l’amore. Quotidianità, abitudini, Natali, compleanni, lutti, sconfitte e vittorie condivise. La costruzione di qualcosa, insieme. Ho trovato tutto profondamente tenero e delicato. Mi ha toccato molto.

“Alzò la testa. — Siamo stati soltanto amici. L’amicizia è amore senza le ali, e chi mai vorrebbe scegliere qualcosa senza ali?
Venetia fissò Millie, con il suo bel viso triste ma non meno luminoso. — No, mia cara Millie. L’amore senza amicizia è come un aquilone, che sale solo quando ha il vento a favore. L’amicizia è ciò che dà le ali all’amore.”

E qui è scattata la carezza, al mio migliore amico, al mio compagno.

Buona lettura.

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Baobab Opinione inserita da Baobab    17 Agosto, 2014
Top 500 Opinionisti  -  

LE "SPALLUCCE" DI WULF DORN

Questa recensione NON contiene spoiler!

Partiamo dal principio, il libro non mi è piaciuto. Per niente!

Sono una neofita dello psico-thriller e per questo pensavo di trovarmi spiazzata, intrigata ed estasiata dalla penna di Wulf Dorn. In realtà, come mi è già capitato di scrivere, sono fermamente convinta che la TV abbia rovinato la mia capacità di stupirmi.

Questo libro l'ho trovato molto deludente.

Meglio specificare, l'idea di base sarebbe buona, MA si arriva alla conclusione del libro per esclusione. L'autore prova a sviare la nostra attenzione facendoci sospettare di vari personaggi, MA non lo fa in modo sottile. Avrebbe dovuto insidiare il dubbio, invece ci piazza davanti delle prove talmente schiaccianti, da spingerci a dubitarne subito.
Lo stile è in generale piuttosto mediocre. I dialoghi sono da romanzo rosa di serie B (e lo so perché ne ho letti molti!) e anche i personaggi risultano sottili. Alcuni sono assolutamente insignificanti e "servono" solo ai fini della trama, gli altri, quelli cruciali, non vengono approfonditi, la stessa protagonista ci rimane piuttosto estranea, così come Mark, Lara, Chris...

Alla fine del libro mi sono resa conto che non mi importava veramente di nessuno di loro!

Mi sono ritrovata a divorare le pagine nella speranza che succedesse qualcosa di stupefacente, più per non arrendermi al fatto che fosse veramente tutto qui, che per un interesse vero e proprio. Non va bene!

Sul finale cosa dire?L'idea è interessante, MA avrei sperato che l'autore approfondisse alcune vicende, sono piena di punti interrogativi, cose che non ho capito e che forse meritavano qualche spiegazione in più.
Sembra quasi che il libro termini con una vistosa alzata di spalle, come se lo stesso Dorn fosse del tutto disinteressato ai suoi personaggi. Da questa sensazione è scaturita una grande tristezza. Ho provato pena per i nostri protagonisti, mi è sembrato che l'autore dopo avergli complicato la vita, li abbia veramente abbandonati a se stessi. Sfruttati finché ancora utili e poi lasciati lì a cavarsela da soli! Scusatemi, non so spiegarmi meglio, posso solo dirvi che non erano queste le emozioni che cercavo!

A parte queste considerazioni personali e un po' folli, il libro comunque lo Sconsiglio.

Troppi MA per un thriller così quotato!

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Baobab Opinione inserita da Baobab    03 Aprile, 2014
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Chalia-Giurlie

Caro amico,
oggi è giovedì e come ogni giovedì sono andata all'università.
Normalemente è OK, ma la verità è che da dopo l'incidente le cose sono andate tutte storte.
Questa mattina ho deciso di prendere il treno delle 7.33 e anche oggi ho sperato di non incontrare nessuno, volevo solo godermi il silenzio.
Quando solo salita, ho cercato il mio solito posto e mi sono accoccolata, a quel punto è successa una cosa speciale. Ho deciso di finire "Ragazzo da parete". Era moltissimo tempo che lo volevo leggere, non te l'avevo detto?
Comunque, mi sono accocolata, come ho già scritto, e nonostante la stanchezza ho ripreso la mia lettura.
Mi piace molto Charlie (il protagonista!), mi ricorda un po' il ragazzo a cui faccio ripetizioni, un po' me.
Mi sono sempre fatta un sacco di domande nella vita. Come Charlie, sono corsa incontro al sole, ho sorriso di un buon odore e ho inseguito la felicità, fino a quando non ho capito che siamo sempre fuori tempo. Non sappiamo mai di essere felici, quando lo siamo! E' una condizione molto triste!
Immersa nelle lettere di Charlie, mi sono sentita compresa e terribilmente malinconica.
Non è poi così lontano il periodo in cui ho sentito il bisogno di essere parte di un qualcosa (mi capita ancora desso qualche volta, ma lo respingo!). La verità è che mi sono sentita anche io infinito. L'ho sentito sulla pelle, un istante, ma non l'ho più dimenticato. Mi manca quella sensazione e leggendo di Charlie mi sono sentita vecchia e cinica. Assurdo!

Il libro alla fine l'ho terminato e una volta chiuso mi sono sentita male. So che non avrei dovuto, perchè il messaggio di Charlie è positivo. Dal basso dei suoi quindici anni, lui sente che ce la farà, che nonostante tutti i suoi problemi, saprà superare ogni momento buio, sa di non essere solo e di essere molto amato, sa che sarà felice! E' lui l'artefice del su destino, e vuole viverlo!
Io però non ho più quindi anni, e forse così speranzosa non ci sono mai stata. Ho scoperto presto che non sono tutti come me e Charlie e questo mi ha fatto sentire sola.
Vorrei solo poter imparare dalla sua lucidità a giustificare gli altri, a comprenderli oltre che ascoltarli, e a perdonarli, per quando non hanno capito me! O forse vorrei solo tornare ai miei quindici anni, chi lo sa!
Come al solito proverò a imparare qualcosa, ad accontentarmi ad esempio, sarebbe già abbastanza.

Ti lascio un pezzetto che ho sentito molto mio, so che capirai:

"Quindi, immagino siano tanti i fattori che ci fanno essere come siamo. Molti, forse, non li conosceremo mai. Ma, anche se non possiamo essere noi a decidere da dove veniamo, possiamo scegliere la nostra meta. Ci sono altre cose che possiamo fare. Cercando di sentirci a posto."

Sono stata confusionaria come sempre vero?Spero mi perdonerai!

Sempre con affetto,
Giulia

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Baobab Opinione inserita da Baobab    20 Gennaio, 2014
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Crisi letterarie e Simona Ahrnstedt

Dopo un ciclo di letture piuttosto infelici, in cui ho maneggiato autori e storie del tutto scialbe, anonime e già dimenticate, adocchio su internet un riferimento al secondo libro di Simona Ahrnstedt. Non volendo accettare la mia totale crisi con questo genere letterario che comincio a trovare addirittura fastidioso, decido di appellarmi a quest’autrice che avevo già molto apprezzato in “Ritratto di donna in cremisi”.
Paragonata da qualche esagerato alla “nuova Jane Austen” (confronto che a dirla tutta non ha neanche un grande senso, a causa dei due secoli che le dividono!), Simona Ahrnstedt mi ha finalmente permesso di trovare una riposta ai miei dubbi. Ho bisogno di allontanarmi da questi romance a da tuto ciò che è rosa!

Mi sono informata sul sito ed ho visto che il libro non aveva ancora una scheda e così ho voluto proporvi una recensione (seppur tiepida) della storia di Illiana e Markus, perché penso che questa autrice meriti (indipendentemente dalle mie crisi personali!) un po’ di pubblicità!

Siamo al solito in Svezia, questa volta però ci troviamo nel Medioevo e il giovane guerriero Markus, braccio destro del Re e combattente indomito è fermo con i suoi uomini in una locanda, a sorseggiare birra e godersi un po’ di ristoro. Un lungo viaggio li attende e da maschio alfa qual è, Markus chiede al maldestro Philippe, suo attendente, di portargli la vedova bionda che per strada lo aveva adocchiato con interesse.
Ora, va bene che Philippe non brilla di intelligenza, ma con il misero riferimento “capelli biondi, bocca grande, vestiti grigi, disponibile” quante speranze ci sono che il ragazzo non si confonda?
Il caso vuole che Philippe si imbatta in Illiana, bionda e nuda dopo una bella nuotata e non ha più dubbi, è lei! Senza troppe storie se la carica sulle spalle e la porta dal suo temibile comandante.
Il fraintendimento viene subito risolto, Markus riconosce l’errore e trovando la ragazza poco interessante e pericolosamente nubile (e nuda!) si offre di scortarla fino a casa. Un incontro imprevisto e una serie di equivochi ribaltano la situazione e i due che speravano di separarsi il prima possibile rimarranno incastrati in un gioco di diplomazie e interessi economici.

Ho apprezzato molto i due personaggi principali, Illiana non è una bellona, spesso nelle descrizioni di Markus la vediamo sproporzionata e piuttosto anonima, ma è una studiosa, incredibilmente determinata e molto leale. Markus invece è un giusto, con la nomina dello stupratore violento mangiabambini, è invece un lavoratore instancabile e un brav’uomo.
La storia si srotola in modo apprezzabile, c’è del ““mistero”” qua e là e la Ahrnstedt ci risparmia qualche fastidioso cliché (Deo Gratias!).
Avrei preferito sapere di più su certi personaggi che, una volta smessa la loro funzione vengono totalmente abbandonati (La madre infelice e il padre violento di Illiana, il giovane Philippe…), ma voglio credere che queste scelte siano dovute ai limiti dei tempi del racconto piuttosto che alla superficialità della storia.

Nel complesso comunque un bel lavoro che mi sento di consigliare caldamente a chi è appassionato del genere, vi piacerà.

Io mi metto alla ricerca della mia nuova identità letteraria, a voi auguro una buona lettura!

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Ritratto di donna in cremisi
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Gialli, Thriller, Horror
 
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Baobab Opinione inserita da Baobab    09 Novembre, 2013
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Grazie Marija per aver deciso di morire!

Il mio incontro con “Bambino 44” risale ad un pomeriggio primaverile in cui mi sono detta “Se leggo un'altra storia d’amore, vomito!”.

Dopo un’accurata ricerca, opto per questo libro di Tom Rob Smith, attirata principalmente dal suo incipit:

“23 Gennaio 1933
Dato che Marija aveva deciso di morire, il suo gatto avrebbe dovuto arrangiarsi da solo.”

Voglio presentarvi la mia recensioni basandomi sui due aggettivi che associo a questo thriller: COMPLETO e AGGHIACCIANTE.

Non mi soffermerò sulla trama “superficiale” del libro, la caccia all’assassino. Questo aspetto è sicuramente il collante di tutta la vicenda, ma anestetizzati come siamo dalla cronaca e dalle serie TV, il nostro serial killer sarà in un certo senso, solo uno dei tanti.

Quella non comune è invece la caratterizzazione del personaggio principale, Leo Dominov. Perfetta! Un essere vivente in carne e ossa, altro che carta e inchiostro!
Nell'Unione Sovietica del 1953, Leo è un ufficiale dell'MGB, lo conosciamo mentre mette a tacere l’omicidio del figlio di un collega, lo vediamo in azione, impegnato a convincere la famiglia in lutto che si è trattato solo di un tremendo incidente. Non ci sono nè assassini nè furti nella Russia sovietica, la violenza è frutto del Capitalismo!
Un campanellino di allarme ci dice che questo Leo è “dalla parte dei cattivi”. Ci viene fatto intendere che ha un ruolo di spicco nell’MGB e che l’ha ottenuto servendo fedelmente lo stato, quindi, con ogni probabilità, occultando, torturando e uccidendo! Leo vive la sua vita in modo completamente distorto, è un fantoccio, riesce a vedere solo quello che gli viene detto di vedere! Vede una moglie bellissima che lo ama profondamente, vede città pulite, vede una Russia senza violenza, vede la felicità, ma la verità è che non sta guardando!

Poi, la svolta.

Un’accusa sorprendente, scegliere se denunciare qualcuno di amato (e quindi condannarlo a morte certa!) o credere nella sua innocenza e andare contro lo stato. Una luce si infiltra all’interno dell’animo oscuro di Leo. E se tutto quello in cui ha creduto fino a quel momento fosse sbagliato? Se fossero stati tutti grandi errori?

E’ caos!

Insieme alla luce, si fa strada la consapevolezza di essersi macchiato di crimini imperdonabili, per un ideale irrealizzabile. Quelli che credeva suoi amici, lo detestano!

E’ solo!

Poi, la caccia al serial killer, una caccia segreta, una battaglia personale contro lo Stato che vorrebbe un insabbiamento della faccenda. Il tentativo di redimersi, di ritrovare un po’ d’umanità : da qui la COMPLETEZZA. Impossible definire questo libro solo un thriller! C’è la disperazione di aver vissuto nella finzione, l’angoscia del chiedersi “che persona sono io?”, c’è il bisogno di trovare di fronte a tanta durezza dei sentimenti autentici e c’è tanta Storia. Sì Storia con la S maiuscola, Storia vera e per questo, AGGHIACCIANTE.
Già dall’incipit, in un villaggio dell’Ucraina del 1933, dove ci viene presentata la situazione delle campagne, durante l’allucinante periodo di industrializzazione forzata ad opera di Stalin, sentiamo un brivido lungo la schiena. Sarà un brivido perpetuo, per tutto il libro. Nel 1953 veniamo catapultati in una realtà inquietante, dove esprimere liberamente il proprio pensiero è punibile con la morte, dove si deve fingere di essere sempre d’accordo con lo Stato, per non rischiare che il vicino ci denunci, dove non sei sicuro neanche dell’affetto di tua moglie e della sincerità di tuo fratello. Dove devi camminare a testa bassa, senza fare polemiche, passare inosservato è l’obiettivo di una vita. Ci sentiamo come in “1984”, braccati, frustrati, terrorizzati e schifati, dalla certezza che questa volta non è finzione, è stata realtà!

Ci chiediamo “e se fosse successo a noi? Che tipo di persone saremmo state?Avremmo tradito o saremmo stati dei combattenti?"

Mi sono dilungata troppo, spero mi perdonerete! Ma questo è veramente un gran bel libro, ne potrei parlare per ore, più scrivo, più mi vengono in mente scene di cui mi piacerebbe raccontarvi!
Se siete alla ricerca di un thriller diverso, provatelo, non ve ne pentirete!


“Alcuni vorranno toglierci la parola, sospetto che in questo momento stiano strillando ordini al telefono e che presto arriveranno gli uomini armati. Perché? Perché, mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all'affermazione della verità. E la verità è che c'è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese. Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e oppressione. E lì dove una volta c'era la libertà di obiettare, di pensare, di parlare nel modo ritenuto più opportuno, lì ora avete censori e sistemi di sorveglianza, che vi costringono ad accondiscendere e sottomettervi. Com'è accaduto?”
-V per vendetta-

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Baobab Opinione inserita da Baobab    07 Novembre, 2013
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CHE CASPIO DI LIBRO!

Un commento fuggevole di una ragazza sconosciuta e mi ritrovo tra le mani “Il labirinto”. Tutto quello che conosco del libro è che è il primo di una trilogia e che è un romanzo distopico, e non so bene neanche cosa voglia dire. Nient’altro, solo questo. E’ incredibile come certi libri ci arrivino seguendo strade inaspettate, ci siamo piaciuti subito e ci siamo voluti all’istante. Potessi incontrare di nuovo questa ragazza le darei un bacio in fronte, il libro è bellissimo!
L’ho letteralmente divorato, l’ho letto in bagno, nella vasca prima della doccia, all’università, a tavola, in palestra, ovunque. Dovevo sapere! Risolvere il mistero del Labirinto sembrava non solo una questione di vita o di morte per i protagonisti del libro, ma anche per me.
Mi sono ritrovata raggomitolata sul sedile del treno a mangiarmi le unghie, incitando silenziosamente i miei nuovi amici a correre, a nascondersi, a combattere, a sperare, a non mollare!
Sono uscita confusa dalla Scatola insieme a Thomas, ho dimenticato la mia età, la mia famiglia, il mio passato e mi sono immersa nella Radura, piena di parole da imparare, di routine da memorizzare e di domande senza risposta: Chi sono? Cosa ci faccio qui? Cos’è la Radura? Che misterioso significato ha il Labirinto? Sono buono, o sono cattivo?
Non ho più staccato gli occhi dal libro finché non sono riuscita ad ottenere almeno un po’ di spiegazioni.
E’ una sensazione fantastica e dolorosa sentirsi così risucchiata da un romanzo, sentire l’impazienza di leggere un’altra pagina e sapere che sono destinate a finire!!!Avere l’urgenza di andare avanti, e frenarsi per il bisogno di godersi ogni secondo rimasto, perché è troppo prezioso per lasciarlo andare via così velocemente. Sono queste le sensazioni che mi deve dare una bella storia, non so fare un’analisi del testo come si deve, ma so quando un libro mi ha appassionato e posso provare a spiegarvelo, nella speranza vi arrivi almeno un po’ del mio entusiasmo!

Con questa recensione un po’ confusionaria, spero di aver catturato la vostra attenzione su questo bel lavoro di Dashner, leggerò sicuramente il secondo, i miei amici non sono al sicuro, e sento il bisogno di raggiungerli di nuovo, per assicurarmi che se la cavino!

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A chi legge romanzi distopici, qualsiasi cosa voglia dire, ma in generale agli animi curiosi!
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Romanzi erotici
 
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Baobab Opinione inserita da Baobab    14 Agosto, 2013
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No, proprio non va. Sarò io il problema?

Se c’è una tipologia di lettura a cui ho dato più di una chance è il romanzo erotico.
Mi attraggono molto questi libri, non posso negarlo, eppure troppo spesso li termino totalmente svogliata e indifferente. Penso che questo genere di storie abbia una grande potenzialità, gli ingredienti con cui possono essere condite sono svariati e più o meno piccanti, eppure non riesco ancora a trovare un autore che abbia indovinato le proporzioni giuste per me. Alla fine, quasi sempre, mi ritrovo con un ammasso informe di sesso e miele che mi si appiccica sulle mani e allo stomaco!
Tra i miei recenti tentativi, rientra anche “Proposta indecente”.
Il profumo di Inghilterra dell’800 ha attirato subito la mia attenzione e l’idea di base sembrava promettente, ma purtroppo, anche questo esperimento si è rivelato fallimentare.
La proposta indecente, a cui fa riferimento il titolo, è una scommessa puerile fatta dai due più potenti, affascinanti, ricchi e problematici libertini di Londra, il duca di Rothay e il conte di Manderville.
Questa scommessa consiste nel determinare chi dei due sia il miglior amante, attraverso due settimane di passione, condivise con una giudice imparziale (e fortunata!). A proporsi come giurato è la gelida Lady Wynn, mossa da un fine che va oltre il puro piacere fisico.
Come dicevo, l’idea, per quanto stravagante, non è affatto male.
Il buono del libro però per me finisce qui, o quasi.
Passo sui miei problemi di donna a cui non piacciono i belloni angelici o i moroni dai sorrisi ammalianti, su questo mi rimetto al volere della maggioranza.
Il profumo di Inghilterra dell’800 era molto, troppo volatile, la Wildes non ha perso neanche una riga nella descrizione di una sala da ballo, di una carrozza, di un palazzo d’epoca o di un giardino. Il periodo storico è stato reso solo dai costumi e da qualche, superficiale, riferimento alla condizione dell’emancipazione femminile.
Inoltre ho letto tante ripetizioni, sia di concetti che di frasi. Calore seducente, sorriso malizioso, sconcertante e incurante grazia maschile, sì ma poi?
Non c’è un’evoluzione dei rapporti fra i personaggi, dopo tre o quattro scene in cui si parlano, fanno sesso e comunque non concludono nulla di concreto, alla fine, inspiegabilmente, c’è l’happy ending!
Le caratteristiche fisiche ci vengono descritte fino alla nausea, la Wildes si concentra inutilmente nel ricordaci ogni tre pagine il colore della pelle di Lady Wynn, il modo di sorridere del Duca Diabolico (mah!) e i biondi riccioli del Conte di Manderville, mentre ci lascia assolutamente all’oscuro della loro interiorità.
Non sappiamo cosa piaccia a questi nobili, conosciamo solo un paio di aneddoti che servono per giustificarne il comportamento e la diffidenza in alcune situazioni, ma è più che evidente che vengono raccontati solo per questo motivo. Non c’è interesse nel farci sapere qualcosa di più sul loro carattere , sui loro pregi e sui loro difetti, lasciando che i tre (in realtà quattro) protagonisti rimangano ai nostri occhi, piatti come una sagoma disegnata su un foglio di carta.
Ho chiuso il libro con la stessa emozione che avrei provato concludendo un articolo che parla di cosmetici o delle 10 regole per capire se il tuo ragazzo è quello giusto.
Lady Wynn, il Duca di Rothay e il Conte di Manderville finiranno nel dimenticatoio entro questa settimana, se non prima.

Un altro tentativo andato a vuoto!

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Romanzi storici
 
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Baobab Opinione inserita da Baobab    11 Mag, 2013
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She's a genius

“That girl’s a genius
Whoa oh oh oh oh oh oh
I think she’s serious
Whoa oh oh oh oh oh oh”

Ho deciso di cominciarla così, la recensione de “La ragazza con l’orecchino di perla”, con un verso della famosa canzone dei Jet.
La SHE che è un GENIUS è Tracy Chevalier.
E’ proprio vero che non tutti quelli che sanno scrivere sono dei bravi autori.
In matematica, si direbbe che “saper scrivere” è una condizione necessaria, ma non sufficiente, “per essere uno scrittore”. E’ la fantasia a fare la differenza, e la Chevalier ce ne ha avuta veramente tanta!
Si è intrufolata con l’immaginazione nella casa della famiglia Vermeer, l’ha arredata, ci ha inserito dentro delle piccole bambole, raffiguranti: l’affascinante ed enigmatico pittore, una moglie piuttosto antipatica, una cuoca scontrosa ma fedele, una nonna saggia, cinque figli rumorosi e un po’ indiscreti e Griet.
Li ha vestiti e li ha resi umani, spargendo qua e là sulle loro teste, intelligenza, generosità, cattiveria, arroganza, devozione, interezza, acume, pazienza, e tutti i pregi e i difetti che possono condividere dieci persone in una stessa casa.
Infine ha posizionato l’abitazione al suo posto, nel Quartiere dei Papisti di Delft e soffiandoci dentro, ha dato vita alla sua personalissima (ma quanto mai realistica) versione, della storia della Famiglia Vermeer e dell’ affascinante quadro “Ragazza col turbante”.
E’ lui, a mio avviso, il protagonista indiscusso di questo libro.
Non Vermeer, non Griet, ma il quadro.
Tutto avviene per arrivare a lui.
Quando Griet entra nella casa, già Catharina non la può sopportare, mentre il pittore la trova fin da subito affascinante e interessante.
Sono sentimenti ancora inconsapevoli, “a pelle” come si dice.
Ma sono già predisposti per quello che verrà!
Non a caso quando finalmente Vermeer comincia a lavorare sull’opera, sentiamo come il bisogno di trattenere il fiato.
“Ci siamo!” è il pensiero del pittore, di Griet e anche di chi legge!
Ovviamente dopo tanta tensione ci aspettiamo una rottura, ma cosa, o chi, sarà a spezzarsi?
Chiedetelo a Maria Thins, se non volete aspettare la fine, magari vi risponderà!
La nonna carismatica, sa (sono sicura che sa!!!) fin dal principio, cosa porterà l’arrivo di Griet.

Ho letto questo libro che neanche me ne sono accorta, l’ho cominciato e puff, oggi è semplicemente finito.
Mi sono appassionata molto alla ricostruzione di alcuni quadri di Vermeer.
Ormai per me “La lattaia” è il ritratto di Tanneke, “Giovane donna con brocca d’acqua” è la figlia del panettiere, “Donna con collana di perle” e “Donna che scrive una lettera” raffigurano la moglie di Van Ruijven con indosso i vestiti di Catharina e “Bicchiere di vino”, nasconde una scandalosa gravidanza.
Mi sono divertita a immaginare il quadro e poi cercarlo per vedere quanto mi fosse arrivato della descrizione, e ho trovato molto suggestivi i passaggi sulla scelta cromatica e sulla creazione delle tinte.
Posso giurare di aver sentito l’odore dell’olio di lino usato per addensare le polveri colorate.
Posso assicurare di aver sentito nelle orecchie Griet triturare, l’avorio carbonizzato, il carbonato di piombo, la robbia e il massicotto.
Ho sentito la sua fatica e la sua soddisfazione, quando, tra le mani teneva, finalmente, la polverina risultato di tanto lavoro.
Sensazioni molto intense, provare per credere!

Mi rimane solo un rimpianto, piccolo piccolo.
Mi sarebbe piaciuto avere il parere di Vermeer sul romanzo.
Credo gli sarebbe piaciuto, ma avrei voluto sapere la verità. Tracy Chevalier, ci ha azzeccato?
Ha veramente trovato qualcosa nascosto dietro allo sguardo della giovane donna col turbante?
C’è nella sua espressione con la bocca umida e socchiusa, un qualcosa di non detto? Oppure è solo frutto della sua fervida immaginazione?

Io ho scelto la mia verità, a voi il piacere di trovarne una vostra!



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Romanzi storici
 
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Baobab Opinione inserita da Baobab    06 Mag, 2013
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tanto amore per questo libro!

"È cosa nota e universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie."
JANE AUSTEN, Orgoglio e Pregiudizio

Comincia con questa citazione, “Ritratto di donna in cremisi” ed è già amore a prima vista fra me e Simona Ahrnstedt. Siamo tutte anime affini, noi amanti di Jane!
Pensando che la citazione non fosse un caso, mi sono tuffata nel libro trepidante ed emozionata e mi sono ritrovata nella Svezia del 1880, fra balli, costumi, inchini e usanze che ho riconosciuto subito familiari!
Praticamente a casa!

La prima cosa che mi ha colpito e che mi è piaciuta moltissimo è che il linguaggio dei personaggi è piuttosto verosimile, pur essendo scritto quasi 200 anni dopo il periodo in cui è ambientato.
Mi è capitato recentemente di leggere frasi come “e che cazzo!” o “Cristo!” in bocca a personaggi dell’800. Non so voi, ma io le trovo sempre molto stonate rispetto alle austeniane imprecazioni del tipo “oh giusto cielo!”.

Oltre quello che però può essere un dettaglio importante solo per me, credo che la trama del libro sia perfetta per gli appassionati del genere!
Trovo che i punti di forza del romanzo, siano Seth e Beatrice, i due protagonisti. Con la loro intensa storia d’amore tengono in piedi tutto il libro senza mai risultare banali sciapi o insipidi, sì magari ogni tanto ci sembreranno un po’ avventati, ma chi non lo è quando ama?

Lui, Seth Adfhfkjfh, lo scapolo più discusso della capitale, con un debole per le donne belle e per le relazioni superficiali. Norvegese dall’aspetto austero, ma dall’ironia pungente, dipinto dai rotocalchi e dalle pettegole dell’epoca, come l’arrampicatore sociale senza scrupoli, che in realtà non è.

Lei, Beatrice Hjhdcgfgbh, lentigginosa orfana dalla capigliatura infuocata e indomabile. Tanto ribelle nell’aspetto, quanto nell’animo. Sagace, indipendente interessante e interessata, tutte qualità piuttosto disdicevoli in una donna dell’epoca.

I due si incontrano per la prima volta ad una rappresentazione teatrale dell’Aida e non possono non notarsi, qualche veloce e discreto scambio di battute, e il loro destino è segnato.
Ho adorato la chimica che c’è fra Seth e Beatrice.
Questa attrazione primordiale, primitiva, originale come se fosse innata, che aleggia sempre nell’aria quando sono vicini, la ritroveremo per tutto il libro. Indipendentemente dal fatto che i due siano soli o magari circondati da una folla di parenti davanti cui mantenere un contegno, loro si sentono, si percepiscono e inevitabilmente si controllano.
Svariate occasioni mondane e alcuni amici in comune, li portano a frequentarsi sempre più spesso.
Seth potrà così godersi una compagnia intelligente come quella di Beatrice e lei si svagherà in conversazioni in cui non ha bisogno di nascondere la sua cultura inopportuna.

Tra carezze nascoste e baci sconvenienti il tutto procede per il meglio finché il destino (un destino di nome Simona Ahrnstedt!!!) non ci mette lo zampino.
A questo punto una carambola di malintesi e incomprensioni, farcita da personaggi opportunisti e del tutto odiosi, li costringerà a separarsi e a limitare i contatti al minimo indispensabile.
Susseguono scene di malcelata gelosia, vere e proprio sfuriate e stupide ripicche, sempre incorniciate dalla passione che costringe Seth e Beatrice anche se arrabbiati, a volersi, volersi fino a star male.
Romanticissimo il pezzo in cui Beatrice sussurra di nascosto a Seth la storia del mito di Aristofane, contenuto nel Simposio, quasi fosse una spiegazione al loro legame così prepotente!
Sarà che sono giovane e un po’ pagana, ma io a questo mito ci credo.
Credo veramente che ci siano persone semplicemente destinate a completarsi l’una con l’altra e Simona Ahrnstedt ha saputo tessere un’emozionante storia solo su quest’idea!

Concludo dicendo che mi sento di consigliare “Ritratto di donna in cremisi” a chi ama i libri in costume e a chi alla fine di O&P si è chiesta “Ma come!!!Neanche un bacino piccino picciò?”.

Buona lettura!

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Orgoglio e Pregiudizio, ed è un'amante dei libri in costume in generale!
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Baobab Opinione inserita da Baobab    24 Aprile, 2013
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abbasso i pregiudizi!

Dopo un lungo periodo di astinenza forzata, ritorno finalmente a leggere e, emotivamente molto ammaccata dalle ultime settimane, opto per questo titolo.
Mi piace come certi libri rimangano ad aspettare di essere letti fino a quando non arrivi il loro momento! Li lasci lì ad impolverare perché non ti convince il titolo, oppure la copertina, e poi, un giorno, sai che quella è la storia che ti serve in quel preciso istante!
Ed è così che è andata fra me e “L’isola dell’amore proibito”!
Cercavo una storia che mi distraesse e rilassasse, senza coinvolgermi più di quanto fossi in grado di sopportare e così è stato.

Il libro comincia presentandoci Anna, trentenne insegnante innamorata del proprio lavoro, ma insoddisfatta della propria vita sentimentale e T.J., sedicenne dal sorriso di metallo, da tre mesi in remissione dal linfoma di Hodgkin.
Dopo un volo piuttosto sfigato da Chicago a Male, i due hanno un incidente e, l’idrovolante che doveva portarli in un’isola delle Maldive in cui li aspettano i genitori di lui, cade nell’Oceano Indiano.
Anna e T.J. sopravvivono all’impatto e vengono trasportati dalla corrente su un’isola deserta.

Questa prima fase del libro, è quella che ho preferito. Non so dirvi se la vita sull’isola descritta dalla Tracey sia effettivamente realistica, però, mi ha coinvolto molto.
Ho sofferto la fame e la sete con Anna e T.J. e ho esultato con loro quando con qualche colpo di fortuna sono riusciti a cavarsela nella totale disorganizzazione iniziale. Mi è piaciuto leggere dei fallimenti, delle preoccupazioni, delle prime conquiste e del loro adattarsi piano piano alla vita sull’isola, arrivando in qualche modo ad entrarci in sintonia.

Com'è comprensibile, in questa situazione particolare, le differenze di età si annullano e fra Anna e T.J. si instaura con il tempo un legame molto profondo, che subirà parecchie pressioni, quando, dopo qualche anno i due vengono avvistati e riportati a casa.

Questa seconda parte del romanzo mi ha deluso un po’, avrei preferito che l’autrice si concentrasse di più sulle loro sensazioni una volta ritornati alla civiltà. Immagino che non sia semplice ri-adattarsi al traffico, allo smog e ai rumori delle città, dopo anni di silenzio e natura incontaminata, ma questo aspetto, che avrebbe potuto essere sviluppato in modo interessante, viene trascurato per raccontarci quasi esclusivamente degli scossoni subiti dalla relazione fra Anna e T.J., giudicata e commentata, da conoscenti impiccioni e sconosciuti con poco tatto (nessuno che si faccia gli affari suoi!).

Mi fermo per lasciarvi il piacere di scoprire se e come riusciranno ad appianare i 13 anni che li dividono anche al di fuori del loro angolo di paradiso.

Un’ultima cosa, una piccola critica tecnica, se così si può dire, che mi sento di fare, è che la Tracey ha deciso di scrivere “L’isola dell’amore proibito” tutto al passato, tempo verbale che personalmente trovo un po’ pesante da mantenere per tutta la lettura.

Detto ciò, il libro mi è piaciuto pur non avendomi appassionato eccessivamente, ma era quello che cercavo e quindi lo promuovo con gioia!

Buona lettura a tutti!

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Baobab Opinione inserita da Baobab    18 Marzo, 2013
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Vi presento Liberty Jones!

Se siete alla ricerca di un romanzo da capogiro, fra lussuria e lusso, sfarzo ed emozioni violente, smettete di leggermi fin da subito, questa storia non fa per voi.
“Sugar Daddy” sono i ricordi, nudi, sinceri e, talvolta, realisticamente tristi di Liberty Jones.
Immaginatevi di arrivare ad un certo punto della vostra vita in cui sentiate il bisogno di guardarvi indietro e tirare le somme degli ultimi 10 anni trascorsi, quante cose avreste da raccontare?
Mi ha catturato fin da subito questo punto di vista narrativo. E’ così privato!
Lo stile pacato, con cui è raccontata la storia, rispecchia alla perfezione il carattere di Liberty, temprato negli anni da una realtà tutt’altro che semplice. Non c’è ironia, non c’è arroganza, non c’è presunzione, c’è solo la sua “voce”, adulta fin da piccola, pratica, senza fronzoli, tutta sostanza!
Me la vedo come fosse davanti a me, con lo sguardo assorto, intenta a racimolare i ricordi, con qualche ruga prematura a increspare gli angoli del suo sorriso giovane e sincero.
Mi piace fin da subito Liberty, orfana di padre dall’età di quattro anni e sola, appena sedicenne, con una sorellina neonata da crescere, piena di responsabilità e così risoluta nel volersele prendere tutte, da stupirmi.
Non vuole dipendere da nessuno, anche se, ancora così giovane, ne avrebbe tutto il diritto!
Ma la cosa che me l’ha fatta amare è la sua tranquillità, fin da subito accetta il suo destino senza lamentarsi, capisce chiaramente che strillare e prendersela con più persone possibili (come avrei fatto io!) non serve a nulla, c’è solo da rimboccarsi le maniche e godersi quello che la vita ci da di buono!
Niente patetismi, niente rabbia, non si compiange, è felice, nonostante le difficoltà! (vi pare poco???)

Nella sua realtà già scombussolata entrano a far parte due uomini, Hardy e Gage.
Il primo, amato profondamente nell’adolescenza, costretto a lasciarla per inseguire i suoi sogni, mai dimenticato, e perennemente rimpianto.
Il secondo, uomo del presente, un armadillo, come lo definisce scherzosamente Liberty, corazzato con la sua fredda arroganza, per difendere dagli attacchi esterni, un’anima generosa e timida.
E, siccome niente è semplice nella vita di Liberty, Hardy ricompare proprio quando della corazza arrogante di Gage non ne è rimasto quasi più niente e la nostra giovane protagonista si trova costretta a decidere se il suo uomo del futuro, appartiene al passato o al presente.

Mi piace però, che il libro non sia solo questo, non sia solo la storia sentimentale di Liberty!
In molti romanzi rosa, c’è questa tendenza a raccontare solo la storia d’amore, lasciando fuori la quotidianità. Ecco, se vi aspettate un libro del genere, forse questo potrebbe non piacervi.
Nel romanzo, sono raccontate anche le altre relazioni di Liberty, il rapporto con la madre, Diana, con la sorellina Carrington, con Marva la vicina e Churcill, il padre di Gage.
Mi piace che ci siano molte pagine in cui non si parli neanche lontanamente di Gage e Hardy, vedere Liberty relazionarsi con le figure più importanti della sua vita, vederla sopravvivere nei momenti peggiori, vederla stringere i denti, mi da la possibilità di conoscerla a fondo, di aprofondirne il carattere.

L'unica pecca di tutta la struttura è che, a poche pagine dalla fine anche la Kleypas rischia di svalutare l'orignalità del romanzo, mollandoci la solita conclusione trita e ritrita, come se ad una donna non bastasse trovare un po' di stabilità per essere felice, ma sentisse sempre il bisogno di quel di più (che sia un matrimonio, un bimbo in arrivo o entrambi!).
La piccola caduta di stile è perdonabile però, per quello che considero un gioiellino della letteratura rosa moderna!

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Baobab Opinione inserita da Baobab    14 Marzo, 2013
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adrianaaaaa!!!

Ero carica di aspettative quando ho cominciato questo romanzo.
Ho una lista lunghissima di libri da leggere, ma ho lasciato che questo, dal fondo, superasse prepotente tutti gli altri e si mettesse al primo posto.
Apro il libro e mi ritrovo in un nano secondo catapultata nella storia, Abby e Travis si conoscono praticamente nella prima pagina. BAM!
Devo ancora riprendermi dal salto spazio-temporale tra la mia vita e quella dei nostri due giovani protagonisti, che, dopo una settimana di battibecchi e un paio di cene, i due diventano migliori amici! Di già?
Fermi tutti!
Cominciano le perplessità, ma chiudo un occhio quando una volta tanto capisco che non siamo di fronte alla solita storia: LUI bellone ricco e antipatico, LEI scema e impacciata, si odiano, poi si amano, poi succede un qualche casino, si amano, bimbo in arrivo, FINE.
Ed in effetti, sebbene Travis sia belloccio e apprezzato dal sesso femminile, si dimostra quasi subito un bravo ragazzo, un po’ restio ai legami amorosi, ma chi non lo è?
Ha perso la mamma da piccolo, è cresciuto con 5 uomini e 0 donne, ha poco tatto magari (comprensibilmente anche!), ma almeno, non è un complessato!
I due cominciano una bella amicizia, un po’ ambigua, dato che a lui lei piace apertamente fin dall’inizio e lei ha i suoi buoni motivi per tenerlo alla larga.
Da qui in poi la storia mi ha catturato e sono arrivata velocemente alla fine della prima metà del libro.
Sento qualche brivido nei loro baci non dati anche se voluti, nella tensione fisica che si crea quando si ritrovano a dividere lo steso letto, nei loro abbracci ubriachi e pure nei loro abbracci sobri, perché no?
La situazione si sblocca molto prima della fine e io mi ritrovo a chiedermi “e adesso?”.
Adesso cominciano una serie interminabili di situazioni improbabili.
Prima di tutto Travis scazzotta con tutti quelli che scherzano con Abby. Ma si può?
Basta che qualcuno faccia un commento poco simpatico e lui lo picchia, calci e cazzotti, che se solo fossero reali, manderebbero il malcapitato dritto dritto all’ospedale, ma cosa ancor più fastidiosa gli spettatori (tra cui Abby!) che assistono alle percosse come se fosse la cosa più normale del mondo, dicendo al povero picchiato “eh, te la sei cercata!” (?????).
Dopo la quinta/sesta scena del genere (ingiustificatissima) comincio a innervosirmi, gli uomini che alzano le mani con questa facilità, possono essere i più dolci e passionali della Terra, ma, dal mio punto di vista perdono tutto il loro fascino.
Inevitabilmente ho cominciato a distaccarmi.
Nelle pagine successive, tra labbra che si spaccano e litigate insensate (eppure pensavo di avere una bella esperienza a riguardo!) esce fuori il passato di Abby, ma ho sempre la sensazione che la McGuire ce lo schiaffi così, avvertono Abby che il papà la sta cercando, lei si volta e lui è là, di già!
Troppo di corsa! Troppa carne al fuoco!
Le scene cominciano a diventare un po’ tirate, l’autrice inserisce personaggi che sfrutta per due pagine e spariscono senza lasciarci nulla, avrebbe potuto benissimo ometterli (loro e le scene che li riguardano) e nessuno ne avrebbe sentito la mancanza.
Le descrizioni non vanno a fondo e rimane tutto troppo superficiale.
Susseguono estenuanti pagine di tira e molla incomprensibilmente risolti in un “Vabbè, hai combinato mille casini e io sono una mezza matta, facciamo come se niente fosse e ci amiamo per l’eternità?”, culminando in un finale banale e anche questo buttato lì, olè!
Il libro sarebbe stato molto più tenero se avesse parlato di Mare e Shep!!!Loro sì che sono reali!

Che posso dire, questo romanzo non mi ha lasciato niente, malinconia, amarezza, rabbia, niente, zero emozioni!
Qualcosa non ha funzionato fra noi due, ma leggo comunque molti commenti positivi e non me la sento di sconsigliarvelo, solamente ecco, se come me avevate una bella lista lunga di libri che si sono guadagnati per primi la vostra attenzione, rispettateli poverini e lasciatevi tranquillamente questo tra gli ultimi!

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Baobab Opinione inserita da Baobab    09 Marzo, 2013
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A TE, AMICA MIA!

Ho letto “Fai bei sogni” con un po’ di amaro in bocca.
Il gusto della consapevolezza di essere una persona fortunata e privilegiata, che tante volte non sa apprezzarlo.
Un po’ come quando da bambina mi dicevano “Devi essere felice per quello che hai, nel mondo tanti bambini come te muoiono di fame!” e io capivo che era vero, ma senza averlo sotto agli occhi, lo dimenticavo facilmente.
Privilegiata per mia madre, gironzolante e indaffarata per casa, talvolta lamentosa, ma corporea, forte, profumata, viva, una roccia.
Fortunata per mio padre, la mia, seppur nodosa e talvolta inarrivabile, quercia.
Questo libro è una buona bussola per quando si sente di aver smarrito le priorità.
Ancor di più però, è un cammino interiore, una crescita, l’evidenza di come, l’essere umano sia molto più che solo pelle, muscoli e ossa. Un libro che ti fa capire QUANTO siamo di più che solo carne!
Un’amica una volta mi ha scritto: “nel mezzo delle difficoltà nascono le opportunità”.
Così come l’erba ostinata e selvatica che sbuca nelle crepe dell’asfalto, Massimo, (nonostante le difficoltà appunto), si è creato una sua strada e ha imparato a vivere e a perdonare.
Certo, c’è stato qualche passo falso, ma chissà quanta forza c’è voluta!!!
E a te Amica mia, quanto forza ci vorrà?
Non ho potuto fare a meno di pensarti, con la tua realtà così simile a quella di Massimo, avevano persino lo stesso nome!!!
Eri un pochino più grande, ma, quante delle frasi che ho letto, le ho sentite uscire dalla tua bocca e quante ancora non mi hai detto e forse non mi dirai?
Ogni pagina mi ha ricordato il tuo strazio, anche l’ostinazione nel far sembrare tutto come se niente fosse.

Se questo libro mi ha insegnato qualcosa, allora troverò il coraggio di regalartelo al più presto e anche l’umiltà di andare da mia madre a ringraziarla.
Ringraziarla di avermi reso il cammino più semplice, di essermi stata sempre vicino e di esserci comunque un domani, nella persona che sono oggi.

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Baobab Opinione inserita da Baobab    04 Marzo, 2013
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i miei limiti

Consiglierei (caldamente) questo libro, solo ad Emmi e Leo.
Voglio essere totalmente onesta.
L’idea è eccezionale, i personaggi sono intelligenti arguti e ironici, ma spesso, (troppo spesso!) non sono riuscita a stargli dietro!

Mi sono data un po’ di tempo e ho letto il secondo capitolo della storia tra Emmi e Leo, prima di dare un giudizio, ma le sensazioni che mi ha lasciato, “La settima onda”, sono le stesse che mi lasciò “Le ho mai raccontato del vento del Nord?”.
La lettura del libro, è, secondo me, un po’ complessa. Ecco, l’ho detto!
Spesso non sono riuscita a capire cosa stessero dicendo o non dicendo nelle loro mail Emmi e Leo e ho trovato le loro conversazioni, frenetiche, ansiose, talvolta caotiche.
Più d'una volta mi sono ritrovata a desiderare di poter chiamare uno dei due protagonisti e chiedergli “Scusi, ma cosa voleva dire con la sua ultima mail, perché io non l’ho capito!!!”.

I due personaggi principali sono ben caratterizzati, ed è stimabile come Glattauer ce li faccia conoscere non spendendo direttamente una parola per descriverli, però, il ritmo delle mail è incalzante, mi sono sentita come su una giostra, le parole mi giravano nella testa senza avere mai il tempo di afferrarle e fermarle.
Prima che prendessero forma, erano già sparite lasciando posto ad altre.
Detto ciò, a lungo andare mi è sembrato di essermi persa dei passaggi, ed ho finito il libro con la fastidiosissima sensazione di averlo capito solo per metà.

Questa lettura mi ha lasciato sfinita e seppur appagata da un punto di vista linguistico (alcuni scambi sono molto intensi), indispettita dei miei limiti.

Per cui, cari Emmi e Leo perché non fate una capatina da me a spiegarmi cosa mi sono persa?

Scherzi a parte, il libro non passa inosservato (mi lamento tanto, ma mi ha lasciato una qualche sensazione almeno!), per cui, lo consiglio lo stesso, con la speranza che voi cogliate quello che ha me è fastidiosamente, (l'ho già detto?) sfuggito.

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Gialli, Thriller, Horror
 
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Baobab Opinione inserita da Baobab    01 Marzo, 2013
Top 500 Opinionisti  -  

Tu chiamale se vuoi, emozioni

Non so COME debba essere una recensione.
Non so se c’è uno schema, un qualcosa di preimpostato.
Non so scrivere.
Ma ho appena finito questo libro e sono molto emozionata.
Così emozionata che trovo sfogo solo parlandone, descrivendo i miei sentimenti a chi potrebbe apprezzare quello che ho da dire.
In questo momento mi sento, amareggiata, un po’ triste e piena, come se avessi mangiato tutto il giorno. Ho quasi mal di pancia!
Sono amareggiata perché il libro è finito. Non volevo finisse mai!
Il terzo libro della Ward, mi ha lasciato senza parole, l’ho sentito dentro, sottopelle, mi ha riempito e commosso.
Un po’ me l’aspettavo, il protagonista del terzo volume (Zsadist) l’avevo puntato fin dall’inizio, ma non pensavo mi sarebbe entrato così a fondo.
In tutta onestà, poche volte mi sono sentita in questo modo alla fine di un libro ed era un sacco di tempo che non mi succedeva.
Non saprei dirvi bene COSA l’ha reso speciale, forse il mio essere una stupida ottimista che crede che c’è sempre speranza per tutti?Ma non si tratta solo di questo.
Ho trovato perfetta la storia del passato di Z, dura e cruda come me l’aspettavo, ma molto molto più geniale di come me l’ero figurata!
Ho una sorella che amo molto e ho condiviso l’ansia di Phury per Z, immedesimandomi nel mio rapporto con lei.
Ho seguito il processo di crescita, o meglio di rinascita di Zsadist, col fiato sospeso.
Ho sorriso dei suoi risultati positivi, ho sofferto di quelli negativi e mi sono intenerita sul finale, delicato che più delicato non si può.
Prima ho scritto che mi sono sento anche triste. Beh, in questo libro, non succedono solo cose belle.
Me l’aspettavo che alla fine qualcuno avrebbe sofferto veramente, ma anche qui, non pensavo mi coinvolgesse così nel profondo.
Ad un certo punto, mi sono interrotta nella lettura e mi sono imposta di tranquillizzarmi, la verità è che questi personaggi mi sono entrati un po’ tutti dentro!

Il finale ovviamente lascia molte cose in sospeso, ma sono terrorizzata all’idea di leggere il quarto libro, perché so che mi allontanerò dal personaggio di Zsadist e che difficilmente potrà emozionarmi quanto questo!
A voi lo consiglio, la mia recensione è personalissima, ma so che questo libro non lo scorderò!

Vi lascio con qualcosa che condivido in pieno:

"Phury guardava John e pensava che a volte basta un attimo per evitare il peggio, come quando due auto evitano per un pelo un incidente mortale.
A volte una vita intera è appesa a un filo e può cambiare nello spazio di un secondo.
O perché qualcuno bussa alla tua porta.
Veniva quasi voglia di credere nel divino.
Davvero."

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Baobab Opinione inserita da Baobab    25 Febbraio, 2013
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Ciao ciao certezze

Avevo, fino a un paio di giorni fa, delle certezze:
• non mi piacciono le storie sui vampiri
• non mi avvicinerò mai più (dopo HP) ad una saga
Così, con questa recensione, davanti a voi tutti, ufficializzo la mia totale incoerenza!

So già che mi pentirò di aver cominciato questa lettura.
Le strade che mi si prospettano davanti sono molteplici, la più pericolosa è che io finisca tutti i 9 libri entro la settimana abbondante che mi è rimasta di vacanza.
Esco sempre ammaccata da queste scorpacciate di lettere, parole ed emozioni. Intorpidita e stordita come se avessi dormito una mese, in genere necessito di qualche oretta per riappropriarmi del mio presente e ricordarmi chi sono e cosa faccio nella vita!

Viste le premesse ho cominciato il libro super perplessa e l’impatto iniziale mi ha lasciata ancora più perplessa.
Questi vampiri muscolosi, lanciatori di shuriken, vestiti di pelle e patiti di musica rap sono lontani (anni luce!) dal mio prototipo di uomo attraente (e anche dal mio prototipo di vampiro veramente!).
Ho concesso comunque alla Ward l’opportunità di darmi prova del valore della sua penna e mi sono trovata proprio a mio agio nel suo mondo (che bello!)!
L’universo della Ward è popolato da umani, vampiri e creature senza anima chiamate lesser.
Nella comunità dei vampiri spiccano i nostri protagonisti, i guerrieri della Confraternita, occupati nella difesa della loro specie contro i lesser, assassini di vampiri per vocazione (e per mestiere!).
Mi piace molto che non ci sia una sorta di antagonismo tra umani e vampiri, mi piace che è come se fossimo due specie diverse, che volendo possono convivere tranquillamente.
Molto buoni i personaggi, dotati di zanne o no, ho accolto tutti a braccia aperte!
Ogni membro della Confraternita ha qualcosa da raccontare e, nonostante il primo libro si concentri principalmente sulle vicende del capo dei guerrieri, Wrath, la Ward ci promette che la nostra curiosità non rimarrà affamata se decidiamo di lasciarci guidare da lei anche nei prossimi volumi.
Interessanti anche i cattivi. Belle personalità! Ammetto di essere molto colpita dalle potenzialità della controparte malvagia della confraternita, credo ci riserverà parecchie sorprese!
Ma non è finita qui, c’è un bel bacino di personaggi “secondari” a cui attingere.
Josè, la Vergina Scriba, l’Omega, Marissa e il fratello medico, Darius!
Personalmente ho trovato adorabile il maggiordomo Fritz (picchiatemi pure, ma non so perché ci ho sentito un’eco del buon vecchio Dobby) e sicuramente, con la sua personalità vampiresca, da approfondire il caro Butch!

Insomma, alla fine non solo sono venuta meno alle mie certezze, ma quello che ho letto mi è anche piaciuto!!!
Ottimo.
Ovviamente, da sentimentalona quale sono, adesso sono già affezionata a tutti i personaggi e questo è un gran bel guaio se ripenso a quanto sia difficile per me accettare che queste persone non esistono nella mia realtà quotidiana e che quindi quando la storia sarà finita, non gli starò dicendo veramente addio.

La mia unica speranza è che la saga mi annoi prima di riuscire a spezzarmi il cuore, ma per ora, mi vedo spacciata!

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Baobab Opinione inserita da Baobab    23 Febbraio, 2013
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Pensate con la vostra testa

Ho appena cominciato una saga che ha per protagonisti un gruppo di vampiri e non ho potuto fare a meno di pensare alla quadrilogia della Meyer.
Non riesco a capire perché questa saga non possa essere semplicemente presa per quello che è.

Dio, quanto odio le mode!

Questo libro ha avuto lo stesso impatto, sul pubblico, della serie delle “Cinquanta sfumature…”, da una parte c’è chi lo ha osannato come un capolavoro dall’altra chi addirittura considera uno spreco di tempo leggerne il titolo in libreria (date una scorsa alle votazioni sotto, o 5 stelle, o 1).

Ora però, mentre per la saga della James, mi schiero apertamente contro chi ne è rimasto esaltato, non capisco tutto quest’astio per Twilight.
Entrambe le autrici sanno scrivere in modo piacevole, è innegabile.
La lettura non è macchinosa e i libri si sfogliano senza un eccessivo sforzo di concentrazione, però, la James pretende di propinarci una storia realistica che realistica non è, mentre la Meyer ci presenta un mondo fantastico.

Dal momento che leggiamo un libro che ci immerge in una città popolata da vampiri e licantropi, il confine tra ridicolo e realistico qual è?

Quando cominci una lettura come questa, devi essere disposto a immergerti nella storia, lasciandoti guidare da chi ha ideato il mondo in cui ti stai inoltrando.
I vampiri della Meyer brillano alla luce del sole.
Nel libro che sto leggendo ora possono mangiare benissimo l’aglio e non si nutrono di sangue umano.
A me sta bene.
Chissene frega se Dracula e il sindacato dei vampiri si indignano!

Rispetto sempre molto il giudizio degli altri, ma non quando mi sembra che sia dettato solo dalla moda del momento.
Alcune persone si avvicinano al libro pieni di pregiudizi e sanno già cosa pensare della storia prima di leggerla (magari hanno anche già visto i film!).
Come pensano di poter essere oggettivi?
Io invito tutti, a considerare la saga per quello che è, ricordando anche il pubblico a cui è rivolta.

Relativamente alla mia esperienza, io l’ho letta a 16 anni, quando ancora non avevo idea di chi fossero Robert Pattison e Kristen Stewart, e non mi dispiacque.
Non ero una ragazzina superficiale, ero già una lettrice attiva e, alle prime armi con l’amore, mi sono immedesimata bene nei sentimenti dei protagonisti!
I libri sono puliti, mai volgari e personalmente trovo che maturino andando avanti, fino all’ultimo, che a mio avviso è il migliore (il libro diventa più oscuro e si accantona un po’ la storia d’amore tra i protagonisti per dare spazio anche ad altro).
Trovo che nella saga ci sia qualche buono spunto, qualche bella idea e anche qualche personaggio interessante (a me colpirono il padre di Bella e i Volturi!).
Twilight e New Moon sono un po’ piatti e mi sarebbe piaciuto che la Meyer approfondisse di più alcuni dei (parecchi) personaggi secondari, ma tutto sommato, se siete molto giovani e siete interessati al tipo di storia (e ad una lettura seppur superficiale, piacevole), mi sento di consigliarvi tutta la quadrilogia lo stesso, perché credo possiate trarne qualche ora gradevole.
Non mi sento invece di consigliarla ad un pubblico più adulto, in quanto, il salto generazionale tra i protagonisti e il lettore, potrebbe effettivamente rendere la trama un po' noiosa.

Vi lascio rinnovando l'invito a pensare (sempre!!!) con le vostre teste e con un aforisma del mio amico (eh, magari!) Einstein:

"E' più facile spezzare un atomo che un pregiudizio."



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Baobab Opinione inserita da Baobab    20 Febbraio, 2013
Top 500 Opinionisti  -  

Molto KINSELLANTE

Che bello, l'ho finito di leggere da poco e sono ancora sotto l'effetto 'post lettura appagante!' (per cui potrei suonare un pò delirante!)
Questo libro è stata una piacevole riscoperta.
Avevo deciso, già da tempo, di archiviare Sophie Kinsella.
Dopo aver letto (e anche apprezzato in verità) un paio di 'I love shopping...' e 'sai tenere un segreto?' ero arrivata alla conclusione che questa autrice non potesse darmi molto altro.
Trovo lo stile di Sophie Kinsella talmente definito e riconoscibile, che non mi stupirei se sentissi qualcuno in giro dire:

"Oh, com'è KINSELLANTE questo maglione!!!"
"L'hai conosciuta Tizia?E' KINSELLOSAMENTE simpatica"

Questa sua caratteristica mi aveva perciò spinto a lasciar perdere gli altri libri, ormai persuasa che mi avrebbero annoiato.
Credevo in tutta onestà che mi sarei trovata davanti personaggi simili con storie simili raccontate, per di più, da una scrittrice con uno stile molto definito.
Libri fotocopia in poche parole.

Poi mi hanno regalato questo libro!
Rimango dell'opinione che i personaggi femminili si assomiglino un pochino, ma, il libro mi è piaciuto veramente.
L'ho finito col sorriso e devo dire che, ad oggi, è il mio preferito.
Ebbene sì, confessione shock, mi è piaciuto anche di più degli 'I love shopping...' che l'hanno resa famosa!!!

Due cose in particolare l'hanno fatto scattare in pole position.

Prima di tutto la trama, mi ha tenuto attenta, mi ha interessato, la ragazza sotto di me non l'ha trovata originale, a me invece è piaciuto molto l'espediente dell'amnesia.
A causa di un incidente, Lexi deve ricostruire gli ultimi tre anni della sua vita di cui non ricorda assolutamente nulla, e per farlo è costretta a guardarsi dall'esterno, attraverso gli occhi (talvolta impietosi) dei suoi collaboratori e degli esponenti della sua famiglia.
Trovo che l'idea sia carina e che, soprattutto, sia ben sfruttata.

La seconda è Lui, il personaggio maschile.
L'ho trovato adorabile!
Bello talentuoso e innamorato.
Innamorato veramente, è questo che ho apprezzato.
Mi è piaciuto molto COME lui ama Lexi.
Il suo modo di trattare con lei, la sua premura, il suo conoscerla profondamente, l'ho trovato molto intimo.

Per quel che mi riguarda quindi, credo che concederò un'altra chance anche agli altri libri della Kinsella, a voi invece, consiglio 'Ti ricordi di me?' kinsellosamente, se cercate una lettura carica di quella positività e di quei lieto fine che qualche volte non sono altrettanto kinsellosi nella realtà!

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Romanzi erotici
 
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Baobab Opinione inserita da Baobab    02 Febbraio, 2013
Top 500 Opinionisti  -  

Una storia d'amore che comincia dalla fine

Eccomi qui, ieri sera l'ho acquistato, oggi l'ho finito.
Perchè l'ho comprato?
Perchè a voi è piaciuto e io l'ho voluto provare!
E' questa la verità, ormai è una droga, voi esprimete i vostri giudizi e io do chance a libri che mai avrei degnato di uno sguardo dentro una libreria!

Questo ne è un esempio.

Non l'avrei scelto perchè non mi piace nè la copertina nè il titolo e perchè in verità, non sono neanche troppo un'amante dei libri così espliciti.
Chiamatemi pudica se preferite (io mi definisco riservata), ma la descrizione di una scena di sesso per me scade facilmente nel volgare.

Perciò, vi potrei dire che il libro è molto dolce, che per tutto il tempo in cui l'ho letto ho sentito nel profondo un piacevole senso di tenerezza, che i personaggi sono belli, realistici, profondi e quindi decisamente azzeccati.
Potrei dirvi che la lettura è fresca, scorrevole e coinvolgente tanto che in qualche momento la chimica e l'elettricità fra Alexa e Nick le ho sentite come se fossi lì con loro.
Potrei sbilanciarmi e dirvi che a fine libro avevo una gran voglia di partecipare all'abbraccio di gruppo fra i tre protagonisti principali, ma sarebbero tutte banali ripetizioni dei commenti sottostanti, che hanno convinto ME a leggere il libro.
Per chi non fosse ormai persuaso allora, aggiungo qualcosa di diverso, qualcosa di mio.
Questo è un bel libro anche per le persone come me, che arrossiscono facilmente.
E' un libro in cui la componente 'erotica' è sì, passione, desiderio e fuoco, ma è anche tenerezza, affetto, fusione di anime e complicità, una parte di quel tutto che ti fa sentire "a casa" vicino alla persona che ami e questo, non è mai imbarazzante!

Vi lascio con un pensiero di Alexa.
Avrebbe potuto essere mio, ma (purtroppo) le mie riflessioni sono molto più impiastricciate e ingarbugliate.

"Stretta tra le sue braccia, per un attimo ebbe paura.
Era bastata una notte perché il suo corpo lo riconoscesse come la sua metà.
Lei non era una a cui piaceva fare sesso tanto per farlo.
Era una che s’innamorava, e di brutto, una che sognava l'amore eterno."

Buona lettura!

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Romanzi erotici
 
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Baobab Opinione inserita da Baobab    30 Gennaio, 2013
Top 500 Opinionisti  -  

Cinquanta sfumature di assurdità (solo cinquanta?)

Ho letto il libro, come la maggior parte delle persone che conosco, per la propaganda che gli è stata fatta (un pò banale, lo so!).
Me lo sono fatta prestare, perchè, in genere più una cosa me la propinano e ripropinano, più sono sospetta!
E avevo ragione...
Veniamo alla trama, il libro inzia come Twilight, pari pari!
Lui superfigo lei imbranata ma dalle grandi potenzialità.
Si incontrano e fanno sesso un'inifinità di volte, prima di cena (se ci arrivano a sedersi al tavolo), durante la cena (tra una portata e l'altra, perchè no?) e dopo la cena (per digerire!).
In giro, a casa dei loro genitori, al ristorante e chi più ne ha più ne metta!
Ovviamente lui fa un sesso da sballo, ovvimente.
Tra tutto questo sesso infinito (ogni tanto un pò spinto) si innamorano.
Fine primo libro!
Nulla di nuovo dunque?Peggio, perchè nella trama già un pò banalotta, si infilano una serie di assurdità che mi infastidiscono.
Se volevo leggere un fantasy, chiedevo a Tolkien!
Intanto, lui è il solito figaccione da urlo (occhi grigi per carità, non esistono uomini belli con gli occhi scuri!), di quelle specie che esistono per sentito dire, ma non se ne è mai visti in giro!
Ma non è finita, a 27 anni (chissà se sarò laureata io a quell'età!!!) è già ricchissimo, s'è fatto da solo, nessuna spinta, guadagna al giorno una cifra ridicola...e, patapim patapam, senza fare nulla!!! (meglio non dirlo a mio padre, che sono le 19 e sta ancora lavorando!)
Ebbene sì, per tutto il libro lui si arricchisce facendo una volta ogni 200 pagine una telefona che viene sempre bruscamente interrotta per fare sesso con lei!E che problema c'è?Bella la vita!
Passiamo a lei, innocentina un pò imbranata che casca come una pera appena lo vede la prima volta.
Casca anche fisicamente, non capisco come riescano a dipingere queste donne un pò imbranate, come donne che inciampano e cadono sempre!!Ma non s'è mai vista una cosa del genere! (mi fa anche un pò ridere a dirla tutta)
E poi ovviamente c'è la questione del sesso.
Ho sentito persone farci delle discussioni intere su quanto fosse o non fosse scandaloso. Mah, sarà che io sono dell'opinione che da consensienti si può fare tutto quello che si vuole, non mi sono sconvolta particolarmente.
Anzi ho trovato istruttiva la descrizione degli oggettini dei loro giochi, qualche volta mi sono dovuta mettere davanti al pc a cercare, almeno ho imparato qualcosa!
L'unica cosa, sebbene non me ne intenda di rapporti BDSM (faccio la gradassa con questi termini, ma la verità è che li ho imparati nelle mie ricerchine), anche alcune delle scene sessuali mi sembravano improbabili, da contorsionisti esperti almeno.
Per non parlare di lei, che anche se stanno al ristorante in mezzo a una folla, magari con la famiglia di lui, se Christian le tocca la mano si infiamma!Oh, a me non è mai successo mi devo preoccupare?

Spezzo una lancia in favore dell'autrice, perchè sulla scorrevolezza e la piacevolezze della scrittura, nulla da eccepire, però se si pensa che questo è il migliore dei tre, l'unica cosa che mi rimane da dire è, lasciate perdere!

Piuttosto, non so se si può fare, vi consiglio "cinquanta sbavature di Gigio", una simpatica parodia per ricordarci, quali sono gli uominie le donne reali!

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Classici
 
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Baobab Opinione inserita da Baobab    30 Gennaio, 2013
Top 500 Opinionisti  -  

La mia Jane

Il romanzo d'amore per eccellenza, è la prima cosa che mi sento di dire se si parla di Orgoglio e Pregiudizio!
Io amo Jane, non c'è niente da fare, mi rammarico sempre che ci siano 200 anni a dividerci, credo che saremmo state ottime amiche!
Sul podio delle entità (vorrei dire persone, ma non è appropriato!) più importanti nella mia vita è decisamente al secondo posto, preceduta solo dal mio amatissimo pesce rosso, ma decisamente una posizione prima del mio compagno!
Sono anni che difendo Jane e le sue opere, troppo spesso le ho sentite definire "polpettoni" !
Emblematico è l'episodio della mia insegnate di inglese che all'esame di stato mi minaccia di farmi domande totalmente fuori tesina se porto "quella mielosa della Austen" (io ovviamente l'ho portata lo stesso, non avrei mai potuto voltarle le spalle).
Il punto è che chi dice ciò, o non ha mai letto i libri di Jane o quando li ha letti non l'ha fatto scrutando tra le righe!
Prima di tutto,va conosiderato l'ambiente sociale in cui viveva, Jane non ha conosciuto granchè il mondo, è morta giovane (anche per l'epoca), ha vissuto per la maggior parte della sua vita frequentando l'ambiente familiare ed è quindi normale che scriva di ciò che conosce meglio, le donne, i matrimoni e i meccanismi sociali che li governavano all'epoca.
La cosa che amo dei suoi libri è però proprio l'ironia che mette nello scrivere di queste tematiche senza cadere nel melenso (non ci cade mai, lo giuro, è troppo brava!)!
Già l'inizio di O&P, "È verità universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie", fà intendere che lei non è d'accordo, che lo trova assurdo, ma che si adatta.
Poteva fare altro, alla fine del settecento, che ribellarsi con la fantasia lasciando che almeno nei suoi romanzi fossero i sentimenti a decidere?
Jane è stata una donna intelligente, brillante e affascinate nata nel periodo sbagliato!

Detto questo il libro va letto!
Ma va letto a fondo, assimilando i messaggi che Jane ci manda lungo il cammino!
Lei è adorabile, amo il suo prendere spesso in giro i suoi personaggi, e il suo farlo velatamente, con delicatezza, come una mamma che sgrida e perdona subito dopo le sue creature. Non sono mai riuscita a farmi stare antipatico un personaggio di Jane, li perdono tutti alla fine (tutti tranne Kitty e Lydia va!).

Infine conlcudo dicendo, Jane e Bingley sono dolci, buoni, delicati, simpatici e puri come ci si aspetta da due personaggi secondari come si deve, mentre Lizzy e Darcy sono intelligenti, colti, determinati, tosti, passionali e tutto quello che si può volere dai due protagonisti!
Se non l'avete ancora letto, cosa state aspettando?

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Letteratura rosa
 
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Baobab Opinione inserita da Baobab    30 Gennaio, 2013
Top 500 Opinionisti  -  

Mi ha fatto sorridere, il che non guasta mai

Prima di dirvi la mia, vorrei premettere un paio di cose.
Come prima cosa, sono un'amante dei libri che parlano di storie di odio/amore (colpa della mia amica Jane e del suo Orgoglio e Pregiudizio!) e questo fa di me una persona di parte.
D'altro canto, avendo letto (e visto) di tutto e di più sull'argomento è difficile che riesca ancora a trovare libri del genere che mi piacciano. Ma...questo mi è piaciuto!
Ok, ero (e sono) in fuga dalla mia realtà e mi nascondo vigliaccamente nei libri, per cui le 6 ore e mezzo filate (6 ore e mezzo di pace!) che ho impiegato per leggerlo, sono solo in parte un buon indicatore di quanto sia bello il libro, ma di sicuro lasciano intendere quanto sia scorrevole!
La trama è la solita, abbastanza standard in questo tipo di romanzi, per cui è nel contorno che un libro così può scadere oppure risultare piacevole!
Un errore in cui cadono parecchi scrittori (a mio avviso) è quello di far diventare questi libri dalla metà in poi, mielosi. Questo non è il caso (alleluja!)!
Come è giusto che sia i due mantengono molto dei loro atteggiamenti anche dopo aver scoperto i loro sentimenti (ti sei innamorato, non hai mica perso la spina dorsale!), si punzecchiano ancora, litigano ancora e lui, ci viene presentato come arrogantello e ironico all'inizio del libro e ci rimane, non diventa budinoso melenso e zuccheroso!Un punto per l'autrice!
Relativamente alla sua 'non-mielosità' c'è anche da dire che essendo scritto in prima persona l'autrice ci permette di sentire i pensieri di lei, che spesso mi hanno fatto sorridere se non, giuro, addirittura ridere (il pezzo delle oche nel giardino dei genitori ad esempio, chiunque abbai avuto un faccia a faccia con loro non puoi non essersi riconosciuto nei pensieri di lei).Un altro punto per Anna!
E poi, il libro non mi ha annoiato, dalla scoperta dei loro sentimenti fino all'happy-ending non mi sono trovata annoiata dalle solite scene, le pagine sono volate via, non saprei neanche bene dire cosa succede in quelle 100 pagine, talmente le ho buttate giù di corsa.
Insomma il libro è buono.
E' leggero, ovvimante, non si tratta di letteratura impegativa, ma mi è piaciuto!Brava.
Una nota che mi sento di fare è che, come ho letto anche sotto di me, questo passaggio di 'sei mesi dopo' o 'due settimane dopo' infastidisce un pò, capisco le necessità dell'autrice di far passare del tempo, ma non è bello per una persona che sta leggendo, perdersi 6 mesi dei suoi protagonisti così!PUFF, di punto in bianco!
Comunque, non le toglierò nessun punto per questo, la perdonerò, mi sta simpatica!

Ben fatto a lei e buona lettura a voi!

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