Opinione scritta da tiziana84
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Chiusa una porta...
L'epilogo della trilogia di Federica Bosco, è l'edeguata conclusione alle disavventure amorose della protagonista. Passando da un fallimento all'altro, dalla fantasia alla realtà, Monica approda al tanto sospirato Amore. L'uomo della sua vita arriva, come tradizione vuole, "quando meno se l' aspetta", peccatto che tutte noi ce lo aspettavamo, invece.
Tutta la storia è condita con una buona manciata di ironia - anche nelle circostanze più infelici - e irrealizzabilità. Sarebbe bello abbandonarsi alla prospettiva fiduciosa che tutto si concluderà nel migliore dei modi, che dietro ogni porta chiusa, c'è sempre il tanto sospirato "portone" che si schiude.
E' uno di quei romanzi che va interpretato per quello che è, senza cercare di cogliere intrinsechi significati o rivelazioni sul significato della vita. L'unica rivelazione è che la vita è ben diversa.
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Il triangolo, no?
Ebbene si, lo ammetto, li ho letti anche io.
Mi hanno portata al cinema a vedere Twilight. Nessun sconvolgimento interiore, né per il fascinoso vampiro, né per la storia d'amore: lui troppo pallido, sensibile e delicato, lei troppo fragile, insignificante e diciamolo, vestita male, anche per una provinciale.
Poi un anno dopo, mi fecero vedere il trailer di New Moon. E li la folgorazione. Bello, scuro, passonale , impulsivo e focoso. Devo quindi riconoscerlo: ho letto gli altri tre libri della saga solo per poter fantasticare su Jacob.
Ma tempesta ormonale a parte, cosa ha di interessante questa storia? Ovviamente non il contesto fantasy-horror, poichè di fantasia c'è ben poco, (il vampiro e il licantropo, qualche zombie no?), di horror ancora meno (lascio a voi le considerazioni). Allora cosa? Ma certo, è ancora lui, il triangolo amoroso. Lui e lei, la storia d'amore perfetta: lei goffa, insicura, inconsapevole del suo fascino, con la sindrome di "alla ricerca del mio posto nel mondo"; lui irragiungibile, misterioso, con l'aria di chi dice "sono troppo per voi". Lui fra tutte, vuole lei, perchè non la capisce, perchè non è scontata, semplicemente. Ok questo era Twilight, ma arriviamo New Moon. E arriva anche lui, l'altro. C'era già nel primo episodio ma nessuno se l'era filato, nemmeno lei. Jacob (e i suoi pettorali) è l'amico, quello che la consola, che la distrae dai suoi tormenti amorosi. E sebbene il cuore di Bella batta (ancora per poco) per Edward, ecco insidiarsi il dubbio: il suo grande amore è quello che l'adora, la rispetta, si sacrifica, si reprime pur di non farle del male, quello che lo minaccia agisce mosso dall'istinto non dalla ragione, non si preoccupa di ciò che è più sicuro per lei, ma di quello che la renderebbe più felice. La prende, la bacia, fa infuocare di gelosia il fidanzato; litigheranno a causa sua, lei cercherà di allontanarlo, ma lui sarà sempre li, tra loro due.
E' questa la parte interessante: banale, semplice, scontata. A noi il finale alternativo, a cui tutte abbiamo pensato.
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Carino, però...
E' uno di quei libri che leggi velocemente; scorrevole, piacevole, capace di generare la giusta dose di curiosità nel lettore, che lo induce a proseguire la lettura. I dialoghi sono veloci, la narrazione incalzante, le descrizioni vivide ma mai tediose, il contesto socio-storico ben sviluppato, la trama non eccessivamente intricata, con qualche attimo di suspance che arricchisce la lettura ma non ne fa il sentimento dominante; che, riflettendoci su, non è nemmeno ansia, e nemmeno stupore. Direi piuttosto delusione, per il finale, che non anticipo, ma che si rivela troppo ottimistico e roseo per chi come me, spera che certi romanzi,introdotti da abbondanti promesse di inquietudine, ansia e apprensione, si concludano con quel malinconico finale che ti lascia un sapore amaro in bocca, e ti induce a pensarci tutto il giorno.
Sintetizzando: non è uno di quei romanzi.
Però rimari comunque piacevolmente colpita dalla stesura fluida e gradevole, dai personaggi familiari che producono delle precise sensazioni di simpatia, solidarietà, pietà, immedesimazione, ostilità.
Nell'insieme l'ho apprezzato, ho gradito lo stile dell'autore e sono stata tentata più volte di acquistare un altro libro di Zafon, poi però inspiegabilmente, ho ripiegato su altro...
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Una di noi in ciascuna di loro
E' stato il primo libro che ho letto. Avevo 7 anni, più di vent'anni fa.
Manca un tassello nella vita di ogni donna, se non ci si è immedesimate almenno una volta, in una delle sorelle March. Io mi sentivo Amy, la più piccola, vanitosa e irriverente. Stetti una notte con una molletta da bucato sul naso, per imitarla. Inutile dire che non ebbi mai il nasino alla francese.
Quando passeggio con mia nipote, entro sempre in una libreria. Spero che un giorno afferri un bel libro e insista per farselo comprare, al posto dell'ennesimo album delle pricipesse. La letteratura per ragazzi oggi è grandiosa: quelle copertine sfavillanti, quei titoli accattivanti, mi fanno venir voglia di tornare bambina. Ai miei tempi era molto più ridotta: Piccole Donne, Il giardino segreto, Pollyanna, Tom Sawyer, per i più avventurieri Salgari o Verne, per i più sprovveduti (che non sapevano a cosa andavano incontro) Libro Cuore e i Ragazzi della via Paal. I romanzi dei nostri tempi non sempre avevano il lieto fine. Lasciavano il magone quando riponevi il libro sul comodino ma anche la il senso di serenità e la consapevolezza della nostra fortuna, quando mamma spegneva la tua bajour.
Non è una recensione questa, forse più una riflessione che rivolgo alle mamme e alle zie: lasciate che nelle menti delle vostre bambine, oltre a fatine svolazzanti, ammiccanti e fashion, ci sia posto anche per una ragazza che, seduta alla scrittoio, pensa a cosa farà da grande.
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Le risposte che non cerchiamo
Chi non vorrebbe conoscere la data della propria morte?
Penso sia questa la domanda che abbia ispirato Glenn Cooper. Conoscere il nostro ultimo giorno è forse uno dei più diffusi desideri dell'uomo, insieme a leggere il pensiero, essere invisibili, ecc.
L'idea, sebbene affascinente, è in realtà terrificante, e forse molti di noi alla fine rinuncerebbero.
L'incubo invece insegue il nostro protagonosta o forse è lui a seguire l'oscuro presagio, travestito da fantasma del fallimento professionale. Si, perchè all'inizio sembra un comune thriller fino a quando ci si addentra in un monastero medievale che custodisce il più temuto dei misteri. Passato e presente
si alternano e si intrecciano con sapiente abilità, mantenendo costante uno stato di suspance e avidità di risposte. Lieto fine assicurato.
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Consigliato ad un pubblico di soli adolescenti
Premetto che non ho letto i precendenti volumi della serie. Ho acquistato il libro frettolosamente e sbadatamente, forse attratta dal titolo accattivante, che però nulla ha a che vedere con la trama.
Tuttavia, non ne è stata compromessa la lettura, in quanto la storia si sviluppa come un episodio di una storia più complessa, i cui punti salienti vengono spesso ricordati, permettendo al lettore di colmare le sue lacune. Inoltre, misteri e intrighi, non vengono svelati, cosa che fa presagire la pubblicazione di un successivo volume.
Narrazione e descrizioni incuriosiscono a sufficienza per proseguire la lettura, tuttavia è impossibile non "storcere il naso" dinanzi ad una protagonista banale e superficiale che, sebbene introdotta in un mondo fantastico popolato da elfi e creature magiche, sembra proccuparsi maggiormente di essere piacente e di soddisfare i suoi appetiti sessuali, preoccupazione molto diffusa tra i personaggi.
Nel complesso lo ritengo adatto ad un pubblico adolescenziale, forse anche pre-adolescenziale, ma non di più. Se si incappa accidentalmente in questo libro, come nel mio caso, non si è spinti a voler leggere il resto della serie.
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A chi lo consiglio e perchè
Come stravolgere un classico della letteratura internazionale, mantenendo inalterato il filo narrativo, l’intreccio e gli sviluppi amorosi, arricchiti da una nota di violenza, horror e splatter.
Alla fine la diffidente Elizabeth cadrà tra le braccia del silenzioso Mr Darcy? Difficile non intuirlo.
Forse Jane Austen, se venisse a conoscenza di questa rivisitazione della sua opera maggiore, sarebbe davvero in grado di riemergere dalla tomba come una zombie, ma a me piace pensare che ne riderebbe divertita, sapendo i suoi personaggi femminili forti, combattenti e temerarie, piuttosto che fragili, sensibili e interessate quasi esclusivamente a trovar marito.
Non lo consiglio a chi ha letto “Orgoglio e Pregiudizio” al liceo, probabilmente seguito da “Cime tempestose” e altri classici della letteratura inglese, ed è stato indottrinato a dovere sulla necessità di contestualizzare il romanzo considerandolo riflesso di un’epoca, di una condizione sociale, della cultura e dei costumi del periodo, e pertanto, disdegna qualsiasi possibile alterazione, attualizzazione o “horrorizzazione”.
Lo consiglio a chi ha letto “Orgoglio e Pegiudizio” al liceo, trovando più interessanti gli ambigui protagonisti di “Cime e tempestose”, il superficiale ed egoista Dorian Gray, la spettrale e misteriosa dimora di Thornfield Hall (Jane Eyre).
A tutti gli altri, consiglio di leggere prima “Orgoglio e Pregiudizio”.
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