Opinione scritta da Efix
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L'amore in un deserto
"Guardate Silone" disse Camus. "Egli è radicalmente legato alla sua terra, eppure è talmente europeo".
"Il segreto di Luca" è il secondo romanzo di Silone scritto dopo il ritorno dall'esilio e pubblicato nel 1956. Lo spunto per questo lavoro gli era stato offerto da un fatto realmente accaduto : all'età di 8 anni egli aveva tenuto la corrispondenza tra una contadina analfabeta e il figlio condannato all'ergastolo. E' questo il romanzo di Silone più lontano dalla politica, ma non è privo di una severa critica alla società. Il personaggio di Luca Sabatini ritorna al paese d'origine dopo quarant'anni di carcere, graziato perché il vero omicida aveva confessato la sua colpa in punto di morte. Intanto arriva al piccolo paesino abruzzese anche Andrea Cipriani, un uomo politico molto rispettato che cerca di capirci qualcosa nel confuso e misterioso processo che ha condannato Luca. La descrizione più giusta mi sembra quella di Geno Pampaloni che disse : " Raramente, o forse mai , Silone aveva mostrato come nel "Segreto di Luca" il suo interesse per il doppio fondo dell'esistenza e per il prevalere, in ultima analisi, dell' habeas animam sull'habeas corpus."
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Meursault felice
"No, non posso crederti. Sono sicuro che ti è avvenuto di desiderare un'altra vita". Gli ho risposto che naturalmente mi era avvenuto, ma ciò non aveva maggiore importanza che il desiderare di essere ricco, di nuotare molto veloce o di avere una bocca meglio fatta. Erano desideri dello stesso ordine. Ma lui mi ha interrotto e voleva sapere come vedevo quest'altra vita. Allora gli ho urlato:"Una vita in cui possa ricordarmi di questa".
"Lo straniero" è il primo romanzo di Albert Camus , scrittore ed attore francese nonché premio Nobel per la Letteratura nel 1957. In un'assolata Algeri Meursault (il protagonista) trascorre le sue tranquille giornate trascinato come una foglia dalla dolce corrente del vento che gli fa incontrare la bella Maria e i suoi vicini di pianerottolo. Poi sulla spiaggia , tra il sole accecante e il desiderio d'ombra , 4 spari , Meursault uccide un arabo.Viene arrestato e condannato a morte ma non è triste , non piange , non si dispera. Prima o poi tocca a tutti. Meursault sopravvive alla morte , lui è stato felice , lui è felice . Lo straniero è un inno al silenzio in cui l'arte canta nuda alla vita , le sue parole sono semplici e belle come le ore che Meursault passava in spiaggia con Maria.
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ITALIANI VI ESORTO AI CLASSICI
E se qualcuno obietta che non val la pena di far tanta fatica, citerò Cioran (non un classico, almeno per ora, ma un pensatore contemporaneo che solo ora si comincia a tradurre in Italia): «Mentre veniva preparata la cicuta, Socrate stava imparando un'aria sul flauto. “A cosa ti servirà?” gli fu chiesto. “A sapere quest'aria prima di morire”»."Perché leggere i classici" è una raccolta di saggi di Italo Calvino pubblicata postuma nel 1991. Lo scrittore fa un'attentissima analisi sull' idea e l'importanza dei "classici" attraverso brevi ma profonde frasi : " E’ classico tutto ciò che tende a relegare l’attualità al rango di rumore di fondo, ma nello stesso tempo di questo rumore di fondo non può fare a meno" ; " I classici sono libri che quanto più si crede di conoscerli per sentito dire, tanto più quando si leggono davvero si trovano nuovi, inaspettati, inediti. " Quella di Calvino è una lezione più che mai attuale in una società come la nostra dove i soldi e mass media valgono più dell'arte e la bellezza . Allora bisogna fermarsi , regalarsi del tempo perché i classici sono quei libri che costituiscono una ricchezza per chi li ha letti e amati; ma costituiscono una ricchezza non minore per chi si riserba la fortuna di leggerli per la prima volta nelle condizioni migliori per gustarli. In un'intervista del 1980 , Calvino indica alcuni classici del Novecento da lui particolarmente ammirati :
Amo soprattutto Stendhal perché solo in lui tensione morale individuale, tensione storica, slancio della vita sono una cosa sola, lineare tensione romanzesca.
Amo Puskin perché è limpidezza, ironia e serietà.
Amo Hemingway perché è matter of fact, understatement, volontà di felicità, tristezza.
Amo Stevenson perché pare che voli.
Amo Cechov perché non va più in là di dove va.
Amo Conrad perché naviga l’abisso e non ci affonda.
Amo Tolstoj perché alle volte mi pare d’essere lì lì per capire come fa e invece niente.
Amo Manzoni perché fino a poco fa l’odiavo.
Amo Chesterton perché voleva essere il Voltaire cattolico e io volevo essere il Chesterton comunista.
Amo Flaubert perché dopo di lui non si può più pensare di fare come lui.
Amo Poe dello Scarabeo d’oro.
Amo Twain di Huckleberry Finn.
Amo Kipling dei Libri della Giungla.
Amo Nievo perché l’ho riletto tante volte divertendomi come la prima.
Amo Jane Austen perché non la leggo mai ma sono contento che ci sia.
Amo Gogol perché deforma con nettezza, cattiveria e misura.
Amo Dostoevskij perché deforma con coerenza, furore e senza misura.
Amo Balzac perché è visionario.
Amo Kafka perché è realista.
Amo Maupassant perché è superficiale.
Amo la Mansfield perché è intelligente.
Amo Fitzgerald perché è insoddisfatto.
Amo Radiguet perché la giovinezza non torna più.
Amo Svevo perché bisognerà pur invecchiare.
Amo...
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Ricordo di un bacio mai dato
Partendo dal presupposto che commentare Kafka è come commentare uno di quei sogni che hai fatto la notte ma che al mattino poi non ricordi del tutto bene , penso che non ci sia da scrivere molto su questo libro anche perché le cose a cui ti fa realmente pensare non le scriveresti mai. Un dolore fortissimo dalla prima all'ultima pagina , un'ansia continua e interminabile , una tristezza paradossale , ma che bella tristezza ! Josef K. , il protagonista impiegato di banca , la mattina del suo trentesimo compleanno riceve la visita di due uomini sconosciuti che gli comunicano che è in arresto e che è iniziato un processo a suo carico. Da questo momento in poi Kafka non svende la sua arte al mercatino delle pulci dell'erotismo ma si abbandona all'assenza di desiderio , alla contemplazione da oggetto a oggetto , al riguardarsi in atteggiamenti osceni ." Il più grande pornomane, pornografo, è Franz Kafka, non è Sade. Va assolutamente sottratto all' Eros e restituito a quello che è: l'unico , il vertice del porno , da Adamo a voi."
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La Colombia che non parla alle mucche
Efraim Medina Reyes è uno dei pochi scrittori che non scrive per il secolo passato. Atroce , violento e duro , le sue parole sanno di sesso e rivolta ."C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo" è il romanzo che gli aperto la strada al grande pubblico , un romanzo che ha fatto scandalo perché Efraim non fa giri di parole ma spara a zero su tutto e tutti. Il protagonista è Rep , un ragazzo che scappa dal fantasma della sua ex e che corre per raggiungere i suoi sogni. Quella di Rep è una corsa che distrugge i falsi miti di una tradizione colombiana e sudamericana fin troppo stereotipata da scrittori come Garcia Marquez e Paulo Coelho. E' la rivolta di una generazione che non soccombe alle regole dei mass media ma che corre lontano verso la vita e il dolore.Tutto è accompagnato dalla musica dei Sex Pistols e dei Nirvana che segue le dense parole di Medina Reyes. “Da bambino andavo al cinema con gli amici del quartiere per vedere i western e quando quei pistoleri biondi sparavano agli indiani e ai negri, festeggiavamo con risate e applausi. Divertente no? È il lavoro che fanno i mass media, ti insegnano a odiarti e a disprezzarti, a sentire schifo per quello che sei. I miei libri parlano di quello schifo, il mio folklore non ha nessuna magia; è fatto di pezzi di merda gringa e ricordi personali. I miei eroi sono Morrison o Cobain. Mi riconosco nella letteratura di Capote o Bukowski, non in García Márquez. Sono, in fin dei conti, un figlio bastardo dell’impero yankee".
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Diario degli avvenimenti di altri
" La bella Estate" è un opera di Cesare Pavese composta da tre romanzi brevi : "La bella Estate" , "Il diavolo sulla collina" e "Tra donne sole". Con questa raccolta lo scrittore vinse nel 1950 il Premio Strega. La tormentata interiorità di Pavese si riversa nelle storie dei giovani protagonisti della raccolta , storie semplici e comuni come quella di Ginia che inizia a scoprire l'amore , il sesso e la paura. Gli avvenimenti galleggiano nella nebbiosa atmosfera del dopoguerra fra caffè , strade e colline. Con pochi tratti Pavese dipinge i desideri , le speranze e le incertezze dei giovani che vagano in una cupa Torno ma che corrono verso la felicità e verso l'estate. Sono pagine piene d'amore che ci lasciano il profumo del dopoguerra , dei sogni , delle sigarette e dei caffè .
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