Opinione scritta da controluce
18 risultati - visualizzati 1 - 18 |
JAPAN GAMES
Questo è il romanzo più venduto di sempre in Giappone.
In breve.
Un capolavoro pulp, un susseguirsi studiato di violenza spinta all’eccesso, un “Hunger Games” crudo e duro come il cemento, un mix di ansia e suspense, un ritratto dell’anima umana più nera e cinica. Il trionfo del distopismo e del sadismo.
Partendo dall’inizio cos’è Battle Royale?
La storia è ambientata nel 1997 in un mondo politicamente diverso dal nostro, nella Repubblica della Grande Asia dell’Est, nel “nostro” Giappone, per intendersi. 42 studenti della classe terza B della Scuola media di Shiroiwa partono per una gita e si ritrovano, loro malgrado, ad essere i partecipanti del Programma.
In quello che tutti nella Repubblica della Grande Asia dell’Est sanno essere un gioco di sopravvivenza organizzato annualmente dal governo, non ci sono elementi fantascientifici, non ci sono navicelle ipertecnologiche, mostri famelici, magie o superpoteri. Ci sono dei comuni ragazzini.
Emozioni come paura, amore ed istinto di sopravvivenza si mescolano pericolosamente, la normale etica viene presa a pugni, annegata per poi riemergere e fare rapide boccate di speranza.
Voglio utilizzare una frase scritta da Takami all’inizio del libro, la dedica del suo lavoro, trasformandola in un invito alla lettura, ovvero :
“Questo libro è dedicato a tutte le persone a cui voglio bene. Anche se è possibile che non lo apprezzino”
Io, quindi, concludo scrivendo:
Questo libro lo consiglio a tutti gli amici di QLibri, anche se è possibile che non lo apprezzino.
Credo non sia solo modestia l’affermazione di Takami, ma sicuramente consapevolezza del “potere” della sua opera.
Il libro più letto di sempre in Giappone.
Buona lettura.
Controluce
Indicazioni utili
ALTRI MILLE DI QUESTI SPLENDIDI SOLI
La popolarità di Hosseini e i temi da lui trattati sono talmente noti che sicuramente non c’è bisogno di altre recensioni, il successo è stato grande e avrebbe fatto il giro del mondo anche senza l’aiuto di internet. La bellezza di “Mille Splendidi Soli” è stata però talmente sorprendente da farmi essere qui a battere sulla tastiera e posso affermare che probabilmente non sarò l’ultimo a dire la sua a proposito di questo libro e a condividere le emozioni che può trasmettere.
Ma partiamo dai mille splendidi soli che illuminano l’Afghanistan, visti attraverso gli occhi di due donne, Mariam e Laila. Vittime di una sorte avversa e nate in una terra nella quale nascere femmine è una condanna, si ritroveranno ad essere unite più che mai. Prima dal caso, poi dall’odio ed infine da un amore profondo ed unico.
L’Afghanistan delle guerre e della fame è descritto magistralmente da Hosseini, sembra quasi dipinto, filmato senza censure, rappresentato senza frenare la penna davanti alla cruda realtà che ti salta addosso ad ogni facciata.
I sentimenti e le caratteristiche dei personaggi fuoriescono dalle pagine con forza, sanno colpirti allo stomaco. La durezza di Rashid, la schiettezza di Tariq, la tenacia di Mariam, la sofferenza e la forza di Laila vi daranno sensazioni uniche che solo i Capolavori con la C “più che maiuscola” possono dare.
L’indifferenza non può e non deve far parte di questo libro.
La storia abbraccia quattro generazioni, i valori della famiglia, dell’amicizia e della religione fanno da collante e fungono da ingrediente principale nella narrazione dei fatti.
Cos’altro aggiungere? Se siete alla ricerca di un libro da leggere, regalare, ricordare, raccontare, divorare affidatevi a Khaled Hosseini e agli occhi di Mariam e Laila, che permetteranno di vedere anche a voi i mille splendidi soli che si nascondono dietro i muri di Kabul.
Buona lettura.
Controluce
Indicazioni utili
MEDIEVALE
Hyperversum è un gioco di ruolo, un videogame con il quale alcuni amici si divertono nel tempo libero e che finisce per trasformarsi in un viaggio temporale con destinazione medioevo, quello reale, d’inizio tredicesimo secolo.
La premessa sembra banale, lo stile all’inizio lascia un po’ indifferenti, così come il susseguirsi della vicenda, ma poi le cose cambiano e procedendo nella lettura migliorano fino a diventare interessanti, fino a incuriosire e a chiedersi se possano migliorare ancora di più. L’idea di usare nella narrazione personaggi realmente esistiti che si relazionano con quelli inventati è buona e alcuni sono ben caratterizzati. Alla fine la voglia di leggere il seguito è tanta, Ian e Daniel, i protagonisti principali della storia, meritano di essere seguiti ancora.
Questo tomo sembra un romanzo storico nonostante non lo sia. Riesce tuttavia ad essere credibile e convincente, trasmettendo in parte ciò che realmente può essere accaduto sui campi di battaglia e nei borghi medievali francesi attorno al 1200. Non che io sia uno storico, ma la sensazione percepita è questa!
In definitiva credo sia un bel libro di fantascienza, senza grandi pretese, ma piacevole da leggere. Leggermente troppo lungo rispetto al necessario, ma comunque scorrevole al punto giusto.
Non fatevi scoraggiare dal suo alloggiamento nella sezione “per ragazzi” in biblioteca, il mondo di Hyperversum, che poi altri non è che il nostro qualche secolo fa, potrebbe piacervi e farvi passare qualche ora lieta.
Buona lettura.
Controluce
Indicazioni utili
AMNESIA DANTESCA
Un inferno di recensioni, molte delle quali poco positive, avevano fatto calare la splendida “voglia di lettura pre best seller” che ha accompagnato l’uscita di questo romanzo. Ho pensato, leggendo qua e là, vuoi vedere che il vecchio Dan stavolta ha fallato di brutto? Bhè…
Lo stile di scrittura è immutato, le descrizioni storiche e artistiche sono sempre interessanti, miscelate all’azione che altalena momenti di cliché a vere e proprie sparate da “trattieni il fiato”. Gli enigmi sono presenti, ma mi sono sembrati meno curati e così anche meno soddisfacenti rispetto ai libri precedenti. L’idea, o meglio, l’espediente iniziale da cui parte la vicenda è tuttavia interessante. I ricordi spariti e la ricerca non solo di verità nascoste legate alla Divina, all’Inferno dantesco, ma anche ricerca della memoria sparita sono un motivo in più che accompagna il mistero, che raddoppia il piatto sul tavolo.
Il male è rappresentato dal bio terrorismo e personificato da un transumanista (?) ben caratterizzato che porterà il nostro Langdon in giro per l’Italia e l’Europa. L’Italia, un paese dal quale Dan Brown attinge a piene mani, beato lui!
Tirando le somme finali credo che “Inferno “ sia un gran bel thriller, piacevole, grosso, ricco, celere da leggere nonostante la sua massa. Leggermente inferiore rispetto ai precedenti episodi con Robert Langdon, superiore allo standard del genere, notevole.
Agli appassionati di Brown (come il sottoscritto) lo consiglio, perché il “nostro” è sempre in forma, anche se alla prossima tappa lo aspetteremo con aspettative maggiori.
A chi non ha mai letto l’autore, consiglierei di immergersi nel mondo di Dan partendo da altre sponde.
A tutti, buona lettura.
Controluce
Indicazioni utili
ACCENDERE IL FUOCO DELLA CULTURA
Guy Montag si alza ogni mattina, infila la divisa e gli stivali e va al lavoro. Arrivato in caserma imbraccia un lanciafiamme e appicca incendi nelle case delle persone … Quali deplorevoli crimini hanno commesso queste persone? Sono in possesso di libri! Assurdo, penserete …
Un libro dove i pompieri non spengono gli incendi ma appiccano il fuoco, ambientato in un futuro non ben definito, un futuro piatto, scialbo, tecnologicamente avanzato e culturalmente arretrato.
Nel corso della storia, fin dall’antichità, molte civiltà hanno proibito la lettura e il possesso di libri. La Chiesa li ha proibiti, fatti bruciare. Il fascismo, il nazismo e il comunismo li hanno proibiti. A quale scopo? La distruzione della cultura e con essa della libertà di pensiero, della diffusione di idee e dell’espressione delle opinioni è lo strumento con il quale, chi è al potere, mantiene il controllo totale.
All’interno di questo totalitarismo fantascientifico (?) prende forma il romanzo di Bradbury. I personaggi sono molto particolari, il protagonista sopracitato Montag appunto, sarà accompagnato in questa storia da alcune figure controverse come la moglie Mildred, il capo Beatty, il vecchio Faber, tutti caratterizzati e rappresentanti di stati d’animo precisi.
Se dopo alcune pagine avrete dubbi sulla scelta che avete fatto nel cominciare il libro, non sfiduciatevi, tutto sarà chiaro andando avanti. Il linguaggio di Bradbury è particolare, visionario, a momenti davvero molto astratto, poi giù diretto, cruento e tangibile più che mai.
È una storia di ribellione, di sofferenza, di magia quasi. Bella senza nessun dubbio, bella senza entusiasmare. Non per tutti però, un libro diverso.
Buona lettura, incendiari.
Controluce
Indicazioni utili
PORCI POLITICI
C’era una volta, in una fattoria inglese, un agricoltore di nome Jones… Ma questa non è una favola come tutte le altre, è “LA FATTORIA DEGLI ANIMALI” nata dalla superba mente di Orwell!
Una favola per adulti che illustra stupendamente i comportamenti umani usando una metafora faunistica geniale. Qualcuno combinerà una “maialata” dietro l’altra, altri serviranno la comunità instancabilmente al galoppo, alcuni osserveranno e beleranno in coro che « Quattro gambe buono, due gambe cattivo ».
Una rivolta sconquasserà lo status quo della fattoria mettendo il potere in mano a dei veri e propri maiali e …
Clarinetto, un porco, vi direbbe: «Scoprirete i principi più alti e più bassi dell’Animalismo, li leggerete con gli occhi di noi animali, o noi uomini, se preferite. Imparerete i sette comandamenti, se sapete leggere, e se non lo sapete fare qualcuno lo farà per voi, a modo suo. Rammentate poi che tutti gli animali sono uguali. Ma alcuni sono più uguali degli altri». Sì, credo direbbe proprio così.
Orwell impasta una storia che è capace di far sorridere e riflettere, con la semplicità di linguaggio e la chiarezza di concetti che perfino gli asini riuscirebbero a cogliere. Breve e veloce da sfogliare, facile da apprezzare e sicuramente da ricordare.
E ora finalmente posso scrivere una “frase fatta” : un classico della letteratura che non tramonta mai!!
Buona lettura, bipedi.
Controluce
Indicazioni utili
QUI NESSUNO UCCIDE
Il titolo di un libro. Quante volte leggendolo siete rimasti colpiti a tal punto da farvi fantasticare riguardo al suo contenuto e ingolosire al punto da volerlo leggere? Da tanto questo titolo era lì sospeso tra i miei “lo leggerò”.
E poi quale amante dei thriller non ha letto “Io Uccido”? Proprio io fino a poco tempo fa … Beh, mi ero perso Qualcosa! Mi ero perso Montecarlo. Con i suoi ricchi, gli yacht, il circuito, gli edifici sfarzosi con vista mare. La gente, di tutte le nazionalità, che vaga sulla banchina con scarpe da centinaia di euro e orologi da migliaia, fuori e dentro i casinò o nei ristoranti più chic. Odore di soldi e salsedine. Un Killer, di quelli seriali e cattivi, che uccide e lo dice a tutti usando la radio, ma che nessuno riesce a fermare e poi ancora…
Faletti mescola in questo libro tante vite e le intreccia portandole avanti con un bel ritmo, con il volume che sale e scende accompagnato da musica ed enigmi, violenza e tenerezza.
Ben scritto e divertente, non eccelso nella trama e nel lessico, ma davvero un giallo degno della sua popolarità e del successo mondiale che è stato e che continua ad essere.
L’eclettico Faletti ha cominciato ad essere uno scrittore con questo romanzo, io comincerò ad essere un suo lettore da qui.
Controluce
Indicazioni utili
INIZIA LA GUERRA, FINE DEI GIOCHI!
Per fortuna Suzanne! Dopo il secondo non ci speravo più, invece con questo terzo capitolo della saga mi hai fatto emozionare e incavolare! E non era facile dopo “La ragazza di fuoco”, elettroencefalogrammaticamente quasi piatto, deludente in molti tratti, scontato a momenti e… ma passiamo alla rivolta, cantata a squarciagola da Katnip Everdeen!
Qui non si parla più di sadici giochi tra adolescenti, ma di guerra, tosta e che non fa sconti a nessuno (forse qualche sconto però, Suzanne, io l’avrei fatto, ma questa non è di certo una critica).
Ma veniamo alla vicenda narrata …
Da una parte ci sono Katniss, instronzita più che mai, e il 13, distretto enigmatico con capi enigmatici, dall’altra parte Capitol City, guidata dal dittatoriale presidente Snow. In mezzo Peeta, personaggio a mio parere cruciale del racconto.
I motivi che mi hanno fatto leggere questo libro ad alta velocità sono stati molteplici; oltre allo stile sempre piacevole, ai capitoli corti che ti costringono a leggere sempre “ancora un po’”, ai nuovi personaggi inseriti e ben caratterizzati, anche i reduci dai precedenti Hunger Games sono stati sviluppati per bene.
Alcuni momenti ad alta intensità hanno impreziosito il racconto: l’incontro Katniss-Peeta o la stessa Katniss tra i feriti del distretto 8, solo per scriverne due. Meglio evitare spoiler che vi rovinerebbero non poco la lettura, ma se ne potrebbero citare anche altri, molti altri.
In definitiva credo che la Collins abbia concluso la trilogia nel migliore dei modi, o meglio in uno dei modi migliori, riuscendo a non essere banale e scontata, uscendo dagli schemi dei precedenti episodi, facendo anche delle scelte discutibili e che a qualcuno faranno più che storcere il naso.
Io nel viaggio che mi ha portato a scoprire Panem mi sono divertito ed emozionato, ricorderò questo libro e lo consiglierò a molti. Non sarà un capolavoro assoluto, avrà i suoi difetti, ma è un gran bel viaggio.
“Che gli Hunger Games, per voi, abbiano inizio!”
Controluce
Indicazioni utili
LE BRACI BRUCIANO ANCORA!
Il secondo sarà all’altezza del primo? Questa è la domanda che mi sono fatto un attimo dopo aver terminato “Hunger Games”… poi ho cominciato a leggere il libro in questione. Aspettative alte, molta curiosità e dito insalivato pronto a scorrere le pagine.
Ne “La Ragazza Di Fuoco” la Collins accresce la nostra conoscenza sulla geopolitica di Panem e ci porta a fare un giro per i distretti (pur senza approfondirne troppo i vari aspetti, ahimè) assieme a Katniss, la quale rimane sempre la protagonista centrale delle vicende, dopo essere sopravvissuta ai precedenti giochi. Tuttavia sembra proprio che dalla “gabbia” creata da Capitol City la nostra Everdeen non sia mai uscita realmente … anzi!
Oltre a Katniss ritroviamo in questa seconda parte anche il sempre ambiguo Peeta, il tonico rivoluzionario Gale e il succhiabottiglie Haymitch, mentre le nuove figure inserite non mi hanno convinto fino in fondo, meno interessanti e studiate rispetto alla precedente edizione, caratterizzate non come avrebbero meritato.
La Collins è riuscita a sorprendermi anche stavolta e la trama è ben ri-congegnata (questo “ri” lo capirete dopo aver letto il libro), nonostante questo devo dire che alcune scelte le ho trovate un po’ forzate, poco capibili; insomma avrei preferito che la storia prendesse un'altra direzione …
Alla fine di ogni capitolo l’autrice fa sempre venire voglia di voltare pagina, ma se in Hunger Games il dito cambiava facciata ai cento all’ora, in questo romanzo sono passato ai novanta all’ora… che resta comunque un gran bel andare!
Sperando di accelerare nuovamente sulle pagine del terzo capitolo della saga, non mi resta che applaudire forte Suzanne anche stavolta, ma con meno intensità.
Buona lettura!
Controluce
Indicazioni utili
GIOCHI DI SOPRAVVIVENZA
Capitol City governa su Panem, nazione corrispondente agli attuali Stati Uniti in un futuro prossimo nel quale la dittatura è totale e dove la gente è divisa in grandi macroaree chiamate Distretti.
Ogni anno in questo luogo vengono organizzati i terribili Hunger Games, lotta di sopravvivenza tra adolescenti, gara per la vita, divertimento per i pochi ricchi, terrore per la restante popolazione.
Il clima dispotico nel quale si svolge l’intera vicenda, dove la moralità è fuori dalla logica attuale e la dignità viene calpestata, può ricordare l’inarrivabile “1984” di Orwell … tuttavia il racconto non si perde nello spiegare le ragioni che hanno portato a tale situazione, bensì si accende delle vicende di Katniss e Peeta, personaggi principali del romanzo.
La storia è ben congegnata e piacevole, alcune idee sono davvero originali e tutto scorre veloce pagina dopo pagina in un’attesa che sale col procedere del racconto tra momenti esaltanti e tratti forse un po’ troppo superficiali e difficili da spiegare … senza però togliere nulla all’insieme narrativo costruito dalla Collins.
Primo di una trilogia, “Hunger Games” merita l’attenzione di tutti. Si toglie l’etichetta di libro per ragazzi per attaccarsi quella di libro per le masse. Pur non potendo pretendere di diventare un classico imprescindibile, resta un libro da consigliare. Fenomeno di massa, già reso film (che io ancora non ho visto) è qualcosa da provare.
Un po’ di amaro in bocca però, devo confessarlo, questo libro me l’ha lasciato, un “poteva essere di più” ma non è stato …
Un successo meritato, con riserva.
“Che i settantaquattresimi Hunger Games ( per voi ) abbiano inizio!”
Indicazioni utili
IL GRANDE PICCOLO PRINCIPE
Un pilota di aeroplani con la passione di disegnare cose visibili solo a chi ha il dono di vederle incontra un principe venuto dalle stelle, ascolta la sua storia, una storia che incanta.
Questo è un libro che dovrebbe essere letto da un adulto a un bambino, da una maestra ai suoi alunni o dal papà ad un figlio … o meglio ancora sarebbe se fosse il bambino stesso a leggerla a tutti questi adulti.
“Il Piccolo Principe” è una favola che ti porta in cielo, dove s’incontrano pianeti abitati da personaggi particolari, attori dei comportamenti “strani” che hanno solo gli adulti. Poi ti riporta sulla terra per osservare la forza di un’amicizia. La potenza della vita. L’unicità e la bellezza che hanno le piccole cose a cui teniamo, siano un fiore, un animale o qualsiasi altra cosa che ci sta a cuore.
La semplicità della scrittura rende quest’opera accessibile a tutti, ma nulla di superficiale viene narrato e il racconto merita di essere letto più volte.
Può essere definito come un romanzo educativo, un grande classico per bambini di tutte le età, una poesia in prosa, ogni definizione rende solo in parte l’idea.
Mi sarebbe piaciuto sentire questo libro da bambino, forse non mi sarei fatto molte domande sul significato profondo del testo. Avrei esclamato semplicemente - «CHE BELLA STORIA !».
Indicazioni utili
1984: PASSATO, PRESENTE E... FUTURO?
“1984” è un libro scritto per il presente.
Quest’affermazione può essere fatta adesso e le stesse parole ripetute tra vent’anni, il valore rimarrà costante col passare dei decenni, perché “1984” è una storia che trascende il tempo. Qualsiasi presente andrà bene.
Winston Smith vive a Londra, città che fa parte dell’Oceania, uno dei tre superstati, assieme a Eurasia ed Estasia, nei quali è suddivisa la Terra.
Il Grande Fratello vede e sente tutto, governando una popolazione alla quale è stata tolta ogni possibilità di libero pensiero. Se qualcuno tenta di deviare dalla strada imposta, dalle non-regole esistenti, dalla normale ortodossia di pensiero, viene tolto di mezzo dalla Psicopolizia. Viene vaporizzato. Cancellato dal passato, dal presente e dal futuro.
Winston, che lavora nel Ministero della Verità, luogo deputato all’informazione falsa e corrotta, vive con un senso di oppressione quasi tangibile il suo lavoro nonché la vita di tutti i giorni. Vorrebbe ribellarsi, uscire da quel guscio creato dal Partito per annientare l’anima delle persone.
La sua ribellione esplode dopo l’incontro con Julia, insieme alla quale tenta di sottrarsi all’esistenza di plastica offerta dal Grande Fratello per vivere una vita vera fatta di divertimento, piacere e sogni.
Il sistema totalitario immaginato da Orwell per “1984” s’ispira chiaramente a movimenti politici e ideologici nati in Europa agli inizi del secolo scorso e ne amplifica il potere inventando mezzi tecnologici e “social”.
“1984” si potrebbe definire come un piccolo romanzo d’amore per la vita contenuto in un grande romanzo d’odio. Un trattato del disprezzo. Disprezzo dell’uomo e di ciò che lo rende tale.
Io l’ho apprezzato davvero molto e ritengo che pur non essendo una lettura piacevole nel senso più stretto del termine, sia comunque un racconto straordinario.
Il commento più ermetico ed esauriente (seppur irrealistico) che si possa fare recensendo quest’opera orwelliana, credo possa essere il prodotto di quest’operazione: 2 + 2 = 5.
Indicazioni utili
IL PASSATO SI ARMONIZZA
Stephen King con 22/11/63 apre le porte del passato e ci fa saltare a piedi pari nell’America a cavallo fra anni ’50 e ’60 e … WOW!
Un romanzo storico, anzi un grande thriller, o meglio uno stupendo racconto di fantascienza, o ancora una bella favola d’amore.
Il protagonista è Jake Epping, insegnante d’inglese di Lisbon Falls, Maine, al quale viene offerta un’opportunità unica. Tornare nel passato per cambiare il futuro, impedire che Lee Oswald, nel novembre del ’63, spari i famosi tre colpi di fucile a JFK. L’opportunità di salvare John Kennedy!
Attraversando la “buca del coniglio” nel retro della tavola calda di Al, Jake si ritroverà alle 11 e 58 del 9 settembre 1958, ed è qui che inizierà l’avventura di George Amberson, nome usato da Jake nel passato.
King attraverso Jake porta il lettore in un periodo storico che ha l’odore di fumo di sigaretta, il sapore di una buona birra e il suono della musica di Glenn Miller. Un mondo percorso dai venti della guerra fredda e della minaccia nucleare, un periodo dove la discriminazione razziale è la normalità, ma anche dove la gente lascia aperta la porta del garage la sera. Un posto nel quale internet è una parola “non-sense”, un presidente nero è pura utopia e un’auto costa 350 dollari.
Le vicissitudini di Jake riescono ad emozionare e far sorridere, i capitoli corrono veloci alla lettura e la curiosità per quello che succederà fa venir voglia di leggere sempre una pagina in più.
Che dire se non … WOW!
Indicazioni utili
L'ERIN BROCKOVICH FANTASY
A Malva, città fascinosa e retromoderna popolata dagli uomini, avvengono strani omicidi. Sotto il suolo, a pochi metri dal benessere e dallo splendore, pulsa una vita del tutto diversa, quella dei Drow, schiavi sottomessi, obbligati a lavorare per appagare i bisogni degli abitanti di superficie.
Da qui parte il racconto di Telkar, un mezzosangue (figlio di una donna violentata da un Drow) che, come tutti gli umani, ripudia il mondo Drow in ogni sua forma. Mondo che però scorre anche nelle sue vene …
L’idea della Troisi è davvero interessante, rimescola infatti in chiave fantasy alcuni dei problemi che affliggono la nostra società. Problemi quali la paura del diverso, spinta quasi al razzismo, l’inquinamento e gli eco-disastri commessi dalle grandi industrie, i quali si ripercuotono poi con conseguenze devastanti sulla salute della gente.
Il libro è davvero breve e, forse per scelta della stessa autrice, molte questioni e passaggi narrativi sono poco più che accennati, così come manca la caratterizzazione della maggior parte dei personaggi, togliendo in questo modo un po’ di sostanza alla storia.
“I Dannati di Malva” è tuttavia un tentativo ben riuscito di parlare di problematiche sociali/etiche a noi vicine usando un genere dove solitamente il male è rappresentato da “un nemico a cavallo di un drago” (attenzione dico questo premettendo che quest’ultimo è un genere che io adoro … ).
Che dire quindi? Se volete leggere un fantasy diverso dal solito o se conoscete la Troisi solo per le sue opere legate al “Mondo Emerso” o “La Ragazza Drago”, provatelo. Se invece siete puristi e fanatici delle belle e classiche fantasy story, beh … dateci un occhio comunque.
Indicazioni utili
L'ARTE DI EMOZIONARE
Questa è una grande storia che attraversa la cultura, i colori, e i profumi di una terra distante, la Birmania, portando il lettore in un viaggio emozionale.
Quando mi consigliarono questo libro devo dire che ero scettico. Il titolo non mi provocava curiosità, l'autore era per me sconosciuto, ma chi l'aveva già letto insisteva dicendo che ne valeva davvero la pena.
Dopo una decina di pagine Sendker aveva già conquistato la mia attenzione e il mio interesse. La semplicità e la fluidità della sua scrittura mi hanno sorpreso, così come la trama, ben architettata e strutturata con flashback narrativi che creano un bel intreccio tra passato e presente.
La ricerca di un padre che porta Julia da New York fino a Kalaw, paesino birmano, trascina la figlia nel misterioso passato di Tin Win, attraverso un percorso intenso, incredibile.
Un racconto commovente, da leggere o farsi leggere, da ricordare e da consigliare. Fidatevi.
Indicazioni utili
IL MONDO EMERSO SI EVOLVE
Dopo le Cronache ecco le Guerre del Mondo Emerso, naturale prosecuzione della prima trilogia.
Questi tre libri si collocano temporalmente quarant'anni dopo le avventure di Nihal, in un Mondo Emerso cambiato per opera di un nuovo tiranno... Da qui cominciano le avventure di Dubhe, ladra e assassina della Terra Del Sole.
La scrittura della Troisi sembra più matura, restando sempre piacevole e fluente come nei primi libri della serie. La trama è ben congenata, anche se a mio parere forse un po' troppo lineare. Tuttavia le buone idee non mancano, anche se Dubhe non ha lo stesso carisma di Nihal, la rispecchia in alcuni aspetti caratteriali.
Credo che il punto di forza dell'intera saga non sia però da ricercare nelle due eroine, ma nei personaggi secondari, ben caratterizzati e che non risultano di contorno, ma veri e propri protagonisti a loro volta.
Se volete addentrarvi nel Mondo Emerso credo sia meglio partire leggendo "Le Cronache", se invece avete già letto la lunga battaglia tra Nihal e Aster nei primi tre libri, allora "Le Guerre" vi permetteranno di ritornare nel mondo ideato dalla Troisi e di ritrovare "vecchi amici" di carta e inchiostro..
Indicazioni utili
"L' ANIMA NON VE LA DO!"
Sentii parlare di questo libro a Saviano, ospite della trasmissione "Che Tempo Che Fa". Disse che quello era stato uno dei libri più importanti della sua vita e raccontò un episodio dei Racconti di Kolyma che mi colpì molto... decisi così di comprarlo.
Avevo sentito parlare dei Gulag, ma non avevo un' idea precisa di cosa fossero stati realmente...
Varlam Šalamov, sopravvissuto a 17 anni di vita in questi lager sovietici nella profonda Siberia ( guardate dove si trova il fiume Kolyma e capirete ) parla dell'inferno freddo dei campi di lavoro attraverso racconti vissuti sulla propria pelle. Sentirete il freddo, lo percepirete, così come sentirete la intima speranza che mai ha abbandonato Šalamov in tutti quegli anni.
Un libro storico, vero, uno di quei libri che ti lascia dentro un segno, che fa riflettere sulla vita. Tanti personaggi e tante vicende si intrecciano in questi racconti che si leggono a volte anche con un po' di fatica visti i tanti nomi russi presenti, ma questo non rovina l'opera di Šalamov.
Un consiglio: andate su YouTube e ascoltate Roberto Saviano che parla del racconto "le protesi" (uno dei tanti episodi contenuti nel libro) in diretta da Fazio. Fatto questo copritevi bene e cominciate a leggere i Racconti della Kolyma.
Indicazioni utili
SOTTO LA CUPOLA A CHESTER'S MILL
Cosa potrebbe accadere se una città venisse a trovarsi improvvisamente in una palla di vetro?
Si una di quelle che i turisti portano a casa per ricordo e scuotono per far scendere la neve all'interno..
Con " The Dome ", King porta il lettore sotto la cupola che avvolge Chester's Mill, una cittadina del Maine. Da queste premesse nasce una storia di sopravvivenza e di potere, dal ritmo altalenante, ma dalle forti accelerate.
Buona caratterizzazione dei personaggi e azione che passa dal thriller all' horror.
Un bel libro da leggere trattenendo il fiato, con respiro amaro al termine, quando il finale potrebbe rivelarsi non all'altezza ma.. trattieni il fiato sei sotto la cupola!
Indicazioni utili
18 risultati - visualizzati 1 - 18 |