Opinione scritta da Estiquaatsi
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Una dura amicizia
Non ho ancora letto Furore (cosa che farò molto presto, appena smaltisco qualche libro che ho gia in "lista", anche se lo so, avrei dovuto leggerlo già molto tempo fa) che, a quanto tutti mi hanno detto, è il migliore di Steinback. Per quanto mi riguarda, Uomini e topi è sicuramente il più bel libro che abbia mai letto. Una storia di uomini comuni, nullità per quel tempo e quella società, il lettore viene trascinato al loro fianco, segue l'evolversi degli eventi, si affeziona al povero Lennie fino al tragico epilogo. Assieme alla storia e ai personaggi di rara profondità, si apprendono anche le condizioni di vita dei braccianti dei ranch americani dei primi del '900. Ma, in fondo, è la storia di un'amicizia e Steinback ci fa vedere un lato dell'amicizia che forse ancora non conoscevamo.
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Una storia indimenticabile
Un libro davvero bellissimo, una storia molto commovente e personaggi a cui è quasi difficile non voler bene. Per ripetermi, uno dei libri più commoventi che abbia mai letto, mi è piaciuto anche più de Il Cacciatore di Aquiloni. Oltre alla storia del romanzo, si ripercorre, quasi tenendo per mano le due protagoniste, la dolorosa storia dell'Afghanistan e di tutto il popolo afgano; il libro riesce a trasportarti in quel periodo, in quel mondo, riesce, forse, a farti provare ciò che probabilmente provavano gli afgani e in particolare le donne afgane. Dopo quasi la prima metà, che ho trovato leggermente noiosa, in cui vengono ben presentati i personaggi e il difficile contesto in cui si trovano, dalla seconda metà in poi è difficile staccare gli occhi dalle pagine; molto struggente, drammatico, appassionante. Un romanzo che, grazie alla sua scorrevolezza e capacità di smuovere l'animo e i sentimenti del lettore, lascia, letteramente, con il fiato sospeso. Consigliatissimo!
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C'è sempre tempo per due risate
Personalmente non condivido affatto i commenti precedenti: è vero che il libro in se non è un granchè se si parla di letteratura, ma credo che nei commenti precedenti sia stato valutato utilizzando un metro di giudizio sbagliato. Insomma è come valutare un film come Tre Uomini e una gamba adottando gli stessi canoni che si usano per film d'autore di Allen o Bergman. Il mio parere è che, come non si può parlare di "cinema" in senso artistico per i film di A,G e G, ma ugualmente vi fanno scompisciare dalle risate (anzi, precisamente solo Tre uomini e una game e Così e la vita, dopo di che stop), anche per Esco a fare due passi non si può parlare di Letteratura: ciò non toglie che leggendolo passarete un paio d'ore con una mano sulla pancia per le risate. Ovviamente se non avete più di 16, 17, 18 anni al massimo. Io lo lessi intorno a quegli anni, durante un volo di 12 ore Roma-New York, nel silenzio dell'aereo io non riuscivo a trattenere le risate.
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