Opinione scritta da marccorazz
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Passion
Ultimo giro.
Ecco le quattro protagoniste riunite tutte insieme nell'ultimo atto della saga.
Dopo l'episodio precedente, in cui la storia di Sara ha riempito ogni singola pagina, ora la struttura torna all'origine. Ma anche se nelle fasi iniziali tutte le nostre protagoniste hanno un ruolo simile, nel prosieguo è Luz che conquista il centro delle scene e stacca di netto le altre. Ma non si tratta di scavare nel suo passato, tutto accade nel presente. Lei, la passionale, viene travolta e stravolta da questo sentimento, incapace di reagire e agire con razionalità. Così finisce per travolgere anche chi la circonda.
Ma questo è anche il capitolo finale per Angelica. Anche in questo caso tutti i nodi arrivano al pettine ....... dell'eternità! !!!!!! E ora, lei che è stata in modo sottile il vero collante per le quattro vendicatrici, viene allo scoperto e le riunisce ancora un'ultima volta. Ma forse questa volta sarà per sempre. Ormai libere dal loro passato, dalle proprie ossessioni e dai loro tormenti, saranno forse capaci di prendere 'insieme' in mano le loro vite e finalmente viverle.
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Revenge
Eccoci al terzo episodio della serie. L'occhio di bue si sposta su un'altra protagonista e inizia il racconto di una nuova storia, un nuovo tormento interiore, una nuova protagonista da conoscere in profondità, un nuovo sentimento predominante: la vendetta.
Finalmente la storia di questo ex poliziotto (NOCS) che risponde al nome di Sara viene rivelata, passo passo, mentre insegue coloro che le hanno rubato l'infanzia.
Questa sua rincorsa, ricerca, sfida all'ignoto l'ha dapprima allontanata da tutto e da tutti, le riempie l'anima e non lascia spazio a niente altro. Nel tempo l'ha poi indurita e pian piano le consuma il cuore, la mente e le logora l'anima.
Questo sentimento è talmente forte e pieno che in questo racconto non c'è spazio per nessun'altro protagonista. Ma c'è un'unica direzione, un senso unico con divieto di inversione. Ma nel tunnel imboccato da Sara non c'è alcuna luce, nessuna fiammella ad illuminare l'uscita. All'uscita poi, c'è una oscurità opprimente, devastante e ACCECANTE.
Ma poi... ne sarà valsa la pena?
Arrivare fino in fondo è comunque sempre la cosa più giusta da fare, ma richiede tanto coraggio.
Avanti la prossima, a noi due Luz!
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The Dark Side of...
Non male!!!!
Un gruppo di poliziotti, a vario titolo, che si ritrova in un commissariato di recente luogo di uno scandalo di quelli che non passano inosservati e che marchiano a vita, si districa tra la routine quotidiana di un tale ambiente. Ma, di punto in bianco si ritrova alle prese con qualcosa di nuovo per tutti loro: il rapimento di un bambino, nipote di un vecchio ambbiente e noto costruttore della città. Se da subito il crimine appare al di fuori dei normali "canoni", con il procedere delle indagini le cose vanno sempre peggio. Su questo sfondo, l'autore inizia a delineare i profili di ciascun membro della squadra, tra profilo caratteriale, vicende personali e affettive. Non male.
Sicuramente ci sarebbe bisogno di maggiore spazio per conoscere i vari personaggi e.....speriamo che ci sarà nei prossimi scritti. Tuttavia alcune sfumature già si percepiscono bene e consentono di capire gli attori di questa storia, sia quelli stabili che quelli transitori.
Vediamo che succede da qui in poi.....!!!
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la Milano da...bere
Non avevo ancora letto nulla di questo scrittore e mi sono imbattuto per puro caso, in libreria, nel suo racconto giallo. Infatti si tratta di un racconto breve o breve racconto, in cui descrive una indagine, molto veloce, dell'ispettore Ferraro. Una indagine per omicidio in cui il nostro ispettore si ritrova per caso e malvolentieri. Data la brevità del racconto non posso dire altro!!!!!! Ma quello che posso dire è che di scontato non c'è nulla in questa indagine e che il finale, sebbene possa apparire improbabile......credo, visti i tempi che corrono e ciò che si sente tutti i giorni in TV in fatti di cronaca nera, non lo sia poi tanto.
Sicuramente, anche se in poche pagine, il carattere di Ferraro viene fuori bene, sì Comincia a delineare. Sarei curioso di approfondire........!
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c'è una luce in fondo al tunnel?
Questo libro è stato un viaggio nell'animo tormentato di un uomo che ha visto il burrone, ci è caduto dentro e che con le unghia, a fatica, sta cercando di uscirne. Ma ci riuscirà?
Forse una scrittura in punta di piedi, un po' timorosa, come qualcuno qui ha detto, ma sicuramente coinvolgente e angosciante allo stesso tempo.
Roberto, un maresciallo dei carabinieri, per anni ha fatto l'infiltrato nella malavita organizzata, e lo ha fatto bene, talmente bene che con il suo lavoro è riuscito a chiudere operazioni internazionali importanti, se non importantissime. Ma allo stesso tempo, in quel lavoro, in quell'ambiente si è perso, o forse no, si è ritrovato. Si, si è ritrovato a vivere una vita che non pensava di poter e voler vivere, si è ritrovato a "suo agio" in ciò che più o meno facilmente spesso corrompe l'animo umano, lo nutre e allo stesso tempo lo corrode fino a che non c'è più niente da dilaniare. Ma, ad un certo punto di questa sua avventura, ineluttabile arriva la resa dei conti che, come quasi sempre accade, è come una esplosione atomica che investe tutto e tutti e che dietro di se rischia di non lasciare che cenere e detriti.
Ma la vita sopravviverà come accade in natura, o sarà tutto perso? e se sì, a che prezzo e con quanta fatica? Per cui... c'è una luce in fondo al tunnel?
Buona lettura
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Non mi convince
Presentato come un romanzo fuori dagli schemi, un nuovo modo di narrare le vicende trite e ritrite di un killer professionista, un nuovo e inconsueto punto di vista........mi sono lasciato convincere e ne ho intrapreso la lettura, non senza aspettative.
Beh, Nella prima parte del romanzo vengono narrate alcune, poche, vicende che vedono protagonista il nostro killer, la preparazione delle missioni, la loro esecuzione e un po' della sua vita dissoluta, solitaria, senza legami e quasi al di fuori del mondo, quasi come un eremita. Quindi, niente di più di quanto già letto altrove. E' la tipica descrizione di un "professional killer" ?!?!?! Niente di più, niente di meno.
Nella seconda parte, dove ti aspetti qualcosa di innovativo, di inconsueto, di strabiliante, perchè no, che poi è quello che succede un po' in tutte le storie di questo tipo, cioè: il killer si innamora di una brava ragazza e tenta di uscire dal giro o, il killer si redime e tenta di uscire dal giro o, il killer si innamora del suo target e tenta di uscire dal giro.......... ad ogni modo, in genere, il killer finisce sempre con il cercare di cambiare vita e solitamente i finali sono: tenta una fuga estenuante e alla fine......viene ucciso, viene tradito dal proprio "amore" e venduto o, in fuga, diventa cacciatore e uccide i propri capi !
In questo caso cosa succede? beh, non posso certo svelare tutto! Quello che posso dire è che sicuramente questo romanzo offre un nuovo finale, inaspettato ma, sempre secondo me (come dico sempre: è solo la mia opinione e/o punto di vista) ........ non molto convincente, se vogliamo restare nel genere "Giallo/Thriller" e non vogliamo sconfinare in altri generi, che certo non rivelerò.
Quindi, come credo si sia capito, non mi convince !!!!! Ciò non toglie che sia un romanzo che si fa leggere in modo piacevole.
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...altri tempi....!
Mi sono imbattuto per caso in questo Giallo "d'altri tempi", la cui serie è in ristampa.
La serie, infatti, tratta le vicende/avventure del commissario dei servizi segreti francesi Sanantonio (irresistibile tombeur de femmes) alle prese con il crimine, ambientata in francia a ridosso della seconda guerra mondiale.
E' stato un po' strano leggere questo giallo!!! A partire dal linguaggio, sicuramente non comune e pieno di termini, almeno per me, non semplici con cui familiarizzare. Devo dire che è stato un po' come fare un salto in un'altra epoca (non so se riesco a spiegarmi). Per capirci, mi ha dato la stessa sensazione di quando, un mesetto fa, mi sono ritrovare per caso a guardare in tv una vecchia puntata di "Ellery Queen" !!!! Linguaggio un po' retrò, effetti speciali praticamente assenti, narrazione tipica di quel periodo televisivo, così come la trama, i colpi di scena, la conduzione dell'indagine, gli indizi e la scoperta dell'assasino. Quindi, nell'insieme......"altri tempi" !!!! Non per questo meno affascinate di molti gialli del nostro presente. Sicuramente Sanatonio è un tipo! Donnaiolo e con un linguaggio non sempre di mio gusto ma al contempo molto intelligente, ironico e a volte pungente.
Nel complesso quindi, un giallo breve ma godibile, dal gusto un po' retò !!!!
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Scabrosplatter
Libricino che si legge tutto d'un fiato e che tutto d'un fiato si perde....... nella mente !!!!!!
La storia, dopo un preambolo un po' caotico e non troppo chiaro, inizia a correre e di corsa riversa sul lettore una serie di storie, che riguardano le star di Hollywood degli anni 40-50, che riguardano vita privata, vizi e sesso. In un linguaggio crudo, duro e un po' volgare, le debolezze di Hollywood vengono servite, da Freddy Otash, di fretta e cariche di salse piccanti e pesanti, proprio come in un fast food. Freddy è un ex poliziotto corrotto e ricattatore che diventa la fonte principale della più importante rivista di gossip di L.A.
A parte la velocità di racconto e la quantità di perversioni, vizi e porcherie riguardanti le star hollywoodiane, quello che colpisce è che.......non si salva nessuno. Tutti corrotti nell'anima !!!!!! Bah, un po' pesantuccio.
Inoltre, sembra quasi di leggere una lista della spesa. Tutto raccontato senza spessore, senza un minimo di prospettiva e profondità, senza anima.
Epilogo ? beh, veloce, un po' confuso e caotico come il prologo !!
Delusione profonda. E pensare che JE è l'autore di un certo romanzo dal titolo "L.A. Confidential". Siamo distanti anni luce anzi, siamo proprio in un altro universo.
Delusione totale.
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Ev_oluzione
Se Kenia è raziocinio, Eva è senza ombra di dubbio "sentimento" !!!!!!
Più che una semplice seconda puntata o secondo capitolo, per me questo libro rappresenta più una prima evoluzione del capitolo precedente. E dico "prima" perchè, a questo punto, mi aspetto una ulteriore crescita con gli ultimi due episodi.
Eva è sicuramente molto diversa da Ksenia, e questo lo si era capito già nel primo episodio. E' stato molto interesante conoscerla meglio, tuffarsi e nuotare nel suo amore per Renzo, un autentico ciclone in grado di sconvolgere in modo drammatico la vita di tutte le donne che attraverano la sua miserabile vita. E proprio come un ciclone, nell'avvicinari ti cattura inesorabilmente, ti avvolge, non ti da scampo, poi ti illude di poterti dare serenità e felicità (calma apparente dell'occhio del ciclone) e poi invece finisce con il devastare tutto e tutti. E come dal nulla è emerso....così nel nulla velocemente svanisce, lasciando dietro di se solo macerie e dolore.
Ma Eva non è solo questo, non è solo una donna innamorata, tradita e sconfitta. E' comprensione, compassione, empatia, determinazione, e non è affatto una persona fragile come può sembrare.
C'è poi Melody, altra vittima di Renzo e testa matta del clan dei Mascherano, che si sente fuoriposto e su cui forse valeva la pena di scrivere un capitolo a parte. E' un personaggio che mi ha coinvolto in modo particolare.
Sullo sfondo, come nel primo capitolo, c'è il commissario Mattioli, anche lui in evoluzione e che impariamo a conoscere meglio. Nell'intorno ci sono sempre le altre protagoniste, passate e future, della serie, che continuano a crescere di intensità e continuano a creare questa sorta di famiglia allargata molto particolare.
In una nicchia, c'è ancora Angelica, queta figura enigmatica di donna molto malata e stanca ma che ha una voglia di vivere smisurata, una saggezza d'altri tempi e una forza d'animo sorprendente che.....varrebbe la pena di conoscere meglio.
In definitiva quindi, direi: evoluzione della specie !!!!
C'è solo un piccolo neo, o almeno una cosa che non ho gradito molto, ed è il "romanesco" che c'è in Eva. Nel mio immaginario non ce la vedo prorio a parlare in romanesco !!!!! Io continuo a immaginarmela sempre e comunque con un lessico impeccabile ed elegante che riflette la sua immagine. Mia cantonata ? può essare !!!!
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originale
Ho trovato questo romanzo di Roberta Gallego alquanto originale. Più che un vero e proprio giallo, incentrato su uno o più omicidi e la descrizione delle indagini condotte alla ricerca dell assassino(i) che solitamente si intrecciano con le vicende personali dei protagonisti, solitamente poliziotti, commissari o simili, tipici dello stile italiano del genere, questo romanzo è uno sguardo d'insieme sulla vita e i funzionari di una procura italiana. Certo, il tutto gira sempre attorno ad una indagine su di un omicidio e sulle vicende, in questo caso un sostituto procuratore, del protagonista che indaga sullo stesso. Però, il tutto è molto sfumato, se posso utilizzare questo termine, e inframezzato dalla descrizione di altri elementi della procura, del loro carattere e delle loro competenze professionali. L'intreccio che viene fuori delle indagini e la sua conclusione sono poi molto verosimile e anche attuali, che lasciano un amaro in bocca e anche.....un senso di sconfitta.
Molto interessante.
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tanta roba
Senza reintrodurre la trama o stralci di questa, vado subito al nocciolo della questione, dicendo che la lettura di questo libro è molto scorrevole, anche grazie alla sua organizzazione in capitoli brevi. Per quanto riguarda stile e contenuto, devo senz'altro dire che ho trovato questo romanzo sicuramente diverso dai gialli "italiani" letti sino ad ora, per cui, è uno stile senza dubbio più internazionale e molto americano, se vogliamo. Il contenuto: una squadra alla "criminal minds" con qualche tocco di "c.s.i." e/o "criminal intent", tutta italiana che indaga su di un serial killer molto "americano" (L'alatomista appunto), che si avvale, per questa indagine, dell'aiuto di una psicologa del luogo (la protagonista) con alle spalle una vicenda personale molto complicata e non del tutto risolta, con il suo peggior incubo (il dottore) che rientra prepotentemente nella sua vita. "TANTA ROBA", forse troppa. In più, lo psichiatra a capo della squadra è anche lui avvolto da un alone di mistero che riguarda il proprio passato (che mi ricorda molto Patrick Jane). Ancora, TANTA ROBA.
Sicuramente è un romanzo che sorprende, proprio perchè da un autore italiano non ti aspetti questo tipo di romanzo; è senza dubbio una lettura molto piacevole, con un finale a sorpresa abbastanza originale.
Comunque, per quanto riguarda il mio personalissimo gusto, se voglio leggere qualcosa di simile vado su autori americani o comunque stranieri. Da scrittori nostrani mi piace leggere romanzi con uno stile e contenuti diversi, appunto nostrani. Ciò non toglie che sia un esperimento ben riuscito e quindi un buon romanzo.
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mimetismo
Un giovane pubblicitario emigrato da Seattle nell’Upper East Side di New York, si ritrova intrappolato in un lavoro di telemarketing part-time, che non è il suo, e in una relazione con una giovane donna di cui, in fondo, non è innamorato, ma che continua consciamente o inconsciamente a manipolare, pur di coprire le sue bugie. Tutta la storia “crime” si riduce al racconto che il protagonista, Bill Moss, fa al lettore della propria insoddisfacente condizione lavorativa e di relazione con la sua donna, nella continua estenuante ricerca di un nuovo lavoro nella pubblicità, che lo assorba completamente come una volta e che lo renda un uomo completo.
Poi, quando ogni speranza, per il lettore, sembra persa……..qualcosa finalmente accade. Ad un passo dal licenziamento per l’ennesimo ritardo al lavoro, si ritrova promosso ad assistente del capo settore, un uomo detestabile, infimo e razzista, che non perde occasione per denigrare le persone di colore. Tutto sembra volgere al meglio. Un nuovo lavoro, un impegno a tempo pieno e tante cose da fare che lo assorbono completamente. Ma….non è proprio così! La fantasia ossessiva di un rapporto con una prostituta lo logora e gli fa perdere interesse sessuale per la propria compagna. Finalmente si decide a soddisfare la sua fantasia e lo fa, in modo molto intelligente, con una prostituta che batte proprio vicino il suo ufficio. Un genio direi. E qui comincia l’inizio della sua fine….!!!!!
Preferisco non andare oltre, altrimenti svelo anche quel poco di interessante che rimane nel libro. Comunque, Bill si caccia in guai enormi da cui ne uscirà in modo a dir poco originale!!!!!!
Peccato, veramente un peccato che tutto ciò che di movimentato offra questo testo sia relegato nelle ultime venti pagine. Sembra che per tutto il racconto ci si prepari a qualcosa che……viene poi liquidato frettolosamente in poche pagine. Questa situazione mi ha ricordato un po’ il film “the blair wich project”, in cui per tutta la durata del film ho continuato a ripetermi “ora succederà qualcosa, ora succederò qualcosa, ora DEVE succedere qualcosa”, e che alla fine qualcosa è successo………è finito il film !?!?!?!
Se non fosse stato definito un crime, forse sarei riuscito ad apprezzarlo almeno un po’. Almeno l’avrei visto e considerato sotto un altro aspetto, un altro punto di vista. Ma così…! Non si può definire un crime solo perché nelle ultime pagine si dirottano le vicende del protagonista verso una torbida storia criminale, dedicandovi poche pagine, pochi particolari e liquidandola con un finale a dir poco sorprendente. Il crime è ben altro secondo me. Questo è solo un caso di mimetismo letterario.
Che peccato !!!!
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..dormo o son desto ???
Cosa si può aggiungere a due eccellenti recensioni come le due precedenti........!!!!!! posso solo dire che le condivido in pieno e che hanno colto perfettamente nel segno, nel senso, nel significato e nel sentimento di questo primo episodio.
.......però......divorando le pagine di questo noir, a me è sembrato che oltre le quattro protagoniste che, una alla volta, in ogni episodio, saranno messe in primo piano, la vera protagonista sia in realtà Assunta. O è solo che a me ha colpito questo personaggio in modo particolare. Donna certamente malata dell'amore incestuoso per il fratello, ma con il tipico senso religioso dei mafiosi e co., che non le permette di consumare l'amore per il fratello, perchè questo è peccato, ma che non le impedisce di estorcere, ricattare, sodomizzare e uccidere. La morte del fratello la catapulta in un gioco forse più grande di lei, di cui deve ancora imparare bene le regole e soprattutto le mosse contromosse adatte. E questo le sarà fatale!!!!
Tutto ciò mi ha portato a riflettere sulla condizione umana di questi personaggi di spicco della malavita: potenti, con tanti soldi ma....irrimediabilmente soli, senza veri amici e senza nessuno su cui poter contare. Con la consapevolezza che c'è sempre qualcuno, a volte anche più di uno, che farà di tutto per prendere il loro posto. Condannati a guardarti le spalle sempre, spesso a vivere in solitudine e sempre in fuga. Pensano e vogliono far credere che coloro che li circondano li rispettano ma........non si tratta certo di rispetto. E' solo "PAURA" !!!!! E poi finisce quasi sempre che a fregarti è qualcuno che credi essere tuo amico.
Che vita di m........!!!!
Ora, vediamo cosa succede negli altri episodi.
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sorprendente carrisi
Che dire di questo libro, mi ha sicuramente spiazzato e sorpreso piacevolmente. Mi aspettavo qualcosa di nettamente diverso ma invece di essere deluso, mi ha lasciato stralunato (nel senso buono del termine, ammesso ce ne sia), stordito ma appagato.
Le tre domande che sono alla base del racconto sembrano a prima vista non poter avere nulla in comune, sembrano poter e dover appartenere a tre storie differenti, distanti tra loro e invece.....un nesso c'è. Ma raggiungere il nesso è come seguire le volute del fumo delle sigarette che vengono consumate dai due protagonisti: sfuggenti, imprevedibili, sottili e sorprendenti.
Come ha detto già qualcuno, un giallo senza assassino, io aggiungo un noir senza "noir", si tratta di un viaggio alla scoperta della vita.
Per concludere, questo libro mi ha fatto immaginare atmosfere, luoghi e paesaggi come ben pochi altri libri sono riusciti a fare.
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Naufragio nella solitudine
Deluso a metà dopo la conclusione di questa lettura o, volendo essere ottimista, soddisfatto a metà....!
L'idea risulta originale. Tutto ha inizio con uno strano ipotetico suicidio di un ex prete ritrovato nel tevere, o meglio, sembra un suicidio per tutti, tranne che per l'ispettore Buonamore, che non gode di molta stima e considerazione da parte dei colleghi e superiori. Da qui, sarà un susseguirsi di omicidi e altri strani suicidi; indagini in un ambiente fatto di personaggi naufragati nella propria solitudine, di cui si nutrono e usano a mo' di schermo, in una Roma appesantita dalla pioggia costante e inesorabile.
A rendere il tutto ancora più cupo è la situazione dell'ispettore Buonamore, un uomo caparbio nella sua indagine quanto arrendevole alla sua condizione affettiva.
Insomma, un mix da taglio delle vene.
Sebbene, come detto all'inizio, l'idea risulti originale e fuori dal comune, la trame si svolge un po' troppo lentamente (tipico dei film francesi) e con poco pathos o suspance. Solo nelle ultime 20 pagine si assiste ad una accelerazione che rende molto più interessante la lettura. Il finale (almeno per me) non è scontato e intuibile a priori, per cui è un vero peccato. Con un po' di verve in più sarebbe stato molto più godibile.
Comunque, una lettura consigliata, vista la novità tematica e architettonica del romanzo.
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...l'essenziale è invisibile agli occhi....
Ambientato in Lucania, la storia di un presunto suicidio di una ragazza per bene, studiosa, volenterosa e in cerca di lavoro, aggrappata con orgoglio alle proprie origine, per la quale partire non è un'opportunità ma una "fregatura", si intreccia con gli interessi delle lobby del petrolio, la malavita e la politica. Ad indagare su questo presunto suicidio è un magistrato, Imma Tatarani, una donna con il forte senso della legge, della responsabilità e del dovere, che, proprio per questo suo modo di essere, non è certo ben vista in Procura da colleghi, sottoposti e anche un po' dalle alte sfere. Ma......certo sa bene, quando non è aria, come far vedere i sorci verdi a chiunque.
In una indagine caparbia, quasi privata, in cui ben presto si accorge non potersi fidare di nessuno, tranne del suo Calogiuri, per il quale "sbanda".....a tratti. Oltre non vo'...!!!!!
Quella della Venezia è una scrittura a primo acchitto un po' complicata (almeno a me ha dato inizialmente questa sensazione); mi ci son volute alcune pagine per entrare nel suo ordine di idee e nei modi di narrare, di introdurre cose che apparentemente non c'entrano granché, ma dopo un po', sono riuscito ad assaporare appieno questo racconto e le riflessioni di Imma, schiette, dirette e molto divertenti. Imma è una donna tutta d'un pezzo ma.....pur sempre una donna, anche se a volte lo dimentica.
Molti temi sono toccati dalle pagine di questo libro, dall'inciucio politico all'omertà, dalle difficoltà di una regione non proprio ricca alla famiglia, e al duro lavoro di quei magistrati che sono realmente "ispirati" dalla legge e dal rispetto delle regole.
Buona lettura.
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never again
Che storia.....!!! così assurda, così imprevedibile, così strana che........è talmente reale da sembrare essere scritta su di un quotidiano piuttosto che nelle pagine in un libro.
Carlotto, come al solito, ti travolge con un fiume di parole, di emozioni, di pensieri e di emozioni che non ti lasciano scampo, non ti lasciano respirare o pensare. Con questo suo modo di raccontare "storie", descrive il vissuto di una donna della periferia di Torino, ormai vinta dalla vita, da questa vita piena di sacrifici, problemi insormontabili, crisi economica e di sentimenti. Una donna che lavora sodo per aiutare la famiglia, aiutare un marito vinto dalla vita ancor più di lei, che affoga nel vermut le sue pene. Una donna alle prese con una figlia ribelle (un po' come tutti i figli) che lei vorrebbe 'buttare' nel mondo della tv per assicurarle un futuro migliore del suo. Sconvolgente eppure così reale e radicato nel presente, questo modo di pensare.......!
E poi.....succede.
E come dice 'gracy', ascoltare 'il cielo in una stanza' non sarà più come prima.
A termine di questa breve lettura mi è rimasto un forte senso di angoscia, tristezza e forte sapore amaro in bocca. Un bicchiere di vermut ci starebbe proprio bene...........
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tra storia e finzione
Il "sostituto" commissario Serra, rifugiatosi in un piccolo borgo sull'Appennino tosco-emiliano (Case Rosse), per sfuggire, o meglio tentare di relegare nel profondo della propria anima quell'inspiegabile "danza", si ritrova presto a dover indagare, suo malgrado, su di un atroce triplice omicidio. Delitto atroce per le condizioni in cui sono state ridotte le vittime e ancor più perché una di queste è solo una bambina. Ben presto scoprirà sulla sua pelle che le radici ti tale crimine sono profondamente radicate nella storia di fine guerra, in cui si fronteggiavano partigiani e nazifascisti.
Pasini ci presenta un thriller moderno con radici nel nostro passato, molto spesso dimenticato. Non so se, come riportato in una recensione giornalistica, ".....è nata una stella..." ma sicuramente qualcosa brilla.
La lettura è piacevole, avvolgente e i personaggi sono tutti da scoprire. La storia offre uno spunto molto interessante sulla nostra storia recente che vale la pena di approfondire. A chi, come me, ha o ha avuto la fortuna di poter attingere a fonti che hanno vissuto, sulla propria pelle, quel periodo storico (i nostri nonni, per intenderci), consiglio vivamente di approfittarne per arricchire la propria conoscenza storica e per NON dimenticare chi siamo, da dove veniamo e soprattutto di ciò di cui siamo capaci, nel bene e nel male
Buona lettura.
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l'oscura immensità dell'animo umano
Questo libro è stato un pugno nello stomaco, ma uno di quelli belli forti, che arriva senza preavviso, ti toglie il respiro e ti lascia lì in sospeso a boccheggiare per un po', senza la forza di riprendere fiato....!!!
Carlotto in questo libro tinge di noire tematiche profonde e intense: redenzione, espiazione e sacrificio di un omicida e annientamento, alienazione, sconfitta e vendetta di una vittima a cui l'omicida, con il suo gesto, ha annientato la vita.
Una delle domande è: quella di un tribunale è una giustizia esaustiva per una vittima di tale reato ????
Inoltre, perché la vittima viene interpellata per la richiesta di grazia ??? ci potrà mai essere perdono ???
Non voglio andare oltre perché questo è un libro che va letto e assorbito fino all'ultima goccia di inchiostro. E poi....lasciare spazio alle emozioni e alle riflessioni che scatena.
Il mio primo pensiero alla fine della lettura (l'ho letteralmente divorato questo libro) è stato: l'animo umano è immensamente profondo e OSCURO.
Buona lettura.
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nell'era dei "saggi".......tre maestri !!!!
Tre stili a confronto, tre maestri dello stile "made in italy" a raccontarci tre punti di vista su di un medesimo argomento: la cocaina. Tre modi diversi di affrontare la tematica, ugualmente coinvolgenti, affascinanti e trascinanti, ognuno con il proprio stile inconfondibile e caratterizzante. Carlotto descrive la vicenda dell'ispettore Campagna, personaggio fuori dagli schemi e dal prototipo del poliziotto che, alle prese con travagli interiori, si trova a dover fare delle scelte poco piacevoli, pur di sgominare una banda di spacciatori. Carofiglio ci presenta invece una conversazione tra uno scrittore e una ex capo della narcotici che rimane, suo malgrado, vittima, per amore, del gioco che tenta di combattere. E' questo un dialogo nel perfetto stile dell'autore, pieno di atmosfere coinvolgenti e di sentimenti forti. Infine, nell'ultimo racconto irrompe lo stile di De Cataldo, con una storia avvincente tra ndrangheta, narcotraffico, insospettabili e lavoro della guardia di finanza, a descrivere un mondo sommerso ma così reale e potente con cui ogni giorno, magari a nostra insaputa, conviviamo.
Nel complesso, un libro molto bello, coinvolgente e affascinante che rapisce il lettore (me) e lo tiene avvinghiato nelle spire delle proprie trame dalla prima all'ultima pagina.
I "tre maestri" sono stati fedeli al loro stile e hanno confermato il loro talento (ammesso ce ne sia bisogno), nella loro diversità, genialità e "umanità". Io, come si è forse intuito, li ammiro e li amo sempre più.
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Magistrale
Un thriller italiano dallo stampo internazionale !!!!!
Sulla copertina di questo romanzo ho trovato scritto: ’Michele Giuttari è il principale scrittore italiano di polizieschi’ - the times - beh! Dopo aver letto questo romanzo……direi che è anche tra i migliori !
Un racconto avvincente, carico di suspance e di colpi di scena ma …….sicuramente non un’americanata !!!! l’intrigo mafia-potere è credibile, e come se è credibile, intricato, ben orchestrato e di sicuro effetto. La storia è costruita con una architettura complessa, sofisticata e magistrale. Si svolge su più piani che si intersecano e si scambiano di continuo il ‘primo piano’. Infatti, durante la lettura si ha la sensazione che non vi sia un solo classico protagonista me che si tratti quasi di storie diverse che si rincorrono, intrecciano e vadano nella stessa direzione.
Il tutto è così reale che durante la lettura mi prendeva una rabbia ……, talmente i fatti e le circostanze mi sembravano reali e simili a quanto faccia parte della nostra storia recente, se non presente. Non mi sembra il caso di sviscerare altro sulla trama perché questo è un libro che va letto (a mio avviso).
È sicuramente il primo thriller italiano che leggo di tale fattura e spessore.
A questo punto sono proprio curioso di leggere un altro libro di Giuttari
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Però!
Che dire... per un racconto breve... d'effetto!
Perché mai le opere di un promettente pittore pian piano scompaiono nel nulla senza lasciare alcuna traccia e senza un apparente perché? bel dilemma! Lo capirà presto il protagonista del racconto... sulla sua pelle, se così si può dire. Ingaggiato per restaura l'unica opera rimasta di Colasandri, il protagonista del racconto si troverà di fronte qualcosa di ambiguo, che lo spiazza e che... ma non si può dire di più senza svelare il mistero, visto che si tratta di un racconto breve.
Questo tipo di retroscena, o finale se volete, non me lo ero minimamente immaginato. Per cui mi ha piacevolmente sorpreso.
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più che un noire....uno splatter !
Sebbene non conoscessi l'autore, mi sono lasciato tentare sicuramente dal genere, dall'ambientazione e dalla firma italiana.
La lettura è stata sicuramente piacevole e scorrevole. L'inizio è senza dubbio ad effetto e si è spronati, nella lettura, dalla voglia di sapere cosa succederà al rampante e cinico banchiere, protagonista del romanzo, pieno di se, egoista e con tanta voglia di fare carriera, sbattuto in un paesino sperduto tra le montagne dell'appennino marchigiano, con non più di trecento anime e dall'aspetto cupo e sinistro. Gli eventi che accompagnano l'arrivo del protagonista a Castrognao, insieme a strane anomalie riscontrate dal banchiere sul lavoro e nella vita di questa strana comunità incuriosiscono non poco il lettore [almeno me !?!?!?!]
Tuttavia, quando si scatena l'inferno e le pentole vengono scoperchiate per arrivare al culmine della storia......non mi scatta lo splatter !!!!!!!!! Se fosse stato un romanzo di "oltre oceano" me lo sarei aspettato anzi, ci sarei rimasto male se non fossero andate così le cose ma......per il nostro stile......mi resta un po' difficile da digerire. Quindi.....mi aspettavo una conclusione con un po' meno sangue !!!! Ciò non toglie che sia un romanzo di ottima fattura e di assoluta godibilità. Però quel finale.........!!!!!!
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Esilarante
...che divertimento! scoprire in libreria che c'era un altro libro della Gazzola è stato un toccasana.
Che dire di questo racconto breve: non saprei dire se studiato a tavolino come detto da qualcuno ma comunque a me è piaciuto tanto. Forse perchè avendo già letto i due libri precedenti sapevo più o meno cosa aspettarmi (qualcosa di estremamente divertente, leggero e godibile).
La storia è comunque uno spasso! l'atmosfera di paese, i pettegolezzi, il web di chiacchiere e chiacchiericci di paese mi hanno riportato in dietro nel tempo e fatto riaffiorare tante cose del mio "paesello". Forse per questo mi sono subito appassionato alla nonna di Alice...
Scoprire poi come Alice sia arrivata alla medicina legale e vedere la comparsa degli abbozzi dei personaggi già conosciuti e ben delineati negli altri episodi (Yukino resta la mia preferita) o solo intravederne la presenza (parlo senza dubbio del "Supremo") mi è piaciuto molto e mi ha fatto apprezzare ancora di più la loro essenza, acquisita con la lettura dei libri successivi.
Quindi, è stato come aggiungere un tassello fondamentale di cui, almeno io, sentivo la mancava!
Aspettiamo la prossima puntata.
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la solitudine
Cultore e appassionato di generi completamente diversi, imbattermi in questo libro è stato come ricevere un pugno nello stomaco. Abituato a inseguire pensieri differenti, scomporre le idee per altri propositi, cercare altre tipologie di indizi e giungere a ben altre conclusioni........con questo libro/racconto mi sono ritrovato indifeso, nudo dalle mie certezze e le mie armi completamente inutili.
E' stato difficile capire, ammesso che ci sia riuscito !!!! E' stato difficile seguire, ammesso che invece non mi sia perso del tutto !!!! ma.....è stato piacevole. Certo non facile !!!!
Il dualismo o se preferite confronto tra cacciatore e preda è affascinante. Ma la vera questione è fose: chi è in realtà preda e chi cacciatore ????? Si potrebbe dire che i due protagonisti proprio per quello che sono si ritrovano ineviabilmente soli e in contrapposizione !!! Tutto molto bello ma in fondo c'è una domanda che risuona nella mia mente: il re dei camosci è quello che è proprio per quello che, suo malgrado e senza possibilità. Ma il cacciatore è pur sempre un uomo che, volente o nolente, ha sempre la possibilità di scegliere. Ma questa è forse un'altra storia e non c'entra nulla.
Sicuramente questo racconto mi ha stimolato ad inoltrarmi ancora un po' in questo mondo per me nuovo e inesplorato e che mi fa sentire un po' come Alice.
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favola o esercizio ?
Partendo dal presupposto che si tratta dela prima opera di questo autore che leggo, non posso dire alcunchè sulle aspettative o paragoni con la precedente produzione. Questo, forse, è anche un po' un vantaggio !?!?!?!
Di questo racconto breve, scorrevole e poco impegnativo, ho sicuramente apprezzato la capicità dell'autore di condurmi per mano nei luoghi da lui così ben descritti. ......e non è poco !!!!!
Per quanto riguarda la trama in se........mi è sembrato di leggere una cover della storia dei "Natali passati e futuri", in cui la parte dei Natali futuri in realtà è già parte della vita del protagonista.
Il messaggio "recondito" poi, mi è sembrato un po' troppo leggero e superficiale. Forse era prorpio lo scopo dell'autore ???? Tutto può essere. O forse sono solo io che non sono riuscito ad andare oltre la superficie !?!?! Tutto può essere.
Comunque nel complesso, vista la lunghezza del racconto ed il prezzo (anche questo ha un peso secondo me) ..... direi non male.
Sicuramente mi ha incuriosito e leggerò altro di questo autore!
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cavallo che vince......
.....non si cambia !!!!! E' proprio vero, per me la Gazzola è stata proprio una piacevole scoperta. Già ammaliato dall'Allieva, ho letto con ingordigia questo secondo episodio (e dico secondo perchè credo ce ne saranno altri, anche in realtà dovrei dire terzo, dal momento che ho appena scoperto che in realtà l'Allieva non è il primo episodio ma piuttosto già un secondo !?!?!?!) !!! Più che un vero e proprio thriller si tratta di una commedy mascherata o, forse meglio, che si svolge sulla trama di un giallo. Non avendo la pretesa di un romanzo impegnato o thriller mozzafiato dalla trama contorta e complicata, si legge gradevolmente e si ride tantissimo (almeno io.......mi sono "sgnasciato"). Come detto per il primo libro, Alice mi sembra un mix ben riuscito tra Bridget Jones, Jordan e c'è anche qualcosa di "Grey's Anatomy". Poi, forse come in pochi altri libri di questo genere che ho letto, i personaggi che circondano Alice non sembrano secondari, anzi.......hanno una loro consistenza ben precisa e sono fondamentali per la riuscita e il senso in ogni punto della trama. Mi spiace che Yuchino sia tornata in Giappone, dato che ha confermato quanto detto in precedenza :".....è proprio giapponese...!!!". Ma Ichi è già entrato prepotentemente nel cuore della storia e già lo adoro. Mentre leggevo le ultime pagine me lo immaginavo acciambellato accanto a me sul divano, con il suo muso poggiato sulle mie gambe !?!?!
Ci sarebbero tante altre cose da dire ma.......a me i commenti kilometrici non piace leggerli per cui evito di scriverne !?!?!?!
Nel complesso quindi direi, e credo si sia capito, che questo secondo episodio mi è piaciuto molto e lo consiglio.
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c'è qualcosa che...
Devo dire che ho letto questo libro con piacere ma purtroppo... una volta terminato ho avuto una strana sensazione che ha pregiudicato il giudizio finale (o meglio, quello che penso, non mi permetto di giudicare!?!). Andiamo per ordine: l'idea in sè e la collocazione storica mi sono piaciute, così come la location (se così si può dire). L'idea di un manicomio nei pressi di Genova, con una storia che si snoda durante la seconda guerra mondiale le ho gradite, così come l'idea del protagonista, un agente delle SS che vi si rifugia, in preda ad un "risveglio" morale. Anche se, devo dire, i contorni del protagonista sono alquanto nebulosi e poco chiari. Forse qualche dettaglio in più avrebbe giovato alla storia. Il breve ritratto dei retroscena del periodo storico a livello di come un certo tipo di potere veniva esercitato e della precarietà della vita sotto i bombardamenti da parte degli alleati sono sicuramente suggestivi. L'intrigo della trama è apprezzabile e l'identità dell'assassino risulta (almeno per me) oscuro fino alle ultime pagine come il ruolo/senso della paziente n.9 stessa. Solo che... una volta svelata... l'identità dell'assassino mi è risulatata poco credibile!! Peccato. E' questo, molto, probabilmente ciò che mi lascia perplesso e che non mi ha fatto giudicare in modo del tutto positivo questo libro.
Ma comunque, come dico sempre, questa è solo la mia idea a proposito di un libro!
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Caro Commissario.....
Caro Commissario, così va la vita, oggi si vince e domani........!!!!!!
Dal primo libro della serie, il carattere del commissario emerge sempre più delineato, asciutto e preciso. Uomo di mezza età solitario, segnato dalla guerra, comprensivo e soprattutto dal carattere umano. A volte mi è sembrato rassegnato, piegato dalla vita ma in realtà emerge un uomo integro, consapevole e realista, che si indigna con la natura umana tipica della nostra italietta, specialmodo con la borghesia del dopoguerra cinica, indolente e meschina.
Il truce omicidio di un ragazzino fa da filo conduttore della storia, che si svolge durante l'alluvione di Firenze. I personaggi già incontrati negli episodi precedenti (Dante, Rosa, Piras, Diotivede, il mitico Botta e alti) fanno capolino anche stavolta ma, come in precedenza, Bordelli assorbe e concentra tutta l'attenzione su di se. Il caso sembra senza speranza e quando sta per essere archiviato, ecco l'indizio o colpo di fortuna giusto. Ma, quando si ha l'impressione della svolta decisiva......ecco la cinica mazzata che la vita spesso ti riserva. Bel finale, amaro, duro, disarmante ma REALISTICO !!!!!
Ciao Commissario, è stato un piacere e......cerca di goderti un po' di riposo e cerca di capire che la donna che stai cercando così disperatamente ....... è forse già li accanto a te, da lungo tempo !?!?!?!
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Uomo d’altri tempi…..!!!!
Sicuramente non si tratta di un thriller carico di suspance, incalzante e carico di mistero ma……. ha un suo perché, e come se ce l’ha!!! È piuttosto un romanzo incentrato sul protagonista (per l'appunto il commissario Bordelli) e in cui pochi altri attori fanno capolino, fatta eccezione per il suo prode sardo Piras, come il più fedele Watson o Sancho Panza, tutto incentrato nel descrivere un piccolo squarcio della vita del protagonista (lungo quanto una indagine per omicidio), la sua solitudine di uomo di mezza età, le sue aspirazioni (ormai ridotte all’osso), i suoi rimpianti, la sua insonnia, i suoi ricordi della guerra e il suo debole per le belle donne. Il pretesto, o filo conduttore, della storia???? un omicidio camuffato goffamente da suicidio, in apparenza senza ovvio movente e senza veri sospettabili. Altro tema centrale e ricorrente della storia è il caldo afoso di una torrida estate fiorentina.
Risultato: un romanzo/giallo godibilissimo e rilassante. Sembra quasi un eufemismo visto che si tratta di un giallo, ma per me è stato così. Il commissario ???…..un uomo d’altri tempi.
Caro commissario, alla fine del libro mi sembra di conoscerla un po’ e non mancherò certo di approfondire questa nostra conoscenza approfittando del seguito delle sue vicende, tra le pagine dei racconti successivi. A presto.
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mix azzeccato
Sicuramente divertente, piacevole e scorrevole. Durante la lettura ho avuto la sensazione che Alice incarnasse un mix tra Bridget Jones (visto tutto quello che le accade, la goffaggine e le figuracce che accumula in maniera esponenziale), Jordan (l'anatomopatologa/investigatrice del telefilm "crossing jordan", più investigatrice che medico) e.......un po' di grace anatomy (per quanto riguarda il lato più sentimentale/romantico, un po' catastrofico delle relazioni interpersonali/amorose)!!!!! Il mix però, a mio dire, è ben riuscito. Il tutto è molto divertente (il che non guasta mai) e mi ha appassionato dalla prima all'ultima pagina.
La trama è intrigante e si regge bene senza forzature e/o strappi.
Il finale poi.......non è per nulla scontato o, passatemi il termine, "americanizzato". Quindi: brava Alessia.
Sicuramente approfondirò la conoscenza di Alice andandomi a gustare il secondo episodio, sperando di non rimanere deluso dopo un così bel esordio.
PS: Yukino è troppo divertente. "E' proprio giapponese". Spero di ritrovarla nel secondo episodio e che.....le sia dato più spazio.
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Però...!
Tra tutti i thriller di autori scandinavi (post Larsson) che ho letto, questo non mi è dispiaciuto. L'idea di partenza, di immergersi nella psiche umana attraverso l'ipnosi di gruppo di pazienti alle prese con traumi psicologici, non è male. Anche il proseguio della storia, in cui le vicende del protagonista si legano a filo doppio con il suo lavoro di ipnotista e con quello dei suoi pazienti non è male. Il salto temporale nel passato del protagonista, a metà del libro, usato per spiegare parte della storia e per colmare alcuni vuoti lasciati volutamente all'inizio, fanno da ottimo collante per il seguito del racconto. Il finale poi è sicuramente apprezzabile.
Del finale ho sicuramente apprezzato come l'autore descriva in parte e lasci intendere quanto le vicende occorse ai protagonisti li abbia segnati e quanta strada dovranno percorrere per poter riacquistare, se possibile, una certa serenità. Non c'è quindi il "..e vissero felici e contenti.." che generalmente, al termine di un libro di questo genere, lascia l'amaro in bocca, almeno a me !!!!
Nel complesso quindi......non male.
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da Dan Brown a Dan Brown
Comincerei con il dire che l'opinione che il lettore si può fare del libro dipende molto, secondo me, da un fattore: "si è già letto libri dell'autore???" e....."quali????". Cercando di analizzare la questione in modo conciso, mi viene da riconoscere che il libro in se non è male; il filo conduttore (la massoneria e i codici) è credibile e interessante, i personaggi si muovono nel loro ambiente in modo disinvolto e lineare, c'è una suspance che parte dalle prime pagine e tiene il lettore ancorato al libro. (Per il finale...il discorso è un po' diverso e vanno fatte delle considerazioni). Per cui, in definitiva, il libro è godibile e appassionante. Ma.....se si legge questo libro dopo il Codice Da Vinci e/o Angeli e Demoni.....il discorso cambia di molto. Infatti, il giudizio può cambiare radicalmente riscontrando ripetitività di situazioni, scenari e azioni.
Tornando per un attimo al finale....... la solita americanata alla Angeli e Demoni, per capirci.
Alla luce di tutto ciò direi che sicuramente questo è lo stile di Dan Brown anche se da un autore mi aspetto comunque la capacità di creare cose diverse seppur mantenedo una linea di continuità nello stile.
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- sì
- no
Ancora Bah !?!?!
Che delusione. Tanto rumore per nulla.
Lento, piatto, troppo favolistico e soporifero. Il solito messagio new age da guru della montagna sperduta. Mi sembrava l'inizio di una vecchia puntata di star trek (prima serie, con effetti speciali del periodo, ma trasmessa oggi), in cui il comandante kirk, spock e il dottore, si teletrasportano su di un pianeta sconosciuto dove le persone, dalle fattezze sorprendentemente umane, possiedono capacità intellettive superiori, telepatia e tutto il resto. Però...manca tutto il resto della storia, che rende la trama interessante e con uno scopo.
Delusione totale
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Interessante
La scelta di darmi alla lettura di thriller di scrittori italiani devo dire che sta dando i sui frutti. Non conoscevo questo scrittore e dirò che sicuramente leggerò altri suoi libri.
La lettura è scorrevole, avvincente e il libro si legge quasi d'un fiato. La trama, un thriller che sconfina nel mondo dell'esoterico e del mistico è sicuramente accattivante, con protagonista un giornalista che oserei definire d'altri tempi. La sua indagine si mescolerà presto alla sua vicenda umana e le sue convinzioni, che pensava ormai ben radicate, iniziano a vacillare. Sicuramente pone un riflettore su di una tematica che forse tutti, o tanti di noi, tendiamo a sottovalutare e considerare lontana da noi ma, come si rede presto conto il protagonista.......è poi così vero ????
Buona lettura
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non così male
Non sono del tutto d'accordo con i giudizi negativi espressi su questo libro. A me è piaciuto e non l'ho trovato lento e noioso, anzi...! Sicuramente le nozioni storiche rallentano un po' la trama, ma io le ho trovate interessanti, non nozionistiche e mi hanno aiutato a ricordare e approfondire un periodo storico per me molto intrigante e pieno di mistero. Le parti più di azione hanno compensato il rellentamento dovuto al racconto storico.
Per chi poi se l'è presa per la raffigurazione podo edificante di Napoli........si tratta pur sempre di un romanzo, non si può certo giudicare un libro da ciò e.......d'altra parte Napoli e il resto d'Italia non è che all'estero siano visti con parere tanto favorevole !!!!
Comunque, questa è solo la mia opinione.
che noia
E dire che volevo leggere un thriller appassionante, impetuoso e avvincente invece......mi sono ritrovato a leggere un romanzo 'rosa' immesro in uno pseudo intrigo internazionale di una lentezza allucinante !!!!
Sembrava quasi di vedere la soap "Beautiful". Anche se ti sei perso 2000 puntate......ti accorgi che non è cambiato assolutamente nulla !!!!!!!!!
Che delusione, almeno come thriller. Se invece lo vogliamo guardare da un altro punto di vista beh....le cose cambiano. I personaggi sono ben caratterizzati e delineati. Cioè, da questo punto di vista...certamente un romanzo ben fatto. Però non chiamatelo thriller !!!!!!!!!!!!
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una sorpresa
...sulla trama non aggiungo altro, dal momento che è stata sapientemente esposta da chi mi ha preceduto in questo mio commento. Premesso che è il mio primo libro di Deavers, devo ammettere che si tratta di thriller di alta qualità ! E' sicuramente un gradino sopra la media, molto jntrigante e appassionante. L'unico neo, a mio modesto parere, è rappresentato dai troppi colpi di scena che, se da un lato redono la trama incerta sino alla fine, dall'altro la rendono poco un po' troppo surreale.
Inoltre, sicuramente una nota di merito va anche alla traduttrice, Valentina Ricci. Infatti, penso che se un libro non italiano resta gradevole e scorrevole da legere, sicuramente il grosso del merito va all'autore ma certamente grande merito va riconosciuto anche a chi traduce e adatta l'opera nella notra lingua.
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..sarà, ma a me non dispiace
Sarà stata una mera operazione commerciale (non credo, visto che entrambi gli scrittori non ne hanno alcun bisogno), sarà pure una storiellina ina ina come qualcuno l'ha definita, sarà anche un racconto più che un romanzo ma.....a me è piaciuto.
Acquistandolo (e poi leggendolo) ho pensato più che altro a un esperimento, un primo contatto tra questi due mostri sacri, un piacevole diversivo.
Secondo me va preso per quello che è, senza aspettarsi nulla di trascendentale, complesso e corposo. Non sarà e non diventerà un best seller ma non credo abbia queste pretese !?!?!?!
L'espediente della forma "epistolare" (nell'era dell'high tech) per evitare intercettazioni poi....l'ho trovata molto interessante.
Speriamo che a questo primo contatto, a questo assaggio, ci sia un seguito più corposo e articolato.
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aria di casa
Ho comprato questo libro perchè mi avevano detto che era ambientato in luoghi a me familiari, per cui ero curioso, molto curioso !!!! E poi.....è del mio genere preferito!
L'ho trovato scorrevole, piacevole, con personaggi ben caratterizzati (pochi ma buoni, come si suol dire). Tuttavia, forse forviato dall'ambientazione, come detto posti che più o meno conosco e di cui conosco la vita....., mi è stato un po' difficile da immaginare. A tratti, la descrizione dei personaggi, il loro stile di vita e le loro vicissitudini mi sono sembrate un po'....in stile americano.... Non è una critica, è solo che se si fosse trattato di un thriller americano non avrei avuto nulla da dire ma in quie posti in Abruzzo......un po' stride. Ma, torno a ripetere, probabilmente è solo un fatto personale.
La storia percorre in modo abbastanza lineare salvo una improvvisa accelerazione nel finale un po'....splatter.
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Bah
Le premesse erano intriganti, per cui mi aspettavo tanto.
Sicuramente piacevole lettura e buon approfondimento storico, ma... definirlo giallo mi sembra un po' troppo pretenzioso.
Interessante il continuo passaggio da un periodo storico all'altro e soprattutto "efficace" nel mantenere alta la concentrazione del lettore, altrimenti sonnecchiante.
Mi aspettavo molto di più anche se capisco bene che trattandosi di romanzo che si basa su fatti storici sia difficile incastonarci eventi di fantasia di un certo rilievo.
Peccato.
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