Opinione scritta da polenta violenta
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Impossibile da dimenticare
E finalmente dopo anni di pubblicazioni ottime è il momento del capolavoro assoluto!
Zerocalcare, ormai uno dei nomi più grandi e conosciuti del fumetto italiano piazza con "Dimentica il mio nome" il suo masterpiece: il lavoro con il quale ci si confronterà in futuro e che diventerà il termine di paragone anche per Zerocalcare stesso. Purtroppo per lui sarà difficile d'ora in poi sfuggire al costante paragone con quest' opera e francamente mi suona difficile che lo stesso autore riuscirà mai a bissare questo lavoro.
D' altro canto, lo aveva scritto lui stesso sul suo blog "in questo libro ci ho biuttato un bel pezzo di cuore mio" e si vede.
La storia si basa su di un flashback che ripercorre la storia della sua famiglia, in particolare della nonna e della madre, non starò tuttavia qui a farvi il riassunto in quanto non la vedo una cosa utile. Ciò che colpisce è quanto ognuno di noi in questa storia ci può vedere tanto (ma veramente tanto) della propria vita, è incredibile quanto io personalmente abbia rivissuto in queste tavole esperienze, pensieri e sensazioni che Zerocalcare descrive con metafore e disegni stupendi.
è inoltre strano vedere un progressivo distacco di Calcare dal citazionismo sfrenato delle pubblicazioni nel blog o dei precedenti libri, certo ci sono ancora i cavalieri dello Zodiaco, Leonida e altre citazioni sparse, ma rispetto al passato sono sempre meno e rendono il libro più maturo ed accessibile anche a chi non è cresciuto con certi "dogmi", magari ne perde nel senso della risata pura (di cui è comunque infarcito il suo blog, quindi accontentiamoci) ma non era questa la ratio del libro. il libro doveva far pensare, e lo fa; doveva commuovere, e lo fa; doveva dimostrare la crescita dell' artista, e lo fa, consacrandolo insieme a tutti i grandi del fumetto italiano e non solo.
Complimenti sentitissimi ad un autore che non la smette mai di sorprendermi.
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plagio
come disse il critico culinario cattivo del film Disney Ratotouille "Le recensioni negative sono uno spasso da leggere e da scrivere". Quello che purtroppo si dimentica il personaggio in questione è che bisogna aver qualcosa di cui scrivere: in questo caso è stata la tortura di questo Hunger Games.
Non voglio cominciare a parlare di come questo libro è colmo di plagi giustificati in maniera patetica, ma vorrei aggingere che si può essere perdonati o addirittura osannati anche senza inventare nulla o senza essere originali. Gli AC\DC ad esempio sono delle leggende anche se non hanno mai fatto niente di innovativo. Quindi se questa scrittrice voleva rubare delle idee, farle sue e farci su bei soldoni, almeno aggiunga qualcosa invece di togliere. Qui insomma non cè niente: non ci sono spunti di riflessione, i personaggi sono tutti completamente insignificanti, lo stile è sempliciotto e noisissimo tanto che se si perde il segno e si ricomincia a leggere mezza pagina dopo è difficle accorgersene. Katniss (cito qui il sindaco Peppone: Ke t niss un kenker!) è a dir poco irritante poi in quanto i suoi pensieri si riducono a: Chissà cosa sta facendo mia sorella, chissà cosa sta pensando Gale, sono affamatissima. Come fa poi ad essere costantemente affamata visto che uccide sufficienti animali da riempire la foresta amazzonica è un mistero. Vogliamo poi parlare della descrizione di questa dittatura? Noi oggi ad esempio facciamo casino se la nostra squadra del cuore perde in casa, loro però accettano di far uccidere 12enni? Le riflessioni "filosofiche" su questa dittatura si riducano a: loro sono cattivi, noi siamo buoni, che tristezza, che fame.... non ho parole! Niente dialoghi, niente pensieri di un certo livello, personaggi insignificanti, trama scontata e scoppiazzata.
Meno male che in soffitta ho ritrovato la mia collezione di Cattivik, così se anche a qualcuno saltasse in mente l'idea di regalarmi il secondo capitolo (dove tiferò, ahimè invano, per Capitol City) avrò qualcosa di meglio da fare.
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Promossissimo
è il primo ,e finora, unico libro che ho letto di questo autore e per una volta in vita mia mi ritengo più che soddisfatto (sono molto esigente e molte volte sono rimasto deluso da premesse eccessive). Quando leggo estratti di recensioni positive sul retro delle copertine spesso mi arrabbio con i giornalisti che le hanno scritte, ma stavolta proprio non è così.
Koontz riprende un classico della letteratura, quello del doppio/sosia, adattandolo su un thriller carico di tensione con uno stile sublime.
La storia è quella classica dei thriller e si può riassumere in poche parole: c'è un buono, un cattivo vuole fare del male al buono, pian piano si scopre perchè il cattivo è cattivo fino allo scontro finale tra i due. Niente di eccezionale vero? Quante volte abbiamo letto libri con una storia bella ma che non lasciava niente alla fine? Ecco, qui è diverso perchè Koontz arricchisce il tutto con varie riflessioni su società; politica; letteratura; cinema; famiglia. Aggiunge metafore, similitudini e descrizioni di gran classe; crea un'atmosfera credibile e surreale allo stesso tempo. Insomma è il contorno a rendere questo thriller bellissimo e piacevole alla lettura, forse a volte ciò rallenta il ritmo ma è un dazio che bisogna pagare.
Insomma per finire si tratta di un bel giallo che scavalca i confini del genere con colpi di classe che piaceranno a tutti i generi di lettori.
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ancora no
E' la prima reazione alla fine che spiega quanto un libro, un film, un album ci sono piaciuti. Quando qualcosa di bello finisce, in genere si rimane silenziosi per circa un minuto sospesi in uno stato a metà tra il mondo materiale e quello immaginario, quello narrato nel libro, suonato nella canzone, mostrato nel film. La sensazione agrodolce di questo momento è una delle più belle esperienze che esistano e quando qualcosa non la fa scaturire allora c'è qualcosa che non è piaciuto.
Cos'è che non è piaciuto (a me personalmente sia chiaro) ne "Il Marchio del Diavolo"?
Innanzitutto, vi dico che si tratta del classico libro nello stile di Glenn Cooper: veloce, scorrevole e anche piacevole. Mischia con discreto mestiere un romanzo d'azione, divagazioni storiche reali e di fantasia e aggiunge quel pizzico di esoterico che piace a tutti.
E fin qui ci siamo, ma se il momento di trance io non l'ho avuto ci deve essere un perchè. Innanzitutto il difetto di fondo: la protagonista è una suora! Cioè va bene tutto, ma una suora innanzitutto toglie un pò di appeal al personaggio (anche se è uno stereotipo preferisco il classico sbirro solitario che gioca secondo le sue regole), lo castra, non gli da quel qualcosa che lo renda vicino a noi o che ce lo renda un pò più simpatico. C'è solo questa suora che non fa altro che lamentarsi, pregare e desiderare di tornare al proprio convento....
Altro difetto da non sottovalutare: per essere un romanzo di azione-thriller le scene di tensione sono pochissime e concentrate tutte nel finale. Quelle che ci sono non sono neanche riuscite tanto bene. Dan Brown, Tom Knox e il primo Maxime Chattam sono ancora di un livello irraggiungibile per Glenn Cooper.
La storia di per se è fin troppo semplice, come lo è lo stile. Va bene, questo favorisce una lettura più scorrevole; ma qualche colpo di poesia come una similitudine su un panorama o una metafora su un'emozione sono quelle cose che distinguono un buon scrittore da un grande scrittore. Parafrasando una celebre canzone di Cocciante, questo libro è bello senz'anima. Piacevole da leggere, una bella distrazione durante un viaggio in treno, una bella alternativa alla televisione ma niente più.
Forse cooper dovrebbe tornare a fare lo sceneggiatore, se la cava di sicuro molto meglio.
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cinepanettone
Paragonare Villaggio a uno scrittore quantomeno decente è come paragonare i film di Boldi a quelli di Spielberg.
La volgarità di Villaggio è di un odiositàimmensa e spesso e volentieri supera il limite consentito. Intendiamoci: io come tanti maschi adoro le battute sporche su scorregge e rutti; non ci trovo niente di male ne niente di scabroso, ma cè un limite!
Villaggio prende dei personaggi storici cercando di "umanizzarli"; questo potrebbe anche essere un bel intento, ma ciò che ne viene fuori è un accozaglia di schifezze. Una dopo l altra e ancora e ancora. Il punto è che non ne viene fuori niente di divertente, ne viene fuori invece una paella insipida con pezzi di fatti storici, parodie di personaggi illustri e battute su testicoli.
Come già detto io non sono uno che si scandalizza alla lettura della volgarità e anzi vi dico che sono un grande fan della spazzatura cinematografica che ci propinano a Natale (alla fine quei film non piacciono a nessuno ma tutti li vanno a guardare), ma questo è veramente troppo: lettura sgradevole, insulsa: Zero in pagella!
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veramente un grande
Ormai tutti conosciamo Travaglio, tutti lo abbiamo ascoltato ad Annozero e tutti ne conosciamo le grandi doti di oratore.
I temi trattati sono molteplici: Parmalat; Mills; Calciopoli e tanta altra roba. Il tutto intriso della solita ironia per la quale conosciamo Travaglio: battute acide e tempestive!
Alcuni argomenti ormai forse possono sembrare obsoleti ma molti non lo sono e un aprofondimento ci sta sempre!
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l arte non fine a se stessa
io sono sempre dell idea che quando si crea un opera un opera d arte questa debba rimanere nella sua dimensione.
Cioè sono pochi i casi di grandi libri divenuti grandi film (o almeno i libri originali esprimono molto di più) e viceversa, sono pochi i film divenuti grandi videogiochi e ancora non esistono grandi videogiochi divenuti grandi libri.
Questo che state leggendo è il resoconto di un patetico tentativo di commerciallizzare il più popolare videogioco del momento in qualcosa di più. La Ubisoft (casa creatrice di Assassins Creed) avendo capito la forza della propria creatura, sta cercando di raccogliere più soldi possibili da essa: esistono già miriadi di gadget idioti con protagonista Ezio Auditore e questo libro è uno di essi.
Io sono uno di quelli che il gioco lo ha finito, ci si è appassionato, ci ha speso ore per completarlo come si deve e questa commercializzazione è odiosa!
Questa "cosa" è come il film dei Simpson, che dura 50 minuti (due puntate) ma fa pagare il biglietto per dare al publico un bel niente.
Si tratta di un pseudo action storico basato sui personaggi del videogioco blando e noioso.
Insomma se siete amanti del videogame tenetevi quello, altrimenti evitate come la peste!
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con un certo ritardo...
su Saviano sono stati versati fiumi e fiumi di inchiostro e ormai e difficile trovare qualcosa che non sia già stato detto. Quindi mi atterrò al copione.
Le storie raccontate dal grande Roberto sono colme di un umanità incredibile, Saviano non si limita a raccontare fatti ma ce li fa vivere. E badate che non sto esagerando: quandoci troviamo davanti a una storia raccontata da lui sembra che sia raccontata da un profeta e quando vuole esporre meri fatti li fa capire meglio del migliore professore universitario. Cio si era già visto con Gomorra ma questa è una conferma.
Non ci sono veramente più parole per descriverlo....
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le banalità di settembre
Ok, sarò scottennato, ma non vado pazzo per l autore in questione.
Ammetto comunque che questo libro mi è piaciucchiato. Ma allora perchè lo hai chiamto le banalità di Settembre? Vi chiederete voi.
Perchè per quanto il libro sia piacevole, coinvolgente e a tratti entusiasmante, la storia è prevedibile a partire dai primi capitoli! Anche i personaggi non hanno sto gran spessore e appaiono prevedibili e scontati anche se non antipatici.
L ambientazione è carina, ovviamente non originalissima, ma carina. Forse è la vera arma in più di questo libro.
Conclusione: piacevole, carino ma certo nulla di innovativo (anche perchè uscito con anni di ritardo)
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non imparo mai
Qualche tempo fa scrissi un altra recensione della stessa autrice.
La stroncai con una ferocia unica.
All inizio di questo libro pensavo di chiedere scusa, pensavo di ricredermi e avevo immaginato una recensione piena di belle parole e citazioni famose. Immaginavo dicominciare la recensione definendo Orrore Sull Isola come un thriller travestito da favola osura. E poi, poi ho finito il libro...
Sulla copertina ci sono due estratti di recensioni favorevoli: una dice che l autrice ha una capacità ineguagliata di reccontare storie che gelano il sangue; e l altra dice che soddisfa i fan più esigenti del genere.
Io sono esigente e di sicuro non sono soddisfatto. Innanzitutto le scene di tensione sono pochissime e solo all inizio. i personaggi anche stavolta sono insulsi (forse a parte Dove). La storia prende all inizio ma poi si rivela una noia immensa. Il finale è di una piattezza e scontatume immenso.
Come la volta precedente sono costretto a stroncare questa pseudo-scrittrice, che a volteha anche degli spunti carini ma niente di più, insomma da evitare assolutamente
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il solito preston e child
a chi ama questo grandissimo duo, a chi ama Rex Stout e il suo Nero Wolfe, a chi in genere ama i gialli in stile classico questo libro non può sfuggire (come appunto gli altri del duo).
Innanzitutto bisogna fare un elogio al personaggio di Pendergat, che sarà anche inverosimile, stereotipato e pomposo; ma alla fine piace! Piace veramente tanto! Esattamente come tutti i personaggi che lo circondano e anche il cattivo Diogenes non è il solito criminale stupidotto e ingenuo: è un vero cattivo!
Certo, forse è meglio cominciare con qualche romanzo precedente dei due, ma se in biblioteca incorrete in questo: Non esitate!
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come disse homer
una volta Homer Simpson disse la seguente frase: "Quelli sono jeans di contraffazione? Ma non pensate alle vittime? a Kelvin Clein, Levis e tutti gli altri. è gente che ha visto un mercato sovraffolato e ha detto: Anch io!!!".
Ecco questo tizio, questo John Stevens (e già la banalità del nome dice tutto) ha detto la stessa cosa. Ve li ricordate i diagrammi di flusso che facevamo alle elementari? Ecco immaginate di partire dal presupposto "Voglio essere uno scrittore" allora vengono giù due frecce che dicono "Voglio fare un bel libro" e l altra dice "Voglio fare soldi". Se scegliete quest ultima le frecce diventano 3. Una vi indirizzera a fare un romanzo dove addolescenti idioti si scambiano messaggini amorosi e fanno scenate di gelosia; la seconda freccia vi manderà a scrivere un romanzo dove addolescenti ancora più idioti si innamorano di vampiri vegetariani; la terza freccia vi dirà di scrivere "l atlante di smeraldo".
Cioè dire che sta roba è banale è veramente poco: ci sono tre bambini senza genitori che corrono dietro a un libro magico mentre sono inseguiti da una strega cattiva governata da un ombra ancora più cattiva. Vi basta? No? I nostri si trovano in un mondo che gli umani praticamente non conoscono circondato da creature magiche. non è ancora abbastanza? Il loro orfanotrofio cambia sempre stanze e corridoi che cambiano sempre (ricorda qualcosa?). Ma se non fosse ancora abbastanza i nostri "eroi" saranno protagonisti di altri due romanzi che si saranno uguali e la fine sarà di un ovvio assoluto.
Se volete un libro da leggere ai vostri bambini prima che si addormentino, allora questo tomo puo anche andare bene (però cappuccetto rosso ha un finale meno scontato), altrimenti lasciate perdere e comprate qualcosa che vale la pena di leggere
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Meglio di un compendio!
Come al solito Fitzek è un mostro ad entrare nei grandi segreti che la mente umana offre.
Lo stile, particolarissimo (molto simile ad un libro come Il suggeritore), è la vera mossa vincente di questo testo. Sviluppato per la maggior parte come una cartella clinica trasformata in romanzo tiene il lettore inchiodato con un countdown snervante (nel senso buono) e continui colpi di scena.
Il tutto ci regala un psycho-thriller avvincente come pochi, veloce e mai prolisso. qui troverete solo il necessario per capire la storia, anzi per viverla. Quindi niente descrizioni noiosissime e inutili, poche note biografiche sui protagonisti ecc.
Una lettura divertentissima e inquietante allo stesso tempo
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Un viaggio meraviglioso
Chi non ha mai guardato supercar e gli sarebbe piaciuto essere il passeggero sulla mitica KITT? chi non ha mai esplorato a fondo il mondo di GTA San Andreas ascoltando Xradio? Chi non ha mai desiderato fare la Route 69 su un'Harley? Ecco questo libro è per voi!
Sono tanti gli spunti di interesse di questo magnifico pezzo di letteratura.
innanzitutto un piccolo riassunto della storia: Shadow esce di galera. Rimasto senza famiglia e senza lavoro decide, suo malgrado, di lavorare per un tizio ambiguo che si fa chiamare Wednesday. Quest'ultimo si rivela essere Odino e cerca l'aiuto di Shadow per preparare una battaglia che riunirebbe le vecchie divinità (ormai senza veneratori) contro le nuove (Televisione, Tecnologia ecc).
DA subito si nota la bellezza con cui Gaiman sviluppa i personaggi: tutti molto dettagliati e unici; ognuno dotato di morale propria e incredibilmente singolare.
La storia, anche se a volte un pò pomposa e prolissa, si rivela interessantissima fino al colpo di scena finale.
Ma la cosa che rende questo libro un masterpiece è il suo viaggio nell'americanità. Gaiman ricrea quell'America che va oltre New York e Los Angeles, la sua è l'America vera: quella dei piccoli paesini che tengono sul cartellone il numero di abitanti e sono ultra orgogliosi dei piccolli successi della locale squadra di pallavolo di 13enni, quella dove i vecchi del paese raccontano solo storie di pesca e di caccia, quella delle macchine a buon mercato e di ristoranti tutti uguali. Quella che come diceva Ned Flanders è "Quell'inutile distesa di terra tra Los Angeles e New York chiamata America".
Questa è una visione reale, scritta su una storia fantastica (nel senso di basata su fantasia), di un paese che forse dovremmo conoscere meglio senza l'ausilio delle varie sit-com della FOX.
PS: Neil Gaiman è la versione Americana di Victor Pelevin, e viceversa costui è la versione Russa di Gaiman, se vi siete appassionati a questo libro date una chance anche a Pelevin
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Veramente non male!
Un libro veramente ben riuscito, certo non si parla di capolavoro ne di thriller dell anno (sempre che thriller sia) ma un occasione gliela darei.
La storia è quella intrecciata di un feroce Assasino ispirato oltremodo ad un poema impreniato sul male universale, quella del classico poliziotto che gli da la caccia e quella del testimone ingenuo appena arrivato a Parigi.
Quello che colpisce di questo libro è la magnifica ambientazione, estremamente affascinante e riprodotta con tecniche quasi cinematografiche. Le putride bettole dove si beve vino schifoso, le prostitute a ogni angolo, le case sovraffolate... Tutto questo ci trasporta in una Sin-City dell Ottocento...
Poi cè la storia e i suoi personaggi. Su questa c è ben poco da dire (quello detto sopra) e i perspnaggi non sono complicatissimi dato che le vicende biogafiche sono praticamente assenti.
Insomma per chi volesse immergersi in un mondo nuovo, affascinante e al contempo spaventoso senza beccarsi draghi fate e cavalieri
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Mini Cooper
Cooper è il classico consulente matrimoniale non sposato. In parole povere ci prova, ci riprova, capisce gli errori dei precedenti due libri e... li rifà.
Stavolta se non altro diminuisce le scene di sesso (ad ecezione del, appunto, uomo uccello) e come al solito usa i nomi di personaggi storici che a vedersi coinvolti si staranno rivoltando nella tomba ansiosi di trovare il buon vecchio Cooper vicino a loro per dargli una lezione.
I personaggi sono Ok, certo non antipatici ma neanche compagni di vita messi su carta.
La storia non è banale come nei due precedenti ma neanche originalissima.
Lo stile è il solito di Cooper, scorrevole, piacevole e veloce, questo si! Ma di una semplicità disarmante, la descrizione dei luoghi come quella dei personaggi può essere stata fatta da un chiunque senza un briciolo di talento. Mi piacerebbe inoltre leggere qualche spunto riflessivo quando si sta trattando temi come quelli contenuti in questo libro...
Insomma se proprio non avete di meglio da fare.
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- sì
- no
si dai....
Vi ricordate il CERN? ecco cè una macchina simile costruita nel deserto americano, gestita da un personale ridottissimo cui si aggiunge un antropologo (anche se poi gli indiani vengono ignorati) che quando arriva alla quasi massima potenza comincia a parlare.
tutto sommato si tratta di un romanzo piacevole, narrato bene e riflessivo sull immortale conflitto scienza-religione.
Non si tratta di nulla di innovativo e per chi avesse letto un capolavoro come Angeli E Demoni questo libro parrà carta straccia. Qui comunque si aggiunge un ulteriore spunto di riflessione cioè lo sfruttamento di terre considerate sacre (in questo caso a Indiani-Americani) per esperimenti di cui pochissimi sono a conoscenza, vuoi per ignoranza vuoi per disinformazione: le stesse doti umane che da un lato vogliono e dall altro non vogliono le medesime cose.
Mi sono dileguato troppo, in sintesi il romanzo per quanto ben sviluppato non dice nulla di nuovo se avete già letto il già citato Angeli e Demoni o (se vogliamo andare sul pesante) La vita Di Gallileo Di Brecht sotto il profilo dell argomento, ma comunque potreste provare
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Bellino
Un deciso passo avanti rispetto a l ipnotista (precedente romanzo dei coniugi kepler con protagonista joona).
La storia stenta a decollare all inizio ma poi parte in quarta di colpo e si rivela divertente e dal ritmo molto veloce.
Concordo con chi dice che il commissario Liina è un pò troppo saputello anche se come personaggio non è male (solito piacevole stereotipo). Il cosidetto esecutore appare un pò troppo come il robot cattivo di Terminator (giuro che ci avevo pensato anch io prima di leggere il commento precedente) non solo nel nome ma anche nel suo modo di agire, insomma esagerato.
Ma a parte questo la miscelanza della trama con la musica di Paganini e anche di Ravel è svolta in maniera impeccabile e conferisce alla trama un che di misterioso e esoterico, elementi che non guastano mai.
I personaggi attorno al commissario sono tutti simpatici e piacevoli: a me piace il giovanotto che da una mano in centrale, quello che va a vedere i megadeth, gli entombed e porta le magliette degli Europe.
insomma un acquisto consigliato, ma non scoraggiatevi se le prime impressioni non saranno delle migliori
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non malissimo ma neanche benissimo
La firenze di Macchiavelli è ricostruita in maniera pressochè perfetta. I personaggi, oltre a Macchiavelli, sono un gruppetto colorito e simpatico che sicuramente piace.
I fatti sono a volte un pò confusi o sbrigati in maniera sommaria e di conseguenza non sempre chiarissimi.
Il libro comunque scorre via piacevole senza intoppi.
Non posso garantirvi che i ricordi suscitati da questo libro vi dureranno più di 2 giorni.
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soilto Brown
Libro piacevole e scorrevole, personaggi riuscitissimi e dettagliati al punto giusto, le varie note biografiche sono infatti rilevanti anche per la storia in se.
Scene di azione (quelle svolte in Spagna) riuscite e tra le migliori mai scritte da Brown.
Solo il finale lascia a desiderare quando quelli che dovrebbero essere gli scienziati più grandi del mondo fanno fatica a fare un calcolo che neanche un bambino delle elementari (ho già rivelato troppo)....
In sintesi non compete con i vari episodi con R.Langdon ma non sfigura neanche
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veloce e intrigante
Ottimo seguito di Il segreto della Genesi, ovviamente la storia è diversa come lo sono i personaggi, ne segue grosso modo lo stile e le caratteristiche spostando gli avvenimenti in terra basca e in giro per l europa.
introduzione: David viene mandato dal suo morente nonno in terra basca, armato di una cartina ove sono indicati dei luoghi precisi sul quale mistero David vuole far chiarezza perchè vi è personalmente collegato. Ovviamente il cattivo di turno si presenterà a dar la caccia a lui e alla ragazza con cui David gira per questi luoghi, per l europa e anche per l africa.
innanzitutto i personaggi: non vi sono ovviamente solo quelli dell introduzione, sono tutti molto interressanti e particolari, ognuno dei quali dotato di una propria morale e capace di risultare interessante sempre in modo diverso. promosso.
i luoghi: dato che è stato giornalista, Knox descrive i luoghi dell ambientazione in maniera ineccepibile e realistica sfoggiando metafore degne dei più grandi scrittori del nostro tempo.
i fatti e la documentazione storica: Knox si lancia in ricerche storiche che fanno diventare dan brown un novellino che ha appena visto voyager, e la tensione delle scene di azione è veramente un esperienza cinematografica riuscitissima.
promosso su tutti i fronti.
PS: forse solo il cattivo della situazione è un pò tonto o ridicolo, ma comunque sono piccolezze.
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parlarne oltre è inutile ma...
il mio libro preferito e forse uno dei più grandi mai scritti.
divertente, simbolico, scorrevole. è insomma la quintessenza della letteratura con la miscelanza di storie, dai bonzi funzionari pubblici fino ad alte cariche cittadine passando per ponzio pilato. I dialoghi di Satana-Woland con margherita, i vari personaggi e i suoi due collaboratori, le scene impreniate di una commedia oscura.
insomma un capolavoro!
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si poteva fare di meglio
non sono un grande appassionato dello scrittore in questione e questo libro non mi ha certo fatto cambiare opinione.
La storia di per se è un pò strana e puo anche piacere l idea dello spirito che cambia corpo impossessandosene, ma Iles la butta lì come se fosse una cosa quasi ovvia.
Alcuni personaggi sono anche abbastanza simpatici, vedi l amico di john o il poliziotto. Mallory è sviluppata molto bene ed è una presenza molto inquietante, veramente realizzata bene.
Ma oltre a questo cè ben poco, la suspense in particolar modo cè in pochissimi momenti concentrati nel finale. L intreccio non è certo molto elaborato e il finale non è dei più incredibili.
insomma un 6 politico ci sta ma non si va oltre
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Assolutamente da evitare
non saprei da dove partire. I personaggi principali, innanzitutto, hanno lo spessore di un foglio di carta vuoto. a cominciare da Flea e proseguendo con i vari colleghi e con l amico di cui mi sfugge il nome. La storia è appassionante come un dibattito politico Ugandese e smuovo il lettore come la scorreggia di una mosca smuove le pagine di un libro. Le riflessioni della scrittrice sono paraticamente assenti e la tensione, elemento imprescindibile in un libro del genere, rasenta lo zero se non in alcuni sporadici momenti.
se la scrittrice si dedica a tempo pieno alla narrativa non oso immaginare cosa sarebbe uscito dalla sua penna se avesse avuto anche un altra occupazione
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