Opinione scritta da Rick
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Un uomo in crisi
L'uomo duplicato costituisce un piccolo gioello della produzione di Saramago, in cui viene esplorato un essenziale problema del mondo moderno, ovvero l'unicità della propria personalità.
Tertulliano Maximo Afonso si ritrova a confrontarsi con un suo alter-ego particolarmente problematico, alticcio, e in un certo modo malvagio più di quanto sembri.
La sua iniziale accidia si dovrà confrontare con un ente realissimo che scardina, in un certo senso, anche alcuni dettami sul senso comune(che, per inciso, nel libro viene PERSONIFICATO).
Un invito ai novelli lettori: non fermatevi alle prime pagine e non fermatevi neanche a metà, leggetelo tutto d'un fiato e ne sarete ripagati!
Buona lettura!
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Un genio dall'animo straordinario
Questo libro esprime i dolori ma anche l'infinità creatività di un animo lacerato lentamente dalla spietatezza del gulag.
Tuttavia, sebbene il lettore sappia qual'è il destino di quest'uomo straordinario, vede anche come egli, con la sua poliedricità inimitabile, riesca a rivelare bellezza e complessità in ogni cosa, nelle bellissime aurore come nelle alghe.
La titanicità, non certo romantica, ma non meno reale, di Florenskij è espressa dall'armonico connubio di un animo paterno e dolce, con la cultura di un poeta, uno scienziatao, un teologo un filosofo, e soprattutto un grandissimo amante per la natura, che, quando l'uomo raggiunge la sua peggiore condizione esistenziale, non smette comunque di mostrare geometriche e matematiche sfaccettature.
Un libro che sarà ammirato sallo scienziato così come dall'umanista, in quanto Florenskij, non meno di Vernaskij, suo amico e collega, rende ogni uomo fiero di essere vivo con la maggiore dignità e con il coraggio di una conoscenza, che pur se limitata, può conservare la più profonda umanità di ognuno che sappia andare oltre.
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Un libro per una nuova umanità
Questo è il libro a cui devo il mio passaggio all'età di una ragione luminosa.
Il trauma della guerra sconvolge l'animo del lettore con sferzante crudezza, ma con piena consapevolezza della propria umanità; Mario Rigoni Stern ci riconduce non solo nei paesaggi vicini al Don e nell'inospitale steppa russa,ma nei meandri di un animo fiero, che con dignità condanna la mostruosità della guerra, con coscienza non minore di quella che Remarque esprime nel "Niente di nuovo sul fronte occidentale", e soprattutto ne "La via del ritorno".
Libro che riconduce il simile ad una primordiale e pur così naturale fratellanza, che non nasce tuttavia dall'istinto del buon selvaggio di Rousseau, ma dalla coscienza di un uomo che la natura ha infine guarito.
Libro stupendo inimitabile, come buona parte della sua produzione, confrontabile forse solo con gli scritti di Remarque e con la raccolta di epistole del russo Pavel Florenskij.
Lettura che non si può rifiutare, per chi spera in un'umanità rinnovata.
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