Opinione scritta da st_bruno

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st_bruno Opinione inserita da st_bruno    12 Settembre, 2013
Top 500 Opinionisti  -  

Parole su parole e basta

Libro nel complesso noioso, che non sono riuscito a capire.
Di divertente ho trovato solo la parte riguardante la descrizione iniziale di Vlad l'impalatore a cominciare dal suo nome.
Parole e frasi ripetute su se stesse alla faccia della grammatica italiana ed inglese.
Buona la traduzione, e le note del traduttore, che spiegano con chiarezza la differenza con l'equivalente termine italiano.
Forse lo stile dimostra la bravura e l'unicità dell'autore, peraltro morto suicida.
Non escudo che i suoi scritti siano stati rivalutati dopo questo tragico evento.
Però, reputo una perdita di tempo leggere seicento pagine di vicende senza senso, o che dimostrano il "non senso" dello stile di vita degli americani.
Da questo punto di vista meglio, anziché leggere, guardare qualche film di Moore o del tipo "American Beauty".

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st_bruno Opinione inserita da st_bruno    04 Agosto, 2013
Top 500 Opinionisti  -  

Non uomini, ma supereroi!

Premetto che non ho letto le 50 sfumature, quindi mi trovo a commentare un libro a prescindere che sia una copia della suddetta serie. Inoltre non ho letto molti libri di questo genere. Fra tutti però è quello che mi è piaciuto di più per lo stile di scrittura, la descrizione delle scene di sesso mai portato agli eccessi estremi, e quel minimo di sentimento che c'è fra i protagonisti, reso un po' complicato dal loro difficile passato in parte svelato.
Mr. Tenebroso e Fatale e Mrs. Eva sembrano più che esseri umani dei supereoi: energia infinite per lavorare e fare sesso, andare in palestra e fare sesso, andare a cena e fare sesso, andare a dormire e fare sesso, svegliarsi nella notte e fare sesso, svegliarsi al mattino e fare sesso, litigare, far pace e fare sesso, andare alle feste di beneficienza in limousine e fare sesso lungo il tragitto, il tutto si e no in un paio di settimane. Tutto questo in una Manhattan di cui sembra essere proprietario Mr. Tenebroso e in cui non esistono persone brutte o indigenti. Alla fine più si scorrono le pagine, più diventa tutto ripetitivo, per non parlare delle eccessive descrizione degli abiti che indossano, a partire dai pigliami, per finire con gli smoking e gli abiti da sera, incluse scarpe con decoltee.
Se a metà libro ero interessato a capire come andava a finire tra i due, verso la fine ho deciso di rinunciare di scoprire, nei libri successivi, il segreto del protagonista che lo porta durante la notte a diventare un Mr. Hyde e a violentare se stesso o a violentare chi gli sta accanto, per poi piangere come un bambino che ha fatto la pipì a letto. Da questo punto di vista sarei più curioso di sapere, come abbia fatto a diventare multimiliardario nonostante i suoi trent'anni e un padre suicida dopo aver causato un crack finanziario.
E' un libro leggero, ma non completamente volgare come per esempio Donne di Bukowski, per una lettura "da vacanze estive" che tutto sommato merita la sufficienza.

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Romanzi erotici
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Narrativa per ragazzi
 
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st_bruno Opinione inserita da st_bruno    15 Febbraio, 2013
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Buon libro commerciale!

La storia non è del tutto originale, visto che "Battle Royale" è stato pubblicato in data antecedente, nel 2003.
Sembra essere stato scritto "a tavolino" con esperti di marketing, finalizzato a quel successo commerciale, che peraltro ha avuto, anche grazie alla recente uscita del film.
Comunque si legge tutto di un fiato, con una caratterizzazione dei personaggi e dei luoghi non troppo approfondita, ma volta soprattutto allo sviluppo della storia.
Più che di reality, si dovrebbe parlare di irreality: ne sono di esempio gli ibridi che spuntano verso la fine dei giochi, per rafforzare un finale che, altrimenti sarebbe stato quasi scontato. La scelta del genere distopico ha agevolato il lavoro l'autrice, nell'aggiungere nella storia elementi fantasy, non si è dovuta più di tanto preoccupare della congruenza degli stessi, con un ambiente reale, come nel caso degli aghi inseguitori; sarebbe stato più complicato utilizzando delle normali vespe o calabroni.
Lo stesso vale per quei medicinali portentosi che in un giorno guariscono dalla cancrena.
Che dire quindi dopo la lettura di questo libro?
Un buon libro commerciale, ma forse un pò troppo sopravvalutato dai giudizi entusiastici di migliaia di lettori di tutto il mondo!

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Battle Royale
1984
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Romanzi
 
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st_bruno Opinione inserita da st_bruno    25 Ottobre, 2012
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Io non l'ho capito

...a me sembra un libro senza senso, senza trama, scritto da un depravato, per lo più sempre ubriaco, che vede nelle donne un oggetto da usare e buttare.
Di erotico c'è poco o nulla, semmai molta pornografia, resa tale da un linguaggio che nel 1978,anno di uscita del libro, poteva sicuramente essere scandaloso.
È tutto un susseguirsi di donne oggetto, la cui caratterizzazione si limita all'aspetto esteriore e finalizzata all'atto sessuale.
L'ego dello scrittore protagonista è infinito: vecchio, brutto, con pochi denti, misantropo, alcolizzato, attrae con non so quali attributi magnetici donne di tutti i tipi, disposte a prendere il primo aereo per incontrarlo e passare settimane con lui. Non importa se soffrono, sono contente, sono gelose, piangono , o ridono, o rimangono incinte: puntualmente vengono scaricare e sostituite con altre che nuovamente prendono l'aereo per arrivare da lui a Los Angeles.
Possibile che in tutto il west America non ci siano altri uomini più prestanti di lui?
Di tutti i personaggi, neanche il gatto maschio che gli fa le fusa nel finale si salva!
La cosa che infine mi ha dato più fastidio è la disibinizione e la promiscuità dei rapporti, senza alcuna protezione da malattie sessualmente trasmissibili, anzi con un altezzoso menefreghismo. Probabilmente la parola AIDS, nel 1978 era ancora poco conosciuta, penso però che altre malattie come la sifilide, la gonorrea e altre fossero all'ordine del giorno! Se qualcuno, leggendo questo libro, avesse la malaugurata idea di emulare il protagonista, abbia almeno il buon senso di utilizzare i metodi di protezione attualmente disponibili.

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Racconti di viaggio
 
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st_bruno Opinione inserita da st_bruno    27 Giugno, 2012
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Quello che altri libri non hanno scritto...



Sono stato impressionato da alcuni particolari che in altre letture, visioni di film, ricerche su internet non avevo colto:

- la grande quantità di ghiaccio (si parla di tonnellate) che dopo l'urto con l'iceberg si sono riverdate a prua sul ponte di terza classe, oggetto di curiosità o di souvenir da parte di alcuni passeggeri;

- Il modo in cui si è salvato il secondo ufficiale Lightoller, che dalle testimonianze, sembra essere l'eroe "positivo della tragedia".

- La diversità di classe, anche dopo il naufragio, dimostrata dalle molte testimonianze dei passeggeri di prima classe, e la quasi assenza di quelle di terza classe.

- La presenza dell'alta società al viaggio inaugurale del Titanic rappresentava anch'essa un evento mediatico.

- La descrizione di cosa è successo nelle scialuppe dopo l'affondamento del transatlantico. Anche qui la sopravvivenza non è scontata. Alcuni muoiono nelle scialuppe; altre per il sovraccarico di persona sono in precario assetto e basta un nulla per farle affondare. Drammatica è la situazione della scialuppa rovesciata, nella cui chiglia ci sono trenta persone, con acqua alle ginocchia e a cui Lighttoller da' l'ordine di spostarsi all'unisono a destra o a sinistra per controbilanciare il peso.

- L'avvicinamento del "Carpathia", a tutta velocità e con rotta a nord, evitando "a vista" gli iceberg, e nel contempo, gli ordini del comandante nel predisporre quanto necessario per i naufraghi.

- Il Titanic, che oltre ad affondare di prua, sbanda a sinistra, anche se non c'è cenno che la nave, prima dell'affondamento, si sia spezzata in due.

- Il lavoro fatto nella sala macchine di spegnere le caldaie per non farle esplodere a causa della pressione.

- La figura del capitano "Smith", che non sembra essere così apatico come presentato nel film di Cameron. Del primo ufficiale Murdoch si dice poco o niente, se non una maggior tolleranza nel far imbarcare uomini, anzichè donne e bambini, nelle scialuppe a lui assegnate.

Il libro merita sicuramente di essere letto, soprattutto per cogliere quegli aspetti che ho indicato sopra, in particolare è molto elevata la tensione emotiva che si prova leggendo le pagine in cui i superstiti attendono le navi di salvataggio. Sono altrettanto interessanti le "troppe verità" dei giornali dell'epoca, che si sono inventate storie irreali, o hanno gonfiato le testimonianze dei superstiti per fare scena. Altre testate si sono comportate in modo opposto, cercando di minimizzare l'accaduto.
In definitiva è un libro consigliato soprattutto a hi vuole approffondire quanto successo immediatamente dopo l'affondamento e nei giorni successivi al disastro.

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libri sul titanic, visto i film
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Classici
 
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st_bruno Opinione inserita da st_bruno    14 Marzo, 2012
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bello ma un po' superato

Premetto che è il mio primo libro di Agatha Cristie che leggo.
E' il giallo dei gialli, che coinvolge il lettore dalla prima all'ultima pagina.
La soluzione è completamente inaspettata, a meno che il lettore non voglia leggere direttamente l'epilogo e la confessione dell'assassino. In questo la scrittrice si dimostra davvero geniale, così come nella capacità di far immedesimare il lettore nella storia e nel condividere gli attimi di terrore negli ultimi personaggi rimasti, quando dubitano uno dell'altro e cercano di controllarsi per tentare di scoprire chi di loro sia l'assassino.
Alla fine tutti sono vittime di se stessi o almeno di quello che in passato hanno fatto, tutte cose formalmente non punibili dalla legge, ma moralmente inconfutabili. Ecco quindi che appare l'assassino-giustiziere che si vendica di tutto ciò.
Tuttavia questo giallo mi sembra "costruito a tavolino", ovvero non sono riuscito a cogliere aspetti di vissuto quotidiano, di rabbia, di passione, di follia, che hanno spinto i personaggi a commettere le colpe a loro attribuite, specialmente nel profilo psicologico dell'assassino.
Questo è più che giustificato,tenendo conto che questo libro è stato scritto nel 1939 (almeno credo), periodo in cui non si costruivano di certo profili criminali, e non si andavano di cerco a cercare le cause psicologiche recondite.
Forse in questo è un po' superato.
Infine quello che non capisco è il titolo: "Dieci piccoli indiani" incuriosisce, ma nel libro si citano dieci piccoli negretti. Va bene che in quel periodo mettere nel titolo la parola "negretto" poteva essere considerato offensivo, ma almeno rendeva coerente il titolo con la trama!

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è appassionato di gialli "Classici"
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Romanzi storici
 
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st_bruno Opinione inserita da st_bruno    10 Ottobre, 2011
Top 500 Opinionisti  -  

Peccato non sia stato tanto pubblicizzato!

Non fatevi ingannare dai capitoli iniziali! I personaggi citati, come per esempio la madre a cui è stato scambiato il neonato con un "mostricciattolo", è solo un preambolo per presentare una vicenda ben più intricata del giallo del ritrovamento del cadavere della cugina della regina Elisabetta.
Siamo di fronte ad una storia di spionaggio ai più alti livelli, in un periodo in cui la sovrana, dopo aver deposto la rivale cugina cattolica Maria Stuarda, sta con fatica consolidando il suo regno, minacciato come non mai dagli spagnoli di Filippo I e dalla chiesa di Roma.
In questo contesto, assume particolare importanza la rete di informatori creata dal segretario di sua maestà, il conte di Walsingham (considerato il padre dello spionaggio moderno), con il compito di evitare attacchi sia degli "infiltrati" gesuiti, sia delle navi spagnole, fino a qual momento efficacemente contrastate dal viceammiraglio Drake.
Il protagonista della storia è John Shakespeare, uno dei principali collaboratori di Walsinghm, idealista e uomo di legge in netto contrasto con Topcliffe, uomo e forse amante della regina, che perseguiva gli stessi obiettivi, ma con metodi brutali, come l'uso della tortura.
Ecco quindi che il romanzo diventa una sorta di caccia all'uomo, in cui le prede sono i padri gesuiti mandati dalla Chiesa romana per sostenere e incitare i cattolici inglesi fedeli a Maria Stuarda e i predatori sono costtituiti dagli uomini della regina (possiamo definire Shakespeare un "gatto" e Topcliffe una "belva"). In particolare padre Southwell, accusato a torto di aver ucciso la cugina della regina e nel contempo di essere il sicario inviato dagli Spagnoli ad uccidere il vice ammiraglio Drake.......
Come potete notare da quanto scritto emerge, rispetto alla sinossi, un racconto di molto più ampio respiro, dove buoni e cattivi si trovano in entrambe le parti (cattolici e anglicani), come dimostra la "guerra" personale fra i due servitori della regina, Shakespeare e Topcliffe.
La soluzione al giallo della morte della cugina della regina passa quasi in secondo piano, quasi coperta da un'avvincente narrazione storica molto ben approfondita, (leggete in fondo i riferimenti bibliografici utilizzati dall'autore), in cui potere e ragion di stato prendono il sopravvento e di fatto schiacciano (o meglio annegano) uno stato di diritto ancora debole ed inerme.
La descrizione di Londra di quel periodo è molto ben dettagliata, specialmente quella oltre le mura della città, così come la vita nelle carceri di quell'epoca, dove erano un pugno di monete consegnate ai carcerieri a fare la differenza fra la vita e la morte dei prigionieri.
Molto interessante è anche la descrizione delle caratteristiche della flotta di Drake, che sebbene fosse numericamente inferiore a quella spagnola, aveva una velocità e una potenza di fuoco tale da distruggere le navi nemiche.
Durante la lettura del libro si toccano momenti di altissima tensione emotiva, come nella descrizione della decapitazione di Maria Stuarda, resa ancor più brutale dall'incompetenza del boia e del suo aiutante.
A mio avviso questo libro è superiore, ad approfondimento e a veridicità storica a "Mondo senza fine" di Ken Follet.
Peccato non sia stato così altrettanto bene pubblicizzato!.

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Ken Follet: "mondo senza fine" e "i pilastri della terra"
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Gialli, Thriller, Horror
 
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st_bruno Opinione inserita da st_bruno    13 Agosto, 2011
Top 500 Opinionisti  -  

Sopravvalutato!

Il giallo c'è, ma è un po' sbiadito.
Il commissario Fusco non si fa certo onore, sempre pronto ad arrestare il primo sospettato, ma non sa distinguere una Renault Clio da una Micra. In compenso è l'unico ad avere, in quanto dirigente, la sedia con le rotelle, utilizzata in sua assenza dagli agenti per fare le gare di velocità nel corridoio.
Ne consegue che il vero commissariato diventa il bar Lume, con i quattro compagni di briscola, più bravi a diffondere pettegolezzi, che a giocare a carte, e l'improbabile proprietario, forse più bravo a fare indagini che a servire cocktail ai clienti (specialmente nell'ora del suo pediluvio quotidiano).
Un libro che gira si e no intorno a 10 personaggi, con ambientazioni che si possono sintetizzare in un bar, in un commissaariato e in un cassonetto della spazzatura.
In sintesi questo è il contenuto del libro, che mi sembra essere sopravvalutato da giudizi fin troppo ottimistici.
Unico vero punto di forza è lo stile di scrittura, divertente e a tratti esilaranti, soprattutto per quanto riguarda la descrizione dei poliziotti e le gaffe del commissario.
Un libro leggero che può essere letto in vacanza, sotto l'ombrellone, da cui non ci si deve aspettare nient'altro.

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Sconsigliatissimo a chi lavora "seriamente" nelle forze dell'ordine pubblico,e forse sconsigliato anche a chi gestisce "seriamente" un bar.
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Romanzi
 
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st_bruno Opinione inserita da st_bruno    08 Agosto, 2011
Top 500 Opinionisti  -  

Non mi ha entusiasmato tanto!

Ho letto questo libro in giugno e premetto non ho letto l'altro libro dei coniugi "Kepler".
Sono stato affascinato dalla copertina e dalla sinossi, e quindi mi aspettavo un thriller con alta suspance e mistero , dello stile de "Il suggeritore" di Carrisi.
Invece mi sono strovato di fronte ad una storia di fantapolitica,che seppur interessante non corrispondeva alla mia aspettativa iniziale.
L'inizio mi sembra scontato. Nei primi capitoli gli autori basano la storia sul suicidio / omicidio, ma per me era omicidio, visto il titolo del libro. Indirettamente ne ha fatto le spese il commissario Linna, un po' troppo "saputello" per i miei gusti.
E ciò non è giustificato da nulla che riveli il suo passato di poliziotto.
La musica di Paganini, a detta degli autori misteriosa, non mi è sembrata esserla poi così tanto, anche se si rivela la chiave di volta per risolvere il giallo fantapolitico, ma nulla di più.
L'esecutore, mi è sembrato un po' troppo "esecutore" stile "Terminator" (o peggio di quei cow-boy che con una colt da cinque colpi riescono ad uccidere decine di indiani). Interessante invece è l'accostamento delle esecuzioni di Paganini, con quelle dell'esecutore degli omicidi.
Tutto sommato la trama regge bene così come la figura della protagonista, che si trova in pericolo di vita senza sapere il perchè.
In definitiva sconsiglio il libro a chi vuole provare emozioni forti, mentre potrebbe essere piacevole per chi è appassionato di fantapolitica, se non ha altro di meglio da leggere.

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Consigliato a chi ha letto...
libri di fantapolitica.
Sconsigliato invece a chi ama i thriller adrenalinici con suspance e mistero.
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Romanzi
 
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3.5
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st_bruno Opinione inserita da st_bruno    01 Agosto, 2011
Top 500 Opinionisti  -  

Bello, ma non un capolavoro.

Questo romanzo aveva tutte le potenzialità per essere un capolavoro, ma così non è stato.
L'autore caratterizza bene certi personaggi ma non tutti (per esempio Dante), le vicende della prima guerra sono incentrare su Floti, Gaetano, e Checco, ma non sugli altri.
La superstizione iniziale della capra d'oro, meritava forse una continuazione nel corso della lettura, invece sembra essere stata introdotta per sostenere un finale un po' forzato.
Detto ciò, il libro si legge tutto d'un fiato e la vicenda della famiglia Bruni, si dimostra interessante, anche perchè attraversa un periodo storico, fra le due guerre, che ho sentito testimoniare direttamente dai miei nonni.
Triste è l'abbandono della famiglia della fattoria, con l'incapacità della matriarca Clerice di tenere unita la famiglia (anche a seguito dei lutti subiti) e di almeno uno dei figli a "reggere" il passaggio generazionale. Anche se il paragone non è dei migliori, in quanto metto a confronto la lettura dei libri, con la visione dei film, a "Otel Bruni" manca la poesia che si riscontra ne "L'albero degli Zoccoli" di Ermanno Olmi (palma d'oro a Cannes nel 1978) e la forza politica presente in "Novecento" di Bernardo Bertolucci.
Per essere completo il libro doveva forse contenere il triplo delle pagine, con un maggiore dettaglio narrativo , come ne "Mondo senza fine" o i "Pilastri della terra" di Ken Follet.

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Consigliato a chi ha letto...
... a chi ha visto e gli sono piaciuti i seguenti film:
L'albero degli zoccoli
Novecento
La neve nel bicchiere
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Romanzi
 
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4.3
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5.0
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4.0
st_bruno Opinione inserita da st_bruno    17 Luglio, 2011
Top 500 Opinionisti  -  

Storia delicata, come "delicato" è il linguaggio

Ben delineato il personaggio di Vittoria.
Coinvolgente e a tratti commovente la storia, che mette in luce con semplicità (per questo è efficace) il sentimento dell'amore incondizionato, che può crescere e vivere, come il "musco che cresce e vive senza bisogno di radici"

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Consigliato a chi ha letto...
la solitudine dei numeri primi.
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