Opinione scritta da SarahSmart
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Lei ha potuto raccontare...
E' stato il libro, che 15 anni fa, a 11 anni, mi aveva aperto la porta del dolore rispetto a quanto accaduto durante l'Olocausto, di cui prima di allora sapevo poco e niente.
I ricordi di quanto vissuto da questa superstite fanno rabbrividire e colpiscono dritti al cuore.
Ricordo di averlo letto tutto d'un fiato, lo consiglio davvero a tutti...per non dimenticare.
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"La mia vita con George", o "La mia vita" e basta?
Pensavo fosse un libro un pò più leggero e spensierato, invece mi son ritrovata a leggere di morte per almeno metà del libro..
Si parla poco di questo cagnolino, e molto di più della vita della scrittrice che ne fa praticamente un autobiografia.
Spesso si dilunga in cenni storici che ho trovato un pò pesanti, ma le vicende del povero George non possono non fare sorridere!
Che dire...si lo consiglio, ma non prima di aver letto mille altri libri...
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Se avete cani può farvi sorridere
Questo libro, il seguito di "La mia vita con George", l'ho trovato molto ripetitivo, all'inizio è praticamente un riassunto del libro precedente.
Forse un pò più inerente al discorso "cani" di quanto fosse l'altro, si perde molto in descrizioni poco interessanti facendo cenni storici che rendono la lettura poco scorrevole.
A me ha fatto qualche volta sorridere perchè anche io come la scrittrice ho adottato un cane dal canile e quindi molti atteggiamenti che descrive mi han proprio ricordato i primi periodi con la mia cagnolina, ma se non fosse stato per questo motivo credo che non avrei continuato e terminato la lettura del libro.
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