Opinione scritta da ALI77
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C'E' SEMPRE UNA SECONDA POSSIBILITA'
Una piccola libreria a Parigi, è il romanzo d’esordio di Nina George e mi è stato regalato questo Natale da una mia amica.
Titolo molto interessante e accattivante con quella parola Parigi che fa da calamita e con una copertina molto carina, sono stati gli ingredienti giusti per catturare la mia attenzione e iniziare a leggerlo subito accantonando altri romanzi.
Dato che Natale è passato solamente da pochi giorni, la lettura è stata scorrevole e piacevole e devo dire che il romanzo è scivolato via veloce.
Il protagonista è Jean Perdu, un cinquant’enne che è il titolare di una libreria galleggiante sulla Senna che si chiama” Farmacia Letteraria”. Jean non è un semplice libraio, no lui è una sorta di medico/psicologo che cerca, oltre che a consigliare dei libri ai clienti, di dare loro un romanzo che sia una medicina, un rimedio per l’anima.
Lui abita in Rue Montagnard al civico 27, in un condominio che è composto da personalità molto varie, la portinaia curiosa, la pianista particolare e il giovane scrittore.
Un nuovo arrivo Madame Catherine Le P. , una donna che si è trovata da un giorno all’altro senza marito e senza casa, metterà in crisi Jean Perdu e gli farà rivedere le sue scelte di vita.
Jean è un uomo che si può definire “arido di sentimenti”, è come se si fosse chiuso in se stesso e non riesca ad aprire il suo cuore verso un’altra donna.
La sua ex Manon, dopo anni di relazione, lo ha lasciato di punto in bianco non dandogli nessuna spiegazione se non una lettera.
Dopo ventuno anni però, Jean , non riesce ancora ad aprire e leggere quella famosa lettera e a fare i conti con il passato.
Un romanzo un po’ particolare, non una storia d’amore, più un libro sulla ricerca della felicità e dell’amore, anche in età matura si può avere una seconda possibilità.
L’autrice ha descritto le vicende e i fatti con molta tenerezza e semplicità, un inno di speranza che ci porta ad assaporare l’aria e la vita parigina e della Provenza.
Un romanzo che mi è piaciuto, anche se nella seconda parte ,non è decollato svelando troppo presto un tassello importante della storia e non lasciando da scoprire nulla o quasi.
Ma quello che per me ha salvato il libro è proprio Jean Perdu, il protagonista, che con il suo charme vecchio stile e la sua sensibilità crea un empatia immediata con il lettore.
Consiglio il romanzo a chi vuole fare un’esperienza di lettura diversa dalle solite e a chi ama i libri e l’atmosfera parigina.
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UN’OCCASIONE MANCATA
*ATTENZIONE CONTIENE SPOILER*
Questo romanzo ha qualcosa di particolare che non riesco a spiegare, mi ha emozionata ma allo stesso tempo mi ha anche delusa.
Si delusione, non avete capito male, questa è la parola giusta per descrivere quello che ho sentito almeno per una buona parte del libro.
Siamo nella Russia durante la seconda guerra mondiale e in questo periodo si snoda la storia tra Alexander, soldato dell’Armata Rossa e Tatiana una ragazza di diciassette anni.
Tra i due scocca il classico colpo di fulmine, ma il loro rapporto amoroso è ostacolato oltre che dalla guerra, dalla sorella di lei ,Dasha, che è già innamorata da tempo di Alexander.
Oltre alla storia d’amore che è importante ma che non mi ha entusiasmato, mi ha colpito molto la ricostruzione storica dettagliata, approfondita e ben sviluppata.
Ho sofferto con Tatiana e con la sua famiglia,per la fame, il freddo, la paura delle bombe, e l’incertezza del futuro.
Tania è una ragazza molto coraggiosa, una piccola donna che si affaccia al futuro sempre con il sorriso, che non si dà mai per vinta, che lotta per sopravvivere. E’ molto matura per la sua età, affronta questo brutto periodo con forza e determinazione, anche quando è stremata, stanca e affamata pensa sempre agli altri prima che a se stessa.
Alexander, è un soldato molto serio e ligio al rispetto del suo ruolo nell’esercito, ama alla follia Tatiana e cerca di proteggerla e di aiutarla come può, la ama molto ma si deve scontrare con delle difficoltà legate al periodo storico e al fatto che è fidanzato con la sorella.
Il romanzo è diviso in due libri e ognuno di esso in due parti, la prima e seconda parte del libro chiamato “Leningrado” mi ha veramente emozionato fino ad arrivare a commuovermi per quello che era successo.
Poi nella parte “La porta d’oro”, a mio avviso il libro cambia registro e sembra di leggere qualcosa di totalmente estraneo rispetto a quello che c’era prima.
Non mi è affatto piaciuta e l’ho trovato esagerata la descrizione dei rapporti intimi che avvengono tra Tatiana e Alexander, oltre che essere veramente noiosi, li ho trovati superficiali e inutili per il racconto della storia.
Lo so, lo so già cosa mi diranno quelle persone che invece amano alla follia questo libro, che la parte erotica è importante e lo arricchisce.
Io non sono d’accordo le varie scene d’amore sono ripetitive, dettagliate fin troppo e frivole, perché bruciare così un romanzo ben scritto, dal punto di vista storico, accurato e anche con una trama interessante?
Forse è un mio limite non riuscire a dare una valutazione senza tenere conto che tutta la parte terza non mi ha trasmesso nulla e addirittura se fosse stato per me l’avrei tagliata completamente.
Credevo e mi sbagliavo che fossi di fronte a un romanzo storico che avesse al centro una storia d’amore ma mi rendo conto che questo non è altro che un romance che ha come sfondo la seconda guerra mondiale.
Avrei preferito che l’autrice avesse continuato a scrivere la storia come nella prima e seconda parte, dove le difficoltà delle guerre non erano affatto noiose o prolisse ma le ha descritte talmente bene che si leggevano con facilità e sembrava che anch’io fossi lì con Tatiana a soffrire con lei.
Che valutazione fare?
Da un lato abbiamo la descrizione della devastazione e della sofferenza che provoca la guerra, il senso di vuoto che circonda le persone, dove il cielo non diventa mai sereno e pieno di luce ma è sempre buio e triste,dove non si riesce a trovare una via d’uscita per sopravvivere alle molte difficoltà che si devono affrontare. In questo mi sono molto emozionata e commossa.
Dall’altra parte una storia d’amore dove però non mi sono affezionata ai personaggi in particolare Alexander non mi ha convinto del tutto, non mi è affatto piaciuto il fatto che tenesse il piede in due staffe.
A mio avviso non è paragonabile a Tatiana, non ha nulla della sua forza, bontà e lealtà.
Mi dispiace veramente ho cercato di superare la barriera che mi sono trovata davanti forse per un mio pregiudizio personale, ma non ci sono riuscita.
La Russia, la guerra, l’amore sono stati per me dei richiami molto importanti per comprare il libro, ma qualcosa non ha funzionato e mi fanno dare un giudizio alquanto discreto.
Avrei voluto che l’emozione che mi aveva trasmesso nelle prime 380 pagine fosse continuata anche dopo, non ricorrendo a frivolezze che a mio avviso non erano necessarie.
Credo che sia un romanzo da consigliare ugualmente, in questo momento probabilmente e anche per il periodo che sto vivendo non riesco ad apprezzare fino in fondo questo libro, forse i miei gusti sono cambiati o chissà forse nella vita si cresce e si vogliono cose diverse.
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Uno sbaglio che si poteva evitare
Bene, da dove partire per fare questa recensione? Me lo sono chiesta varie volte dopo aver finito di leggerlo e me lo chiedo ancora qui davanti a questa pagina bianca.
Un romanzo carico di aspettative, milioni di ragazze erano in trepida attesa di conoscere anche le avventure amorose di uno dei fratelli del loro adorato Travis Maddox, Trenton.
Ci sono da dire due cose, la prima è che se andiamo a contestualizzare il libro e considerarlo per quello che è, un New Adult dedicato e realizzato in seguito al successo del suo famoso predecessore “Uno splendido disastro”, la valutazione non può che essere positiva.
Mi spiego meglio, questo romanzo ha molte caratteristiche in comune alla maggior parte dei libri di questo genere, i protagonisti hanno delle situazioni famigliari difficili, c’è una storia d’amore e siamo nel periodo universitario o comunque scolastico.
Qui la voce narrante è Cami, Camille all’anagrafe, che al secondo anno alla Eastern University vive con l’amica Raegan e si mantiene da sola lavorando in un locale. Una ragazza determinata, che si vuole rendere indipendente dalla sua famiglia con la quale non ha un buonissimo rapporto.
Come tutte le ragazze della città anche lei nutre un segreto interesse per i fratelli Maddox, e quando una sera Trenton le offre da bere, scocca la scintilla anche se la loro relazione non decolla subito.
Tra litigi, fraintendimenti, il fidanzato di lei e varie incursioni di parenti e fratelli vari, i due continuano a frequentarsi, anche se all’inizio creano solamente un rapporto di amicizia.
Trenton, più vecchio di Travis abituato ad avere fugaci storie d’amore, sembra che a poco a poco si interessi sempre di più a Cami.
Fino a qui tutto bene, ma se noi vogliamo analizzare il libro da un altro punto di vista, non rimanendo in superficie ma scavando nella storia, riusciamo ad ottenere una recensione forse più critica e che porta in evidenza i molti difetti di questo romanzo.
Cami, è sicuramente più simpatica della spocchiosa Abby, si crea da subito una sorta di empatia con chi legge. Devo dire che però fa la preziosa per molto tempo, dice di non subire il fascino di Trenton ma ben presto si capisce che fin da piccola il ragazzo le piaceva come a tutte del resto. Ma non era mai stata una sua conquista.
Forse l’atteggiamento di Cami è dovuto anche per il fatto che lei prova ancora qualcosa per il suo fidanzato ma non è pronta a lasciarlo per stare con Trenton o forse i suoi sentimenti stanno cambiando.
Di Trenton ho capito poco, o meglio capisco che è successo qualcosa di grave nel suo passato, ha un carattere da ”tenerone” anche se fuori sembra un duro, vive con il padre e lavora in uno studio di tatuaggi.
Non è come il fratello, Travis, che era più arrabbiato e che creava o si andava a cercare le risse, sicuramente era più problematico di Trent.
Jamie ha il difetto, se si può dire così, di caratterizzare poco i suoi personaggi, non li delinea bene, ci fa conoscere solo un lato di loro senza far un’analisi più approfondita.
In più alcuni particolari del libro non sono assolutamente sviluppati, la scrittrice sembra inserire qua e là delle parti che però cita solamente e non chiarisce, che senso ha nominare dei fatti e poi lasciarli sospesi?
Ho trovato che troppe volte vengano nominati il bel Travis e Abby, la storia tra i due è contemporanea a quella di Trenton e Cami e quindi di nuovo abbiamo seguito la loro relazione, che già sapevamo e di cui ormai non ne possiamo proprio più.
Mi è sembrata una ripetizione che si poteva evitare anche inutile al fine della trama, ma non so se sia stata l’autrice o se la sua casa editrice abbia voluto inserire così spesso Travis nel libro, mossa azzeccata visto il grande successo che ha avuto “Uno splendido disastro”.
Quindi dove sta l’ago della bilancia?
Da una parte abbiamo la serie dei disastri che da oltre 100 settimane è in classifica e non so a quante edizioni sia arrivata la ristampa, ma dall’altra parte è impossibile non essere oggettivi davanti al fatto che non è un gran romanzo.
La trama è trita e ritrita, semplice, una ragazza carina che viene notata dal figo di turno e poi la storia prosegue tra alti e bassi.
Devo però anche far notare che ci sono alcuni errori nel testo, parole sbagliate, alcune lettere si sono perse per strada e perfino il nome di Trenton diventa Trevor (a pag. 75).
Un minimo di revisione del testo sarebbe stata gradita, per rispetto ai lettori.
Nella linguetta dell’edizione rigida, viene indicato come Jamie sia diventata un idolo per i lettori italiani, ma direi lettrici in particolare, infatti da due anni rimane in classifica tra i più venduti.
E non immaginate che ressa di gente c’è stata nella presentazione del libro a Roma e a Milano dove la scrittrice è intervenuta.
Cami e Trent e il loro idillio amoroso mi hanno conquistata?
Ma direi proprio di no purtroppo, mi sono così impegnata a farmeli amici ma non ci sono riuscita. Nemmeno il suo predecessore “Uno splendido disastro” mi aveva convinta del tutto ma almeno gli avevo dato una valutazione buona, nelle media.
Consideriamo i New Adult per quello che sono, dei romanzi che hanno la giusta dose di romanticismo ma che non offrono niente di più.
Lo so, lo so, molte persone non sono d’accordo con me e sono letteralmente innamorate dei fratelli Maddox, e non riescono a vedere che in giro c’è di meglio (e di peggio) ve lo assicuro.
Cito testualmente “Ma Cami non può permettere che questo accada. Sarebbe un grosso, imperdonabile sbaglio. Perché c’è una verità che Trent non conosce e lei deve fare di tutto perché non la conosca mai”.
Perché vi ho citato questo passaggio della trama? Questo segreto viene svelato alla fine, io non vi dico di cosa si tratta ma non capisco e non mi capacito di quello che ho letto, e chiedo a Jamie perché? Scrivere una cosa così assurda e sono ancora qui a chiedermi se sia vera. Delusione assoluta.
A onor di cronaca bisogna dire che il romanzo è molto scorrevole, lo si legge velocemente ma personalmente non mi ha entusiasmata e soprattutto non mi ha dato emozioni.
Non ho sentito vicino a me nessuno dei due personaggi e non sono riuscita ad appassionarti alle vicende dei protagonisti.
Una storia dolce e leggera che può piacere, ma credo fermamente che la scrittrice si sia fatta trasportare o meglio la sua casa editrice l’abbia indotta a trascinare prima la storia di Travis e Abby, e poi quella di Trent e Cami.
A me ha dato l’impressione che in questo romanzo, Trent e Cami, invece di essere i veri protagonisti, fossero ugualmente marginali rispetto al fratello, e che la narrazione sia stata tirata per le lunghe e non si è riusciti a trovare quel spunto in più che mi aspettavo.
Mi spiego, a mio avviso rimaneva sempre di fondo la storia tra Travis e Abby, che ha avuto molto successo, e di contorno è stata creata questa, che però manca sia di originalità che di piacevolezza e quindi diventa secondaria rispetto all’altra.
In quarta di copertina ci sono dei commenti riguarda al libro del tipo “ci dovremmo tenere forte perché nei paraggi c’è un nuovo Maddox”, ”nella vita vincono le leggi del cuore” e che” questo romanzo ci dovrebbe regalare un sogno tutto da leggere”.
Solo una parola, assurdità.
Passiamo oltre che è meglio, un libro che mi lascia molti punti interrogativi, e mi chiedo perché le case editrici ci continuano a subissare di questo tipo di romanzo? Direte, perché qualcuno li legge e li compra se no non lo pubblicherebbe di sicuro, giusto.
Vi lascio con una speranza, leggendo in Internet qua e là, cercando di farmi un’idea di com è Jamie ho trovato che questa scrittrice scrive anche dei romanzi che trattano di zombie uno in particolare che in America è uscito si chiama “Red Hill”, quindi un genere molto distante rispetto a quello dei disastri.
Sarebbe interessante leggere quest’autrice in questa nuova veste, ma probabilmente non ne avremo mai occasione.
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UGO E LE DONNE
Per quanto mi riguarda sono sempre innamorato è il titolo del romanzo d’esordio di Sandro Settimj, un libro ironico, spiritoso e divertente.
Non appartiene ad un genere definito, è una sorta di chick lit al maschile, un incrocio tra un romanzo di formazione e una ricerca personale e introspettiva per trovare l’amore.
Ugo è un ragazzo un po’particolare, non è il classico maschio alfa che domina il rapporto, che non deve chiedere mai, che non fa mai vedere il lato più tenero di sé e che non vuole impegnarsi.
No lui ama le fiabe, in particolare quella di Cenerentola, e idealizza la figura di questo personaggio inventato e spera di trovare una donna che le assomigli.
E purtroppo, si deve scontrare con una realtà diversa, perché le donne moderne o almeno quelle che lui incontra nelle sue esperienze, sono molto disinibite, sicure di sé e di quello che vogliono da un rapporto.
Ugo quindi decide di fare una ricerca personale e interiore per riuscire a trovare la persona giusta, e per farlo si rivolge ad un analista.
E’così che lui ci racconta o meglio scrive le sue avventure amorose, le sue esperienze con le donne e lo fa con ironia e divertimento.
Questo libro ha tre caratteristiche importanti che lo contraddistinguono dagli altri, per prima cosa è un romanzo che parla dell’amore scritto dal punto di vista di un uomo. Poi racconta la complessità dei rapporti a due e infine non abbiamo come protagonista il solito belloccio ma un ragazzo normale e anche un po’ pasticcione .
Partiamo dall’ inizio, qui Ugo di certo non è il figo della scuola, o il bello e impossibile ma è un ragazzo riservato che ama le fiabe e cerca una ragazza di cui innamorarsi. Racconta con ironia, le sue disastrose avventure amorose e ogni volta le donne lo sorprendono spesso e volentieri anche in negativo. Infatti, si rifugia nelle sue favole e molte volte, paragonando la finzione alla realtà, ne rimane deluso.
Un giorno decide di partire dopo la laurea per fare l’animatore, con la speranza di incontrare gente nuove ma anche molte ragazze.
Ugo non capisce le donne e si nasconde dietro la sua Cenerentola, cercando di trovare, cosa assai difficile, una persona che sia simile a lei ma non capisce che in realtà questa non esiste.
Un altro aspetto importante che viene affrontato sono le relazioni d’oggi, che sono molto cambiate rispetto al passato, i rapporti sono diventati superficiali, brevi e vuoti.
Le persone non si vogliono mettere in gioco in amore, hanno paura di soffrire, d’ innamorarsi e di soffrire, così fuggono in relazioni che sono destinate a finire.
Poco tempo fa mi è capitato di guardare un’intervista di una titolare di un’agenzia di incontri, che diceva appunto che le persone non vogliono più investire in un rapporto a lungo termine ma che si fermano alla superficie e non vogliono più conoscere la persona con la quale escono.
In realtà a suo dire le donne e gli uomini che si rivolgono a lei vogliono innamorarsi della persona giusta e lei cerca di aiutarli nella loro ricerca.
Ugo , invece, si rivolge ad un analista che ha il ruolo principale di indirizzarlo a trovare la strada giusta, ma prima di questo deve capire cosa gli manca e cosa gli serve per riuscire ad innamorarsi.
Ho trovato molto divertenti e spiritosi i siparietti che si creavano tra Ugo e il suo dottore.
In terzo luogo, Ugo non vuole soffrire e quindi è lui che fugge quando la situazione si fa più seria oppure quando non riesce più a gestirla.
Il protagonista è un ragazzo imbranato con le donne, sia sul lato sentimentale che in quello più intimo, quindi si vengono a creare delle situazioni alquanto ironiche e surreali.
Nel mondo di Internet, tra whats app, facebook, twitter, instagram e chi ne ha di più ne metta, la magia del corteggiamento e dell’innamoramento non esiste più e tutto è più veloce e si bruciano le tappe non assaporando tutti gli aspetti di un rapporto.
Le relazioni amorose perdono di valore, rimangono in superficie e non si ha più voglia di conoscere veramente l’altra persona e molte volte i rapporti finiscono per incomprensioni a volte anche di poca importanza, alcune volte basterebbe parlare e chiarirsi.
Le persone hanno paura di impegnarsi, di prendersi le proprie responsabilità e così preferiscono lanciarsi in avventure di breve durata.
Prendiamo per esempio i nostri nonni che rimanevano insieme nonostante tutte le difficoltà, in quanto si accettavano e imparavano a perdonare anche i difetti che aveva l’altra persona, mentre oggi si ci lascia senza troppi preamboli.
Tutti noi vogliamo essere amati e abbiamo bisogno d’amore ma allo stesso modo scappiamo di fronte alle difficoltà, non vogliono rischiare i nostri sentimenti e abbandonarsi completamente all’amore.
Quindi preferiamo perdere tempo in relazione che sappiamo già che finiranno, che non ci danno emozioni o ci rifugiamo in noi stessi e non ci apriamo a nuove esperienze.
Il percorso che intraprende Ugo è molto coraggioso, non è da tutti guardarsi dentro, analizzare le proprie emozioni, sentimenti e anche accettarsi per la persona che siamo.
Nelle fiabe che tanto piacciono a Ugo e che lo accompagnano nel suo percorso di crescita, sono sì storie inventate ma che dentro nascondono un qualcosa che ci porta a sognare e credere di poter trovare la persona giusta con la quale condividere un percorso a due.
Un vero e proprio viaggio nel passato di Ugo, che racconta in maniera autoironica,e divertente le sue disavventure senza mai farci perdere il buon umore, ripercorrendo le tappe che lo hanno portano alla persona che è oggi.
Un libro molto scorrevole, un romanzo autentico che da spazio ad una voce maschile fuori dal coro che racconta finalmente le relazione dal punto di vista di un protagonista atipico.
Questo romanzo vuole portarci a credere ancora nell’amore e nella speranza che un giorno troveremo la persona giusta per affrontare un percorso di vita insieme e che sognare non fa male a nessuno.
Cosa aggiungere ancora? Non vi resta che leggere il libro e scoprirlo, Ugo riuscirà a trovare l’amore?
Citazione a pagina 80:
“E’ una fiaba triste” le dice commosso, dopo un lungo silenzio.
“No”risponde lei “Dipende da come la leggi”
(………)”Se punti lo sguardo alla fine vedrai solo quella. (……………..)”
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I THE SUN: UNA BAND FUORI DAGLI SCHEMI
Questo libro è un’autobiografia raccontata in prima persona dal leader dei The Sun Francesco Lorenzi.
Per chi non lo sapesse, i The sun sono un gruppo rock italiano, evoluzione artistica dei Sun Eats Hours, formato da quattro ragazzi di Vicenza, Francesco, Matteo, Riccardo e Gianluca.
Nascono come gruppo nel 1997 e hanno un ottimo successo, viaggiano in tutta Europa fino ad arrivare in Brasile e in Giappone e nel 2004 vincono il M.E.I come miglior punk rock band italiana nel mondo, oltre che cantare come supporter di famose band internazionali.
Quattro giovani ragazzi che amano la musica e riescono a realizzare il loro sogno di suonare le loro canzoni in giro per il mondo non è una cosa da tutti, ma purtroppo c’è sempre il rovescio della medaglia.
Come succede molte volte oggi, i giovani si perdono e commettono degli errori e anche la loro vita era costellata dagli eccessi quali droga, sesso e alcool.
E qui che il leader del gruppo appunto Francesco, nel 2008 dopo la fine di un tour mondiale e in preparazione di un nuovo album entra in crisi sia con se stesso che con il resto del gruppo.
Sarà l’incontro molto travagliato e non facile con la fede cristiana e con il Vangelo che segnerà la svolta del ragazzo prima e del resto della band dopo.
Come la maggior parte dei ragazzi anche Francesco nel 2008, credeva che la chiesa fosse bigotta e vecchia e non si sarebbe mai immaginato invece di ricredersi.
Una sera torna a casa dai suoi non ha programmi per la serata e la madre gli dice che potrebbe andare ad un incontro organizzato dalla sua parrocchia dove si parla del Vangelo.
Il ragazzo non ci vuole andare, ma alla fine decide di provare e anche grazie all’incontro con una bella ragazza,decide di restare a sentire cosa viene detto e da quel giorno la sua vita cambia.
Il percorso dei The Sun per arrivare alla band che sono oggi è tutto in salita, non pochi dubbi e interrogativi portano sia Francesco che gli altri ad interrogarsi sulla loro vita e su quello che ritengono importante.
Devo dire che al di là del fatto che una persona crede nella fede o meno, questo libro non è una propaganda cristiana chiunque a mio avviso lo può leggere, anche se abbiamo un credo diverso oppure se si è atei.
Qui Francesco, ci racconta con coraggio la sua vita e la sua esperienza però non si ferma a farci vedere solo la facciata della sua storia va oltre.
Mi spiego, ci racconta le sue paure, le sue ansie e le sue preoccupazioni nei confronti del futuro sia umano che professionale, nella vita di un cantante non c’è solamente quello che noi vediamo davanti alle telecamere o nei concerti ma lui ci fa scoprire quello che c’è dietro e che nessuno ci dice.
I The Sun, con la loro musica vogliono trasmettere un messaggio di pace e d’ amore tra le persone, non a caso nei loro tour alternano la loro musica alle loro testimonianze.
Attenzione questo gruppo e questo libro non insegnano niente a nessuno ma si limitano a raccontare la loro storia.
Il bello di questo romanzo è che Francesco descrive tutto della sua vita in modo autentico e genuino, ci parla delle sue paure, delle sue emozioni, delle sue speranze di quello che ha provato e vissuto sulla sua pelle anche raccontando con coraggio i molti errori che ha commesso.
L’incontro con la fede e con Gesù ha portato dentro la band una luce nuova o meglio un sole come spesso loro dicono, quel Sole che ha illuminato sia la loro vita che la loro strada professionale e ancora lo continua a fare.
Una testimonianza su come la musica possa unire i giovani e non solo e su come questa possa essere un veicolo per trasmettere un messaggio di pace e solidarietà.
Vi lascio con un pezzo del loro brano Strada in salita tratto da “Spiriti del sole” (2010).
Ed eccomi qua
Senza una meta
Senza una strada
Senza sapere quanto manca e
dove vado
Cosa non vedo
Vale così poco questo tempo
Se non capisco dove sono
E quello che sento
Ma io so che
Voglio un sogno
E voglio un senso
Voglio una partita
Che mi faccia dare il meglio
Che questa Vita sia la mia strada in salita
Che mi possa guidare
In ciò che amo e così sia
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LA PRIMA INDAGINE DI AGATHA RAISIN
Questo giallo mi aveva incuriosito già da un po’ di tempo , quest’estate mi è capitato di vedere il libro in una bancarella dell’usato con una copertina diversa rispetto a quella rossa che vedete, penso che la mia fosse quella della prima edizione del 1992. Ho afferrato l’occasione al volo e l’ho acquistato.
Il personaggio di Agatha Raisin mi ha ricordato da subito la meravigliosa Agatha Christie famosissima scrittrice di gialli.
La protagonista di questo libro, legge i suoi romanzi e la nomina un paio di volte durante la storia, siamo naturalmente in Gran Bretagna e Agatha è una donna di cinquantatre anni che decide di andare in pensione giovane e lasciare Londra per la più tranquilla Carsely.
Questa piccola cittadina le sembra ideale come luogo per vivere, molto meno caotica e affollata della sua amata Londra.
Come definire Agatha?
Una donna ligia al lavoro spavalda e piena di sé, che mangia solo cibo pronto con un carattere molto difficile e arrogante.
Si potrebbe godere il meritato riposo invece vuole diventare una persona conosciuta nel villaggio e quindi fa di tutto per mettersi in mostra.
Ma la gente le risulta ostica, non riesce ad integrarsi nella comunità e gli altri abitanti non le stanno per nulla simpatici.
Nemmeno lei è amabile con loro e non manca occasione per provocarli.
Partecipa ad una gara culinaria, visto il fatto che non sa cucinare, compra la torta salata che presenta come sua, ma la sua quiche causerà la morte del giudice. Lei dovrà dimostrare di essere innocente e di non centrare nulla con questa storia.
Agatha si improvvisa così,detective e anche investigatrice ma ben presto ci accorgiamo che è molto maldestra e pasticciona e anche un po’ ingenua.
Un romanzo giallo che a mio avviso parte un po’ lento anche per il fatto che Agatha non è proprio il massimo della simpatia è molto antipatica, orgogliosa e vuole avere sempre ragione.
Verso la metà del libro la storia diventa più interessante, la trama è molto semplice ma lo stile dell’autrice è molto curato e scorrevole.
Un giallo che consiglio a chi vuole staccare la spina e divertirsi con le peripezie di un’ inesperta e aspirante detective, Agatha, che affronta la vita con la giusta dose d’ ironia e di sfrontatezza.
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TUTTI ABBIAMO BISOGNO D'AMORE
Avevo già avuto occasione di leggere la bravissima Jill Mansell, l’anno scorso dove ho apprezzato molto il suo esordio letterario nel romanzo “Le imprevedibili conseguenze dell’amore”.
Lo stile dell’autrice è indiscutibile, la lettura risulta essere molto scorrevole, andando avanti con la storia non puoi fare a meno di sorridere e di divertirti con le avventure che capitano ai protagonisti.
Stiamo parlando naturalmente, per chi si appresta a leggere per la prima volta questa scrittrice, di un romanzo d’amore dove però si intrecciano varie storie amorose.
Siamo a Bath, una cittadina del Regno Unito, dove dopo diciotto anni torna a vivere nel paese Lara Carson con la figlia Gigi, qui la donna dovrà riprendersi la sua vita che aveva dovuto lasciare molti anni prima.
Jill Mansell riesce a parlare d’amore in un modo molto delicato e molto personale, riesce a trasmettere delle emozioni molto profonde e significative a chi legge.
Si può riuscire a scrivere un libro di letteratura rosa senza profondare nella noia e nella banalità dei luoghi comuni?
A quanto pare si, Jill è riuscita a realizzare un’impresa non da poco, noi siamo subissati da storielle carine sì, ma che sono come dire un po’ insipide.
Ragazze pressoché carine che improvvisamente vengono notate dal figo di turno, oppure l’amico belloccio scopre dopo poco tempo di essere innamorato dell’amica che prima non aveva nemmeno notata.
Questo per dirvi che la maggior parte dei cosiddetti romanzi rosa, sono delle storie che fanno sognare noi donne ma siamo anche consapevoli del fatto che non sono situazioni reali.
La componente della favola, che da piccole leggevamo basti pensare a Cenerentola, è radicata ben dentro di noi quindi noi ricerchiamo sempre di ritrovare il nostro”principe azzurro”.
Tornando al romanzo, l’autrice è riuscita a creare delle storie pervase dall’amore ma che allo stesso tempo non sono sdolcinate e ti pervadono da un senso di tranquillità e dolcezza.
La Mansell analizza le varie sfaccettature che può assumere la parola amore, sia quello che si prova nei confronti di un genitore, di un zio, di un partner, di un figlio o di un amico.
Una commedia romantica piena di imprevisti e di colpi di scena consigliata a tutti quelli che sognano nelle storie d’amore sempre il lieto fine ma che riescono a restare con i piedi per terra, e che capiscono che non si può sempre scrivere le parole” e vissero felici e contenti”.
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PALLADIANA E LE SUE MANOLO
Questo romanzo ha come protagonista Palladiana, una ragazza che ha superato i trenta e che una passione per le scarpe in particolare per le Manolo Blahnik, è single e lavora come autrice televisiva in un programma che si chiama “Sposami subito”.
A causa di una trasferta a Napoli per un matrimonio, Palladiana incontra una specie di maga, che le dice di stare attenta e che ha un anno di tempo per trovare l’uomo della sua vita, ma per farlo dovrà cercare tra i suoi ex fidanzati.
Con la complicità delle sue amiche Ivanna, Francesca e Tequila e una lista alla mano dei suoi ex inizierà la sua avventura per cercare l’amore.
La ricerca dell’uomo giusto non sarà così facile e ci riserverà anche delle sorprese, Palladiana dovrà fronteggiare in primis una famiglia molto particolare che non crede in lei, composta da una zia suora, uno zio gay, una nonna più che arzilla e due genitori che la vedono come single a vita.
Le premesse per un buon romanzo di letteratura chick lit ci sono tutte, anche se a mio avviso la trama non è stata ben sviluppata e in alcuni punti la storia risulta essere un po’ noiosa.
Lo stile dell’autrice è molto curato ed a tratti divertente, ma chi come me legge molta letteratura chick lit, può rimanere un po’ deluso.
La protagonista Palladiana è un personaggio che dovrebbe avere un ruolo chiave nella storia ma invece è piatto e un po’ insipido, Ivanna l’amica trans, che ha un blog dedicato alle scarpe, è molto più divertente e spiritosa e con i suoi consigli riesce a risollevare in molte situazioni la ragazza.
Credo che la scrittrice non sia riuscita a coinvolgere il lettore nella storia, i personaggi risultano essere distanti, chi legge non si affeziona a loro e alla loro vita.
Trovo che la Buozzi sia molto più convincente quando scrive le pagine del blog di Ivanna, riesce ad essere incisiva, divertente e spiritosa peccato non riesca a farlo nel resto del racconto.
Quando parliamo di un romanzo chick lit a mio avviso, le storie almeno in partenza sono simili tra di loro, ragazze single che cercano di realizzarsi nel lavoro e cercano di trovare l’uomo giusto, quello che poi differenzia i vari libri di questo genere è sicuramente quanto lo scrittore riesce a suscitare delle emozioni in chi legge.
Mi spiego meglio, la trama bene o male è sempre la stessa sta a chi scrive renderla interessante, diversa e divertente attraverso i personaggi o le situazioni che si creano.
Un’ altra cosa che ho notato è che questo libro fa parte della trilogia del “Club dei tacchi a spillo”, anche se le scarpe hanno quantomeno un ruolo secondario. Le Manolo Blahnik, noi le conosciamo grazie alla serie Sex and The City che le ha contribuito a renderle famose.
Bea Buozzi a mio avviso non è riuscita nel suo intento, spero di sbagliarmi e che invece le altre due storie risultino essere più coinvolgenti.
Trovo invece che la nota dell’autrice a fine libro sia stata molto carina, Bea ci invita a cercare e a trovare il nostro Palazzo Ranieri, nella quotidianità e nella nostra realtà di tutti i giorni e ad ascoltare le persone che ci vivono e le loro storie.
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UN ROMANZO CHE FA ANCORA SOGNARE
Un classico è sempre un classico. E’ intramontabile, chiunque lo legga e in qualsiasi periodo storico rimane sempre affascinato e rapito da questo romanzo.
L’autrice la celeberrima Jane Austen, sa veramente catturare il lettore sebbene il linguaggio e lo stile siano degli inizi dell’Ottocento e nel pieno dell’epoca vittoriana, la scrittrice riesce a trasportarci in un mondo fatto di balli, di te’, e di ragazze che sperano di ricevere una proposta di matrimonio.
Così inizia il libro, con l’arrivo a Netherfield di due scapoli benestanti e la famiglia Bennet che vive lì vicino è in subbuglio soprattutto la signora Bennet che vorrebbe far sposare alcune delle sue figlie con un buon partito.
Le sue cinque figlie sono Elisabeth, Jane ,Mary, Lydia e Catherine, l’obiettivo della donna era quello che almeno una delle figlie avesse un matrimonio vantaggioso così per ereditare la loro tenuta di famiglia, visto che non aveva avuto un maschio.
Tra le ragazze sicuramente quelle più intelligenti, ragionevoli e a modo sono Jane ed Elisabeth.
Jane è una giovane donna di buon carattere, ben educata e quando viene affittato Netherfield dallo scapolo Mr.Bingley, tra i due scatta la scintilla anche se le cose non sono così facili.
Infatti la loro unione viene ostacolata dall’amico del ragazzo Mr.Darcy, un ricco gentiluomo che però ha un carattere assai risoluto, è pieno di sé e molto orgoglioso però è anche una persona leale, onesta e che crede nei valori morali.
Mr.Darcy non crede che Jane sia la persona giusta per il giovane, pensa che miri solo ad arricchirsi e così convince l’amico a non continuare la loro conoscenza.
Ma a sua volta Mr.Darcy combatterà il suo amore per Elisabeth, la sorella di Jane, non riesce a capacitarsi dell’idea che un uomo come lui si sia innamorato di una giovane di così umili origini, con una madre che parla a sproposito e delle sorelle minore con atteggiamenti poco consoni alla società del tempo.
Elisabeth è una ragazza intelligente sempre con la battuta pronta, anche lei capirà di essere innamorata di Mr.Darcy, ma il loro rapporto non inizia con il piede giusto e lei ha molti pregiudizi su di lui, a causa del suo carattere freddo, triste e poco socievole e anche per delle voci poco lusinghiere che le vengono riferite sul suo conto.
Al loro primo ballo lui si rifiuta di invitarla a ballare giudicandolo solamente “passabile”, Elisabeth sente per caso la conservazione che Mr.Darcy intrattiene e si sente molto delusa per le sue parole, ma questo non scoraggia il suo carattere forte e brillante. Lo giudica antipatico, vanitoso e arrogante ma si ricrederà sul suo conto quanto tempo dopo farà visita alla sua casa a Pemberley e capirà che invece, sotto quella sua facciata si rileva un uomo amabile e di cuore.
Non poco ostacoli si in frappongono tra Elisabeth e Mr.Darcy e Jane e Mr.Bingley, tutto viene corredato da moltissime lettere, da balli, cene e da lunghe conversazioni.
La prima volta che lessi questo romanzo ero un’adolescente e mi piacque molto, quest’ estate ho avuto l’occasione di rileggerlo in ebook e ho notato molti particolari che mi erano sfuggiti e mi sono stupita del fatto che nonostante il tempo passato il libro mi emoziona ancora.
Jane Austen, è a tutt’oggi una delle autrici più amate nel mondo, questo è sicuramente uno dei suoi romanzi più famosi e più letti.
Molte persone potrebbero spaventarsi dallo stile così distante dai nostri tempi, dove si comunicava con delle lunghe lettere, dove la tecnologia non si era ancora portato via tutta la bellezza dell’aspettare con ansia di ricevere notizie dal proprio innamorato o per sapere la risposta di una determinata questione.
Come non si può sognare con una storia come quella tra Elisabeth e Mr.Darcy, numerosi film sono stati realizzati su questo romanzo ma a mio avviso io mi sono immaginata i protagonisti proprio come gli attori del film del 2005.
Cosa poter dire di più, è un classico della letteratura che sa trasmettere emozioni ancora oggi e che ci regala una storia d’amore d’altri tempi, un romanzo indimenticabile e unico nel suo genere.
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VALENTINA UNA GRANDE DONNA
E’ veramente difficile poter scrivere una recensione su questo romanzo, siamo di fronte ad una storia vera raccontata in prima persona dalla vittima Valentina che è stata colpita da un episodio di femminicidio.
Una testimonianza come la sua è molto rara sia perché da un messaggio di speranza e amore a tutti noi ma anche perché deve servire ad altre donne a ribellarsi e a non essere sopraffate dalla violenza.
E’ un libro molto toccante e mano a mano che si va avanti con la lettura diventa sempre più emozionante.
La cosa che più mi ha colpito e sorpreso in questo racconto è il fatto che Valentina non abbia mai parlato male dell’ex marito, ma ha solamente detto che ha commesso un gesto vile, terribile, ignobile.
Il romanzo inizia parlando del primo incontro tra Valentina e Manuel, il loro fidanzamento non inizia subito infatti la ragazza stava con Roberto, lui la corteggiava in maniera molto insistente e dopo un periodo lei ha ceduto alle sua avances.
Valentina ha avuto una sola “colpa” se così si può dire, di essersi innamorata di questo ragazzo e di non essere riuscita a vedere la sua gelosia troppo ossessiva, il suo eccessivo controllo su di lei, su cosa faceva, su chi vedeva, su dove lavorava.
Sicuramente non poteva immaginare che la sua storia potesse avere una fine così tragica.
Dopo solamente tre mesi Valentina e Manuel si sposano e così dopo un primo periodo di felicità iniziano i problemi, lei non riesce a lavorare per più di qualche giorno che poi Manuel per una scenata di gelosia le causa la perdita del lavoro.
Il loro matrimonio non è sicuramente facile, non voglio infierire sul ragazzo rispetto quanto Valentina ha scritto e dico solamente che aveva dei problemi legati alle dipendenze da droga e fumo.
La ragazza non riesce più a resistere con suo marito e dopo una sconcertante rivelazione Valentina decide di lasciarlo e così torna dai suoi e ricomincia ad andare a scuola, a uscire con gli amici insomma a vivere.
Infatti durante il matrimonio, lei si è ritrovata isolata non aveva più amici, sentiva poco la famiglia e anche la sorella, lui era riuscito ad allontanarla dai suoi affetti e a tenerla legata a sé.
Valentina nonostante la separazione continua a vedere l’ex marito, lo aiuta sia a livello psicologico che economico e una sera con una scusa le dice di andare a portare dei documenti è il 17 aprile 2011, il giorno che Valentina Pitzalis muore. E’ lei stessa che si definisce così per leI la Valentina che era prima ora non esiste più, tanto che vorrebbe cambiare il nome in Morgana.
La descrizione di quella sera, del fuoco che le pervade il corpo, la gola mi ha veramente toccato a pag. 66 cito alcune righe per me significative:
“ Dolenza, fitta, spasimo, sofferenza, angoscia, disperazione, tristezza, afflizione, desolazione, dispiacere, tormento, tortura, supplizio, contrizione…”
“Quanti sinonimi può avere la parola “dolore”?”
Nel libro Valentina ha sempre detto che quello che ha provato non può essere veramente descritto è un dolore che non augurerebbe a nessuno, mi ha colpito anche il fatto che quando il suo corpo bruciava lei è rimasta vigile, il tutto è durato 20 minuti.
20 minuti interminabili, i più lunghi della sua vita nei quali aveva delle sentimenti contrastanti voleva morire per il troppo dolore ma allo stesso modo voleva sopravvivere.
No Valentina è forte e si salva grazie anche alla meravigliosa équipe di medici dell’ospedale di Sassari, e alla sua famiglia e alla sorella che le sono sempre stati accanto.
Lei stessa, non vuole accettare il suo aspetto, fa fatica a non dovere più vedere il suo bel viso ma capisce che la vita deve andare avanti e la sua testimonianza deve servire per altre donne a denunciare ogni episodi di violenza prima che sia troppo tardi.
Un capitolo, in particolare, mi ha fatto riflettere è quello che Valentina ha intitolato “Le pirle di sagezza” dove ci racconta alcuni episodi sgradevoli che le sono capitati sia su internet che andando in giro per le città.
Credo che Vale tenga sempre a giustificare, o almeno è una mia impressione, l’atteggiamento ignorante e stupido di alcune persone che la definisce mostro o anche di peggio.
Non è che lo giustifica è che alcune volte bisognerebbe rispondere a tono a quello che gli altri dicono non è solo ignoranza perché non conoscono la sua storia ma secondo me è cattiveria gratuita.
In un mondo come il nostro dove la società ci impone degli schemi di bellezza fissi, magre, belle, abbronzate e rifatte dove i modelli che abbiamo in generale di riferimento sono le modelle o le attrici che a ogni età devono essere sempre belle e giovani così non andiamo da nessuna parte.
Per fortuna non tutte le persone sono come queste, prive di sensibilità e come dice Valentina lei li definisce “angeli”, di “angeli” ce ne sono tanti e continueranno a sostenerla sempre.
Il libro non è assolutamente triste anzi Valentina cerca di sdrammatizzare la sua situazione, di riderci su come quando racconta che un bambino per strada ha detto che assomiglia a Voldemort.Io mi sarai molto arrabbiata ma Vale ha ragione non bisogna dare peso a tutto quello che la gente ci dice anche se ci ferisce.
Ha decido di appoggiarsi alla Fondazione Doppia Difesa per far conoscere la sua storia affinchè quello che le è successo non ricapiti più.
Valentina è una ragazza che ha trovato in sé una forza immensa, un coraggio invidiabile, non so se io stessa avrei avuto la sua stessa volontà di vivere dopo quello che le è successo.
Solo una parola SORRIDERE sì alla vita come nelle foto che vediamo all’interno del libro, io le auguro di NON SMETTERE MAI DI SORRIDERE!
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IL CIELO E' CAMBIATO
Da quando avevo sentito parlare di questa scrittrice e dopo aver letto e visto alcune sue interviste mi ha da subito ispirato fiducia, aveva un non so che di simpatico, mi è sembrata molto vicina a noi lettori.
Faccio una premessa prima di iniziare, i libri di Clara Sànchez sollevano molte critiche ma penso di aver capito il suo modo di scrivere e il messaggio che vuole trasmettere. Trovo che questa autrice non sia banale, in questo romanzo in particolare abbia voluto raccontare la storia di Patricia, una modella un lavoro a cui molte ragazze di oggi aspirano.
Lei stessa in un’ intervista ha rivelato che l’idea di questo libro le sia venuta guardando una rivista e vedendo l’immagine di una giovane che sembrava spaventata e si è detta che non conosceva niente della vita di questa ragazza se non solamente la sua foto.
Da qui l’ispirazione per la stesura del libro.
Partiamo però dalla trama la protagonista è Patricia, giovane ventiseienne che lavora come modella da ormai parecchi anni, sta tornando da un viaggio in India e incontra sul suo cammino Viviana, una donna anziana molto particolare.
Nota subito che in quella donna c’è qualcosa di strano, oltre al suo modo di vestire molto estroso, in un momento in cui l’aereo affronta una turbolenza le rivela che qualcuno le vuole male e di stare attenta, di guardarsi intorno.
Patricia è sconvolta da quella rivelazione non capisce come qualcuno possa volerle male, pensa quindi alla sua vita si ritiene una donna fortunata, ha un lavoro ben retribuito, un marito Elias che le vuole bene e vive in un bella villa a Madrid.
Almeno all’apparenza la vita di questa giovane ragazza sembra perfetta ma a poco a poco andando avanti con la lettura si scoprirà che invece non è tutto rosa e fiori.
Clara Sànchez racconta in questo romanzo uno spaccato sociale della nostra epoca, ci parla infatti delle modelle, ci fa entrare nel loro mondo, nei loro problemi con il peso, con la cura di se stesse, con la droga e con tutte le persone che approfittano del loro bisogno di lavorare.
Patricia ripenserà alle parole della donna e inizierà a sospettare che quello che le ha detto sia la verità, una serie di incidenti più o meno gravi la costringeranno a fare i conti con la sua vita.
E’ proprio la ragazza con una serie di flashback a raccontarci la sua storia, dai primi provini, al suo primo amante, al racconto del rapporto con le altre modelle e all’incontro con il marito.
Credo che il personaggio di Patricia sia estremamente triste, tutti si approfittano di lei molte delle volte tengono di più al suo denaro che a lei come persona.
Sicuramente la scrittrice ha voluto farci conoscere le fragilità, i dolori, le aspettative e le gioie di questa ragazza che probabilmente sebbene con un marito e una famiglia è più sola di altre persone.
Come dicevo all’inizio i romanzi di Clara Sànchez non sono così facili da leggere nel senso che si fatica ad andare avanti almeno nelle prime pagine, poi quando si capisce lo stile dell’autrice e il suo mondo o quello che vuole creare allora il gioco è fatto.
Devo essere sincera dopo un mio primo approccio un po’ freddino al romanzo non credevo di poterlo continuare a leggere e anche pentirmi di non averlo letto prima da quanto mi è piaciuto.
Ho apprezzalo il personaggio di Patricia che alla fine si è rivelata una persona uguale a noi, sebbene con un lavoro non comune ai più, è riuscita ad andare avanti nonostante tutto e per me è una persona gentile e buona fin troppo più di qualche volta avrei voluto che rispondesse a tono a quello che gli altri le dicevano.
Se vi posso dare un consiglio su questo libro, ma anche in generale su questa autrice, è quello di non scoraggiarvi se trovate delle difficoltà nelle prime pagine ma di provare ad andare avanti e ad entrare in punta di piedi nella vita dei protagonisti.
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FINALMENTE SONO GIUNTA ALLA CONCLUSIONE
***ATTENZIONE CONTIENE SPOILER***
Arrivo all’ultimo libro della serie più chiacchierata al mondo e troviamo Anastasia e Christian Grey che si sono sposati, che hanno coronato il sogno d’amore, ah no erotico, diventando marito e moglie.
Decidono di andare in viaggio di nozze, e qui ci troviamo di nuovo di fronte a scene intime tra i due, continue sempre le stesse, questi due personaggi non ne hanno mai abbastanza.
La scrittrice cerca di fare un ulteriore passo nella narrazione,inserendo una componente thriller che però lascia ben poco di suspence a noi lettori.
Tanto per fare un esempio dopo un inseguimento in auto, qualcuno stava seguendo Anastasia e Christian Grey, i due dopo aver apparentemente seminato il loro aggressore, si fermano in un parcheggio pubblico e cosa decidono di fare??Be’ non lo sapete?? Hanno un rapporto sessuale e lei che si guarda intorno per vedere se qualcuno la guarda, tanto che sei là mettiti in mezzo alla strada nuda per quel che vale.
Il problema principale tra i due è che non c’è un dialogo normale, non so se vi immaginate la scena di una famiglia che alla sera torna da lavoro e si racconta la giornata, i problemi con l’affitto, il vicino, l’acqua calda che non esce e decide “chi lava i piatti stasera”?? Direte noioso, monotono si ma è normale è quello che succede nella realtà.
No loro discutono di soldi, ti compro la società e te la intesto cara, dove vuoi avere rapporti sessuali sul tavolo o nel letto, e bla bla bla….
I dialoghi sono peggiori del solito, litigano per nulla ora lei dice” mi dovrò abituare ad una donna che mi da una mano con la casa”, ma che sforzo mia cara ragazza!!
Ma perché questa scrittrice si ostina a continuare a parlare di rapporti sessuali, intimi e a descriverli in maniera dettagliata, ma io mi rivolgo a chi è piaciuto questo libro e dico non siete esausti di sapere come si trastullano Anastasia e Christian Grey o anzi meglio i signori Grey??!!!
Continuano a domandarsii domani con che cosa ci divertiamo, guarda che se ti comporti male ti porto nella Stanza Delle Torture, ma che prospettiva esaltante!!! Bravo, tu sai bene Mr Grey come poter conquistare una donna!! Ma su che palle!!!
Il massimo di questo libro è stata l’ultima pagina quando la nostra Anastasia dice che la sua vita di sicuro non sarà mai noiosa perché avrà al suo fianco un uomo come Mr.Grey!!
Alla fine ci siamo dovuti subire alcune pagine dove c’era il racconto del primo incontro tra i due, dal punto di vista di Christian Grey, a me è sembrata molto simile a quella che avevo già letto all’inizio del primo libro.
Dopo aver finito tutta la trilogia, sono arrivata alla conclusione che non consiglierei questo libro, la scrittrice poteva togliere molte scene d’amore tra i due protagonisti che si ripetono e rendono la narrazione piatta, evitando di far risultare la storia insipida.
In più si poteva concentrare meglio sulla componente giallo/thriller che ha introdotto anche se in maniera molto marginale, creando una sorta di novità così da rendere la storia più interessante e avvincente.
Una buona operazione di marketing, molte volte può far risultare un libro migliore di quello che effettivamente è.
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ORA PASSIAMO AL NERO
La storia continua da dove era finita con il primo libro, troviamo Anastasia che ha iniziato a lavorare, ha un nuovo capo Jack, anche lui sembra avere un interesse per questa bella ragazza, ex ingenua ora diventata di colpo molto sicura di sé.
Avevo fatto un tenero sorriso appena aveva lasciato il bel e problematico Christian Grey, si, mi ero detta, finalmente si è liberata di lui.
Ma no, la festa è durata uno schiocco di dita infatti, dopo pochissime pagine decidono di rivedersi in occasione della mostra di Josè, l’amico di Anastasia.
Adesso mi sono immaginata la scena dei due che si rivedono dopo un po’ di settimane, cosa si diranno? Cosa farà il bel Mr Grey????
Non lo immaginate?! Le chiede quando” hai mangiato”???Il massimo dell’erotismo non è vero?! Scusa che problemi hai?? Ah si è vero, povero si preoccupa per lei, ma quanto è premuroso, da cariarsi i denti per quanto è dolce!!!!
Non credo di dover andare avanti a raccontarvi la trama no, la sapete già i due litigano, poi hanno innumerevoli rapporti sessuali, i dialoghi sono simili al primo libro un po’ noiosi e ripetitivi.
Ma in questo romanzo, l’autrice ha cercato di fare di più inserendo alcuni momenti che hanno tinto un po’ di giallo la storia, ma questo non ha impedito di continuare a raccontare a noi lettori in maniera dettagliata il rapporto intimo tra Anastasia e Christian Grey.
Il nostro amico qui, è un po’ meno attratto dalla Stanza delle Torture e dai metodi violenti che usava, cerca di rispettare di più la ragazza e di adeguarsi a lei.
Anche se devo dire tra i due Anastasia è quello che mi ha stupito, ora è lei che vuole fare dei giochetti erotici, dove è finito l’ ingenua e inesperta ragazza dell’altro libro bum… sparita per magia.
Odio, profondamente come viene ostentata la ricchezza che Mr Grey possiede, le aveva già comprato auto, telefono, computer ora anche un ipad, vestiti ultracostosi e poi le dice” io me lo posso permettere” ah be’ certo!!
Conosciamo un altro aspetto della vita di Christian, probabilmente il suo stato di Dominatore è dovuto anche ad un’infanzia molto difficile, continua ad andare in terapia per riuscire a risolvere i suoi problemi.
Sicuramente il nostro Mr Grey, sta diventando più docile, già si era capito che provava dei sentimenti per la bella Anastasia e vanno anche a vivere insieme cosa assai improbabile nel primo libro.
Ma io mi sto chiedendo ci siamo dovuti subire nel primo romanzo, pagine e pagine di un contratto e delle regole tra Dominatore e Sottomessa, per poi scoprire ora che non serve più a nulla??
A parte la ricomparsa di ex sottomesse e la situazione lavorativa di Anastasia non c’è molto di nuovo in questo secondo libro, i dialoghi e lo stile restano pressoché semplici e ripetitivi.
Questo romanzo tuttavia, mi è piaciuto un attimo in più del primo anche se avrei tagliato molte scene intime tra i due inutili per la trama e anche per noi lettori che ne abbiamo le scatole piene.
Ho provato seriamente a cambiare prospettiva di lettura, a cercare di vederlo come un libro che cerca di farti estraniare dalla vita di tutti i giorni, penso almeno che questo sia stato l’obiettivo della scrittrice, ma anche facendo quest’ ulteriore sforzo non sono riuscita ad apprezzarlo.
Trovo molto interessanti altri romanzi magari più corti che parlano di altro, noi lettori siamo sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di diverso dal solito ma alcune volte è meglio restare su ambienti che già conosciamo tanto per non rimanere delusi.
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IL MONDO DELLA MODA
Ho acquistato questo libro per curiosità, dopo che ho amato moltissimo l’omonimo film con Anne Hathaway e Meryl Streep.
Il romanzo sostanzialmente vuole far capire al lettore quanto possa essere scintillante,affascinante, pieno di glamour il mondo della moda, ma mette in luce anche le varie parti oscure che ci sono al suo interno.
Il film direi che è liberamente, no anzi molto liberamente ispirato al libro, a grandi linee la trama è la stessa, ritroviamo quindi Andrea Sachs, Emily, Miranda, Nigel, Alex e Lily.
Ma partiamo da Andrea, se nella pellicola cinematografica si è fatto leva molto sul fatto che lei non si vestisse alla moda e poi sulla sua trasformazione, nel romanzo questo non è rilevante,anzi la ragazza si adegua al mondo in cui lavora trovando divertente poter utilizzare gli abiti gratuiti offerti dalla redazione.
Andy, si definisce una ragazza di provincia, che si dedicava a frequentare gruppi giovanili ed a partecipare ad attività sportive e ha un sogno quello di poter scrivere per un’importante testata giornalista.
Viene assunta come assistente junior da Miranda Priestley, il direttore di Runway, una delle più importanti riviste di moda. In quell’ambiente ben presto si rende conto che il carico di lavoro è davvero forsennato, 14 ore e più da passare in ufficio, correre su e giù per le strade newyorchesi, da un atelier ad un altro e riuscire a realizzare ogni desidero della sua capa, si ritrova così stressata, con poco appetito e non riesce a dormire per più di 4-5 ore a notte.
Nel libro viene raccontata la vita di Andy a 360 gradi, facendoci conoscere cosa fa subito dopo la laurea, il suo rapporto con Alex, il suo primo colloquio per Runway la sua famiglia e il rapporto con l’amica Lily.
Proprio su Lily mi volevo soffermare giusto un attimo, questa ragazza è impressionante in senso negativo, è un alcolista, va a letto con mille uomini niente a che vedere con la persona stupenda conosciuta nel film.
Nigel, qui è un personaggio più che secondario appare poche volte, tutti ricordiamo la fantastica interpretazione di Stanley Tucci
Lo so non riesco a fare a meno di paragonarlo al film che avrò visto centinaia di volte, a loro modo sia la trasposizione cinematografia che il romanzo hanno entrambi un perché.
Il libro è molto divertente e frizzante Andrea, è un personaggio che ha un’ evoluzione, cambia, si adegua al mondo della moda con orari assurdi riuscendo a giustificare ogni atteggiamento che Miranda ha, anche il modo in cui la tratta lei e i suoi colleghi.
Miranda, anche nel romanzo, è una persona che viene venerata, un proprio e vero guru del fashion, basta nominare il suo nome e tutti stanno sull’attenti pronti ad esaurire ogni suo desiderio e ogni suo ordine.
Andrea si lascia trasportare dal mondo della moda, che all’inizio non capiva e odiava e si ritrova ad un certo punto a fare i conti con la sua vita privata, con il suo fidanzato, la sua famiglia e i suoi amici.
Il romanzo è come lo avevo immaginato, mi sembrava proprio di stare la’ con Andrea e di riuscire a sognare ad occhi aperti tutti quegli abiti bellissimi di stilisti famosi,le borse, i trucchi, i foulard e le scarpe.
La scrittrice è riuscita a ricreare quell’atmosfera magica che circonda il mondo della moda, anche in virtù di un esempio diretto che lei stessa ha avuto lavorando a Vogue. Inoltre, ha descritto in maniera autoironica, brillante e divertente i pregi e i difetti che ha questo ambiente.
Lo consiglio a tutti quelli che vogliono tuffarsi in un romanzo spiritoso, pieno di glamour che riuscirà a strapparvi un sorriso e a stravolgere la vostra quotidianità.
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LA REALTA' E' BEN DIVERSA
***“ATTENZIONE IL TESTO CONTIENE SPOILER”***
Anche per me è arrivato il momento di leggere questo libro, ebbene si sono caduta nella rete di questa casalinga britannica che ha conquistato il mondo con la sua trilogia erotica.
Pensando di scrivere una recensione su questo libro mi sono chiesta da dove poter iniziare e da che punto poter analizzare questo romanzo.
Premetto che questo genere non è tra i miei preferiti, fatto sta che le prime cento pagine mi sono piaciute tutto sommato, poi quando il rapporto tra i due protagonisti è diventato più hot, da lì il mio giudizio è cambiato.
Partiamo con ordine, la protagonista è Anastasia, una giovane ventenne, molto carina che si sta laureando e a causa della malattia dell’amica Kate deve realizzare per lei un’intervista per il giornale studentesco. Ecco qui, entra in scena il tanto decantato Cristian Grey , ventisettenne miliardario, a capo di della Grey Enterprises Holdings Inc. di una bellezza indescrivibile, da togliere il fiato.
Anastasia è una ragazza timida, che non ha molta fiducia in sé, imbranata, si considera brutta e non all’altezza delle situazioni che deve affrontare, non ha mai avuto rapporti intimi con nessun uomo.
Cristian dopo il loro incontro resta affascinato da questa ragazza e a suo dire non riesce a staccarsi da lei.
Ok, fermiamoci un attimo ma di cosa stiamo parlando?
Molti romanzi rosa che ho letto negli anni hanno una trama simile a questa, la favola del principe azzurro colpisce sempre noi donne peccato che non può essere assolutamente una situazione reale.
Da che mondo è mondo uno “strafigo”,come si dice dalle mie parti, si invaghisce della prima ragazzetta timida dal bel faccino??!!
Ma non è finita qui l’autrice per movimentare le cose tra i due, ha introdotto il tema erotico con delle scene che lei spiega molto bene e che hanno un che di comico.
Cristian, sarà bello però ha moltissimi lati nascosti, ha delle manie di controllo veramente che fanno paura, è uno stalker, propone a questa ragazza di avere dei rapporti un po’ particolari con un ruolo di Dominatore e Sottomessa.
Pagine e pagine di un contratto che Anastasia dovrebbe sottoscrivere e approvare in ogni parte, questo prevede, tra gli altri, che lei mangi regolarmente una serie di cibi, che faccia palestra, che indossi i vestiti che lui sceglie per lei e che sia sempre ben depilata. Scusa?! ma te chi cavolo sei, che puoi dire a una donna come si deve comportare e cosa deve fare.
Certo che Anastasia, un po’ di dignità non c’è l’ha proprio, tira fuori un po’ di amor proprio e mandalo a quel paese, ok è bello no anzi bellissimo meglio di un bronzo di riace ma questo giustifica tutto??!!!
E poi ho odiato il fatto che lui la chiamava “piccola”, “si brava bambina” e poi come lei gli dice “si signore” e poi devi mangiare, vai a dormire a un certo punto mi sono chiesta ma che problemi ha questo tizio???
La cosa che mi ha dato più fastidio sono i termini, non so se sia perché la scrittrice ha voluto così o è stata la traduzione, sono molto volgari e varie parti vengono ripetute moltissime volte .
Kate, l’amica di Anastasia, ci mette del suo, prima la incoraggia a stare con Christian e poi la mette in guardia le dice attenta non è l’uomo per te, è pericoloso, strano.
Secondo voi, questo libro è un buon esempio per noi donne, per tutte quelle che subiscono maltrattamenti, è sempre giustificabile il comportamento che ha Mr Grey?
Mi è capitato di parlare di questo libro con altre persone oppure leggere altre recensioni e mi sono trovata con due opinioni differenti:
- La prima è quella parte di persone che lo trovano una porcheria, un porno, un non so che , che non si può chiamare libro e che non si capacitano del successo che ha ottenuto.
- La seconda parte che lo ama alla follia, vorrebbe incontrare Cristian Grey e abbandonarsi a lui
Ecco io mi trovo a metà, nel senso che non mi è piaciuto anche se ho letto di peggio, però non posso dare un giudizio positivo perché lo stile di scrittura non è sufficiente e il rapporto che si crea tra i due personaggi non è verosimile.
Ho cercato di iniziare la lettura senza avere dei pregiudizi, ma le varie e varie pagine dove si specifica i rapporti intimi tra Christian e Anastasia sono veramente pesanti da leggere.
La cosa che mi ha fatto ridere, era l’eccessiva eccitazione che i due provavano l’uno per l’altra, Anastasia addirittura si presenta a cena dei suoi di lui senza mutandine eh??!!! e qui mi sono chiesta questa ormai è andata………ma come si può?? Ritorno a quello che ho detto prima un po’ di dignità e amor proprio.
E lui che si arrabbia per cose assurde, e la vuole punire in un modo aberrante, schifoso e lei che lo lascia fare ma perché questa persona ti piace solamente per la sua bellezza, fai tutto questo perché è un adone straricco che può tutto? Ha un aereo privato, migliaia di dipendenti al suo servizio, una casa enorme, ti regala un blackberry, un computer e una macchina??
Fermiamoci un attimo, Christian ha dei problemi seri chiamiamo la neuro che se lo porti via, altro che sogno erotico!!
Ha dei complessi da dominatore, vuole avere tutto sotto controllo, ha trovato una ragazza impaurita timida, normale e zac…… ma si…. prendiamo sta povera e proponiamo un contratto per un rapporto erotico estremo ,ma dato che ci siamo mi arrabbio anche quando scopro che lei non è mai andata a letto con nessuno. Non lo immaginavi? Maniaco sessuale che non sei altro??
E poi lui l’ha usata per i suoi giochini solo perché era attratto da lei ma non perché si fosse innamorato.
Non sono romantico, non dormo mai con una donna, ho avuto solamente questo tipo di rapporti, non ho mai fatto l’amore, non ho mai portato a casa dai miei una ragazza, ma va…..guarda sta ragazza ti sta cambiando fatalità.
Non capisco veramente perché non si possa scrivere qualcosa di più sensato, che vada al di fuori dai luoghi comuni e cliché che troviamo disseminati nel libro.
Ok che un romanzo può essere leggero, che ti deve far sognare togliere dai problemi quotidiani ma si può leggere ben altro.
Non commento il fatto che delle persone sui social network non abbiamo mai letto nulla e tutti parlassero di questo libro come un non so che di fantastico, sembrando affascinate e sopraffatte da questo Mr Grey.
Non mi sento di non consigliarlo perché ad un’altra persona può piacere a me no, non ho capito dove voleva andare a parere questa scrittrice, vi consiglio di farvelo prestare visto che tutti lo hanno comprato, così come ho fatto anch’io.
Il trailer del film che è uscito da poco mi ha incuriosita, la canzone di Beyoncè è molto carina e spero che almeno al cinema mi possa piacere di più.
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- sì
- no
LA RIVINCITA DEL VINTAGE
Questo romanzo mi ha da subito colpita per il titolo e per la copertina che ho trovato molto carina.
Quando poi sono passata alla trama il libro mi ha conquistato definitivamente, come altri è stato un successo del passaparola dei lettori, ma come spesso accade i grandi casi editoriali possono rivelarsi al di sotto delle aspettative.
In questo caso però la lettura si è rivelata molto piacevole.
Le protagoniste sono due: Amanda una donna in carriera alla soglia dei quarant’anni che ha un negozio di abiti vintage e Olive che vive nei primi anni del Novecento che non si vuole piegare alle convenzioni dell’epoca e farsi una famiglia ma vuole rendersi indipendente e lavorare.
Le due donne sono legate da un diario, infatti Amanda andando ad acquistare dei abiti vintage da una signora anziana di nome Jane Kelly, trova in un baule con all’interno questo quadernino che inizia a leggere.
Cosi anche noi lettori conosciamo la storia di Olive, giovane donna che si trova ad affrontare dei momenti difficili e quando si ritrova senza genitori se la deve cavare da sola, anziché sposare un ragazzo benestante decide di trasferirsi a New York e inizia a lavorare come commessa.
Da qui la storia si evolve e mano a mano che andiamo avanti Olive ha un cambiamento e si ritrova a capire quale sia la vita vera, farà nuove esperienza e diventerà donna.
Nel frattempo il libro ci racconta anche la vita di Amanda che vive anche lei un periodo difficile, il suo negozio verrà sfrattato e ha una relazione difficile con Jeff, suo ex fidanzato di quando andava a scuola, ritrovato dopo anni. Tra loro è iniziata una relazione extraconiugale, causata anche dal fatto che l’uomo sta affrontando un periodo di crisi con la moglie.
Amanda e Olive sono più simili di quanto pensiamo entrambe sono donne moderne per il periodo storico che vivono, cercano di andare avanti senza l’appoggio di una figura maschile e cercano di reagire agli ostacoli che si trovano davanti. Hanno entrambe una forza interiore e un coraggio incredibili.
La prima parte del libro circa una cinquantina di pagine, non mi ha entusiasmata non capivo come fosse Amanda e di colpo mi sono ritrovata che dopo pochissimo aveva già trovato il diario, mi è sembrato tutto troppo veloce.
Poi, invece, la lettura è decollata e mi sono sempre di più affezionata alle due donne e alle scoperte che ha fatto Amanda, tifavo per entrambe affinché riuscissero a realizzare le proprie aspirazioni e i propri sogni.
Anch’io come Amanda adoro il vintage, quindi mi sono piaciute le parti in cui cercava di dare nuova vita a questi vestiti, li cuciva, li rammendava e alcune volte li sceglieva per indossarli lei stessa.
Questo romanzo per me è un inno alle donne, che vogliono trovare la loro strada, essere indipendenti, cercare di far valere i propri diritti al pari degli uomini e che lottano per i loro sogni.
Consiglio a tutti questo libro che racchiude al suo interno tutti gli ingredienti graditi a noi donne: un po’ di glamour, romanticismo e buon umore.
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LE AMICHE DEL MARTEDI'
Non so se vi è mai capitato di voler prendere il telefono comporre il numero dell’autrice in questione, della quale avete letto il libro, per riempirla di parole per l’assurdità di quello che è stato definito un bestseller.
Mi spiego meglio, sono andata in libreria un pomeriggio e visto che sono sempre alla ricerca di nuovi autori a me sconosciuti, mi sono ritrovata tra le mani questo libro. La trama mi aveva incuriosita, la copertina invece non mi diceva proprio nulla, ho deciso comunquedi comprarlo anche perché faceva parte della collana elefanti della Garzanti.
Le protagoniste sono ben cinque: Caroline avvocato penalista molto conosciuta sposata con Philipp medico, due figli grandi e una carriera ben consolidata. Eva, quattro figli sposata con Frido, si era laureata ma lascia i suoi sogni per dedicarsi alla famiglia. Estelle, super viziata e super ricca, senza figli chiamata anche” la grande dame”. Poi ancora Kiki, la più giovane del gruppo, interior designer non riesce ad avere una relazione stabile e Judith che ha da poco perso il marito Arne dopo una lunga malattia.
Se andiamo a leggere la trama in teoria la storia gira attorno a Judith e al marito che lascia un diario dove ha annottato il suo ultimo viaggio verso Santiago di Compostela.
La donna distrutta dalla perdita vuole ripercorrere il cammino che lui ha fatto e concluderlo, per cercare di superare il dolore che prova.
Judith e le amiche come ogni martedì si ritrovano al ristorante Le Jardin e cercano di tirar su di morale l’amica ancora scossa dalla perdita del marito e come ogni anno devono decidere che viaggio fare insieme. Judith però comunica alle altre che quest’anno non ci sarà, così le sue amiche hanno l’idea di accompagnarla nel suo viaggio verso Lourdes.
Non tutte le ragazze sono inizialmente d’accordo, molte di loro hanno delle riserve sul pellegrinaggio ma decidono comunque di partire insieme.
Vi chiederete come mai non mi è piaciuto il libro??
Mi sono molto arrabbiata durante la lettura per delle cose che ho trovato fuori luogo e fuori tema.
Partiamo, invece, dagli aspetti che ho apprezzato di questo libro, è molto scorrevole la storia si legge velocemente, di solito l’inizio è sempre un po’ lento invece questa volta la prima parte mi ha coinvolto e mi è piaciuta, pero ahimè solamente quella.
L’idea iniziale è buona ma a mio avviso è sviluppata male, la scrittrice fa molti capitoli brevi poco descrittivi e questo facilità il lettore ad entrare nella storia.
Judith, che dovrebbe essere la protagonista principale è una persona odiosa, che si piange un po’ troppo addosso che non vede la realtà delle cose, se il carattere delle altre donne è ben delineato, di lei invece non si capisce quale sia la sua personalità.
La trama che leggiamo sulla quarta di copertina è fuorviante sembra che il romanzo ruoti attorno al diario di Arne che non è veritiero infatti molte cose che ha scritto sono state copiate da internet. Sembra che dietro ci sia un mistero qualcosa da risolvere invece non sarà così.
In realtà il diario è marginale, nei capitoli si parla di più dei problemi delle donne, delle loro vite e delle loro paure.
Il libro è sicuramente incentrato sulle cinque donne che attraverso il pellegrinaggio pensano allo loro vita a ritrovare se stesse e ad affrontare meglio la loro vita.
Una cosa che non capisco è perché è stato introdotto il tema della religione, qui non c’entra nulla e si capisce bene che la scrittrice non crede nel cristianesimo ma anzi lo critica ma perché allora ambientare un romanzo in un luogo che non piace alla stessa autrice??Che senso ha?Se tu non credi, non devi offendere le persone che invece compiono questo pellegrinaggio con fede e spiritualità.
Judith oltre a essere odiosa, verso il finale del libro si viene a scoprire una cosa orribile che ha fatto nel passato, non anticipo nulla per non rovinarvi la lettura a chi volesse leggerlo.
Il titolo del romanzo, secondo me, non c’ entra, e la trama non è veritiera qui tutte e cinque le donne sono protagoniste del romanzo e non solo Judith. L’autrice doveva soffermarsi magari su un personaggio e approfondirlo, con così tante storie da raccontare al lettore si crea molta confusione.
Le donne attraverso il viaggio cercano di ritrovare se stesse e di capire che i valori importanti e da conservare della vita sono l’amicizia e la famiglia.
Non mi sento di consigliare questo romanzo perché non credo meriti di essere un bestseller, è un libro anonimo che non ha un vero finale sono delle storie di varie ragazze collegate da una presunta amicizia nemmeno così solida.
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IL GIARDINO DIMENTICATO
Questo romanzo era nella mia “Wishlist” da moltissimo tempo, fin da quando avevo letto la trama su internet e questa mi aveva incuriosita e anche affascinata.
Poi un giorno mi sono decisa ad iniziare la lettura e da subito sono stata catturata dal modo di scrivere dell’autrice scorrevole, dettagliato sembrava che stessi guardando un film.
Il libro racconta la storia di tre donne che vivono in tre periodi storici differenti, partiamo con Eliza Makepeace, anche definita l’Autrice che abbandona all’inizio del 900 su una nave, una bambina facendo poi perdere le sue tracce.
La bambina è Nell, che trovata abbandonata al porto di Maryborough viene adottata dalla famiglia di Hugh, che solamente al suo ventunesimo compleanno rivelerà alla ragazza la verità sul suo passato. Solo nel 1975, quando l’uomo non c’è più, la donna riesce ad avere la sua valigetta bianca, l’unico oggetto che portava con sé sulla nave e inizierà a scoprire le sue origini e come mai è stata abbandonata. Dentro la valigia oltre ad un vestito c’era il libro di fiabe scritto da Eliza.
La terza donna è Cassandra, la nipote di Nell che nel 2005 riceve una lettera dalla nonna dove le comunica che ha ricevuto in eredità un cottage in Inghilterra e il suo giardino.
Sarà proprio quel giardino dimenticato così bello ma anche così magico che gli abitanti del luogo hanno cercato di dimenticare, a rivelare molti dei misteri ancora irrisolti.
Il romanzo spazia da un periodo all’altro e piano a piano il mistero dell’abbandono di Nell si svelerà, ho notato nella prime cento circa pagine il lettore si scontrava con un po’ di confusione soprattutto quando si cambiava lo spazio temporale tra i vari capitoli. Ma continuando la lettura i salti da un periodo all’altro non erano più un ostacolo ma erano necessari per la narrazione.
La scrittrice riesce a tenere alto il livello di suspense in tutto il libro e mano a mano che vi avanti nella lettura, si scoprono nuovi indizi e anche noi lettori diventiamo degli ispettori che cercano di trovare la soluzione al mistero di Nell.
Nell, nel 1975, decide quindi di andare in Inghilterra per riuscire a scoprire chi sono i suoi veri genitori e come mai l’hanno abbandonata, purtroppo non riuscirà a sapere la verità e dopo un periodo in Cornovaglia dovrà tornare in Australia a sbrigare delle formalità, decisa però a tornare al cottage.
Ma la vita è imprevedibile e la figlia di Nell Lesley, si presenta a casa della madre con la filglia Cassandra e le chiede di poter lasciare la ragazza per un paio di settimane, in realtà non se la tornerà più a prendere e quello che doveva essere un soggiorno momentaneo diventa definitivo.
Così Nell non tornerà più indietro in Inghilterra e non riuscirà mai a conoscere la verità, ma sarà proprio la nipote Cassandra che continuerà le ricerche riuscendo nel suo percorso anche ad affrontare i suoi problemi personali e il dolore che ha provato nel suo passato.
Questo è il libro più famoso e recensito della Morton è difficile esprimere un’opinione ma direi che questo è un romanzo veramente scritto in maniera egregia e credo che appassionerebbe anche chi non ama leggere.
Nelle ultime pagine mi ha così catturato che mi sono emozionata e mi sono venuti i brividi per le scoperte che Cassandra stava facendo. Anche se il lettore crede di aver capito come sono andate le cose, scoprirà ben presto che la realtà dei fatti è totalmente diversa.
Tra le tre donne sicuramente la protagonista assoluta è Eliza, un personaggio che viene ostacolato da tutti che ha un passato di sofferenza e su di lei aleggia in tutto il libro un alone di mistero con le sue favole così strane ma che se vengono lette con attenzione possono svelare la verità.
Consiglio a tutti di leggere questo romanzo perché qui potete trovare tutto quello che si può cercare in un libro: mistero, suspense, tensione, sentimenti, emozione, lasciatevi conquistare da questa storia dove i personaggi rimarranno con voi anche dopo averlo finito il libro.
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AL MARE NON DOVREBBE PIOVERE MAI
Ho scelto di leggere questo romanzo perché mi ha molto colpito la copertina e la trama che ho trovato molto originale e insolita.
Questo libro, infatti, è diverso da molti altri che ho letto in passato credo che sia dovuto allo stile di narrare dell’autrice che l’ha reso interessante e non banale.
Vengono affrontati vari argomenti nel libro, quello principale è sicuramente quello del ricordo e della nostalgia per un tempo ormai passato che non può tornare.
La scrittrice ha utilizzato due registri narrativi, quello di Domiziana e poi quella del narratore esterno, inoltre vengono usate molte metafore e flashback.
Domiziana è la protagonista del romanzo insieme alla sorella Andrea, loro sono originarie di Udine, hanno sette anni di differenza e oltre a questo hanno vite e caratteri completamente opposti.
Il libro comincia con Domiziana che arriva al mare di Grado dopo quasi trent’anni che non tornava lì, ma benché arrivare in estate sceglie di andare a novembre, in autunno.
Questo è un luogo a lei caro che le riporta in mente moltissimi ricordi e sensazioni legate alla sua infanzia, un periodo che lei ricorda con molto affetto e nostalgia.
In questo periodo dell’anno il mare perde la sua bellezza e si spegne così come anche i suoi abitanti, i pochi rimasti, che rimangono statici e immobili come se questo posto si animasse solamente nel periodo estivo.
A novembre, nessuno si sognerebbe di andare al mare, è un posto legato alla stagionalità dove tutti hanno un comportamento abitudinario si ci abbronza, ci si rilassa, si mangia il gelato, si tradisce e si parla con il vicino di ombrellone.
L’autrice descrive così il comportamento delle persone che ogni anno si incontrano al mare.
Ho sempre pensato che il mare fosse uno dei luoghi più belli ma allo stesso tempo più tristi, chi ci vive tutto l’anno vede quanto nel periodo autunnale e invernale resti isolato, si spegne e poi improvvisamente si rianimi solo nella bella stagione, tra l’altro dove il caos diventa normalità.
Domiziana, torna a Grado per ritrovare se stessa e in un certo modo anche l’amata sorella, il lettore conosce la protagonista a poco a poco, ma capisce subito il profondo turbamento che la ragazza vive.
Ci troviamo di fronte una persona molto timida, che mangia molto poco, che ama il mare e che ha sofferto molto. Si sposa giovane appena ventenne e poco dopo diventa madre di una bambina Nicole e dopo alcuni anni di matrimonio si separa dal marito.
Il fatto che abbia paura di ingrassare e che in qualche caso odi il cibo, è sintomo del profondo disagio che prova nei confronti del mondo.
Va a vivere nella pensione “Turchina” e nel periodo che trascorre lì a Grado si lascia trasportare dai ricordi e si lascia vivere, non riesce a reagire e non riesce almeno nel primo periodo a trovare se stessa.
Domiziana dice di essersi rassegnata alle assenze e ai rifiuti e si ritrova sempre sola ad affrontare le varie situazioni della vita, è sempre alla ricerca dell’amore lo cerca in ogni cosa.
Andrea invece, è una persona molto ribelle, bizzarra, strana, ha sempre cercato di scappare dalla sua famiglia d’origine e anche dalla sorella per vivere una vita diversa da quella che le si prospettava.
Dopo Udine si trasferisce a Londra, e continua a vivere la sua vita sentendosi poco con i suoi cari e anche con Domiziana.
Le due sorelle si vogliono molto bene anche se non lo dicono, vorrebbero avere un rapporto più intenso ma non riescono ad esprimere i loro veri sentimenti.
Nella vita e nel soggiorno a Grado per Domiziana arriva una scossa grazie all’incontro con Darko, un bosniaco che vive al porto.
A me è sembrato che la ragazza non abbia avuto gran fortuna nell’amore e che più di tanto a Darko non gli importa della ragazza, sembra freddo e crudo, come anche l’ex marito che non ha mai considerato importanti i sogni della moglie, inseguendo solamente i suoi.
Entrambe le sorelle non riescono a trovare un posto dove si trovano veramente bene ad eccezione di quel mare che le ha viste crescere, che le tiene utile fino alla fine.
Forse non ho capito fino in fondo le scelte che le due sorelle hanno fatto e il loro modo di affrontare i problemi, vite opposte ma seppur vicine.
Mi ha colpito moltissimo lo stile molto curato e il modo di scrivere dell’autrice preciso, lineare, semplice ma molto ricercato.
Lei è riuscita a caratterizzare i personaggi e a renderli reali, quasi come se fossero delle persone che conosciamo, dei nostri amici.
Sebbene la storia a mio avviso è semplice, a renderla interessante e ad avere una marcia in più ci ha messo sicuramente del suo la bravissima Alessandra che scrive in maniera dettagliata e originale.
Le descrizioni delle situazioni, dei luoghi sono molto curate e precise per darvi un esempio a pag.21 “le fette biscottate si sbriciolano tra le dita come borotalco, il piattino a losanghe è sbeccato sui bordi, il burro è calcareo e sa di naflatina”.
Un romanzo interessante che affronta dei temi importanti in maniera delicata e umile che cerca di descrivere il profondo mutamento e le problematiche legate all’animo umano e alla ricerca della felicità, in fondo tutti noi la cerchiamo.
Un libro sul ricordo e sulla ricerca dei sentimenti, sulla perdita e sulla precarietà dell’amore.
Il mare viene utilizzato come elemento di felicità e di serenità per entrambe le ragazze che solo in quel luogo riescono a sentirsi in pace come quando da piccole trascorrevano le vacanze.
Non sempre si ha una seconda possibilità per tornare indietro e per cambiare le cose e cercare di fare o dire qualcosa che per un motivo o per l’altro non si è riusciti a fare o dire.
Un romanzo che consiglio a chi vuole leggere qualcosa di originale, che vuole soffrire con i protagonisti e ad emozionarsi con loro.
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UNA STORIA D'AMORE ITALIANA
Da molti viene definito il Nicholas Sparks italiano, lui stesso lo cita in questo romanzo a pagina 84, parlando, a mio avviso, di uno dei libri più belli dell’autore statunitense “Le pagine della nostra vita”.
Se sia vero o no che il nostro Galdino abbia delle somiglianze con questo scrittore, fatto sta che ci troviamo davanti a un autore italiano che scrive molto bene, parla d’amore senza per forza ricorrere a ridurre il rapporto a due solamente all’aspetto intimo.
Questo libro ha come protagonista Lucia, una ragazza siciliana molto bella che da anni è fidanzata con Rosario, più che amarlo, suo padre ha combinato questa unione per interesse personale considerando più il buon nome del ragazzo e tralasciando i sentimenti della figlia.
Lucia vuole diventare giornalista, inizia scrivendo qualche articolo che viene pubblicato su un giornale locale ma niente di più, fino a che con l’aiuto della zia otterrà la possibilità di fare uno stage a Roma in un importante giornale chiamato L’Eco di Roma.
La sua famiglia e Rosario sono contrari alla sua partenza tanto che il suo ragazzo definisce questo periodo “la parentesi romana” , l’unica dalla sua parte è la nonna materna Marta che la sostiene e la sprona a realizzare i propri sogni o comunque almeno a provarci.
Arriva il giorno della partenza e Lucia prova un senso di nostalgia per lasciare la sua terra, il suo mare, gli odori e i profumi , le sue tartarughe ma dall’altra parte è elettrizzata dall’inizio di una nuova avventura.
Arrivata a Roma, conosce il capo del giornale e instaura un buon rapporto con i colleghi che definisce tutti matti, lavora moltissimo e si stupisce di se stessa per quello che riesce a scrivere.
Nel giornale dopo un breve periodo di assenza, ritorna a lavorare un americano di nome Clark Kent, da subito il ragazzo non fa una buona impressione a Lucia che riconosce il suo fascino ma che lo considera un tipo strafottente e sfrontato.
Le settimane passano e i due si iniziano a conoscersi e a girare Roma, mangiano insieme fino a che accade l’irreparabile i due si innamorano l’uno dell’altro.
Lucia quindi dopo un periodo insieme a Clark decide di tornare a casa e di chiarire la situazione con Rosario, in quanto ha capito che l’amore vero è quello che prova per Clark, quindi parte e torna a Siculiana ma anche qui il destino scombina le carte e a causa di un brutto incidente la ragazza perde la memoria.
E ora come farà Clark a riconquistarla e a farle capire che il vero amore della sua vita è quello che prova per lui?
Diego Galdino ambienta questa storia a Roma luogo in cui vive e spesso nella narrazione qua e là sono inserite delle scene che si svolgono in un bar anche questo è un chiaro riferimento all’autore stesso che come prima lavoro fa il caffè.
La cosa che più mi ha colpito di questo scrittore sono state le parti in cui nel libro fa parlare il personaggio di Lucia, mi è piaciuto il modo in cui ha saputo descrivere i sentimenti di una donna, quello che prova, le sue paure e le sue speranze. Non credevo che un uomo riuscisse a capire una donna in questo modo è stato molto bravo.
Ha anche descritto in maniera molto romantico il sentimento che si stava creando tra i due ragazzi, lo stile è stato scorrevole e curato inoltre, in alcuni tratti anche divertente di certo non mi sono annoiata.
Consiglio decisamente la lettura di questo libro in quanto nella mia lista ideale, tra i pro e i contro, i punti a favore sono decisamente in maggioranza.
E’ risaputo che se si scrive di una storia d’amore è facile finire nel banale e nello scontato, per fortuna per il nostro Galdino, questo non succede, vuoi per il suo modo di scrivere molto piacevole o vuoi che è riuscito a dare una svolta alla storia, che stava diventando prevedibile, con la perdita di memoria della protagonista.
L’unico punto a sfavore che ho trovato è che in alcuni parti quando lo scrittore ha descritto il rapporto tra i due ragazzi la narrazione era molto sdolcinata, come se stessimo bevendo un tè con troppo zucchero , vedasi per esempio le citazione delle poesie.
Tutto sembrava troppo perfetto e si discostava dalla realtà, alcuni potranno dire che è solamente stato molto ma molto romantico.
Certi di uomini romantici come Clark Kent credo che ne esistono pochi al mondo, quanti avrebbero inseguito l’amore con così tanta tenacia?? Certo di dubbio il nostro americano che lì avrà, ma supportato dalle persone giuste capirà che Lucia è l’unica cosa che conta per lui.
Lucia, è un personaggio che non ho compreso fino in fondo almeno parlo nella prima parte perché nella seconda invece perde la memoria ed è difficile giudicarla. Una ragazza, secondo me, legata a doppio filo con la sua famiglia molto tradizionale e legata ad antichi valori, che vorrebbe realizzarsi nella vita ma allo stesso tempo non vuole andare contro le sue origini.
Il periodo a Roma le apre sicuramente gli occhi sul suo futuro, sul vero amore e sulla persona che vuole essere un domani, ma nonostante questo mi è sembrata una persona molto insicura e indifesa che cerca protezione.
Il personaggio che mi ha fatto sorridere e in alcuni momenti divertire è stata la nonna di Lucia Marta, l’unica persona che è moderna,all’avanguardia nella mentalità che capisce che la nipote non è contenta di stare con Rosario e che vuole che quello che è successo alla figlia Maria, un matrimonio di interesse, non capiti anche a Lucia.
Questo libro ci insegna che la vita ti può sempre dare una seconda possibilità che bisogna saperla cogliere e se si lotta per i propri ideali e per i propri sogni qualche volta questi si realizzano.
Consiglio a tutti questo romanzo perché è scritto da un autore italiano, il che non guasta, molto bravo che sa raccontare l’amore quello Vero che tutti noi cerchiamo.
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UN RICORDO DAL PASSATO
Questo romanzo storico ha come protagonista Lina una giovane sui 20 anni di Piacenza, una ragazza normale figlia di contadini, che agli inizi del ‘900 decide di intraprendere il viaggio verso l’America.
In questo libro viene raccontata la storia di Lina a 360 gradi, dall’infanzia, al suo percorso di crescita, al viaggio verso il Nuovo Mondo e alla sua nuova vita.
Faccio una premessa prima di continuare, mi ha sempre incuriosito tutte le volte che leggo o guardo delle interviste di scrittori o di quelli aspiranti tali, che dicono che hanno avuto l’ispirazione per scrivere il loro romanzo da un fiore, da un profumo o da una canzone.
Anche in questo caso Silvia Pattarini alla fine degli anni novanta, quasi per caso aiuta la nonna a trovare una carta in uno di quei vecchi cassetti dei nonni dove c’è di tutto e di più, dove tutti noi vorremmo trovare qualcosa di interessante o antico o misterioso. Guarda caso invece di trovare quello che la nonnina voleva,si ritrova tra le mani una busta dove c’era un biglietto di terza classe per l’America datato 20 agosto 1919, come quello che si vede nella copertina del libro. Quindi, come viene scritto dalla stessa autrice, con quel pezzo di carta è andata ben oltre le apparenze e ha tirato fuori una storia.
La scrittrice è stata molto stupita nel trovare questo biglietto e viene a conoscere che la sua nonna era andata in America da giovane cosa delle quale era ignara fino ad allora.
Ma partiamo per gradi, innanzitutto troviamo la ragazza nel suo paese d’origine, lei è molto conosciuta in quanto è una delle poche persone che sapeva leggere e scrivere quindi molti si rivolgevano a lei per farsi leggere lettere o cartoline di parenti lontani.
Molti italiani in quel periodo decidevano di emigrare per trovare fortuna o semplicemente per fuggire da una situazione di miseria e povertà, il lavoro era poco e il cibo scarseggiava.
Vi chiederete come mai Lina così di umili origini sapesse leggere e scrivere?
L’autrice ce lo spiega poco dopo, quando a 10 anni Lina cade su una pietra appuntita che le causa una brutta ferita alla gamba, i medici le dicono che non possono guarirla ma l’unica cosa possibile è quella di amputare la gamba.
Così suo padre si rivolge alle suore di Rivergaro che la ospitano al convento, la curano e nel periodo che la bambina è li da loro, le insegnano a cucire a leggere e scrivere, inoltre le regalano una corona dalla quale non si separerà più.
All’ epoca la parola e l’aiuto della chiesa, di parroci e suore era importantissimo, ci si rivolgeva a loro in caso di malattie, per cercare lavoro, oggi la situazione è radicalmente cambiata.
La vita di Lina è costellata da grande dolore, ora che è rimasta zoppa perde anche la sorella Paolina e la bambina che la stessa porta in grembo.
Non si da mai per vinta la ragazza vuole riuscire a raggiungere la Merica, cose veniva chiamata dagli italiani, dove già c’è la sorella Emilia e il marito Giulio, nelle lettere che riceve dalla ragazza, il nuovo continente viene descritto come un posto bellissimo, con molto lavoro, dove ci sono delle porte magiche dove si entra e ti trasportano nei vari piani del palazzo senza l’utilizzo delle scale(ascensore).
Inoltre, dove si può usare un aggeggio che viene chiamato “tele fon” con il quale si può parlare direttamente senza utilizzare un foglio e una penna.
Decide quindi di provare a partire e inizia a lavorare in una filanda per riuscire a pagarsi il biglietto, in questa occasione conosce Maria e Angela madre e figlia, con le quali instaura un rapporto di amicizia e le tre partiranno insieme verso Genova dove si imbarcheranno per l’America.
Dopo un viaggio non proprio facile,dove a loro si uniscono anche Tina e Amabile, arrivano alla città ligure dove si preparano per il viaggio, dopo un rigoroso controllo medico e dei documenti .
E qui iniziano i problemi , come ben sappiamo la terza classe è quella peggiore, dove i passeggeri vengono chiamati “di stiva”, dove le condizioni igieniche erano al limite. Le cuccette erano sovraccariche di persone, non si poteva cambiare d’abito, in quanto le valige erano nel reparto bagagli della nave e non c’era modo di recuperarle fino alla fine del viaggio, così se un bambino vomitava, o si sporcava non si poteva pulire.
Le stanze rimanevano sporche, non si poteva farle arieggiare, questo contribuiva alla diffusione di malattie gravi, oltretutto c’erano poche medicine a disposizione.
Dopo molti giorni di viaggio arrivano a Ellis Island anche chiamata” l’isola delle lacrime”, eh si vi chiederete non a New York no……. prima di arrivare nella grande mela ci si fermava qui dove i passeggeri erano sottoposti a dei controlli sanitari oltre che venire interrogati.
Inoltre le donne sole potevano restare, solamente se c’era già a New York un parente maschio altrimenti venivano rispedite indietro. Lina manda un telegramma alla sorella che la viene a prendere subito e da qui inizia la sua permanenza in America.
Qui mi fermo con la storia per non svelarvi di più, ma Lina avrà un bel po’ di colpi di scena che la metteranno a dura prova.
Posso dire che la vita nel Nuovo Continente non è tutta rosa e fiori anzi la situazione anche lì è difficile, gli emigrati italiani vengono trattati molto male, non ci si fida di loro vengono soprannominati con dei dispregiativi quali dago, wop ecc.
Se trovano un impiego vengono considerati dei ladri quindi vengono controllati prima di poter andare a casa oppure durante il loro lavoro venivano chiusi a chiave per paura che rubassero o facessero troppe pause.
Ho adorato Lina perché è una di noi, una ragazza del popolo, seria che spera in un futuro migliore, che parte da sola lascia il suo paese e la sua famiglia per il sogno americano. Ha una grande forza sa rialzarsi e trova sempre il coraggio di andare avanti. Lotta per i propri diritti non senza difficoltà.
La scrittrice è riuscita a narrare una storia seppur inventata in maniera meravigliosa sembra quasi che stia raccontando la vita vera di una ragazza che emigra in America.
Si nota moltissimo l’impegno che Silvia ha messo nel suo lavoro di ricerca e di ricostruzione del periodo storico basando la storia su dei fatti di cronaca realmente accaduti.
Lo stile è molto scorrevole, il romanzo è molto interessante ma sebbene il racconto sia pervaso da fatti drammatici non è mai stato noioso o cupo o triste, anzi quando interrompevo la lettura non vedevo l’ora di riprenderla in mano per sapere come andava avanti.
Come accadde anche oggi gli emigrati vengono discriminati, così anche per noi italiani all’epoca, andando all’estero c’era nei nostri confronti una sorta di sfiducia.
La scrittrice ha voluto dedicare il libro alla sua nonna che con il suo biglietto le ha dato lo spunto per la sua storia e alla memoria soprattutto dei suoi antenati e per far conoscere la storia ai propri figli.
Se volete anche voi intraprendere questo viaggio nel tempo, lasciarvi trasportare dalle emozioni e commuovervi questo è il libro che fa per voi, farete fatica a dimenticarvi di Lina che rimarrà nel vostro cuore.
P.S. Ringrazio vivamente l’autrice per la dedica che mi ha scritto, mi ha fatto molto piacere.
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LA VITA INCOMPIUTA RIMANE NELL'ARIA
Questo è un romanzo molto diverso dai soliti, unico e che va contro i schemi e i stereotipi che ci vengono proposti dall’ editoria oppure che troviamo in libreria.
Questo potrebbe essere un vantaggio come invece un enorme punto a sfavore del libro, ci ho riflettuto parecchio dopo averlo finito e soprattutto in previsione di una futura recensione.
Essendo un romanzo davvero originale, atipico ma per questo anche meraviglioso cercherò di trasmettere a voi quello che la lettura mi ha suscitato cercando di affrontarlo con estrema umiltà.
Nel libro troviamo due fratelli Lorenzo e Letizia che vivono con i loro genitori che come spesso accade litigano tra di loro e per sfuggire alla realtà si inventano dei giochi o delle storie, come per la loro giostra preferita di cavalli in un luna park vicino a dove abitano, immaginano che i loro animali preferiti Bianca e Nerone si liberano per scappare via, insieme, per un futuro migliore.
Uno dei due fratelli crede di averli visti volare via ma poi una sera vanno al luna di park e scoprono ben presto che loro si trovano ancora la’.
La loro infanzia e di conseguenza anche la loro adolescenza verrà spezzata da un evento tragico che li segnerà nel loro percorso di vita, la perdita della madre aprirà un grande vuoto in loro. A sua volta anche il padre li ha abbandonati e se la dovranno cavare da soli.
Poi incontriamo Cecilia, una donna fragile, insicura anche lei ha in sé dei fantasmi con cui deve combattere, l’autore ripercorre la sua vita dal primo concerto fino a quando abbandonerà la sua carriera e inizierà un percorso verso il declino.
La storia dopo ci parla di Matteo e di Lucia, una giovane coppia all’apice della felicità per la nascita della loro primogenita, infatti Lucia sta per dare alla luce una bambina che si chiamerà Siria.
Successivamente ritroviamo i due dopo il parto e il lettore intuisce che qualcosa è andato storto che la bambina non c’è e che Lucia è in uno stato emotivo e psicologico difficile, si stacca dalla realtà e dal marito.
Ma Lorenzo e Letizia, dove sono finiti?
Le storie dei due fratelli e di Cecilia e Matteo si fondono, entrambi saranno il sostegno l’uno dell’altro per andare avanti per continuare a sopravvivere e affrontare la vita in maniera migliore.
I temi trattati in questo libro sono molteplici, devo dire che su 210 pagine circa, di spunti e tematiche su cui riflettere ce ne sono moltissimi.
In primo luogo il dolore e la sofferenza,secondo me, la fanno da padrone, sia quello che si prova quando si perde una persona cara, oppure quello che invece si prova nell’interno del proprio animo, quello interiore psicologico ,che è più forte di quello fisico e che dal quale forse non si trova rimedio.
Letizia e Lorenzo subiranno il trauma della perdita della persona a loro più cara, di quella che li incoraggiava e li spronava ad affrontare le loro difficoltà, le loro paure ad andare avanti e a superarle, la stessa donna che darà la sua vita per il bene dei figli.
Rispetto al padre è la persona che da più affetto che li capisce e che rimarrà sempre una figura importantissima nelle loro vite. Mi ha molto colpito la metafora dei titoli di coda come quando un film è finito per descrivere il momento della perdita della madre.
Cecilia, è una persona che combatte le proprie insicurezze lasciandosi andare o sprecando la propria vita con persone sbagliate, dopo la fine della sua carriera si butta via, si lascia amare e vive una vita senza passione, senza amore senza speranza, forse la vita ha per lei in serbo una seconda possibilità rappresentata da Lorenzo.
Ma anche Lorenzo è un ragazzo speciale che non riesce a distinguere il quadrato da un cerchio ma questo non gli impedisce di lottare per il suo sogno che era poi quello anche della madre.
Matteo, uomo innamorato della moglie che non riesce a staccarsi da lei, dai ricordi che lo imprigionano che non lo lasciano andare avanti con la sua vita, nemmeno la sua passione per la pittura riuscirà ad aiutarlo, ma l’incontro con Letizia cambierà qualcosa.
L’autore è riuscito in modo veramente unico a descrivere le emozioni, le atmosfere, la sofferenza dei personaggi , le loro fragilità e le loro insicurezze.
Altri temi che vengono affrontati nel libro sono sicuramente il bisogno d’amore che viene ricercato dai personaggi e alla fine si inserisce il tema del perdono.
La metafora iniziale dei cavalli delle giostre, dove i cavalli vogliono liberarsi dal padrone delle giostre, così anche Letizia e Lorenzo cercano in tutto il romanzo di trovare quella strada, quella via di fuga che gli permetta di liberarsi dalle catene del passato e di andare avanti liberamente.
Lo stile di Gentile si avvicina molto alla poesia, utilizza moltissimo le frasi brevi e sovente le ripete oppure viene ripetuto l’inizio della frase come a rimarcare e a rinforzare il concetto che vuole esprimere.
Molti passaggi del libro mi sono rimasti impressi grazie sicuramente alla scrittura brillante dell’autore e alla sua bravura nel descrivere le situazioni, le emozioni e lo fa spesso utilizzando anafore e metafore.
Il libro ha di per se una morale o meglio vuol far trapelare un messaggio che c’è di fondo in tutta la storia, la vita cambia in un attimo ma” forse di tempo c’è ne ancora per rimediare agli sbagli e al dolore procurato. E se c’è non si può sprecare.” E poi ancora che “non siamo nulla se non ci prendiamo cura di qualcuno”, che ci sia un fratello, un genitore, un amico o qualsiasi persona che se è in difficoltà va ascoltata,capita e seguita nel suo percorso.
Consiglio questo romanzo a tutti quelli che vogliono leggere qualcosa di diverso, che si vogliono mettere in gioco, misurarsi con un genere originale e a chi vuole lasciarsi trasportare dalle emozioni.
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I SOGNI A VOLTE SI REALIZZANO
Questo è il romanzo d’esordio di Cassandra Rocca che con il suo primo libro ha venduto ben 70.000 copie grazie al passaparola delle lettrici. Dalla versione digitale si è poi passata alla pubblicazione con una casa editrice importante.
La protagonista è la simpatica Clover O’Brian che si definisce una ragazza normale, semplice, ordinaria se non per i vistosi e sbarazzini capelli rossi.
Segni particolari: adora il Natale la sua magia, le luci, la neve, i regali e dicembre è senza dubbio il suo mese preferito ed è anche quello in cui è nata. Non a caso lavora in un negozio chiamato Giftland, dove il suo compito è quello di aiutare le persone a trovare il regalo giusto.
Il Natale ha qualcosa di unico per Clover, è un periodo che la riempie di gioia e la fa sorridere.
Ha un rapporto molto freddo con la sua famiglia, in particolare con la madre che la critica per il suo aspetto, per le sue decisioni e per il suo stile di vita, mentre con il fratello Patrick il buon legame che avevano un tempo, si è interrotto a causa della cognata.
Ha una vita tranquilla che scorre in maniera pressoché abitudinaria, lavora, esce con i suoi amici Zoe, Eric e Liberty fino a quando il caso le fa incontrare Cade Harrison, un attore famoso bellissimo, muscoloso e desiderato da tutte le donne del pianeta, viene definito “il Principe di Hollywood”.
Inizialmente i due non si sopportano, Clover non perde occasione per prenderlo in giro e lei dal canto suo si rende ridicola con i suoi atteggiamenti e la sua goffaggine.
Clover ha un cattivo giudizio nei confronti dell’attore in quanto lo crede un ragazzo viziato, che si diverte ad autografare le chiappe delle fans e che ha interesse solo nel curare il suo aspetto fisico.
Cade, invece, considera Clover una ragazza un po’ bizzarra, strana e che straparla un tipetto particolare, poi in realtà il ragazzo si ricrede sul suo conto quando comincia a conoscerla meglio.
Cade è a New York, a casa di un amico, per un periodo di pausa dalla sua carriera e per scappare dalle polemiche che sono uscite in merito alla fine della sua relazione con una giovane attrice.
I due inizieranno a vedersi molto spesso e Cade accompagnerà la ragazza a vedere l’accensione dell’Albero di Natale al Rockfeller Center, un evento molto importante per Clover e quello è il punto d’inizio della storia tra i due e qui mi fermo per non anticiparvi nulla.
Questo libro si può definire una favola moderna, oggi abbiamo molti esempi di storie d’amore che nascono tra una ragazza normale e una persona famosa, che sia un attore oppure un membro della famiglia reale.
Ma mi chiedo anche quante difficoltà si devono affrontare per portare avanti un rapporto tra due persone che provengono da ambienti differenti e hanno una vita con abitudini così diverse, possono davvero unirsi e trovare un punto d’accordo??
Questo romanzo d’esordio di Cassandra Rocca è davvero convincente, spiritoso, ironico e accattivante il lettore si trova ad appassionarsi alla storia e non riesce a non continuare la lettura.
Mi è sembrato quasi di vedere quei film di Natale che nel periodo natalizio trasmettono quasi ogni giorno in tv, queste commedie le trovo sempre molto carine e romantiche e ideali per questo periodo dell’anno.
Ho trovato che il libro sia molto frizzante e scorrevole e anche se si tratta di una storia d’amore Cassandra è riuscita a renderla divertente e a non scadere nella noia del romanticismo.
Ho adorato molte cose di questo romanzo, mi ha colpito molto la copertina e l’atmosfera newyorchese che si respirava andando avanti nella storia, mi è proprio venuta voglia di visitare New York.
Dell’autrice ho apprezzato la sua umiltà infatti, nelle ultime pagine ringrazia le persone a lei vicine ma soprattutto le prime lettrici, le amiche virtuali di Facebook e quelle dei blog che lei visita per averle sostenuta e incoraggiata.
Credo che la dedica iniziale sia per tutti quelli che hanno un sogno e sperano di realizzarlo come lo è stato per Cassandra con la pubblicazione di questo romanzo e finisco proprio con questa frase che compare anche sulla sua pagina di Facebook “A chi continua a credere, nonostante tutto”.
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VICTORIA E IL SUO MONDO DEI FIORI
Questo libro ha catturato la mia attenzione già da quando era uscito nel 2011, ma per una ragione o per un’altra non l’avevo acquistato.
L’ho finalmente comprato poche settimane fa trovando in edizione economica, la copertina è molto carina e trovo originale anche l’idea che ogni libro abbia stampato un fiore diverso con il relativo significato, il mio per esempio è il Narciso nuovi inizi.
La storia gira attorno a Victoria Jones, una ragazza problematica e molto complicata, vorrei ben dire dopo quello che ha vissuto. Ha un’unica grande passione, i fiori e con quelli lei comunica con il mondo.
E’ stata abbandonata dopo il parto, nessuno sa chi erano i suoi veri genitori e non si conosce nemmeno con esattezza il luogo e il giorno di nascita.
Cambia ben 32 case, fino ad arrivare ad Elisabeth l’unica persona con cui abbia provato ad andare d’accordo, che si sia messa alla prova ma anche con lei non è andata a finire bene.
Con Elisabeth lei ha passato uno dei suoi periodi più felici è infatti stata lei ad insegnarle tutto quello che sa suoi fiori e sul loro significato.
Dopo aver vissuto per una decina d’anni in una comunità alloggio all’età di 18 anni, viene trasferita in una casa di accoglienza ma solamente i primi tre mesi sono gratuiti, se vuole rimanere lì dovrà lavorare e pagare l’affitto.
Questa ragazza si ritrova dopo 18 anni a vivere da sola, a dover sopravvivere in un mondo esterno che lei rifiuta totalmente, non vuole socializzare, non ha motivazione per farlo, ne nessun titolo di studio da poter proporre per fare un qualsiasi lavoro.
Dopo 3 mesi, si trova a vivere come senzatetto e dorme nel parco di Mckinley Square a San Francisco per parecchi mesi, fino a che si propone di andare a lavorare in una fioreria, la proprietaria Renata,all’inizio è titubante ad assumere la ragazza poi invece, si ricrederà sul suo conto.
Inizia a lavorare nel negozio soprattutto il fine settimana al sabato o la domenica e la aiuta a organizzare degli eventi per i suoi clienti.
Andando al mercato dei fiori è lì che Victoria incontra Grant, l’unico uomo che riuscirà ad entrare nel mondo della ragazza e a capirla….
Qui mi fermo con la trama per non svelare di più, ho ammirato molto Victoria con la sua forza ma anche con la sua profonda fragilità derivata soprattutto dal fatto che, a mio avviso, le manca il primo amore, quello dei genitori.
I fiori per Victoria, sono un rifugio un buon amico che sai che non ti tradirà, inoltre lei comunica con il mondo esterno grazie al significato che loro hanno, ma la maggior parte delle volte si trova davanti delle persone che non capiscono cosa simboleggia il fiore.
Nel libro si capisce che Victoria ha un bisogno d’amore immenso, le manca, non le è mai stato dato e di conseguenza quando sfiora la felicità invece di afferrarla la lascia andare via, per paura di poter rovinare tutto ma soprattutto di non essere degna di questo amore.
Victoria in un tratto del libro dice che non riesce a provare dei sentimenti delle emozioni, questo mi ha molto colpito perché credo che lei provi molto dolore e sofferenza in molte scelte che compie nel corso della storia.
Preferisce fuggire, cavarsela da sola invece di pesare sugli altri, non crede di essere adatta ad amare e rifiuta l’amore che le persone cercano di darle.
Non a caso il fiore che la descrive è il cardo campestre che ha il significato di misantropia.
Il libro mi è piaciuto molto, mi ha fatto capire quanto dolore ci sia dietro a questi bambini che vivono in una comunità o vengono affidati o adottati da una famiglia, ma anche per le stesse persone che decidono di adottare credo che serva molto coraggio e ci si debba mettere in gioco ad accogliere questi bimbi.
Mi è sicuramente piaciuto la copertina molto carina e azzeccata e alla fine che c’è un piccolo dizionario del significato dei fiori e mi sono andata a vedere anche il mio fiore preferito il tulipano.
Fino a 200 pagine sono stata veramente coinvolta nella lettura del romanzo, presa dalla storia di Victoria e dalle sue stranezze poi secondo me l’autrice ha dato una sua interpretazione alla storia a mio avviso un po’ diversa dalla prima parte.
Avrei voluto che la storia prendesse una piega differente, questo non significa che il libro non mi sia piaciuto, anzi credo che mi ricorderò ancora per molto tempo la forza e il coraggio della protagonista.
Il libro, secondo me va letto perché è una storia molto forte, nel romanzo ci sono vari temi che sono importanti e che fanno riflettere come l’adozione, il rifiuto, l’incapacità di amare e di trovare se stessi e la propria strada nel mondo.
L’autrice, per me, ha affrontare questi temi con grande sensibilità e toccando il cuore delle persone con una storia inventata ma che rispecchia le varie storie vere e tragiche dei bambini che vengono affidati se sono fortunati ad una famiglia, ma se nel caso questo non avvenga si trovano a dover affrontare una vita che non conoscono e un mondo che loro considerano distante.
La scrittrice, in prima persona ha vissuto l’esperienza di lavorare con dei bambini senza la famiglia o con genitori problematici.
Concludo con una frase che mi ha colpito molto e che secondo me rappresenta il libro, “con il tempo avremmo imparato a conoscerci e io avrei saputo darle……….” “………..un amore imperfetto e senza radici”.
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UNA STRAORDINARIA TESTIMONIANZA
Inizio facendo una premessa, a me piacciono molto i libri che raccontano una storia vera, e questo in particolare mi ha molto colpito.
Quando una persona decide di scrivere di sé e della propria vita cerco sempre di leggere avendo profondo rispetto per quello che viene raccontato.
In particolare, per questo libro credo non ci siano parole per descrivere la crudeltà, l’orrore e la violenza che la protagonista, Olga ha provato nel suo viaggio. Come lei stessa dice nel libro “alcune immagini non si possono dimenticare non vanno via, restano lì con me anche oggi dopo moltissimi anni”.
Come detto sopra la storia ruota intorno a Olga, giovane donna croata che percorrerà più di 3000 km alla ricerca dell’amore della sua vita, Julius. Il libro comincia nel 1923, anno di nascita della ragazza, mentre il viaggio che compie Olga avviene molti anni dopo nel bel pezzo della seconda guerra mondiale.
Olga ha un passato difficile, un rapporto complicato con il padre che un giorno di punto in bianco lascia lei e la madre per andare a vivere con un’altra donna.
Le uniche persone che le vogliono bene alla protagonista, sono la nonna materna e la madre ma ben presto dovrà dire addio ad entrambe e sarà costretta ad andare a vivere con il padre e la matrigna.
Il rapporto nella nuova casa non è semplice ma riuscirà a trovare alcune amiche con cui confrontarsi e grazie a zia Alice ritrova l’affetto perduto di un parente.
Con l’inizio della guerra tutti gli ebrei dovevano andarsi a registrare così anche la matrigna di Olga che era ebrea.
Come si può bene immaginare questo popolo in questo particolare periodo storico fu emarginato, così anche la famiglia di Olga che spesso era costretta a restare a casa e con il corso del tempo hanno considerato questo luogo come un posto sicuro.
L’unica occasione di svago era il circolo sociale ed è lì che Olga incontra per la prima volta Julius un diplomatico ungherese, più simpatico che di bell’ aspetto.
Come più volte la scrittrice racconta, all’inizio a lei non piaceva affatto quest’ uomo, che a suo dire era troppo diretto, e non era proprio il suo tipo.
Poi evidentemente con il passare del tempo le cose tra i due cambiano e si innamorano.
Gli eventi vengono raccontati in maniera scorrevole e veloce quindi non ci si annoia, devo dire che questa ragazza per fare tutta quella strada deve essere stata determinata, deve avere avuto un amore veramente grande per quest’uomo e in alcuni casi è stata fortunata a scampare ai bombardamenti, ai soldati,alla fame e alla malattia.
Non vi anticipo nulla sul finale vi dico soltanto che io sono rimasta di sasso, che il destino può determinare delle scelte e dei fatti che cambiano la vita delle persone.
Credo che Olga sia una gran donna, tenace, che ha avuto il coraggio di inseguire i suoi sentimenti e di aiutare le persone a cui teneva di più, anche se questo poteva metterla in pericolo.
Fino alla fine anche se aveva visto delle cose terribili, credeva ancora nella bontà dell’animo umano e sperava in un futuro migliore.
Tante volte lei si è sentita o si è ritrovata a cavarsela da sola e sempre è riuscita a rialzarsi con un nuovo slancio, sempre più forte, di sicuro ha avuto molti momenti bui ma poi ha sempre ricominciato a vivere.
E’ un personaggio veramente da ammirare, di buoni principi e non è da tutti rischiare la vita per salvarla ad altre persone.
Una storia che è difficile dimenticare, che ti resta nel cuore, consigliato a chi ha già letto o a chi vuole leggere dei romanzi riguardanti il periodo dell’Olocausto.
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CINQUE RAGAZZE IN GIAMAICA
Se siete delusi/e dalla vostra vita sentimentale, se volete lasciarvi travolgere da una vacanza fatta piena di relax, divertimento e bei fustacchioni, partite insieme alle cinque protagoniste di questo romanzo per la Giamaica.Questo libro mi ha proprio conquistata, l’ho trovato esilarante, romantico, pieno di avventura e leggerezza.
Mi ha molto incuriosito sia la trama, che il titolo che la bellissima copertina con i colori della bandiera della Giamaica.
La storia gira attorno a cinque ragazze che vivono a Roma e che sono soprannominate lo”Squinternat Quintet”, tutte accomunate da relazioni amorose finite male.
Iniziamo con Giulia, 28 anni che esce da una storia con Pietro, un personale trainer pieno di sé e più concentrato su suoi muscoli che sulla sua fidanzata.
Poi c’è Mariasole, sposata con Paolo ha una vita piatta e monotona, il massimo del suo divertimento è uscire a mangiare una pizza con suo marito. La ragazza viene lasciata, in quanto Paolo le dice di amare un’altra donna, no…. in realtà è un trans e tra l’altro un ex amico dei tempi del liceo.
Dopo ancora c’è Sara sposata con un medico Carlo, il suo matrimonio finisce quando l’uomo si innamora di un’altra, mentre Susanna vive da parecchi anni una relazione con Silvio, non è pronta per il grande passo e il fidanzato la lascia per cercare nuove emozioni.
Infine, c’è Margherita disordinata e perennemente in ritardo, le altre ragazze la definiscono “donnavventura”, in quanto è lei che lascia i suoi ragazzi, in una decina di anni ha avuto sette storie tutte finite male, è in attesa del principe azzurro.
Una sera le ragazze si ritrovano in un bar e tra un cocktail e l’altro è Giulia che spiazza tutte e fa un annuncio, parte per la Giamaica per tre mesi ha trovato un lavoro in un villaggio turistico il Sunset Inn Resort. Le amiche inizialmente titubanti decidono di seguire la ragazza.
Così inizia un’avventura molto divertente e spiritosa e sembra anche al lettore di essere in vacanza con loro, viaggiare in quel paese pieno di paesaggi meravigliosi e con delle spiagge bellissime.
Ad un certo punto mi sono chiesta io cosa conosco della Giamaica?
Ma direi quattro cose che vi elenco di seguito:
1- Rasta: la parola fa riferimento a quella tipica pettinatura che hanno i ragazzi del posto e mi ricorda anche un mio compagno di classe un po’ strano beh…….in realtà ho scoperto,non è giusto dire così, il vero nome di questa pettinatura è dreadlocks, viene chiamato rasta impropriamente prendendo spunto dal rastafarianesimo che è la religione locale, che crede nel Dio Jah;
2- Bolt, il pluripremiato atleta, l’uomo più veloce del mondo;
3- Bob Marley e la musica raggie:
4- Marijuna.
Dopo la lettura di questo libro ho conosciuto sicuramente meglio questo paese è ho anche sfatato dei luoghi comuni che in modo errato avevo sentito dire sulla Giamaica.
Ma torniamo al romanzo, le ragazze intraprendono questo viaggio per divertirsi, per avere una rivincita personale nei confronti dei loro ex ma in realtà loro hanno bisogno e sono alla ricerca dell’amore.
Al loro arrivo vengono accolte da Nelson, che hai il compito di accompagnare i turisti in hotel e per i vari viaggi organizzati lungo l’isola. Questo in realtà è il suo primo lavoro, il secondo è quello conosciuto come Big Bamboo ossia turismo sessuale.
Nella storia entrano anche altri due ragazzi Mike, americano che vuole diventare archeologo e lavora come barista del villaggio e come spogliarellista e Odisseu, un cantante brasiliano.
Nei mesi della loro vacanza i tre e le ragazze ne combineranno delle belle tra di loro, rivalità, incomprensioni e anche tanto amore.
E’ stato interessante conoscere il motivo per cui questi ragazzi o almeno alcuni di loro si prostituiscono per soldi per poter studiare o realizzare i loro sogni, infatti ogni capitolo è nominativo e la storia viene raccontata da vari punti di vista.
Mi sono piaciute moltissimo le parti romantiche del libro e il fatto che ci sono molti testi di canzoni e alcune di queste le canticchiavo anch’io.
Il libro è scritto in maniera molto scorrevole e accurata, gli autori hanno saputo trasmettere attraverso le pagine le emozioni, le paure e la voglia di ricominciare che hanno le protagoniste.
Mi è sembrato alcune volte di guardare una fiction a episodi, come in una commedia romantica di qualche regista italiano di oggi.
E’ stato sicuramente per me una sorpresa leggere un libro che è stato realizzato e scritto da più autori emergenti e soprattutto a mio avviso molto talentuosi.
Consiglio questo libro a tutti perché è divertente, spiritoso, romantico, sorprendente e perché ti fa capire che nonostante tutto i veri sentimenti come l’amore ma soprattutto l’amicizia valgono più di ogni altra cosa.
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IL SENSO DELLA VITA
E’ proprio vero che sono i libri che ti scelgono e non noi che li scegliamo.
Ho scoperto questo libro per caso e sono stata molto colpita dalla trama e dalla copertina, ma veniamo alla trama i protagonisti della storia sono due Louisa Clark e Will Traynor.
Louisa, detta Lou, è una giovane ragazza che ha sempre vissuto nella città dove è nata e cresciuta, lavora in un bar da parecchi anni e non ha dei sogni o dei progetti da realizzare, almeno così sembra in apparenza,si definisce “una ragazza normale che conduce una vita normale”.
Le sue giornate trascorrono seguendo la solita routine, fino a quando un giorno la vita le fa cambiare direzione, il bar dove lavorava chiude e si ritrova a cercare un nuovo lavoro.
In più la sua famiglia conta su di lei, in quanto il padre ha un lavoro molto incerto a causa della crisi e il suo aiuto economico si rivela molto importante.
La ragazza si reca all’ufficio di collocamento e prova a fare un po’ di lavoretti, ma alla fine con le poche qualifiche che si ritrova le viene proposto di fare compagnia a un tetraplegico, appunto Will.
Il ragazzo ha avuto un terribile incidente due anni prima che lo ha ridotto in fin di vita e che lo tiene inchiodato a una sedia a rotelle, deve essere aiutato a fare qualsiasi cosa.
Louisa e Will, non possono che essere delle persone più diverse tra di loro, sono agli antipodi.
Lou è una persona semplice che viene da una famiglia umile, ha una personalità stravagante si veste in maniera molto bizzarra e colorata.
Will invece, è molto ricco ha conosciuto nella sua vita l’amore, i viaggi, il successo e ora che si ritrova in queste condizioni ha perso la voglia di continuare a vivere.
La mamma di Will Mrs Traynor , dopo vari tentativi, decide di assumere Louisa in quanto sebbene non ha esperienza, la trova molto spigliata e simpatica e sembra sia quello che ci vuole per risollevare il morale a suo figlio.
Il rapporto iniziale tra i due giovani non è dei migliori, Will è molto chiuso e riservato e non si apre immediatamente nei confronti di Louisa che faticherà non poco a legare con il giovane.
Louisa e Will, sebbene arrivino da due realtà differenti , riescono con il tempo ad andare d’accordo a superare gli ostacoli che ci sono tra di loro e a crescere e maturare insieme.
Il ragazzo da un lato cercherà di fare capire a Clark che deve viaggiare, conoscere posti e nuove persone e non precludersi la possibilità di vivere veramente.
Lou cambierà a sua volta il giovane Traynor che vede e capisce che il mondo in cui viveva prima era fatto solamente di apparenze e in un'altra situazione il rapporto con la ragazza poteva avere un finale differente.
Louisa ha un ragazzo di nome Patrick, sono insieme da ormai sette anni ma non hanno prospettive di vita insieme e questo ragazzo è più concentrato su di sé, sul proprio lavoro di personal trainer che sulla ragazza.
La protagonista, secondo me, ha un gran cuore sopporta di tutto sia in famiglia che al lavoro, che nella sua vita sentimentale ma non si abbatte, ho apprezzato molto il fatto che si sia messa in gioco nel libro e ha avuto un’evoluzione.
Will, non so se in un’altra situazione avrebbe incontrato e notato una ragazza come Louisa così diversa da lui come mentalità e anche estrazione sociale.
La giovane, ha un contratto che dura solamente sei mesi e c’è un preciso motivo, per questo quando lei lo scopre rimane sconvolta e molto ferita, ritorna da Will solamente perché deciderà in tutti i modi, andando contro la sua famiglia, i pregiudizi e la sorte di far cambiare idea al ragazzo.
E’ un libro che tratta un tema molto delicato, come quello della malattia e anche delle conseguenze che ha un incidente nella vita delle vittime ma anche nei confronti delle persone a loro vicine.
Oltre a questo si parla dell’eutanasia, questo è un argomento molto delicato e va rispettato secondo me qualsiasi decisione si prenda, che sia a favore o contro.
L’autrice ha saputo trattare entrambi i temi con molta delicatezza e con grande sensibilità, andando contro i luoghi comuni, inoltre ha avuto la bravura di creare dei personaggi credibili, molto veri e che saranno difficili da dimenticare.
Questo romanzo mi ha molto colpita, fatto sorridere e piangere l’ho affrontato con timore e con molta umiltà .
La copertina come dicevo all’inizio è simbolica, ha secondo me due valenze, infatti, l’animale che spicca il volo potrebbe essere sia Will che finalmente riesce a trovare la propria libertà ma allo stesso tempo Louisa che riesce a guardare oltre la propria vita e comincia a viverla davvero.
Dopo aver letto questo romanzo credo mi abbia fatto capire che i pregiudizi non servono a nulla, che le persone si devono conoscere per poterle giudicare ma soprattutto che la vita può cambiare velocemente e in alcuni casi in maniera del tutto inaspettata.
Ho apprezzato entrambi i protagonisti Louisa per la sua forza, determinazione,, sensibilità e simpatia e Will per la sua ironia, la sua infinita tristezza e malinconia.
Il romanzo per me, è un inno all’amore, non quello delle favole ma quello vero quello che non ti aspetti, che non è convenzionale che non segue delle regole ma che anche se dura solamente pochi momenti rende la tua vita migliore.
Consigliato a chi vuole leggere un libro differente dagli altri, dove nulla è scontato dove non si ci aspetta che alla fine ci siano i titoli di coda con la scritta “e tutti vissero felici e contenti”, e che la vita ha sempre una doppia faccia come una moneta.
Un romanzo che fa riflettere sul senso della vita, dell’amicizia, dell’amore e tocca il cuore nel profondo.
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GIALLO ITALIANO
Un romanzo giallo, l’esordio di una giovane nuova autrice italiana che ambienta la sua storia a Torino.
Protagonisti del libro, qui il plurale è d’obbligo, sono Giovanni Rizzo, vice procuratore incaricato delle indagini, un meridionale che non si sente a suo agio al nord e che non viene molto considerato nel suo lavoro.
Cesare Sermonti, commissario della polizia ostacolerà moltissimo Rizzo di cui non ha stima ne riconosce la sua autorità.
Anna Ferrari, avvocato penalista, donna moderna emancipata che vive da sola e ha una storia d’amore con Rizzo.
Il romanzo ruota attorno ad un delitto che è avvolto dal mistero, viene ritrovato un cadavere nella cella frigorifera del Museo di Scienze Naturali di Torino.
Il corpo è di Elisa Giordano, giovane studentessa che stava per laurearsi proprio nell’università dove è stata trovata senza vita.
Da qui si inizia a indagare e si scopre che la ragazza viveva a Torino dividendo l’appartamento con Alessia, le due erano diventate amiche.
Elisa usciva anche con Tommaso Parodi, che è il proprietario della casa dove viveva, il ragazzo si scoprirà avere dei disturbi psichiatrici ( chiamato bordeline) e prende delle pastiglie per calmarsi nei momenti di forte ansia.
Il corpo non ha nessun segno evidente di violenza, se non una stella a sei punte e viene trovata nei polmoni l’acqua del po’.
Le indagini sembrano non portare a nulla e Rizzo è sempre più pressato dai suoi superiori che vorrebbero risolvere il caso velocemente.
Cosi il procuratore dopo vari interrogatori accusa Tommaso di essere l’autore del delitto, sia per i suoi problemi psichici, che per il fatto che fosse innamorato di Elisa e non era ricambiato.
La sera che Elisa perde la vita, Tommaso si era presentato a casa sua per mangiare una pizza con lei ma non sapeva che la ragazza aveva un altro impegno, infatti, dove partecipare ad una festa con Alessia. Qui il giovane si sarebbe offerto di accompagnarla.
Ne Sermonti ne la Ferrari sono d’accordo con l’incriminazione di Tommaso, Anna anche se non ha esperienza difende con le unghie e con i denti il ragazzo convinta della sua innocenza.
Iniziano una parte di indagini da parte dei tre per scoprire la verità dei fatti ho trovato molto interessante la parte che si svolge in tribunale.
Come molti gialli, non tutto è come sembra e solamente verso le ultime pagine si scoprirà cosa è successo veramente.
L’autrice è molto brava a scrivere la storia, soprattutto mi è piaciuto il fatto che abbia spiegato come si svolge la vicenda da quando una persona viene incriminata a quando viene processata.
Tra i tre protagonisti parteggio per Anna, una donna secondo me, che non si perde d’animo che lotta per quello che ritiene sia giusto e si divide tra l’amore di Rizzo e il suo lavoro.
Rizzo, non l’ho capito, sicuramente si trova in una situazione scomoda deve rapportarsi con Sermonti che di certo non lo aiuta, non gli rende la vita facile ma lo ostacola e nei confronti di Anna non prende iniziative la ama ma non riesce ad esprimere i suoi veri sentimenti.
Interessante anche vedere come la stampa strumentalizza e trasforma un fatto di cronaca in uno show televisivo, come accade oggi da noi in tv.
Tutto sommato ho apprezzato il lavoro dell’autrice anche se in alcuni punti la storia mi sembrava un po’ pesante ma il risultato per me è buono e non escludo ci sia un seguito alla storia.
Lo consiglio a chi ama il giallo e a chi vuole provare a leggere qualcosa di diverso dal solito.
N.B.
Esiste se volete anche il prequel della storia.
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EMMA E IL SUO UNIVERSO SEGRETO
Questo libro fa parte del genere “romance contemporary” che oggi è molto in voga tra le ragazze, quindi ho deciso di comprarlo incuriosita dalla trama.
Avevo già avuto un’esperienza non proprio felice con un altro romanzo di questo tipo, ma ho voluto comunque fare un altro tentativo sperando di non rimanere delusa.
Qui troviamo come protagonista Emma, giovane ragazza che frequenta il liceo, solitaria che resta ai margini, non ha amici tranne Sara, l’unica è riuscita ad entrare nella corazza che Emma ha fatto attorno a sé.
La ragazza ha una madre alcolizzata che l’ha abbandonata e il padre non c’è più, visto che la donna non può occuparsi della figlia è stata affidata agli zii, Carol e George.
Carol, che Emma chiama lei nel romanzo, è una donna cattiva, che non ha mai accettato la giovane nella sua famiglia e non manca occasione per insultarla pesantemente e maltrattarla anche fisicamente.
Tanto che all’inizio del libro Emma dice: “Nessuno di loro sarebbe venuto in mio aiuto se non ce l’avessi fatta….”.
Dopo una decina di pagine entra a far parte della scuola Evan, un ragazzo che si è appena trasferito e che metterà in subbuglio la vita della protagonista.
Oltre a subire le angherie della zia, Emma ha una serie di divieti e limitazioni per esempio non può uscire alla sera, può andare a fare shopping solo due volte l’anno e deve fare una serie di lavori domestici.
Più che una nipote sembra una serva, una colf che non può replicare e deve solo subire.
Per essere un romance, anche se non ho moltissima esperienza in questo genere, credo che ci debba essere più romanticismo, più emozione e sentimento che non ho trovato e che se c’è arriva molto tardi.
In più mi sembra che l’autrice “abbia diluito la frittata un po’ troppo”, forse per il fatto che questo libro fa parte di una trilogia e la Donovan ha voluto riservarsi alcune parte importanti per gli altri due romanzi.
Emma, nonostante questa situazione difficile, cerca di non perdersi d’animo di impegnarsi moltissimo sia a scuola dove ha ottimi voti e sia a livello sportivo dove è una bravissima giocatrice di calcio.
Ho trovato molto bella la sincera amicizia tra Emma e Sara e mi è piaciuto almeno inizialmente il fatto che Emma non si piangesse addosso ma che continuasse a lottare anche se poi verso la fine un po’ si perde.
Il titolo “Una ragione per amare” è carino ma secondo me quello originale “Reason to Breathe” , letteralmente -una ragione per respirare- era sicuramente più accattivante e anche più adatto.
Il finale mi è sembrato un po’ tirato e forzato per lasciare al lettore la suspence necessaria per leggere il romanzo successivo, la situazione rimane in bilico, sospesa.
Avrei preferito una conclusione un po’ diversa, era come se fosse la fine di un capitolo e non del libro!
Credo che come primo libro sia carino, molto scorrevole anche se non ho ancora deciso se continuare a leggere la storia e vedere come va a finire, comunque la mia curiosità sarà saziata presto visto che gli altri due romanzi escono a fine marzo 2014 e fine aprile 2014.
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UNA NUOVA AVVENTURA DELLA ASPIRANTE MEDICO LEGALE
Quarto romanzo della serie dedicata al medico legale Alice Allevi, Le ossa della principessa a mio avviso è il migliore della serie, forse perché Alice è cresciuta ma non perde mai la sua ironia e non smette di mettersi nei guai.
Un segreto non è per sempre finiva con la scomparsa della collega-carogna anche chiamata”L’Ape Regina” Ambra Negri Della Valle e ripartiamo proprio da qui. Nessuno ha idea di dove sia sparita nemmeno la madre non sa dove sia e se questo non bastasse Claudio Conforti sembra sconvolto ed è divorato dai sensi di colpa, al punto che la stessa Alice e la collega Lara sospettano che lui centri qualcosa.
Nel frattempo vengono ritrovate le ossa di un cadavere che dopo opportuni esami e verifiche si scoprirà essere di una giovane archeologa Viviana Montosi scomparsa a gennaio del 2006. Vicino al corpo c’è una coroncina da principessa in plastica e in tasca viene ritrovata una moneta.
Da qui inizierà una vera e propria indagine che l’ispettore Calligaris condurrà avvalendosi dell’aiuto della talentuosa Alice, nel corso del libro si scoprirà che Viviana e Ambra erano vecchie compagne di scuole e avevano avuto un bel rapporto di amicizia che poi si era interrotto.
I due fatti sembrano collegati e così la protagonista pensa che ad Ambra sia successo qualcosa di grave, pur avendola odiata per moltissimi anni ora è veramente preoccupata per le sorti della sua collega.
Alice inizia poi a leggere con l’ispettore le lettere e le mail che Viviana aveva scritto durante la spedizione a Gerico, nella quale erano tornati alla luce dei reperti del passato, Alice si rende conto di aver molto in comune con la vittima sia a livello professionale che personale.
Non mancheranno nemmeno i riferimenti alla vita privata di Alice, che ha sempre il cuore diviso tra Arthur e Claudio Conforti.
Arthur, figlio di Paul Malcomess o meglio Il Supremo, è un giornalista che attualmente lavora in Francia ex di Alice un ragazzo a mio avviso complicato che non vuole impegnarsi seriamente ,che pensa solo a realizzarsi professionalmente.
Claudio Conforti,invece, è un narciso di natura, il miglior allievo nell’Istituto di Medicina Legale il classico stronzo, che tratta le sue specializzande come serve e tappetini per pulirsi le scarpe.
Bellissimi entrambi, Alice si è lasciata con Arthur,nel secondo romanzo, a causa di un suo tradimento con Claudio durante un soggiorno in Sicilia per lavoro.
Tra i due a mio avviso è più indicato per Alice Arthur, ma devo dire che in questo romanzo mi sono ricreduta un po’ sul suo conto e forse Alice chissà può essere arrivata alla mia stessa conclusione.
Come a tutte noi appassionate della serie su Alice Allevi, tifiamo più o meno segretamente, be’ forse apertamente con tanto di striscioni che andranno volentieri a svolazzare sotto la finestra dell’abitazione della Gazzola, per Claudio Conforti.
Ma nonostante questo, mi sono fatta un’idea diversa dopo questo libro, forse nessuno dei noi è adatto ad Alice.
Continua, inoltre, la convivenza con Cordelia, sorella di Arthur e poi tornerà anche per una breve vacanza la simpaticissima Yukino.
Questo giallo è veramente un crescendo di emozioni e di suspence e sono veramente contenta di aver aspettato più di un anno per leggere questo libro, ne è valsa sicuramente la pena.
Alessia Gazzola è veramente una brava scrittrice ha uno stile semplice ma curato e nemmeno in questo romanzo ha deluso le aspettative dei suoi lettori, piazzando un altro successo.
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LE DONNE SECONDO VOLO MAH........
**ATTENZIONE CONTIENE SPOILER**
Questo romanzo non mi ha convinta molto, l’autore è il famosissimo Fabio Volo, showman che si diletta tra radio, tv, cinema e ahimè “scrittura”.E’ un personaggio molto simpatico, soprattutto alla radio dove trovo sia molto divertente.
Per quanto riguarda la trama la protagonista è Elena giovane donna che ha un matrimonio piatto con un uomo noioso che non le suscita più alcuna emozione. Ha sempre pianificato la sua vita, decidendo sempre molto razionalmente cosa fare, non si è mai buttata nelle cose senza pensare alle conseguenze delle sue azioni.
La prima parte, circa la prima cinquantina di pagine, è anche interessante in quanto si descrive la vita di Elena e i problemi che affronta il suo matrimonio, a me è piaciuta il pranzo della domenica che la ragazza passa dalla suocera.
Qui lei come sempre si sente un’estranea, non accettata dalla donna, e ogni cosa che fa è sbagliata e viene molto criticata dalla stessa. Paolo, suo marito, davanti alla madre torna bambino e quasi ha paura o meglio è incapace di contraddire la donna che in molte situazioni è veramente pesante, gli compra ancora le mutande!
Questo romanzo è una sorta di diario scritto dalla protagonista, che è insoddisfatta dalla proprio vita, e più avanti nel racconto avrà la donna cambierà radicalmente.
A parte le prime pagine (circa 50 come già detto) che salverei, il resto del libro non mi è piaciuto in alcuni punti mi è sembrato troppo erotico e non capisco come mai la storia dovesse prendere una svolta così hot.
Un rapporto extraconiugale è giustificato dal fatto che la tua vita è monotona e per questo devi tradire tuo marito con un altro? Questo le donne fanno? Non credo proprio caro Volo le soluzioni sono ben diverse, è normale che dopo qualche anno di matrimonio la vita di coppia diventi ripetitiva e anche abitudinaria ma allora tutti saremmo autorizzati a tradire.
Le crisi tra marito e moglie ci sono, ma non capisco perché lo scrittore abbia voluto raccontare una storia di corna, invece, che affrontare magari la vicenda da un altro punto di vista.
Magari approfondire il motivo per cui si sono creati dei problemi tra Elena e Paolo e trovare un modo per affrontarli.
La storia di per sé è semplice ma mi sembra un po’ banale e non credo proprio che quando Paolo parla con la moglie del tradimento addirittura si assuma la responsabilità di quello che la donna ha fatto è assurdo, nessun uomo lo farebbe.
Forse la vita di ognuno di noi, persone normali è semplice, legata alla quotidianità, e con tanti problemi da risolvere con poco divertimento non è ben vista dall’autore.
Alcuni temi interessanti si potevano sviluppare meglio, il rapporto suocera- nuora, i perchè della crisi di Elena e come mai questo uomo sia incapace di essere uomo ma ancora un bambino legato alla madre.
E poi magari vi chiedete perché Paolo all’inizio del libro non si accorga del nuovo taglio di Elena o di altre piccolezze, scusate ma quale uomo se ne accorge? Addirittura l’autore scrive all’inizio del libro la dedica: “alle piccole attenzioni??!!” Mah de che???!!
Ma mi faccia il piacere nessun uomo è attento alle ricorrenze, ai cambiamenti nelle donne sia fisici che di umore e questo ce lo doveva insegnare Volo.
Forse vi chiedete come mai mi arrabbio con questo scrittore, perché non credo che questo libro possa costare 19 euro scusate ma mi sembra eccessivo.
E ‘ vero quando leggiamo Volo sappiamo già che scegliamo un autore semplice che fa questo mestiere per hobby ,che non possiamo pretendere di trovarci davanti un capolavoro della letteratura. Ma mi manda su tutte le furie il fatto che si possa anche un po’ impegnare e trovare delle tematiche interessanti senza dover sprofondare nell’erotismo o nella banalità.
Pertanto voglio dire una cosa positiva, attorno a Volo ci sono molti pregiudizi ma dopo aver letto il libro alcuni sono stati confermati se le idee sono poche preferisco scrivere meno e magari in maniera più curata e migliore.
La prima parte mi è piaciuta in quanto secondo me ti fa riflettere sui rapporti nella società di oggi ma poi dal mio punto di vista il libro prende una svolta molto diversa che declina un buon inizio.
La storia risulta a mio avviso poco reale soprattutto la relazione extraconiugale che risulta essere troppo spinta e troppo fantasiosa.
Il libro risulta noioso oltre che con una storia già vista e rivista, ho trovato troppo dettagliata la parte legata ai rapporti sessuali , ci sono libri scritti meglio e con una trama più interessante anche senza ricorrere a parlare di questo.
Molti hanno scritto che si può trarre un insegnamento da questo libro e dei spunti importanti ma quali??
Veramente volete dirmi che questo libro rispecchia ciò che le donne vogliono? Il tradimento?? Non c’è un’altra soluzione? Dobbiamo credere che noi donne siamo così, che per ribellarsi da una vita noiosa, priva di stimoli dobbiamo buttare via dalla finestra la nostra dignità? E far soffrire anche le altre persone? Credete che quel marito sia felice? E’ giusto calpestare i sentimenti degli altri? E crediamo poi di aver trovato la felicità? Mah……
A voi rispondere a queste domande!!
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IL DIARIO DI VELLUTO CREMISI
Questo romanzo racconta la storia di Emily, giovane scrittrice che vive a New York, e sta attraversando un periodo di crisi, non riesce più a trovare l’ispirazione per scrivere un nuovo libro e ha appena firmato le carte del divorzio.
La sua vita sta andando a rotoli sia dal punto di vista personale che professionale e così decide di trascorrere un mese nella casa di sua zia Bee a Bainbridge Island dove era solita passare le vacanze da piccola.
Qui comincerà un percorso che cambierà la vita di Emily, e il ritrovamento di un diario nel cassetto della sua camera le farà scoprire una storia apparentemente non legata alla sua vita.
Il diario racconta la storia d’amore molto tormentata e impossibile tra Ester e Elliot risalente al 1943, inizialmente Emily crede sia una storia inventata ma ben presto si accorgerà che tutti i protagonisti sono reali.
La storia di questo amore aiuterà la protagonista ad andare avanti e a cercare di ricominciare dimenticando questo brutto periodo.
Ma chi sono i personaggi di cui si parla nel diario?? E come mai ad un certo punto della storia Emily si trova davanti a se una pagina bianca? E come mai proprio questo vecchio libro si trovava a casa della zia???
Questo sono domande difficili da dare una risposta.
La verità sarà molto complicata da scoprire per Emily, che cercherà in ogni modo di trovare la soluzione sul mistero che ricopre il diario. La ricerca non sarà di certo facile,e questo passaggio nel romanzo è a mio avviso molto coinvolgente ed interessante .
Il lettore resta incollato alle pagine e vuole sapere cosa è successo ai vari personaggi, come è andata a finire la loro storia.
È stata una lettura molto piacevole, un libro molto carino che consiglio di leggere anche se il finale mi è sembrato un po’ frettoloso, molto veloce rispetto alla parte iniziale e centrale che erano ben sviluppate.
Mi è piaciuto il personaggio di Emily che ammiro per la sua forza di rialzarsi e di ricominciare con una nuova vita, mentre di Ester non ho capito le scelte che ha fatto ma comunque l’ho trovata una donna molto forte.
Ho adorato anche Henry, Bee e Evelyn in particolar modo per la sua dolcezza e generosità.
Un bel romanzo che è un mix tra romanticismo, buoni sentimenti e misteri che fa capire che l’amore vero, puro è quello che supera ogni ostacolo e resiste al tempo e alla distanza e ti fa sperare che un giorno tutti noi lo possiamo trovare.
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CLAIRE E VERA
Ho iniziato a leggere questo romanzo di Sarah Jio in quanto mi hanno molto incuriosito la trama e la copertina che ho trovato molto interessante.
Vengono raccontate due storie parallele:
-quella di Claire (ai giorni nostri), giovane giornalista sposata con Ethan proprietario della giornale dove lavora e discendente di una famiglia molto ricca
- quella di Vera Ray ( anni trenta nel pieno della depressione) ragazza madre che ha un bambino di nome Daniel di tre anni e lavora in un hotel
Il fatto che lega le due storie è un evento raro ed eccezionale, una bufera di neve che si abbatte su Seattle a maggio in piena primavera e il caporedattore di Claire le commissiona di scrivere un articolo proprio sulla nevicata.
Ed ecco il collegamento con Vera, proprio negli anni 30 a maggio un’altra nevicata aveva bloccata la città e in quei giorni il figlio Daniel scompare misteriosamente.
E’ Claire che decide di indagare e di scoprire la verità sul bambino di Vera, questo per lei diventerà una questione personale più che professionale.
Vera, ha avuto una vita molto difficile nata povera, perde i genitori e ha dovuto cavarsela da sola e quando conosce Charles, l’uomo della sua vita, crede di aver avuto il suo riscatto nella vita, in realtà le differenze sociali li allontaneranno.
Mentre Claire, è una giovane donna che ha subito un brutto trauma ed il suo matrimonio è in crisi.
Secondo me Vera e Claire, hanno moltissimi punti in comune e sono più simili di quanto sembra, sono due donne molto coraggiose, moderne per il loro tempo e cercano di lottare per quello che amano ma in alcuni casi si devono arrendere alla realtà delle cose.
Sia per Vera che per Claire ho provato molta compassione per le loro storie, volevo entrare nel libro per cercare di aiutarle perché mi dispiaceva per loro e per come sono andate le cose.
Un romanzo veramente bello che fa riflettere, che appassiona pieno di suspence e di mistero ma anche di sentimenti veri.
Penso che questa autrice sia veramente brava a raccontare i sentimenti e a riuscire a fargli trasmettere ai lettori attraverso le pagine.
La storia è pervasa da un senso di dolore che le due protagoniste provano per la perdita di un figlio, Claire cercando di scoprire la verità vuole fare giustizia anche per Vera.
Non credevo che fosse un libro così interessante ed emozionante e dopo un inizio un po’ lento mi sono trovata nella storia e mi ha appassionato fino all’ultima pagina.
Il titolo originale in realtà è Blackberry Winter, l’inverno delle more, come spiega nel finale la stessa Sarah l’ispirazione per il romanzo le è venuta ascoltando l’omonima canzone di Hilary Kole che causalmente aveva sentito via radio.
L’autrice finisce il libro ringraziando i lettori e spera che la storia ci abbia toccato il cuore, per me è stato così.
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CRISTINA E LE SUE DISAVVENTURE
Ho letto moltissimi libri di Federica Bosco e mi piace il suo modo di scrivere, di raccontare i personaggi e mi ha sempre fatto ridere moltissimo. Personalmente ho adorato questo libro divertente, frizzante, autoironico ed esplosivo.
Il romanzo ha come protagonista Cristina, trentenne che si ritrova in un solo giorno ad aver perso fidanzato, casa e lavoro.
Ha una famiglia un po’ strana lei la chiama “la classica famiglia del Mulino Bianco” dove i suoi genitori si amano come il primo giorno non litigano mai e sono sempre felici. Ha anche un fratello gemello Luca, un cervellone che studia ancora e sta per conseguire la terza laurea.
In questo scenario Cristina, lavora in un’ emittente locale come assistente della conduttrice Rossana, una tipa un po’ particolare con un brutto carattere e che ogni mese ha l’appuntamento fisso non dal parrucchiere ma dal chirurgo plastico.
Un giorno per un errore commesso da Cristina, Rossana la manda via in maniera brusca e a causa di una sfortunata coincidenza si ritrova a lasciare l’appartamento dove vive da sola e a tornare dai suoi.
In alcuni punti del libro mi sono trovata a ridere da sola, quest’ autrice è davvero brava a descrivere le disavventure di questa ragazza che si ritrova a dover mettere in discussione la sua vita sia dal punto di vista privato che sentimentale e lavorativo.
Il romanzo inizia con un fatto importante per Cristina, si ritrova al pronto soccorso dopo aver preso una dose un po’ troppo forte di valeriana. Lì conoscere Marco Montecchi, il dottore che la segue e del quale si innamora perdutamente anche se lui però e già impegnato con un’altra persona……..
E in aggiunta a questo Cristina conoscerà la sua fidanzata Stefania, che le sta pure simpatica e diventerà anche amica della coppia…..e se questo non bastasse i due vorrebbero che lei si fidanzasse con Alberto un loro caro amico single……
Questo libro mi ha fatto sorridere e mi ha veramente divertito e Cristina mi è stata subita simpatica e ho capito il suo disagio a dover ricominciare tutto daccapo a trent’anni.
Però ci sono alcune cose che non mi sono piaciute:
- l’inizio del romanzo mi è sembrato un po’ strano, ma superata la parte iniziale poi ho riconosciuto la Federica che aveva apprezzato nei libri precedenti.
-la parte finale mi è sembrata molto frettolosa visto che la parte centrale era ben sviluppata e dettagliata la conclusione a mio avviso è stata veloce Se ci fossero state una cinquantina di pagine in più avrei preferito, continuare a leggere come proseguiva la storia.
Un romanzo veramente bello che comunque mi sento di consigliare a tutti, soprattutto a chi ha già apprezzato la Federica Bosco per esempio nei libri di Monica e simili e credo sia una delle autrici più brave nella letteratura chick lit.
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SEMPLICEMENTE CHIARA
Ho letto questo romanzo incuriosita da una recensione che ho trovato su un blog di libri.
Non conoscevo questa autrice italiana, ma devo dire che è stata una piacevole scoperta, un libro molto divertente, rilassante, una boccata d’aria fresca.
Come definirlo? Un misto tra chick lit e un romanzo giallo ma con molto humour.
La protagonista è Chiara Moscardelli, omonima dell’autrice del libro, alla soglia dei quarantenni, ha una casa tutta sua e un lavoro non troppo soddisfacente presso una ditta di cosmetici.
Tutto procede normalmente tra la solita routine amiche, fidanzati che non ci sono ed ex mai dimenticati fino a che uno speed date le cambierà la vita……in tutti i sensi.
E da qui il libro ,secondo me, diventa ancora più bello, interessante e avvincente da quella sera dove per gioco parteciperà a questi “appuntamenti veloci” inizierà per Chiara un’avventura esilarante ma allo stesso tempo molto pericolosa.
Uno stalker la perseguiterà, prima mandandole delle lettere minacciose e poi introducendosi in casa sua, inizialmente la situazione non la preoccupa più di tanto anzi pensa che lo stalker si sia sbagliato, poi invece, decide di rivolgersi alla polizia.
L’incontro con il bel commissario Patrick Garano è un po’ strano,casuale e molto divertente come’è nella natura di Chiara.
Non vi svelo altri particolari ma adesso che l’ho finito rimpiango molto la storia e i personaggi che ormai mi erano diventati simpatici, quasi amici e che erano entrati a far parte del mio quotidiano.
Chiara è un personaggio che mi è subito piaciuto, una donna che affronta la vita con un sorriso, che sa ridere sui propri problemi e che in ogni momento trova un modo per risollevarsi.
Ma un'altra persona che mi ha molto divertita è l’amica di Chiara Matelda, un personaggio insuperabile, quasi irreale, la definirei una pazza che va in ospedale quasi sempre a farsi qualsiasi tipo di esame pur non avendo nulla.
Patrick, invece, che dire di questo commissario quasi cinquantenne single che ama le belle donne e non vuole impegnarsi nonostante l’età e non vuole mettere la testa apposto e farsi una famiglia. Allergico ai legami duraturi, meglio soli e liberi che mal accompagnati.
Le ultime cinquanta pagine sono state davvero molto coinvolgenti, volevo sapere cosa sarebbe successo a Chiara, ma devo dire che il finale mi ha lasciato l’amaro in bocca.
Devo veramente fare i miei complimenti a Chiara Moscardelli, la bravissima scrittrice di questo romanzo che rimarrà sempre con me che ogni volta che lo guardo nella mia libreria sa strapparmi un sorriso.
Non ho letto, purtroppo!!!!, il precedente romanzo “Volevo essere una gatta morta” ma non tarderò a farlo ne sono sicura!!!
Un'altra cosa che ho apprezzato molto di questo libro sono sicuramente i ringraziamenti finali dove la Moscardelli dedica il suo secondo romanzo alle sue lettrici e all’affetto che le hanno dato e che le continuano a dare ogni giorno, non resta che dire buona lettura!
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MANDORLA E LE LUCI ACCESE NELLE CASE DEGLI ALTRI
Questo romanzo mi ha fatto sorridere, arrabbiare, divertire, commuovere, emozionare in tutti i modi possibili e immaginabili.
Come sempre avviene per le cose più belle, ho acquistato questo libro per caso, ero andata in libreria per prenderne un altro che poi non c’era, e mi aggiravo tra gli scrittori italiani e mi è capitato tra le mani proprio questo romanzo.
Mi ha colpito da subito la trama molto strana, particolare ed originale.
Il libro inizia con la scomparsa di Maria, l’amministrazione di un condominio sito in via Grotta Perfetta n.315 a Poggio Ameno, un quartiere a sud di Roma.
Maria è una donna giovane, ben voluta da tutti i condomini e madre di una bambina di sei anni Mandorla, quando la donna muore viene trovata una lettera, che ha scritto anni prima, dove rivela che il padre di Mandorla si trova tra i cinque piani della palazzina.
Questa notizia sconvolge l’equilibrio delle varie famiglie che abitano nel condominio, ma per il momento decidono di comune accordo di non sottoporsi al test del Dna e Mandorla vivrà a turno con i vari abitanti del palazzo.
Il libro è diviso in varie parti, inizia con Mandorla bambina poi, ai giorni nostri il giorno del suo compleanno e poi torna indietro raccontando la vita della ragazza dai sei anni fino ai diciassette.
Per me questa non è stata una lettura facile, nel senso che la prima parte non mi è molto piaciuta, si era scorrevole, curiosa come storia ma niente di più, la svolta avviene quando inizia Mandorla a parlare in prima persona e da lì il romanzo è stata per me indimenticabile.
Mi sono trovata dentro nella storia con le mani e i piedi, sembravo anch’io un condomino che viveva in via Grotta, e che soffriva e gioiva con Mandorla.
Questa ragazza in molte situazione mi ha ricordata me stessa, ho condiviso con lei i suoi dolori, le sue paure, le sue delusioni sentimentali, la voglia di ritrovare suo padre e di avere il diritto ad una famiglia tutta sua.
Ho adorato il personaggio di Mandorla e anche le varie famiglie del condominio che nel proseguo del romanzo ho conosciuto e ho imparato ad apprezzare con i loro pregi e i loro difetti.
La protagonista è una ragazza umile, semplice che soffre per la mancanza della madre e per il padre che non ha mai conosciuto, mi è piaciuto il fatto che in ogni situazione scomoda oppure quando ha paura lei ricorre alle sue “preghiere” .
Il finale, per me, è stato veramente una sorpresa non me lo aspettavo.
Vorrei poter leggere un seguito per questo libro, vorrei poter seguire la vita di Mandorla ancora una volta, vedere come cresce e le scelte che compierà una volta diventata grande.
Credo che questo libro vada letto, ad alcune persone può piacere ad altre no ma la storia di Mandorla forse rappresenta la situazione in cui si trovano i bambini che vengono adottati, le loro difficoltà, le loro paure a crearsi degli affetti e ad esprimere le loro emozioni.
Mi piace molto lo stile dell’autrice, la lettura risulta scorrevole, il titolo mi è particolarmente piaciuto in quanto le luci nelle case degli altri sta a sottolineare che in questo romanzo abbiamo tenuto accesa la luce nei vari appartamenti di via Grotta e abbiamo vissuto un po’ con loro.
Le famiglie che abitano il condominio rappresentano la varietà della nostra società oggi, coppie che convivono, che sono sposate, coppie etero ed omossessuali e single.
Un romanzo veramente interessante , dove attraverso la lettura si entra nella storia e si rimane attaccati al condominio e alla fine non si vogliono più lasciare i vari personaggi perché ci si è affezionati.
Nota positiva, nel romanzo si cita una delle mie telenovela preferite in assoluto “Cuore selvaggio” e anche per questo il libro per me assume una valore aggiunto.
Vi lascio con una frase che viene citata più volte nel romanzo” Viviamo tutti all’oscuro di qualcosa che ci riguarda” .
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LA STORIA DI MISS ISABELLE
Questo libro racconta la storia di Miss Isabelle ai giorni nostri e nella fase della sua adolescenza e mi ha molto colpito per la tematica trattata
La ragazza abita in Texas e già come potrete capire dal “Miss”, Isabelle nasce in una famiglia ricca e si innamora di un ragazzo nero, figlio della sua domestica.
Questo amore sarà molto difficile, contrastato da tutto e da tutti all’epoca non erano legali le unioni tra persone di diverso colore della pelle e di diversa estrazione sociale.
Il libro, però, comincia con il racconto di una Miss Isabelle ormai novantenne che vive da sola e ha un’amica parrucchiera nera, Dorrie, con la quale ha un rapporto molto speciale.
Oltre all’amicizia che le lega da oltre dieci anni per Miss Isabelle Dorrie è molto di più, questo però verrà svelato solamente alla fine.
La protagonista chiede all’amica di accompagnarla in un lungo viaggio fino a Cincinnati in quanto deve raggiungere un evento molto importante al quale non può rinunciare.
La donna accetta e così inizia un lungo viaggio dove Miss Isabelle e Dorrie si conosceranno meglio e si accetteranno per come sono, con i loro pregi e difetti.
Così comincia anche per il lettore un viaggio alla scoperta della verità sulla storia di Miss Isabelle e del misterioso ragazzo di cui anni prima si è innamorata.
Questo libro mi ha fatto capire quanti pregiudizi abbiamo nei confronti di persone diverse da noi, ma non solamente per il colore della pelle, per la cultura, ma anche per personalità e per stili di vita.
A chi non è capitato di guardare male o di criticare chi non si conforma alla nostra società?Per esempio a chi ha un taglio strano di capelli o a chi si veste in maniera eccentrica oppure a chi non è di moda?
Oddio stiamo attenti a non scambiare le diversità con l’essere ridicolo, allora a questo punto la critica diventa d’obbligo, ma se noi abbiamo così tanti pregiudizi rispetto ad altre persone del nostro stesso colore della pelle figuriamoci nei confronti degli altri.
Mi tiro in mezzo anch’io, in quanto sono la prima a storcere il naso.
Ritornando al libro ho fatto questa riflessione perché mi sono chiesta alla fine della lettura che mondo sarebbe se invece di vedere il marcio nella diversità ne possiamo trarre invece, un insegnamento positivo.
Non siamo una società tollerante, non voglio neanche fare la perbenista perché non lo sono ma dovrebbe almeno rifletterci un attimo.
…………
L’amore tra Miss Isabelle e Robert sarà molto travagliato, difficile ma è autentico, puro, unico e quello che solo chi trova l’anima gemella può provare.
La lettura risulta fluida e scorrevole e a mio avviso, c’è una prima parte di Miss Isabelle adolescente che si protrae per troppi capitoli dove la storia si ripete un po’ e poi ad un tratto il racconto va avanti molto più velocemente.
Mi è piaciuta moltissimo la prima parte, dove trovo Dorrie veramente molto simpatica, e poi la parte finale dove si scopre la verità e il perché di molte cose accadute nel libro.
Un libro con una bella idea iniziale, ma devo dire che mi aspettavo di più ma ugualmente lo consiglio.
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ANNA, CLARE, ELLA E RACHEL
E’ molto difficile essere originali quando si parla di una storia d’amore, molte volte si cade nella banalità ma nonostante questo il libro di Helen Warner è molto gradevole.
Sicuramente non è un capolavoro ma è un romanzo molto scorrevole, carino adatto a chi vuole fare una pausa, è come una boccata d’aria fresca dopo delle letture più impegnative.
La trama come indicata nel titolo ruota attorno a quattro donne molto diverse tra loro che si incontreranno tutte appunto ad un matrimonio.
Ma iniziamo subito con Anna, una giovane ragazza che a trent’anni fa l’insegnante e che da dieci anni aspetta che il suo grande amore Toby torni da lei. Nel frattempo, ha avuto qualche relazione finita subito perché nessuno è riuscito a competere con l’ex e a dire della giovane a essere “quello giusto”.
Non è proprio del tutto colpa sua se crede in un unico grande amore, è merito o demerito, della madre che le ha sempre messo in testa che nella vita si può amare solo una persona e che le ha trasmesso la passione per le poesie d’amore.
Con lei vive la sua migliore amica Clare, un avvocato che da sempre le da conforto morale, la sostiene e la aiuta, anche lei è ancora single sembra forse la più saggia delle due con i piedi per terra, ma poi non si rivelerà tale.
Toby e Anna ebbero una relazione al tempo dell’università ed è finita a causa di un presunto tradimento di lui con Ella un’amica in comune della coppia.
Ella………. cosa poter dire di lei, una ragazza problematica, un’arrivista, una presuntuosa che farà di tutto per appagare i suoi interessi. La sua famiglia non le ha mai dato molto affetto e forse è anche questa la causa di molte cattiverie e di scelte sbagliate che farà nella sua vita.
Toby, dopo la fine della storia con Anna, non rimane di certo solo e si fidanza con Rachel, ecco la quarta donna, una ragazza molto insicura a mio avviso ma allo stesso tempo realista, sarà lei a chiedere al ragazzo di sposarla.
La giovane mette fretta a Toby forse perché è spaventata dal fatto di non riuscire a fare un figlio, cosa che lei desidera moltissimo.
L’invito alle nozze arriva sia ad Anna, che chiederà a Clare di accompagnarla, e anche a Ella, infatti Toby decide di invitare tutti i suoi ex compagni di università.
Qui inizia il vero romanzo, tutte le situazioni vengono stravolte e dopo il matrimonio la vita di queste quattro donne cambierà.
Il libro è caratterizzato da continui cambi temporali infatti l’autrice per spiegare la storia va molte volte avanti e indietro nel tempo.
Analizziamo le quattro donne:
-Anna inizialmente mi stava anche simpatica, mi dispiaceva per il tradimento anche se, scusate se lo dico, mi sembra un po’ forzato che aspetti per dieci anni un uomo che forse non prova più gli stessi sentimenti di allora. Secondo me, doveva riprendersi prima dal fatto che aveva subito e doveva cercare seriamente un altro ragazzo.
-Clare, una ragazza d’oro, si è dimostrata una vera amica per Anna, le sta vicino la sostiene, una donna forte che affronterà a testa alta ogni problema che si troverà davanti.
-Ella, per lei alla fine del romanzo ho provato pena e compassione, ha fatto molte azioni cattive derivate secondo me da un’infanzia molto infelice e dal mancato affetto dei genitori.
- E arriviamo a Rachel, il personaggio che preferisco, una donna che ha il coraggio di perdonare, che ama moltissimo Toby e ha il coraggio di mettersi da parte. Nonostante soffra molta è una ragazza che non serba rancore, è forte, è generosa, guarda in faccia la realtà, l’unica sua più grande paura è quella di non riuscire ad avere figli.
Un romanzo diciamo carino, non mi sono entusiasmata durante tutta la lettura ma solamente in alcuni punti della storia.
Un libro che non so se consiglierei, perché è ideale per chi cerca da leggere una bella storia d’amore ma devo anche dire per correttezza che non vi è nulla di nuovo magari vi capiterà, come è successo a me, di immaginare già quello che succederà nelle pagine successive perché è molto scontato.
Come molte volte dico a voi la scelta.
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- sì
- no
IL DONO DEL BUIO
Mi sono ritrovata davanti questo libro una volta girovagando su internet e ne sono subito rimasta colpita dalla trama che veniva descritta.
Ci troviamo a Seattle dove una detective Alice Madison con il suo team di lavoro, si reca presso la casa di James Sinclair dove trova una scena molto macabra l’uomo e l’intera sua famiglia sono stati uccisi.
I sospetti ricadono subito su John Cameron ,un ex-amico d’infanzia di Sinclair e autore di numerosi altri crimini.
Ma per capire il rapporto che intercorre tra i due ragazzi si deve tornare indietro nel tempo, venticinque anni prima, quando la polizia aveva salvato i due da un rapimento mentre il terzo ragazzo che era con loro David Quinn era rimasto ucciso.
Alice è nella sezione omicidi da poche settimane e inizialmente un suo collega Brown le dà una mano nell’affrontare questo delitto, aiutandola a osservare e ad analizzare ogni singolo aspetto del caso.
Questo almeno all’inizio, poi nella seconda parte Madison si troverà a camminare da sola e dovrà affrontare delle scelte importanti.
Alice non crede che il colpevole sia Cameron anche se tutte le prove fanno pensare che sia lui ma per scoprire la verità la detective dovrà faticare non poco.
Ma Madison dovrà affrontare anche il suo passato, lei da giovane stava per compiere un parricidio deve quindi fare i conti anche con la sua adolescenza per trovare l’autore del crimine.
Inizialmente il romanzo parte un po’ lento e piano piano almeno in alcuni punti diventerà più coinvolgente anche se secondo me non c’è abbastanza suspence, almeno non tanto quanto quella che mi aspettavo.
Sono molto combattuta nel dare un giudizio su questa lettura, mi aveva molto incuriosito la trama che ha fatto sì che comprassi il libro.
Però quando mi sono trovata a leggere la storia non mi ha coinvolto come speravo, mi aspettavo qualcosa di diverso, il personaggio di Madison non mi ha entusiasmato.
L’autrice scrive in maniera molto articolata e sebbene la storia sia raccontata in maniera eccellente,non mi ha lasciato molto, in alcuni punti mi sono un po’ annoiata.
Per carità, le scene sono descritte in maniera ottima, e la V.M.Giambanco ha creato dei personaggi veramente interessanti,la stessa Alice sebbene sia arrivata da poco è molto intuitiva e perspicace ma nonostante questo sono rimasta molto delusa.
Nella parte finale, un po’ si è riscattata e il lettore si appassionerà almeno un po’ nel trovare il colpevole.
Lo consiglieri? Ma non ho proprio idea credo sia per alcuni aspetti un ottimo giallo ma a me personalmente non è piaciuto non mi ha coinvolto per niente, non mi ha fatto restare lì con il fiato sospeso come dovrebbe essere. Sapete quando avete il sospetto che qualcuno vi stia osservando o che vi stia seguendo perché quello che avete letto vi ha messo così tanta adrenalina che ve la portata via con voi nella vita quotidiana? Ecco questo a me non è capitato.
A voi la scelta se avventurarvi in questa lettura oppure farne a meno.
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UNA GRADEVOLE SORPRESA
Ho comprato questo libro incuriosita dalla copertina molto carina dove si intravede sullo sfondo la Tour Eiffel e visto che io adoro Parigi e ci sono anche stata non potevo lasciarmi scappare questo romanzo.
In più avevo sentito che l’autore un certo Nicolas Barreau, non ama farsi fotografare, infatti, come vedete sul libro non ci sono sue immagini, e questa cosa mi ha molto intrigato, cosa avrà mai questo ragazzo che non si vuole far vedere? Chissà che prima o poi non venga allo scoperto come i protagonisti dei suoi romanzi.
Ma andiamo alla trama, il libro gira attorno a Jean-Luc un gallerista di successo che abita in uno dei più esclusivi e alla moda quartieri di Parigi.
Neanche a farlo apposta è molto attratto dalle donne, ne subisce il loro fascino e vive da solo con la sua fedele cagnolina.
La sua vita è veramente uno spasso, ha un lavoro che ama e che gli piace, un mucchio di amici, successo con le donne e partecipa a feste mondane.
Ma c’è sempre”un ma”, una mattina gli arriva una lettera scritta a mano, non una mail o un messaggio su whats app, no….. una lettera come succedeva nell’Ottocento.
Naturalmente non è firmata e per scoprire chi è il mittente, Jean-Luc deve rispondere e stare al gioco della misteriosa ragazza.
Da qui parte una vera e propria avventura per scoprire la verità, dove il protagonista inizialmente divertito da questo gioco, con il passare del tempo diventerà per lui una cosa seria e arriverà al punto di attendere con ansia e felicità le lettere che gli arrivano dalla donna.
Un romanzo rosa diverso dagli altri, mi è piaciuto molto il fatto che tutto inizia con una lettera scritta a mano, cosa che oggi giorno ormai non capita più.
Oltre a questo, questa storia ha una marcia in più solo dal fatto che sia ambientata a Parigi, la città “dell’amour”.
Il libro è molto scorrevole, è Jean –Luc mi sta anche simpatico, nonostante sia molto sicuro di sé vacillerà al fatto di non conoscere l’identità della ragazza che gli scrive.
Sarebbe banale dire che è un libro leggero, anche perché quando l’ho comprato sapevo benissimo a cosa stavo andando incontro, ma diciamo che non essendo una lettura impegnativa è stata veramente una bella sorpresa.
Lo consiglio a chi vuole passare delle ore nella completa spensieratezza e se scegliete di leggerlo di sicuro non resterete delusi.
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LA VITA DI CHRISTINE
Un romanzo molto diverso dai soliti dove troviamo la protagonista Christine che durante il sonno perde tutti i suoi ricordi, il suo passato, l’identità,le persone a cui tiene di più e persino il suo nome.
Ogni notte è così, una volta che si addormenta Christine perde tutto e quando si sveglia è disorientata non capisce dove si trova, si crede più giovane dell’età che effettivamente ha.
E’ suo marito Ben che ogni giorno le ricorda chi è e cosa le è successo, nelle prime centinaia di pagine circa Christine non si sente a proprio agio, un’estranea e imprigionata in una vita che non la rappresenta.
Poi arriva la telefonata del dottor Nash, un medico che sta studiando il suo caso e che ogni tanto si incontra con Christine per aiutarla nella sua vita, per cercare di capire se riesce a farle tornare la memoria o solamente qualche ricordo.
E ‘ lui che le dice dove si nasconde il suo diario dove scrive ogni giorno i ricordi che le vengono in mente, e su una pagina trova una frase “Non fidarti di Ben” come mai ha scritto questo?
Da qui inizia il vero è proprio romanzo dove Christine faticherà molto a trovare la verità sulla sua vita e vi assicuro che resterete molto stupiti da quello che scoprirà la protagonista.
Molti segreti sono legati al suo passato e Christine riuscirà anche con l’aiuto del dottor Nash a far riaffiorare molto lentamente i ricordi, anche quelli più dolorosi.
Un romanzo molto interessante, commuovente in alcuni punti e in altri pieno di tensione, di suspence soprattutto nella parte finale.
Sebbene la storia sia inventata, il problema che è affrontato nel libro è reale, avevo letto tempo fa un’intervista ad una donna che aveva raccontato la sua esperienza riguardo a questo problema.
Anche lei come Christine ogni giorno dopo aver dormito perdeva tutti i suoi ricordi.
Avete mai immaginato che domani ci potremmo svegliare e non sapere più nulla della nostra vita, non sapere chi siamo e dove siamo????
E che questo non sia una perdita di memoria momentanea ma qualcosa di permanente?
Vi è mai capitato che appena svegli avete un momento in cui vi sentite disorientati , non ricordiate dove siate e che giorno sia?
Ecco Christine è in questo stato perennemente e anche se alla sera ricorda tutto, il giorno dopo più nulla.
Un romanzo da leggere, che ti tiene incollato alla pagina fino alla fine e che sicuramente non dimenticherete più!
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BUONGIORNO AMORE
Questo è il titolo del romanzo d’esordio di Elisa Amoruso.
Secondo me è un libro veramente carino che ho comprato per caso, è molto scorrevole, ironico che ti prende sin dalle prime pagine.
La trama è incentrata su Agnese e Lorenzo due ragazzi molto differenti ma anche simili sotto certi aspetti che si conoscono da piccoli durante l’estate, entrambi sono andati in vacanza in Romagna.
Da lì la storia comincia e ripercorrerà la vita dei due, dall’infanzia sin all’età adulta.
I due ragazzi attraversano le fasi della vita in due modi differenti: Agnese è senza genitori e vive con le zie, la nonna e la bisnonna e tra i suoi tanti sogni ha quello di diventare medico e lotta per riuscire nel suo obiettivo.
Mentre Lorenzo, viene da una famiglia ricca, i suoi genitori sono separati e non fa molta fatica per guadagnarsi da vivere partecipa a feste varie e quando decide inizialmente di fare il fotografo riesce a ottenere un discreto successo in poco tempo.
Devo dire però che il ragazzo riesce ad andare avanti nella sua vita lavorativa anche grazie al’aiuto di donne molto ricche e influenti.
Da qui mi fermo per non svelare altro riguardo la trama, il libro è gradevole, non è sicuramente impegnativo ma è una lettura interessante.
Ho adorato dal primo momento Agnese, chiamata Nina da Lorenzo in quanto il nome Agnese da lui è considerato un nome da “vecchia”, è una ragazza con delle idee in testa ben chiare su il lavoro che vuole fare, ama gli animali e si distingue dalla altre ragazze anche per la sua intelligenza.
Il suo carattere si evolve, matura con l’età ma non perda mai la sua ironia nei confronti della vita, dei ragazzi e del mondo in generale.
La nonna di Agnese è una vera forza, molto antiquata come idee ma molto simpatica oltre a lei con la protagonista vive zia Claudia, una donna che non è sposata e non ha figli ma è molto moderna.
Anche Lorenzo mi è simpatico, un ragazzo difficile, che vive il dolore a modo suo ma anche lui nel tempo cambierà.
Questo romanzo descrive attraverso i protagonisti il mondo dei giovani oggi, che vivono nella precarietà della vita non solo nel lavoro ma anche per quanto riguarda i sentimenti.
Dietro al libro è scritto che è “ironico come Fabio Volo” ma trovo che questo non sia del tutto vero, è sicuramente una lettura leggera ma a mio avviso diversa e migliore rispetto a quella di Volo.
Non pensavo che questo romanzo mi sarebbe piaciuto così tanto, credevo fosse la solita storiella romantica, sdolcinata che è tipica dei romanzi rosa ma è stata una piacevole sorpresa.
Un libro veramente frizzante, romantico e divertente consigliato a chi vuole distrarsi dalla routine della vita di tutti i giorni.
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CLARISSA E TOM
***ATTENZIONE: IL TESTO CONTIENE SPOILER***
Se avete comprato l’edizione rilegata avrete sicuramente la fascietta gialla dove è scritto: “Una grande storia d’amore: convenzioni sociali, intrighi, scandali, tragedie nell’Inghilterra d’inizio novecento”.
Si in questo romanzo c’è tutto questo, la storia gira attorno a due persone: Clarissa, una bellissima nobildonna e Tom il semplice figlio della governante.
Il libro è diviso quattro parti, le vicende si evolvono negli anni, dapprima arriverà la prima guerra mondiale che sconvolgerà le vite di tutti i protagonisti e dopo il conflitto mondiale si apre un’epoca di profondi cambiamenti sia a livello di stile, che a livello culturale e di costume.
Tra Clarissa e Tom come si può ben immaginare scoppierà l’amore che però sarà ostacolato dalle famiglie, dalla differenza di classe sociale e anche dalla mentalità dell’epoca.
Nelle prime cento pagine circa Clarissa è una ragazzina viziata, immatura, sognatrice del grande amore un po’ insipida, non credo nemmeno per colpa sua, è stata educata in un ambiente molto ricco abituata alla bella vita, a essere servita.
Speravo che nel corso della storia la protagonista cambiasse ma non è così, la ragazza continua a essere superficiale, ad avere l’atteggiamento da eterna adolescente che si piange addosso.
****ATTENZIONE SPOILER*****
Devo dire però che Clarissa dovrà affrontare moltissimi eventi tragici e drammatici, ma nonostante questo non reagisce, no lei rimane statica, lì immobile e invece di dare una svolta alla propria vita partecipata a feste varie e inizia ad usare la morfina per combattere il dolore che sente.
Ma neanche il personaggio di Tom secondo me, non viene descritto in maniera appropriata, vuole diventare qualcuno, avere un riscatto sociale e nel corso del libro si arricchisce ma non fa niente per lottare per l’amore della sua vita Clarissa anche lui rimane lì fermo aspettando che gli anni passano.
Anche se rispetto a Clarissa è un bravo ragazzo, di buon cuore e umile.
Sembra quasi che questo non sia un romanzo storico, ma credo sia più un romanzo d’amore diventa storico forse perché ha come sfondo la prima guerra mondiale e descrive un po’ la vita del primo novecento, ma per il resto il conflitto mondiale fa solo da cornice alla storia tra Clarissa e Tom.
Per la mia modesta opinione, ho trovato che questo libro sia stato scritto in maniera superficiale non affronta in maniera dettagliata alcuni temi che invece potevano diventare interessanti, e nemmeno i protagonisti non subiscono un’evoluzione.
Forse nelle ultime pagine si ha un cambiamento almeno lo vedo in Clarissa, forse con l’età riesce a prendere delle decisioni e a fare delle scelte importanti.
Mi dispiace molto, perché questo romanzo poteva essere una grande storia d’amore indimenticabile, di quelle che a distanza di anni quando vedi il libro sulla tua libreria ti scappa un sorriso per le emozioni che ti ha suscitato, ma purtroppo non sarà così.
A mio avviso l’autrice ha messo troppe carte in tavola senza però riuscire a giocarne bene nessuna.
Troppi argomenti buttati là, la guerra in primis, lutti famigliari, un matrimonio sbagliato, la violenza, l’abbandono di un figlio, la droga, le convenzioni sociali ,un amore impossibile, un segreto di famiglia inconfessabile.
In più mi è sembrato che questo romanzo sia simile ad un altro che avevo letto e avevo visto anche il film vale a dire “Le pagine della nostra vita” di Nicholas Sparks.
Ecco alcuni aspetti in comune:
- Allie era una ragazza di buona famiglia e Noah un semplice operaio qui abbiamo Clarissa che è una nobildonna e Tom un servo.
- Di mezzo si mettono le famiglie che non vogliono che i due stiano insieme questo c’è in entrambe le storie
- La guerra: in quello di Sparks c’è la seconda guerra mondiale qui la prima
- La madre di lei in entrambi i libri nasconde le lettere dei ragazzi alle loro figlie e in più entrambe le donne hanno avute delle relazioni extraconiugali con un uomo di umili origini
- Alla fine della guerra siano Noah che Tom tornano e si arricchiscono, così Noah riesce a comprare una vecchia casa che piaceva a Allie mentre Tom riesce a prendere la residenza in campagna dove era vissuta Clarissa fino a prima della guerra
I libri di Nicholas Sparks sono carini ma questo l’avevo letto anni fa e mi aveva colpito molto ecco perché lo ricordo a distanza di anni.
In conclusione gli aspetti che ho gradito di questo libro sono: sicuramente la copertina che è carina, lo stile dell’autrice che è abbastanza scorrevole nella maggior parte del libro e la parte finale del romanzo, le ultime cento pagine circa.
Per il resto come ho già detto non mi sono piaciuti i personaggi, alcuni temi delicati potevano essere approfonditi e forse la trama era abbastanza prevedibile.
Un’ultima cosa che voglio sottolineare: questa è una mia opinione, non mi permetto di giudicare il lavoro che l’autrice ha fatto, ma il libro non mi ha suscitato delle emozioni e l’ho trovato che mancasse di originalità.
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LE AVVENTURE DI MILLIE
Il mio incontro con questa lettura è stata del tutto casuale, ero andata in libreria per acquistare un altro libro e alla fine invece di uno ne ho acquistati due.
Quello che mi ha conquistato di questo libro è lo stile dell’autrice sempre scorrevole mai banale e divertente e ha confezionato una storia molto piacevole, che ad ogni pagina ti strappa un sorriso.
La protagonista della storia è la giovane Millie, una ragazza semplice che lavora in un’agenzia di viaggi e che si trova coinvolta in relazioni sentimentali soffocanti e poco soddisfacenti.
Per caso, una sera incontra la famosa scrittrice Orla Hart, che è in un punto cruciale della sua vita, il marito l’ha tradito è al centro del gossip e nonostante il successo, i soldi e la fama decide che l’unica soluzione a quella umiliazione, sia quella di farla finita.
Ma questo viene evitato dall’intervento di Millie, che non soltanto la salva ma anche diventa una sua grande amica e l’aiuterà nel suo nuovo romanzo.
Infatti Orla, dopo una recensione non troppo carina da parte di un suo collega riguardante il suo ultimo libro, decide di cambiare genere e di raccontare la storia di una ragazza normale che si veste nei grandi magazzini e indossa scarpe economiche.
I suoi precedenti lavori, invece, trattavano solamente di persone benestanti che si dividono tra party e cene di alta classe.
Così inizia un’ avventura esilarante tra serate assurde ed eventi imprevedibili, i personaggi si raccontano con le loro fragilità, insicurezze e paure e riusciremo a conoscerli meglio.
Oltre a Millie e Orla ci sono moltissimi altri personaggi che arricchiscono la storia, Hester la mia migliore amica di Millie non che sua coinquilina, Nat il suo ragazzo un bravo cuoco, Lucas, un playboy incallito da sempre sogno proibito di Hester.
E poi ancora Con Deveraux, rampollo di una famiglia molto ricca nonché figlio dell’editore di Orla, Richard il giardiniere, Adele la madre di Millie, Tim e Sylvia proprietari dell’agenzia di viaggi, Lyold padre della protagonista e Judy la sua nuova compagna.
E infine, Hugh e la vicina Kate e Giles marito di Olga.
L a vita di tutte queste persone si intreccia creando delle situazioni equivoche e molto divertenti di sicuro non vi annoierete mai, anzi in alcuni punti piangerete dalle risate e vi ritroverete in molte delle cose che succederanno a Millie, nei suoi imbarazzi e nelle sue insicurezze.
Millie e anche la sua amica Hester, sono veramente delle forze della natura , riescono a cacciarsi in delle situazioni assurde e addirittura arriveranno a fare una scommessa “niente più sesso in Cornovaglia”.
Sicuramente il filo conduttore dell’intera storia è l’amore raccontato in maniera molto romantica ma mai sdolcinata, come si potrebbe trovare in un romanzo rosa, ma la scrittrice è riuscita a narrare le storie in maniera brillante.
Il lettore si ritrova dentro il racconto, ne rimane coinvolto non riesce a staccarsi dalla pagina e anche se i personaggi non sono reali è l’autrice che li rende tali.
Il lieto fine non è scontato e si prospettano per Millie ma anche per Orla delle sorprese inaspettate e l’autrice ha l’abilità di sdrammatizzare ogni situazione e riesce a essere divertente fino alla fine.
Però ci sono state alcune cose che non mi sono proprio piaciute.
La prima è stata la struttura della trama riportata nel libro, a una prima lettura sembra che la protagonista del romanzo sia Orla ma in realtà quella indiscussa è senza dubbio Millie la storia parla soprattutto di lei.
L’altro aspetto che secondo me non centra molto è la copertina dove c’è una ragazza mora, ma non capisco il nesso con la storia, Millie è bionda con i ricci lei di sicuro non può essere, forse raffigura una donna che sta leggendo il romanzo mah non ho ben capito.
Molti libri che raccontano storie d’amore mi lasciano sempre l’idea della”favola” non so come spiegare, mi sembra sempre che non siano reali cioè la vita non è così facile, tutto semplice, tutto spianato davanti a te nessun problema in particolare nessuna difficoltà. Forse è proprio l’idea del sogno che ci piace ed è per questo che ricerchiamo questo genere di libri.
Indubbiamente è un buon romanzo, romantico al punto giusto e pieno di ironia e lo consiglio a chi vuole avere un momento di distacco dalla vita di tutti i giorni e si voglia immergere in una storia divertente e appassionante.
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LA STORIA DI ZAHRA
Questo romanzo racconta la storia di Zahra, una giovane ragazza libanese con una vita molto difficile, è poco sicura di se stessa, della propria femminilità e non riesce a volersi bene.
Ha un infanzia molto complicata i genitori sono i primi che non le danno affetto, il padre era il classico capo famiglia autoritario e la madre la “usava” come copertura per i suoi incontri clandestini con l’amante.
Ma la vita non le sorride, dovrà affrontare ogni giorno delle battaglie sia interiori che con il mondo esterno non sempre facili da superare.
Le varie esperienze che le succedono faranno sì che lei si chiuda in se stessa e che abbia difficoltà a confidarsi con qualcuno .
Viene molestata in primo luogo dallo zio, che crede un amico a cui scrive lunghe lettere, ma quando decide di andare in Africa a trovarlo e di stare un mese da sola con lui, rimase delusa dal suo atteggiamento che non é affatto quello che ci si aspetta da un parente.
Anche un amico di suo fratello, sposato, la importuna diventa la sua amante e la fa abortire addirittura due volte e per sfuggire a queste continue umiliazioni decide di sposare un uomo che non ama e che nemmeno conosce . Crede così di poter ricominciare daccapo una nuova vita.
Meijd, il marito di Zahra a sua volta non è felice, da sempre ha vissuto la povertà e crede che sposando una ragazza ricca che appartiene ad una famiglia illustre del paese, possa avere il suo riscatto sia sociale che con la vita.
Ma il rapporto non durà e per entrambi questo sarà un periodo bruttissimo ,la guerra che scoppierà in Libano cambierà la vita di Zahra, le darà una svolta inaspettata.
Per la prima volta si innamorerà veramente di un uomo, quando credeva di non poter provare amore per qualcuno , quando meno se lo aspetta succederà e forse così dopo molto tempo potrà vivere.
Non vado avanti in quanto le sorprese della vita di Zahra di certo non finiscono qua, anzi il finale non ve lo immaginereste mai, quando sono arrivate alle ultime pagine ho dovuto rileggerle varie volte perché non ci volevo credere.
Ora, cercherò di spiegarvi quali aspetti mi hanno indotto a leggere il libro e alcune cose invece, che non mi sono affatto piaciute.
Credo sia sempre giusto leggere delle storie di persone con diverse culture, di paesi lontani che magari non riuscirò mai a visitare però è difficile capire alcune volte cosa ti possa succedere, noi qui abbiamo la nostra libertà , i nostri ritmi, orari, appuntamenti e se non avessimo tutto questo?? Se non potessimo avere la stessa libertà di scelta ma dovessimo essere costretti a fare delle cose che non vogliamo o vivere come qualcuno altro ci dice???
Zahra credo abbia avuto una grande forza a riuscire ad andare avanti nonostante tutto quello che le succede, credo che le donne abbiano sempre una marcia in più.
Nel corso della storia, non c’è una solo voce narrante ma questa cambia moltissime volte e ogni capitolo è diverso dall’altro, e in più ci sono dei flashback continui che distraggono e disorientano il lettore.
Forse l’autrice avrebbe dovuto dare un dato temporale preciso una data di riferimento e magari ogni capitolo dovrebbe essere sottotitolato tipo” Zahra in Africa” oppure “Il matrimonio di Zahra” e cosi via.
In più un’altra cosa che proprio non mi è piaciuta è la copertina ma cosa centra???? Una donna col velo dietro le sbarre ma Zahra non va in prigione o non viene segregata forse interiormente ha un forte disagio ma questa immagine è fuorviante rispetto al contenuto.
Nonostante questo il libro è un buon romanzo, molto scorrevole in alcuni punti e in altri forse dispersivo ma comunque è una testimonianza forte della condizione della donna.
Ho comprato questo libro dopo aver visto un’intervista fatta all’autrice che è del Libano e che ora non vive più lì, i suoi libri sono stati censurati nel suo paese per le tematiche trattate. Dopo questo io sono convinta del fatto che la libertà di stampa vada preservata e sia giusto dare voce anche a persone o a situazioni che non riusciremmo altrimenti a conoscere.
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JO E LE SUE PRONIPOTI
Un giorno qualunque di settembre passavo davanti alla vetrina di una libreria e ho visto questo romanzo, sono rimasta molto colpita dalla copertina, una soffitta con molti libri e una ragazza che avrà più o meno la mia età che tiene in mano una lettera.
Solamente poi leggendo la trama ho realizzato il fatto che questo libro fosse una sorta di continuazione se si vuol dire così di “Piccole donne” soltanto ambientato ai giorni nostri.
Visto che mancavano pochi giorni al mio compleanno ho preso l’occasione al balzo e me lo sono fatto regalare.
Ci troviamo così davanti alle discendenti della più famosa e intrepida della sorelle March Jo, loro sono Emma , Sophie e Lulu Atwater e c’è anche la loro madre Fee .
Ma iniziamo con Emma che si trova davanti ad una svolta importante nella sua vita, sta preparando il suo matrimonio, invece,Sophie è una ragazza che non passa inosservata, corteggiata da moltissimi uomini, sogna di diventare una brava attrice.
Arriviamo infine a Lulu, delle tre sorelle la più ribelle, anticonformista non riesce a trovare la sua strada sia nel campo lavorativo che in quello sentimentale. Passa da un lavoro all’altro senza avere un’idea chiara su cosa fare ma adora cucinare.
Sarà proprio lei a salire in soffitta e a trovare in una vecchia valigia le lettere scritte dalla trisnonna Jo March alle sorelle.
Le tre ragazze non hanno molte informazioni sulla loro antenata e non hanno una grande ammirazione nei suoi confronti, come invece possiamo averla noi che abbiamo letto o anche visto in tv Piccole donne e che ci ricordiamo che Jo era una donna molto coraggiosa e intrepida.
Sono le lettere trovate da Lulu a far ricredere dapprima la ragazza, che inizialmente non rivela cosa ha trovato in soffitta , e poi anche le altre sorelle e la madre.
Questi scritti che Jo ha lasciato saranno fonte di consigli su come affrontare le difficoltà, i piccoli o grandi problemi di tutti i giorni e per riuscire a trovare la strada giusta nella vita.
Credevo veramente di rimanere delusa da questo romanzo, invece, penso, anzi sono quasi sicura, sia uno dei libri più belli che abbia mai letto, mi ha suscitato varie emozioni, mi sono ritrovata a in alcuni punti con le lacrime agli occhi e altre volte mi sono fatte dei lunghi sorrisi.
Questo romanzo mi ha messo il buon umore, quando lo aprivo e leggevo mi sembrava proprio di essere lì con loro di entrare nella loro casa, nei loro pettegolezzi nelle loro confidenze e chiacchiere.
Tuttavia non ho trovato che il racconto prendesse una piega sdolcinata o troppo mielosa l’autrice, che secondo me è stata bravissima, ha saputo dare la giusta impronta alla storia non tradendo mai il clima che si aveva nella famiglia March.
Il sentimento predominante in questo romanzo è l’amore, per un genitore, per una sorella o per un’amica la famiglia è un luogo sicuro dove ci si può rifugiare.
E’ importante avere delle sorelle o un’amica di cui ci si può fidare, a cui si può confidare un segreto e ci si possa confrontare, avere e dare consigli, io in questo libro ho trovato tutto questo.
Anche i momenti più difficili si possono superare se ci si vuole veramente bene.
Emma, Sophie e Lulu mi sono piaciute tutte e tre anche se la mia preferita guarda caso è Lulu ma ho apprezzato anche le altre in maniera differente, Emma soprattutto verso la fine del racconto e Sophie inizialmente sembrerebbe la bella ma stupida si riscatta nel corso della storia.
I personaggi maschili ci sono, ma devo dire che fanno da cornice alla storia che invece è ben animata dalle avventure delle ragazze.
E’ difficile lasciare questo libro,quando sono arrivata alle ultime pagine non lo volevo finire non volevo lasciare la famiglia Atwater.
Credo che la Donnelly non abbia sbagliato nulla, è riuscita a far rivivere il clima sereno e d’amicizia che si respirava nel libro Piccole Donne, e ha donato al lettore un altro romanzo indimenticabile.
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LA FORZA E IL CORAGGIO DELLE DONNE
Questo libro contiene al suo interno due storie parallele quella di Elsie e quella di Reba, due donne all’apparenza molto diverse ma che insieme riusciranno a fare chiarezza sul loro passato.
Elsie è una ragazza tedesca di Garmisch, è un’adolescente quando scoppia la seconda guerra mondiale e lavora nella panetteria dei suoi genitori. E’ nel 1944 che succede qualcosa di inaspettato , Josef un amico di famiglia , un ufficiale della Gestapo alla vigilia di Natele le chiede di sposarlo, ma la stessa notte un bambino ebreo Tobias si presenta alla sua porta e le chiede di aiutarlo…….
Reba , invece, è una giovane ragazza di El Paso Texas che lavora come giornalista del Sun City Magazine e sta lavorando ad un nuovo articolo sui canti di Natale in tempo di guerra e per questo va a intervistare proprio Elsie, che dopo la seconda guerra mondiale, si è trasferita in America sposando un medico texano e ha aperto una panetteria con delle specialità che faceva in Germania e ha una figlia di nome Jane.
Come è successo a Elsie anche Reba riceverà un anello di fidanzamento da Riki il suo fidanzato, un immigrato poi naturalizzato americano, la ragazza però è contrariata da questa proposta e si prende del tempo per accettare o meno.
Elsie durante la guerra ha un rapporto epistolare con la sorella Hazel che fa parte del Progetto Lebensborn a Steinhoring, un’instituzione che dava aiuto a donne partorienti in difficoltà, a condizione che fossero di razza “pura” ariana e che fossero disposte a dare il proprio figlio al regime.
Hazel entra a far parte del Progetto in quanto rimane incinta di Peter un’ufficiale tedesco che però prima di poterla sposare muore durante una spedizione militare.
Reba invece, si era trasferita da alcuni anni a El Paso, ma sognava di andare a lavorare in California per una testata giornalistica più importante. Anche il suo passato, come quello di Elsie, è difficile , non riesce a superare la morte del padre e non ha un buonissimo rapporto ne con la sorella Deedee ne con la madre, che sente e vede poco.
Elsie e Reba si incontrano in occasione dell’intervista per la stesura dell’articolo che la giovane deve fare sul Natale inizialmente il loro rapporto e’ un po’ rigido poi però impareranno a conoscersi meglio e nascerà una buona amicizia.
Non vi racconto altri particolari sulla trama che è molto articolata, succedono moltissime cose nelle 400 pagine del libro, ma vi anticipo solo che molti segreti, alcuni sconvolgenti, sono legati ai vari protagonisti Elsie, Josef, Tobias, Hazel, Reba, Riki e Jane.
In alcuni punti mi sono commossa, le due storie che si intrecciano sono entrambe molto interessanti però quella di Elsie è più coinvolgente forse per il periodo storico e la tematica che viene trattata.
In alcune parti speravo che le protagoniste facessero la scelta giusta affrontassero i loro problemi, mi sono trovata a tifare per loro perché potessero prendere la decisione giusta.
Dopo aver letto questo libro mi sono resa conto di quanto la guerra porti con sé delle conseguenze catastrofiche, negative per gli stessi militari e anche per le persone civili che devono avere una grande forza per riuscire a superare questo tragico evento e molte volte non ci riescono e cedono alla disperazione, al suicidio oppure decidono di andare avanti e di trovare il coraggio per continuare,anzi meglio, per ricominciare a vivere.
Prendendo spunto da una riflessione finale che è scritta nel libro è giusto dire ai propri figli di quanto gli uomini possono essere crudeli nei confronti di altri esseri umani oppure è meglio tacere? Secondo me conoscere il passato storico è fondamentale per crescere bene, per distinguere cosa è giusto e cosa no e per capire il mondo in cui viviamo.
Le storie descritte in questo libro sono inventate dall’autrice ma traggono ispirazione da eventi realmente accaduti, da una serie di testimonianze di sopravvissuti oppure da nipoti, pronipoti degli stessi che hanno avuto il coraggio di ripercorrere il loro passato o quelle delle persone a loro care affinché non si dimentichi mai quello che è successo.
Per descrivere i luoghi in cui si svolgono le storie l’autrice è stata aiutata dal fatto che ha trascorso l’infanzia a Garmisch in Germania per poi trasferirsi in America in quanto suo padre era un ufficiale dell’esercito americano.
Infine vorrei dire che questo libro mi ha lasciato moltissime emozioni contrastanti come rabbia, indignazione, gioia, sgomento, ma soprattutto un grande senso di speranza.
Lo consiglio a tutti, a chi vuole conoscere meglio un periodo storico così brutto e a chi vuole leggere una storia molto interessante, coinvolgente che strapperà una lacrima e un sorriso.
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AMORE E DISASTRI
Quando si dice un colpo di fulmine!
Questo è successo ai due protagonisti Travis e Abby (o Pigeon come viene soprannominata) quando si incontrano per la prima volta.
Travis è il ragazzo più popolare della Eastern University, bello anzì bellissimo e super tatuato, tutte le ragazze lo vogliono, fanno di tutto per attirare la sua intenzione e per riuscire ad uscire con lui, non è ricco ma si mantiene da vivere facendo delle gare clandestine di pugilato che non ha difficoltà a vincere.
Abby ,invece, è una ragazza buona, carina con uno stile molto semplice, la classica brava ragazza studiosa e timida ma che in realtà si porta dietro una situazione famigliare molto difficile e mille insicurezze e fragilità.
Con lei si è iscritta allo Eastern anche la fedele amica America detta Mare e Shepley suo fidanzato e cugino di Travis.
Travis da subito le fa la corte ma lei non è come le altre studentesse non subisce il suo fascino e i due finiscono per diventare amici fino a che una sera per una scommessa i due si ritrovano a convivere nello stesso appartamento per un mese.
In quel periodo trascorrono insieme la maggior parte del tempo e iniziano a conoscersi in maniera più profonda e Abby scopre dei lati del carattere di Travis che non si aspetta e soprattutto si trova a provare dei sentimenti molto intensi, nuovi ma sa ugualmente che lui non è il ragazzo giusto per lei.
Nonostante questo Travis frequenta altre ragazze e anche Pigeon conosce Parker che è l’opposto di Trav un ragazzo rassicurante, tranquillo proprio quello di cui Abby crede di aver bisogno.
L’ultimo giorno della loro scommessa però succede qualcosa che cambierà il loro il rapporto e qui mi fermo non anticipandovi altro e non togliendovi il piacere di leggerlo e di scoprire il proseguo del racconto.
Possiamo definire Travis un ragazzaccio che ha un carattere tremendamente difficile fatto di lunghi silenzi e di momenti di rabbia molto accesa che sfociano in episodi molto cruenti ma la sola che riesce a tranquillizzarlo è Abby, che però a sua volta ha moltissime paure, questa coppia insieme forma uno splendido disastro come molte volte viene definito nel racconto.
Il rapporto tra loro due è fatto di continui alti e bassi che porteranno i due protagonisti a soffrire moltissimo.
Per me questa lettura è stata molto piacevole, scorrevole non mi sono mai annoiata in alcuni punti sono stata molto vicina alla scelte fatte da Abby e altre volte invece non sono stata propriamente d’accordo.
Questo romanzo è un vero fenomeno come è stato definito, un successo editoriale reso tale grazie al passaparola dei lettori che diventerà addirittura un film, spero, che come succede spesso, non trasformino questo libro molto carino in una pellicola bruttina.
Una storia romantica, non sdolcinata come piace a me che racconta un amore puro, sincero, dolce e passionale vissuto con l’entusiasmo di due ragazzi molto giovani.
A volte succede che molti casi editoriale si rivelano non all’altezza delle aspettative invece, per me questo è stato “una splendida” e piacevole sorpresa e a chi vuole intraprendere l’ avventura di leggere questo romanzo di certo non rimarrà deluso.
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TI PREGO LASCIATI ODIARE
Ti prego lasciati odiare!
Si è questo il titolo di un libro molto carino che ho letto recentemente. L'ho acquistato incuriosità dal fatto che sia diventato un successo grazie al passaparola dei lettori, secondo me questo era un punto a suo favore.
I protagonisti della storia sono Jennifer e Ian due colleghi di lavoro di una importante banca d'affari di Londra, per parecchi anni si fanno la guerra finchè un giorno devono lavorare a un progetto comune per un ricco cliente e da lì inizieranno a frequentarsi sempre di più e i loro rapporti cambiano radicalmente.
Una lettera piacevole, un antistress garantito una storia molto romantica che ti mette di buon umore magari dopo una giornata faticosa.
Jen e Ian sono due persone completamente diverse, ma nonostante questo sono molto attratti uno dall'altra anche se non lo amettono con loro stessi, soprattutto Jennifer faticherà non poco a rendersi conto dei sentimenti che prova.
Anna Premoli però racconta una storia già vista già sentita e se si legge la trama si può sicuramente immaginare il finale, nonostante questo il libro è una piacevole lettura e è scritto molto bene considerando che lei non lo fa per lavoro.
Lo consiglio a tutti e diciamoci la verità in particolare a noi lettrici piaccono sempre queste storie molto romantiche e appassionate.
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HOPE E ROSE
E’ la storia di grandi figure femminili in particolare di Rose e della nipote Hope.
E’ un libro molto carino che tratta un tema delicato come quello dell’Olocausto ma ti lascia anche un grande insegnamento che tra diverse culture e religioni si può essere solidali e aiutarsi.
E’ una grande storia raccontata in maniera eccellente, da una parte ambientata ai giorni nostri con Hope una donna ormai separata , madre di Annie con cui ha un rapporto molto difficile, come con ogni ragazzo che attraversa l’età dell’adolescenza.
Dall’altra invece, viene ripercorsa la storia di Rose ai tempi della seconda guerra mondiale e di tutti gli eventi che si succedono per il fatto che la sua famiglia i Picard era ebrea e inoltre si racconta del suo grande amore.
Rose malata da anni di demenza senile, in un momento di lucidità consegna a Hope una lista di nomi che dice di essere l’elenco dei componenti della sua famiglia e la prega di scoprire la verità su di loro, se sono ancora vivi.
Hope è sconvolta era convinta che sua nonna fosse cattolica e inizialmente non ne vuole sapere di cercare i parenti di Rose tanto che si scontra sempre di più con la figlia Annie che invece vuole assolutamente aiutare la nonna. Poi invece si ricrede ed inizia a cercare e forse a trovare qualcosa....
La pasticceria di famiglia ricopre un ruolo fondamentale nel libro soprattutto i dolci che si ricollegano in maniera importante con il susseguirsi dei fatti che accadono nel libro e all’inizio di alcuni capitoli viene fornita anche la ricetta di questi dolcetti.
Anche in questo libro ci sono molti colpi di scena e alcune coincidenze aiutano lo sviluppo della storia.
Un passaggio del libro che mi ha colpito è sicuramente la lettera che Rose ha scritto a Hope che le spiega tutta la verità sulla sua vita.
Degno di nota anche una bellissima copertina che colpisce il lettore ed inoltre ho trovato carina l’intervista fatta all’autrice.
Un libro molto commuovente una volta finito di leggere ti rimane una bella sensazione di umanità, fraternità e di pace, una storia per me che ti tocca nel profondo, raccontata in maniera scorrevole mai noiosa e mai banale.
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