Opinione scritta da LuigiDeRosa
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Ascoltando,Little by little
In Amèlie Nothomb ciò che trovo di piacevolmente originale è la capacità , attraverso il racconto
paradossale di sezionare impunemente le nevrosi e le paranoie del nostro quotidiano.
Se in "Una forma di vita" era l'obesità ad essere analizzata e messa alla berlina tanto che ad un certo punto il soldato americano era invitato,fra il serio e il faceto, a fare del proprio corpo orrendamente sformato dal grasso un'opera d'arte da esporre in gallerie specializzate, in questo romanzo sono i cinque sensi ad essere al centro dell'analisi, anzi a sparire completamente!
Il giovane pony express , protagonista del romanzo, distrutto dal fallimento sentimentale e
lavorativo, decide di rompere con il mondo. Non riesce più a provare piacere sessuale,decide, si impone di non provare più niente e al ritmo parossistico di una ballata dei Radiohead l'udito,l'olfatto,il gusto,la vista e il tatto diventano semplici strumenti di comunicazione privati di qualsiasi piacere. Quest'autocastrazione raggiunge il culmine quando il ragazzo decide di sfruttare il suo talento di tiratore scelto per diventare un killer della mafia russa ,la trasformazione si completa con il cambio d' identità, sarà per tutti: Urbano.
La "carriera" di Urbano si interromperà,per ironia della sorte,quando, leggendo il diario di una sua giovane vittima,Rondine,portato via dalla scena dell'ennesimo crimine senza un motivo particolare, scoprirà di avere molte affinità, anzi s'innamorerà della sua vittima, ma a questo punto, Yuri il tirapiedi del boss e il risveglio dei sensi gli presenteranno il conto.L'uomo di oggi dunque è talmente mediocre che alle difficoltà della vita risponde negandole? La risposta è,forse,in una Rondine...
di Luigi De Rosa
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Stato di Ebetudine
Romain Gary ci ha regalato, prima di lasciarci,dopo aver indossato la sua vestaglia rossa in modo che il rosso della seta rendesse meno macabro quello del sangue,dopo un ultimo saluto alla bellissima moglie Jean Seberg(che lo aveva preceduto nella pazzia) e una pallottola in testa: un capolavoro, non si può aggiungere altro.
Nella banlieue parigina al sesto piano di una palazzina, abitata da tutto il mondo tranne che dai Francesi, c'è Madame Rosa,una vecchia prostituta ebrea,che si arrampica tutti i giorni su quest'inferno e con affanno trascina il suo culone grasso nell'appartamento dove l'aspettano una decina di marmocchi. Sono i figli delle sue colleghe, quelle che ,per timore della polizia, degli assistenti sociali e dei ruffiani pagano una quota mensile per poter essere sicure che i loro pargoli siano in buone mani,mangino e dormino. Fra questi bambini c'è Mohammed,detto Momò, un ragazzino con il quale Madame Rosa ha stretto un legame speciale, con lui divide il pane, i sogni e gli incubi; la vecchia si sveglia tutte le notti, si veste, prende la valigia e aspetta che salgano su le SS per riportarla ad Auschwitz,Momò sogna che ogni notte una leonessa entri in camera sua ,salga sul letto e lo lecchi, è talmente sicuro dell'esistenza del felino che gli altri bambini hanno paura di dormire con lui che sorride sornione:"il vecchio Hamil gli ha raccontato che le leonesse amano i propri cuccioli e non li abbandonerebbero mai!"
Infatti Momò da quando ha saputo che Madame Rosa riceve un vaglia con dei soldi per il suo mantenimento assilla la povera vecchia con migliaia di domande perchè vuole conoscere sua madre,ma l'ebrea adora il piccolo arabo e si guarda bene dal metterlo al corrente della terribile tragedia che l'ha condotto da lei.Dunque in quest'asilo abusivo, dove l'illegalità, per ironia della sorte,serve a proteggere e garantire un'infanzia felice che il degrado sociale negherebbe e la legge condannerebbe al brefotrofio e alla perdità della patria potestà da parte delle madri-prostitute,si vive la vita, quella fatta di sofferenze e gioie.
Un romanzo sull'emozione di crescere e sull'emozione di morire.
Meniseur Hamil ,lei che è il vecchio più giovane del quartiere, che prega il Corano e legge Victor Hugo,mi dica: "si può vivere senza amare nessuno?"
di Luigi De Rosa
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Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole
Mettete da parte i ricordi tremendi delle interrogazioni della Prof, le nottate passate a studiare e a ripere canti, interpretazioni,analisi, opioini di critici letterari e studiosi:povero Dante! Perseguitato da vivo dai Guelfi Neri che "reincarnati" in certi professori perseguitavano noi poveri studenti facendoci odiare e temere, ahimè!,la sua grandissima,anzi,Divina opera d'arte! Finalmente un libro, scritto con passione e frutto di uno studio incessante,che ci consegna un Dante diverso, direi umano, non c'è Virgilio, nè Beatrice, ci sono Gemma sua moglie che lo segue fedele ma triste perchè sà che ad unirli non è stato il grande amore, ci sono tre figli, soprattutto lei: Antonia(suor Beatrice), figlia adorata pronta a tutto pur di difendere la memoria del padre, c'è Giovanni di Dante Alighieri (figlio illegittimo, realmente esistito?) medico che dalla sua città natale Lucca giunge a Ravenna, al capezzale del padre, ma l'ultimo saluto gli è negato, anzi, lui che si occupa della trascrizione dei canti, si rende conto che c'è in atto una congiura contro il Sommo Poeta e gli ultimi canti del Paradiso sono misteriosamente scomparsi. Ad aiutare Giovanni, in un rocambolesco incontro, giunge un sopravvissuto dell'ultima fallimentare crociata Bernard d'Outremer, un templare convinto che il poeta fiorentino facesse parte anch'egli dei quest'ordine religioso ed è sicuro che nei canti , cifrato, ci sia indicato il nascondiglio di un tesoro straordinario appartenuto all'ordine.
Non vi lasciate ingannare da chi vi presenta questo testo come un nuovo "Codice Da Vinci" è una bugia!,si tratta di un thriller molto più colto e raffinato.
di Luigi De Rosa
Le note dolenti:
Si vede che il testo è stato scritto da un appassionato di Dante ma non da un giallista, mancano ritmo e suspence e alcune interpretazioni risultano forzate.
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Unica
A Budapest, nell’ufficio di un importante funzionario viene ricevuta una giovane finlandese
in cerca di un permesso di soggiorno, si chiama Aino Laine che nella sua lingua vuol dire “Unica Onda”. Questa bellissima donna si rivela realmente un’Unica Onda dirompente che spazza via d’improvviso tutte le certezze dell'uomo. Infatti quando il funzionario vede la donna varcare la soglia del suo ufficio ha un tuffo al cuore: Aino Laine, questa sconosciuta piombata dal nord,come un’eroina mitologica del Kalevala, come un gabbiano affamato che cerca calore lontano dal freddo lappone è la copia perfetta, spudorata di Ili,la donna della sua vita, quella che qualche tempo prima si era suicidata, ma non per colpa sua, per colpa dell’altro!, di quell’insignificante professore di chimica! Capirete bene che groviglio di emozioni esplode nell’animo del funzionario:sorpresa,curiosità,perplessità,tristezza,rabbia,rancore,gioia, timore di impazzire,di confondere la realtà con il passato, con i sogni. “Dunque lei è tornata?”, ma non può essere vero,”Aino Laine, chi sei?”.
Sàndor Màrai ,come nelle “Braci”, ci racconta una storia originale e seducente,come la protagonista anche il racconto è molto ambiguo, all’inizio pensiamo sia una storia d’amore,poi rimaniamo irretiti in un gioco di spie?, c’è una guerra imminente ed una donna che sembra tutto e il contrario di tutto. Màrai ha un modo di raccontare l’amore tra uomo e donna che è sempre sorprendentemente originale, perché l’Amore non è mai banale.
Gli appunti che posso muovere al testo di Màrai sono due, i ragionamenti del protagonista in alcuni punti sono farraginosi, si fa fatica a capire la logica di certi passaggi, così come avrebbe avuto bisogno,tutto il romanzo, di maggior ritmo che certamente l'avrebbero reso più leggibile.
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Il chiodo,l'ombrello e l'amore
Salvator vive in compagnia dello zio Nazaire, gli vuole molto bene, soprattutto vuole molto bene a tutto il patrimonio immobiliare del parente che è convinto, un giorno, quando il vecchiaccio tirerà le cuoia, sarà tutto suo. Il suo castello di carta di certezze comincerà a vacillare quando nell'antico palazzo giugerà Irene , un'altra nipote?, da dove diavolo sarà spuntata?, quale ramo della famiglia? Poco male, Salvator,non si dà per vinto, la corteggia perchè è sicuro di sedurla e godersi con lei i soldi dello zio. Purtroppo il famoso castello di carta di convinzioni andrà addirittura a fuoco quando Salvator scoprirà che Irene è incinta, il padre del nascituro è lo zio! (Hai capito il vecchiaccio?!? Ha sedotto la giovane nipote!) Dunque la coppia incestuosa avrà una figlia che Salvator ,perso il senno dalla rabbia, ucciderà conficcandole un chiodo nella testa e ,a delitto consumato,fuggirà via .
A Hong Kong, l'assassino, si rifarà una vita,diventerà un uomo ricchissimo,quindi tornato a Parigi con una nuova identità...Bhè arrivati a questo punto, prima di raccontarvi tutto il romanzo come un beota, vi invito a leggere il testo, è una fiaba stupenda, un capolavoro di cinico surrealismo proprio come il capolavoro del pittore James Ensor.
di Luigi De Rosa
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Di quando Cappuccetto rosso sbranò il povero lupo
C'era una volta un coniglio che era dotato della stessa, "simpatia",verve e determinazione di Annie Wilkes (ricordate l'infermiera in Misery di Stephen King?) con una mazza ferrata si era messo a protezione della sua radura paradisiaca dove viveva con gli altri animaletti, gufi,rospi,allodole,cerbiatti etc etc, con molta generosità ne faceva provare la consistenza a corvi curiosi,serpentelli indisponenti, perfino ad un unicorno che pretendeva di donare la felicità al prossimo,figuriamoci...la felicità! Sangue, interiora e rimasugli di cervelletto coloravano il prato quando c'era lui al cancello, finchè un giorno venne una bella topa di fogna che...Credo che abbiate capito che le sedici favole di animali scritte da Sedaris, avrebbero fatto accapponare la pelle ai poveri Fedro ed Esopo, ma vi assicuro il loro cinismo strappa sempre un sorriso, una narrazione senza fronzoli, storie drammaticamente reali, gli animali di Sedaris hanno tutto quello che è l'uomo oggi, privo di idee originali,disgustosamente egoista e senza scrupoli,insomma,come direbbe Nietzsche:"quando guardi nell'abisso,l'abisso guarda in te". "Adesso , correte da me, miei piccoli sette capretti, che la mammina ha bisogno di carne per lo stufato..."
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Le alci e i lupi
Per apprezzare la grandezza di questo romanzo bisogna porre attenzione alla biografia di Hans Keilson, ebreo olandese sfuggito ai nazisti, che ha passato la vita , come psicanalista,a curare bambini traumatizzati da campi di concentramento e guerre.Uno scrittore celebrato dai maggiori tabloid di settore negli Stati Uniti che in Italia abbiamo conosciuto solo grazie a questa pubblicazione Mondadori, peccato che proprio in questi giorni, il 1 giugno 2011 il signor Hans Keilson ci abbia lasciati, dopo 101 anni di vita passata a combattere l'avversario.
Nel testo mi ha colpito questo aneddoto che proverò a sintetizzarvi che a mio parere racchiude la riflessione amara, lucida e decisamente scioccante sul rapporto che viene sempre a crearsi fra vittima e carnefice magnificamente illustrata in tutto il romanzo.
Un giorno il Kaiser decise di far visita allo Zar il quale fu ben lieto di ospitare il cugino, in una delle sue tenute di caccia più belle. Il Kaiser durante la vacanza russa, fra l'altro, sottolineò più volte al cugino di quanto lo invidiasse per gli splendidi esemplari di alci che popolavano i suoi boschi, mentre in Germania non ne era rimasto vivo nessuno.
Lo Zar che aveva grande stima e simpatia per il cugino, quando venne il momento di congedarlo, gli fece dono di una splendida mandria di alci.
Il Kaiser, al settimo cielo, tornato a casa,radunò tutti i suoi guardiacaccia e ordinò loro di individuare un territorio salubre per clima e flora dove le sue alci avrebbero potuto vivere felici.
Dopo alcuni mesi però, i guardiacaccia cominciarono a registrare una moria di questi splendidi animali. Il Kaiser , su tutte le furie convocò i migliori veterinari, biologi, geologi del regno, ma tutti lo rassicurarono sulla bontà del fieno, delle foglie, del clima e della morfologia del territorio, senza tuttavia individuare la causa della moria. Alla fine lo Zar, contrariato inviò in Germania il suo miglior guardiacaccia che esaminò le bestie morte, il terreno,il fieno, poi si recò dal Kaiser e disse: "Maestà la sua tenuta è perfetta, c'è solo un problema,direi una mancanza". "Che problema? ,Che cosa manca?"chiese il Kaiser.
Il guardiacaccia rispose: "Maestà, mancano i lupi". Il Kaiser :"I lupi? Come è possibile, ho capito bene? I lupi?"
"Sì, maestà, le alci hanno bisogno anche dei lupi" , detto questo salutò e se ne tornò in Russia, fra le sue alci e i suoi lupi.
C'è un legame profondo che si crea fra le vittime e il loro carnefice che solo un uomo che ha provato le zanne di Hitler penetrare nelle proprie carni vi potrà spiegare per rilevarvi che alla fine anche i lupi muoiono ma non per la mancanza di alci.
di Luigi De Rosa
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Sleeping Beauty - Il Bello Addormentato Nel Bosco
E' svenuto e Dora è la prima ad accorrere.Si accovaccia, si fa piccina piccina.Gli occhi diventano enormi tanto che il suo viso,pallido pallido,sembra tutto e solo occhi.Avvicina la testa a quella del bambino e, prima che la donna intenta ad alzargli le gambe possa mandarla via o impedirglielo,Dora bacia la bocca rosata di quel bimbo addormentato... ...Luka sente sul viso una voce lontana.sei l mio bell'addormentato,svegliati mio principe,sei il mio principe,solo mio...Poi anche altre voci e parole gli arrivano alle orecchie e confuso e debole apre gli occhi e vede...
Siamo in un tipico asilo a Makarska Croazia, i due protagonisti del romanzo Luka e Dora si sono appena conosciuti, anche "le tre fatine si sono fermate sulle rispettive culle" ed hanno provveduto a tintinnare la bacchetta magica: al ragazzo hanno lasciato un talento straordinario per la pittura a lei quello della recitazione. Questa è la storia del loro lungo inseguimento, del loro incessante perdersi di vista per poi ritrovarsi, la storia di un uomo ed una donna che come spesso accade nella realtà liquida tipica della nostra società,mica come nelle fiabe dove il canovaccio e il lieto fine sono garantiti!, devono nuotare fino allo sfinimento e quella benedetta terra ferma chiamata Amore, sembra sempre allontanarsi all'ultimo istante e allora, l'innamorato/ta devono scavare dentro con foga e recuperare fiato e forza per un'altra bracciata che non sarà mai l'ultima perchè l'Amore alla fine, si scopre sulla propria pelle, che non è una meta ma...
di Luigi De Rosa
Ho trovato molto interessante l'uso del continuo intrecciarsi e alternarsi , durante tutti i capitoli, del punto di vista e del sentire dei due protagonisti che rende veramente intrigante la narrazione.
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Di quando Pulcinella era un dio
Come era bello quando da bambini andavamo ai giardinetti,ci precipitavamo come tante api verso l'alveare,per nutrirci del miele chiamato Teatro e poco importa se si trattava di un cassettone e due fantocci.Quel pupazzo vestito di bianco con la maschera nera c'incantava, con l'inconfondibile voce nasale,strappava i nostri applausi,le nostre risate a crepapelle, innumerevoli erano gli ooh,uuh che sottolineavano i colpi di scena ed infine incontenibili le grida di giubilo quando il nostro eroe estraeva il bastone destinato, come lo scettro di un re, a dispensare Giustizia e punizioni:chi se le dimentica le innumerevoli mazzate a Satana o alla Morte?,ancora una volta,noi bambini eravamo vinti e convinti da un sogno: il Bene trionfa sempre sul male.
Francesco Pisano con questo straordinario saggio arricchito da foto e illustrazioni rende omaggio al nostro mito d'infanzia,documenti alla mano, strappa il cappello frigio a Pulcinella e pone sulla testa del Cetrulo la corona che gli spetta per epifania divina,il brutto anatroccolo è diventato cigno,perdon Falco.Ad Acerra,in epoca romana, veniva venerata una triade di dei egizi: Iside ,Osiride ed Horus, in estrema sintesi: Osiride,il Nero il dio dell'Abbondanza è ucciso e fatto a pezzi dal dio Seth il Rosso,lo sciacallo, il toro (o' Curnut perchè Nefty sua moglie si era accoppiata con Osiride),Iside moglie di Osiride recupera i pezzi del marito che torna in vita, dalla loro unione,per essere precisi da un uovo, nascerà Horus,il Bianco,il Falco che vendicherà il padre sconfiggendo Seth. Pisano nel saggio fornisce ai cultori di Pulcinella tutti gli strumenti, le fonti letterarie e archeologiche per comprendere come il dio Horus, venerato nell'antica Acerrae III sec. d.C. altri non è se non Pulcinella. Voglio darvi alcune dritte:il dio Horus ha la testa di un falco, la maschera di Pulcinella ha un naso di falco, è detto "il Bianco" e il padre "il Nero":i colori della maschera partenopea. Il corno rosso che adopera per esorcizzare il male? Ricordate Seth,"il Rosso", l'Avversario(Satana)fra l'altro raffigurato anche come toro ecco una spiegazione plausibile per l'uso dei corni rossi contro la iattura.
Quando i primi Cristiani vollero eliminare dall'antica Acerrae gli dei pagani ricorsero a quella che i sociologi chiamano ridicolarizzazione degli avversari e del loro dio: la cetrulinizzazione,il dio Horus diventerà uno stupido fantoccio.Infine vi invito ad osservare l'antichissima illustrazione in alto a destra,Horus il Falco ha sul capo la khedyet, la corona bianca, che rappresenta l'avvenuta unione dei regni dell'Alto e Basso Egitto dopo la sconfitta di Seth: non vi ricorda il cappello bianco di Pulcinella? Se leggerete questo arguto scritto scoprirete come Pulcinella divenne anzi era ed è un Faraone.
di Luigi De Rosa
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Sud
"Fua chillu mumento preciso ca scennete na zaffata liggera di scirocco ca pareva nu murmurio.E li girasoli, ca erano a migliara pì dint'a lu campo, tutti assieme voltaino la capa da la parte de lu stagno, comu si pì la virgogna nun vulessero chiù vederi chello che stava capitanno".
Con una lingua antica,impastata di terra e rabbia: la lingua di noi meridionali, a ritmo di tammorra Longo ci racconta la storia di un amore adolescenziale,la vicenda di Lorenzo e Caterina, fatta di passione e odio, speranza,delusione e sangue.
Intreccia con essa la storia di due vinti , o Professore e Dummenico che decidono di svaligiare
"nu bancolotto" per dare una svolta alla loro vita. Ne esce fuori una lunga intensa ubriacante taranta di parole con un colpo di scena finale che acquieta tutti i "tarantolati".
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Che cos'è un kappa sostituto?
Avete mai visto un giapponese scrivere un kanji(ideogramma)
non è come noi occidentali, un semplice scorrere di inchiostro
su carta, è un momento artistico, un momento profondamente intimo, direi religioso.
Googlate nel traduttore in giapponese tradizionale AI che vuol dire amore. Osservate quell'ideogramma, i segni non sono dipinti così a caso, ma sono espressione di un atavico vissuto perchè,come dice Erri De Luca, ogni parola è sangue,corpo ed emozione. Alla fine della lettura di questo romanzo ogni riflessione, ogni vicenda,ogni emozione vissuta dai personaggi sarà stata un segno che andrà a comporre il kanji più desiderato da un uomo ed una donna:Amore.
Siamo in una tipica scuola nipponica, Yuko Iizuka è una quattordicenne alle prese con quella montagna di confusione chiamata adolescenza. Durante le ore di disegno scopre la passione per i colori e soprattutto di sentire qualcosa di sconosciuto per il suo maestro il signor Kyu.
Quando i sentimenti prenderanno il sopravvento sulla ragione Yuko e Kyu fuggiranno lontano, l'una dall'altro. La grande differenza di età li aveva spaventati, ma si sà al cuor non si comanda.Saranno un viaggio per incontrare una persona cara vicino Fukushima ed un Kappa-sostituto a porre l'ultimo segno per completare questo kanji.
Banana Yoshimoto offre ancora un grande esempio del suo telento, fluidità narrativa e intelligenza nello sviluppo di un argomento così delicato senza cadere in un lolitismo volgare rendono il testo adatto a tutti e forse questo è anche il defetto del racconto che in alcuni casi cade nel banale.
A...quasi dimenticavo, un kappa-sostituto è una specie di spiritello; le madri giapponesi comprano o costruiscono dei fantocci a forma di rana dove sperano di imprigionarne uno per pregare poi gli antenati che, in caso di disgrazia,faranno in modo che sia esso a morire sostituendo nelle braccia della morte il loro bambino.Se ne vedete uno in giro acciuffatelo, come ben capite , potrebbe tornare molto utile, e poi fondamentalmente se ne vedete uno o siete pazzi o siete innamorati.
di Luigi De Rosa
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Spactator fastidiosus sibi molestus
Siamo su un'isola remota al largo del Maine (USA) qui ha sede la Treekape Artists Colony, una struttura ricettiva costituita da una serie di cottage dove possono soggiornare artisti in cerca di riposo e quiete, per ricaricare le batterie o ritrovare l'ispirazione. L'ha fondata Dick Treekape, a sua volta scrittore famoso , discendente e unico erede dei proprietari dell'intera isola, al quale non fa difetto uno sviluppato senso per gli affari. Su questo piccolo paradiso giungono Spenser de los Angeles , un musicista, a dire il vero senza talento, del quale è innamorata la pittrice Carol Grey che si meriterebbe una denuncia per stalking dal poveretto. Il professor P.E. McPherson chiamato a scrivere la biografia dell'ospite mecenate,Alison Link una scrittrice dall'aria malinconica(ma come dice l'adagio acqua cheta...), Heather Kelly, ceramista eccentrica,la piccola Bonnie Myrtle che a me ha ricordato tanto i personaggi femminili descritti da Tim Burton nei suoi film ed infine loro,i veri protagonisti indiscussi del thriller: Miss Skattergoods, giallista ottantenne, acuta come Agatha Christie, divertente come Jerome K.Jerome insomma, come direbbe suo cugino Dick Treekape:" una vecchia lesbica stronza!", il secondo protagonista è lo "spectator fastidiosus" Gene Gill per gli amici G.G., critico letterario così odioso che andrebbe soppresso al primo incontro, ed infatti sarà l'unico ospite a non giungere vivo sull'isola, il suo cadavere verrà ritrovato presso l'imbarcadero.Chiamato a scoprire l'assassino o gli assassini del critico sarà il giovane ispettore Lyndon Oakwood che è di quegli uomini poco appariscenti, ma di cui non fidarsi perchè sono come la tartaruga:arrivano sempre prima della lepre, si siedono preparano la pentola e quando il roditore giunge se lo pappano alla cacciatora.
di Luigi De Rosa
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Non smettere mai di cercare
Davanti alla Pietà di Michelangelo:
"Non è facile osservare l'angoscia della Madonna che abbraccia il figlio morto dopo una lunga sofferenza.D'impulso allunghi le mani e appoggi i palmi sul vetro.Vorresti chiudere gli occhi colmi di dolore della Madonna...Riesci a sentire chiaramente il profumo di mamma, come se la notte scorsa vi foste addormentate sotto la stessa coperta, e l'avessi abbracciata svegliandoti al mattino...Fissi le labbra della Madonna,immerse nel dolore.Sono serrate,con una grazia imperturbabile.Ti sfugge un profondo sospiro.A differenza degli occhi,le labbra delicate della Madonna non rivelano sofferenza,ma compassione.Guardi di nuovo il figlio defunto.Braccia e gambe sono distese pacificamente sulle ginocchia della madre,che continua a quietarlo anche dopo la morte".
Chongup,Korea del sud Park So Nyo nata il 24 luglio 1939, statura bassa,capelli grigi,zigomi sporgenti, è scomparsa. L'ultima volta indossava una camicia celeste e una gonna beige a pieghe, si trovava presso la stazione di Seul.
Questa è la storia di una donna, anzi di più, una madre che scompare nel nulla.Come le migliaia di persone che siamo abituati a vedere in trasmissioni come "Chi l'ha visto?" che ogni anno scompaiono perse in quella immensa solitudine chiamata gente. Questa è la storia di figli che cercano l'unica persona che conta nella vita: la madre.
La più grande sconfitta che potete subire in questa vita è accorgervi dell'assenza di vostra madre quando è troppo tardi.La più grande vittoria è...sentirvi figli, quando l'età anagrafica e l'esperienza accumulata sembrerebbe proibirvelo, perchè non bisognerebbe mai dimenticare da dove o da chi si viene. Questo romanzo è una lunga,incessante,spasmodica,confusa,isterica ricerca che ha fine di fronte alla Pietà di Michelangelo e,credo, non poteva travare epilogo migliore.In nome della Madre.
di Luigi De Rosa
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"Che havi commissario?" "Pinseri"
"Si era mittuta un vestito liggeru liggeru,curto curto e aderentissimo.Pariva pittato supra la pelli.Montalbano la seguì come un automa, completamente pinnotizzato
dall'armoniosa ondulazione della sfera caminante. N'autra sfera cilestri da aggiungiri a quelle cantate dai poeti".
Liliana è una donna bellissima,è sposata ad un imprenditore informatico , il signor Lombardo che preferisce i PC a lei, la picciotta,come tutte le fimmine trascurate,è in cerca dell'attenzione di un altro masculo così s'imbatte nell'affascinante Salvo Montalbano, ma al commissario i conti non tornano, la signora cunta troppe farfatariate.
C'è un giovane aitante collega di lavoro che sembra avere e ricevere a sua volta attenzioni dalla bella Liliana.Ci sono bumme che scoppiano nei depositi di Lombardo dove però di computer non c'è neanche l'ombra. E poi c'è sempre qualcuno che voli uggentevolmenti parlari con vossia dottori Montabano di pirsona pirsonalmente...
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C'era una volta un orco,un bambino e due sirene ch
"...il dolore è come un triangolo che gira all'interno del cuore,sventrandolo con le sue punte.È una sofferenza atroce.Eppure man mano che le punte si smussano sempre più, e alla fine il triangolo diventerà un cerchio. Continua a girare , ma senza strazio.Il dolore è un processo che richiede tempo.Quanto ci voglia prima di ricominciare a vivere , dipende da tante cose.Da quali appoggi si hanno, da quali risorse.Quando riesci a capire che un giorno la felicità per ciò che hai supererà la mancanza per ciò che non hai più; quando riuscirai a mollare la presa con la quale ti aggrappi alla sofferenza, allora le punte saranno completamente smussate e il cerchio sarà un tesoro racchiuso nel tuo cuore."
H?vik sobborgo di B?rum città norvegese, un bambino di sette anni è scomparso. L'ispettore Cato Isaksen torna in ufficio dopo un periodo di ferie forzate causate da un triste vicenda familiare, in centrale l'atmosfera è elettrica e il suo arrivo peggiora la situazione perchè con la nuova collega ,Marian Dahle non c'è feeling anzi astio. Durante le ricerche l'attenzione dei poliziotti si concentra su un giovane gelataio Wiggo Nyman che è stato visto per l'ultima volta in compagnia del ragazzino. Sembrerebbe la pista giusta, ma qualcosa non quadra, contemporanemente il cadavere di una giovane lettone Elna , che lavorava nella fabbrica di gelati viene rinvenuto sul ciglio della strada da alcuni agenti. Nonostante interrogatori estenuani e perquisizioni attente i poliziotti non cavano un solo ragno dal buco. Signe Marie Oye è seduta davanti alla porta finestra, è una settimana che aspetta che le riportino Patrik...chissà se tornerà mai più suo figlio. Sono arrivato all'ultimo capitolo convinto di aver scoperto da tempo l'assassino,ma Unni Lindell mi ha gabbato.Touchè.
di Luigi De Rosa
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Confesso che ha vissuto
Che cos'è "L'olio di Lorenzo"? Amore.Non c'è parola più grande per riassumere questa vicenda.Questo è il racconto di un dolore, quello di una madre e di un padre,Augusto Odone e Michaela Murphy che il destino mise di fronte ad una terribile prova: al loro unico figlio,Lorenzo, i medici, all’età di sei anni, diagnosticarono una malattia rara:l’ALD adrenoleucodistrofia (malattia del metabolismo che porta alla demielinizzazione del sistema nervoso centrale, una malattia di cui non si conosceva cura), il bambino nell’arco di due anni avrebbe smesso di camminare,parlare,mangiare: sarebbe morto.
Questo è anche il racconto di una madre e di un padre straordinari, che non si persero d’animo, quando compresero che i medici brancolavano nel buio, cominciarono a studiare, a cercare di capire il “mostro” che dovevano combattere, intuirono anche grazie all’aiuto di un giovane ricercatore William Rizzo che un olio (un acido oleico a forma di trigliceride) poteva rallentare il decorso della sindrome. Cercarono e trovarono un’industria che lo producesse e riuscirono nell’impresa.Lorenzo trasse grande giovamento da quest’olio come molti altri bambini oggi nel mondo. Dopo l’olio i coniugi Odone cominciarono a spronare i ricercatori di tutto il mondo nella ricerca di quello che chiamarono “il progetto mielina”per continuare a combattere questa malattia e sconfiggerla con più efficacia. Di questo libro ricordo tre episodi, il primo è quello in cui il Dottor Fishman diede la terribile notizia a Michaela che,uscita dallo studio telefonò a casa alla sua famiglia di fede cattolica e gli chiese di pregare, telefonò agli amici alle isole Comore e tutti i mussulmani pregarono per Lorenzo.La religione diventa re – ligio (re ligare): ciò che unisce.
Il secondo momento è quello di quando gli Odone cominciarono a studiare , loro, che non erano medici, la malattia, per capire e farsi capire, per buttare giù il muro di incredulità, riluttanza, della casta dei medici e dei ricercatori che guardavano con scetticismo la coppia, con gelosia i colleghi.
Il terzo episodio è quello della lettura delle fiabe a Lorenzo il cui corpicino cominciava ad essere martoriato dalla malattia ed in particolare quella preferita:”il giullare di Dio, del quale vi propongo un riassunto, l’originale è nel libro.
C'era una volta a Sorrento un orfanello poverissimo, sbarcava il lunario con lavori saltuari, di fronte alla Cattedrale divertiva la nobiltà sorrentina facendo il giocoliere. Dapprima adoperava arance e limoni che faceva
volteggiare sulla testa con estrema facilità, poi,per rendere l'esercizio più difficile, faceva saltar fuori dalle maniche zucchine e melanzane che vorticavano su e giù sfidando la gravità insieme agli agrumi e mai frutto finiva al suolo, strappando l'applauso divertito degli spettatori.
Un dì, l’impresario di una compagnia di giocolieri che si trovava in città, vide il ragazzino e gli propose di andar via con loro:
“Oii! Tosàtelo vien con noi, pochi schèi ma se magna anca le broze de San Roco e se gira tutta la Tèra? Giovanni,cosi si chiamava il ragazzino, disse di sì e da allora viaggiò per il mondo intero. Col tempo però fu colpito da una terribile malattia che pian piano gli portò via la forza nelle braccia e la destrezza nei movimenti, così finirono la gloria e gli amici. Un giorno, tornato a Sorrento, entrò in chiesa, di fronte al quadro della Madonna col Bambinello disse:” Signora amatissima, sono un giocoliere, una volta facevo ridere la gente, perché ora non più ?”
D’un tratto le sue mani rinvigorite da forza misteriosa afferrarono candele, ceri e cominciarono a roteare questi balocchi improvvisati, come un tempo. Poi,Giovanni,tradito dal cuore,si accasciò e morì. Il mattino dopo un frate trovò il corpo dello sventurato, guardando in alto, gli parve ci fosse un sorriso gioioso sui volti sacri della madre e del figlio.
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Tsunami di sentimenti
"Quello che vorrebbe è scendere sulla spiaggia, sedersi
nel punto in cui l'onda li ha separati,là dove sorgeva il loro
bungalow, e rimanere lì, gli occhi all'orizzonte, finchè Tom
non riemergerà vivo dall'oceano.Dice questo mantenendosi
eretta, come in meditazione, e viene da immaginarsela sulla
spiaggia per giorni,settimane,senza mangiare,dormire,parlare,
il respiro sempre più lento e silenzioso, mentre a poco a poco
cessa di essere umana...la sensazione è che stia per scivolare
dall'altra parte...nella morte vivente, io e Delphine capiamo
che il nostro compito è fare il possibile per impedirlo".
Ci sono dolori immensi che ti scarnificano dentro, sì, ti portano
via pezzi di carne, un chirurgo impazzito sfiletta il tuo corpo.
Sono la sofferenza di una figlia perduta in un onda mostruosa,
sono le vite di bambine che vedranno il cancro portarsi via la madre.
Carrère racconta vite non sue con parole che alla fine sembrano
ciambelle di salvataggio, passata l'onda , sei vivo!,l'unica cosa che conta.
Un libro durissimo come un diamante.
di Luigi De Rosa
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Che occhi grandi che hai...
Nell'Agosto del 2009 lo sceneggiatore David Laslie Johnson (candidato all'Oscar per Le ali della libertà) sposa l'idea di Leonardo Di Caprio: riscrivere la fiaba di Cappuccetto Rosso. I due poi contattano una scrittrice promettente Sarah Blakley Cartwright e nasce così questo racconto...rosso sangue. Siamo in un paesino sperduto, Daggorhorn, dove i contadini vivono divisi fra la speranza di un buon raccolto e il terrore della luna piena. C'è Valerie un'adolescente ribelle a cui la nonna ha regalato la famosa mantella rossa, sua sorella Lucie alle prese con le bizze di Harry(il figo del villaggio), la madre Suzette e il padre Cesaire,brav'uomo con la schiena sempre piegata sui campi a raccogliere fieno ed infine lui, Peter, un ragazzo bello e misterioso che "fugge"inutilmente l'amore della sensuale Valerie.
A dimenticavo, c'è il Lupo, che scoprirete alla fine se cenerà con il cadavere della tenera nonnina o si sarà fatto furbo e pasteggerà con la bella nipotina.
Un testo per adolescenti, ben scritto, chi ama il genere Twilight, New moon e gli altri romanzi della saga vempiresca non rimarrà deluso, c'è sangue per tutti.
di Luigi De Rosa
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Seconda stella a destra questo è il cammino
Cosa tiene accese le stelle? Secondo il fisico Giovanni Bignami, l'ultimo dei tanti italiani più o meno famosi intervistati da Mario Calabresi in questo saggio: una fusione termonucleare. Ma se mi fermassi a questa risposta , dopo aver letto questo libro, vorrebbe dire non aver capito nulla e fare un torto all'autore. Ci riprovo: agli inizi degli anni '70 quando il dottor Giuseppe Masera si accorgeva che il bambino che aveva di fronte aveva la leucemia, taceva , sapeva che era uguale ad una condanna a morte senza appello. Una vota, una ragazzina di nome Lorena , approfittando di un momento di confusione in ospedale , s'infilo nella stanza dei medici lasciata incustodita, aprì la sua cartella clinica e copiò nel quaderno :"leucemia linfoblastica acuta".Poi tornò dal medico
lo guardò negli occhi e mostrandogli il quaderno gli chiese:"Dottore, devi dirmi cosa c'ho".
Il dottore gli spiegò dei globuli bianchi che si ammalano, di cocktail sperimentali che con lei stavano facendo effetto e aggiuse:"Se tu vai avanti così, con questa voglia di vivere, allora ce la possiamo fare".Lorena oggi ha 53 anni.
Loris Degioanni in un paese sperduto di poche anime ,Vinadio, da bambino mise degli spiccioletti da parte e si comprò un Commodore Amiga, oggi dirige una delle più grandi aziende nella Silicon Valley.Federico Grom e Guido Martinetti , nel 2002, erano due giovani laureati, con una passione:il gelato,ma pochi soldi.Andarono in giro per l'Italia, comprarono limoni d'Amalfi, nocciole piemontesi,i prodotti della tradizione italiana, volevano vendere gelati di qualità, sembrava la scoperta dell'acqua calda in un paese come il nostro con gelatai ad ogni angolo,eppure la loro idea si è dimostrata vincente: adesso possiedono 55 gelaterie in tutto il mondo. Sono tantissimi gli esempi di Italiani incontrati da Calabresi e se leggerete il libro ne rimarrete colpiti e forse scoprirete che cosa tiene accese le stelle, vi dò un aiutino: forse stanno lì per insegnarci "a non tenere la testa bassa neanche quando è tutto buio"
di Luigi De Rosa
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Pane,amore e...una seicento
Otto detto il secco è uno studente del Piccolo di Milano, appartiene ad una famiglia operaia di emigrati pugliesi o terroni come direbbero quelle simpatiche trote della lega: sogna di fare il comico.Valentina Linder è anch'essa
una studentessa del Piccolo sogna di diventare la nuova Laurie Anderson,della povertà ha letto qualcosa in Charles Dickinson, si commuove di fronte all'arte di Carmelo Bene (chi non lo avrebbe fatto e subito dopo l'avrebbe strozzato?)Mami e Papi sono ricchi sfondati della Milano non da bere da tracannare!Otto piacerebbe a Pisapia, Valentina alla Moratti per essere più chiaro.Due tipi così diversi potrebbero vivere una magnifica storia d'amore? Potrebbero decidere di mettersi alla guida di una Seicento Panoramica percorrere buona parte dello stivale italico, lottare contro le proprie paure, le proprie ossessioni,fissazioni e poi amarsi,odiarsi, fare sesso come mammiferi felici sulle spiagge di Palinuro ed infine...come direbbe Carmelo..."grazie all'interferenza d'un accidentaccio, la surgelata lama del comico si torce lancinante nella piaga inventata tra le pieghe risibili-velate della rappresentazione nel teatro senza spettacolo"... che?!? Non ho capito?Può ripetere?, insomma non vi dico più niente...Su il sipario!
E' un tipico romanzo d'esordio,accanto a idee narrative interessanti presenta alcuni difetti,quello che a me non è piaciuto è stato il ricorso eccessivo all'esposizione dei pensieri interiori della coppia,dei flashback che in molti casi appesantiscono la narrazione e creano confusione nel lettore.
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Winthropping della geografia dei sentimenti
Se provate a googlare la parola winthropping vi ritroverete la classica pagina con lo stemma della polizia anglosassone che di tanto in tanto fa sobbalzare gli hacker dalla sedia di fronte al monitor(vedi Julian Assange) , ma niente paura,tuttalpiù voi vi trovere un'informativa della Police Service che vi spiega che si tratta di una tecnica investigativa nata negli anni settanta in campo militare, serviva ai soldati inglesi per studiare la geografia di un territorio, quest'analisi gli permetteva di individuare i posti dove più probabilmente era stato nascosto materiale bellico dal nemico, a guerra finita, questa tecnica fu mutuata dai detective di Scotland Yard per individuare in aperta campagna i posti dove un serial killer avrebbe potuto nascondere il cadavere di una vittima, stando agli Inglesi funziona (da noi non funzionano neanche i cani molecolari!) David Hunter, il medico legale protagonista di questo thriller, il sergente Terry, l'antropologo forense Wainwright e l'esperta di winthropping Sophie Keller sono nell'estrema periferia londinese, in piena brughiera, nel bellissimo Dartmoor, sono alla ricerca dei cadaveri di due ragazzine, le sorelle Bennett, che un "mostro", il serial killer Jerome Monk, deve aver sepolto da qualche parte ,il ritrovamento dei cadaveri dopo otto anni di indagini infruttuose rappresenterebbe la fine di un incubo e la certezza di punire per tutti i delitti commessi Jerome Monk nel frattempo finito in carcere per l'assassinio di un'altra ragazza.Ma come scoprirete leggendo il romanzo alle volte per individuare i nascondigli bisogna saper leggere la geaografia dei sentimenti, sono i paesaggi interni all'animo umano a nascondere i dirupi più pericolosi.
(Da comprare in aeroporto in paperback quando l'Alitalia ti ha spostato il volo, 448 pagine servono tutte)
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Sfuggo ciò che m'insegue.Ciò che mi sfugge inseguo
Dopo "Va dove ti porta il cuore", credo che questo sia il più bel romanzo
della scrittrice triestina, se nel best seller l'analisi dell'artista si era
focalizzata sui sentimenti fra uomo e donna, su quel mistero chiamato amore
che sembra aver abbandonato la coppia moderna se non negli sketch pubblicitari
per vendere cereali, in questo nuovo lavoro la sofferenza esistenziale e la ricerca
del senso della vita ne sono i protagonisti indiscussi. Matteo, medico affermato, una mattina rientrando a casa dopo l'acquisto di un'auto usata, assiste, impotente all'incidente mortale della moglie Nora che era alla guida della vecchia Renault in compagnia del loro unico figlio Davide.La donna per cause sconosciute(o si è trattato di suicidio?) perde il controllo e precipita giù da un viadotto. Il dolore è abissale, Matteo come si è soliti dire in questi casi, rimane pietrificato dal dolore , se non che a paragone del gelo che gli scoppiò dentro, anche le pietre sembravano cose vive;le pietre si scheggiano,emettono scintille, trattengono il calore e lo restituiscono un uomo distrutto non ha più nulla: non è più nulla? Dopo un lungo vagare Matteo si rifugia in una piccola casa in mezzo al bosco, lontano dal mondo , lontano dal dolore, lontano dagli altri, fra ortaggi e agnelli , riesce a ridare un senso alla propria vita, miracolosamente diventa una specie di santone della montagna a cui tutti ricorrono per consigli fino a quando, una mattina giunge presso il suo "nascondiglio" un ragazzo, si chiama Natan, come il profeta che rimproverò il re Davide, che cosa vorrà mai questo piccolo profeta da Matteo?
di Luigi De Rosa
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Santi e santilli,figurine e figurelle nella Napoli
Lasciatemelo dire: "finalmente!"Erano anni che cercavo il De Crescenzo che ho imparato ad apprezzare in "Così parlò Bellavista, Socrate,Storia della filosofia greca,ma puntualmente rimanevo deluso poi è arrivato in libreria "Tutti Santi" ho cominciato a leggerlo e non ho più smesso. Brioso,interessante divertente come una lezione del Professor Bellavista.Cominciamo con le tante Marie,le tantissime chiese ad essa dedicate,
le infinite rappresentazioni,Madonna della Neve, del Latte, del...Petrolio?
Poi un Luciano, nato nel quartiere di Santa Lucia, non poteva non occuparsi della patrona di Siracusa,a proposito del martirio della santa, ma gli occhi cosa c'entrano se fu stuprata e decapitata?Ancora santa Caterina e la casa affollata di sfollati,Sant'Anna ,Babbo Natale e i santi "retrocessi in serie B" San Ciro,patrono di Vico Equense e San Gennaro,patrono di Napoli,cancellato dal calendario dal Concilio Vaticano II per poi essere riammesso a furor di popolo.Non si può non menzionare il famoso sangue di san Gennaro raccolto da Eusebia, come raccontato dal Vescovo di Vico Equense Paolo Regio nel suo testo del 1579, che ancora oggi fa gridare al miracolo e di quello che "scioglieva nelle vene" Diego Armando Maradona da Lanùs (Argentina).Mi piace ricordare quel genio di sant'Ambrogio,San Giuliano che uccise il padre e la madre!,gli anàrgiri Cosma e Damiano,quella "matta" di Giovanna d'Arco,san Tommaso d'Aquino e le ballerine di Totò e tanti altri.Un testo divertente e istruttivo,a proposito, san Luciano: ipostasi e consustanzialità che sono?O nomme e na' malattia o definizioni teologiche riferite al mistero della Trinità?, quale accendiamo la uno o la due?
di Luigi De Rosa
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Il cosmetico mondo di Amèlie
Chissà a quanti è capitato,in aeroporto, dopo gli interminabili controlli,di dirigersi nell'area partenze per scoprire che il proprio volo subivaun notevole ritardo: "dannazione!"Che situazione frustrante è quella didover aspettare per ore il tuo volo, ma questa condizione può precipitare se in sala d'attesa ci imbattiamo in uno scocciatore, uno di quei tipi,petulanti,
assillanti che non smette mai di reccontare sè stesso, che non capisce o fa finta di non capire di essere inopportuno, importuno:un rompiscatole patentato!
Ebbene a Jèrome Angust, uomo d'affari parigino in partenza per Barcellona per concludere un affare capita,per sua grande sfortuna, d'imbattersi in Texel Textor,
un olandese sfaccendato che dapprima lo annoia a morte con la storia della sua infanzia,dei suoi spuntini fatti mangiando le scatolette di cibo per gatti, fino a rivelargli,
al culmine di una pazzesca confessione, di essere uno stupratore ed un assassino, ma i
colpi di scena, a questo punto della forzata conoscenza fra i due passeggeri, sono appena iniziati.Perchè? Perchè Texel Textor agisce socondo una cosmetica rigorosa.Che cosa è la cosmetica? Ve lo illustrerà soprendendovi Amèlie Nothomb in questo piccolo capolavoro, io vi rivelo solo che se state pensando a creme,trucchi,maschere e matite per rispondere a tale interrogativo siete fuori strada. E' una questione giansenistica!
di Luigi De Rosa
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Malmkoping non è un paese per giovani
Malmkoping, nel Sormland, siamo ancora una volta in Svezia, ma non arricciate il naso, non voglio raccontarvi dell'ennesimo erede di Stieg Larsson, nel testo ci sono morti assassinati,killer e commissari depressi, ma nessun uomo che odia le donne, anzi un centenario arzillo che sembra un Barone di Munchausen dei giorni nostri alle prese anche lui con avventure surreali ed esilarante, ed è il sorriso che non vi abbandonerà mai durante la lettura di questo scritto.Dunque al compimento del suo centesimo anno Allan Karlsson decide di scappare dalla casa di riposo, dove tutto il paese è pronto a festeggiarlo compresa la terribile infermiera Alice, con agilità insospettata si getta dalla finestra al primo piano e via verso la libertà!Allan nonostante le ginocchia malconce raggiunge la stazione dei bus,con i pochi soldi che ha in tasca, acquista un biglietto per il paese più lontano.Nella sala d'aspetto dei bus c'è un ragazzo segaligno alle prese con un valigione e un bisogno impellente di andare nel W.C. dove non c'è spazio per l'enorme bagaglio. Il ragazzo, che appartiene all'organizzazione mafiosa "Never again" chiede al vecchio bruscamente di dare un'occhiata al bagaglio mentre lui andrà ad usufruire del bagno.Allan , giunto il suo bus, sensa pensarci su,(quando mai si è fatto scrupoli nella sua lunga vita?)prende il valigione e fugge via sul bus. Il giovane spacciatore, uscito dal bagno, 1) non riesce a mandar giù il fatto di essere stato gabbato da un vecchio, 2) il suo capo Per Gunnar insieme ai Colombiani lo scuoierà vivo quando saprà che si fatto fregare una valigia con 30 milioni di corone, 3) il vecchio è un uomo morto! Parte l'inseguimento!
Intanto la casa di riposo di Malmkoping è in subbuglio, non si trova Allan, è stato rapito?, magari una setta satanica? , è fuggito?,perchè?Il commissario Aronsson parte a sua volta all'inseguimento del centenario. Alla fine tutti si ritroverranno a Bali con un gruppo di amici "strani",un elefante di nome Sonia e una "giovane" ottantaquatrenne Amanda Einstein, parente di quell'Albert che contribuì alla costruzione della bomba atomica ed anche le bombe giocheranno un ruolo centrale in questo racconto...esplosivo!
di Luigi De Rosa
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Certi amori non finiscono fanno dei giri immensi e
Niederurnen, cantone di Glarus Svizzera, siamo negli anni sessanta, quasi
duemila abitanti dei comuni del Capo di Leuca migrarono per lavorarenell'omonima fabbrica di amianto. "Ternitti" così i lavoratori meridionali,pugliesi e calabresi, chiamavano il terribile eternit che veniva fabbricato in Svizzera.
Molti di questi lavoratori italiani oggi sono morti o, se sopravvissuti, gravemente malati, in sintesi rppresentano la più grande e silenziosa tragedia dell'emigrazione italiana. Questo romanzo è il racconto toccante di questo massacro silenzioso che ha scavato nel profondo le carni di giovani lavoratori, di padri e madri che volevano dare un futuro ai loro figli sensa sapere che stavano condannando se stessi ad una morte lenta e dolorosa. Marco Desiati intreccia la tragedia di questi operai con una combattuta storia d'amore, qualla di Mimì, ragazzina ribelle, di Scorrano in Puglia, guidata nelle sue scelte dalle voci degli antenati (allucinazioni,fantasmi?)e dalla voglia di emancipazione. Nella "casa di vetro" la fabbrica abbandonata dove vivevano come bestie gli emigrati,Domenica Orlando detta Mimì incontra Ippazio, giovane operaio, che salta di vasca in vasca a rimestare eternit, ma in questo mondo canceroso una notte alla luce di un fiammifero accadde che...
di Luigi De Rosa
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Si non caste,tamen caute
Carmelo Abbate è salito agli onori della cronaca per molti reportage coraggiosi condotti in prima persona; si è finto migrante per descrivere la criminalità che controlla la mano d'opera in nero nelle regioni del sud, si è spacciato per medico per indagare sulla malasanità in alcuni nosocomi italiani.
L'estate scorsa il suo articolo "le notti brave dei preti gay"pubblicato
da Panorama fece grande scalpore,questo saggio è l'interessante conclusione
di un 'inchiesta che l'ha portato ad approfondire il rapporto sesso - Vaticano a trecentosessanta gradi.Ne esce fuori un quadro sconcertante di buona parte del clero: pedofilia, omosessualità,
coppie di fatto etero e non, ignoranza ed anche aids, c'è proprio di tutto nel popolo
dei casti , come ha soprannominato Abbate, il clero cattolico dalla doppia vita. Sarebbe riduttivo però ritenere questo reportage solo un pretesto per far scandalo o sollecitare la pruderie voyeuristica di certi lettori.Al contrario Abbate vuole combattere l'atteggiamento ottuso di certa gerarchia ecclesiastica che si rifugia dietro il segreto a tutti i costi, mi viene in mente l'episodio raccontato dallo psicoterapeuta Richard Sipe del vescovo morto di AIDS al cadavere del quale vengono spezzate le gambe, da un medico compiacente, per dichiarare in seguito che il decesso era avvenuto per una rovinosa caduta.Il giornalista si scaglia contro l'arroganza dell'establishment Vaticano di ritenersi immune, ingiudicabile, scusabile sempre! E' un testo che farà discutere e spero che nel suo piccolo serva a far capire a chi deve capire che per il bene della Chiesa bisognerebbe smetterla di tenere la testa sotto la sabbia per non risvegliarsi un giorno con i templi completamente vuoti.
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Teoria topologica sulle relazioni sentimentali
Boris Bogdanov è uno dei protagonisti di questo esilarante e toccante ad un tempo romanzo, si tratta di un giovane "migrante" russo approdato in Quèbec come giovane promessa di hockey, prima di scoprire che i Canadesi questo sport lo prendono molto sul serio e soprattutto lo interpretano in un solo modo:picchiare duro tutto ciò che si muove sul ghiaccio. Boris, che ci tiene alle proprie ossa, decide così di dedicarsi al suo secondo talento per mantenersi in Canada: la matematica. In particolare il russo è specializzato in teorie topologiche, sapete cos'è la teoria dei nodi? Cercherò di essere chiaro e sintetico(anche se dimatematica mastico poco,ma niente paura il libro parla di sentimenti): la teoria dei nodi è una scienza matematica complessa che consente di spiegare i fatti più semplici della vita.Se tiriamo il filo di un gomitolo di spago aggrovigliato, certe volte il nodo si scioglie di colpo,altre volte si ingarbuglia. L'esperienza insegna che piccoli gesti possono scatenare conseguenze imponderabili.Capita pure che lo stesso gesto in momenti e contesti diversi produca effetti diversi.Boris Bogdanov propone, per il suo dottorato, una teoria topologica sulla traiettoria dei pesci.Presi quattro pesci e inseriti in un acquario ad una temperatura costante di 30° essi tenderanno a seguire sempre lo stesso persorso determinato da quello degli altri pesci , amici o nemici,perciò all'arrivo di un nuovo inquilino nella vasca, ogni pesce modificherà la sua rotta abituale.Per Boris le traiettorie dei pesci sono altrettanti fili del gomitolo che si annodano e si sbrogliano, tradotto:"Non siamo noi a scegliere la nostra strada, gli altri lo fanno per noi."Sarà vero? L'io narrante del romanzo, un bambino alle prese con la separazione dei genitori, una coppia di omosessuali, un padre ed un figlio abbandonati, il succitato Boris Bogdanov, i suoi quattro pesci e una splendida ballerina vi daranno la risposta. A dimenticavo, il vero protagonista del romanzo, il freddo...la variabile impazzita...lunedì 5 gennaio 1998 si prevedono tra i 10 e i 15 millimetri di pioggia ghiacciata, il peso della neve sta mettendo a rischio il funzionamento delle linee elettriche...
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Questioni di lana caprina fra pecore irlandesi e l
Con l'espressione "le loup garou" i francesi indicano quella terrificante creatura che noi italiani chiamiamo "lupo mannaro", un uomo che durante il plenilunio si trasforma in un mostro sanguinario. Ebbene , la pastora Rebecca con il suo gregge di pecore "speciali" lasciata l'Irlanda, si ritrova a passare l'inverno in un piccolo paesino d'oltremanica ai piedi di un maniero settencesco. Il soggiorno di Rebecca, sua madre e le pecore Maple, Cordelia,Zora,Cloud,Mopple,Lane,Heide,Kalliope,Amaltèe,Circe i montoni Heathcliff,Othello,Ritchfield e Ramses e vari agnellini sembra trascorrere sereno tranne per qualche battibecco con i vicini e le scaramucce di Maple e le odiose capre. I problemi cominciano a sorgere quando nel bosco che circonda il pascolo vengono trovati i resti di diversi caprioli selvaggiamente divorati, le cose precipitano quando il corpo senza vita di un contadino del posto Yves viene trovato nei pressi della fattoria di Rebecca con un proiettile d'argento conficcato nel cranio. La paura del garou comincia a serpeggiare fra le gente del villaggio e l'intero gregge di Glennkill.
Dalla città giunge il commissario Malonchot, ma sarà ancora una volta la testarda Maple, ovino di nascita ma detective per vocazione, a scoprire terribili segreti e sarà il giovane montone Ramses a mettere in riga il diabolico garou!
Un thriller sui generis di una giovane e geniale bavarese, che ha suspance, ritmo, humor
e qualcosa in più...ma questo lo scoprirete leggendolo...au revoir!
di Luigi De Rosa
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Della vita dedicata
Veneziani immagina che dalle macerie,causate dalla dabbenaggine tutta italiana di non aver cura dei propri tesori, della “Casa del Moralista” a Pompei alcuni archeologi rinvengano degli antichi papiri che si scoprirà contengono un fitto scambio epistolare tra Seneca ed un suo alunno Lucilio. Dalla raccolta di queste epistole nasce questo saggio incantevole e toccante che ,alla fine, non è altro che un atto d’amore dello scrittore pugliese verso il suo Maestro di sempre:Seneca. Dunque Lucilio parla con Seneca della filosofia,della vita, dell’amore,del sesso e della morte ma soprattutto della Felicità. Al centro di tutto il discorso , credo di aver individuato un concetto, che mi è piaciuto su tutti: “la vita non va solo pienamente vissuta, va anche pensata e poi dedicata…una vita non può essere dedicata a se stessa, cioè ripiegata sulla sua stessa ombra, ma a qualcosa che la superi, la preceda e la sopravanzi,qualcosa che la riempia. La vita non può disperdersi come una freccia scagliata nel buio. Una vita senza dedizione è oscura,nemmeno vissuta ma subita, decisa dalle occasioni e dagli impulsi. Per dedicarla devi però nutrire una convinzione: ciò che facciamo lascia un segno, non scivola e non svanisce ogni cosa, ma di tutto resta una traccia. A proposito di vita dedicata ricordo il passo toccante dell’incontro di Lucilio con Pietro. Sulla strada per Roma i loro sguardi si incrociano, lui pagano osserva il moribondo sulla croce e guardandolo negli occhi guarda verso terra,il posto dove finiremo tutti,la fine di ogni cosa?, San Pietro guarda il pagano, a testa in giù sulla croce ha il cielo su di sé,guarda in alto pur nella fine, l’inizio non la fine! Altro momento delicato è quello dei soldati di Cesare che aspettano sotto le stelle ,( de sideribus scrive Cesare, da qui la parola desiderio) i commilitoni che tornano dalla battaglia, dal carnaio!L’attesa affidata alle stelle si chiama desiderio, esso è ciò che ci rende umani perché la felicità è desiderio, è un ritorno dalla sofferenza alla vita. Tutti temi raccontati con semplicità e chiarezza, dopo Amor fati , un altro saggio sulla “meraviglia” come la chiamava Aristotele: la Filosofia che eleva l’uomo capace di interrogarsi sull’esistenza e non si lascia irretire dalle sirene del materialismo nichilista.
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Giù al Nord c'è qualcuno che ama il Sud
CUAMM, che cosa significa quest'acronimo? Collegio Universitario Aspiranti Medici Missionari, meglio conosciuti come "Medici per l'Africa" sono un gruppo di volontari che si spendono dal 1950 per il diritto alla salute e l'accesso ai servizi sanitari per i più poveri.Quest'organizzazione nata dall'idea e dalla forza di volontà del medico Francesco Canova specialista in malattie tropicali oggi opera in sette paesi africani ,Angola,Etiopia,Kenya,Monzambico,Sudan,Tanzania e Uganda. Negli anni sono stati decine, poi centinaia e adesso migliaia i medici, gli infermieri volontari che hanno risposto alla "chiamata" di don Luigi Mazzuccato che dall'antico palazzo di via san Francesco a Padova coordina la macchina organizzativa del CUAMM. C'è bisogno di un pediatra?,di un chirurgo?, in un paesino sperduto dell'Uganda? Nessun problema, don Luigi, il più delle volte riesce a trovare e a convincere un medico ad andare, a partire per un'esperienza che gli cambierà la vita.
Questo libro non è un'agiografia di santi laici,non è l'elogio sperticano all'ennesima organizzazione non governativa che spesso si rivela solo un inutile carrozzone succhiasoldi, è la raccolta di storie di uomini e donne che hanno deciso di vivere un'esperienza fatta di sacrifici, di lotte contro governi ostili, contro ignoranza e superstizione, fatta di piccole e grandi vittorie e sconfitte, che hanno fatto conoscere al mondo gli Italiani migliori.
E' un saggio chiaro,sintetico, scorrevole se fossi professore lo consiglierei ai miei alunni nell'ora di educazione civica,(c'è ancora l'educazione civica o l'hanno tagliata?), la maggior parte dei volontari, dei missionari vengono dal Veneto, regione leghista, fa piacere sapere che al contrario di certi leader politici, c'è moltissima gente su al Nord che all'africano non grida:"fora di ball!"
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Lettere al padre sull'Amore
George Washington Crosby fa l'orologiaio,anche la sua ora è scoccata,il romanzo si apre con il vecchio patriarca morente e i suoi figli e nipoti tutt'intorno al letto ad accudirlo. Nei momenti di lucidità ,George rammenta la sua infanzia caratterizzata soprattutto dal rapporto disastroso
con il padre,Howard, venditore ambulante, epilettico.
Uno degli episodi più eclatanti della storia fra padre e figlio si verifica l' ultimo Natale che la famiglia Crosby trascorre insieme. Howard , ha parcheggiato il carretto nel piazzale antistante la casa, portato il mulo nella stalla. La tavola è imbandita,la moglie Kathleen e i tre figli l'aspettano. Dopo la preghiera rituale Howard si appresta a tagliare l'arrosto quando l'attacco giunge inaspettato come un fulmine a ciel sereno, che lo colpisce e gli brucia le carni dentro e fuori. Piatti, forchette, cibo tutto cade in terra con Howard.Kathleen si precipita sul marito e gli ficca un cucchiaio di traverso nella bocca, prega George di tenerlo fermo, mentre lei si precipita nell'altra stanza alla ricerca di un bastoncino più solido. Gli spasmi tremendi del corpo paterno fanno perdere l'equilibrio a George, il padre spezza il cucchiaio,le mani di George precipitano nella bocca del padre che le morde a sangue.Kathleen ricompare e limita i danni. Giorni dopo, George sofferente per le dita quasi staccate,prende carro e mulo e fugge via, lontano da quel padre che gli fa paura.Howard a piedi cerca il suo bambino e lo trova a qualche chilometrodi distanza, infreddolito, nella neve. Kathleen aspetta i due e nel frattemto lascia sul comodino della stanza da letto in bella vista la bruchure di una casa di cura per malati di mente dove vorrebbe rinchiudere il marito.Howard riporta il figlio a casa e il giorno
dopo sparisce per sempre senza dire nulla.Ma le sorprese in questo romanzo non mancheranno come non mancherà la poesia.Un racconto toccante che parla dell'amore e della paura di un padre e di un figlio.Paul Harding, prima di vincere nel 2010 il Premio Pulitzer con questo romanzo faceva il batterista in una jazz band, questo romanzo ha proprio un ritmo narrativo jazzistico.Le parole, le frasi sono le carezze del batterista sul tom,poi l'artista passa al rullante ed infine , inaspettato colpisce il piatto il tuono della grancassa chiude e riapre la sequenza.
di Luigi De Rosa
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I conigli ruggiscono?
Armando, pizzicagnolo di professione, è uno di quegli anziani innamorati dell'amore, sembra quasi che voglia onorare la memoria di sua moglie contribuendo alla nascita di un amore fra due ragazzini del suo quartiere Chiara e Giacomo, che lui, "vecchio amorino" con le ali rinsecchite ha deciso di far incontrare,scontrare e innamorare di un amore eterno come quello che lo ha tenuto legato fino alla fine a Francesca. L'altro protagonista di questa "commedia" è un vecchio falegname in pensione, di quegli anziani arrabbiati con tutto e tutti, lupo solitario, divorziato, con una figlia che vive a Milano ed è fuggita lontano dal suo egoismo come Orietta la sua ex moglie. Un anziano che all'amore crede come a Babbo Natale e la Befana,
che passa il tempo rubando penne, fregando i truffatori e sognando il seno prosperoso della portinaia. Ebbene i due terribili vegliardi ne conbineranno di cotte e di crude il primo perchè crede nell'amore il secondo perchè crede nell'amicizia.
Un romanzo divertente e toccante dove le battute al vetriolo che ci hanno fatto apprezzare Marco Presta nella trasmissione radiofonica "Il Ruggito del coniglio" sono il sale che da sapore a tutta la commedia umana.
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L'insostenibile leggerezza di un uomo di 130kg e a
Una forma di vita? Non è un romanzo, ma un modo originale, delicato, geniale di raccontare
un dramma che riguarda sempre più persone: l’obesità.
Amèlie Nothomb , ama curare, come pochi colleghi, la posta dei propri lettori. Un giorno, fra le varie missive che riceve quotidianamente,c’è ne una che le salta subito agli occhi. La lettera è di un soldato americano d’istanza in Iraq, Melvin Mapple, che si rivela un suo grande fan.
Amèlie, divertita, sorpresa e lusingata dallo scoprire un lettore così accanito fra le truppe statunitensi, accetta lo scambio epistolare. L’amicizia di penna, fra la scrittrice belga e il soldato di Baltimora si stringe sempre di più , Melvin mette al corrente Amèlie di un problema che si stà dimostrando sconvolgente, quasi come l’eroina in Vietnam, per i soldati americani : l’obesità. Lo junk food sembra essere entrato nelle menti non solo nelle membra dei militari. La frustrazione, la depressione , il male di vivere vengono somatizzati in chili di grasso, la pinguedine fa da cuscinetto, da scudo fra loro e il resto del mondo.
Amèlie è sconvolta , vorrebbe aiutare il suo amico ingrassato di 130 chili nei sei anni di guerra, fra il serio e il faceto gli suggerisce , come ha fatto una ragazza anoressica a Parigi, di fotografare la trasformazione del suo corpo, di fare delle sue braccia,gambe,pancia,natiche orrendamente sformate un’ opera d’arte da esporre in una galleria, perché tutti sappiano,vedano; perché lui che non riesce a fermarsi in qualche modo dia senso a tutto questo.
Melvin accetta, si fotografa, le sue foto sono esposte in una galleria d’arte in Belgio, ma a questo punto lo scambio epistolare si interrompe. Amèlie è preoccupata, chiede aiuto all’Editore americano affinchè la aiuti e ritrovare il soldato: che cosa sarà accaduto a Melvin Mapple?
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Di nulla vestita
Romano Battaglia è uno scrittore che ha la capacità col disarmante aplomb che ne caratterizza lo stile narrativo di affrontare i temi più ostici e complicati della convivenza fra l'uomo e la donna, fra l'uomo e il suo prossimo e renderli semplici,come un bravo professore che a scuola, con poche, chiare, semplici frasi ti illumina su di una traduzione latina o un'equazione lineare con più incognite.Questa,pubblicata da Rizzoli, è una raccolta di poesie e aforismi che abbracciano svariati temi della condizione umana, fra tutte le poesie che ho letto, mi fa piacere citarvi questa sulla "Verità" mai così attuale di questi tempi.
Vestita di nulla
La Verità passa ogni giorno
dalla strada che costeggia la collina.
E' vestita di nulla, cammina lenta
aspetta che qualcuno la fermi.
Non accade niente, nessuno la riconosce
potrebbe essere non vera e la lasciano
andare per paura di compromettersi.
La verità passa ogni giorno sul crinale della nostra
coscienza.
di Romano Battaglia da L'Uomo che vendeva il cielo Rizzoli,2011.
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L'agnello disse molte belle parole al lupo.Voleva
L'agnello disse molte belle parole al lupo.Voleva che il lupo divenisse buono e mite come lui...
Siamo in America,nell'East Coast, un gruppo di amici e colleghi di lavoro, dopo
un soggiorno di piacere ospiti nella villa dell'editore Marino Grant, si ritrova sul treno diretto a Boston,tornano a casa.Si tratta del poeta Aroldo Banner, Dady Dadies vice direttore della Nuova Stampa col suo cane lupo Ciannell , il giornalista Carlo Svedensson, Tom Fharanda Editore e Fiorella Garrett scrittrice.D'un tratto qualcuno tira il freno d'emergenza. Tutti i passeggeri si sporgono dai finestrini per capire cosa possa essere successo. Dalla boscaglia che stava attraversando il treno parte un colpo. Aroldo Banner cade morto fra le braccia di Fharanda.
Viane chiamato il capitano Merulay della piccola cittadina di Corsey ad indagare, ma il caso si rivela più intricato di quanto si credesse, da Boston giunge l'ispettore Arthur Jelling.
Da un primo sopralluogo sul treno e nella boscaglia, per le numerose prove recuperate emerge
al di là di ogni ragionevole dubbio un unico colpevole l'editore Marino Grant, il signor Grant odiava, a quanto affermano molti testimoni, il poeta, possedeva un fucile da caccia con pallottole simili a quelle che avevano ucciso Banner ed era nella boscaglia a caccia quel giorno. A questo punto il caso sembra risolto, ma c'è un cane, che...come dire...parla! Beh, non esageriamo, chi ama i cani sa che sono animali molto intelligenti e alle volte assumono pose e comportamenti tali che sembrano parlare.Saranno,quindi, i "pensieri" di un cane a far luce su un delitto molto intricato.
Scerbanenco è un grande maestro, fortuna che Sellerio ripubblica i suoi capolavori, peccato non averlo più qui tra noi.
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Degli uomini chiamati operai e di altri autòmata
Questo libro è severamente vietato ai padroni, dentro ci sono descritte emozioni e sofferenze che potrebbero nuocere gravemente allo loro salute mentale. Si consiglia di continuare ad accumulare capitale e lasciar perdere i sentimeti.
Il figlio (tossicodipendente), l'altra mattina voleva che il padre gli mollasse - tutta sana - la pensione. Appena ritirata dalla Posta.Cesare s'era stufato di quel supplizio.Che durava da anni.E aveva deciso di metterci un bel punto.Il figlio lo ha preso per il collo e lo ha picchiato.Anche con un bottiglione pieno di Coca Cola.Lui ha tentato di reagire.Ma il match era truccato.A quell'età, oramai, le forze gli erano calate.Fosse successo almeno un tre anni prima, lo avrebbe gonfiato come un dirigibile.Allora, senza una lacrima, col viso apparentemente calmo, gli ha datotutti i quattrini:" Tieni.Arrangiati da solo.Ma questi sono proprio gli ultimiche ti do. Ci puoi giurare".Il figlio è uscito via di corsa. Coi soldi in mano.Rimandandolo a quel paese. E sbattendo dietro di sé,forte,la porta. Ha fatto tintinnare tutti i vetri del palazzo. Poi ha chiamato l'ascensore. E' entrato dentro.Ha schiacciato il bottone del pianterreno. S'è ritrovato nell'androne. E' uscito fuori. Quando è sbucato dal portone ed ha voltato a destra,ha inciampato addosso al padre. Che, da mezzo minuto,lo aspettava sul marciapiede.Si era buttato dal quinto piano. Senza un urlo.//Il figlio vide l'occhio del padre. Che lo guardava fisso. Come fanno anche le bestie quando le ammazzi. Vide , pure, le labbra che si muovevano.A Cesare riuscì di bisbigliare:"Hai visto?Sono arrivato prima io .Un'altra volta", ricordandogli le corse che avevan fatto, per quelle scale, padre e bambino.
Fine di un Mammut
Questo è il primo romanzo di Antonio Pennacchi, c'è già tutto il talento dimostrato in "Canale Mussolini". Non ho niente altro da aggiungere.
di Luigi De Rosa
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Al tramonto, chiudetevi in casa e caricate i fucil
"Il mondo di oggi è prossimo alla fine. Il nostro solo compito è di saccheggiarlo". Adolf Hitler
Lansdale cita proprio il "Mein Kampf" di Hitler nelle pagine di guardia
del suo romanzo e "saccheggiare" è proprio quello che fanno gli adolescenti
protagonisti di questo romanzo. Brian/Clyde aiutati da Stone e Loony
saccheggiano supermercati,scuole,sentimenti,sangue e vite umane.
Sono la rappresentazione più macabra e cattiva di quegli adolescenti
borderline che spesso assurgono agli "onori" della cronaca nera americana,
perchè armati di fucile , ad un certo punto della loro vuota vita, decidono
di portare all'inferno con loro anche decine di persone innocenti rendendosi
protagonisti di stragi assurde. Joe R. Lansdale ha la capacità di vivisezionare,
il male, il maniaco schizofrenico depressivo che corre a tavoletta veso l'inferno
cercando di portare con se tutto e tutti. Siamo a Minnanette, quattro ragazzi difficili
a bordo di una chevrolet Impala nera del '66 sfrecciano lungo la statale,
il loro obbiettivo? Raggiungere lo chalet della Professoressa Becky e sventrarla come il tacchino il giorno del ringraziamento per vendicare la morte di un loro degno compagno finito in prigione per averla stuprata.
Ma in questa storia non tutto quello che sembra scontato si rivelerà tale.
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Barone al forno con patate, la ricetta?, di Artusi
Siamo in Toscana , in un antico castello una mattina,tutti gli ospiti
sono svegliati da un grido disperato. Il Barone di Roccapendente, padrone del maniero,con al seguito maggiordomo, cuochi, serve, baronetti, baronessa madre e ospiti vari, si precipita in cantina dove la vecchia governante,la signorina Barbarici, ha trovato il corpo senza vita del fattore,il giovane Teodoro promesso sposo della bella Agatina. Dopo un momento di smarrimento, il Barone coadiuvato dall’amico fotografo Ciceri e da Pellegrino Artusi, famoso cuoco, si rende conto che il buon Teodoro non è morto di morte naturale, ma avvelenato. Il barone decide di avvertire il delegato di polizia Artistico, uomo sagace e ostinato, che comincia la ricerca dell’assassino.
Ad aiutarlo sarà l’intelligenza e l'arguzia del cuoco Artusi che , è il caso di dirlo, ha fiuto non solo per manicaretti,carni e dolci, ma anche per le debolezze umane legate ad altri segreti desideri. Marcovaldi dà vita con i soui personaggi originali e divertenti ad un giallo sui generis dove non mancheranno colpi di scena e pietanze appetitose, si cercherà l’assassino o l’assassina, proprio come i funghi a giugno nel sottobosco, stando attenti ai particolari, si gusteranno scene succulente come polpettoni “zingari” saporiti e… sorprendenti.
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Pecunia non olet
Vi confesso che ho imparato a conoscere ed apprezzare Camilleri, tanti anni fa leggendo
“Il Birraio di Preston” e “La Concessione del Telefono”, romanzi che in quell’occasione , ma anche oggi quando li rileggo,mi divertirono per l’attenta ricostruzione storica che s’intrecciava con trame gialle originali. Con “La moneta di Akragas” lo scrittore siciliano ripropone un thriller storico che ha per protagonista una moneta, la piccola akragantina dal valore inestimabile, gioiello capace di far impazzire qualsiasi numismatico. Questa moneta viene, per caso, rinvenuta durante la vangatura da un contadino, Cosimo, in località Sperone a Girgenti (l’antica Akragas distrutta dei Cartaginesi nel 406 a.C) . Il contadino, che ignora il grande valore della piccola moneta, la vuole donare , per riconoscenza al medico che gli ha evitato l’amputazione della gamba , il dottor Gibilisco noto collezionista di monete antiche.
Accade , però, che quando Cosimo incontra il dottore in aperta campagna e coglie l’occasione per offrirgli la moneta, il medico ,per l’emozione, riconosciuta la moneta, cade da cavallo e si frattura una gamba. Alla scena assistono altri due contadini che con la loro mula accompagnano il medico in ospedale. Quando il dottor Gibilisco si riprende dalla frattura e torna a casa di Cosimo per ricevere finalmente l’agognato regalo lo trova morto, assassinato e
nudo, spogliato di tutti i suoi averi. Comincia così un’indagine ricca di suspance che vi condurrà attraverso avvenimenti drammatici della Storia d’Italia come il terremoto di Messina, l’eroico soccorso ai sopravissuti da parte degli uomini della Regia Marina Militare russa e il misterioso incontro finale con un Re, della numismatica e non solo. Il testo è impreziosito da belle riproduzioni di pitture e reperti archeologici agrigentini di epoca greca.
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Cinquanta un'età magica
Siamo a Sant’Agata dei Goti un borgo medievale stupendo nel beneventano,
nel 1300 Roberto D’Angiò lo donò come il diadema più prezioso della sua corona
alla famiglia nobile dei De Goth ed ancora oggi questo gioiello d’architettura
normanna risplende incastonato fra i fiumi Martorano e Riello che lo stringono in un liquido abbraccio. A Sant’Agata vive la protagonista del romanzo, una cinquantenne,
che la mattina del suo compleanno è assalita dai fantasmi del passato.
Ricorda la madre, giovane promessa della canzone napoletana, i cui sogni si spensero
fra le braccia di un fascinoso cantante che le regalò i momenti più belli della sua vita, prima di lasciarla sola con una bambina. Ricorda la sua infanzia senza padre ma
con un nonno meraviglioso fino poi agli anni universitari a Napoli dove all’ingresso della Facoltà di Matematica incontrò l’uomo della sua vita, un giovane pittore
spiantato. L’amore però, come la vita ci insegna, ci pone spesso di fronte a dei dilemmi. La cinquantenne ricorda che allora fu posta davanti alla scelta di partire per
Parigi col suo giovane pittore per coltivare insieme a lui il sogno di diventare un nuovo Chagall, Matisse…o rimanere con i piedi ben piantati per terra, lasciarsi convincere dai postulati e dai teoremi di un giovane assistente con meno sogni e più certezze. La storia di questa donna è la storia di tutti quelli che cercano nella vita la risposta ai dubbi nelle cose concrete ,ma il prodotto di un’operazione matematica per quanto giusto manca del sale della vita:la poesia, la melodia di un canto, o no?
di Luigi De Rosa
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io non voglio morir cantante se al buon sonno del
In questo pamphlet di otto monologhi teatrali
canzoni e ballate Stefano Benni da voce alle donne, suore, madri,
amanti, top manager, anziane; ognuna racconta
le miserie degli uomini, ne esce fuori un testo graffiante e originalissimo.
Fra i tanti monologhi voglio proporvi quello della moglie che piange
il moroso ucciso dai fascisti e alcune strofe della canzone che avrebbe dovuto cantare De Andrè ma , come dice Benni, “Fabrizio ha deciso di suonare altrove”.
Dal monologo Vecchiaccia:
I fascisti di merda porcoddio - hanno sparato
A Vincenzo che aveva diciotto anni perché suo fratello era andato in montagna e a sua madre che lo difendeva col forcone le hanno
rotto la testa, tanto fate finta di niente,bisogna chiuderla la storia,dire che ora è nuova la storia,ma la storia non smette mai di sanguinare,ma sì pesateli a uno a uno i morti e poi fate i conti e i bilanci e vendeteli
e intanto aprono di nuovo la porta e sparano in gola, non è vero che è così cambiata la storia, voi volete farli tornare, anzi siete tornati, bastardi porcoddio,quanti anni avete?quanti ne sono passati?
Da Quello che non voglio (Canzone per Fabrizio De Andrè)
io non voglio morir cantante
se al buon sonno del padrone
servirà la mia canzone
io non voglo morir poeta
di ogni passione sceglier la dieta
gioie,amorini dolori piccini
da imbalsamere dentro il rimario
io non voglio morir artista
accucciato come un vecchio cane
sotto il trono del re di denari
tra leccaculi e cortigiane
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Si nasc' 'a Natele, si si maschio si mannar' e si
Destinatario:
Conte Aurelio Tancredi del Sorbo,
Contrada Toppola.
Mittente: Anas
Saverio, il postino di questa contrada di un piccolo paese in Irpinia, si gira e si rigira questa lettera fra le mani e il sangue gli si gela ogni volta che pensa che dovrà portare la lettera al Conte, che dovrà bussare al portone di quel palazzo maledetto, attraversare quella proprietà maledetta...
La Ianara della Giaquinto è un romanzo sui pregiudizi e sulle miserie umane.
E' la storia di una ragazza Adelina , sguattera povera ed ignorante, cresciuta con una mamma ed una zia che per campare facevano "le ianare", grazie a decotti velenosi e pratiche mediche discutibilissime aiutavano nobili e meno nobili, soprattutto disgraziate ad abortire.
La vita da "strega" di Adelina sembra cambiare il giorno che , per caso e per pietà, viene presa a servizio del Conte Tancredi del Sorbo, notabile del luogo, uomo affascinante e ricchissimo, sposato con una nobildonna napoletana uscita di senno dopo la morte del loro unico figlio.
Adelina , grazie all'aiuto di Rosa la governante del Conte, impara in fretta a cucinare, rassettare, cucire, con l'andare del tempo la "zingarella sporca che si aggirava spaurita fra i campi" diventa una donna e le donne sognano anche l'impossibile quando si tratta di uomini: sposare il Conte.
I sogni però svaniscono all'alba, per Adelina svaniscono nel modo più crudele e sconvolgente, quando una notte scopre che il Conte si è fatto irretire da un'altra ragazzina girovaga Lisetta, una lolita che ha conquistato il Conte e l'ha trascinato nei meandri oscuri del vizio...a questo punto l'odio profondo quale può essere quello di una donna per la sua rivale si accende nel cuore di Adelina e le conseguenze saranno inconfessabili.
La narrazione scorrevole arricchita da frasi dialettali e rimandi a costumi antichi, l'uso attento del flashback e un po di suspance rendono il testo godibilissimo.
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Maria... Maria... She reminds me of a west side st
Il romanzo che vi presento oggi è quello di un giovanissimo scrittore svedese Christoffer Carlsson classe '86, appartiene alla scuola svedese, ma lo stile e i contenuti sono completamente diversi da quelli di Stieg Larsson o Liza Marklund, per citare i primi scrittori scandinavi che mi vengono in mente, si tratta di un hard boiled ambientato nella Svezia contemporanea.
Il protagonista della vicenda è Vincent Franke, un giovane spacciatore, che ,uscito di prigione, viene avvicinato nel suo appartamento dall’amico Marko che gli affida una partita di morfina da smerciare ed una giovane donna da tenere sotto controllo.
Fra il carceriere e la vittima scocca durante i giorni di vicinanza forzata qualcosa che potrebbe chiamarsi amore, se non fosse per il fatto che fra i due la comunicazione è assai incerta, primo perché la ragazza non parla una parola di svedese ed terrorizzata e chiusa a riccio,secondo perché il signor Franke ha costantemente qualche pasticca di morfina sotto la lingua ed un trip sempre da fare. Purtroppo Vincent è uno che i guai se li va a cercare e così dopo una vita da delinquente decide di salvare la bella Maria, così si chiama la ragazza “sua prigioniera”, dalle grinfie del trafficante Pastor mafioso senza scrupoli.
Di originale il romanzo ha l’alternanza fra i capitoli dedicati alle vicende di Vincent adulto e quelle dedicate ai ricordi di Vincent bambino che avanzando nella lettura ci rendono sempre più chiara e nitida la personalità di Vincent e tutta la vicenda che andremo a scoprire.
Se amate i film di Quentin Tarantino questo è il romanzo che fa per voi, sparatorie e sangue non mancheranno che in poche pagine.
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La stupidità cresce senza bisogno di pioggia
Vi sono autori di cui ho letto centinaia di scritti e ogni volta arrivato all’ultima pagina, spero sempre di essermi sbagliato, che ci sia ancora un capitolo,un brano, un rigo da qualche parte,magari nascosti, da leggere ancora:Erri De Luca è uno di questi.
In “Le rivolte inestirpabili” i racconti e le emozioni che trasmette la penna di De Luca si fondono, si completano nel bianco e nero “illuminato a giorno” del fotografo Danilo De Marco e il risultato lascia senza parole.
Nel libro si narra delle rivolte inestirpabili, quelle degli uomini oppressi che prima o poi si uniscono e fanno vacillare e crollare il potere, perché il potere, soprattutto quello che opprime, a dispetto di quanto vanno raccontando,è precario.
Ho letto dei sopravvissuti in Bosnia,degli oppressi in Kurdistan (l’unico paese che esiste ma tutti ignorano), ho letto dei bambini bruciati nell’Africa del sud “mi è rimasto nelle orecchie il vuoto del loro silenzio e l’odore del fuoco nei loro corpi", ho letto della visita di Erri De Luca ad Auschwitz-Birkenau “ho disceso quei gradini, quelli che portavano ai cameroni con le finte docce, intorno soffiava un vento silenzioso, il fiato di una moltitudine di assenti”.
Le rivolte inestirpabili sono pure quelle dei contadini Europei, Sudamericani, Asiatici etc etc che hanno inventato il grano,il riso, l’orzo. Nessun potente ha potuto fare a meno di loro. Li ha oppressi e predati ma ne ha avuto sempre bisogno. Oggi le multinazionali hanno deciso che grano, riso e orzo sono un loro brevetto. Ma non basta perchè accanto ai brevettatori abusivi spuntano i proprietari delle acque (hanno deciso che anche l'acqua è brevettata?).Presto accamperanno diritti sulle nuvole e la neve. Presto l’aria verrà erogata come la corrente?
Per finire mi viene in mente un’altra rivolta inestirpabile quella della donna in un mondo maschile, sì perché il femminile riproduce l’opera della creazione, fa nascere,l’uomo che si arrabbatta col suo giocattolo più desiderato:il potere, è solo un’appendice che la Storia prima o poi sistemerà a dovere.
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I cacciatori che divennero prede
Ghescik e ZaccariaNarrish sono la coppia più stramba e improbabile di anti eroi di un romanzo fantasy.
Il primo Ghescik è un gobbo, di professione becchino, lercio, brutto e avido. Il secondo Zaccaria è segaligno,di professione acchiapparatti, ritardato, ma buono e generoso. All’inizio del romanzo il becchino è chiamato a sotterrare una vecchia fattucchiera Macba, morta perché si è trovata coinvolta in una rissa in una taverna, come si dice, al posto sbagliato nel momento sbagliato: non lo poteva prevedere la vecchia veggente?
Bene, anzi male, Ghescik prima di sotterrare il cadavere, lo spoglia di tutte le cose preziose, in particolare un diadema di uno strano metallo che appena indossato sembra proiettare il possessore in un mondo oscuro e sanguinario.
A causa di una serie di debiti il becchino è costretto a lasciare la sua città Tilos inseguito dallo spietato Tamarkus e i suoi scagnozzi ed a fuggire coinvolgendo suo malgrado l’amico Zaccaria e Isotta una meretrice amica dell’acchiapparatti.
Dall’altra parte del paese , nella città di Golic dove stanno giustiziando dei derelitti, “nel buco”, un cubicolo profondo e oscuro che è al centro della cittadella dove è rinchiuso da secoli un mostro chiamato “il mietitore” che divora i condannati a morte “partorito” dalla mente di un negromante Ar Gular , accade qualcosa di disgraziatamente inaspettato. Il mostro fugge dall’antica prigione e nelle campagne circostanti fa strage di innocenti.
Il Signore di Golic ,Gunter Obervald, con l’aiuto dello scontroso cavaliere nero, Gamara, e pochi altri fidati guerrieri organizza una battuta di caccia.
Da una parte un gruppetto di balordi,dall’altra un esercito in mezzo un mostro sanguinario: ne leggerete delle belle!
La lettura del romanzo è scorrevole, lascia a desiderare l'intreccio e qualche episodio che non convince.
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Nessuno anche era qualcuno
Questo thriller mi fa pensare ad uno di quei giochi col labirinto che si trovano nelle riviste di enigmistica; nella casella in alto a destra c'è l'assassino circondato dal labirinto, in basso ci sono decine di entrate e possibili percorsi per raggiungerlo,ma solo uno è quello giusto che porta al killer, gli altri percorsi servono ad ingannare il giocatore.
Siamo in Inghilterra a Scarbororough, paesino della provincia londinese.
Una notte, nella brughiera, viene brutalmente assassinata una bella baby sitter, Amy Mills che , finito il suo lavoro, stava tornando a casa. Qualche tempo dopo, sempre nella stessa brughiera, sempre in una notte di tregenda viene assassinata un'anziana, Fiona Barnes.L'ispettrice Valerie Almond insieme al fido agente Reek viene chiamata ad indagare; spera di fare presto e bene, meglio dei puzzoni di Scotland Yard. Ma i casi sono complicati, si tratta di un serial killer? Di uno squilibrato della zona o un pazzo di passaggio? Oppure si tratta di due omicidi ben distinti?
La vecchia Fiona, la sera prima di morire, era stata ospite di amici in una fattoria fuori città. Fiona , quella sera, aveva cenato col vedovo Chad Beckett, del quale era stata in gioventù amica e amante. La cena era stata offerta per festeggiare il fidanzamento di Gwen, figlia di Chad, col giovane professor Dave Tanner. Questo Dave, era profondamente odiato da Fiona, che quasi come una madre apprensiva, aveva fatto indagini su di lui scoprendo la sua natura di truffatore e imbroglione quindi, temendo che il suo amore per Gwen nascondesse in realtà solo mire sulle proprietà dei Beckett, quella sera aveva avuto un alterco violento con lui e aveva smascherato il professore di fronte a tutti gli ospiti.
Dave , cinico ma orgoglioso, era andato via, ma quella sera non fù l'unico ad allontanarsi. Altri due ospiti, amici della famiglia Becktt, Colin e Jennifer Brankley ambigui e nemici di Fiona lasciarono anzitempo la tavolata. La stessa Gwen, in lacrime, abbandonò la festa. Tempo dopo, Leslie Cramer, la figlia legittima di Fiona, trovò tra i file del computer della madre un memoriale. In questo racconto era svelata la vera natura che aveva legato Fiona al vecchio Chad e alla fattoria. Nel 1940 in piena guerra, Fiona, ancora bambina, viene spedita con altri ragazzini nelle fattorie della campagna inglese. Fiona non è sola, l'accompagna un pischello, un certo Brian, tratto in salvo da una casa bombardata come unico superstite della famiglia Somerville. Il trauma della perdita di tutto aveva reso Brian muto e ritardato; sul treno che trasporta i bambini evacuati elegge Fiona a sua novella sorella e le si "appiccica" come una figurina alla pagina di un album.
Emma Becket(madre di Chad) convince le volontarie della Croce Rossa a lasciarle in affidamento i due bambini.Fiona diventerà, come si è raccontato in precedenza amica di Chad, e i due saranno, durante tutti gli anni del soggiorno "forzato" della ragazzina, sempre seguiti come un ombra bisognosa di affetto da Brian che i due cinicamente chiameranno Nobody, signor nessuno, proprio a sottolineare l'inconsistenza , secondo loro , della presenza, della vita, di questo povero ragazzino.
Questo romanzo è anche un viaggio nella gretezza umana, nell'egoismo più becero, alla fine è solo dando identità a "Mister Nessuno" che si potrà capire molto di più che il semplice nome di un assassino.
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Non è un paese per vinti
Dall'autore di "Non è un paese per vecchi" un nuovo magnifico romanzo. La storia è quella di Suttree, un vinto dell'America di oggi.
Nella cittadina di Knoxville, uscito di prigione, "fuggito" da una vita borghese, da un matrimonio fallito e dalla morte del piccolo figlio (toccante la scena della sepoltura ), Suttrree si rifugia su una casa galleggiante sul fiume Tennessee.Sul suo schifo (tipica imbarcazione da pesca) attraversa il lungo e limaccioso fiume pescando grossi e gustosi pesci gatto da rivendere per qualche dollaro e un po' di whisky spaccabudella .
In prigione ha conosciuto Harrogate, un ragazzino di colore, che una ne pensa e dieci ne fa; soprattutto sogna il grande colpo , con una piantina cartografica, scava, percorre e controlla centinaia di tunnel alla ricerca del tesoro dei sudisti o di un caveau da svaligiare.
Ci sono poi gli altri personaggi, come lo sfasciacarrozze alcolizzato, il pastore di anime, l'indiano moltitudini di vinti e vincitori del sud degli Stati Uniti le cui emozioni, sogni, umiliazioni e vittorie sono dipinti con la penna magistrale di Cormac.
Quando sognerai di un mondo che non è mai esistito o di uno che non esisterà mai e in cui sei di nuovo felice, vorrà dire che ti sei arreso.(La Strada)
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Caro Signor Perotti lavorare stanca ma si deve far
Quando ti trovi imprigionato in mezzo al traffico cittadino per l'ennesima
volta nella tua vita perché di lì a poco dovrai raggiungere il tuo ufficio dove farai per l'ennesima volta le stesse cose, ti chiedi che senso ha la tua vita. Si è davvero condannati a tutto questo senza speranza?
La società consumistica ci ha totalmente sopraffatto? Non si può vivere una vita meno stressante? Non si può lavorare "divertendosi"? Non si può vivere la propria vita, unica e breve, in modo da darle un senso più profondo e soddisfacente per noi? Simone Perotti , manager apprezzato e stimato ad un certo punto della sua vita ha tracciato la famosa riga in mezzo al foglio bianco, ha messo da una parte la vita da manager,le riunioni, le code, i bocconi amari, le intere giornate passate a lavorare senza tregua, i capi,lo stipendio!
Dall'altra parte del foglio ha messo la voglia di cambiare per realizzarsi, nel suo caso, il mare, la vela, la scrittura, i viaggi, una vita serena lontana dallo stress e ha deciso. Perotti nel suo libro con chiarezza e conti alla mano, sì perché Simone non ci racconta favole,ci spiega che per cambiare e vivere senza lavorare, bisogna saper fare i conti. Ci sono sacrifici da fare, Simone non viene a raccontarci di "leggi dell'attrazione" e altre americanate, per vivere una vita gioiosa dove si possa passare la giornata a fare ciò che ci rende felici, bisogna prima imparare a risparmiare, poi a investire con intelligenza il piccolo capitale che si è accumulato, infine a far fruttare il proprio talento che nel suo caso è la vela. Perotti unendo l'utile al dilettevole, ha cominciato a lavorare sulle barche a vela, a ripararle, spostarle da un porto all'altro etc etc , a Simone piaceva studiare e scrivere ed ha cominciato a scrivere libri per vari editori etc etc
Il punto è che se noi non vogliamo più vivere per lavorare, ma lavorare per vivere, dobbiamo innanzi tutto chiarirci bene le idee, poi cominciare anno dopo anno a costruire la nostra uscita dal mondo del lavoro e la nostra nuova vita fatta di libertà, giacchè come diceva il vero Maestro di Perotti, Seneca: Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.
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Mathilda è un dolore che lascia senza fiato, una
Mathilda è una ragazzina che cerca la cura ad una sofferenza più grande di lei, Helene , sua sorella maggiore è morta:colpita, lanciata , spinta sui binari all'arrivo del treno diretto a Desmond. I genitori, Mr e Mrs Savitch, sono sconvolti, il dolore li ha intontiti, tramortiti. Mattie è sola, ha voglia di gridare , di sfogare tutto quello che si è spezzato dentro il proprio animo per questa assurda morte, ma i genitori sembrano assenti, la madre più di tutti, attaccata alla bottiglia e al buio che le è scoppiato dentro. E allora che fare? Mathilde si strappa i capelli, s'inventa storie, mette in atto "azioni cattive" per scuotere i genitori, perché vorrebbe gridare loro che la vita continua, che c'è lei, che c'è un'altra figlia da aiutare a crescere, ma la loro risposta alle sue richieste è "l'Albero", così , simpaticamente, Mattie ha soprannominato lo psicologo che la segue:inutilmente. Mathilde comincia a scavare nella vita di Helene, perché vuole conoscere meglio questa sorella, bella, affascinante, glamour che era corteggiata da tanti ragazzi. Nella sua ricerca, un giorno scopre,dopo svariati tentativi, la password della sua casella di posta elettronica che è: CALIFORNIA, la terra promessa, l'isola che non c'è di Helene.
Ma nella casella non ci sono soluzioni ma le e-mail di un certo Louis, che dice di amare Helene, che le chiede di perdonarlo per qualcosa che è accaduto. Mathilde, vuole scoprire cosa è accaduto tra i due ragazzi. Louis è di Desmond, sarà forse lui l'assassino misterioso che l'ha spinta sui binari? Scrive un e-mail a Louis fingendo di essere il fantasma di Helene, ma questo gioco pericoloso porterà conseguenze inaspettate.
Un romanzo che attrae fin dalle prime pagine e spiazza alla fine.
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