Opinione scritta da Pia Sgarbossa

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Scienze umane
 
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Pia Sgarbossa Opinione inserita da Pia Sgarbossa    28 Novembre, 2012
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SI PUO' IMPARARE AD AMARE !

L'AMORE AUTENTICO HA COLORI FORTI E VIVACI ( non sfumature...)
"L'arte d'amare" è un libro bellissimo, che infonde una gran speranza per tutti: si può imparare ad amare.
Nella prima parte viene narrato come l'amore sia stato vissuto e considerato nelle varie epoche storiche, sin dagli inizi ...Si prosegue con una spiegazione su cosa si intende per "amore maturo", e viene esplorata questa "meravigliosa forza" che è l'amore.
Viene paragonato il concetto di amore con quanto sostenuto da Freud, superando la sua sublimazione dell'istinto sessuale per elevarsi a un concetto ben più profondo e autentico, fondato su un nuovo senso di fusione, di solidarietà e sfociando nella convinzione che l'amore richiede responsabilità, rispetto e conoscenza.
Interessantissima è la spiegazione delle tipologie d'amore esposta con molta chiarezza:
l'amore tra genitori e figli,
l'amore fraterno,
l'amore erotico,
l'amore per se stessi,
l'amore per Dio.
Nell'ultima parte del libro l'amore viene paragonato ad un'arte ed in quanto tale, richiede disciplina, concentrazione e pazienza.
Come prima fase per potersi applicare in quest'arte bisogna imparare a star bene da soli, a coltivare con gioia e passione interessi come la lettura o altre attività.
Per amare nel vero senso della parola è necessario saper aver fede nelle proprie convinzioni e capacità, e saper affrontare le difficoltà della vita con coraggio, come fossero continue sfide, con un atteggiamento attivo e produttivo.
Con questo libro si arriva alla consapevolezza del significato dell' AMORE AUTENTICO...che non ha tratti che sfumano... ; al contrario sono ben chiari e solidi per poter durare a lungo...grazie a ragione, pazienza e sincerità...scoprendo che quando una persona ama , il suo amore è rivolto prima di tutto verso se stesso, poi verso le persone e solo alla fine verso l'amato... e un amore così diventa sicuramente contagioso...perchè l' AMORE E' UNA FORZA CHE PRODUCE AMORE....
... quando si dice TI AMO è come se dicessimo: "Amo il mondo attraverso te, amo in te anche me stesso..."
...e capisci che tante forme che credevi fossero amore, altro non sono che forme di pseudo-amore;
...e capisci che può capitare che persone che pensano di amare, in realtà stanno solo adottando forme di compensazione per colmare i propri sensi di colpa...le proprie frustrazioni...

P.S.: se avessi la facoltà di poterlo fare, io proporrei la lettura e soprattutto la comprensione guidata di questo libro a tutti i ragazzi...e anche a tutti gli adulti desiderosi di migliorarsi nel proprio modo di amare.

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A tutti : dall'adolescenza in poi.
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Letteratura rosa
 
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Pia Sgarbossa Opinione inserita da Pia Sgarbossa    24 Novembre, 2012
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UN LEGAME OLTRE LA RAGIONE.

HO CAMMINATO LENTAMENTE... mentre leggevo la prima parte del libro, dove viene presentata la protagonista Julie che, dopo un matrimonio felice, durato quattro anni, subisce la perdita del marito. Con semplicità viene narrata la rielaborazione del suo dolore, che avviene grazie alla sua forza di vivere, al suo lavoro che ama, alla presenza di alcuni amici e in particolare di un cane danese che Jim,il marito ,essendo consapevole che presto sarebbe morto, aveva pianificato di donarle tramite un amico, dopo che sarebbe avvenuta la sua morte...
HO INIZIATO A CAMMINARE CON UN PASSO SOSTENUTO...
nella lettura della parte centrale del racconto, dove Julie "riapre gli occhi" alla vita sociale, a coltivare le sue amicizie, il suo amico del cuore Mike, amico di Jim, e a conoscere nuovi amici...tra i quali Richard...Qui l'autore si è addentrato intensamente sul valore dell'amicizia, in particolare tra un uomo e una donna; ha raccontato il rapporto di conoscenza che stava iniziando tra Julie e Richard...
HO INIZIATO A CORRERE ...
quando Julie frastornata cerca di capire se ama e chi ama...e soprattutto quando s'inserisce nel racconto il tarlo distruttivo del fenomeno dello "stalking"...dando al libro un carattere da"thriller"...E ancora Julie "apre gli occhi" alla verità che la circonda....fino ad arrivare ad un atto estremo d'amore che le riserva "uno dei suoi più grandi amici del cuore", che preferisco non dire e lasciare al lettore il piacere della sorpresa, e grazie al quale ancora una volta Julie, può "riaprire gli occhi alla vita"...
L'autore Nicholas Sparks, che ha scritto libri che sono diventati la trama di bellissimi film, come "Le parole che non ti ho detto"e "Come un uragano", ha il pregio di saper raccontare i suoi romanzi con una speciale delicatezza, facendo capire che si consumano atti carnali ... atti di estrema violenza, ma sempre senza descrivere dettagliatamente le crudeltà menzionate...come una sorta di rispetto verso il lettore, anche quello più sensibile....

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A chi ama i romanzi d'amore e valorizza in particolare i sentimenti d'amore.
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Pia Sgarbossa Opinione inserita da Pia Sgarbossa    20 Novembre, 2012
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E' NEL SILENZIO CHE ... IL CUORE PARLA.

E' IL CUORE IL NOSTRO PIU' GRANDE TESORO.
"Ascolta il tuo cuore. Esso conosce tutte le cose."
Questa è una delle tante citazioni che possiamo trovare nel libro "L' Alchimista" e insieme a molte altre vengono quotidianamente usate in ogni ambito di vita sociale.
Io raramente uso frasi scritte da autori anche importanti, perchè credo abbiano più valore le frasi frutto della mia esperienza di vita, anche se devo ammettrere che Coelho ha un dono che non è di tutti e quando scrive manda frecce che mirano dritte al cuore di molte persone.
Incuriosita però da questo fenomeno molto diffuso ho deciso di leggere questo libro, che a una prima lettura sembra una bella e magica favola, ma non lo è in assoluto.
L'autore è una persona intelligente, sensibile e ha una capacità ricettiva che non è di tutti; attraverso la narrazione di Santiago, un semplice pastore, e grazie a simbolismi e allegorie, ci offre una storia che può essere anche la storia di ognuno di noi.
Senza mezzi termini Coelho però indirizza il suo messaggio ai giovani che hanno dei sogni e desiderano realizzarli, finchè sono in tempo, perchè poi potrebbe essere tardi per cambiare rotta.
Santiago, alla stregua di un sogno fatto per ben due volte, decide con coraggio di realizzarlo e intraprende un viaggio che dalla Spagna lo porterà in Africa, alla ricerca di un tesoro.
Durante il percorso intrapreso conosce personaggi particolari che lo aiutano a trovare il coraggio di continuare, ad imparare il linguaggio che va aldilà delle parole, a capire cos'è l'entusiasmo per la vita, a guardare il mondo non per come sembra, ma per come è. Vive situazioni che lo avviano a sentirsi parte dell'Universo, ad essere attento ai presentimenti, che sono delle "rapide immersioni dell'anima". E' soprattutto il deserto che gli insegna a controllare il proprio passo e a capire che si può morire in caso di distrazioni e Santiago comprende l'importanza del silenzio, grazie al quale "si viene immersi nell'immensità della forza degli elementi" e gli permette di mettersi in comunicazione col Mondo e soprattutto col proprio cuore.
Scopre che il vero tesoro sta nel suo cuore. Durante il suo cammino incontra anche Fatima, il suo grande amore e, da donna del deserto, è in grado di attendere e di lasciarlo libero di continuare la sua importante ricerca..
Santiago percorre tanta strada per capire che il tesoro era accanto a lui alla sua partenza...Allora perchè intraprendere un viaggio così lungo? Santiago fa ritorno ricco di un bagaglio di esperienze importanti: ora è capace di ascoltarsi, di ascoltare e dialogare col proprio cuore perchè è vivo!..."se impari ad ascoltarlo non tace mai"...e il cuore diventa la sua guida di vita.
Grazie a queste nuove ricchezze accumulate può finalmente considerarsi pronto per affontare la vita insieme alla sua amata, come fosse una festa, perchè ora la vita è diventata interessante, da vivere senza rimpianti...con la continua capacità di riuscire a meravigliarsi e pronto a "mantenersi sempre nel presente", da vero protagonista perchè "ogni giorno è fatto per essere vissuto o per essere abbandonato".
Santiago, che è stato capace di essersi scelto il suo destino, ha raggiunto una maturità con la quale può aprirsi agli altri ed essere un prezioso veicolo d'amore ...
Desidero terminare citando una frase di Coelho che mi infonde un gran sentimento di speranza : "L'ora più buia è sempre quella che precede il sole"...
Consiglio di leggere il libro "L'Alchimista" scuotendo le parole ... solo in questo modo ... ciò che rimarrà, riuscirà ad infiammare il nostro cuore... nostra bussola e nostro tesoro.

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A chi crede nei sogni e desidera realizzarli; a chi è attento al linguaggio del cuore.
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Gialli, Thriller, Horror
 
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Pia Sgarbossa Opinione inserita da Pia Sgarbossa    16 Novembre, 2012
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"LA GIOIA DI VIVERE"... NEGATA.

"LA GIOIA DI VIVERE"... NEGATA.
Sara Bilotti per scrivere scrive bene ... senza alcun dubbio; e quando inizi a leggere il suo libro, ti prende la voglia di continuare con voracità, un racconto dopo l'altro.
Ci parla di realtà che fanno male all'anima; realtà che vorresti non esistessero e che speri non ti tocchino mai nella vita...
In questo libro dal tono fortissimo e a tratti graffiante, emerge in ogni racconto il male di vivere : fatti crudeli, deliranti e folli, incapacità di amare e di aiutare, il sopravvento in toto del sesso sul sentimento dell'amore, la sofferenza per l'abbandono, la demenza e la difficoltà del convivere con le persone care che vi sono affette, rapporti "malati e malsani" come la pedofilia, lo stupro, l'incesto ... e si prova tanta rabbia ...
Il tutto viene amplificato se pensi che è ambientato tra le conosciute mura domestiche, nel paese dove si è vissuti per tanti anni.
Inquietante è una sorta di "arte dell'uccidere"la persona con cui si è tentato di convivere; un'arte che si traduce in pensieri ben premeditati e strategie perfette di realizzazione.
Riportando una frase proprio dal libro, mi pare che "la scrittrice sia stata in grado di raccontare la realtà sotto un punto di vista speciale".
Certo che i fatti narrati sono così aberranti, che speri riamangano casi isolati e rari e ti fanno male dentro... tanto male.
Questo libro può , a mio avviso , essere paragonato alla carne rossa che , se mangiata soprattutto in abbondanza, riesce a riscaldarti, ti brucia dentro, provocando una gran quantità di energia, che deve in qualche modo trovare sfogo...
Terminata la lettura resti con un atroce dubbio: "Siamo tutti potenziali esseri così perversi?".
E' risaputo che in ogni persona esiste il dualismo e la lotta tra il bene e il male...Cosa fa scattare la vittoria del male sul bene?... E...come ci si può difendere, quando il male tocca persone che amiamo e non possiamo contare su aiuti esterni?...Come ci si può salvare, quando il limite di sopportazione viene superato e siamo soli ?
... e si rimane attoniti e impotenti di fronte a cotanta follia umana...

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A persone adulte, che hanno acquisito una maturazione tale da capire cosa è bene e cosa è male; a chi è interessato a conoscere e indagare sui mali oscuri dell'uomo.
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Pia Sgarbossa Opinione inserita da Pia Sgarbossa    11 Novembre, 2012
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UN'UNICA COLPA...ESSERE NATE FEMMINE.

UNICA COLPA...ESSERE NATE FEMMINE.
Alcuni anni fa mi trovavo in convalescenza per aver avuto un intervento chirurgico; in quell'occasione mi è stato regalato il libro "Mille splendidi soli".
La scelta non poteva essere più giusta e azzeccata soprattutto per quel momento di vita.
Infatti questo libro è stato per me un compagno di viaggio ideale e importante, perchè nel dolore che vi ho trovato, sono riuscita a sopportare meglio il mio di dolore.
Credo che non ci sia rimedio migliore per una persona in difficoltà assistere alla sofferenza ancor peggiore della propria...perchè la storia raccontata è reale e attuale.
Pensare che nel contempo donne vivevano succubi a tanta violenza mi faceva ritrovare più forza in me e mi ha portato a riflettere, forse per la prima volta, in modo così importante, sulla fortuna che ho di essere nata "donna occidentale"..."donna italiana".
Ho seguito la storia delle due protagoniste con tanta passione, soffrendo con loro, piangendo con loro, e a momenti ho provato un senso d'impotenza nel non poter far nulla per aiutarle.
Erano talmente assurde le vicende che capitavano alle protagoniste e sapendo che si trattava di una realtà, pensavo che non era possibile che il mondo stesse inerme a guardare, senza intervenire...no, per me non era possibile!!!
Mariam fin dalla prima infanzia subisce il dramma di non essere riconociuta dal padre perchè figlia illegittima, un padre che lei adora, ma che la madre , Nana, tenta invano di sminuire come persona...ma invano...perchè come può capire una figlia che suo padre si vergogna di lei?...come può?
La madre, arida di sentimenti, perchè provata tanto dalla vita, la cresce cercando di trasmetterle la convinzione che le donne devono sempre e solo sopportare e accettare, non possono fare altrimenti, perchè è il loro destino.
Laila invece vive una bella infanzia perchè ha la fortuna di avere un padre colto, che crede che, perchè il loro paese ( Afghanistan), si sviluppi sia necessario che anche le donne siano acculturate.
Ma la vita "crudele" porta entrambe a sposare lo stesso uomo che le maltratta: una perchè non può avere figli, l'altra perchè dà alla luce una femmina...Solo al secondo figlio "maschio" riserva un buon trattamento e delle buone attenzioni. Eh si, in questo paese gli uomini sono dei privilegiati; le donne vengono considerate come oggetti e non come persone "pensanti".
Mariam e Laila vivono la stessa malcapitata sorte e per questo diventano grandi amiche e complici, tanto che una dà persino la vita per far vivere l'altra...Due donne che soffrono in silenzio tra le quattro mura domestiche e che quando tentano di ribellarsi alle violenze e ai soprusi incontrano anche al di fuori una società pronta a condannarle...ingabbiate in casa...ingabbiate nella società.
E non sbagliava Nana quando paragonava i fiocchi di neve ai sospiri delle donne giunti in cielo...non era un suo pensiero...era la verità.
Ma da che mondo è mondo i figli fanno scaturire nelle donne forze inaspettate e mai viste...é così che Laila si impegna ,e in parte ci riesce, ad aiutare quei bambini, in particolare tutte quelle bambine che vivono abbandonate dalle famiglie in orfanatrofi e che hanno un'unica colpa, quella di essere nate femmine...
E'un libro che fa riflettere sul ruolo della donna in Afghanistan, e che ci rende consapevoli che ci sono tante donne "eroine"che soffrono e muoiono, ogni giorno, in silenzio...senza che il mondo ne sia a conoscenza. Ben vengano quindi libri come questo che ci fanno conoscere di più il mondo in cui viviamo...e chissà che prima o poi qualcosa si muova, qualcosa di buono succeda...me lo auguro di cuore...perchè queste donne io le ho nel mio cuore...

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A chi è interessato ai soprusi che le donne vivono in Afghanistan...a chi desidera sapere come va il mondo...
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Pia Sgarbossa Opinione inserita da Pia Sgarbossa    11 Novembre, 2012
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PRINCIPESSA NELL'ANIMO.

UNA PRINCIPESSA NELLA VITA.
Ero in terza elementare quando mia cugina mi regalò questo suo libro, perchè aveva visto che ero rimasta affascinata dalla copertina.
E fu il primo libro che lessi. Mi piacque così tanto che lo rilessi ben altre due volte e che mi è rimasto per sempre nel cuore.Mi piacevano anche le poche fotografie che vi erano inserite e ci passavo del tempo a guardarle e a fantasticare.
Nella lettura mi ero immedesimata nella protagonista e con lei sentivo i sentimenti che lei provava, le sue goie, la sua capacità di rendere tutto bello, anche ciò che all'apparenza poteva sembrare di non avere proprio nulla, la sua capacità di fantasticare e immaginare, la sua grande gnerosità d'animo, la sua attenzione verso i più deboli, ma soprattutto il suo "modo di essere" in ogni momento di vita.
Quando era stata portata dal papà dall'India in Inghilterra per essere ben educata in un college inglese, ho vissuto con lei la gioia di essere trattata e riverita come una principessa. Lei orfana di madre era comprensiva con chi come lei lo era; aiutava i meno capaci nello studio;rincuorava e sostenava chi , povero, era costretto a fare lavori da sguattero .
Poi quando la situazione è cambiata e lei stessa è diventata povera, ha saputo continuare ad essere una vera principessa, riuscendo con la fantasia a trasformare tutto ciò che aveva attorno a sè in qualcosa di bello e di magico..Con la sua immaginazione raccontava sorie bellissime e incantava le amiche, rendeva splendente e bello tutto ciò che la circondava. Soprattutto non ha mai perso la speranza di vivere con la gioia nel cuore e questo suo modo d'essere non lo proiettava nel futuro, ma lo viveva costantemente nel presente con le sue attenzioni verso i più deboli... e come lo aveva fatto da ricca, continuava a farlo da povera, perchè era il suo stile... lei era una bella e speciale dentro, una principessa nell'animo.
Questo libro mi ha fatto sognare...tantissimo...mi ha fatto sperare....tantissimo, ma soprattutto ha
lasciato in me la convinzione che bisogna credere sempre nei sogni, avere sempre speranza e che le persone nell'intimo "sono", non per quello che possiedono, ma per come la vita le ha portate ad essere...e questo modo loro d'essere, va aldilà del ceto sociale e culturale...è tutta una questione di "anima

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E' un libro per ragazzi ...e lo consiglio a chi ama i buoni sentimenti, i valori quali la generosità, l'amicizia....A chi piace usare l'immaginazione.
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Pia Sgarbossa Opinione inserita da Pia Sgarbossa    10 Novembre, 2012
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TOCCARE IL FONDO...per poi...RISALIRE A VIVERE...

TOCCARE IL FONDO ... per poi ... RISALIRE A VIVERE
Il Titolo "E' una vita che ti aspetto", mi faceva pensare ad una bellissima storia d'amore. Non è proprio come me l'immaginavo, ma di una storia d'amore si tratta, che il protagonista vive prima di tutto nei confronti di se stesso.
Fabio Volo scrive in modo così semplice e colloquiale, che mi pareva di ascoltarlo, anzichè leggere il suo libro. Perciò la lettura è stata gradevolissima.
Con questo libro ci viene presentato uno spaccato della società odierna, del mal di vivere di un giovane, simbolo di tanti giovani e meno giovani; un modo di vivere che io faccio in parte fatica a credere ma che so corrispondere a verità... e provo tanta tristezza.
Checco, il protagonista, vive da solo in appartamento e con i genitori mantiene un rapporto minimale, fatto di pranzi nel fine settimana e qualche chiacchiera formale, ma non vi è nessun tipo di dialogo sincero, intimo e confidenziale., mancato anche nell' infanzia.
"Rubare per amore del gruppo; canne prese come si trattasse di un caffè; sesso vissuto come toccata e fuga, giusto il tempo della durata di una scatola di preservativi e come un mezzo per giungere continuamente l'attimo del puro piacere fisico; Il lavoro vissuto come un mezzo con cui guadagnarsi dei soldi per fare acquisti su acquisti...." Tutti gli aspetti or ora elencati rappresentano lo stile di vita che il protagonista vive assieme ai propri amici , in particolare Luca, l'amico dell'infanzia che amplifica addirittura le caratteristiche succitate.
Ma Checco si rende conto di vivere male. Non si trova per nulla bene in questa esistenza terrena e prova tanta, ma tanta noia. Tale malessere si manifesta di giorno e in particolare di notte e non trova pace.
Un giorno decide di affidarsi al suo medico ( anche amico) di famiglia, il quale dopo avergli fatto fare gli opportuni controlli gli diagnostica la sua incapacità di saper vivere, di tentare di essere felice e lo invita a farlo.
All'inizio Checco è restio a seguire il consiglio, non si capacita ad accettarlo...non sa che fare.
Col tempo inizia a capire che vive una libertà contornata da un recinto...di essere un finto libero. Il fato in quel tempo porta Luca,l'amico, ad andare all'estero per lavoro e Checco, forse agevolato anche da questa mancanza, inizia un percorso di vita alla riscoperta di se stesso.Mentre prima doveva sempre essere occupato in qualcosa, in progetti... (!?!) ed essere sempre in movimento, decide di fermarsi, di ascoltarsi, di prendersi cura e attenzione verso se stesso.
Acquisisce il coraggio di essere libero, dal giudizio del gruppo degli amici e impara a non aver paura della solitudine, anzi inizia addirittura ad apprezzare e a godere dei momenti vissuti da solo.
Per un certo periodo è ossessionato di trovare l'anima gemella , speranzoso di incontrare una ragazza che lo apprezzi per quello che è e che lo scelga tra tutti; ma questa ricerca è vana ...Allora dedica ancor più tempo a se', riscopre il piacere della lettura, delle passeggiate, dei film , del chiacchierare...e sintetizza questo momento con una frase di Battiato:"Se penso a come ho speso male il mio tempo, che non tornerà..."E riscopre l'amore per il lavoro; riaffiorano una sorta di ricordi e sentimenti spirituali ... religiosi, che lo portano a importanti riflessioni e impara ad usare prima di tutto il cuore...mentre fino ad allora aveva seguito gli impulsi della pancia...; decide di cimentarsi in una passione rimasta sopita per colpa del padre....Ed è contento di riscoprire la gioia di fare ciò che gli piace e compare per la prima volta la magia nella sua vita dell'attesa, quella forza invisibile di saper aspettare.
Anche lo smettere di fumare diventa un modo d'essere libero dagli altri, dal giudizio degli amici. A coloro che solitamente per vivere usano la frase"prima o poi si muore", Checco inizia a pensare che..."prima o poi si può vivere".E finalmente capisce che la vita è un dono e lui stesso è un dono; questa consapevolezza lo porta a capire l'importanza di vivere con responsabilità e ad amarsi...e proprio quando impara ad amarsi, a rispettarsi....succede quello che aveva tanto sperato...e la vita ora è bella da vivere, soprattutto insieme con una persona che decide di seguirlo in questo suo nuovo viaggio ...

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A chi vuole conoscere il modo di vivere di alcuni giovani d'oggi;a chi vorrebbe cambiare una vita vissuta all'insegna del materialismo e con noia . A chi ha apprezzato "L'onda perfetta"di Sergio Bambaren
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Pia Sgarbossa Opinione inserita da Pia Sgarbossa    04 Novembre, 2012
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LE PAROLE ... CHE PARLANO.

LE PAROLE ... CHE PARLANO.
Il primo e l'ultimo racconto iniziano con dei pensieri sulla morte, mentre lo sguardo dei protagonisti avanza attraverso il vetro di una finestra...Eh si, il tema della morte è ricorrente in molti racconti, in particolare nell'ultimo, il più lungo e che è quello che ho apprezzato di più; forse anche perchè è stato l'unico dove Joyce, un pò meno severo e freddo, ha lasciato che il racconto mi trasmettesse tenerezza , emozione e più partecipazione alla vicenda e al vissuto dei protagonisti.
Il tema della morte, come dicevo è spesso ricorrente e i morti assumono un ruolo predominante nei dettami e nei suggerimenti di vita, ancor più dei vivi.
Joyce è un vero artista nel descrivere gli argomenti dei quindici racconti e l'uso della parola è simbiotico con lo stesso argomento, a tratti semplice, a tratti ricchissimo, con metafore e dettagli particolareggiati e il racconto si snoda e realizza proprio attraverso le parole che sono il significante e il significato nello stesso momento.
I racconti sono lo specchio di una realtà, quella irlandese del primo novencento, in cui spiccano la perdita dei valori spirituali e freme un forte desiderio di cambiamento, che rimane represso e non riesce a tramutarsi in azione.
Nessun atto eroico o romantico...ma semplici sfoghi che non sfociano in null'altro...se non in spiccioli atti dannosi per coloro che vivono accanto ai protagonisti....brulichio interiore di sentimenti e di voler cambiare...ma paralisi nei comportamenti.
E lui stesso, l'autore , talora non sa osare più di tanto...sembra incapace di dire tutto...
E si limita a osservare e a rilevare l'esperienza dei protagonisti attraverso le loro parole, frasi e gesti...e la vita raccontata sembra prendere il ritmo della realtà, che ci viene proposta in modo semplice e oggettivo, mai enfatizzata o ingigantita.
Risulta chiaro che Joyce vuole proporsi come un artista che ritrae la realtà senza porre giudizi personali, ma a mio avviso qua e là serpeggia il suo tentativo speranzoso di far in modo che le sue "fotografie della realtà" diventino per coloro che leggono ( in particolare gli irlandesi) un monito alla riflessione sugli aspetti negativi della società : l'aridità dei sentimenti, la paura di cambiare, l'incapacità di riscattarsi da una realtà opprimente...e molti altri, tra l'altro a mio a avviso, sempre attuali). Un invito a capire di più...a capirsi di più...a migliorarsi
E' per questo che reputo il libro "Gente di Dublino" più che mai attuale, anche se non di facile lettura, perchè in esso , come dicevo poc'anzi, possiamo leggere e trovare speranze e delusioni di vita, realtà che intrappolano e ostacolano la felicità e il fluire armonico della vita.
CONCLUSIONI FINALI:
1) Coloro che hanno competenze linguistiche sanno che chi ha un vocabolario di 2000 parole opprime una persona che ne possiede solo 200...e James in questo supera tantissimi scrittori.
2) Dopo aver letto così tanti racconti in cui prevale l'accettazione del fallimento e un senso di prigionia, mi sovvien la voglia di leggere qualche atto eroico o romantico.
3) Una bella coincidenza: nell'ultimo racconto il protagonista è anche ...un "recensore".

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Lo consiglio a chi vuole arricchirsi e soprattutto ampliare il proprio lessico...a chi ha pazienza di leggere racconti molto particolareggiati nella descrizione...a chi desidera diventare più riflessivo....
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Pia Sgarbossa Opinione inserita da Pia Sgarbossa    11 Ottobre, 2012
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COSA CONTA DI PIU 'NELLA VITA?

Alcuni anni fa, entrai in una libreria in cerca di un libro che mi desse serenità e ottimismo. Fui attratta da un libricino con una copertina in cui risaltavano il mare e l'azzurro ...Questo libricino era appunto "L'onda perfetta". Di facilissima lettura; da leggere in poche ore.
RIFLESSIONI DOPO LA PRIMA LETTURA.
E' la storia di un uomo che alle soglie degli "anta", capisce che "tutto" quello che possiede non lo soddisfa ... che non ha più motivi per sorridere alla vita.
Grazie ad un vecchio signore, inizia un percorso d'introspezione e meditazione, che lo porterà a capire che la felicità è a due passi : basta avere il coraggio di coglierla. Non è negli eventi eclattanti che si trova la vera gioia di vivere , bensì nei piccoli gesti della quotidianità che solitamente non apprezziamo, perchè bendati dall'abitudine e anzichè essere dei protagonisti ci muoviamo come dei burattini distratti e manovrati dagli eventi, dalle situazioni...dalle persone.Capisce quindi che per lui è giunto il momento di abbandonare il "tutto" e vivere con partecipazione questi momenti di vita di ogni giorno... momento dopo momento e...impara ad ascoltare il linguaggio del cuore che fino a quei giorni era rimasto sopito ... un linguaggio tanto semplice e comprensibile a tutti:... un invito a tenere aperta la porta del cuore...sempre.
Le conclusioni che avevo raggiunto rispecchiavano all'incirca anche quelle che mi erano state riferite da dei conoscenti che l'avevano già letto ...ma....
RIFLESSIONI DOPO UNA SECONDA LETTURA.
A volte, le scelte che si fanno, ci portano a condurre un determinato tipo di vita, contornato da persone, situazioni, relazioni e altro...e quindi ad un tipo di approccio particolare con l'ambiente in cui siamo inseriti.Può accadere però che ad un certo momento di vita, questa non ci soddisfi più...vuoi perchè siamo cambiati...maturati...perchè sono intervenuti eventi particolari...o perchè fattori che prima erano latenti in noi ,iniziano ad affiorare e... si può andare incontro ad un vero e proprio fallimento. Capiamo che le scelte fatte ci hanno portato dove non vorremmo più essere. A questo punto possiamo optare per due strade: restare, cercare di lottare e fare , se possibile, delle migliorie in una situazione che è diventata difficile e che ci crea sofferenza....o lasciare tutto e cambiare totalmente...forse in modo anche egoistico...Cosa conta di più nella vita? Nel libro letto il protagonista ha optato per la seconda soluzione.
Io quale sia la migliore...proprio non saprei...e termino questo mio commento...lasciando ad ognuno.... ,qualora dovesse purtroppo succedere, la facoltà di scegliere la strada più giusta per sè...e per coloro che ama.

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L'alchinista...a chi ama il linguaggio semplice del cuore...a chi deve fare una scelta....
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Pia Sgarbossa Opinione inserita da Pia Sgarbossa    07 Ottobre, 2012
Top 100 Opinionisti  -  

MI HA PORTATO SU ... E NON MI HA LASCIATO CADERE.

Ho scritto il titolo, ovviamente facendo riferimento alla canzone di Giorgia e Jovanotti " Tu mi porti su e poi mi lasci cadere"...l'abbinamento m'è venuto del tutto spontaneo.
Questo libro mi è stato descritto da alcuni conoscenti come un libro per ragazzi; a lettura ultimata io direi che sono d'accordo, ma aggiungerei che è anche per tutti coloro che sono in qualche modo rimasti dentro, un po' adolescenti, per loro fortuna.
Scorrevole, di facilissima lettura offre contenuti a me cari.
Ho accompagnato nel suo percorso il gabbiano Jonathan che, di animo inquieto, ha seguito il fuoco della sua passione per il volo; si è dimostrato anticonformista e con incoscienza ha deciso di affrontare la nuova esperienza con tutta la sua intelligenza e abilità ...verso l'ignoto, alla folle ricerca di potenza, gioia e libertà.
Non era capace di vivere come gli altri una vita semplice e scontata, da sopravvissuto tra noia e paura; in lui ardeva l'anelito a lanciarsi in imprese miranti a superare i propri limiti.
Conscio del fatto che i suoi occhi vedevano solo ciò che è limitato, ha iniziato a guardare oltre, a capire che "più alto vola il gabbiano e più vede lontano"... e a lui stava troppo stretto il volare basso.
Credendo in se stesso e fidandosi delle proprie capacità, ha raggiunto l'obiettivo di volare "qui e ora".
E poi quando credeva d'aver raggiunto l'apice del suo percorso, diventa consapevole che quello non è che l'inizio: è il momento della condivisione con gli altri. Capisce l'importanza di dover insegnare agli altri gabbiani i suoi apprendimenti, ad avviarli ad avere fiducia, ad adeguarsi a se stessi, a superare un po' alla volta i propri limiti, consci che il corpo non è che "un grumo di pensieri" e che si può andare ben oltre la sua limitatezza.
Ne nasce un grande amore verso il prossimo, che ha sempre del buono; basta solo aiutarlo con pazienza a trovarlo.
E non importa se vieni giudicato un demonio o un dio, perchè sei riuscito in cose in cui gli altri non sono arrivati; l'insegnamento e l'esempio saranno le risposte più efficaci a tali dimostranze scetticismi vari.
Jonathan ha avuto il privilegio e il dono raro e speciale ( e come lui anche altri gabbiani) di sapersi elevare a livelli più alti...e chi ha questi talenti è bene che li seguano e li sviluppino, diventando poi naturalmente ... positivamente contagiosi per tutti.
A conclusione della lettura, mi è tornata in mente una frase bellissima, che mi ha scritto un poeta che ho conosciuto molti anni fa. La frase è: "Le anime che parlano lo stesso linguaggio, volano insieme in altre dimensioni"

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...a chi desidera sentirsi più leggero...a chi desidera vedere oltre ciò che vedono gli occhi....
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Pia Sgarbossa Opinione inserita da Pia Sgarbossa    30 Settembre, 2012
Top 100 Opinionisti  -  

Un simpatico avvocato.

Carofiglio mi ha introdotto con maestria nell'ambiente giudiziario , a me sconosciuto e per certi versi ostico.
Mi ha ammaliato la storia dell'avvocato Guerrieri, che investe tanto nel proprio lavoro, che fa con passione e competenza. Non riesce altrettanto nella vita privata, dove alterna momenti di tranquillità a momenti di confusione.
Mi risulta simpaticissimo per la sua vivace intelligenza, per le sue capacità di umorismo, ironia, autoironia e autocritica.
Mi fa tenerezza nei suoi momenti di solitudine e malinconia, nelle sue fragilità e nella sua ricerca di un
equilibrio.
Io credo che Carofiglio abbia scritto questo libro con la consapevolezza che molti vi si possono riconoscere. Ho questa convinzione perchè trovo che nella società attuale venga dato un ruolo predominante al lavoro; nella quotidianità vanno scemando importanti valori, quali la famiglia, il senso di responsabilità ... e tanti altri. Mi pare un buon monito alla riflessione.

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La saga dell'avvocato continua con : "Ad occhi chiusi" , "Ragionevoli dubbi" e "Le perfezioni provvisorie".
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Pia Sgarbossa Opinione inserita da Pia Sgarbossa    21 Settembre, 2012
Top 100 Opinionisti  -  

Un vecchio pescatore ... maestro di vita.

Cari i nostri vecchi, come sempre sanno trasmetterci perle di saggezza dettate dalla loro vissuto e tanto utili per la nostra vita.
Santiago è un vecchio pescatore che vive l'intensa esperienza di pescare un grosso pesce, lottando con tutto se stesso.E' irrilevante se riuscirà oppure no nell'impresa; ciò che è veramente importante è il percorso di vita e la sua lotta estrema per riuscirci. Le sue osservazioni che via via scopriamo tra le righe , diventano per noi lettori consigli da vagliare, capire e applicare ( che aiutano ad aumentare l'autostima, il coraggio, l'autoconvincimento , la fiducia delle nostre potenzialità... e tanti altri)
Un libro da gustare appieno, perchè sicuramente ci renderà più ricchi e forti dentro.
A tratti usa un linguaggio molto tecnico e facilmente comprensibile ad esperti pescatori, ma non è uno scoglio così difficile per chi come me, non è competente di pesca.
Può tornare utile a chiunque ascoltare un vecchio che si racconta ... e che vecchio!!!
Sarebbe auspicabile invecchiare con una simile grinta e voglia di vivere.

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Pia Sgarbossa Opinione inserita da Pia Sgarbossa    16 Settembre, 2012
Top 100 Opinionisti  -  

LE COINCIDENZE NELLA NOSTRA VITA.

Il protagonista intraprende un percorso spirituale seguendo i dettami di un antico manoscritto.
In lui si possono ritrovare facilmente coloro che avvertono l'anelito di capire maggiormente il valore dell'esistenza terrena.
Da quando ho letto il libro, ho iniziato a vedere i fatti di vita quotidiani con occhi diversi e ho intrapreso una riflessione sulla valenza delle coincidenze della nostra vita.

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"L'Alchimista" di Paulo Coelho.
"L'onda perfetta" di Sergio Bambaren.
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Pia Sgarbossa Opinione inserita da Pia Sgarbossa    15 Settembre, 2012
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LA FORZA DELLE DONNE

Una donna andina, che grazie alla riscoperta di saggezze antiche, diventa consapevole della propria forza.
Tale consapevolezza la porta a credere di più in se stessa e a diventare coraggiosa, padrona e protagonista delle proprie scelte di vita.
Lo consiglio a tutte quelle donne che hanno poca autostima e a tutti coloro che ancora non hanno capito come la natura manifesti la propria forza, anche attraverso le donne.

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