Opinione scritta da Rebel Luck

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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    11 Giugno, 2016
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IL MEGLIO DEL PEGGIO DI DICK

IL MEGLIO DEL PEGGIO DI DICK

Il meglio del peggio di Dick.
Profondamente contorto.
Allucinante viaggio nella psiche umana spesso confusa, ma forse illuminata, dal LSD.
Ricco di metafore e spunti di riflessione.
L'inizio è stranamente lineare e semplice, ma la seconda parte è un allucinante viaggio all'inferno...
Un inferno a tratti claustrofobico ed angosciante ma con spunti ironici ed onirici.
La realtà non è mai chiara.
la realtà non è mai unica.
La realtà si sdoppia, moltiplica e fonde, ci confonde per illuderci, ci illude per confonderci.

Il romanzo è davvero unico ed originale, ricco delle tematiche tanto amate da Dick e riproposte in diversi suoi romanzi.
La più presente è quella delle multi-realtà, o delle multi-dimensioni.
Come nei migliori romanzi "Dickiani", la "vera" realtà non è mai scontata.
Il lettore si trova scaraventato in illusioni e sogni che si confondono con la realtà "concreta", ma qui tutto è all'eccesso, tanto che è difficile crearsi o seguire un filo logico.
Tanto che è facile perdersi tra le pagine ed i pensieri, rimanendo a tratti davvero sconcertati ed a tratti troppo spesso persi.

Persi in sentieri luminosi ma illusori.
I colori ci ricoprono, le forme si fondono, le metafore ci inghiottono.
Il sentiero che Dick ci propone e pieno di specchi deformanti in cui si entra, in cui si viene inghiottiti, in cui si nuota come sommersi da un mondo non nostro.


La storia sembra scritta da un pazzo schizofrenico sotto l'effetto di allucinogeni.
Gli incubi in cui cadiamo sono spesso troppo contorti.

Personalmente, ritengo il romanzo una lettura difficile ma indispensabile in chiunque ricerchi una propria cultura fantascientifica.
Imprescindibile per chiunque si ritenga un amante della letteratura di genere.
Sicuramente troppo difficile da digerire per tutti gli altri.

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Ubik
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    10 Giugno, 2016
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Scolastico

Classico giallo storico ambientato nell'antico Egitto ai tempi del faraone Tutankhamon.
Scritto molto bene, anche se forse in modo troppo "scolastico".
Il compitino insomma è fatto bene, la scrittrice si è applicata, ma manca la "magia".
Per "magia" intendo quell'alchimia che ti porta a divorare le pagine, quel magnetismo che ti tiene incollato gli occhi e la mente al libro.
Qui manca.
Quindi, nel compmlsso mi è piaciuto, ed ho intenzione di leggere anche il seguito, ma sicuramente non è un romanzo indimenticabile.
Il fatto che il contenuto sia molto condensato, conta infatti poco più di 200 pagine, diventa quindi un pregio, è mio parere che con questo stile, riempire più pagine, non avrebbe giovato, anzi...
I personaggi principali sono appena accennati. Il principe Mirin, suo figlio adottivo ed aiutante ed il faraone Tutankhamo, creano abbastanza curiosità e domande, che spero vengano colmate nella lettura dei seguiti.
Mi piace quando in un romanzo storico scopro informazioni che non sapevo e che mi ero dimenticato, mi piace acculturarmi mentre mi diletto, in questo libro succede, per questo ho deciso di dare una seconda possibilità all'autrice, ed un voto complessivo che è una sufficienza piena, ma niente di più.

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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    14 Mag, 2016
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Palesare la realtà

Palesare la realtà

Buon "libretto", scritto in modo elementare ma furbo,
niente di eclatante, niente di esaltante che ne possa giustificare le vendite numericamente grandiose, ma... ma...
Furbo molto furbo.
Il simpatico bresciano, infarcisce il suo "romanzetto" di situazioni reali, di fatti, di momenti in cui tutti si sono trovati, questo porta il lettore, continuamente, a pensare:
" E' vero! E' successo anche a me! E' vero anche io mi sento così!"
Anche io ho un bambino piccolo, anche io mi sono innamorato di mia moglie in modo magico, anche io oggi mi trovo scaraventato in un ambiente famigliare caotico e frenetico...
Quindi Fabio Volo è riuscito a fregare anche me... (E che cazzo buon Fabietto mi hai proprio fregato...)
Infatti il libro chiaramente, molto autobiografico, anche se nascosto da personaggi di fantasia mi è semplicemente piaciuto.
Ripeto è elementare, leggero e fin troppo semplicistico, ma leggerlo è facile, piacevole, gradevole spesso ci si trova davvero a pensare "E' vero anche io!".

Tra i personaggi, è facile trovare gente che si conosce e riconoscerla nel libro, quasi fossero macchiette:

pag.44
...-"un uomo che quando parla sebra sapere tutto, non dispensa consigli, dispensa la verità.

Tra le situazioni e ambientazioni descritte,è impossibile non retrovarsi,come la fase dell'innamoramento:
pag. 62
...-"Non ci serviva altro, bastavamo a noi stessi, non dovevamo
creare situazioni particolari per essere felici,
la felicità era lì con noi e dovevamo solo viverla.

Il caos creato dalla convivenza e dalla nascita di un figlio, le innumerevoli tensioni interne di una coppia:
pag.116
...-Cercavo di aiutarla più che potevo, ma era come
non bastasse mai e ho iniziato a sentirmi inadeguato...
...-Qualsiasi cosa dovessi fare sembrava avessi bisogno
di lei,della sua supervisione
...-"

I consigli e le parole degli amici, i problemi, le tribolazioni, ma anche le gioie ed i sorrisi.
Tutto ha il sapore del vissuto!
Bravo Fabio, mi hai venduto una buona pagnotta!

Piccola nota negativa: alla quarantesima pagina leggo per la milionesima volta la parola "scopata" e penso:" Cazzo Fabio usalo un cavolo di sinonimo no??????"!

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Ha chi ha appena avuto un figlio.
Alle coppie in difficoltà
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    02 Mag, 2016
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Ruggine, spruzzi di sangue, polvere e ...

Ruggine, spruzzi di sangue, polvere e tosse, ammorbano l'ultimo capitolo della trilogia del silo.
I poteri forti vengono scossi dall'interno, finalmente.
Il sogno sembra potersi avverare, la libertà sembra a un passo, per tutto il libro sembra sempre ad un passo...
Ma ad un passo da che cosa? Da un baratro di morte? Dal sogno verde-azzurro di un mondo sconosciuto? O semplicemente ad un passo dalla democrazia? Ad un passo dalla vera libertà di scelta?

Il coraggio personale che aveva animato i due precedenti capitoli dando luce al buio dei silo, sembra in questo finale essere sempre messo in discussione;
Il coraggio e l'intelligenza, congiunta al libero arbitrio sembrano essere la causa scatenante di un male sempre peggiore. Come a voler dire che rimanendo al proprio posto, nella propria routine, senza mai alzare lo sguardo, senza mai cercare di cambiare, si possa avere la sicurezza e la tranquillità di poter vivere...

Il libro sempre ben scritto, e decisamente furbo ed intelligente in ogni sua pagina, ci mette di fronte a tematiche ben più che reali: vere e tangibili.
Come nei capitoli precedenti le tematiche sono di estrema attualità, la fantascienza è il mezzo che utilizza il brillante autore, per arrivare a toccare i lati più oscuri del nostro modo di vivere

Il male di vivere, che tanto affligge la nostra generazione;
La routine, l'ottundente routine che ci confina nei nostri piccoli mondi personali schiacciati da responsabilità e bisogni essenzialmente primari.
I poteri forti, i capi, i sindaci i politici, sempre costantemente al disopra della realtà e mai corretti mai giusti mai nella giusta direzione. Mai utili.


.pag 355:
..."Il giorno era un turno in cui
ognuno sopportava una razione di vita, dedicandosi ad ogni sorta
di attività a breve termine prima di un altro turno di buio,
senza curarsi di inanellare quei giorni in qualcosa di utile,
trasformandoli in una collana di pietre preziose. Soltanto un'altra
giornata a cui sopravvivere"...

La rabbia di chi si è stufato di dispotismi e soprusi esplode nel ventre di due silos contrapposti, sotto l'emblema di un unica bandiera: la libertà!
I questo ultimo e avvincente capitolo della trilogia, la protagonista del primo libro ed il protagonista del secondo si scontrano senza mai veramente incontrarsi, per un finale aperto ma non troppo.
Ottima lettura consigliata a tutti, non un capolavoro, non all'altezza del secondo libro, ma veramente bello e di pregevole fattura.

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Wool
Shift
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    05 Aprile, 2016
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Il futuro del presente. Il presente nel futuro...

Il futuro del presente.
Profondo e pieno di spunti di riflessione.
Fantascienza certo, ma dietro ad ogni immagine, dietro ad ogni situazione ci siamo noi. Ci siamo davvero noi.

...(E poi c'era la routine, l'ottundente routine. Era la castrazione
del pensiero. La lenta consunzione quotidiana di un impiegato
che fissava imbambolato l'orologio, timbrava il cartellino,
guardava la tv finché non sprofondava nel sonno, zittiva la sveglia
due o tre volte e ricominciava da capo. E senza i weekend
era ancora peggio.)...

Con queste sei righe a pagina 71 questo romanzo mi ha conquistato. Mi sono fermato,
le ho rilette due, tre, quattro, cinque volte...
Poi ho chiuso il libro ed ho pensato alla mia vita.
L'intero costo del libro viene interamente compensato da queste parole, tutto il resto è gratuito, tutto il resto è guadagnato,regalato.Tutto il resto è in più.

Il romanzo, veramente originale e scritto in maniera matura e magistrale, è ambientato nel futuro, ma parla di un presente molto concreto.
La vita "progettata" nei Silo, è la nostra vita, schiacciati da poteri che ci sovrastano, incanalati da lavori che ci opprimono,
inderogabilmente scavati da un destino a cui siamo soggetti.
I politici, i funzionari governativi, i poteri forti, i padroni... I capi... I padroni...
Hanno progettato un mondo costituito da schiavi, che lavorano per nutrirsi, figliare e poco altro.
Una catena di produzione di vite atte a conservare se stesse a preservarsi in modo da mantenere sempre alto il piacere di pochi.

Il romanzo è diviso in tre parti.
La prima parte, inizia raccontando la nascita dei Silo, e lo fa attraverso due fili narrativi.
Il 2049 dove i Silo sono ancora da costruire e l'enigma del perchè vengano progettati continua ad affliggerci.
Qui a muoversi sono principalmente due personaggi, entrambi molto "stilizzati", Donald un giovane uomo, un po' sfigato ma molto volenteroso e laborioso, ed il senatore Thurman, un incrocio tra Clint Eastwood e Ronald Reagan: un vero cowboy, un soldato duro e puro, che ha raggiunto il punto più alto del potere mondiale, ed a cui tutti sembrano dovere favori.
Nel 2110 invece assistiamo al risveglio di Troy da un sonno criogenico decennale, nel silo 1 quello del comando. Troy è un personaggio strano, pieno di rimpianti e facile al pianto. Non doveva essere al comando di questo silo ma gli è capitato.
I suoi ricordi sono nebulosi e frammentari, ed il suo carattere poco decifrabile. E' lui che ci intriga di più ed è lui al termine della prima parte del romanzo a regalarci la prima sorpresa...
Delle altre due parti no scrivo nulla perché finirei soltanto per svelare segreti che vanno scoperti solo leggendo e vivendo "Shift".

Decisamente migliore del primo "Wool", questo seguito riesce in ogni riga ad attrarci, riesce ad ogni paragrafo ad incuriosirci, ci avvinghia nelle sue spire e non ci lascia più.
Quando un romanzo è così magico, è difficile fermare la lettura o rallentarla, ma è anche difficile non rammaricarsi, nell'avvicinarsi al finale, di dover lasciare questo mondo, questi personaggi.
E' bello leggerlo perché ci si finisce impastoiati dentro, è brutto leggerlo perché è innegabile la consapevolezza che prima o dopo dovremo tornare alla realtà.

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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    13 Marzo, 2016
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Un classico malato di virus moderni.

Un classico malato di virus moderni.
La cultura del lavoro.
L'ossessione.
Il rispetto.
Non sentirsi mai all'altezza.
La responsabilità nei confronti di chi dipende da noi.
la responsabilità opprimente, nei confronti di chi dipende da noi.
Non sentirsi mai all'altezza.
Non sentirsi mai adeguati.
Non sentirsi mai all'altezza del proprio padre.
La paura di non riuscire mai ad essere "lavoratore" come lui.
Le responsabilità nei confronti di tutti gli impegni presi.
La cultura stessa del dovere impressa a lettere maiuscole nella nostra corteccia celebrale.
Lavoro, lavoro, lavoro.
La solitudine dentro.
L'essere solo in mezzo alla gente.
Il non essere mai adeguato.
Il non sentirsi mai adeguato.

...

Gregor, lavora troppo ed è stressato da questo, è schiacciato dalle responsabilità lavorative e dai doveri familiari. E' schiavizzato dal suo datore di lavoro, anzi peggio è schiavizzato dal suo stesso lavoro.
Dopo una notte tormentata da incubi, il protagonista si sveglia trasformato in un essere mostruoso, uno scarafaggio gigantesco orrendo, scoordinato, zampettante, che secerne liquidi appiccicosi.
E di cosa si preoccupa? Del lavoro cazzo! Del non poter andare al lavoro porca vacca!
Non pensa "porca vacca che cazzo mi è successo porca..." No lui si preoccupa che non arriverà in tempo sul lavoro, lui si preoccupa che metterà in imbarazzo la sua famiglia.
Per tutta la durata del racconto il suo aspetto non lo preoccupa mai personalmente, ma solo se riflesso negli occhi dei suoi familiari, è un problema solo perché sente di deluderli, sente di metterli in una situazione difficile, imbarazzante...
Il male di vivere moderno si esplicita nel protagonista con una trasfigurazione di quello che lui già era: uno scarafaggio.

Profondamente contorto.
Un classico malato di virus moderni.
Il racconto mi ha guardato dentro e mi ha trovato spaccato e malato, pieno di pus febbricitante quanto lui.

Chiudono e completano la "piccola raccolta", i racconti minori "Contemplazione" (una specie di raccolta di pensieri e situazioni apparentemente slegate tra di loro); "La condanna" (Che annichilisce per il finale assurdamente cattivo) e "Il Fochista" (Che vuole forse, essere una metafora di come, quando siamo soli, ci aggrappiamo alle persone che ci accolgono come a dei salvagenti.). Decisamente di qualità e contenuti inferiori, rispetto all'ineguagliabile Metamorfosi.

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America.
Lettera al padre.
Il processo.
Fight Club.
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    03 Marzo, 2016
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GODIBILISSIMO


GODIBILISSIMO

Nel ventre della terra, viene ambientato questo "atipico" romanzo post-apocalittico di egregia fattura: GODIBILISSIMO!!!!!
Partiamo col dire che è un gran bel romanzo, ben scritto e molto piacevole da leggere, GODIBILISSIMO, mai ostico e sempre avvincente.
La cosa più importante è questa, leggerlo è piacevole anzi ripeto la lettura è estremamente GODIBILE.
L'idea iniziale non è originalissima, al contrario di quanto pubblicizzato sulla copertina (...se pensate di aver letto tutto... non avete ancora letto Wool...).
Infatti l'incipit è questo: In un futuro lontanissimo la superficie terrestre è diventata invivibile e la popolazione è costretta a rifugiarsi in "costruzioni" "città" "formicai" "silos" sotto terra.
Quindi in primis è la stessa ambientazione di "Abissi d'acciaio" di Asimov.
Ancor di più somiglia a "La penultima verita" di F.K.Dick.
Ma se con il libro di Asimov lo svolgimento e la storia prendono direzioni completamente diverse, Con quello di F.K.Dick i tratti comuni sono numerosissimi.
Quindi non è sicuramente un libro "originalissimo".
Ma...
Ma lo svolgimento e l'evolversi della storia è completamente diverso.
La storia ed i personaggi sono avvincenti dalla prima all'ultima pagina.
Il romanzo è scritto veramente bene, nulla di estremamente sofisticato, anzi la scrittura è leggera e semplice ma funziona alla grande.
Lo scrittore che è al suo esordio con questo romanzo è estremamente furbo: alla fine di ogni capitolo ci lascia sulle spine, con qualcosa che potrebbe succedere, per poi nel capitolo successivo parlare di altro, di un altro punto di vista o di un'altra situazione ed arrivati alla fine di questo nuovo capitolo lasciarci di nuovo con un altro punto di domanda, e così via alternando capitolo si capilo no.
Scrittura furba quindi, che ci sprona a finire un capitolo dopo l'altro, per scoprire che cosa succederà.
Altra curiosità è la morte elargita con semplicità e poca cura a vari e variegati personaggi, in puro stile "G.R.R. Martin" infatti il nostro autore riesce a far schiattare con estrema noncuranza diversi personaggi importanti. Senza però rovinare mai la voglia di continuare a leggere, forse perchè i rami che taglia sono quelli "giusti da potare".

Nell'insieme mi è piaciuto davvero molto.
Mi aspettavo qualcosa di diverso, ma sono rimasto piacevolmente stupito.
Ringrazio gli amici di Q-libri che me lo hanno consigliato e lo consiglio a mia volta a tutti!
Mi ripeto di nuovo, e sottolineo che è davvero un ottimo libro, sicuramente acquisterò presto il seguito!!!

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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    21 Febbraio, 2016
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La realtà irrompe nella fantascienza.

La realtà irrompe nella fantascienza.

Tinte Dark, e pennellate di tristezza, scaraventano il fantascientifico mondo di Wild Cards nella più palpabile realtà.
La forza del terzo capitolo della saga è tutto qui, gli autori hanno fatto in modo che il mondo che ci raccontavano, diventasse incredibilmente reale, per farlo hanno inserito in ogni personaggio positivo dei difetti, in ogni super cattivo dei pregi.
Ancora più concretezza ci regala la storia in se, che tocca varie note dolenti, accarezza e si struscia intorno alla tristezza che ci attanaglia.
La paura, la morte giovanile, il senso di colpa, l'incapacità, l'inettitudine irrompono in modo così REALE tra questi super-eroi, in questo mondo popolato di Assi e Joker, da rendecelo VIVO!
Palpabile.
Mi è piaciuto davvero molto, le pagine scorrono fin troppo veloci ed è facile trovarsi a fare il tifo per il buon "Fortunato", o rimanere con il fiato sospeso per i terribili ricordi di "Roulette".
Non mancano scene divertenti, anche se è decisamente più serio dei due precedenti capitoli.
Romanzo corale, costituito da più racconti scritti da autori diversi, ma tutti redatti a costruire un romanzo a mosaico di altissimo livello.
Terzo libro della saga, di grande qualità, come i primi due.

Lo consiglio sicuramente agli amanti del Fantasy e della Fantascienza, e sicuramente anche ai patiti dei fumetti.

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Fantasy.
Fantascienza.
Fumetti.
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    21 Febbraio, 2016
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Impossibili, ma veri ogni giorno.

Libro meraviglioso composto da 4 racconti lunghi, o romanzi brevi, nessuno (tranne forse l'ultimo) è del genere che ha reso famosissimo l'autore.
Il grande King si cimenta in questi sentieri a lui nascosti con grande qualità, regalando emozioni a profusione.
Il risultato è veramente altissimo, la qualità di tutti i 4 racconti è elevatissima.
Con questa prova lo zio Stephen dimostra di poter scrivere quello che vuole alla grande, al di là del genere al di là del contesto, e quindi di poter uscire dal solito clisché di autore solo horror.
Ad evidenziare ancora di più la forza di questi racconti, il fatto che da tre siano stati tratti ottimi film, di cui due di grande successo (forse gli unici casi di film tratti da opere di King che siano riusciti davvero bene.).

- Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank
Racconta la storia di un banchiere rinchiuso ingiustamente in carcere per l'assassinio di sua moglie e del suo amante.
Emozioni forti e dolore avvolgono il lettore in contrasto con la "lentezza" della vita carceraria.
Il riscatto finale e la gioia del lieto fine regalano una lacrima di sollievo... Si ma una sola-.

- Un ragazzo sveglio
Il mio preferito, è la storia di un adolescente che entra in confidenza con un ex scienziato nazista.
Da questa "malata" amicizia nasce un rapporto FORZATO insegnate-allievo.
L'amicizia si evolve insieme ai due protagonisti in un intreccio di psichi malate e realtà nebulose.
Il risultato finale è ineluttabile.

- Il corpo
E' sicuramente il più famoso.
Sicuramente il più vicino alle classiche tematiche "Kinghiane".
Ambientato nel Maine e con protagonisti un gruppo di amici preadolescenti alla ricerca di un cadavere.
Non è il mio preferito, ma sicuramente quello meglio sviluppato, il migliore insomma.
Il classico romanzo dove è impossibile non trovarsi IMMERSI, è impossibile non perdercisi dentro.

- Il metodo di respirazione
E' l'unico racconto di "genere" inserito in questa raccolta.
E' sicuramente il meno bello anche se racchiude un messaggio profondissimo.
Altro non è infatti che una metafora della grandezza dell'amore materno.
L'amore materno che supera ogni cosa, l'amore materno che valica ogni ostacolo, persino la morte.
Chiunque come me abbia assistito ad un parto, non può che confermare l'incredibile forza soprannaturale che ogni donna riesce a tirare fuori durante la nascita di un figlio.
Impossibile, ma vero ogni giorno.

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Gialli, Thriller, Horror
 
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    12 Febbraio, 2016
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Segui il coniglio bianco

La lunga marcia è uno dei miei romanzi preferiti,
l'ho letto che facevo ancora le superiori, (quindi durante la prima glaciazione più o meno),
il romanzo mi era stato prestato da un mio amico di allora, e mi era rimasto dentro.
Mi aveva segnato. Mi aveva segnato come solo in quell'età una lettura può fare.
Mi ricordo ancora la sensazione di sentirsi "DENTRO" quell'universo, la sensazione di vivere insieme a quei ragazzi, la sensazione di ARRANCARE insieme a loro, soffrire con loro, sudare con loro, e morire ogni volta che uno di loro moriva.
Mi ricordo la difficoltà di "USCIRE" da libro, anche diversi giorni dopo la fine del romanzo, anche diversi giorni dopo aver letto e chiuso l'ultima pagina, nella mia testa i ragazzi continuavano a correre.
Ed io continuavo a correre con loro.
Indimenticabile il personaggio principale Ray Garraty, il classico ragazzo sportivo ed intelligente, che non fatica a socializzare, ed immediatamente nasce il suo gruppo la sua cerchia, destinata però ad essere "masticata" dalla corsa stessa..
Antagonista principale ed esatto opposto assoluto di Ray c'è il magrolino Stebbins... Il coniglio bianco... Ma qui mi fermo non voglio fare Spoiler.
King nel suo romanzo, anticipa di trentanni i temi estremamente attuali dell'abuso di "reality Show", e del limite che questi dovrebbero porsi,
La gara, seguita via tv, ed ai margini delle strade, da una folla "festante" vede 100 sventurati ragazzi che vengono uccisi a fucilate ad uno ad uno, ogni volta che si fermano, cadono, o ricevano 3 ammonizioni perché scesi sotto una certa velocità.
Idea geniale e ben sviluppata, (in quel periodo è nata la mia passione per la corsa), personaggi forti e sviluppati quanto basta.
Stranamente (per King) il romanzo è estremamente breve, ma è anche questo un suo punto di forza, perché lascia la voglia di mangiarne un'altra fetta!!!

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Fantascienza
 
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    29 Gennaio, 2016
Top 100 Opinionisti  -  

Sentimenti forti, emozione vera.

Sentimenti forti, emozione vera.

Una perfetta miscela di fantascienza e sentimenti forti.
La storia è quella di un profondo amore materno.
Un amore che nasce in un futuro non troppo lontano tra un infermiera ed un bambino molto particolare...
...Un piccolo uomo di Neanderthal...
Il sentimento, l'affetto e l'amore vero che nasce tra i due affiora e traspare, di pagina in pagina.
E' facile affezionarsi ai due protagonisti, due antieroi pieni di difetti.
Due antieroi speciali, come speciale è il libro che racconta la loro storia il loro grande amore.
I difetti dei protagonisti sono ciò che ci fa innamorare di loro.
I loro problemi sono la loro anima.
Le loro difficoltà sono la loro avventura.

La fantascienza, non è altro che il mezzo, che gli autori hanno usato per riuscire a far entrare in contatto l'infermiera ed il bambino molto speciale.
Per il resto del libro, il futuro resta sullo sfondo, funge da "arredo".
La storia riesce nel suo intento, toccare il nostro cuore.
La lacrima che scende sul nostro viso leggendo le ultime pagine è impossibile da controllare, ed il sorriso con cui si chiude l'ultima pagina è il giusto premio per chi legge questo libro.
Il giusto premio per chi vive questo romanzo stracolmo di amore. L'amore vero.
L'amore che può nascere solo tra mamma a figlio, l'amore che supera il tempo e lo spazio, l'amore invincibile che spazza qualsiasi altra cosa.

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Gialli, Thriller, Horror
 
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    27 Gennaio, 2016
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Il mio primo King.

Il mio primo King.
Il primo King non si scorda mai.
Avevo 12 anni quando ho iniziato a leggere questo romanzo, non l'ho terminato ai tempi, ma solo 2 anni dopo.
A quel punto avevo l'età minima per godere a pieno della scrittura del buon zio Stephen.
Il libro è una raccolta di 4 romanzi brevi completamente scollegati tra loro.
E' uno dei libri che ricordo meglio nonostante sia passato così tanto tempo (non l'ho più riletto anche se l'idea di farlo è sempre presente... Devo trovare il tempo).

Il primo racconto è il mio preferito: "I langolieri".
La storia è questa: durante un volo aereo tutti i passeggeri ancora svegli spariscono, nel nulla lasciando come testimonianza della loro esistenza otturazioni ed apparecchi odontoiatrici, solo quelli addormentati rimangono. L'aereo ha in qualche modo attraversato uno strappo spaziotemporale arrivando in un'altra dimensione, un mondo agli sgoccioli in cui il tempo sta per finire.
Qui i langolieri stanno arrivando, sempre più vicini sempre più affamati, mangiando chiunque incontrino.
I personaggi sono MAGNIFICI sopratutto il pilota e la ragazza cieca, il romanzo è incalzante ed una volta iniziato a leggerlo è impossibile riuscire ad appoggiarlo, è impossibile fermare la lettura. MAGNIFICO.

Il secondo "Finestra segreta, giardino segreto".
Racconta la storia quasi autobiografica di uno scrittore che viene accusato di aver rubato un libro da un altro scrittore.
Nel complesso è molto buono ed il colpo di scena finale non delude, anzi spiazza il lettore piacevolmente.

Il terzo "Il poliziotto della biblioteca". è sicuramente il più Horror del quartetto.
Racconto agghiacciante e con venature di vera paura, la lettura non è adatta a tutti anzi, chi non è adulto dovrebbe proprio evitare di leggerlo.
Impossibile per me dimenticare i brividi freddi e sudaticci durante la lettura.
Il paragrafo dove poi il protagonista ricorda la realtà è assolutamente, incredibilmente da paura assoluta.

Il quarto "Il fotocane" è il più debole, storia "assurda" ma sicuramente originale.
La cosa che funziona di più è il "conto alla rovescia" che diventa via via più frenetico... Leggere per capire...

Nel complesso il libro è ottimo.
Sicuramente da comprare sicuramente da leggere.
Non solo per appassionati del genere- Consigliato a tutti (eccezion fatta per il terzo racconto che facendo veramente paura andrebbe saltato da chi non se la sente).

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Romanzi storici
 
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    26 Gennaio, 2016
Top 100 Opinionisti  -  

Non chiamatemi Romanzo...

Non chiamatelo romanzo.
Racconto bello ma monco.
Ben scritto e con la solita attenzione "tecnica" tipica del professor Massimo, il racconto prende subito il lettore per il collo.
La storia è originale ed avvincente ma non arriva proprio a nulla...
Non arriva proprio a nulla nel senso che non c'è un finale vero e proprio.
Tutto rimane teorico e nessuna certezza viene data al lettore.
Nel complesso il racconto mi è piaciuto davvero, è intelligente e intrigante, i personaggi sono concreti, veri quasi reali.
Il problema è che una volta letta l'ultima pagina, si cerca insoddisfatti tra le pagine di "pubblicità" e le pagine "vuote" che chiudono il libro, alla ricerca di qualcosa che non c'è...
Cioè il finale...

Questo libro è come una canzone che inizia e finisce con "l'intro musicale", può anche essere bello ma non arriva a nulla senza il resto.

Il prezzo spropositato di copertina invece non mi ha colpito direttamente, visto che l'ho comprato usato a pochi spiccioli (ma era veramente esagerato.).

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Fantasy
 
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    18 Dicembre, 2015
Top 100 Opinionisti  -  

Paura e Sangue scorrono sotto la città.

Un horror vecchio stampo.
Di quelli che cercano di metterti i brividi ad ogni fine capitolo, di quelli dove la lettura è accompagnata dall'ansia per quello che succederà, in attesa che accada, sperando che non accada, sapendo che accadrà davvero....


Quando un libro parte bene la lettura non parte in discesa, ma da un vero e proprio dirupo che ti inghiotte. Simon Clark ci riesce, pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, veniamo inghiottiti da una voragine oscura...


"Leppington, con una popolazione di tremila persone, costruì la propria prosperità sulla morte"

"Così questa è Leppington una cittadina costruita sul sangue.
Molto prima del consumismo, i lavoratori della fabbrica di carne di Leppington erano noti come i 'Rossi'. Si poteva vederli andare a casa a piedi, di notte, rossi dalla testa ai piedi per il sangue rappreso degli animali macellati quel giorno".

"Pasticci di maiale e sidro sono la nostra specialità"

L'autore scrive un libro originale, ma con uno schema di scrittura molto classico, diciamo che dovrebbe pagare giusto giusto un caffè ad H.P. Lovecraft.
Ad ogni paragrafo, l'autore ci lascia con un dubbio, ci lascia sulle spine fino al paragrafo successivo.

(pag 175)..."Di nuovo quel senso gli disse che l'ultima cosa che avrebbe voluto fare era trovarsi di fronte a qualunque cosa stesse scendendo di corsa le scale. Era sgradevole... pericoloso..."

Ed in questo continuo evolversi di situazioni pericoloso, angosciose, claustrofobiche, l'autore ci porta avanti con la storia, dandoci in pasto un indizio alla volta.
Dandoci pian piano un'idea di quella che possa essere la "cosa" le "cose" nel buio...

I personaggi principali sono: David Leppington, Electra, Bernice e Jack Black.
Ovviamente il mio preferito è Jack Black, energia pura, dinamismo, un teppista tatuato e misterioso, mesomorfo muscoloso, mascalzone e senza scrupoli. Il primo impatto che si ha con questo personaggio è estremamente negativo, ma la sua energia ricorda i migliori momenti della vita quando sembra che nessuno possa fermarti, quando la tua forza è vigorosa ed il fisico non ti tradisce mai.

Quando però, finalmente le creature vampiresche, escono e si rivelano in gran numero ed in tutto il loro orrore, il romanzo comincia a zoppicare, dopo la duecentesima pagina infatti l'autore inciampa in varie e numerose cadute di stile.
Bravissimo quindi a raccontarci un orrore nascosto al buio, che ci aspetta, ma incapace di mantenersi allo stesso livello quando l'orrore esce alla luce e si rivela.
Nel complesso il romanzo riesce a salvarsi; Grazie all'ottimo inizio, che gli dona lo slancio, il lettore arranca fino all'ultima pagina anche nei capitoli peggiori...
Il finale poi è estremamente deludente, per tutto il libro ci si aspetta qualcosa di originale ed invece, proprio alla fine si cade nel "già visto mille volte".
La battaglia finale contro i vampiri a colpi di motosega è troppo inverosimile, sopratutto per chi come me ha usato varie volte una motosega ed ha macellato grossi mammiferi... Impossibile...

Ricapitolando quindi, un libro appena sufficiente, che illude con un inizio fenomenale ma delude fortemente nella seconda metà.

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Gialli, Thriller, Horror
 
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    07 Dicembre, 2015
Top 100 Opinionisti  -  

Originale, potente e viscerale

Originale, potente e viscerale.
Un’antologia che ogni lettore di horror dovrebbe avere.
I racconti contenuti sono: Paura, La sfida dell'inferno, Jacqueline Ess: le sue ultime volontà, La pelle dei padri, Nuovi omicidi in Rue Morgue.
I temi trattati sono vari ma la morte, il sangue ed il mostruoso sono presenti in ogni pagina, in ogni riga
Per Barker non è importante spaventare alla fine di ogni racconto come spesso cerca di fare chi scrive racconti Horror, per Clive l'importante è stupire, lo stupore arriva quasi sempre per "immagini".
Il suo immaginario è grandioso, originale ai limiti della concezione umana del termine.
Tra fotografie sadiche e mostruosità bellissime i suoi racconti si diramano e attorcigliano a volte con macabro umorismo ed altre con tristi sorrisi, ma sempre inesorabilmente assolutamente originalissimi.
Per Barker i “mostri” sono molto spesso migliori degli uomini che li combattono, e non sempre sono da combattere spesso sono da abbracciare da accogliere.
Questo è predominante sopratutto nel racconto "La pelle dei padri" dove il piccolo Aaron incontrerà finalmente suo padre e tutta la sua "schiera" di "Dei mostruosamente bellissimi", mentre il suo patrigno cercherà in tutti i modi di combatterli accompagnato dai soliti "ottusi" armati.
Il primo racconto "Paura" che ricordo è stato scritto nel 1984, anticipa di due decenni tutti i vari film "Torture porn" alla Hostel che hanno invaso cinema e televisione per un decennio.
Sangue, sangue e ancora sangue scorre e schiocca tra le pagine di questi fenomenali racconti.
Per tutti gli appassionati del genere!

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Romanzi storici
 
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4.5
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    01 Dicembre, 2015
Top 100 Opinionisti  -  

Poesia e sangue.

Poesia e passione.
Sentimenti e dolore.
Rabbia e frustrazione.
Amore e odio.

La magnifica e grandiosa storia di Spartaco viene raccontata dall'autore con una passione interiore ed un linguaggio così poetico da lasciare senza fiato.
Un capolavoro di libro, che dovrebbe essere un romanzo storico, ma che ti entra nell'anima come una poesia.
Qui bisogna stendere il tappeto rosso e fare un'ovazione, un coro da stadio: Mauro Marcialis non ti conoscevo ma sei un grande!
Autori ben più conosciuti e famosi hanno cercato di rendere Spartaco il Trace, Spartaco lo schiavo, Spartaco il ribelle, reale, ma Mauro Marcialis riesce a farlo sentire nuovamente VIVO!
Amo Spartaco, la sua storia, il fascino ribelle del gladiatore che mette in ginocchio l'impero, la forza, l'energia, la grandezza, la leggenda, la giustizia crudele.
Questo romanzo gli rende giustizia, a distanza di secoli la giustizia arriva.
Tra queste pagine piene di sangue e dolore riassaporiamo un bisogno di libertà e giustizia da tempo sopito.
Prendiamo quindi le armi e moriamo per la nostra libertà, moriamo per la giustizia nostra e dei nostri amori, combattiamo per riavere ciò che per natura dovremmo naturalmente avere.
Grazie Mauro Marcialis per questo capolavoro che apre il cuore e sventra l'anima folgorando il pensiero.

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Consigliato a chi legge.
Consigliato a chi vuole scrivere un romanzo storico.
Consigliato a chi ha voglia di spaccare tutto per riapropiarsi di ciò che gli spetta di diritto.
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Gialli, Thriller, Horror
 
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3.8
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    28 Novembre, 2015
Top 100 Opinionisti  -  

Zombie VS Adolescenti.

Ottimo.
Romanzo post-apocalittico del sottogenere Zombie.
Di diverso dal solito scenario è che a salvarsi dall'apocalisse zombi sono i soli under 14.
Questo rende il tutto più "fresco".
Il romanzo finto "romanzo-per-ragazzi", è anche un finto Horror perché di paura c'è ne ben poca.
Un poco di splatter ed un poco di apprensione per i protagonisti sono tutto ciò che rimane del genere.
Il risultato però è davvero buono.
Davvero divertente.
Avvincente e veloce da leggere, questa storia è proprio quello che ti aspetti: un romanzo avventuroso in salsa horror che ha per protagonisti dei ragazzini coraggiosi.
Leggendolo il tempo vola, e le pagine scorrono molto più velocemente di quanto vorremmo.
Il finale arriva presto e lascia la voglia di "mangiare un altra fetta".
Io l'ho letto sotto l'ombrellone nell'estate del 2013, e quello è il suo ruolo: evasione e divertimento senza grosse pretese.
Bello.

I ragazzini che compongono la "squadra dei buoni" sono Arran, Maxie e Achilleus non sono personaggi complicati, ne troppo sdolcinati, e quindi è facile affezionarcisi.
Nel complesso nulla da contestare allo scrittore che esegue bene il suo compito, ho scoperto da poco che esistono 4 seguiti di cui 3 inediti in Italia e l'unico tradotto è già fuori catalogo...

Consigliato a tutti coloro che amano gli Horror in stile anni 80/90, dove la parte divertente sovrasta nettamente la parte paurosa.
Consigliato a chi cerca una lettura leggera, dinamica, fresca e senza troppe seghe mentali.
Consigliato come "pausa leggera" tra due letture impegnative.

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Romanzi storici
 
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5.0
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5.0
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    12 Novembre, 2015
Top 100 Opinionisti  -  

Ingiustizia sociale. Riscatto personale. Storia. L

Ingiustizia sociale. Riscatto personale. Storia. Leggenda.
La migliore opera di Valerio Massimo Manfredi.
Il miglior romanzo in assoluto del buon Massimo, non a mio parere questa volta, ma in assoluto.

Ambientato a cavallo della battaglia delle Termopoli, dove 300 valorosi Spartani guidati dal re Leonida tennero testa ad un infinito esercito Persiano.
Il protagonista è Talos, di nobili origini, ma destinato a morire alla nascita perché affetto da una malformazione ad un piede.
Ma morire non è nel suo destino.
Il padre lo abbandona sul monte Taigeto, dandogli così una possibilità e qui viene allevato, amato ed addestrato da Kritolaos, un vecchio pastore ilota, che gli darà amore, speranza, coraggio e forza, nonché uno scopo... Una grande missione.

Ingiustizia sociale e riscatto personale, sono le due linee guida di questo romanzo.
Sempre presenti in tutta la storia, fanno da perno su cui si avvolge tutta la trama,
Tutto ruota intorno a queste due importanti e pesanti caratteristiche ancora oggi così sentite, così attuali ,così ineluttabilmente, visceralmente sentite.
Ingiustizia sociale.
Riscatto personale.

La storia, quella vera piena di dettagli e tradizioni sconcertanti viene ben miscelata alla leggenda, quella plausibile talmente plausibile da risultare magicamente vera.
Magicamente Vera.
Manfredi riesce quindi nel difficilissimo compito di convincerci che tutto sia realmente successo che tutta la sua trama sia reale sia tutta storia vera.
Fantastico. Anzi realisticamente fantastico.

Ingiustizia sociale.
Riscatto personale.
Storia.
Leggenda.

Le emozioni sprigionano dalle parole ed è impossibile non arrabbiarsi, è impossibile non piangere. E' impossibile non "tifare" per il protagonista ed esultare per i suoi progressi.
Un grazie sentito a Valerio Massimo Manfredi, per questo capolavoro che non mi stanco mai di rileggere.

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Consigliato a tutti i professori delle scuole superiori che vogliono avvicinare gli allievi alla lettura ed a una visione della storia più avvincente.
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Fantasy
 
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2.5
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    25 Ottobre, 2015
Top 100 Opinionisti  -  

Fanculo TWILIGHT

Fanculo TWILIGHT!!!
Dracula si rivolta nella tomba.
Anne Rice viene ricoverata in manicomio: non ci crede che qualcuno possa copiare così male i suoi libri!
Leggere questo libro è una vera e propria perdita di tempo.
Un finto Horror per sole adolescenti sdolcinate.
Zucchero filato andato a male.
Vietato ai maschi adulti.
Sconsigliato ai diabetici.
I Fans dei Sex Pistols invece possono leggerle per trovare nuovi spunti alla voglia di distruggere tutto partendo proprio, magari da questi insulsi libri, e fare un favore a tutti!!!
Una prosa che si salva per l'eleganza e poco altro.
Ricorda molto i telefilm americani tipo "DowsonCreek-o-come-cazzo-si-scrive-non-lo-so.".
Consiglio a tutti quelli che hanno letto questa schifezza di buttare il libro nel camino. Il calore sprigionato dalle fiamme darà sicuramente più soddisfazione.

Intervista col vampiro.
Scelti dalle tenebre.
Sono i capolavori da cui questa "pseudoscrittrice" pesca a piene mani, il tutto mescolato a mielose stronzate.
Fanculo TWILIGHT.

Preferisco non fare recensioni negative, preferisco astenermi dallo scriverle perché chi ha amato il libro mi odierà, e la mia opinione non porterà a niente di buono, quindi perché scriverla: sono nervoso!!!!!!!


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no
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No.
Consigliato proprio a nessuno.
Semmai consiglio a tutti di ripescare:
-Intervista col vampiro.
-Scelti dalle tenebre.
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Gialli, Thriller, Horror
 
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5.0
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5.0
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    24 Ottobre, 2015
Top 100 Opinionisti  -  

La prima volta di Barker: sangue sangue sangue

Sanguinario.
Malefico.
Originale.
Fantastico.
Fantasioso.
Terrificante.
Crudo.
Il meglio di Barker è contenuto nelle sue prime opere, quando era ancora L'Horror a farla da padrone.
Sei racconti, originalissimi per l'epoca e che hanno aperto la strada ad una nuova VENA della paura. Una nuova VENA FECONDA DI TERRORE.
Una VENA piena di sangue nero.

Siamo tutti libri di sangue: In qualunque punto ci aprano siamo rossi.

I romanzi di Barker, sono ormai tutti introvabili in Italia, questo ed il suo seguito: "La sfida dell'inferno" sono gli unici due ancora a catalogo.
Questo è ovviamente un delitto inspiegabile. Un delitto che andrebbe punito con tutte quelle TORTURE che solo il nostro amato Barker è riuscito ad immaginare.
Nessun appassionato del genere può quindi esimersi dell'acquistarlo e dal leggerlo: Questo è un ordine non un cosiglio letterario.
Un ordine dall'INFERNO.
L'Inferno Barkeriano.
Nessun vero appassionato del genere Horror, può definirsi tale, se non ha o non ha avuto tra le mani, queste preziose pagine GRONDANTI SANGUE.
Ed il sangue che scorre sarà il vostro, se non vi sbrigate a leggerlo.

In questa mia pessima recensione, ho cercato più che altro di EVOCARE il sapore dei racconti di Barker.
Sono consapevole di non esserci riuscito.
In realtà credo che questo libro sia semplicemente, bellissimo. Sei racconti con i controcoglioni.

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Cabal. (Barker)
Schiavi dell'inferno. (Barker)
Incubi e deliri (di King).
A volte ritornano (di King).
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Romanzi storici
 
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2.5
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3.0
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2.0
Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    24 Ottobre, 2015
Top 100 Opinionisti  -  

Ripetitività...

Quarto capitolo della saga.
Anno del Signore 1367.
L'ennesimo omicidio su cui deve indagare Owen Archer, questa volta l'indiziato principale è un suo amico ed ex commilitone Ned Townlwy, ora al servizio del Duca di Lancaster.
Amori con forti tinte "rosa", si intrecciano quindi a morti ed intrighi di corte dell'alta nobiltà.
I segreti ed appunti gli intrighi storici, prendono spunto da verità storiche accertate o presunte tali, e rispetto ai capitoli precedenti hanno un peso, ed una presenza "globale"molto più marcata rispetto ai 3 libri antecedenti.
Questo rende il romanzo molto più "pesante" rispetto agli altri, ovviamente per i miei gusti.
Lo schema però è il solito, e comincia ad essere davvero ripetitivo.
Probabilmente l'errore è stato mio: leggere i libri uno dietro l'altro ne ha evidenziato la ripetitività, cosa che per chi li ha letti quando sono stati pubblicati (a distanza di mesi o addirittura anni) molto molto meno evidente.
Per questo pur essendo già in possesso del seguito aspetterò qualche mese per iniziarlo. Sperando appunto di non trovarmi di nuovo nel medesimo uguale "sentiero".
Consiglio comunque il libro, e tutta la serie in generale, la scrittrice è brava, colta, e merita una possibilità in più.

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Candace Robb.
La reliquia rubata.
La rosa del farmacista.
Il segreto della cappella.
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Gialli, Thriller, Horror
 
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3.5
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3.0
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5.0
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3.0
Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    11 Settembre, 2015
Top 100 Opinionisti  -  

Quando il seguito supera l'originale....

Quando il seguito supera l'originale.....

Questo terzo capitolo della saga medioevale ambientato nella città di York, nell' anno del Signore 1366, con protagonista, il fascinoso ex-capitano degli arcieri Owen Archer, riesce nello stranissimo compito di superare l'originale primo libro.
Stranissimo perchè difficilmente i seguiti riescono ad essere all'altezza degli originali, ma qui la questione si capovolge: il terzo capitolo è decisamente di livello superiore rispetto ad i due capitoli iniziali.
La storia è densa di mistero, ed al solito mix di storia e giallo, l'autrice aggiunge una pennellata di paranormale... Di mistico...
I nuovi personaggi introdotti, sopratutto la "rediviva" suora, sono particolarmente intriganti e finalmente complessi.
La positività che si respira nel ritrovare i noti personaggi, come in una puntata di un telefilm, viene quindi "Energizzata" da una girandola di avvenimenti e personaggi veramente "Cazzuti".
Complimenti alla scrittrice che ha superato se stessa.

Ovviamente ora mi appresto alla lettura del quarto episodio... Incrociamo le dita!

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Romanzi storici
 
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5.0
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5.0
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5.0
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5.0
Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    20 Agosto, 2015
Top 100 Opinionisti  -  

I venti gelidi del nord scaldano l'anima.

Epico;
Maschio;
Avvincente;
Avventuroso;
Dal Respiro Biblico;
Ambientato nelle steppe mongole del 12 secolo; Questo romanzo storico e' magnifico, la storia vera, di Temujin, negli immensi paesaggi della mongolia. Immerso in una vita dura e fredda scaldata dalla voglia di riscatto per se stesso prima, e per il suo popolo poi.

Il libro si presenta come un racconto di formazione dove si racconta la crescita di colui che diverra' Gengis Khan. Perfetto nello stile e nei contenuti, l'autore riesce nel compito più difficile: riesce a farci innamorare di una figura che per la nostra tradizione storica e' semplicemente crudele.

I paesaggi, la vita, le armi, gli abiti, il clima, l'alimentazione, le tattiche di guerra, gli usi ed i costumi, la vita famigliare, tutto ma proprio tutto viene descritto inserendolo nella pura avventura.
Avventura e storia si fondono quindi, in un romanzo storico molto accurato, ma anche molto molto romanzato (ma questo per me non e' un difetto).

E' Facile immedesimarsi nei personaggi, impugnare una spada ricurva, od un arco a doppia curvatura, cavalcare con loro, combattere con loro e per loro.
E' facile amare le immense steppe, il mare d'erba, l'aria gelida che ti tempra le ossa. I venti gelidi del nord.
E' troppo facile amare il protagonista, immergersi nelle sue 'catastrofi' amare, amare ed ancora amare ciò che lui ama, combattere con lui, entrare nella sua famiglia e nel suo popolo. Il popolo d'argento.

Questo è attualmente il mio romanzo preferito. Dico attualmente perché nell'arco della mia vita il mio romanzo preferito è spesso cambiato... Prima era "Abissi d'acciaio" di Asimov, poi "Il signore degli anelli", in seguito "L'ultimo cavaliere" di King. Prima di questo era "Fight club".
Da diverso tempo però non trovo un romanzo superiore a questo.
Ovviamente la mia è un opinione estremamente personale: i miei gusti, i miei sogni, le mie ambizioni ed i miei desideri coincidono "attualmente" con Il figlio della steppa.

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Consigliato a chi ha letto...

Consigliato a chi vorrebbe una società meritrocratica.
Consigliato a chi vorrebbe poter lottare.
Consigliato a chi sogna di cavalcare.
Consigliato a chi sogna un ritorno alle origini, un ritorno ai beni primari, alle necessità vere.
Consigliato a chi odia il consumismo. La società attuale.
Consigliato a chi lotta ogni giorno.
Consigliato a chi lotta ogni giorno con se stesso.
Consigliato a tutti.
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Gialli, Thriller, Horror
 
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3.8
Stile 
 
3.0
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4.0
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4.0
Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    06 Agosto, 2015
Top 100 Opinionisti  -  

Quando il seguito non delude.

Secondo capitolo delle indagini avventurose di Owen Harcher.
Come nel primo capitolo ovviamente l'ambientazione è sempre la stessa "anno del Signore 1365, nella città di York".
L'attenzione anche in questo caso è tutta concentrata sulle indagini e sul mistero, lasciando sempre l'ambientazione storica medioevale sullo sfondo, dandola semplicemente per scontato.
Il libro scorre veloce, scritto in modo semplice, risulta particolarmente intrigante.
La storia è intricata, ma i nodi vengono sciolti ad uno ad uno senza lasciare dubbi o incertezze, dando all'ultima pagina quel senso di "compiuto" e "completo" che non può mancare in un romanzo.
Anche qui è innegabile non riconoscere la mano femminile dell'autrice, il "rosa" non è eccessivo ma si sente, senza comunque dare fastidio.
Ritrovare gli stessi identici personaggi, proprio tutti, le stesse identiche strade, case e vicoli, e continuare a conoscerli meglio è piacevole, come seguire un buon telefilm.
Questo seguito non mi ha stupito, non mi ha fatto gridare al capolavoro, ma mi è piaciuto.
Quindi, per chiudere, dico semplicemente che ho già iniziato il terzo capitolo.

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La rosa del farmacista
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Gialli, Thriller, Horror
 
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
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4.0
Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    11 Luglio, 2015
Top 100 Opinionisti  -  

Poca Storia a favore della storia...

Romanzo storico atipico.
Qui infatti la storia rimane sullo sfondo, il medioevo è il periodo in cui si svolgono i fatti, ma l'autrice preferisce lasciare più spazio alle vicende ed al "giallo" che alla Storia.
Solitamente nei romanzi storici vengono, spiegati usi e costumi dell'epoca, vengono elencate le varie usanze, le armi usate e la loro fabbricazione, gli abiti, come si costruiva quello e cosa si pensava di questo...
L'autrice qui invece è come se desse tutto per scontato, come se ci ritenesse già consapevoli di tutto.
Questo, da un lato rende il libro più snello e meno "formale" ma dall'altro lo rende meno istruttivo; Nell'insieme è una scelta che funziona ci si sente immersi in quel mondo e non "in una scuola che parla di quel mondo".
Il giallo quindi è il colore predominante l'oggetto principale della letteratura è la descrizione del crimine e dei personaggi coinvolti, nonché dell'indagine del protagonista.
Il personaggio principale, Owen Archer, bello e tenebroso, ex soldato, ex capo degli arcieri, costretto a lasciare la sua occupazione a causa di un incidente che gli ha causato la perdita di un occhio.

-pag. 275
..."Un funerale, un interrogatorio, un invalido costretto a letto, una dichiarazione d'amore e nessuna risposta.
Owen capiva di essere un fallimento in quella nuova vita."...

La storia è scritta da una donna e questo è evidente in ogni pagina, non per un motivo particolare ma per tanti piccoli indizi, diciamo che ogni pagina profuma di "rosa".
Nel complesso è un ottimo libro, ben scritto, ben ambientato e con una storia originale.

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Consigliato a chi ha letto...
- Chimaira di Valerio Massimo Manfredi.
- I fiumi di porpora.

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Fantascienza
 
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4.0
Stile 
 
3.0
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3.0
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5.0
Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    09 Luglio, 2015
Top 100 Opinionisti  -  

Da spiaggia: consumare sotto l'ombrellone!!!

Ho trovato Wild Card L'originale, in un cesto di libri in superofferta, in un centro commerciale,
Il prezzo originale di copertina era di €16,00 l'edizione era Rizzoli HD, il formato molto bello: cartonato con copertina e disegno di copertina in stile "Underworld".
Il prezzo proposto era incredibile: €3,99. Ovviamente mi sono fermato al cesto ed ho pescato 7 libri (tutti di generi ed autori diversi), tra cui appunto "Wild Card L'origine".
Questo è successo tre anni fa...
Ho letto quasi subito tutti gli altri libri, tranne questo, perché quando leggendo in internet, che non era un vero e proprio romanzo, ma una raccolta di racconti scritti da diversi autori, con scenario e sfondo comuni, mi sono un poco raffreddato.
Altra tegola poi quando leggendo in internet che questa serie contava praticamente quasi 20 libri già scritti ma, soltanto i primissimi tradotti in italiano (in quel momento), mi si è 'abbassata' la voglia di leggerlo...
Appena terminato il quarto libro del 'Trono di spade' però, convinto dall'ottimo livello dimostrato da Martin, ho deciso di prenderlo tra le mani e cominciare a leggerlo: L'inizio è molto promettente,ed i racconti che seguono sono tutti appassionanti ma leggeri.
Sicuramente un libro atipico e fuori dagli schemi comuni. Romanzo corale, costituito da più racconti scritti da autori diversi, ma tutti redatti a costruire un romanzo a mosaico di altissimo livello.
Nel complesso il romanzo mi è semplicemente piaciuto, quindi credo che dovrò rassegnarmi a collezionare anche questa serie... Tutta...
Fantascienza e storia, si fondono in un romanzo ucronico, scritto a più mani da più maestri del genere.
Semplicemente divertente, semplicemente da leggere. Semplicemente da consigliare a tutti.

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Fumetti in genere,
Questo libro sembra appunto l'anello di congiunzione tra i fumetti ed i libri.
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Romanzi
 
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    04 Luglio, 2015
Top 100 Opinionisti  -  

Profondamente semplice.

Scrivere una recensione su un libro di Hemingway, non è difficile semplicemente non è possibile.
Come si prova a mettere giù due righe ci si sente subito inadeguati.
Ho cancellato e riscritto la recensione almeno 10 volte ed ogni volta mi sembrava peggio della precedente.
Hemingway è il maestro che ci parla con semplicità facendoci sentire alla sua altezza anche se mai lo saremo.
Il vecchio e il mare, è un romanzo breve, che si presta ad essere letto più volte.
Una prima lettura, può essere fatta in maniera agile e veloce, quasi leggera ed in poche ore si arriva alla fine arricchiti, semplicemente arricchiti.
Oppure si può attuare una lettura profonda soffermandosi ad ogni paragrafo, ad ogni riga, ad ogni parola, e riflettendo riuscire a cogliere tutte le metafore inserite dal "maestro"..
Ad una lettura rapida e superficiale è semplicemente una bella storia, ma con una lettura più approfondita è facile scorgere la metafora stessa della vita.
Ad ogni rilettura, si colgono sfumature diverse, significati diversi e nascosti.
Il vecchio è una figura enigmatica ma trasparente, semplice eppure profonda.
La storia è triste, ma piena di grandioso orgoglio. Finisce male in maniera benevola.
Il ragazzo siamo noi, eternamente combattuti tra quello che sarebbe giusto e quello che è meglio per noi.

"La grandezza non è nella vittoria ma nell'impegno e nel rigore morale con cui si affronta la battaglia"

P.S non rileggo questa recensione altrimenti la cancello un altra volta, perdonatemi quindi eventuali errori ortografici...

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Fantascienza
 
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    03 Luglio, 2015
Top 100 Opinionisti  -  

Inaspettatamente divertente!

Romanzo corale, costituito da più racconti scritti da autori diversi, ma tutti redatti a costruire un romanzo a mosaico di altissimo livello.
Secondo libro della saga, di grande qualità, come il primo, riesce nell'improbabile compito di superare "l'originale l'origine" grazie ad una scrittura più "amalgamata".
Decisamente fantastico, fantascientifico e fantasioso, questo romanzo Ucronico è fuori da ogni schema.
La pazza storia da cui si diramano le trame è assurda, pazzesca appunto.
Assi (supereroi) e Joker (mostri deformi), si alleano per combattere un invasione aliena.

Ideale per chi vuole una lettura divertente e senza impegno, ma di grandissimo livello.

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Consigliato a chi ama la fantascienza più sfrenata.
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60
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Gialli, Thriller, Horror
 
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    21 Giugno, 2015
Top 100 Opinionisti  -  

Fuori catalogo. Introvabile.

"Così assorto era Frank nell'enigma della scatola di Lemarchand, che non sentì la grande campana mettersi a suonare."...

Comincia così il miglior ramanzo breve di genere Horror che io abbia mai letto.
Doloroso, sadico, e sanguinario.
Originale, poetico e magico.
Barker realizza il racconto perfetto, con uno stile unico, in cui le parole esplodono in immagini.
Il rosso del sangue ed il candore delle ossa, colorano perennemente questa storia nera.
La noia non esiste, non una sola parola è di troppo.

Barker ci rapisce e ci inchioda, i nostri occhi sono costretti a rimanere spalancati davanti alle pagine e le parole ci scorrono fluide e malate nelle vene.
La storia dolorosamente magnifica, ci viene scaraventata nel corpo con un unica dose dolcissima e potentissima, lasciandoci sfatti e soddisfatti al suolo senza fiato e senza speranze.

P.S. Anche questo libro di Barker è introvabile, perchè fuori catalogo da oltre un decennio. In questo caso è un vero e proprio delitto. In internet per accaparrarsi quest'opera usata si deve spendere oltre €50,00.

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A tutti quelli che riescono a trovarlo...
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80
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Gialli, Thriller, Horror
 
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    15 Giugno, 2015
Top 100 Opinionisti  -  

Introvabile. Fuori catalogo.

Clive Barker è, secondo me, il miglior scrittore di romanzi brevi o racconti lunghi del genere horror.
"Cabal" e "Schiavi dell'inferno" sono sicuramente i suoi 2 più grandi e visionari capolavori.
Sul romanzo lungo però ha sempre avuto dei problemi.
Tutti i suoi romanzi più "corposi", partono benissimo ma hanno delle sequenze, dei paragrafi troppo lenti, troppo pesanti. Anche il suo miglior libro "Apocalyps" che consiglio a tutti di leggere, ha intorno alla cento/duocentesima pagina un rallentamento che fa venir voglia di abbondonare il libro.
Il canyon delle ombre parte veramente molto bene, il prologo di 57 pagine è un racconto fantastico, tra i sotteranei di un monastero maledetto, alla scoperta di un opera d'arte infernale, la cui descrizione visionaria è sufficiente per giustificare l'acquisto del libro.
Barker è maestro nella descrizione di altri demoniaci mondi, e quando si sofferma sulle minuziose descrizione, fa venire voglia di entrarci.

Il protagonista entra in scena solo alla sessantunesima pagina, Todd Pickett attore Hollywoodiano di film d'azione. Il personaggio è reso reale ai limite del carnale.
La sua bellezza ed il suo fisico da star sono colorati sapientemente da una carrellata di difetti caratteriali ed emotivi, che lo rendono vero. Tanto vero da andare su Google a scrivere il suo nome per assicurarsi che non esista veramente.

La storia è di quelle che si sentono spesso ai TG, un volto noto, rovinato da un intevernto di chirurgia estetica andato male.
Il protagonista viene così incanalato verso "Coldheart Canyon", una casa zeppa di spettri a cavallo tra due dimensioni.
Spettri fantastici ricchi di fascino e creature mostruose, metaumane, metafisiche entrano in scena in un delirio horror erotico ai limiti del malato.
Il romanzo, forse horror, in troppe pagine è erotico ai limiti del pornografico (e sono queste il punto debole del libro), ma Barker è maestro nel fondere i generi, e la storia tiene.
Intriga.
Ammalia.
Emoziona.
Questo libro è come una malattia che ti porta al delirio, in preda alla febbre la mente non si ferma e nonostante il malessere continua a lavorare e creare pensieri mobili indecifrabili irrefrenabili.
Pagina 285 Todd Picket entra nella "stanza della caccia" nel "paese del Diavolo", e di nuovo Barker ci delizia con la descrizione del suo magnifico horrorifico mondo.
Grazie Clive.
La seconda metà del libro è addirittura superiore alla prima, Tammy che nella prima parte era solo uno dei personaggi, esce dall'ombra e diventa l'inaspettata eroina la protagonista.
Personaggio positivo e improbabile, la donna in sovrappeso che gestisce il fans-club di Todd, rende onore a tutti i non famosi, a tutti i non belli, ed il libro ne ha solo da guadagnarci.
Finalmente le trame si illuminano ed i nodi si sciolgono, e mentre il buio incombe Barker sorride.
Grazie Clive.

In conclusione, penso che questo libro sia un capolavoro e che il fatto che sia fuori catalogo ed assolutamente introvabile sia un vero e proprio delitto.

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Romanzi
 
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    14 Mag, 2015
Top 100 Opinionisti  -  

Il Texano, non ha più, gli occhi di ghiaccio.

Compitino senza infamia e senza lode.

Compitino senza infamia e senza lode per il buon Lansdale, leggibile e poco più.
Raccontino troppo infantile e con pochi spunti interessanti.

Dopo aver letto "Freddo a luglio", ero rimasto piacevolmente colpito da questo scrittore, quindi la lettura di questa opera era partita con ben altre aspettative...

L'ambientazione è fantastica: il Texas orientale degli anni trenta, immerso in tremende tempeste di sabbia, stormi di cavallette e caldo assassino.
Ma gli spunti positivi sono davvero pochi altri.
I personaggi principali sono tre orfanelli Jack, Jane e Tony.
La voce narrante è quella di Jack, ragazzino preadolescente poco istruito che ragiona ancora troppo da bambino, e questa secondo me è una scelta davvero sbagliata, questo dona al libro il sapore di un romanzo per ragazzi, ma che non è adatto ai ragazzi...
L'avventura, se così si può chiamare, si snoda tra personaggi sempre troppo stigmatizzati e sempre poco credibili, i cattivi sono davvero cattivissimi ed i buoni sono davvero troppo buoni.

Colpo di coda nelle ultime pagine, con un finale divertente, ed un personaggio "Strangler" finalmente interessante, un lottatore che lavora in un luna park, un bugiardo, ladro, ma buono.

Ripeto: mi aspettavo di più.
Consigliato a chi sotto l'ombrellone non sa più cosa leggere, e ha bisogno di una lettura poco impegnativa.

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Consigliato a chi sotto l'ombrellone non sa più cosa leggere, e ha bisogno di una lettura poco impegnativa.
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Gialli, Thriller, Horror
 
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    13 Mag, 2015
Top 100 Opinionisti  -  

Parole che tagliano

Originale, maschio, cattivo, dinamico, cazzuto, caldo, ma sopratutto Texano.
Non avevo ancora letto nulla di Lansdale, ma questo è davvero un libro da brividi.
Scritto con originalità, da un autore che sembra avere il coltello tra i denti, la storia scappa tra le righe veloce e vorace.
I personaggi sono semplicemente forti, forti davvero e le vicende raccontate veloci e intriganti ai limiti della morbosità e della credibilità!
Tutto funziona e tutto ci intriga.
Poche ore ed è già finito, lascia sfiancati per la crudezza.
Lascia perplessi non aver ancora letto un libro così bello che è stato scritto quasi 30 anni addietro.
Regala entusiasmo ed energia: Dopo averlo letto mi è venuta voglia di prendere a calci nel culo un bel po' di gente...

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Tex
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Arte e Spettacolo
 
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    30 Aprile, 2015
Top 100 Opinionisti  -  

Abbiamo davvero ballato troppo con Mr Brownstone

Partiamo dalla copertina, in un bianco e nero "denso" un maturo Duff Mckagan ci guarda con una profondità carica di significati, e sembra che ci osservi davvero. Sembra ci guardi dentro.

La biografia è scritta in prima persona da un personaggio decisamente
intelligente e complesso, ma che non è uno scrittore, e questo nel bene e nel male si percepisce.

Il pregio principale è l'autoironia, Duff riesce con semplici battute rapide a strappare vari sorrisi.

Il difetto più palpabile, è che a volte Duff, perdendosi tra un ricordo e l'altro, esegue salti nel tempo non sempre facilissimi da seguire. In questi frangenti ci si sente come quando, incontrando un vecchio
amico in un uscita a 4 con 2 ragazze, ci si mette a ricordare dei beivecchi tempi, delle disavventure e dei macelli combinati, chi le ha vissute non fatica a ricordarle, ma chi si trova ad ascoltare (le due povere tipe) non ci capiscono un cazzo.

Duff è la prima persona che "sento" parlare male di Duff...
Quando si legge o si parla della distruzione dei Guns n'Roses, c'è chi incolpa Axl, chi Slash e chi i menager, ma nessuno ha mai parlato male o dato la colpa a Duff... Tranne appunto Duff...

Il libro è scritto in maniera molto personale, inizia dal presente tranquillo, immerso nei pensieri di una famiglia ricca "normale" con due figlie, e poi parte saltando dall'adolescenza alla fama internazionale
coi Guns e poi di nuovo indietro alle origine, l'infanzia e poi di nuovo avanti nel tempo ai periodi degli eccessi estremi tra alcool e droghe... avanti e indietro in un continuo temporale che sembra voler mettere dei paletti nei punti più importanti della sua vita.
Ad un certo punto però il romanzo si stabilizza, ed il racconto diventauna cronaca dei fatti, finalmente in ordine cronologico, facile da seguire, la storia ragionata della sua vita irrazionale... Fino ad un
certo punto.

Il bello è che il "non scrittore" riesce nell'arduo compito di dare un colore ed un sapore alle parole scritte: negli anni degli eccessi dove tutto per il nostro protagonista è confuso, la scrittura è
sconclusionata, nebulosa, irrazionale ed istintiva; Nei periodi in cui invece il signor McKagan, si ripulisce da alcool e droghe, anche la scrittura diventa più razionale, più precisa, i periodi
sono più lunghi e complessi, tutto è più dettagliato e "professionale".

Nel complesso è una biografia che riesce ad essere prima di tutto vera e sincera. Nel bene e nel male.
Un gran bel libro che deve essere letto da chi ama i Guns, ma anche da quelli che hanno amato o vissuto le rock band degli anni ottanta e novanta.
La storia è apprezzabile per tutti, quella fin troppo sincera di una persona che ha attraversato momenti di estrema devastazione, ed altri di rinascita personale e di valori. Il tutto colorato dal rock quello vero.

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Axl. La sconvolgente biografia del leader… di Ken Paisli

Slash... di Anthoni Bozza

Guns N'Roses "The Truth"
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Gialli, Thriller, Horror
 
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    13 Aprile, 2015
Top 100 Opinionisti  -  

Ucronìa andata e ritorno.

L'inizio è zoppicante, come se King avesse in mente la sua storia ma non sapesse come farci arrivare lì i suoi personaggi...
Quindi prende la sua idea ed un poco tirandola per i capelli ed un poco prendendola a calci nel culo, fa arrivare la storia dove voleva.
Il risultato sono, appunto, una settantina di pagine piene di cadute di stile ed inconpresibili sciocchezze.
Una specie di ragionamento su un gioco impossibile in cui siamo caduti tutti: "se potessi tornare indietro...".

La svolta però arriva, intorno alla centesima pagina, l'autore incrocia questa storia con una delle sue opere principe "IT" facendo sbattere il protagonista contro gli omicidi commessi dal "Clown", ricordandomi come è stato uccoso il povero George Denbrough, ributtandoci in quella realtà assurda dove gli adulti sembravano far finta di non vedere, di non sapere... Il pelo si rizza ed il re ell'horror sembra tornare.

Quando si arriva intorno alla duecentesima pagina la giostra dello zio Stephen è già a pieno regime, e quando gira così ad alti livelli, il numero delle pagine non conta più, la quantità di parole diventa solo un pregio, ed è impossibile staccarsi dalla sua presa.
King è tornato e ci ha presi un'altra volta per il collo.
Il romanzo diventa godibilissimo e noi ci immergiamo nella sua storia fondendoci in essa.
Ottimo.
King è tornato grande e più ci si addentra nella storia più la giostra si trasforma in una centrifuga, una centrifuga che con forza ci incolla il cervello alla sua rete.
In questa storia c'è tutto per intrappolarci nelle sue trame: storia, ansia, imprevedibilità, suspance ed anche amore.
Senza fare spoiler, dico che il finale è agrodolce, quando sei all'ultima riga una lacrima, una sola, si fa strada e non è possibile trattenerla.
Avrei preferito un finale diverso, positivo al 100%, ma non si può certo dire che questo sia brutto o sbagliato. Per una volta King non ha avuto cadute di stile nelle ultime pagine...

"Due punti a favore della Terra di Allora: meno scartoffie da riempire, molta più fiducia nel prossimo."

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King.
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Romanzi
 
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    06 Marzo, 2015
Top 100 Opinionisti  -  

L'ansia di dover vivere.

Chi non ha mai sognato di mettersi uno zaino in spalla, mandare tutti e tutto affankulo e partire in autostop...
Io l'ho desiderato troppe volte, ma sempre i miei viaggi cominciavano alla sera e finivano alla mattina, devastato da alcolici ed altro, alla ricerca di qualcosa che non c'era.
Sal Paradise e Dean Moriarty nella mia vita sono esistiti davvero, avevano altre facce ed altri nomi, noi alla mattina però dovevamo alzarci dopo poco più di un ora di sonno, e con le nostre numerose scimmie sulle spalle dovevamo tornare a fare gli schiavi della società, gli schiavi di quel "dovere" che la famiglia e la società ci ha impresso indelebilmente e di cui possiamo solo sognare di liberarci.
Jack Kerouac, scrive questo viaggio autobiografico nel nulla e nel tutto, ma sopra ogni cosa "nell'ansia di vivere" sotto lo pseudonimo di Sal Paradise, mentre cerca di inseguire questa angosciosa ricerca dell'essere vivo e di vivere davvero, uscendo da una malattia bastarda che è la depressione, insegue Dean Moriarty.
Dean è la vita, la vita quando hai vent'anni quando sei tutto frenesia ed energia, quando tutto è possibile e niente è indispensabile, Dean è l'amico tosto quello giusto che tutti inseguono ed imitano, quello che non riesce mai a stare fermo, Dean Moriarty siamo noi quando riusciamo ad essere quello che vorremmo essere, quando per brevissimi attimi di vissuto vero riusciamo a liberarci delle catene e dei dogmi che ci hanno messo.

Simbolo stesso della Beat generation, la maggior parte del significato di questo libro non è nelle parole scritte, non è nei periodi o nelle pagine, il novanta per cento del significato di questo libro lo si scova non scritto ma tra una riga e l'altra.
Quello che ci si trova dipende da se stessi dal proprio animo e dal proprio umore. Io ho letto questo libro tre volte, in diverse fasi della mia vita ed ogni volta l'ho trovato diverso, ogni volta ho avuto l'ardire di giudicarlo ed ogni volta il mio giudizio ha ribaltato il precedente.
La prima a 19 anni e l'ho trovato irritante, la seconda a 26 anni e l'ho trovato illuminante, la terza a 34 anni e l'ho finalmente capito nel suo significato e nella sua interezza.

Penso che la recensione unica, vera e possibile per questo libro sia: VIVETELO non leggetelo ma vivetelo.

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a chi cerca insistentemente di vivere...
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Arte e Spettacolo
 
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    03 Marzo, 2015
Top 100 Opinionisti  -  

Welcome to the Jungle

Essenziale, appassionante, pazza, esaustiva, indispensabile, divertente, istruttiva, eccezionale biografia della più pericolosa, trasgressiva, trascendentale, talentuosa, cattiva, viziosa, esplosiva, appassionante mirabolante Rock Band di tutti i tempi...
Nonché ovviamente la mia preferita: i Guns n' Roses.
Scritta in maniera essenziale e con piglio giornalistico ma senza lesinare appassionati tergiversioni personali e poche battute divertenti e riuscite nonché vicissitudini personali collegate alla storia.
Lo stravagante autore Ken Paisli vero fan di Axl e soci, riesce nel difficilissimo compito di mettere insieme tutti i pezzi di una bomba atomica che è esplosa lasciando rovine e disastri nonché parti ormai scompaiate per sempre.
La storia è di quelle leggendarie, gli inizi personali dei membri della band più pericolosa di sempre, la loro crescita musicale e personale, fino all'arrivo del successo planetario, quando una volta in cima al mondo i "Guns" si sono autodistrutti lasciando pezzi folgoranti tutto intorno a loro.
Come una luce che brucia in maniera troppo intensa, così Axl e soci si sono bruciati in troppi pochi album, esplodendo disastrosamente proprio quando erano in cima al mondo.
Fautori di capolavori cattivi ed immortali come "Paradise city", "Welcome to the Jungle", "You could be mine", "It's So Easy", "Nightrain" di canzoni trasgressive e criticatissime come"Mr Brownstone", "Rocket Qeen", "One in a milion"ma anche di romantiche e raffinati esempi di immortalità divina "Sweet Child O' Mine", "November rain", Madagascar".
I Guns n' Roses hanno esploso tutte le loro cartucce devastanti nell'unico sfolgorante modo possibile a causa della loro indole DEVASTANTE. Non c'era alternativa questa non era davvero una band che poteva durare a lungo,
Hanno dato il loro lato più vero sempre in tutti i loro errori, in tutti i loro eccessi, in tutti i loro vizi, in tutti i loro DISASTRI, così come nella loro disgregazione.

Il libro merita di essere letto da chiunque sappia leggere, chiunque sia in grado di distinguere una lettera dall'altra non può esimersi dallo straordinari regalo che lo zio Ken Paisli ci ha fatto.
La migliore biografia non ufficiale che era possibile scrivere sulla migliore BAND di tutti i tempi.
PS i veri Guns sono finiti da tempo, ma la carriera musicale di Axl Rose, l'ultima vera Rock Star continua con tutte le sue FOBIE con la nuova formazione. Il suo carattere e la sua "realtà malata è parallela" sono ben descritte nel libro successivo di Paisli: " Axl la sconvolgente biografia".

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Obbligatorio leggerlo non consigliato!
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Gialli, Thriller, Horror
 
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3.8
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5.0
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    01 Marzo, 2015
Top 100 Opinionisti  -  

Posso entrare?

Un idea geniale, ma semplice, di quelle che ci fa gridare: avrei voluto pensarla io... avrei potuto scriverlo io.
Una cittadina di periferia viene isolata dal resto del mondo da una "Cupola" trasparente ed invalicabile.
Una serie di vicissitudini curiosissime sono causate dalla "caduta" prima e dalla presenza poi della cupola stessa: tutto molto curioso e stuzzicante.
Questo isolamento favorisce l'emergere di caratteri forti nel bene e nel male tutto si esalta ed evidenzia.
I personaggio finisono per schierarsi in due fazioni: i buoni da una parte ed i cattivi dall'altra.

La forza di questo romanzo è quello di riuscire ad inserire personaggi molto veri, palpabili, reali, in un universo quasi possibile sconvolto da un evento impossibile... Impossibile?
Barby è l'eroe ma non quello classico... La sua storia è resa interessante dal mistero continuo che lo circonda, e da quel tocco di "nero" che lo rende vero: Barby c'è.
Big Jim Reannie, venditore di auto usate (come me), è la rappresentazione stessa della cattiveria moderna, cioè non una cattiveria fine a se stessa (non è la ReginaCattiva), ma motivata dall'opportunismo e dal desiderio di potere.
Una cattiveria quindi più reale una cattiveria a cui siamo abituati e proprio per questo una cattiveria umana...Big Jim c'è.

Lontano anni luce dalla grandezza di "L'ombra dello scorpione" acui alcuni hanno avuto l'ardire di paragonarlo, riesce a restare comunque su alti livelli. Scritto in un crescendo di azione e dinamicità, le situazione e le vicissitudini raccontate sono molteplici come i personaggi coinvolti, il tutto condito dalla solita prolissità del "Re" King
La cosa più bella della storia è che ci fa desiderare di esserci dentro la cupola, nonostante tutto quello che sotto vi succede, la realtà è che noi dentro ci vorremmo entrare.
Il finale, come troppo spesso succede nei libri dello zio Stephen, è la parte peggiore, questa volta però è anche poco originale e poco credibile. Peccato.

Ho scritto questa recensione dopo più di 4 anni dalla lettura, quindi mi scuso se non è una recensione di "livello adeguato".

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A tutti coloro che hanno in King il loro "autore rifugio".
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Gialli, Thriller, Horror
 
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    26 Febbraio, 2015
Top 100 Opinionisti  -  

"Bravo" Giorgio

L'inizio è agghiacciante.
Una frase di 9 parole che è un vero e proprio pugno nello stomaco. ..."Na sbadilada an costa"... diciamo a Bergamo. Ma che serve, nell'economia generale del libro, proprio per rassicurare il lettore: il peggio è già successo, non c'è bisogno di stare sulle spine per tutto il libro per sapere se succederà o meno, pregando che non succeda... E' già successo.
E' orribile, è un incubo, ma è già successo. Tranquillizzante...
"Io mi chiamo Bravo e non ho il cazzo"

Faletti è bravo a comporre questo intricato mosaico fatto di "coincidenze" un po' troppo tirate, ma che nel complesso funziona benissimo e nel finale lascia sbalorditi.
Bravo Faletti, questo non è "Io uccido" semmai ha qualcosa in comune con "Niente di vero tranne gli occhi", e nel complesso è un libro che TRAVOLGE il lettore e lo INCOLLA ALLE SUE PAGINE.
Ambientato nella Milano del 1978, quella che il buon Giorgio ha conosciuto bene, il romanzo si snoda tra prostitute di classe, bische clandestine, locali notturni, cabaret ed i classici "amici non amici" da aperitivo.
Gli anni sono quelli delle Brigate Rosse e del rapimento di Moro sullo sfondo una politica corrotta e ...La settima enigmistica...

Si fa fatica ad immedesimarsi in Bravo, protagonista e voce narrante, a causa della sua mutilazione subita per uno "sgarro" ma il libro è troppo bello per non essere amato ed assaporato. La prosa è ottima, la dimensione è quella giusta, ne troppo breve ne troppo prolisso.
I personaggi sono ben delineati anche se ad ognuno è lasciata sempre una sfumatura di mistero che non guasta.
Alla fine tutto viene spiegato e nulla è lasciato incompiuto come invece l'autore aveva fatto in "Tre atti e due tempi", lasciando il lettore con troppe domande, qui no le risposte arrivano tutte.
Il mio Faletti preferito è in assoluto quello di "Fuori da un evidente destino", ma qui il livello è davvero altissimo.
Bravo Giorgio.

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Ai lettori di sesso maschile.
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Romanzi storici
 
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    19 Febbraio, 2015
Top 100 Opinionisti  -  

SALTAVERUNT PLACUERUNT MORTUS SUNT OMNES.

Un quadro ricco e Denso. Articolato in una moltitudine di stanze, ma dipinto con dovizia di particolari in ogni sfumatura.

Un tomo gigantesco, oltre 1200 pagine, fitto fitto di parole, riempito con caratteri piccolissimi. Io credo che, se pubblicato con caratteri normalmente usati in altri libri, arriverebbe tranquillamente a superare le 2000 pagine.
Se fosse scritto oggi da un autore commerciale, sicuramente verrebbe diviso in 3 capitoli di 700 pagine (caratteri più grossi), e venduto quindi in 3 libri separati (tipo "Il trono di spade".).
Sicuramente una lettura estremamente impegnativa e non per tutti, sia a livello di tempo (io che mi ritengo un lettore "medio" ci ho messo 2 mesi a leggerlo, l'ho iniziato nel 2014 e finito nel 2015) che a livello di contenuto, non sempre è leggerissimo.
In questo libro ci sono tutti i pregi e tutti i difetti tipici dello "zio" Jennings:
1) Dovizia di particolari, dettagliati, dimostrati, reali.
2) Veridicità storica, geografica. Nulla viene lasciato al caso o all'immaginazione, tutto è reale, ogni passo è vero.
3) Personaggi realistici e palpabili a volte troppo reali, troppo veri.
4) Crudeltà e gelo in varie pagine.
5) Calore, erotismo, e libertà sessuale in molte parti.
6) Prolissità.
7) Avventura.
8) Vita.
9) STORIA!

I personaggi sono una moltitudine, ognuno ha i suoi difetti grossi o piccoli che siano, per Jennings l'eroe classico non esiste.
Ogni personaggio, importante o meno, principale o marginale, viene inserito nel quadro d'insieme come una sapiente pennellata, ed ogni pennellata è studiata e curata in ogni piccolo dettaglio in ogni sfumatura.
Questo libro è sicuramente un capolavoro, un'opera d'arte che ha nel suo unico difetto l'eccessiva quantità di parole che ne rendono la lettura non adatta a tutti.
A me è piaciuto molto, è bello affezionarsi ai sui personaggi, è bello assaporare le loro portate, vivere le loro vite, cadere e rialzarsi con loro.
A volte nell'arco del libro Jennings sembra fin troppo crudele: troppe morti anche tra i personaggi "buoni", troppo cattiverie, troppe disgrazie a chi non le meriterebbe, troppe cattiverie gratuite da parte di troppi personaggi... Ma questa è la realtà, questa è la vita... Jennings è solo reale... Prendere o lasciare lui non scrive favole.
Per concludere direi che questo libro è un capolavoro da leggere impossibile da rileggere. Scusate ma meglio di così non lo saprei descrivere.

Tiratina d'orecchie invece a Qlibri ed ai suoi iscritti storici: Mi sembra impossibile che un libro di questa valenza scritto 30 anni addietro ed edito in Italia da oltre 20 non avesse ancora una scheda-

Insegnamento per la mia vita: Dobbiamo semplicemente - semplicemente affrontare i problemi mano a mano che si presentano.

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  • no
Consigliato a chi ha letto...
Consigliato a chi non si lascia intimorire dai libroni giganteschi... Sconsigliato ovviamente agli altri...
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70
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Romanzi storici
 
Voto medio 
 
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Stile 
 
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3.0
Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    15 Febbraio, 2015
Top 100 Opinionisti  -  

Buono lo spunto... Ma...

Leggibile, senza infamia e senza lode.
Parte fortissimo, lasciando presagire grandi cose... Ma...
Ma si arena presto in un normale, normale, normale romanzo storico scritto benino.

Le prime cinque pagine sono il meglio che il libro riesce a dare!

Dopo averle lette si ha come l'ansia di poter finalmente assistere a combattimenti mozzafiato del campionissimo Vero... Ma... Si aspetta per tutto il libro....
Peccato. Peccato davvero speravo meglio.

E' la storia di Vero il gladiatore, di come è diventato schiavo e poi, appunto, gladiatore di Roma.
Tratto da un episodio reale e storicamente provato, narrato originariamente da Marziale, dove ai giochi inaugurali dell'anfiteatro Flavio, due gladiatori, Vero e Prisco, combatterono talmente valorosamente da...(Il finale lo lascio leggere a chi vuole leggere il libro).

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Più che a chi ha letto, lo consiglio a chi ha guardato la serie T.v. Spartacus.
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100
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Gialli, Thriller, Horror
 
Voto medio 
 
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Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
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4.0
Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    12 Febbraio, 2015
Top 100 Opinionisti  -  

Tre pugni nello stomaco non fanno poi così male. D

Si legge in un soffio (purtroppo) e lascia senza fiato (ancora).
Scritto davvero bene, con personaggi azzeccati e luoghi quasi palpabili.
Il romanzo funziona, ma ha nell'eccessiva concisione, stringatezza,
sinteticità l'unico reale difetto.
Meritava di essere meglio sviluppato, ed i motivi per farlo erano
innumerevoli.
Ii personaggio principale "Silver" è un vedovo, ex pugile ed ex galeotto,
che riesce ad essere magnetico ed a conquistare il lettore (almeno il
sottoscritto è stato conquistato).

(''Un tipo su una Bmw dietro di me suona il clacson e urla dai finestrini aperti qualcosa a proposito di un vecchio rincoglionito.
Penso di essere io, perché non mi sono accorto che la fila si è mossa e sono rimasto piantato con la mia monovolume in mezzo alla strada.
Un tempo sarei sceso e quel tipo, finché non gli avessero rimesso i denti, avrebbe mangiato solo crème caramel e puré di patate.
Ora non è più quel tempo.
Nè io sono più quella persona........'')

Una vita quella di Silver che è una metafora, della vita di tutti noi
"non fortunati", che abbiamo brevi attimi di gloria e fragorosi e lunghi
periodi di tribulazioni e guai.
Il solo fatto di essere un uomo duro, che da ragazzo doveva farsi
rispettare per non essere schiacciato dai più "fortunati" me l'ha fatto
sentire vicino.
Il suo riscatto, raggiunto tirando pugni su un ring, l'ha reso per me un
fratello.
La sua repentina ricaduta nel fango, prima ancora di raggiungere lo
sperato successo lo rende vero, amaro e triste come la vita.

Consiglio a tutti di leggerlo, perché merita.
Merita di essere letto.
Merita.

Ripeto però che il limitato numero di pagine e di parole lo rende "monco".
Leggerlo è un po' come andare al cinema, pagare 9 euro di ingresso e
vedere un gran bel film, realizzato benissimo, ma che dura solo 40
minuti... Troppo poco.
Io credo che si poteva sviluppare meglio, si poteva descrivere meglio la
crescita umana e sportiva del figlio di Silver "Il Grinta", si poteva narrare
qualche incontro di Box in più... Si poteva mettere un po' più di sangue
e sudore su quel ring
Si poteva indulgiare di più sui campi da gioco della serie B, sulle
fatiche e sugli entusiasmi dei giocatori.
Sarebbe stato più bello sapere più cose della vita di Silver, prima e dopo il carcere, di più sul rapporto che aveva con la defunta moglie, di più ...
Ma io non sono uno scrittore, e forse, così facendo,
...forse...
Forse... Il libro sarebbe stato solo appesantito... Forse...

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Texas. Freddo a luglio.
Fight Club.
L'ultimo cavaliere.
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Romanzi
 
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1.0
Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    13 Dicembre, 2014
Top 100 Opinionisti  -  

Un pezzo di carne sanguinolente... IL MIO.


Questo libro è una prostituta bruttissima e piena di malattie ma che ti sa dar piacere più di ogni altra.
Leggerlo quando avevo 25 anni è stato come essere preso, scuoiato e messo a nudo fino alle interiora.
Il mio io è stato sviscerato e messo in mostra in tutta la sua lucida mostruosità rossa.
La rabbia, la sensazione di totale impotenza di fronte ad una società che non ci rappresenta, ad una politica così inesistente, frustrati da una realtà così poco reale fatta di mobili IKEA di Idoli perfettamente impossibili, di ore spese in lavori che odiamo per comprarci puttanate che non ci servono... ....
La vita è un luogo pieno di orrori interiori e di amori rimossi e dimenticati.
La prosa è un coltello arrugginito con il filo finito e scheggiato orribilmente che ci apre la pelle lentamente partendo dall'inteno della gamba all'eltezza delle caviglie e piano piano taglia e lacera la nostra realtà fino allo strappo finale in cui tutta la nostra superficie viene rivoltata orribilmente nel finale inaspettato... Anche se sospettato in ogni pagina...
Trovo che sia difficile giudicare lucidamente questo libro, per cui ho aspettato questa sera in cui sono gravemente ubriaco per scrivere queste righe... Si capisce vero???

Io l'ho trovato semplicemente ILLUMINANTE. SPIAZZANTE. RIVOLUZIONANTE. ALLUCINANTE. GRANDIOSO. REALE. SI REALE. DURO? NO DOLCE MOLTO DOLCE.

Chuck Palahniuk è un amico che non ho mai conosciuto ma che troppe volte mi ha capito davvero troppo.
Troppe volte a scoperchiato le mie falsità ed i miei bluff.
Ho letto tutti i suoi libri ma questo è senza dubbio il suo vero capolavoro.
Non scrivo niente della trama o dei personaggi e parlo solo tramite metafore perchè non ho le capacità mentali per scrivere in parole la LUCE che questo libro porta.
Credo che per il bene di questa società nessun altro dovrebbe leggerlo... e quindi... Consiglio a tutti la sua lettura...

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
La Bibbia.
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140
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Gialli, Thriller, Horror
 
Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
5.0
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3.0
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5.0
Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    20 Novembre, 2014
Top 100 Opinionisti  -  

10 per l'idea, ma...

10 per l'idea, ma...
L'idea del reduce del vietnam, che torna orribilmente sfigurato, e carico d'odio verso tutto il sistema e' particolarmente azzeccata.
La lettura scorre veloce ed in pochissimo tempo si viene carpiti dalla trama affascinante e curiosa.
I due personaggi principali sono originali e ben delineati. la detective Vivien Light cazzuta e decisa ma estremamente affascinante e complessa. Il giornalista Russel Wade , maledetto, autodistruttivo, complesso, oscuro.... In cerca di se stesso, di uno scopo ma sopratutto della redenzione.
Il libro nel complesso scorre fin troppo veloce, ed e' proprio questo il suo limite, se da un lato non ci sono momenti di noia o pause, dall'altro si ha l'impressione di troppa "frettolosità".
Quindi il buon Faletti ha avuto una grande idea ma poca voglia di svilupparla.
Senza fare alcuno spoiler dico: il finale sopratutto lascia perplessi!
Il cerchio si chiude in troppe poche pagine, e l'autore ci lascia con troppo domande e troppo interrogativi.
Troppe curiosità non vengono colmate, e particolari che andavano esplorati meglio sono solo accennati.


lettura consigliata a tutti i fan di Faletti, a tutti i "malati" dei telefilm americani, ed anche a quelli a cui piacciono i gialli o i thriller alternativi.

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Relic
Io uccido
I fiumi di porpora.
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Romanzi storici
 
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Stile 
 
5.0
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4.0
Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    11 Novembre, 2014
Top 100 Opinionisti  -  

IL romanzo storico IL

Il romanzo storico
Non "un romanzo storico" ma "IL romanzo storico" per eccelleza.
Questa è una pietra miliare imprescindibile, non può mancare in nessuna libreria ne in nessuna biblioteca.
Chiunque un giorno dovesse decidere di scrivere un romanzo storico dovrebbe per forza leggerlo e prenderlo come esempio, insegnamento.
In questo capolavoro sono racchiusi tutti i dogmi ed i segreti del genere.
L'autore infatti, mentre ci intriga raccontandoci l'avventurosa vita del protagonista, ci istruisce dandoci tutte le nozioni sulla civiltà azteca, cultura, storia, vita quotidiana, politica, arte, guerra, tutto! Niente viene tralasciato, e tutto va a costruire un mosaico perfetto, mai noioso anzi, sempre molto intrigante ma sopratutto stimolante.
Così mentre noi crediamo di evadere con una lettura avventurosa, a nostra insaputa veniamo tolti dalla nostra ignoranza, ed elevati: una serie altissima di dati vengono aggiunti al nostro cervello bisognoso.
Il romanzo è ambientato all'apice dello splendore della civiltà mesoamericana del titolo, a cavallo proprio della conquista spagnola ad opera di Hernan Cortez (Hernán Cortés).
Il protagonista (Tlilectic Mixli) non vero ma Verosimile si muove tra personaggi realmente esistiti ed un ambientazione storica superiore a quella tracciata da un libro di storia.
La magnificenza della cultura Azteca, ci viene snocciolata dall'autore alternandola alla crudezza di alcune descrizioni cruente (come per i sacrifici umani sulle piramidi), ed alla focosità di alcune scene d'amore o di sesso.
Consigliato a tutti, anche alle scuole superiori.

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Il viaggiatore
l'autunno dell'Azteco
Apocalyps
La vendetta dell'Azteco
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110
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Romanzi storici
 
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    09 Novembre, 2014
Top 100 Opinionisti  -  

Energico.

Romanzo breve ambientato a Roma nell' 87 a.C.
Molto bello e leggibile.
Rapporto qualità/prezzo altissimo: a meno di €1,00 il prezzo di un caffè, vi trovate per le mani un buon libro storico, che per chi è avvezzo al genere non potrà che trovare divertente e veloce, e per chi invece non lo è risulterà spronante. Cioè "chi ignora"si troverà ad essere incuriosito e spinto ad approfondire l'argomento: La storia! La grande Storia!
ACQUISTATELO per questo prezzo NON POTETE NON COMPRARLO!
Storia "plausibile" di uno schiavo originario della Gallia di nome Crisso e della schiava Giunilla alla servitù del console Ottavio.
La storia si snoda tra guerre civili, schiavitù, assedi e vendette sanguinarie.
Consigliatissimo a tutti, il racconto lungo o romanzo breve, è scritto in uno stile moderno e veloce, caratterizzato da molti "salti in avanti" che permettono alla vicenda di proseguire in modo veloce e diretto senza per questo limitarne la comprensione.
Da un punto di vista storico è sicuramente corretto, sopratutto per le ambientazioni, le vicende e le battaglie, un poco meno per i personaggi, a volte troppo poco verosimili.
Il finale è davvero fantastico, azzeccatissimo e audace! In un romanzo di così poche pagine il finale che funziona è sicuramente la cosa più importante, in poche ore le parole finiscono ed il tutto deve essere "speziato" da un finale forte: Qui non manca!
Non è un capolavoro, ma un ottimo prodotto di intrattenimento che vale ogni centesimo speso. Io esagero: lo consiglierei come lettura per la scuola media, così gli studenti potrebbero essere spinti ad approfondire le vicende STUDIANDO: Esagero... Forse si...

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
L'Azteco
L'autunno dell'Azteco
I figli della steppa
Lo scudo di Talos
Spartacus
L'ultima legione
La legione perduta
le porte di Roma
Il volo dell'acquila
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