Opinione scritta da McLennon
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Gradevole sorpresa ....
Come nel caso de "Il cimitero dei vangeli segreti" dello stesso autore devo premettere che la copertina del libro è assai ingannevole: di primo acchito mi aspettavo un thriller sulla falsa riga de "La biblioteca dei morti" di Glenn Cooper o qualcosa nello stile di James Rollins o Dan Brown.
In realtà, il Santuario è un carcere, atipico in quanto pare che al suo interno esista un mondo a sé stante, dove colui che regna e impera è il Direttore capace di aberranti abusi e torture per di redimere quelli che chiama i "devianti".
La trama si alterna tra le vicende di Danny, ex prete con un passato burrascoso e oscuro, in carcere per l'omicidio di due uomini che stavolta non ha ucciso lui, bensì la sua amata Renee, decidendo dunque di scontare lui la pena per salvare la donna e allo stesso tempo autoinfliggersi una punizione per le sue colpe.
Danny viene scelto per essere trasferito al Santuario e allo stesso tempo Renee riceve un macabro pacco con un dito mozzato e un ricatto: Danny morirà in quel carcere se lei non farà cosa le viene ordinato.
Da qui si dipanano due inquietanti e diabolici percorsi paralleli: quello di Danny che scopre di essere finito all'inferno e quello di Renee che piomba in un incubo di richieste impossibili ma che deve rispettare se vuole che Danny non muoia.
Devo ammettere di aver trovato il libro, seppur non originalissimo, particolarmente avvincente e ottimamente scorrevole: Dekker a mio parere ha uno stile accattivante nel narrare e intrecciare la trama e risulta assai godibile nel complesso.
Le vicende in alcuni punti hanno un po' troppo un sapore "da film alla Bruce Willis" ma nel complesso e nel contesto in cui si trovano posso anche starci.
In generale è stata una lettura piacevole, per lo meno secondo il mio modesto parere da appassionato al genere..
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J.Deaver...una garanzia....
Sarò di parte (Deaver è uno dei miei autori preferiti) ma anche questo suo thriller è di ottima fattura.
L'opera fa parte del filone relativo alle indagini dell'agente del CBI Kathryn Dance esperta in cinesica che stavolta si avvale della consulenza di un altro storico personaggio dell'autore americano ossia l'investigatore Lincoln Rhyme.
La narrazione è di quelle che tiene incollati pagina dopo pagina, vuoi per lo stile così fluido e scorrevole, vuoi per la successione delle vicende così avvincenti.
Più e più volte ammetto di essere stato "spiazzato" e "depistato" dall'autore che grazie alla sua maestria nel far combaciare e incastrare i vari eventi che si susseguono illude e inganna su chi possa essere il vero colpevole.
Difficilmente negli ultimi tempi ho trovato una trama con colpi di scena così repentini e spiazzanti, per il resto come dicevo Deaver è una garanzia se si è alla ricerca di un libro avvincente e appassionante, ricco di suspance e adrenalina.
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Un incubo..
Non ero nuovo a Wulf Dorn..avevo già letto e apprezzato le sue opere precedenti ed ero a conoscenza del suo talento come autore di romanzi thriller di qualità e con questo libro ne ho avuto ulteriore conferma.
Il protagonista dopo aver ricevuto quello che sembra un normale regalo da parte di una sconosciuta piomba in un vero e proprio incubo che lo trascinerà in un vortice sempre più oscuro e indecifrabile.
Lo stile dell'autore è scorrevolissimo, dal taglio molto cinematografico (e non è un difetto a mio parere, nel genere) e dal ritmo incalzante.
Dorn "inganna" e ci illude in svariati punti della trama; numerosi sono i colpi di scena presenti e la suspance è elevata ed onnipresente dalla prima all'ultima pagina.
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Il "figlio" di Charles Manson è evaso ...
Decisamente un buon thriller da un maestro del genere quale è Deaver, che mescola con maestria alte dosi di suspance e colpi di scena in un susseguirsi ad alta tensione di eventi che mettono di fronte l'agente del CBI Kathryn Dance (esperta in cinesica, ossia l'interpretazione dei comportamenti e della gestualità) al pericoloso psicopatico Daniel Pell, ex capo di una setta ispirata alle gesta di Charles Manson, evaso di prigione.
Lo stile è quello caratteristico dell'autore...ritmi serrati, dialoghi di impatto e forte caratterizzazione dei personaggi in un contesto scorrevole e fluente, che tiene incollato il lettore alla trama e lo spinge e invoglia continuamente alla lettura.
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La Pietra Miliare .... atto II
Avendo letto in precedenza il primo volume di questa trilogia (Il Nome Del Vento) ho potuto assaporare appieno il proseguimento della narrazione delle vicende di Kvothe e della sua straordinaria vita; la trama, infatti, pur essendo piuttosto svincolata e a sè stante, presenta talvolta dei collegamenti con gli eventi narrati nel primo libro che potrebbero rendere difficoltoso o, quantomeno, meno comprensibile l'evolversi della storia.
Lo stile dell'autore è fluente, piacevole, scorrevolissimo e la sua capacità di tenere sempre alto l'interesse del lettore ci fa giungere alla fine di questo "tomo" col desiderio (come già detto da qualcuno che mi ha preceduto con la recensione) di leggere ancora altrettante pagine tanto appassionante è la storia del protagonista.
L'avventura di cui la trama tratta è epica, eroica e si snoda su diversi scenari all'interno del mondo creato dalla fervida fantasia dell'autore..ogni vicenda è pulsante, ogni episodio o avvenimento è reale e descritto in tutte le sue sfaccettature al punto da renderlo vivo nella mente del lettore.
Le emozioni che scaturiscono dalla narrazione sono molteplici e tutte intense...abbiamo davanti agli occhi un viaggio appassionante, avvincente, commovente e a tratti romantico, malinconico e poi ironico.. insomma ricco dei più svariati stati d'animo che possano essere evocati da una narrazione letteraria.
Un libro, o meglio un "librone", che merita assolutamente di essere letto da parte di chiunque senza fermarsi dinanzi ai pregiudizi che il genere può far nascere.
Da gustare, assaporare lentamente per coglierne appieno i mille risvolti.
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Tante emozioni
Ho sempre storto il naso all'idea di leggere un libro fantasy, ma dai commenti e dalle recensioni su quest'opera e sul suo seguito (La Paura del Saggio) ho avuto l'impulso di leggerlo nonostante la mia perplessità sul genere e devo dire che è stata una lettura tra le più piacevoli e appassionanti.
Tante, troppe le emozioni che il libro trasmette...Rothfuss ha saputo sapientemente creare un mondo e ha avuto la capacità di renderlo pulsante, vivo, credibile..
La lettura, nonostante le settecento e passa pagine, scorre che è una meraviglia alternando le fasi al passato, che narrano la storia di Kvothe, il protagonista, a quelle del presente, della Locanda "La Pietra Miliare" dove egli stesso sta raccontando le sue eroiche gesta affinchè siano trasmesse in modo veritiero ai posteri.
I personaggi hanno una caratterizzazione molto marcata e alcuni sono veramente riusciti e non potrete non affezionarvici (parlo di Denna, Elodin, Simmon e Ari ma ce ne sono anche altri..) così come le località ed i luoghi che l'autore ci fa conoscere durante questa lunga avventura...sono tangibili e risultano reali e ci si sente catapultati fra quelle lande, quelle città, quell'Accademia.
Mi sento di consigliare vivamente la lettura di questo straordinario libro a chiunque, anche a chi come me non sembrava molto incline al genere, anzi, forse soprattutto a loro.
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The Century Trilogy vol.2
Rispetto al precedente "La Caduta dei Giganti" devo dire di aver trovato quest'opera assai più "cinematografica" ossia con molti più dialoghi e meno fasi descrittive: il che, a mio parere, ha contribuito a rendere ancor più scorrevole e fluida la lettura privandosi appunto di quegli intermezzi troppo prolissi presenti invece nel "Volume 1".
La cosa potrebbe però far storcere il naso a chi invece considera (ed esige di leggere) un romanzo storico nella sua più essenziale accezione del termine: ne "L'Inverno del Mondo" sono le storie dei personaggi ad essere protagoniste, non la Storia stessa: essa sembra essere solo l'ossatura portante sulla quale si sviluppano le vicende delle famiglie Von Ulrich, Peskov, Dewar, Williams e del conte Fitzherbert.
Come già fatto notare da qualcuno prima di me, la Guerra è stata descritta tralasciando (tranne alcuni brevi passaggi) l'orrore dei campi di sterminio ebrei ed anche il bombardamento di Hiroshima e Nagasaki è stato snocciolato in poche righe.
Resta comunque il fatto che lo stile di Follett è sublime: la sua maestria nell'intrecciare i percorsi e le vicissitudini dei personaggi che popolano l'opera non ha eguali ed il ritmo e che riesce a creare fa letteralmente divorare il libro pagina dopo pagina.
A volte gli eventi sembrano prendere pieghe un po' troppo forzate e prevedibili, ma quello che ne risulta, tirando le somme, è un romanzo di ottima fattura, godibilissimo, leggibile anche senza obbligatoriamente aver letto il primo capitolo (anche se moltissime sfumature andrebbero perse) e che incorona ancora lo scrittore britannico come uno dei più grandi in circolazione.
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Straordinario...
Premetto che questo è il primo libro di Ken Follett che leggo.
Mi ci sono avvicinato quasi con "timore reverenziale" data la mole e dati i contenuti che vanno al di là del termine semplicistico di Romanzo Storico.
Sin dalle prime pagine sono stato catturato dallo stile e dal linguaggio dell'autore e mi sono immerso in quell'epoca che egli dipinge così magistralmente; è' vero, si tratta pur sempre di una trama di fantasia (quella che lega le famiglie e i personaggi protagonisti) e, a volte, si nota che Follett calca un po' troppo la mano nell'intrecciare le vicende e le vite dei vari personaggi tra loro...ma l'atmosfera che riesce a creare catapulta il lettore nell'epoca in cui l'opera è ambientata e trasmette sapientemente la sensazione di cosa ha significato vivere in quei tempi e in quei luoghi.
L'unico piccolo appunto che mi sento di fare (ma per molti questo potrebbe essere anche un pregio) è che in qualche punto ci si è addentrati troppo nelle descrizioni politiche deglieventi, soprattutto nella sezione riguardante la rivoluzione Russa.
Per il resto, nonstante le quasi mille pagine è un libro che si divora e che alla fine lascia tanto e fa vivere realmente tante emozioni: personalmente ho trovato tutti i personaggi caratterizzati in modo egregio, le vicende ottimamente intrecciate con uno stile che mantiene sempre alta la tensione narrativa.
E' un'opera che trasuda il lavoro encomiabile che ha significato realizzarla..la quantità di descrizioni storiche e di dialoghi (basati su dialoghi realmente fatti e adattati dall'autore) sono impressionanti.
Lo consiglio a chiunque e lo reputo uno dei libri migliori che abbia letto.
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Cinematografico ma piacevole
Crypto a mio parere è un buon thriller di stampo moderno, basato su dinamiche che ruotano intorno al mondo della sicurezza e dei servizi segreti, zeppo di termini e concetti di stampo informatico che mi rendo conto, ad un pubblico poco avvezzo, potrebbe in molte occasioni risultare difficoltoso.
Tuttavia la trama, seppure improntata su un'ossatura si stampo palesemente cinematografico e non certo originalissima, riesce a mantenere quasi sempre un buon livello di adrenalina, grazie anche allo stile con cui è stato scritto, quello di brevi capitoli e continui salti di narrazione delle vicende che si intrecciano al suo interno.
I colpi di scena (alcuni inaspettati, alcuni prevedibili) si susseguono continuamente e sono diversi e ben collocati lungo l'asse della narrazione, il tutto a mantenere sempre alto il livello di interesse per la storia.
E' stata la mia prima lettura di un libro di Dan Brown e ne ho apprezzato lo stile e la scorrevolezza delle vicende narrate e consiglio a chiunque questo piacevole thriller senza troppe pretese.
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Come deve essere un thriller
Premessa: questo libro non ha niente a che vedere con l'omonima produzione cinematografica di successo di SAW.
Semplicemente, per una (imho) cattiva abitudine durante la traduzione dei titoli in italiano, l'originale "Think of a number" è stato trasformato in "L'enigmista".
Il romanzo è di una fluidità straordinaria. Sinceramente non mi sono mai imbattuto in pagine di stallo descrittivo o annoiato in prolissi dialoghi o snervanti dilungamenti.
La tensione c'è..e c'è sempre per tutta la durata del libro..è palpabile, cattura e tiene incollati al susseguirsi delle vicende fino all'epilogo finale, alla resa dei conti.
L'autore ci conduce per mano alla ricerca della soluzione di quello che all'apparenza sembra un caso impossibile, dagli indizi scarsi e incomprensibili, ci rende partecipi dell'ansia e della disarmante senzazione di incapacità di comprendere del detective Gurney, il protagonista, il quale ha a che fare con uno psicopatico geniale, che sembra non commettere alcun tipo di errore e anzi si prende gioco della polizia stessa.
Mi sento di consigliarlo a chiunque cerchi una lettura piena di suspance e a che è alla ricerca di un thriller di stampo classico, nel senso positivo del termine: uno di quei romanzi che tengono davvero col fiato sospeso.
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Vendetta...
Ottimo giallo, dalla trama originale e sapientemente intricata, anche se implementata su uno standard abbastanza classico del filone poliziesco/giallo.
Il protagonista Harry Hole è caratterizzato in maniera pregevole e ha un carisma coinvolgente, che lega il lettore alla trama e lo trascina alla ricerca della verità attraverso le indagini che rivelano a poco a poco che quello che sembra in realtà quasi sempre inganna.
I colpi di scena quindi sono diversi e ben ponderati e dosati all'interno della struttura del romanzo.
L'ho trovata una lettura appassionante, ricca di dialoghi, avvincente e appassionante.
Alla fine della lettura quello ho scoperto un nuovo punto di vista a proposito del consolidato e comune concetto della parola "vendetta" ... ;)
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Mi aspettavo tutt'altro...
Anche io sono dalla parte di chi ha fatto mooolta fatica a leggere questo libro e, sinceramente, dai giudizi e dai commenti che avevo preso in considerazione mi apettavo di leggere tutt'altro.
Il susseguirsi della trama ha un incedere assai lento e pieno di lunghe parti descrittive e abbastanza prolisse: l'autore molte volte sembra dilungarsi in intricati esercizi di stile linguistico alla ricerca di belle metafore e bei modi di dire per descrivere fatti, luoghi e personaggi.
Mancano poi il senso della suspence, della tensione, della voglia di scoprire cosa possa accadere nelle pagine a venire...proprio perchè sembra non accadere mai niente.
Pur andando controcorrente rispetto ai molti giudizi positivi espressi riguardo quest'opera, non mi sento di consigliarlo perchè l'ho trovato noioso e privo di quella verve che spinge il lettore ad addentrarsi appieno nel romanzo.
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Titolo alla Dan Brown ...
LA MAPPA DE DESTINO è un buon libro, per chi ama un'avventura in stile Dan Brown condita con un pizzico di vicende alla Indiana Jones.
La trama per certi aspetti è abbastanza originale, ma non mancano Deja Vu con altre storie simili, tuttavia risulta scorrevole e intrigante.
Alcuni colpi di scena (non molti) riescono a tenere abbastanza alto l'interesse alla lettura anche se, come detto da chi mi ha preceduto, il romanzo non risulta certo essere uno dei migliori usciti dalla penna di Cooper.
Lo consiglio comunque perchè a me è parsa una lettura godibile e leggera, un libro che si fa leggere volentieri.
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Cupo, angosciante..ma estremamente godibile..
"Sorry" è come una morsa allo stomaco, ti attanaglia le viscere, è un colpo basso perchè ti catapulta nel mondo di Frauke, Wolf, Kris e Tamara e del loro terrore e incredulità per l'essere finiti dentro a un'incubo del quale non sanno nemmeno il perchè.
Ma gli intrecci che scaturiscono dalla trama portano alla fine a far luce sul perchè ciò sia accaduto e la struttura del romanzo l'ho trovata geniale nel suo snodarsi fra le vicende di tutti i protagonisti.
Lettura mozzafiato, non avrei mai voluto staccare gli occhi dalle pagine e finirlo tutto di un fiato, perchè quando ti addentri tra i meandri di Sorry, vorresti al più presto riemergere per capire il perchè di ciò che sta accadendo tra le righe.
Consigliatissimo a chi ama l'alta tensione e a tutti gli amanti del thriller vero e proprio.
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Buon giallo...
Piacevole soperta anche questa Laura Lippmann che ci regala una storia particolarmente intrigante e misteriosa, quella di una donna che dice di essere una delle due ragazzine credute morte/scomparse trent'anni prima.
Una donna che riaffiora da un passato pieno di mistero e di punti oscuri, che la trama col suo incalzare, porta alla luce e ne mostra la vera faccia.
Consiglio anche io il libro a tutti gli amanti del genere giallo/thriller perchè carico della giusta dose di suspance e di colpi di scena: la lettura si è rivelata piacevole e mai sotto tono o con punti particolarmente lenti e tediosi.
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L'uomo nero...potrebbe essere chiunque...
Trama appassionante, quella di questa autrice tedesca, che si dal principio ci fa odiare la figura di Alfred, per la freddezza con cui compie le sue scabrose azioni e perchè ne è consapevole.
L'argomento trattato (la pedofilia) di certo contribuisce a rendere ancora più oscuro e sconvolgente il suo comportamento: di certo la lettura è appassionante e incalzante e tiene il lettore sulle spine non tanto per capire chi ha commesso questi orribili atti, ma per comprendere cosa accadrà al mostro e se avverrà.
Il romanzo potremmo dividerlo in tre "momenti". Il primo essenzialmente Thriller, il secondo (quello del periodo in Toscana) più Giallo/Drammatico per poi ritornare sul finale ad essere tinto di Thriller.
A chi ama i thriller angoscianti, che scavano dentro, che lasciano qualcosa di oscuro, consiglio vivamente questo libro.
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La guerra dei Narcos
Raccapricciante racconto della rete nascosta legata al traffico di cocaina/eroina sull'asse USA/Messico/Colombia, la vicenda intreccia le vite di Art Keller (agente della DEA americana) Miguel Angel Barrera detto Tio (potenitssimo capo narcos), dei sue nipoti Adàn e Raoul (aspiranti al potere dello zio), Nora (prostituta di alto borgo) e Callan (killer di professione) in un tortuoso crescendo di colpi di scena, che ci porta a conoscere a fondo le realtà nude e crude che stanno dietro al traffico di droga.
Alcuni passaggi sono molto crudi ma necessari per far comprendere appieno le crudeltà e la spietatezza dei narcos e la realtà con cui è costretta a convivere la gente di questi Paesi.
L'autore utilizza un linguaggio moderno e ha uno stile abbastanza cinematografico nella descizione dei luoghi e delle vicende, il che personalmente, mi è sembrato adatto al contesto della narrazione e degli argomenti alla base della trama.
Il susseguirsi degli episodi narrati l'ho trovato in alcune parti lento all'inizio per poi risultare un crescendo sempre più appassionante e coinvolgente fino all'ultima pagina.
Nel complesso consiglio vivamente il libro a tutti anche per arricchirsi della conoscenza di una realtà, ahimè, purtroppo dolorosa che si cela dietro questa piaga del centro America di oggi.
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Un buon thriller social/informatico ..
Primo libro di Deaver che abbia letto..devo ammettere che è stato molto scorrevole, avvincente e, forse per il fatto di basarsi su argomenti informatici e tecnologicamente attuali, coinvolgente, rispecchiamndo una realtà che potrebbe essere benissimo reale ai giorni nostri.
Buono l'intreccio degli eventi della trama e lo stile col quale Deaver riesce a ingannarci sul presunto colpevole..parecchi i colpi di scena.
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"La biblioteca dei morti" atto II
Seguito del bestseller "La biblioteca dei morti", la storia vede protagonista ancora una volta l'agente Will Piper alle prese con il mistero della data del 9 febbraio 2027, l'ultima che sia stata scritta delle migliaia annotate nei libri della Biblioteca.
Alla sterminata collezione di libri custodia segretamente nell'Area 51 manca un solo volume, uno relativo all'anno 1527: possibile che proprio lì sia custodita la chiave dell'enigma?
Le vicende narrate sono strettamente collegate agli episodi descritti nel primo episodio, quindi consiglio vivamente di leggere sequenzialmente i due volumi partendo da "La Biblioteca dei morti" appunto.
Lo stile di Cooper si mantiene su alti livelli di adrenalina e di ritmo..seppur con un ritmo meno serrato rispetto ali primo episodio.
Ora che so dell'uscita (a fine anno) di quello che sarà il terzo capitolo, mi spiego il perchè della scelta del finale.
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Area 51 = alieni? no, libri medievali ..
Le profezie si sa..sono fatte per non avverarsi.
Quando, sull'isola di Wight, il 7/7/777 sta per nascere il settimo figlio di un settimo figlio, il padre, che considera l'evento come un segno diabolico e nefasto, uccide all'istante il primo dei due gemelli che viene alla luce dalla moglie, salvando l'altro bimbo e chiamandolo Octavus.
Quello che l'uomo non sa è che il piccolo da lui sacrificato era in realtà quello fecondato per ultimo e quindi l'ottavo: il settimo stava crescendo, seppure deperito, coi capelli rossi e autistico.
Il ragazzino viene affidato all'abbazia di Vectis all'età di undici anni, con la speranza che i monaci possano accudirlo meglio di quello che il povero fabbro di paese riesca a fare.
Un giorno Octavus, senza nemmeno aver appreso l'arte della scrittura, inizia a disegnare con un bastoncino sulla sabbia ma quello che incide è subito motivo di angoscia per i custodi dell'abbazia: il ragazzo compila un elenco di nomi indicando giorno di nascita e di morte, a partire da quel giorno in poi, in tutte le lingue del mondo.
Inizia a scrivere quella che, volume dopo volume, grazie a lui e ai suoi discendenti, sarà ilt esoro più grande che l'umanità possieda: la Biblioteca.
2010. Un presunto serial killer denominato "Doomsday" invia alle sue vittime una cartolina che indica loro la data in cui moriranno,
Will Piper, agente dell'FBI in procinto al pensionamento, viene incaricato di indagare sull'episodio.
Non immagina nemmeno lontanamente cosa quelle indagini lo porteranno a scoprire...un intrigo nascosto nei secoli venuto alla luce durante alcuni scavi archeologici durante il periodo di Winston Churchill.
Libro per me fantastico, dalla struttura geniale seppure un pochino difficile da seguire durante i primi salti temporali: la trama però si snoda poco alla volta (ed è questo il bello) e i vari enigmi si risolvono vengono alla luce.
L'autore riesce a far vivere gli episodi che si verificano ai tempi dell'abbazia, del ritrovamento e quelli attuali di Doomsday con lo stesso livello di adrenalina e di tensione descrittiva.
Molto fluente e piacevole lo ritengo un libro appassionante e che merita di essere letto da chiunque: senza dimenticare di leggerne anche il seguito: "Il libro delle anime".
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La realtà è davvero quella che percepiamo?
Nella Waldklinik , la clinica per malattie mentali dove la psichiatra Ellen Roth lavora, un giorno arriva una donna con evidenti segni di maltrattamenti.
Non parla, sta rannicchiata in un angolo della sua camera tutta oscurata e sembra in uno stato catatonico.
Colpita e incuriosita dallo stato della donna, Ellen inizia a indagare sulle cause per le quali quella donna si trova in quelle condizioni ed è qui che inizia per lei un incubo che la porterà a scontrarsi col suo passato e le sue forze del male..
Libro letteralmente divorato in un paio di giorni...
Trama per un perfetto film thriller..
Wulf Dorn (di cui ho particolrmente apprezzato anche "Il Superstite") ha uno stile magnetico, ti cattura, ti invoglia a continuare a leggere, sa dosare i momenti di suspence con quelli di apparente "stallo" con maestria.
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Inquietante...ma appassionantissimo.
Wulf Dorn ritorna..dopo "La Psichiatra" con questo thriller incentrato sull'angosciante storia di Jan Forstner, il cui passato è un incubo che piano piano è riuscito a dimenticare (o quasi) ..
Pagina dopo pagina si scopre un tassello alla volta, si crede di esser giunti a capire, poi no...non è così..e si riparte..il ritmo è serratissimo, le vicende si susseguono con un ritmo incalzante e che incolla il lettore alla storia.
Davvero una piacevole scoperta questo autore tedesco dallo stile fluente, piacevole, coivolgente e mai prolisso.
Sulla trama non mi dilungo essendo stata ampiamente descritta sia dalla recensione del sito sia da chi mi ha preceduto nei giudizi personali.
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"Nessuno ti amerà mai come ti amo io"
"Nessuno ti amerà mai come ti amo io".
Era una delle tenere frasi che Maria, moglie dell'agente federale Alex Cross e madre dei suoi splendidi te figli, usava dirgli sempre.
La stessa Maria che, una sera come le altre, viene colpita a morte da un colpo di pistola mentre sta rincasando assieme a lui, apparentemente senza un perchè.
Mike Sullivan, detto "il macellaio", è uno psicopatico killer professionista tra i più abili e crudeli e sadici che si aggiri sulla west coast. Ha l'abitudine di torturare le proprie vittime con un bisturi prima di ucciderle e di concludere la sua opera facendo un inchino. Lavora su commissione principalmente per la mafia e ha ereditato il soprannome dall'attività del padre, che era chiamato il "Macellaio di Sigro".
E' per dargli la caccia che John Sampson contatta Cross, per avvalersi della sua esperienza e delle sue competenze federali.
Ben presto però sembrano venire alla luce legami che accomunano lo psicopatico assassino e il caso, ancora irrisolto, dell'omicidio di Maria: sono solo suggestioni o veramente Sullivan è il killer della moglie di Alex Cross?
Il ritmo della trama è buono, privo di momenti di stallo e la suspence incalza e invoglia continuamente alla lettura. Lo stile di Patterson è fluente, scorrevole e piacevole. Alcuni colpi di scena ci conducono al finale senza nessuna fatica e nel complesso il libro mi è piaciuto.
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Cose Preziose
I desideri, i nostri sogni più grandi...e se si potessero avere per soli due soldi?
A "Cose Preziose" il nuovo negozio aperto dal Signor Leland Gaunt a Castle Rock, è possibile.
Ma a patto che poi si faccia un "piccolo" favore al proprietario stesso, uno scherzetto, come dice lui.
Ed ecco che la comunità viene istigata, aizzata e spinta alla violenza...il tutto per quello che poi potrebbe essere solo un'illusione..
Avvincente, inquietante perchè rispecchia pienamente la volontà di certe persone di non avere scrupoli se riesce ad ottenere quello che più di ogni altra cosa desidera possedere.
Tema che sarà sempre attuale.
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Fantastico, emozionante, appassionante, commovente
Uno dei romanzi migliori del "Re".
Una storia geniale per la sua idea (del meccanismo con il quale funziona il viaggio nel tempo escogitato da King: per quanta lunga sia la permanenza nel passato, al ritorno nel presente saranno sempre e solo trascorsi due minuti).
Sullo sfondo di un avvenimento storico reale (l'assassinio di JFK) si snocciola una trama dalle mille sfacettature (ora romanzo storico, ora romanzo d'amore, ora storia di amicizia..) che verte sull'eterno quesito: se si potesse tornare indietro e cambiare il nostro passato..il nostro presente sarebbe veramente migliore?
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Claustorofobia....
Tomo "abbastanza" lungo...eppure la fine è arrivata alla svelta, grazie a un lungo susseguirsi di vicende che ci fanno conoscere e amare/odiare la comunità di Chester's Mill, piombata all'improvviso sotto una cupola invisibile che l'ha isolata completamente dal mondo esterno, senza alcuna possibilità di essere distrutta e la cui origine è ignota.
All'interno di questo mondo nel mondo chi ha il potere capisce che può sfruttarlo a proprio piacimento in un regime dove le regole e le leggi decadono e si deformano secondo il proprio volere, il tutto a scapito dei più deboli e bisognosi.
Dale Barbara, ex ufficiale marine in Afghanistan per un soffio non riesce a essere al di fuori della cupola nel momento in cui questa "compare" dal nulla e a lui viene affidato il comando delle operazioni militari al suo interno...ma all'interno il suo grado non vale niente e finisce per essere vittima di complotti atti a colpevolizzarlo di reati da lui mai commessi.
Inizia una vera e propria battaglia tra i "regnanti" e una manipolo di persone che si uniscono per far abdicare chi si è proclamato tutore della legge con la violenza ela forza.
Numerosi colpi di scena e infinito susseguirsi di vicende che portano all'epilogo tengono il lettore attento e incollato alla trama che a mio parere non è mai stata troppo prolissa o che è sfociata nella noia.
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L'uomo e il mare
Trama avvincente, che tiene incollati e che invita a volere leggere ogni volta "ancora una pagina.."
Vicenda surreale ma efficace ai fini dell'intrattenimento.
Il protagonista Edgar Freemantle riesce a farci entrare pienamente nel suo dramma e nelle sue percezioni e visioni, dopo il terribile incidente a cui è scampato miracolosamente (seppur con la perdita del braccio destro).
La perdita di una parte fisica di sè gli fa però acquisire un dono unico e dai connotati soprannaturali che sarà la sua fortuna e allo stesso tempo causa di dolore immenso e di profondo turbamento.
Non molti i colpi di scena e i momenti "thriller", finale un po' scontato e abbastanza frettoloso a mio parere.
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