Opinione scritta da Elisabetta.N

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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    06 Ottobre, 2016
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Buonanotte amore mio

Poteva essere uno di quei soliti romanzetti fatti con lo stampi, tutti uguali, che, una volta letti, si confondono con i loro predecessori, tutti con storie uguali e con medesimi finali, invece Daniela Volontè ha fatto la differenza.
Una storia romantica, sì, ma con un tocco di "thriller" che, a mio avviso, non guasta mai.
Lo stile della Volontè è fresco, semplice e scorrevole; la trama è frizzante e i personaggi veritieri e complessi nei loro pregi e difetti.

Valentina è una domma competente e brava nel suo lavoro, sa differenziare le cose importanti nella vita da quelle che non lo sono e non si cura molto delle apparenze.
James è il classico stereotipo presente in molti romanzi: ricco, ama la vita e le belle donne, narcisista in modo quasi ossessivo.
I personaggi non sono il punto forte di questo romanzo perchè, diciamolo, non spiccano di originalità. Non mi piacciono gli accostamenti donna bella=incompetente, donna sciatta=bravissima perchè a mio avviso non rispecchia pienamente la realtà, ma solo una parte di questa, ma ho apprezzato le crisi di panico che attanagliano saltuariamente la protagonista e che danno un tocco in più alla sua personalità.

La trama è davvero coinvolgente. Sicuramente era anche il momento adatto per questo genere di lettura e ho davvero apprezzato i risvolti inaspettati della trama.

Un altro punto a sfavore di questo libro è ahimè la copertina. Da un certo punto di vista capisco la Newton Compton, ha il suo stile che ha un discreto successo soprattutto con i lettori più giovani, ma mi disturba sempre quando la copertina non rispecchia minimamente la trama al suo interno.. é evidente che comunica qualcosa di assolutamente diverso dalla storia raccontata.. è come se la copertina fosse lo specchietto per le allodole, ma di fatto nulla di più.

Questo è, ovviamente, il mio opinabilissimo giudizio personale.
Troppe volte ho scoperto quanto è vero il detto "Non si giudica il libro dalla copertina!"

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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    30 Settembre, 2016
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Forse dovevo consultare l'oroscopo prima di legger

Divertente e frizzante, ma a volte non basta.
Adoro i libri che mi fanno sorridere o ridere di gusto e, lo ammetto, non se ne trovano molti in giro di romanzi del genere.
"Guida astrologica per cuori infranti" non appartiene a pieno titolo ai libri che ho citato ma ci si avvicina molto. Alcune frasi sono spassose, ironiche e divertenti, ma non mi è bastato.
La protagonista, Alice, mi ha ricordato fin troppo bene le situazioni imbarazzanti alla "I love shopping", senza però l'acquisto ossessivo compulsivo di ogni cosa anche se in cambio abbiamo ottenuto la pianificazione della vita, soprattutto quella amorosa, attraverso l'osservazione delle stelle.
Anche se lo stile di Silvia Zucca non mi fa venire l'orticaria come la Kinsella, la sua protagonista non mi ha convinta.
In Alice c'è un enorme abisso fra quello che fa e chi è realmente. Alice è una ragazza con grandi idee, appassionata del lavoro che fa e fortemente autoironica. Il modo però in cui si comporta al di fuori del conteso lavorativo, ovvero affidarsi al cielo per vedere il futuro, non la rappresenta, anzi è l'esatto opposto...

Tutti leggiamo l'oroscopo, la curiosità è davvero tanta, ma poi per me il tutto finisce lì. Di certo non mi metterò a giocare d'azzardo o a investire in borsa se l'oroscopo mi dice che in quei giorni farò fortuna.
Insomma, sono fortemente convinta che ognuno sia artefice del proprio destino e è per questo motivo che il libro non mi ha convinto...

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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    30 Settembre, 2016
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Gli ospiti paganti

Non posso affermare che questo libro mi sia piaciuto...
"Gli ospiti paganti" è il primo libro di Sarah Waters che leggo e nonostante abbia trovato scorrevole il suo stile, la descrizione, fin nei minimi particolari, risultava spesso ripetitiva e, alla lunga, annoiava.
La prolissità della scrittrice, che in alcuni casi trovo ammirevole, qui poteva essere spesso evitata senza che il romanzo ne subisse la perdita, anzi sarebbe stato forse più snello e scorrevole.

Il punto di vista di Frances, la protagonista, sono gli occhi e l'anima del romanzo. Esso non può (e non deve) essere obiettivo, pertanto, a volte i pensieri appaiono come distorti e non si riesce a dare un senso coerente alla trama.
Infatti, possiamo anche conoscere tutto di Frances, le sue abitudini, i suoi pensieri, ma non possiamo dire altrettanto degli altri personaggi che appaiono, a volte, una caricatura di loro stessi.
Lilian e Leonard, gli ospiti paganti, mi hanno ricordato per molti aspetti Frank e April di "Revolutionary Road", tuttavia questa è solo un impressione perchè i pochi dialoghi e il punto di vista limitato non ci consentono di conoscere appieno questi personaggi, nonostante essi assumano un ruolo importante nella trama.

Anche l'ambientazione mi ha deluso, in quanto speravo che il contesto storico fosse maggiormente ampliato. Si conosce fin da subito che le ristrettezze economiche che costringono Frances e sua madre ad affittare alcune stanze della loro grande casa sono dovuti, oltre che da investimenti sbagliati del defunto padre, dalla morte in guerra dei fratelli, ma questi fatti vengono a malapena accennati e il sentimento post-bellico, quel misto di sollievo e di perdita che si percepisce così bene in certi romanzi, qui manca del tutto.

Lo ammetto, non mi ritrovo quasi mai nei romanzi definiti "psicologici", ma con questo libro avevo alte aspettative date le numerosi lodi ricevute... certo, non ne ha ricevute molte da me...
Ma ad ognuno la propria opinione!!

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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    26 Settembre, 2016
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La casa per bambini speciali

Questo libro è un ottimo esempio di quando uno scrittore possiede ottimi ingredienti per creare un romanzo di successo e poi non riesce a sfruttarne appieno le potenzialità.
"La casa per bambini speciali di Miss Peregrine" parte infatti da ottimi presupposti: bambini con poteri speciali, un protagonista ignaro della propria condizione, un'isola misteriosa..
Peccato purtroppo che lo sviluppo iniziale di questa idea sia stata lenta e, a tratti, deludente. Potrei quasi affermare che gran parte del romanzo è stata una lunga introduzione.
Spesso ho perdonato questo genere di lungaggini se si trattava di un romanzo appartenente ad una serie, un romanzo pertanto che non poteva rimanere contenuto in un unico libro e che richiedeva, quindi, di un adeguato background per poter procedere agevolmente attraverso tutti i libri.
"La casa per bambini speciali di Miss Peregrine" è sia il primo libro di una serie, sia un libro autoconclusivo. Infatti nasce come autoconclusivo ma, sulla scia del successo, lo scrittore ha deciso di crearne una serie, probabilmente aiutato da un finale non consono ad uno stand alone. Non posso pertanto perdonare la leggera noia che mi ha colto all'inizio.

Ma non vi sono solo aspetti negativi. Ho apprezzato le foto disseminate all'interno del romanzo, quasi a creare un sorta di prova fotografica del romanzo. Documentandomi, ho scoperto che le foto sono originali e sono state tutte acquistate nei mercatini, solo alcune sono state modificate ad arte per rispondere ai fini del romanzo. Un'idea molto interessante e apprezzata.

Purtroppo però il "ritmo" gioca a sfavore di questo romanzo, tanto lento all'inizio, quanto precipitoso nella sua conclusione.

Lo stile invece mi è piaciuto e ho apprezzato il mondo creato nella "bolla nel tempo", i suoi dettagli e la capacità dello scrittore di farti immergere nel mondo da lui creato.

Il protagonista principale Jacob mi ha ricordato un po' Harry Potter, il prescelto, proprio per la natura delle sue "capacità" (e che dire di Miss Peregrine che ricorda terribilmente la professoressa Minerva McGranitt??).
L'ingresso nel "mondo" invece è in stile "Alice nel paese delle meraviglie"...
Questi non sono difetti o pregi però, sono semplici constatazioni...

Non so, sinceramente, se leggerò i seguiti di questo libro. Sono generalmente sospettosa dei libri creati "sulla scia del successo". Solitamente "allungano il brodo" e sono una delusione su tutti i fronti, ma mai dire mai!!

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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    22 Settembre, 2016
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Il castello errante

Come mai non ho mai letto prima questo splendore??
Un libro bello e strano, dolce e intenso.
Una protagonista Sophia, la primogenita di 3 sorelle, legata a un futuro di dovere.
Un mago Howl, Don Giovanni, famoso per rapire giovani e belle fanciulle.
Un demone del fuoco, Calcifer.
Un apprendista del mago, Michael.
Poteva infine mancare la cattiva Strega delle Terre Desolate??

Tutti gli elementi giusti per creare questo piccolo gioiello.
è stato divertente leggere questo libro, è stato appassionante e anche commovente.

Il mondo, o per meglio dire, i mondi creati sono dettagliati e minuziosi, i caratteri dei personaggi, descritti minuziosamente. Ho amato la loro evoluzione all'interno del romanzo.

Avevo intravisto tantissimo tempo fa il film di animazione che è stato tratto da questo libro, ma di sicuro non c'è paragone..

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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    21 Settembre, 2016
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LA LAMA SOTTILE

Solitamente non amo i romanzi che vogliono per forza insegnarmi cosa è giusto e cosa è sbagliato e La Lama sottile si avvicina pericolosamente a questo.
Infatti, se nel primo libro abbiamo apprezzato la trama, con questo aletiometro in grado di poterti predire il futuro se letto attentamente, il mistero della polvere e del legame con il proprio daimon, il tutto contornato da un leggero (o almeno per quanto ricordo) accenno alla religione, non possiamo dire altrettanto del secondo libro della trama.
"La Lama sottile" non solo presenta una trama risicata a pochi fatti cruciali, anche se con qualche personaggio in più, ma è fortemente incentrato sull'aspetto religioso, sul peccato originale e il collegamento con la polvere...

Lo stile di Pullman invece è sempre scorrevole e piacevole. La capacità e la facilità con la quale riesce, con pochi tratti a creare due mondi diversi, la Oxford di Lyra e quella moderna da cui proviene il nuovo coprotagonista Will.. Devo ammettere che questi universi paralleli mi hanno un po' ricordato la saga della Torre Nera di King, con queste porte che si aprono su tempi e mondi differenti, anche se qui abbiamo un coltello che fa squarci e apre finestre su un nuovo mondo.

Che dire infine, la curiosità per procedere con la lettura mi è rimasta e sicuramente leggerò anche l'ultimo libro, ma non ho alte aspettative.

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Gialli, Thriller, Horror
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    20 Settembre, 2016
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L'ombra dello scorpione

La cosa più inquietante che ti possa capitare durante la lettura di questo libro è starnutire.
Sì perchè tutto inizia così anche nel libro, un virus che sembra inizialmente un raffreddore, ma che diventa uno spietato mietitore di vittime, "Capitan Trips", un virus creato in laboratorio che sfugge alle barriere create dall'uomo per un "errore umano" e in 19 giorni, poco più di due settimane, stermina quasi l'intera razza umana.
E così i punti di vista che sono molteplici e a volte disarmanti, pian piano diminuiscono fino ad arrivare a poche voci amiche che ci accompagnano per quasi 1000 pagine.
Un lavoro immenso, un mondo post-apocalittico che non sfocia troppo nella fantasia, ma rimane ancorato all'"attualità"..
Una lotta fra il bene e il male che nella desolazione dell'umanità diventa ancora più reale e anche gli eventi più incomprensibili diventano accettabili.
Un bene rappresentato da Mother Abagail, un ultracentenaria, e un male rappresentato da Randall Flag, l'Uomo che cammina, senza volto e senza età.
Una battaglia metaforica e vera.
Mi chiedo il perchè di questa rappresentazione. Beh, che il male sia giovane, bello e attraente è comprensibile... Anche la paura in fondo è una forma di attrazione. Ma il bene rappresentato nella debolezza degli anni (ma anche nella saggezza, ricordiamolo), vuole forse rappresentare la fine di un ciclo?

King è sempre un maestro nel rappresentare i difetti e le virtù di questo nostro mondo. I personaggi assumono corpo e diventano magicamente tangibili. Ammetto di aver avuto qualche personaggio preferito e speravo con tutto il cuore nel lieto fine. Ma King, non guarda in faccio a nessuno, e la sua mano, o meglio la sua penna, muove gli eventi in modo autonomo e, in qualche modo "giusto".
Ho sempre apprezzato i finali di King. molti lo definiscono il suo punto debole, ma il lieto fine, il vissero sempre felici e contenti, è quanto più lontano ci sia dalla realtà costruita da King in questo romanzo e anche in questo caso non c'è una netta presa di posizione.
Dirò solo che ho apprezzato il romanzo e, il finale era esattamente quello che ci voleva.
Di sicuro ti fa venire la voglia di prendere in mano immediatamente un altro libro di King.

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Romanzi
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    08 Settembre, 2016
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L'universo contro Alex Woods

A volte mi chiedo se i traduttori del titolo di un libro leggano davvero il contenuto, perchè per quanto effettivamente sia strano il mondo di Alex Woods, la parola "mondo" è troppo limitativa in quanto è l'intero universo ad essere contro di lui, altrimenti non si spiegherebbe perchè un meteorite è caduto proprio sopra la sua testa!!!

Questo libro mi è piaciuto davvero tanto perchè mi ha regalato tante emozioni.
Non si può non sorridere e a volte addirittura ridere di fronte alla disarmante innocenza delle risposte di Alex:
"Sai cosa è un liberale"
"E' colui che crede nel libero mercato?"
Un innocenza pura che ci accompagna durante tutta la narrazione.
Ma questo non è un libro "leggero", è un libro intenso che tratta di un argomento importante, complesso e delicato e lo fa in un modo unico.
Ho davvero apprezzato come in questo libro vi sia la totale mancanza del giudizio sull'argomento importante che viene trattato (che non nominerò perchè mi sembra che non ne parli apertamente nella trama del romanzo, anche se dai primi capitoli si intuisce subito).
Tale mancanza di giudizio e il tono della narrazione, leggero, per quanto possa esserlo, e innocente ha creato un mix davvero affascinante.

Ma non tratta solo di questo, parla anche di scienza e, soprattutto di libri. Tra i preferiti di Alex troviamo "Alice nel paese delle meraviglie" e "Attraverso lo specchio", "Lo Hobbit" e "il signore degli anelli", la trilogia di "Queste oscure materie" e tutta la biografia di Kurt Vonnegut.
Insomma un libro davvero ricco, sia di argomenti che di emozioni.
L'amicizia con il sig. Peterson gli spiegherà cosa significa essere pacifista e liberale e gli aprirà gli occhi verso una strada ed un viaggio molto intenso.

Un libro molto bello, da non perdere.

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Letteratura rosa
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    07 Settembre, 2016
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Quando un uragano si trasforma in nulla di fatto

Potrei dividere questo libro in due parti e ognuna descriverla con una sola parola.
La prima Parte: volgare. La seconda parte: veloce.

Ora mi spiego.
Ho apprezzato come la teoria del caos sia stata utilizzata, ma speravo che facesse da filo conduttore della trama, magari spiegata e ampliata un po' di più, ma a parte un breve accenno e spiegazione nelle prime pagine, non ne troviamo più traccia.
Perchè volgare? Per il linguaggio usato. E' troppo "urbano" e, inverosimilmente, maschilista. I pensieri della protagonista sarebbero stati più adatti ad un uomo, non so se sono riuscita a rendere l'idea.
Tralasciamo poi alcune scene che sono decisamente "troppo" per i miei gusti..

Perchè veloce? Perchè la parte conclusiva dura quanto un battito di ciglia (che di certo non produce un uragano). Non potendo andare nei dettagli per non svelare tutto, non posso dire altro chele cose affrettate non sempre sono la soluzione migliore, per non parlare del senso di deja vu..

Stenderei un velo pietoso sui protagonisti. Lei è un bambola senza spina dorsale, incapace di prendere una decisione che sia una e abbastanza patetica.. Se all'inizio patteggiavo per lei per la sua "sfortuna" in amore, dopo ho cambiato radicalmente idea.
Lui? Uno soggetto altamente psicolabile, testimoniati degli scatti incontrollabili di furore. Definirlo uno str___ non rende pienamente l'idea.

Cosa posso dire sullo stile? E' scorrevole, questo lo concedo, ma il linguaggio... Anche quello è importante e non l'ho trovato di mio gusto.

E niente: bello il titolo e la copertina.

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Narrativa per ragazzi
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    06 Settembre, 2016
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Romeo e Giulietta

Non credo molto nel fato, ma è davvero una coincidenza strana che una citazione di questo libro, coperto ormai di polvere per i mesi che è rimasto sullo scaffale, si riferisse a Shining che ho letto appena prima di questo. Di certo, se avessi letto il libro appena un mese prima non avrei capito il riferimento ne tanto meno saputo chi era questo fantomatico Jack Torrance... (sì, lo so, sono una delle poche persone al mondo che non aveva letto Shining, nè visto il film).
Lo ammetto, questo mi ha colpito talmente, che ho dato un voto in più solamente per questo inaspettato omaggio a Stephen King!

Ho amato questo retelling di Romeo e Giulietta dal punto di vista di Rosaline. Nonostante sia un YA e l'ambientazione sia il classico liceo fatto di gruppetti più o meno popolari, questo libro riesce anche a trasmettere una profondità che non mi aspettavo.
Acquistato infatti per i miei momenti bui di lettura, ovvero quei momenti in cui non ho nemmeno lontanamente voglia di qualcosa che sia anche minimamente impegnativo, è riuscito a commuovermi.
Strano a dirsi, dato la storia famosa da cui è tratto, ma questo libro è riuscito a sorprendermi, lasciando un alone di mistero al posto di un finale che poteva essere scontato.
L'unica pecca che ho riscontrato riguarda le motivazioni dello "sconforto" di Romeo (non voglio fare spoiler), troppo deboli e insignificanti, a mio avviso.

Lo stile è semplice e scorrevole e ben si sposa con il genere YA (da qui la mia sorpresa per la citazione di Shining, è la prima volta che mi capita...)

Un bel romanzo che stravolge la prospettiva di Romeo e Giulietta e della loro tragica storia d'amore.

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Classici
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    09 Giugno, 2016
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ENRICO IV

E' davvero difficile commentare un testo teatrale che si presta a molte riflessioni.

Pirandello riesce, con un colpo di penna (e probabilmente qualche bravo attore) a stravolgere i punti di vista.
Entriamo nella storia pian piano, in punta di piedi e creiamo la nostra opinione, che viene immediatamente e inaspettatamente stravolta nell'atto successivo.

Non essendo una grande estimatrice dei testi teatrali dei quali, lo ammetto, preferisco vedere la rappresentazione, ritengo però che le opere di Pirandello debbano essere necessariamente lette.

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Gialli, Thriller, Horror
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    08 Giugno, 2016
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SHINING

Leggi Shining e andare a sciare in un tranquillo paese di montagna non ti sembra più una grande idea..
Leggi Shining e senti il freddo delle neve che ti penetra nelle ossa.
Non avevo mai letto Shining e ammetto di essere una delle poche persone al mondo a non aver visto il film. Questo però è stato un vantaggio perchè ho potuto assaporare il romanzo dalla prima all'ultima pagina, scoprendo a poco a poco l'intera vicenda, anche se a volte la curiosità era talmente alta che mi giravo verso mio marito chiedendo "ma alla fine muore?"

Shining è uno di quei romanzi da leggere di giorno perchè di notte causerebbe continui sussulti ad ogni piccolo scricchiolio della casa. è un romanzo che ti fa dubitare della tua realtà e pensare che magari esitano davvero spiriti sospesi.
Il luogo suggestivo così finamente descritto non fa che ampliare tutte queste sensazioni, non per niente shining si riferisce proprio al riverbero della luce sulla neve che ti abbaglia e causa miraggi..

Adoro Stephen King e il suo stile unico, la sua capacità di mixare il reale con l'irreale, senza stonatura, e l'abilità nel creare personaggi così completi che sembra di conoscerli da una vita.

Bellissimo libro!

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Fantasy
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    27 Mag, 2016
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La fine.. Finalmente

Quarto e ultimo libro de "Il ciclo dell'Eredità" di Christopher Paolini che doveva essere una trilogia... ma va beh...

Sono passati diversi anni da quanto ho letto il terzo libro e inizialmente non capivo il perché non avessi letto subito il quarto, già in mio possesso.
Ero forse rimasta turbata che ci fosse un altro malloppo di bel 834 pagine?
Ammettilo caro Christopher, hai un tantino esagerato. è inutile che dichiari di aver voluto il quarto libro perché gli intrecci della trama erano così complessi da risultare sacrificati in un unico libro, quello che ho trovato io sono troppe, numerose e noiose battaglie che alla lunga stancano!
Se vogliamo possiamo fare anche un paragone: il signore degli anelli (tutti e tre i libri ovviamente) sono circa 1400 pagine, la tua quadrilogia è lunga praticamente il doppio...
Soprassediamo poi sul vago sentore di "già letto" che aleggiava nella tua opera perché l'ispirazione può venire da diverse parti ed è pressoché impossibile stabilire se lo stile risente o meno delle varie letture nel corso degli anni... la sensazione però rimane.


Lo stile è semplice, lineare e scorrevole.. dubito che sarei arrivata alla fine se non fosse stato così.

In conclusione l'elemento che ho apprezzato maggiormente è stato il finale. Solitamente non amo le lungaggini alla conclusione della trama/scopo principale, ma ammetto che in questo caso avevano il loro perché, e il sentimento dolce/amaro che è traspirato dalle pagine me l'ha fatto apprezzare ancora di più.

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Gialli, Thriller, Horror
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    26 Mag, 2016
Top 50 Opinionisti  -  

Ossessione

King mi sorprende ancora.
Lo scrittore è riuscito a prendere un fatto di cronaca fin troppo comune, la presa in ostaggio da parte di un ragazzino della sua classe e l'uccisione di insegnanti, in un romanzo ad alto contenuto psicologico.

Charlie Decker è indubbiamente un personaggio negativo, o almeno così dovrebbe sembrare a chiunque prende in mano questo libro, ma a fine lettura è difficile non tenere le sue difese. Ecco, King riesce a fare questo, riesce a stravolgere la prospettiva, quello che è giusto o sbagliato, dandoti nuovi punti di vista.
King riesce a ricreare una sorta di seduta psicologica di gruppo, dove tutti, più o meno reticenti, sono costretti a fare i conti con se stessi.

Questo libro, non amato dal suo stesso autore, non potrà comunque non essere apprezzato dagli estimatori di King o di Richard Bachman, lo pseudonimo con il quale King ha pubblicato questo libro.

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Letteratura rosa
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    24 Mag, 2016
Top 50 Opinionisti  -  

piacevole sorpresa

Un Harmony storico veramente ben strutturato scritto da Sarah Mellory

La trama parte dal presupposto di uno scherzo giocato a Gideon che invece di trovarsi come sposa l'audace bionda conosciuta, si ritrova una Dominique del tutto diversa.
Un inizio che entra da subito nel vivo della storia ed uno sviluppo della trama ben fatto e per nulla scontato.
Ho amato in modo particolare l'innamoramento dei personagi che, al di là dell'inizio passionale e repentino, si è evoluto pian piano e con naturalezza.

Non sono un esperta ma anche la ricostruzione storica mi apparsa accurata, così come lo stile utilizzato. Le ambientazione, le feste e i ricevimenti e, perchè no, anche gli scandali e i pettegolezzi, ricalcavano perfettamente l'epoca dell'ambientazione.
Inoltre la guerra e i disagi per i Francesi di quel periodo, esiliati, morti o presunti tali, rappresentano anche uno sviluppo della storia particolare e imprevisto considerando l'inizio altamente "rosa" che non faceva presagire nulla di più di un bel romanzo.

è stato, quindi una piacevolissima scoperta.

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Classici
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    23 Mag, 2016
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Mai fidarsi di Barry Lyndon

Questo libro mi ha deluso e, sì, anche annoiato.
Dai primi capitoli mi aspettavo mirabolanti imprese, attività al limite del legale... beh, in questo in parte sono stata accontentata.
Ammettiamolo apertamente, Barry Lyndon è uno che te la sa raccontare e, almeno all'inizio mi ha incantato con il suo furore e il suo amore per il nome di famiglia che non poteva in alcun modo essere disonorato. Ma poi?
Infiniti giochi di carte, duelli, imprese da sbadiglio in esercito, una corte assidua a una donna il tutto contornato da un po' di ironia e alcune episodi che facevano sogghignare... stop!

Lo stile invece è un altro discorso e, sono certa, avessi trovato uno stile scarso avrei abbandonato immediatamente la lettura.
Invece lo scrittore, al pari del suo personaggio, è riuscito, mio malgrado, a farmi inoltrare nel romanzo fin tanto che non sono arrivata alla fine e l'amarezza per questo romanzo non mi ha raggiunto.
Eh, sì, fino all'ultimo mi aspettavo qualcosa di più, qualcosa che mi facesse dire "un po' lungo, ma ne valeva la pena", mi bastava qualche pagina riccamente scritta dove le sue promesse venivano mantenute, ma non è stato così... in fondo Barry Lyndon non era proprio un uomo di parola, tenace, sicuramente, ma trovava sempre il modo di sottrarsi a ciò che non era di suo gusto..

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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    19 Mag, 2016
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SEI PERSONAGGI IN CERCA D'AUTORE

Non avevo mai letto quest'opera e, ammetto è stata una piacevole sorpresa.

Lo stile teatrale si presta molto bene all'immaginazione, se si pensa che i singoli movimenti vengono descritti in modo tale che gli attori che si ritrovino ad interpretare la parte, possano agire al meglio.
Non è difficile quindi immaginare i personaggi mettere in scena questo dramma.

Una bella scoperta, mi piacerebbe vederlo rappresentato.

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Racconti di viaggio
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    18 Mag, 2016
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IL CAMMINO DI SANTIAGO

Non credevo che il cammino di Santiago potesse essere così interessante...
Mi spiego meglio, so il valore che ha compiere quel cammino, ma non avrei mai immaginato che potesse essere in egual modo bellissimo e terribile.
Non appena iniziata la lettura mi ero entusiasmata così tanto che avrei voluto intraprendere il cammino anch'io, ma arrivata a fine lettura, sono convinta che non ce la farei mai e poi mai...
A parte la lunghezza del cammino che, sono sicura, spaventerebbe chiunque, anche i disagi e le difficoltà che si trovano sul cammino non sono da meno.
Il fatto che l'autore del romanzo non abbia trovato difficoltà insormontabili, non vuol dire che esse non siano presenti... basti pensare che lungo il cammino c'è un cimitero dei pellegrini...

il pregio di questo libro è lo stile. Kerkeling non si propone di scrivere una guida, nè di consigliare qualcosa, racconta semplicemente il suo cammino, la scoperta di qualcosa di nuovo con uno stile umoristico, tipico della sua professione (è un comico)..

una scoperta incredibile, in tutti i sensi!

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Fantasy
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    12 Mag, 2016
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ELANTRIS

Mi è piaciuto molto questo libro..
Innanzi tutto un ambientazione bella, ricca e complessa fa da sfondo alla storia.
Un intero mondo creato, suddiviso in regni, ognuno con il suo governo e le sue particolarità, per non parlare delle diverse religioni.
Il tutto viene ben descritto è spiegato per dare un completa e precisa idea dell'ambientazione, della storia dei regni, delle tensioni e delle difficoltà di una nazione.

Anche i personaggi, a mio avviso, sono ben caratterizzati e differenziati tra loro.
Ho conosciuto Serena, principessa coraggiosa, pronta a combattere per i suoi ideali, ma anche fragile come in fondo ogni ragazza; ho conosciuto Raoden, principe ereditario colpito dallo Shaod e così diventato un Elantriano che non perde mai la sfiducia e poi Hrathen, gyorn Shu-Dareth, impegnato nella sua missione di voler convertire tutti alla propria religione..
Ognuno ha una propria sfera di azione, ognuno ha pensieri e modi di agire che lo differenziano..

La trama prende forma pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, accelerando lil ritmo man mano che si procede verso l'epilogo.
Ho trovato lo stile molto semplice, ma ricco di descrizioni (indispensabili) per introdurre il lettore in questo regno. Nulla è superfluo e tutto ciò che è raccontato ha uno scopo ben preciso.

Ho scoperto la presenza di un seguito non ancora scritto. Questo mi incuriosisce molto anche se Elantris può essere tranquillamente considerato un libro auto conclusivo.

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Romanzi
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    26 Aprile, 2016
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Arrivano i Sisters!


Il western non è decisamente il mio genere, ma questo libro mi è piaciuto.

Due fratelli che più diversi non potrebbero essere, uno ormai stanco della vita da killer (la voce narrante), l'altro che invece non vorrebbe mai smettere.
Si ritrovano a dover compiere l'ennesima missione, l'ennesimo viaggio dove incontrano i soggetti più strani ed impensabili per un western.
Le loro avventure, molteplici all'interno della missione, sono complesse ed ognuna di loro porta pensieri e riflessioni...
Sicuramente non mancano le uccisioni! in fondo sono due killer, no?

Con un ironia particolare Patrick DeWitt racconta la loro storia, questa missione e tanto altro. Uno stile semplice e scorrevole che mi ha fatto continuare la lettura nonostante il libro non fosse il mio genere.

un ottimo romanzo.

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Gialli, Thriller, Horror
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    26 Aprile, 2016
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HIGHBURY

Inizialmente avevo promosso questo libro a pieni voti, ma poi discutendone e ripensandoci ho dovuto ritoccare un po' il mio voto, ma partiamo dall'inizio.

Ancora una volta troviamo i coniugi Darcy alle prese con un mistero da risolvere...
Non solo sono stati derubati mentre passavano da Highbury, ma quella stessa sera sono stati, loro malgrado, coinvolti per risolvere il caso di una morte sospetta..

Nulla da eccepire dai coniugi Darcy, che hanno mantenuto il carattere e la sagacia dei precedenti romanzi.. è sempre strano pensare ad Elizabeth con una piccola pistola nella borsetta, ma parliamo pur sempre di gialli!
Niente da dire nemmeno su Mr Kinghley, il cui temperamento è stato uguale a quanto ricordavo dal romanzo originale, avrei preferito però che Emma, ora Mrs Knightley, mostrasse un evoluzione maggiore.
La sua fissazione sul combinar matrimoni non le è passata e ora il suo obiettivo è Miss Bates.. Certo, almeno in parte è scusabile dal voler contrastare le mire di Mrs Elton non di certo lusinghiere, sulla stessa miss Bates, ma sembrava quasi che al di fuori di questo argomento nulla le interessasse.
Anche altri personaggi sono rimasti fermi nella loro immagine a tal punto che, considerati gli eventi sia precedenti che relativi alla vicenda, risultavano un po' eccessivi e fuori luogo...

Al di la di questi piccoli e trascurabili difetti che forse rispondono più ad un mio gusto personale piuttosto che ad effettive mancanze, ho apprezzato molto lo stile della Bebris e l'evoluzione di questo giallo.
Ammetto che sono una frana nello scoprire i colpevoli nei gialli, ma personalmente ho trovato il tutto ben costruito e il colpevole impossibile da individuare prima della soluzione stessa..

Mi dispiace solamente di non aver letto tutti i romanzi in serie in quanto a volte c'erano alcuni rimandi a romanzi precedenti, non essenziali ai fini della trama, è vero, ma pur sempre rimandi dei quali non capivo l'origine..
Mi toccherà provvedere a colmare le mie lacune...

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Gialli, Thriller, Horror
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    07 Aprile, 2016
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Incubi

In questo libro il vero protagonista è il senso di terrore che pervade l'intera storia..
Si parte da quasi la fine per descrivere una storia di terrore.. Una storia di vampiri come poche..
Vampiri originali che temono le croci e l'acqua santa e possono essere uccisi con un paletto ben appuntito.. Vampiri che ammaliano e ingannano, incubi notturni che chiedono di essere invitati in casa per poi sfamarsi
Crudeli e spietati vampiri capaci di tutto..
Ed è a Salem che inizia tutto..

Il protagonista è Ben, uno scrittore che vede trasformarsi in realtà le più antiche storie.

Come al solito King non vuole scrivere una storia solo fine a se stessa, ma vuole dare ai suoi lettori spunti di riflessione.. E in questo libro troviamo la religione, o meglio, la fede vista sotto diversi punti di vista: la fede innocente, la fede che vacilla, ecc..

Come sempre un bellissimo capolavoro.

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Fantasy
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    07 Aprile, 2016
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Il vangelo secondo Loki

Non ho molta esperienza della mitologia nordica. Quel poco che so è derivato dai brevi accenni in qualcosa che ho letto o spezzoni di film e serie tv che al momento ricordo vagamente...
Una cosa di cui ero convinta era, ad esempio che Loki fosse il figlio di Odino, ma è evidente che non è così...
Ho pertanto scoperto diverse cose leggendo questo libro.

Mi è piaciuta molto la strutturazione dei capitoli, ognuno dei quali riportava "Lokabrenna" (il vangelo secondo Loki) unitamente alla "parabola del giorno".
Ho amato anche che il narratore fosse lo stesso Loki, quindi un punto di vista decisamente poco obbiettivo e un giudice molto particolare su cosa era giusto o sbagliato (spesso invertendo i significati e considerando solamente quello che era a suo vantaggio).

Tutto bene fin qui, ma mi è mancato qualcosa.
Pur avendo sorriso alle avventure di Loki e apprezzato quanto precedentemente detto, ho trovato la narrazione fredda e in un qualche modo distante.
Diversi brani sono risultati ai miei occhi addirittura noiosi e se non fosse stato per la scorrevolezza dello stile della Harris, difficilmente avrei completato la lettura.

Credo che infine manchi quel "non so che" che rende un libro una lettura indimenticabile.

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Romanzi autobiografici
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    05 Aprile, 2016
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Sforzo eccessivo

Apprezzo lo sforzo, davvero, ma è stato uno sforzo eccessivo.

Ho preparato la playlist e ho iniziato la lettura,
Bellissima idea questa di inserire come titolo ad ogni capitolo una canzone e di permettere al lettore di assaporare meglio un determinato momento, o meglio, così dovrebbe essere.
Perchè spesso le canzoni esprimevano un sentimento diametralmente opposto alle parole riportate e confondevano nella lettura.
Ammetto, senza giri di parole, che il rap non è assolutamente il mio stile, e di canzoni di questo genere ce ne sono davvero molte all'interno del romanzo, ma ci sono anche altri generi.
Ad ogni modo ho ascoltato e letto tutto e solo a fine lettura ho espresso un giudizio.

Non metto in dubbio che l'esperienza vissuta dallo scrittore si sia svolta davvero, ma è stata accuratamente "infiocchettata" e farcita di momenti commoventi talmente eccessivi da non far scorrere nemmeno una lacrima.
Ad esempio la madre che vende il sangue per poter comprare da mangiare non è possibile in Italia (nemmeno in passato) e quindi questo fatto è stato probabilmente aggiunto per far impietosire il lettore, espediente che trovo abbastanza disdicevole.

Tutto sommato la lettura è scorrevole ed è stata un buon passatempo per un paio d'ore.

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Classici
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    10 Febbraio, 2016
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Il Paese delle meraviglie

Che differenza c'è tra un corvo e una scrivania?

Ho fatto un bellissimo viaggio con questo libro...
Non solo mi sono catapultata insieme ad Alice nel Paese delle Meraviglie, e mi sono allungata e ristretta innumerevoli volte, ma anche un viaggio indietro nella memoria al cartone della Disney che non vedo da tantissimo tempo, per non parlare al film di Tim Burton (che invece ho visto recentemente)

Un giorno Alice arrivò ad un bivio sulla strada e vide lo Stregatto sull'albero.
- "Che strada devo prendere?" chiese.
La risposta fu una domanda:
- "Dove vuoi andare?"
- "Non lo so", rispose Alice.
- "Allora, - disse lo Stregatto - non ha importanza".

Bellissime frasi che mi hanno fatto sorridere per i loro non sense.. non a caso ad Alice girava la testa!!
Peccato che non abbia scelto l'edizione in lingua originale, certi giochi di parole non rendono se vengono tradotti!

Nella mia edizione ho apprezzato maggiormente "Alice nel paese delle meraviglie" rispetto ad "Alice attraverso lo specchio" nonostante in quest'ultimo la poesia del tricheco e del carpentiere che mangiavano le piccole ostrichette mi hanno fatto ricordare nitidamente le immagini del cartone ed ho riso tantissimo!!

Alice nel paese delle meraviglie è lineare, nel senso che c'è un percorso, un po' strano e molto tortuoso, ma sicuramente un percorso, mentre nel mondo dello specchio è tutto troppo caotico e, lo ammetto, il fatto che non conosca minimamente il gioco degli scacchi ha forse peggiorato le cose per me.. Alice era in un prato e improvvisamente in un treno e poi di nuovo nel prato..

In realtà però li ho amati entrambi! Meravigliosi nella loro struttura di questi mondi fantastici!

Un bellissimo sogno e una bellissima lettura!

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Letteratura rosa
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    18 Novembre, 2015
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Fuori dallo schema

Questo è il secondo di tre volumi di Pamela Aidan che ripercorrono il romanzo di Orgoglio e Pregiudizio dal punto di vista di Mr. Darcy.
Premetto che amo ritrovare i personaggi di Orgoglio e Pregiudizio anche in veste nuove, anche con caratteri non proprio coincidenti dell’idea che ho io del personaggio, riservandomi di esprimere un giudizio solo a lettura completa e ripensando a tutto lo sviluppo del romanzo.
Solitamente è impossibile non giudicare il secondo libro di una serie senza considerare anche il primo, ma per questo farò un eccezione, altrimenti dovrei darne un giudizio negativo che non merita.
Infatti la trama e le situazioni in cui ritroviamo Darcy nel periodo ricompreso tra la partenza da Netherfield Park e il successivo incontro con Elizabeth a Rosings sono non solo inverosimili, ma anche poco attinenti sia con l’idea che ho io del personaggio di Darcy e delle situazioni che potrebbe vivere, sia con la storia di Orgoglio e Pregiudizio.
Considererò quindi questo libro un mistery (perché è di questo che si tratta) a se stante.

Dopo questa lunghissima premessa e contrariamente a quello che potrebbe sembrare, posso ammettere che questo libro mi è piaciuto.
Per quanto improbabili, gli eventi hanno creato una trama complessa e quel pizzico di soprannaturale (o misticismo) che non stonava nell’insieme.
La scrittrice evidentemente ha voluto mettere in evidenza le differenze fra le donne comuni della società disposte a tutto pur di accalappiarsi un marito con le loro maniere artefatte, e la spontaneità nei gesti e nei modi di Elizabeth (nei ricordi di Darcy, ovviamente).

Personaggio di spicco è sicuramente il valletto Fletcher, non solo capace di anticipare i desideri del padrone, ma anche un abile aiutante nel risolvere i misteri del castello di Norwicke.

Lo stile fluido che tanto mi era piaciuto nel primo libro, viene mantenuto anche in questo libro anche se si è tinto di sfumature gotiche e soprannaturali.

Un bel libro che però può essere pienamente apprezzato solo se decontestualizzato dalla storia di Orgoglio e Pregiudizio.
Non vedo l’ora di leggere il terzo e ultimo libro per ritrovare il Darcy di sempre in compagnia con Elizabeth.

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Narrativa per ragazzi
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    17 Novembre, 2015
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FACEBOOK

Ho amato l’idea di base di questo romanzo: cosa sarebbe successo se all’epoca degli inizi di internet, fosse apparsa improvvisamente una schermata che ora noi conosciamo così bene?
Facebook, con i suoi pregi e i suoi difetti, prende vita davanti agli occhi di due adolescenti nel 1996.
Foto, commenti, informazioni personali, sono tutti lì, nero su bianco, e Emma non riesce proprio a capacitarsi di come qualcuno possa spiattellare al mondo tutte quelle informazioni, ma, grazie a quelle, scopre che la sua vita non è felice.
Scoprire di poter cambiare il futuro è una tentazione che pochi si lascerebbero sfuggire, sarà così anche per Emma e Josh?

Come dicevo, l’idea di fondo è molto bella ed originale, ma il mio giudizio finale su questo libro rimane molto tiepido ed i motivi sono molteplici.
Emma, la protagonista, è un concentrato di egoismo e di indifferenza da lasciarmi senza parole. Insopportabile è dire poco.
Inoltre nonostante le buone basi, non vengono esplorate le caratteristiche di internet e alcune tematiche connesse all’utilizzo dei social, vengono a malapena accennati. Si poteva fare di più.

I punti di vista della narrazione sono alternativamente Emma e Josh e ritengo che, senza ombra di dubbio, poteva essere ampliata l’esplorazione del carattere di entrambi.
A parte il fatto che è insopportabile e che ha una situazione familiare un po’ complicata, di Emma non si conosce nulla, e lo stesso si potrebbe dire di Josh.

Nel complesso un romanzo interessante e piacevole, ma mi aspettavo di più.

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Classici
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    27 Ottobre, 2015
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Vagabondare tra le vite passate

Il vagabondo tra le stelle racconta la storia di Darrell Standing, condannato per aver commesso un delitto, che, attraverso la tortura della “giacca” (una camicia di forza legata talmente stretta da far provare dolore), riesce ad entrare in uno stato spirituale durante il quale ripercorre le sue vite passate.
È evidente pertanto che il romanzo si articola così in due parti; troviamo quindi le varie storie delle vite passate di Darrell che mi hanno incuriosito molto, e la storia principale della vita in carcere, delle sevizie subite e dei dolori patiti.
Non c’è una netta suddivisione tra le due parti che si mescolano all’interno del romanzo seguendo le tempistiche delle torture subite dal protagonista.

Il tono cupo delle descrizioni della vita carceraria mi ha molto colpito.. la routine, le falsità, ma anche le paure di chi non dovrebbe avere paura..
Certamente un libro di denuncia scritto da chi non ha paura di dire (o, in questo caso, di scrivere) le cose come realmente stanno.
Ammetto di non amare in modo particolare i romanzi di denuncia anche se questo mi ha comunque intrattenuto abbastanza piacevolmente grazie alle storie delle vite passate.

Un libro da leggere almeno una volta nella vita

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Narrativa per ragazzi
 
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5.0
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    11 Settembre, 2015
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AMORE E MATEMATICA

“I prodigi riescono ad imparare rapidamente ciò che altri hanno già capito; i geni scoprono ciò che nessun altro ha scoperto prima. I prodigi imparano, i geni fanno.”

Colin è un ragazzo prodigio e impara continuamente e costantemente tutto quello che può, ma sa che arriverà ad un certo punto e poi dovrà scoprire qualcosa altrimenti verrà superato dagli altri, dai “geni”.

“Qui stiamo parlando di una gran voglia di diventare famoso”
“No, io voglio essere significativo”

Colin, come se il suo essere un prodigio non bastasse, ha anche un’altra particolarità: ha avuto 19 ragazze che si chiamavano, tutte, Catherine, e dalle quali è stato inesorabilmente mollato.
E così gli viene la pazza e strana idea di applicare la matematica alle relazioni amorose, così da sapere in anticipo l’esito della storia.
Ma sarà davvero così semplice?

“Il futuro cancellerà ogni cosa: non c’è grado di fama che può trascendere l’oblio.”

Attraverso un viaggio in macchina con il suo amico Hassan, Colin scoprirà un po più di se stesso e della vita, utilizzando la matematica ogni volta che può.
Chi ha detto che la matematica non serve a nulla nella vita reale? Per Colin non è così e farà di tutto per poter dimostrare che tutte le relazioni possono facilmente adattarsi ad un teorema matematico.
Amo la matematica, ed è stato davvero un piacere ritrovarla in una veste completamente nuova, comica e briosa.

Adoro lo stile di John Green ogni volta.
L’ho conosciuto all’inizio con “Colpa delle stelle”, poi ho proseguito con “Cercando Alaska” ed in seguito “Città di carta”, leggendo anche “Will ti presento Will” (a 4 mani con David Levithan), ed infine sono arrivata a questo libro.
Ogni volta riesce a sorprendermi parlandomi di personaggi particolari, ma a loro modo, veri, perché tutti, in fondo, abbiamo le nostre particolarità che ci distinguono gli uni dagli altri e tutti abbiamo una storia da raccontare.
John Green da quel pizzico di colore ad ogni storia, quel tanto che basta per renderla unica: comicità, pazzia, malinconia, ecco solo parte degli infiniti ingredienti utilizzati per creare questo romanzo che, ad alcuni, può sembrare anche un po’ surreale, ma in questo grande e pazzo mondo, tutto è possibile, no?

Un libro su un viaggio che è anche una crescita, un evoluzione con risate, serietà ed emozioni.

“i libri erano i Mollati supremi: li abbandoni e loro ti aspettano in eterno; se ti affezioni, loro ti ricambiano per sempre”.

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Gialli, Thriller, Horror
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    09 Settembre, 2015
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CONFESSIONE

Agghiacciante è l’unico aggettivo che mi sembra appropriato per descrivere questo libro.
Non può essere infatti descritta altrimenti la confessione che un professoressa fa i suoi alunni iniziando con la frase “Due di voi hanno ucciso mia figlia…” e terminando con la vendetta personale che ha già messo in atto…
E questo è solo l’inizio di una storia raccontata attraverso vari punti di vista e vari espedienti narrativi: abbiamo in primis la professoressa che ha perso da poco una figlia, i suoi due alunni responsabili della morte della bambina e le varie persone che ruotano intorno a loro. E ogni volta che qualcuno prende la parola, il significato è sempre differente

Non ho amato la trama e non ho nemmeno apprezzato lo stile, tanto freddo quanto sono i personaggi all’interno di questo romanzo, nonostante i diversi espedienti narrativi lo rendessero dinamico.
È praticamente impossibile credere che tutte queste persone possano arrivare a tanto, ed è impossibile concepire tutti questi atteggiamenti non solo freddi, ma anche calcolatori, dei personaggi principali. Soggetti senza anima.
Era così tanta l’incredulità che non riuscivo a staccare gli occhi dal libro; non potevo credere a quello che leggevo eppure volevo sapere come sarebbe andata a finire.
La tensione sale capitolo dopo capitolo, parola dopo parola, per arrivare ad un finale esplosivo che lascia tutti a bocca aperta, ancora una volta increduli per il libro appena terminato.

Non ho amato questo libro perché non mi ha trasmesso molto. Nessun insegnamento o anche un accenno culturale, ma, ad ogni modo questo romanzo apre uno spiraglio sulla pazzia, sul senso di onnipotenza e anche di perdita che spesso porta l’uomo a compiere atti stupidi e insensati.

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Narrativa per ragazzi
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    09 Settembre, 2015
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crescita

Harry cresce, e come tutti gli adolescenti che crescono, è più scontroso e polemico.
È soggetto ad obblighi che non capisce, vorrebbe partecipare attivamente, ed invece è costretto a subire. Ma con tutti gli avvenimenti precedenti, non potrebbe essere diversamente.
Come al solito, il libro si apre con Harry a casa dei Dursley, in ansia perché nessuna notizia importante gli arriva dai suoi amici, e la sua amata Edvige non gli porta più posta ad eccezione della Gazzetta del Profeta al quale Harry è abbonato.
Certo le cose non si mettono meglio a scopla con la Umbridge e le sue regole!
Tante emozioni ed avventure anche in questo nuovo capitolo della saga di Harry Potter.

Harry cresce e lo stile della Rowling cresce con lui. L’atmosfera diventa via via più seria, l’ambiente gioviale di Hogwarts diventa più duro e le punizioni più crudeli e non mancano di certo le emozioni forti.

Di più non mi dilungo perché il prossimo libro già mi aspetta!

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Gialli, Thriller, Horror
 
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3.3
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4.0
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    03 Settembre, 2015
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LETTURA SINGOLARE

A volte sento parlare di narratore inaffidabile, ma come essere sicuri di avercelo di fronte?
Ammetto di non essere particolarmente brava nella suddivisione dei libri per genere o per loro particolari caratteristiche, ma sono sicura che “Abbiamo sempre vissuto ne castello” corrisponde a quello che può essere definito come libro con narratore inaffidabile.

In questo caso il narratore è Merricat. Si vive tutta la storia attraverso il suo distorto punto di vista fatto di credenze, rituali e particolari giochi. Sotto molti punti di vista Merricat sembra una bambina (molto piccola) che non ama gli estranei e fa i capricci… invece Merricat è grande, una ragazza che, almeno per quanto riguarda l’età, può essere definita un’adulta.
A lei spettano alcune incombenze come andare a fare la spesa in paese, aggiustare la rete del giardino, ecc…
Sicuramente però non ha il permesso di preparare i pasti. Questo è esclusivo compito della sorella Constance che con pazienza e dedizione si occupa di Merricat e dello zio invalido.
Via via che procedevo con la lettura mi sono accorta che alcune parole, alcune frasi buttate quasi a caso, mi facevano riflettere. Tutto diventava assurdo e allo stesso tempo, intrigante… quale sarà il mistero che avvolge la famiglia Blackwood?

Bello anche lo stile che mi ha dato la parvenza, come anche la storia, di qualcosa sospeso nel tempo e nello spazio. Sicuramente anche lo stile ha contribuito a creare l’atmosfera così particolare che contraddistingue questo libro.

Infine, il fatto che ho apprezzato maggiormente è che la storia si presta a diverse interpretazioni, ognuna delle quali pone sicuramente più domande rispetto alle risposte presenti.

Una bella e singolare lettura.

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Fantasy
 
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3.5
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    12 Agosto, 2015
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AWAKENED

Ogni volta che prendo in mano un libro di questa serie mi ripeto sempre che è l’ultima volta.
Non amo solitamente le serie che si protraggono all’infinito perché alla lunga stancano sempre.
Ma poi, per caso, mi capita di mettere le mani sul libro che dovrei leggere per continuare la serie (in questo caso il numero 8) e un po’ per la provvidenza, un po’ per il momento e la voglia di leggere qualcosa di non impegnativo, ed ecco che Awakened si aggiunge alla lista dei libri letti.

Dilungarmi sulla trama non avrebbe senso considerando il fatto che è il libro numero 8 e che sarebbe comunque tutto spoiler per chi non ha letto i libri precedenti, ma posso dire che è stata una lettura scorrevole che ho concluso in pochi giorni e che è anche riuscita a commuovermi (tanto).
A volte è bello e rilassante leggere qualcosa il cui unico scopo è quello di intrattenerti per qualche tempo.

Uno stile fluido che ben si adattava alla mia voglia di leggere qualcosa di semplice e poco impegnativo.

E il seguito? Chissà, magari in un altro momento come questo..

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Narrativa per ragazzi
 
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5.0
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    11 Agosto, 2015
Top 50 Opinionisti  -  

Nulla sarà più come prima

Eccoci di nuovo con Harry Potter.
Stavolta lo ritroviamo contento, con un padrino e decisamente più solare rispetto al solito, e con l’immancabile voglia di tornare nel mondo magico…
Credo che questo libro rappresenti un punto di svolta nella saga Di Harry Potter.
Non che siano mancate le avventure nei capitoli precedenti, ma qui gli eventi prendono una piega più decisa, e il pericolo è palpabile, concreto.
Niente sarà più uguale dopo questo libro.
Inutile dilungarmi sulla trama, non potrei comunque rendere giustizia alla maestria con la quale J.K. Rowling descrive il torneo Tremaghi, la complessità delle sfide, ma soprattutto gli umori e i sentimenti di un’età in cui l’unica cosa certa è la confusione onnipresente.

In questo libro viene prepotentemente introdotto un nuovo sentimento, più tragico, che non abbandonerà più la saga.
Se prima i motivi per commuoversi erano pochi o nulli, ora è meglio preparare i fazzoletti.

Giunta al quarto romanzo ancora mi chiedo come ha fatto J.K. Rowling ad inventare tutto questo, sempre più elementi, tutti inevitabilmente collegati ai libri precedenti e futuri.

Leggere Harry Potter è come una magia che ti investe e di cui non puoi più fare a meno.

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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    07 Agosto, 2015
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RAVEN BOYS

- Noah le porse la mano.
“Oh, ma hai la mano gelida” Ashley strinse il pugno contro la maglietta per scaldarsi.
“Sono morto da sette anni” disse Noah. “Non diventerà mai più calda di così” -

Questo è solamente un brano del libro che però racchiude tutto il fascino di questo libro.

Blue è figlia di veggenti dai quali, però, non ha ereditato il dono. Lei è solamente un antenna che amplifica le percezioni di altri.
La sua vita si incrocerà con i Raven Boys, 4 ragazzi della prestigiosa scuola di Henrietta, Angloby.
Conosciamo così Gansey, un ragazzo ossessionato dalla ricerca di Glandover e dalla linea di prateria.
Dopodiché troviamo Adam, ragazzo dolce che frequenta la Angloby grazie ad una borsa di studio.
Abbiamo inoltre Ronan, ragazzo aggressivo e scostante, forse turbato dal suo passato, ed infine Noah, sempre tetro e sfuggente, un enigma.
Ecco il quartetto di ragazzi tutti riuniti da Gansey nel nome di un’unica causa.

Ho adorato questo libro ricco di misteri e di eventi pagina dopo pagina.
La scrittrice, inoltre. È stata davvero formidabile, non solo ha sfruttato ogni occasione per lasciare un indizio al lettore, ma è anche riuscita ad essere imprevedibile sotto ogni punto di vista.
Con uno stile semplice e lineare, ha creato una storia ricca e particolareggiata.
Spesso, durante le mie letture, mi accordo di quanto sia vero il detto “il troppo stroppia”, ma questo non è assolutamente il caso.
L’attenzione rimane alta fino alla fine e, anche allora, ho rimpianto il fatto di non avere subito tra le mani il secondo volume per perdermi tra le sue pagine.
Infatti, anche i personaggi sono ben delineati e, a fine lettura, potevo, a ragione, sostenere di conoscerli, al punto di sentire la loro mancanza subito dopo aver concluso il libro.

A questo punto non bisogna pensare che l’ambientazione sia stata trascurata in quanto tutti i luoghi, la casa di Blue, il loft, il bosco, persino la casa di Adam e la chiesa abbandonata, sono descritti così bene che non è difficile immaginarli tutti nei minimi particolari.
Con questo non voglio dire che le descrizioni presenti siano lunghe e noiose, tutt’altro, infatti sono fermamente convinta che pochi elementi ben piazzati all’interno della storia rendano meglio l’idea di lunghe descrizioni.

Ovviamente non vedo l’ora di leggere il secondo libro!

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Narrativa per ragazzi
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    31 Luglio, 2015
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Hunger Games

Quando una mia amica mi ha apostrofato dicendomi “l’ho letto io che al massimo leggo 5 libri all’anno e non lo hai letto tu?” ho capito che era ora di leggere Hunger Games
Perché ho aspettato tanto? Non so, probabilmente ero più curiosa di leggere libri dei quali non sapevo nulla piuttosto che questo del quale avevo già avuto diverse notizie nonché visto trailer e scene tratte dal film. Eppure ero certa che mi sarebbe piaciuto, ed infatti è stato proprio così.

Quando leggo libri che hanno come protagonista un personaggio come Katniss, so che questo è già una garanzia per un buon libro.
Katniss è forte, coraggiosa e sa cavarsela da sola in ogni situazione, in fondo è proprio lei che ha sfamato la madre e la sorellina più piccola da quando è morto il padre in un esplosione nelle miniere di carbone.
Vive in un distretto, il 12, dove è obbligata a sopravvivere ogni giorno, così, quando la sorellina viene estratta per partecipare come tributo agli Hunger Games non esita un attimo e si offre come tributo al suo posto.
Ed ha inizio un gioco, un gioco crudele e spietato, uno contro tutti, ed anche lì vince chi sopravvive. Un esito incerto fino alla fine.

Lo stile è scorrevole e lineare. Il mondo creato dalla scrittrice è semplice, senza troppe innovazioni, giusto quelle tecnologiche che non hanno praticamente limiti, niente strane parole o nuovi slang da sapere. Un mondo distopico “pulito”, ma che, proprio per questo ho adorato.
In fondo bastano anche pochi elementi ma buoni per creare un ottimo libro!

Un romanzo adrenalinico, pieno di suspense con un esito incerto e un seguito che di certo non mi perderò!

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Romanzi storici
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    24 Luglio, 2015
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Artemisia Gentileschi

Un libro che parla di arte, un libro che parla di una vita, la vita di Artemisia Gentileschi, famosa pittrice.

Susan Vreeland traccia la vita di Artemisia con abile maestria partendo da documenti ufficiali e via via mischiando realtà e finzione per colmare quei buchi che inevitabilmente la storia ci lascia.
Il racconto della vita di Artemisia parte da un punto ben preciso: il suo processo per aver subito violenza carnale.
Ci troviamo nella Roma seicentesca caratterizzata da una società fortemente patriarcale e maschilista. Questo è un punto fondamentale perché mi ha fatto capire come sia possibile che, pur essendo la vittima, Artemisia sia stata torturata, mentre rendeva la sua testimonianza, dalle corde che la Sibilla tendeva, torcendole la carne dei polsi e delle mani e che infine sia stata sottoposta a pubblica umiliazione.

Da questa vita tormentata Artemisia è riuscita a trovare l’ispirazione e la passione per le sue opere tutt’oggi ammirate. Una passione, la sua, che eclissa tutto il resto, famiglia compresa.
E come potrebbe essere altrimenti considerando l’esempio che le da il padre? O forse proprio per questo avrebbe dovuto capire le attenzioni che una figlia merita dal proprio genitore?
Artemisia Gentileschi è forte e determinata, ma fredda. Questo è ciò che mi ha colpito di più, la freddezza nei rapporti con le altre persone in netto contrasto con la passione che mette nelle sue opere.

In parte concordo con la scrittrice per il carattere che ha donato a Artemisia, la sua forza e la sua determinazione sono qualità che l’hanno premiata nonostante il periodo storico non fosse portato ad accogliere l’emancipazione femminile. In altri campi però la scrittrice si è presa alcune libertà e non vorrei che la freddezza nel suo carattere sia una di quelle.
È inutile sottolineare che quando ho a che fare con romanzi incentrati su personaggi realmente esistiti, faccio qualche ricerca per saperne di più…
Da quello che ho trovato mi sarei aspettata uno sviluppo maggiore della vita a Napoli che invece viene trattata brevemente e non sembra così importante come in realtà è stata.
Con questo non voglio dire che il romanzo non mi sia piaciuto, anzi, l’ho trovato bellissimo!!
E quando un libro ha anche la capacita di farti conoscere qualcosa di nuovo, cosa si può volere di più?

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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    06 Luglio, 2015
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Sogno o son desto?


Questa lettura mi ha colpito (e molto).
Innanzitutto il protagonista di questa storia è particolare e mi ha incuriosito: un bambino perspicace, uno che sa cavarsela da solo e per il quale chiamare un adulto è l’ultima risorsa per risolvere i problemi. Un bambino solitario che ama leggere e non ama la compagnia perché ”i libri erano sempre meno pericolosi delle persone”.
Anche la storia mi ha affascinato. Per tutta la durata della lettura non mi è mai passata la sensazione che potesse essere tutto frutto dell’immaginazione troppo fervida di un bambino solitario..

Le atmosfere cupe che è riuscito a ricreare Neil Gaiman sono davvero impressionanti; la paura e il terrore che paralizzano il protagonista e tutti gli altri sentimenti sono così intensi da rapirmi e conquistarmi.
Molti definiscono questo un libro per ragazzi… io non credo. Le atmosfere sono molto cupe e questa mescolanza tra l’ordinario e lo straordinario non è così semplice da comprendere.
Inoltre tutte le vicende vengono narrate dal punto di vista di un adulto che, in qualche modo, eleva il range di età a cui si riferisce (il protagonista ha 7 anni al momento dello svolgimento delle vicende).

Infine ho amato come viene più volte sottolineata la convinzione del protagonista e, in fondo, di tutti i bambini, ovvero quella che gli adulti non hanno mai paura, sono forti e nulla li fa piangere.
Anch’io da piccola ci credevo, ma poi sono cresciuta e ho scoperto come stanno veramente le cose… in fondo è vero quello che dice Gaiman:

Nemmeno gli adulti, dentro, hanno l’aspetto da adulti. Fuori sono grandi e grossi, sventati e sicuri di se. Dentro, invece, hanno l’aspetto di sempre, quello che avevano alla tua età. La verità è che gli adulti non esistono. Non ce n’è nemmeno uno in tutto il mondo.”

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Gialli, Thriller, Horror
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    30 Giugno, 2015
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Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi!

Mi sono accostata a questo libro con molta cautela; non sapevo cosa aspettarmi e speravo che lo stile di Joe Hill, rispecchiasse almeno in parte quello del padre ed infatti ho trovato molto di Stephen king in lui.
Ma passiamo al romanzo in questione.

Ig, dopo una notte folle passata ad ubriacarsi a causa della morte della fidanzata Merrin, della quale è accusato da tutti (anche se ufficialmente scagionato per mancanza di prove), si risveglia con un bel paio di corna pulsanti.
Da quel momento in poi, ogni persona che Ig incontrerà potrà dire solamente la verità, per quanto spiacevole essa possa essere.
Questo è solo l’inizio del romanzo, un inizio carico di premesse che si svilupperanno pagina dopo pagina e flashback dopo flashback.

Mi è piaciuta molto la forte simbologia che ripercorre tutto il romanzo, il bene e il male non completamente distinti, un cattivo visto come un uomo giusto, compassionevole e perfetto, e un buono visto… beh, come un diavolo!
Questo rende il romanzo molto complesso al di là della trama o della storia in sé.

“Diceva che Satana compare in un sacco di altre religioni, solo che certe volte è buono. Di solito è quello che si porta a letto con un trucco la Dea della fertilità e dopo un po’ fanno nascere il mondo”

Per quanto riguardo lo stile, ho visto molto di King mentre leggevo, d’altro canto penso che sia inevitabile.
Ma è poi giusto paragonare il figlio con il padre? Non si dovrebbe considerare lo scrittore in se e non come figlio di qualcuno?
Beh, anche in questo caso le mie impressioni sono molto buone.
Lo stile è scorrevole e il ritmo è sostenuto fin dalle prime pagine e verso la fine accelera molto, cosa che potrebbe apparire ad alcuni sgradevole ma che invece a me è piaciuta, in quanto idonea con i fatti narrati.
Inoltre ho trovato che i personaggi principali fossero ben caratterizzati, ad eccezione forse di Lee sul quale ci sarebbe stato ancora molto da dire. Invece Ig e Merrin risultano essere personaggi completi e complessi soprattutto una volta che tutti i tasselli vengono messi al loro posto e tutto viene svelato.

Ci sarebbe molto altro da dire, ma senza citare i fatti e gli avvenimenti è pressoché impossibile rendere bene l’idea della complessità e del simbolismo di questo romanzo, quindi… buona lettura!

“Solo il diavolo opera con tutte le ragioni, promettendo di punire coloro che rendono la terra stessa un inferno per chi osa amare e provare sentimenti… Il diavolo è sempre pronto ad aiutare chi è pronto a peccare, che è un altro modo per dire “vivere””

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Fantascienza
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    26 Giugno, 2015
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Mystic

Theo Lawrence ha creato tutte le premesse per una buona serie , peccato che non sia riuscito a sfruttarne appieno le potenzialità.

Ci troviamo in una New York del futuro dove il riscaldamento globale ha fatto tutti i danni possibili creando uno scenario davvero particolare. Ormai il mondo è totalmente sommerso dall'acqua; poche sono le terre emerse rimaste e pertanto anche il verde, alberi e piante, sono ormai soltanto storia.
In questo scenario apocalittico l’unica salvezza è rappresentata dai mystic, umani dotati di energia mistica capace di alimentare la città.

Avrei voluto che questa ambientazione fosse stata maggiormente descritta. Leggendo, si capisce il degrado, si capisce lo sfruttamento dei mystic, ma tutto ciò viene appreso come un puro dato di fatto. La società non è pronta ad imparare dai propri errori, anzi tende a ripeterli: lo sfruttamento è alla base della loro vita e anche lo spreco non viene limitato (fatto che deve essere provato in quanto il discorso sullo spreco è stato appena accennato).

In tutto questo c’è la storia di Aria.
La troviamo che si sveglia, senza memoria, nella sua stanza da letto con la sola storia (raccontata, non ricordata) di un overdose, con conseguente perdita di memoria, come gesto drammatico a causa della storia d’amore con il figlio della famiglia rivale..
Peccato che i frammenti di ricordi che si insinuano prepotentemente nella sua testa non si amalgamano bene con quella versione,

Ho adorato questa storia, ma avrei voluto un approfondimento maggiore dei personaggi…
Infatti, nonostante il punto di vista sia quello di Aria, non sono riuscita a comprenderla pienamente; la sua ricerca dei ricordi perduti era così frenetica che non c’è stato tempo, immagino.
Anche la figura di Hunter non è chiara. Volutamente misterioso rimane un enigma fino alla fine e non sono riuscita a cogliere il suo vero carattere.

Ovviamente il finale è aperto e questo mi fa ben sperare che tutti i dubbi e le domande troveranno finalmente risposta nel prossimo libro.

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Gialli, Thriller, Horror
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    12 Giugno, 2015
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il detective Marlow


“Il grande sonno” è un noir ben strutturato e ben riuscito, ma questo non mi è bastato.
Non mi basta riconoscere che è un bel romanzo per riuscire ad apprezzarlo fino in fondo perché molte sono le cose che non mi sono piaciute.

Innanzi tutto, il detective Marlow, rude e supponente, non è il personaggio che amo ritrovarmi come protagonista nei romanzi che leggo. Non sono riuscita ad entrare in sintonia con lui, ma questo credo che fosse l’obiettivo di Chandler, quando ha creato questo personaggio.
Ciò dimostra che ci sono dei libri che semplicemente non fanno per me.

Certo, la traduzione non proprio eccellente e il linguaggio spesso eccessivo ed offensivo, non ha contribuito molto a far entrare questo libro tra le mie grazie.
Semplicemente non ci siamo presi. Capita.
Probabilmente il noir non fa per me.

Questo non vuol dire che non abbia apprezzato la trama, l’ambientazione e gli intrecci che sono stati perfetti. Tramite le parole ho potuto immaginare tutte le azioni e non mi era nemmeno difficile immaginare le inflessioni della voce in quanto le parole riuscivano a rappresentare tutto egregiamente.
Non per niente questo libro è diventato un film con un attore del calibro di Humprey Bogart.

Peccato non essersi presi.

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Romanzi
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    05 Giugno, 2015
Top 50 Opinionisti  -  

Domani nella battaglia pensa a me, dispera e muori

Domani nella battaglia pensa a me, e cada la tua spada senza filo.
Domani nella battaglia pensa a me, quando io ero mortale e lascia cadere la tua lancia rugginosa.
Che io pesi domani sopra la tua anima, che io sia piombo dentro il tuo petto e finiscano i tuoi giorni in sanguinosa battaglia.
Domani nella battaglia pensa a me, dispera e muori.
Riccardo III – Shakespeare

Mi è difficile dare un giudizio a questo libro perché, innanzi tutto, non mi è piaciuta la storia.
Lo so, parlare di “storia” è riduttivo, ciò non toglie che io l’abbia trovata un tantino morbosa e a tratti eccessiva.
È morbosa, sì, perché altrimenti non saprei come definire la scena iniziale dove Victor, il protagonista, rimane di fianco a una donna (Marta) evidentemente agonizzante senza chiamare un’ambulanza, un vicino o anche un passante, ma rimanendo a guardare la tv senza volume finché lei non muore tra le sue braccia. Morboso e contro ogni logica.
D’accordo, ci sono delle situazioni attenuanti all’interno della trama, come il fatto che Marta è sposata, ma credo che invece della morte sia preferibile qualsiasi altra cosa, no?
È morboso anche per gli attaccamenti che mostra Victor nei confronti degli oggetti che si porta con se e che non specifico per non svelare troppi dettagli.
Ma come ho detto, parlare di storia è troppo riduttivo. Questo è, infatti, un libro che parla dell’animo umano imperfetto, ingannatore e spesso egoista.
Verità tenute nascoste, domande non poste (ancora non ho capito come è morta Marta) e mille altre sfaccettature della complessa anima umana.
Interessante sicuramente, ma non è stato affatto piacevole leggere questo libro.

Non ho apprezzato nemmeno lo stile troppo ripetitivo in alcune riflessioni che, anche se servivano a ricordare le analogie che possono verificarsi tra due eventi, rallentavano in modo esasperante la lettura.
Inoltre, ammettiamolo, le continue citazioni del Riccardo III di Shakespeare potranno essere poetiche e bellissime, ma alla lunga annoiano!

Devo dire che ho tirato un respiro di sollievo quando sono arrivata alla fine ma, nonostante tutto, non mi sento in grado di stroncare completamente un libro come questo che sicuramente ha contenuti interessanti che potrebbero essere maggiormente apprezzati da altri lettori.
Lascio quindi a chi verrà dopo di me il compito di giudicare meglio questo libro.

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Letteratura rosa
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    03 Giugno, 2015
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Eleanor & Park


Il titolo di questo libro potrebbe essere inserito splendidamente in questa frase “Per una volta nella vita perché non lasciate il titolo originale?”
“Eleanor & Park”, il titolo originale, non è forse più incisivo di quello che hanno scelto per l’edizione italiana?
Ho davvero fatto molta fatica a capire che si trattava dello stesso libro, e anche se avevo molta voglia di leggere “Eleanor & Park” dato i numerosi pareri positivi nel web, è passato molto tempo prima di comprendere che si trattava in realtà di “Per una volta nella vita”.
Ho iniziato a leggere con aspettative davvero molto alte che, come spesso accade in questi casi, sono state in parte disattese.
Non so cosa volevo esattamente da questo libro, so però che non sono riuscita ad entrare in sintonia con i personaggi.

Eleanor ha una vita difficile e già dalle prime pagine mi aspettavo una ragazza matura che viveva tutto in un certo modo, con difficoltà forse, ma a testa alta. In buona parta del libro ho trovato tutto quello che mi aspettavo, ma negli ultimi capitoli ho trovato un’involuzione…
Park invece è un classico “nerd”, timido e tropo occupato con musica e fumetti per accorgersi di chi gli sta intorno, tranne quando è costretto. Un po’ strano, ma chi non lo è in fondo?
I personaggi sono buoni, ben delineati e con un carattere che spicca. Fin qui tutto bene, ma vogliamo parlare del loro innamoramento?
No, non è il classico colpo di fulmine che si trova un po’ ovunque, quando i due si vedono per la prima vola e due pagine dopo sono in preda alla passione.
No, qui si passa dal nulla, ad una vera e propria ossessione!!
Non si parlano, non si confidano, nulla… mi sembra una relazione tra bambini, piuttosto che tra adolescenti (timidi d’accordo, ma c’è un limite a tutto!).

Lo stile, invece, mi è piaciuto. La scrittrice è riuscita a parlare di una vita difficile e incidentata senza scadere nel banale. Ammetto che più volte ho pensato ”Caspita, capitano tutte a lei!!”, ma ad ogni modo non posso che constatare come sia stata capace di rispecchiare l’animo di adolescenti più o meno problematici.

Un buon libro con ottimi spunti di riflessione e un buon sviluppo, peccato che non mi abbia entusiasmato come mi aspettavo.

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Romanzi
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    01 Giugno, 2015
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IL GIARDINO DEI SEGRETI

“il giardino dei segreti” di Kate Morton è un libro complesso e non si può che rimanere colpiti ed essere avvolti completamente dal suo mistero.
La trama si articola attraverso vari periodi storici e diversi punti di vista.
Si parte dal 1913, quando il capitano del porto Hugh incontra una bambina abbandonata a se stessa e si conclude nel 2005.
La bambina abbandonata si chiama Nell, o meglio, questo è il nome che Hugh e sua moglie le hanno dato quando l’hanno adottata, e questa è la sua storia, la ricerca della verità.
Capitolo dopo capitolo, il mistero si fa più complesso, ciò che prima sembrava chiaro, dopo poche pagine non lo è più.
Sono rimasta affascinata da questa storia familiare così complessa e non riuscivo a staccare gli occhi dal libro.

Ammiro moltissimo la scrittrice. Non deve essere facile raccontare una storia articolandola attraverso diversi periodi storici e diversi punti di vista. Avevo già conosciuto Kate Morton con il suo libro “Una lontana follia” e già allora mi era piaciuta molto. Lo stile inoltre, non risente della complessità della trama, ma rimane scorrevole e semplice.
I punti di vista sono molteplici, ma quelli principali sono Eliza, Nell e Cassandra. Sappiamo fin da subito che Nell è la nonna di Cassandra, ma qual è il loro rapporto con Eliza?

Ammetto che, se all’inizio non avevo capito nulla della vita di Eliza, Nell e Cassandra, già a metà libro ho potuto intuire la “risoluzione” del mistero, complici il fatto che uno dei punti di vista era quello della stessa Eliza.

Un libro complesso, fatto di intrecci e di mistero… un vero piacere leggerlo!
Devo ammettere che anche l’ambientazione ha fatto la sua parte: un piccolo cottage isolato che affaccia su una scogliera è un luogo che da solo ispira storie del mistero.
Davvero avvincente

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Fantasy
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    28 Mag, 2015
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Peccato per la traduzione

Faccio una piccola premessa: questo libro mi è piaciuto e, devo ammettere, anche molto… nonostante tutto!
Sì perché non credo che debba essere incolpato l’editing o la traduzione orribile per dare un giudizio negativo al libro…
Dico io, avevate così fretta di pubblicarlo??? A mio avviso una rilettura ci stava tutta, anzi andava fatta!!
Stendiamo poi un velo pietoso sulla copertina… ma chi l’ha fatta ha almeno aperto il libro? Mai e poi mai avrei pensato ad un angelo vedendo quel piccolo esserino in ombra. Molto meglio, come spesso accade, la copertina originale che arriva dritta al punto. Sì perché le ali dell’angelo sono descritti come grandi e maestose, non due piccole alette da fatina dei boschi!

Ma come detto non posso e non voglio giudicare un libro da tutto questo, pertanto da ora in poi mi baserò esclusivamente sulla storia.

Ho veramente adorato il mondo apocalittico descritto. Gli angeli, non visti come protettori, ma come nemici pronti ad uccidere e distruggere tutta l’umanità, ma che poi vengono corrotti da essa… quindi non certo puri e privi di difetti.
La descrizione della città abbandonata mi ha colpito molto… le case distrutte, la ricerca incessante di cibo, la desolazione, mi ha trasmesso proprio il senso di pericolo adatto alla storia..

Mi sono piaciuti anche i personaggi.
Peryn è determinata… Coraggiosa? Forse, ma soprattutto determinata a trovare la sorella ad ogni costo, anche se ciò significa allearsi con il suo peggior nemico
E qui entra in gioco Raf, il bellissimo angelo a cui vengono strappate le ali e che intraprende il viaggio con Peryn.

Non so se, a questo punto, riesco a dare una valutazione obiettiva dello stile, separando l’opera dal lavoro di traduzione, ma ci provo.
In alcuni punti la narrazione è piatta ma non sono riuscita a cogliere se la colpa è della traduzione che non è riuscita a scegliere dei vocaboli più incisivi o se veramente la scrittrice scrive così..
Sono decisamente più propensa a pensare che sia tutta colpa della traduzione dal momento che non sempre vengono rispettati i tempi verbali e che la grammatica è pessima, con refusi e ripetizioni continue (e con errori davvero grossolani in alcuni casi). Non dico che avrei fatto un lavoro di traduzione migliore, ma dizionario italiano-inglese alla mano, avrei cercato sicuramente dei vocaboli più appropriati alla vicenda raccontata.
Ed è davvero un peccato perché credo che il romanzo perda davvero molto con questa traduzione.

Sperando in una traduzione diversa, sono molto curiosa di leggere il seguito, in quanto il finale, come al solito, è molto aperto…

Un bellissimo libro, peccato per la traduzione…

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Narrativa per ragazzi
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    26 Mag, 2015
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GGG

Il Grande Gigante Gentile
Questo libro contiene una storia sia per adulti che per bambini.
Badate bene, non ho scritto favola… la parola “favola” infatti rimanderebbe ad un certo tipo di storia e questo non è certo il caso.
Non esiste qui il “c’era una volta” o principi e principesse destinati ad incontrarsi, ma forse, pensandoci bene, si potrebbe parlare comunque di favola. In fondo, quello che davvero conta, è la morale, no? L’insegnamento che le parole nascoste tra avvincenti vicende, ci vogliono trasmettere… e il GGG è ricco di insegnamenti.
Bambini e adulti possono spaventarsi, emozionarsi e vivere una splendida avventura con questo libro!

Lo stile, rivolgendosi in primo luogo a una determinata fascia d’età, è semplice, ma non per questo banale. Il linguaggio del GGG è sublime e sbalorditivo. Dahl gioca con le parole e riesce a trovale la giusta combinazione per trasmettere la mancanza di istruzione.
"chiaro o scuro?"
I nomi inventati per gli altri giganti sono formidabili e non possono che incutere terrore. Inghiotticicciaviva, ciucciabudella, spellafanciulle, sono solo alcune prove dalla grande inventiva di Dahl.

Una lettura davvero preziosa.

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Classici
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    25 Mag, 2015
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Persuasione

Ho adorato alla follia questo libro!! E come avrei potuto fare altrimenti quando chi scrive è Jane Austen?
Mi è piaciuta soprattutto la protagonista, Anne. Ci troviamo di fronte ad una donna con una certa età, una miss, che ha imparato da tempo i suoi doveri grazie ad una madre che purtroppo non c’è più e a causa anche di due sorelle, una malata di vanità, l’altra di attenzioni.
Non è più il tempo dei colpi di testa per la nostra Anne che è già (per l’epoca in cui il romanzo è ambientato) avanti con l’età, ma non vuol dire che non sia piena di passioni e sentimenti. Verrà il tempo per il suo riscatto!!

Lo stile della Austen mi colpisce ogni volta. La sua capacità di delineare con minuziosi particolari e con infinita ironia la società del suo tempo, mi meraviglia in ogni occasione. E così, mentre leggo, si formano immagini precise dei luoghi e dei personaggi.

Devo ammettere che mi sono meravigliata quando ho scoperto di apprezzare il personaggio di Anne. In genere non amo molto i personaggi troppo miti che ben si confondono con lo sfondo, ma una volta conosciuta Fanny di Mansfield Park, mi sembra che questo carattere, pur non spiccando per audacia e personalità particolare, si stacca comunque dallo sfondo… infatti la protagonista osa non solo sperare, ma anche agire, pur rimanendo nei rigidi canoni di comportamento che la società dell’epoca impone…
Eppure dall’inizio non lo avrei mai detto…
In realtà è proprio quel suo carattere che si fa persuadere troppo facilmente anche a discapito della sua felicità e che la spinge a quel suo errore di gioventù che infine la fa maturare.
E noi la conosciamo proprio in quel momento, quando il tempo ha già compiuto la sua magia e diventa impossibile non apprezzare le qualità di Anne.

Come al solito uno splendido romanzo firmato Jane Austen.

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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    22 Mag, 2015
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Quel che resta

Questo è stato un libro davvero interessante.
Dapprima ho apprezzato solo le vicende che mi mostravano la vita di un maggiordomo inglese ed ho sorriso davanti a certe puntigliosità che, al giorno d’oggi, sono virtù rare presenti forse solamente a corte.
Ma poi, man mano che la lettura avanzava, mi sono accorta che il romanzo prendeva spessore e profondità. Nel libro è onnipresente il concetto di dignità, requisito che il protagonista considera fondamentale per un maggiordomo.
Lui intende la dignità come una sorta di compostezza davanti ad ogni situazione, un senso del dovere intenso e profondo, io invece la interpreto come freddezza e prigionia, in una gabbia dorata sicuramente, ma sempre di prigione si tratta.
Questo romanzo infatti porta a riflettere sulla vita, ti sprona a non sprecare le occasioni e le possibilità che ti si presentano, ma soprattutto ad osare.

Lo stile mi è piaciuto molto. È scorrevole, lineare e talvolta, soprattutto quando vengono descritte le minuziosità del lavoro del maggiordomo, molto ironico.

Un romanzo che fa riflettere sulla vita.
Finchè si vive nella propria bolla di sapone si è in pace, ma quando la bolla scoppia e la realtà delle cose entra prepotentemente nella vita, le certezze, che si possedevano fino a quel momento, vacillano.
È proprio in quel momento che, voltandosi indietro, bisogna saper dire “ne valeva la pena” perché altrimenti, quel che resta del giorno, o della vita, è nulla…

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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    21 Mag, 2015
Top 50 Opinionisti  -  

Pulp!

Da dove iniziare per commentare questa lettura?
Pulp è letteralmente un miscuglio di cose: una base thriller, con un po’ di fantasy e un tocco noir e tanta ironia. Cosa risulta? Proprio un bel pasticcio!!!
Troviamo la signora Morte impersonata da una bella ragazza bionda, un tizio che dovrebbe essere morto da un po’ e non lo è, un’aliena (e un alieno), un passero rosso e poi c’è lui Nick Belane, l’investigatore più improbabile, ubriacone fino all’estremo, scommettitore sempre con il bicchiere mezzo pieno (non di acqua) e la sigaretta in mano…
Voi ci state capendo qualcosa? Io no, ma Bukowsky, almeno in questo libro, è così.

Per quanto riguarda lo stile, Bukowsky non è esattamente “il mio tipo”. Molto spesso volgare anche quando non ce ne sarebbe bisogno, lo stile mi ha lasciato sorpresa come, immagino, tutti quelli che per la prima volta si sono avvicinati a Bukowsky.
La sua ironia è pesante ma si colloca bene nelle improbabili disavventure di Nick Belane. Nick stesso lascia il lettore basito! E chi mai vorrebbe come protagonista un 55enne beone, con il vizio delle scommesse e, come se tutto ciò non bastasse, anche in sovrappeso? Beh Bukowsky sì! E, anche solo per questo, merita tutto il mio rispetto.

Ammetto che il primo incontro con questo scrittore è stato piuttosto shoccante, ma questo non mi ferma dallo scommettere (ah, l’influenza di Nick!) che in futuro lo incontrerò di nuovo.

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Gialli, Thriller, Horror
 
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    20 Mag, 2015
Top 50 Opinionisti  -  

Povero Henry!

Povero, povero Henry…
Nonostante il titolo fuorviante, i protagonisti di questo giallo di Carrie Bebris non sono Fanny, ora Mrs Bertram, e Edmund, ma ritroviamo ancora una volta Elizabeth e Darcy.
In questo romanzo la scrittrice vuole dare una scossa all’indolente e sempre silenziosa Anne, facendola fuggire con… indovinate? Ve lo dico?
Ma no, è ovvio, lascio a tutti la possibilità di scoprire il nome, anche se non è una lunga attesa…
Quello che importa è che, ancora una volta, viene richiesta la presenza di Darcy e Elizabeth quali, loro malgrado, investigatori.

Lo stile della Bebris mi piace. Ho adorato come il carattere Elizabeth abbia acquistato nuova vita senza tuttavia essere snaturato ma mantenendo tutta la sua tipica curiosità.

Devo dire che questo giallo è davvero ben fatto e probabilmente da sola non sarei riuscita a svelare il mistero che aleggiava intorno ai coniugi Darcy. Posso aggiungere, inoltre, che ero talmente in sintonia con il personaggio di Elizabeth, nonostante diversi capitoli anche dal punto di vista di Darcy, da non capire se non verso la fine, proprio come lei, il vero “colpevole”.

Un finale senza sorprese, come molte volte appare nei derivati di Orgoglio e Pregiudizio, ma non per questo meno amato.

Adoro ritrovare i miei adorai protagonisti di Orgoglio e Pregiudizio e questo romanzo me lo ha permesso in modo inaspettato e piacevole.

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