Opinione scritta da LuigiDeRosa

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    17 Luglio, 2013
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C'era una volta in Afghanistan una fatina triste

In un piccolo villaggio afgano dimenticato da Dio, Maidan Sabz, viveva un contadino di nome Baba Ayub con la sua numerosa famiglia. Era il tempo in cui sulla terra div, jinn e giganti vagavano indisturbati dettando la loro legge di sopraffazione a tutti gli esseri viventi e in particolare agli uomini ai quali chiedevano un tributo di sangue: ogni villaggio visitato da un div doveva sacrificare un bambino in cambio della sopravvivenza della comunità. Il piccolo villaggio di Baba Ayub per molto tempo fu risparmiato degli esseri maligni , i suoi abitanti ebbero modo di vivere felici, soprattutto Baba Ayub che si godeva la compagnia dell'ultimo nato Qais, fra i bambini del villaggio il più bello, intelligente, adorabile.
E venne il giorno che un div attaccò il villaggio, l'essere maligno gigantesco fu annunciato dal vento impetuoso e dallo sconquasso terrificante di un terremoto, chiese agli abitanti di Maidan Sabz il sacrificio rituale. Baba Ayub , capo villaggio , tirò a sorte fra i suoi figli e la sorte scelse: Qais. Con la morte nel cuore Baba Ayub , nella notte, pose fuori dall'uscio il piccolo Qais aspettando che il mostro all'alba venisse a prenderlo e così fu. Ma il dolore fece impazzire Baba Ayub, l'uomo non voleva rassegnarsi a quella perdita, partì alla ricerca del mostro, attraversò il deserto, scalò una montagna sulla cima della quale i saggi del villaggio gli avevano detto avesse dimora il div e infine sfinito da tale prova, giunse nel palazzo del mostro.
Il div quando vide quel poveretto venirgli incontro minaccioso con una piccola falce da contadino,sorrise beffardo.
Baba Ayub ,per niente intimorito, gli intimò di restuirgli Qais.
Il div allora gli fece notare che rischiava la vita, ma Baba Ayub gli rispose che quella l'aveva già persa il giorno che gli era stato portato via Qais.
Il div ammirato afferrò Baba Ayub e attraverso l'immensa vetrata del suo palazzo gli mostrò in basso tutta la sua terra, fatta di giardini meravigliosi circondati da fiumi rigogliosi e animali di ogni genere e, meraviglia delle meraviglie, centinaia di bambini felici, fra questi Baba Ayub riconobbe Qais.
Il div guardò negli occhi Baba Ayub e gli rivelò che il figlio nel suo palazzo sarebbe potuto essere felice per sempre, ma vista la prova d'amore che lui aveva superato, gli offriva la possibilità di riprendersi il bambino anche se così scegliendo, il figlio non avrebbe potuto più fare ritorno in quel Paradiso : spettava a Baba Ayub decidere. Baba Ayub ancora una volta con la morte
nel cuore , immagginando la vita di miseria e stenti alla quale Qais sarebbe stato destinato se avesse fatto ritorno al villagio, decise per la seconda volta di abbandonare il figlio. Il div si mostrò ancora una volta commosso dalla scelta di quel piccolo uomo, ma Baba Ayub stavolta
lo maledisse : "Vorrei che tu arrostissi all'Inferno per quello che mi hai fatto!"
Il div non si scompose, ebbe pietà di quel padre e gli diede da bere una pozione che cancellava tutti i ricordi compreso il ricordo di aver avuto un figlio di nome Qais.
Questa fiaba raccontata da Hosseini all'inizio del suo romanzo sintetizza tutte le tematiche sviluppate dall'autore nel romanzo vero e proprio, l'amore fra padri e figli,fra madri e figli, il sacrificio che un padre o una madre sono disposti ad affrontare per un figlio, ma anche l'amore fra fratelli e sorelle. Kalhed Hosseini vi racconterà storie di bambine vendute a coppie ricche perchè tanta era la miseria della famiglia di origine, vi racconterà la storia di una bambina dal volto orribilmente sfigurato con una accetta dallo zio per un'eredità contesa, vi racconterà il coraggio e la vigliaccheria di chi poteva cambiare la vita di una persona e non l'ha fatto e di chi invece la scelta sarà disposto a farla anche a rischio della vita. Un romanzo complesso, molto articolato rispetto al "Cacciatore di Aquiloni e Mille splendidi soli", ma ugualmente sorprendente come la fiaba che vi ho narrato che ha un'aggiunta finale che io mi guardo bene dal raccontarvi.


La curiosità : Kalhed Hosseini ha venduto 4 milioni di copie in Italia dei suoi libri precedenti e 38 milioni in tutto il mondo!

La frase : (...) Dalla sua poltrona Baba si lamenta e si agita.
"mi spiace davvero" dico.
"Di cosa?"
"Che si siamo trovate troppo tardi."
"Ma ci siamo trovate,no?" dice con la voce rotta dall'emozione. "E lui è così adesso.Ho trovato una parte di me che avevo perduto." Mi stringe la mano."E ho ritrovato te,Pari." Le sue parole fanno riaffiorare i miei desideri infantili. Ricordo che quando mi sentivo sola sussurravo il suo nome,il nostro nome,e,trattenendo il respiro aspettavo un'eco, certa che un giorno avrebbe risposto.Sentendo Pari che pronunciava il nome ora, in questo soggiorno, è come se tutti gli anni che ci hanno diviso si sovrapponessero l'uno sull'altro,più e più volte, come se il tempo si ripiegasse su se stesso, riducendosi a una fotografia o a una cartolina, e riportando la reliquia più luminosa della mia fanciullezza a seder accanto a me, a tenermi la mano e a pronunciare il mio nome.
da L'Eco rispose di Khaled Hosseini ; Piemme; 2013

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    11 Luglio, 2013
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Grillo,Casaleggio: Uno vale Uno?

Ancora oggi 11 luglio 2013 Beppe Grillo, dopo l'incontro con il Presidente della Repubblica, durante la conferenza stampa dimostra intelligenza, acume e lucidità, molta più di tanta gente che siede da anni in parlamento passandosi ormai lo scranno di padre in figlio ed ora anche, new entry, i nipoti! Chi non lo ama lo può tacciare di populismo e arroganza, ma dice il vero quando parla di un paese che ha bisogno di misure urgenti , che lo sfacelo è dovuto all'incapacità di chi ancora governa, di chi da mesi dice di rimandare l'IMU e l'aumento dell'IVA ma non sa che soluzioni alternative prendere , salvo poi spendere milioni di euro per gli F35 e una guerra in Afganistan che ci è costata vite umane prima e milioni di euro dopo.
Grillo ci ricorda che il tasso di disoccupazione più alto dal 1977,che abbiamo : una delle tassazioni più alte d’Europa, che Il Parlamento è espropriato dalle sue funzioni, la legge elettorale detta Porcellum è incostituzionale e i parlamentari sono stati nominati a tavolino da pochi segretari di partito. Aggiunge che il debito pubblico ci sta divorando, paghiamo di interessi circa 100 miliardi di euro all’anno, che crescono ogni giorno(...) L’Italia ha l’assoluta necessità di aiutare le imprese con misure come il taglio dell’Irap, una tassazione al livello della media europea, con servizi efficienti e meno costosi, con la protezione del Made in Italy assegnato solo a chi produce in Italia e con l’eventuale applicazione di dazi su alcuni prodotti. Allo stesso tempo è urgente l’introduzione del reddito di cittadinanza. "Ci preoccupiamo dei problemi del mondo quando non riusciamo ad assistere gli anziani e non diamo possibilità di lavoro ai nostri ragazzi che devono emigrare a centinaia di migliaia" etc (potete leggere e vedere l'intera conferenza su www.beppegrillo.it)
Il Beppe nazionale ha ragione, mentre i signori parlamentari si astengono dal loro lavoro per un giorno per i guai giudiziari di un vecchio miliardario, noi moriremo precari a vita in casa dei nostri genitori perché un affitto non ce lo possiamo permettere e si permettono di darci pure del bamboccione !
Detto questo , perché era sacrosanto e doveroso, dobbiamo anche imparare a leggere "il lato oscuro delle stelle", dobbiamo riflettere sulle contraddizioni del suo Movimento il 5Stelle che non è fatto solo di astri luccicanti.Nel libro di Mello dapprima si apprende il funzionamento di internet e del cosiddetto marketing virale, senza questa breve e chiara infarinatura non capiremmo le trappole che ci sono nel web e tutta la strategia studiata a tavolino da Casaleggio & C. che è l'anima del Movimento. Nel testo inoltre c'è un consiglio che va seguito,il più importante, ed è imparare a porci una domanda , sempre e comunque , nei riguardi di qualunque personaggio pubblico e di qualsiasi movimento o partito : Chi c'è dietro? Quali lobby, interessi economici si nascondono dietro un Movimento, un portale, una piattaforma web etc? Solo scoprendolo riusciremo a non farci esautorare della nostra libertà, a diventare tanti "Spartaco" e non le formiche di un formicaio "meetuppiaono".
Dietro Grillo c'è un ottima organizzazione la Casaleggio e Associati, realizzata da un esperto di marketing: Gianroberto Casaleggio. Nel libro si descrive il loro manuale, "Tu sei la rete", guida a firma di Davide Casaleggio, figlio del manager di cui sopra, perfetto "bignami" per l'indirizzamento delle masse a loro insaputa . Nel saggio di Mello si descrive la nascita e il funzionamento dei Meetup, della democrazia che in questo movimento sembrerebbe non esserci , ricordate il "mito di Uno vale Uno?, ma lette le vicende di Michele Morini, Luigi de Magistris, Sonia Alfano e altri dissidenti,Uno non vale Uno quando dall'altra parte c'è Grillo-Casaleggio, si perché o si è con Grillo - Casaleggio o si è fuori! Il Movimento 5Stelle si scaglia contro i poteri forti eppure fra i soci della Casaleggio e Associati c'è il signor Enrico Sassoon che di poteri forti se ne intende. Nel libro si parla di quel subdolo mondo che è internet che non è affatto il paese della cuccagna e della libertà peer to peer che ci vogliono far credere. In questo saggio potrete apprendere cos'è un troll, un fake,che cos'è un influencer, che cos'è una flame wars, che cos'è un astroturfing etc , in definitiva capirete come ,in modo machiavellico, si può manipolare tutto e tutti nella rete.
Quello che penso , dopo aver letto il testo di Federico Mello e che Beppe Grillo ci ha aiutato e ci aiuterà: è stato il primo e l'unico a dire che Parmalat era una scatola vuota , ma la democrazia, quella vera , non quella digitale!, è fatta di uomini in carne e ossa che possono dire anche NO, senza essere tacciati di tradimento o espulsi. Capiterà un giorno che qualcuno organizzi un Vaffanculo Day contro Grillo & C e il signor Grillo se crede nel rispetto dell'opinione altrui lo dovrà accettare se no è inutile raccontarci la balla di UNO vale UNO etc

di Luigi De Rosa


La frase: (...) E' in questo che Gianroberto Casaleggio decide di mettersi in proprio e dare vita alla Casaleggio Associati.Lo fa con alcuni collaboratori incontrati nell'esperienza Webbeg :
Enrico Sassoon, Luca eleuteri,il figlio Davide Casaleggio e Mario Bucchic. Di questi il nome che salta più all'occhio è quello di Enrico Sassoon che , seppur abbia solo il 5 % della società, farà molto parlare di sè negli anni seguenti./ Sassoon giornalista per oltre vent'anni del Sole 24 ore/ ha spiegato Micromega è stato nel 1998 amministratore dell'American Chamber of commerce in Italy di fatto una lobby indirizzata a favorire i rapporti commerciali delle corporation americani in Italia (...) a Sassoon non manca un passaggio nel board dell'Aspen Institute Italia, ovvero, il pensatoio creatura di Gianni Letta che illustra così le sue attività sul proprio sito : "La missione di Aspen è l'internazionalizzazione della leadership imprenditoriale, politica e culturale del Paese attraverso un libero confronto tra idee e provenienze diverse per identificare e promuovere valori,conoscenze e interessi comuni".(...) il metodo Aspen "privilegia il confronto dibattito" a "porte chiuse" (...) attorno al tavolo Aspen discutono leader del mondo industriale, politico, sociale e culturale in condizioni di assoluta riservatezza. (...) L'Aspen Institute viene definito come un'emanazione del Gruppo Bilderberg (130 fra le persone più influenti al mondo sono in questo gruppo e tengono riunioni private ogni anno). // Cosa ci fa un uomo con rapporti stretti con il gotha del potere italiano, tra i soci di Casaleggio?
da Il lato oscuro delle stelle di Federico Mello;Imprimatur;2013 estratti da pagg.132,133,134.

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    09 Luglio, 2013
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il dolore si mischiò a qualcosa di dolce

Rebecca Tenaci , lascia Roma con i suoi genitori per trasferirsi con la famiglia a Domegge di Cadore, il trauma è forte per la ragazzina; passare dall'Urbe al profondo Nord non si rivelerà
un 'esperienza bellessima. Dopo un primo momento di spaesamento però ,Bi, come la chiamano Valentina , la sorella maggiore e le sue migliori amiche, Stella e Livia, si adatterà alla nuova vita. Non più uscite in giro per il centro caotico della capitale, che è pur sempre una giungla, ma trekking tra boschi e radure silenziose. Una mattina mentre le tre indivisibili ragazzine sono in giro per il solito bosco fuori paese a misurarsi in un gioco, una specie di lippa, con mazze e pietre da colpire lungo l'alveo del ruscello sarà proprio nel laghetto alla fine del percorso che le quattro ragazzine faranno una macabra scoperta ,quella del corpo senza vita di un ragazzo il cui volto è stato in parte sbranato!
C'è dunque una belva feroce, un cane sciolto?, un lupo solitario che si aggira nel bosco?
Il commissario Badile con l'agente Filo e il dottor Ros, dopo il ritrovamento di un secondo cadavere orrendamente mutilato ne sono quasi sicuri , ma c'è qualcosa che non torna, sarà proprio Bi, testarda e incosciente a trovare il bandolo della matassa che sorprenderà tutti i lettori.

Francesca Bertuzzi ha scritto un giallo interessante, è stata capace di alternare scene splatter a scene di poesia e quest'alternanza non stona ma convince, se da una parte c'è un corpo slabbrato con la materia cerebrale riversa sul terriccio, dall'altra c'è la storia degli elefanti, animali che gli etologi scoprirono capaci di sviluppare un linguaggio che , a seconda delle circostanze , sviluppava nuovi registri, gli stessi animali tolti alla savana e rinchiusi in uno zoo, impararono nuovi barriti, si scoprì che imitavano i suoni dei tir dell'autostrada vicina, avevano imparato a chiedere aiuto a quelli che credevano loro simili imparandone il "linguaggio". Anche gli esseri umani più deboli e bistrattati messi alle strette sono capaci di reazioni allucinanti , lo scoprirete in questo giallo.


La frase: Quando uscimmo dalla coltre di alberi il sole mi fece girare la testa. Mi voltai un istante.Il bosco era lì,intatto, la ginigiana dell'acqua muoveva disegni liquidi sugli abeti,e gli uccellini cinguettavano sereni.Guardai verso la strada.Le ragazze erano già alla prima curva asfaltata.
da La Belva di Francesca Bertuzzi Newton & Compton ;2013

La frase : Il ricordo del volto di Livia volle dire dolore per molto,molto tempo. Ma ci fu un giorno, per essere esatta una mattina,in cui mi svegliai pensando a quella volta in cui, da bambine, avevamo scattato una cinquantina di foto in pose stupide. Mi venne in mente lei che si annusava i piedi con aria disgustata urlando : Scatta, scatta ora!"
E sorrisi.Non piansi.Quello fu il momento in cui il dolore si mischiò a qualcosa di dolce, che aveva sempre abitato in quelle memorie.
da La belva di Francesca Bertuzzi Newton & Compton ; 2013.

La curiosità: Ha diretto e montato il backstage del film Vallanzasca - Gli angeli del male di Michele Placido.

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Narrativa per ragazzi
 
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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    08 Luglio, 2013
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Io Auggie Pullmann vincerò il Mondo!

August Pullman, per tutti Auggie, è un ragazzino americano vive nel quartiere di North River Heights a New York ha un cane di nome Daisy molto affettuoso, la Xbox, tutta la collezione dei film di Guerre Stellari di cui è un fan sfegatato, ha una sorella più grande Olivia per tutti "Via" (non capirò mai l'insensatezza delle storpiature dei nomi che fanno gli americani), ha un padre e una madre affettuosissimi, ed infine una nonna di origini brasiliane che lo adora. Da poco ha compiuto l'età per iscriversi in prima media andrà alla prestigiosa Beecher Bep diretta da Mister Kiap ,altro cognome che è tutto un programma. E' una ragazzino sveglio e sensibile con un talento per le materie scientifiche fuori dal comune, ma è terrorizzato dal primo giorno di scuola , perché lui a scuola non c'è mai andato. Perché non ha frequentato le elementari come ogni bambino? Sindrome di Treacher-Collins, si chiama il suo problema, una malattia rara ed ereditaria che colpisce le fattezze di una persona lasciando inalterato tutto il resto. Nonostante fin dalla nascita il bambino abbia affrontato a delicatissime e dolorosissime operazioni di ricostruzione facciale; i chirurghi, per dirne una, gli hanno tolto un pezzo di anca per ricostruirgli la mandibola, il suo viso è , senza girarci intorno, orribile! Coloro che hanno una cultura cinematografica lo definirebbero un freaks, i più infami un orco o un mostro, alcuni compagni di classe che conoscerà quando deciderà di frequentare la scuola e affrontare il Mondo lo chiameranno E.T. o Gollum, per intenderci. Dunque la storia di questo ragazzino è sconvolgente , disumana, spiazzante, incantevole, delicata, sublime. L'autrice ci accompagna nella sofferenza di questo bambino, nella terribile presa di coscienza di scoprirsi un diverso, un mostro, perché è così che lo vedono tutti gli altri. Eppure attraverso le vicende narrate nel romanzo scopriamo che c'è speranza per lui e per noi . Per lui di essere accettato e accettarsi, per noi di percorrere lo stesso cammino che ci rende migliori:umani. Il libro nasce da una vicenda vera accaduta all'autrice. La signora "Palacio" era, in un pomeriggio newyorkese , in giro nel parco di holdeniana memoria, con i suoi figli e seduta su di una panchina vide una bambina con la sindrome di Treacher-Collins, e ne rimase sconvolta". La Palacio racconta : "sono stata presa dal panico, temevo che mio figlio di tre anni vedendola avrebbe reagito urlando , come aveva fatto alla festa di Halloween. Mi sono alzata di scatto, ho chiamato l'altro mio figlio e sono scappata. Alla mie spalle ho sentito la madre della ragazzina che, con voce calma, diceva: "Forse è ora di tornare a casa". Mi sono sentita un verme e non sono riuscita a dimenticare quest'esperienza."
Questo libro è un'esperienza bellissima che vi insegnerà a non essere dei vermi.
Questo libro lo consiglierei ai professori come testo di narrativa per i preziosi contenuti educativi che offre dalla prima all'ultima pagina. Questo libro in modo sereno, onesto, senza stupida retorica e ipocrito perbenismo vi spiegherà cosa intedeva Giovanni quando scrisse nel suo Vangelo: Qualunque creatura di Dio vince il mondo 1-1 Gv.5,4
di Luigi De Rosa




La frase: I suoi occhi sono circa due centimetri più sotto il punto in cui dovrebbero trovarsi, quasi a metà delle guance. Sono inclinati verso il basso con un’angolazione estrema, come se qualcuno gli avesse intagliato in faccia due fessure in diagonale, e quella sinistra e decisamente più bassa della destra. sporgono fuori perché le sue cavità oculari sono troppo poco profonde per contenerne i bulbi. Le palpebre superiori sono sempre mezze abbassate, come se stesse per addormentarsi e quelle inferiori si afflosciano talmente che sembra che un filo invisibile gliele stia tirando verso il basso: si vede il rosso all’interno dell’occhio, come se fossero rigate. August non ha né sopracciglia né ciglia. Il suo naso è sproporzionatamente grosso per la sua faccia e, come dire … carnoso. La testa a due rientrane nel punto dove dovrebbero esserci le orecchie, come se qualcuno avesse usato un paio di pinze giganti per schiacciargli la parte centrale della faccia. Non ha zigomi. Da una parte e dall’altra del naso due grinze profonde gli scendono fino alla bocca, cosa che lo farebbe sembrare di cera. A volte la gente crede che si sia ustionato in un incendio: sembra che i suoi lineamenti si siano fusi, tipo le gocce che si rapprendono ai lati della candela.
Da Wonder di R.J. Palacio Pag.84 Giunti 2013

La curiosità : Palacio è uno pseudonimo scelto dall'autrice in onore della mamma colombiana, è un art director che vive a New York sposata con due figli., questo è il suo primo romanzo.

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    06 Luglio, 2013
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Resistere non serve a niente...il sangue dei vecch

Tommaso Aricò è il figlio disgustosamente obeso di un malavitoso e quando quest'ultimo finisce in galera cessano per lui anche i privilegi, ma la madre con la saggezza e la rassegnazione del popolo gli dice : 'a ranocchiè ce la caveremo. Il ranocchietto di mamma Irene si darà da fare , perché stupido non è . Nel 2001 viene assunto come trade d'assalto nella sede romana di una grossa banca, guadagna 10mila euro al mese e il 3% sugli stock stipendio giustificato perché tratta derivati, strumenti rischiosi, ma Tommaso è l'aspetto rude della banca d'affari, non è pagato per essere gentile con i clienti, lui dribbla la Borsa e non è costretto ad accordarsi con qualunque trend . Il ranocchietto fin da bambino aveva dimostrato talento per la matematica neanche fosse stato Nash, per lui il lavoro in banca si dimostrerà un parco di divertimenti. Il problema non è il denaro sporco ma quello "caldo", i soldi senza patria, il lato oscuro della globalizzazione per cui un operatore può decidere quale operazione finanziaria elaborare a seconda della legislazione vigente in un determinato paese, quell'armamentario sempre più complesso di private banking, off sheet, SIV, shell company, dove i burocrati della tributaria non sanno che pesci pigliare. Tommaso è uno squalo ma non dei più pericolosi attraverso la sua descrizione Siti ci apre le porte ad un mondo quello dell'alta finanza che non ha più niente di umano e la colpa, mi sembra di capire fra le righe del libro non è solo di questo mondo senza scrupoli, ma di noi tutti che lasciamo ogni giorno che ci spappolino il cervello con i "derivati" sociali, culturali, economici che ci offrono dalla mattina alla sera. La globalizzazione è marcia perché per esempio oggi il mercato vende telefonini in Burundi, per che in quelle popolazioni che avrebbero bisogno solo di pane ha diffuso l'idea del bisogno dell'aggeggio telefonino come più importante e prezioso di un pezzo di pane e fra l'altro , il pane si poteva fare in casa , in economia e indipendenza, un telefonino lo devi comprare da altri , devi farlo funzionare grazie ad altri ancora : d'un tratto quel Mondo di cui ci eravamo liberati secoli fa, fatto di uomini schiavi del potere arrogante di altri uomini, in modo più subdolo è rientrato dalla finestra ,o no? Un libro diverso degli altri in circolazione , fa male come un pugno in faccia , i segni che ti lascia dentro sono insegnamenti utili. Lo consiglio a tutti quelli che nella lettura non vedono un divertissement ma un momento di acuta riflessione.


di Luigi De Rosa


La frase : La mia fascinazione per il male è oscura anche a me stesso; quanto al fascino che su di me ha sempre esercitato il denaro, ricordo un'immagine che ho letto chissà dove nell'opera di Bruce Chatwin. I figli bruno-dorati dei beduini nomadi del deserto non piangono mai e sono tra i bimbi più contenti al mondo; le donne beduine possiedono gioielli molto elaborati e quando si spostano portano tutta la loro fortuna intorno al collo. viaggiando tengono i neonati legati al seno da una fascia di cuoio e i piccoli si addormentano cullati dall'ondeggiare del cammello: quando si svegliano vedono il mondo come un fondale mobile, mitizzato e impreziosito dal dondolante e rossastro fulgore dell'oro materno.

da Resistere non serve a niente di Walter Siti;Rizzoli; 2013 - Nota al testo.
La curiosità: Walter Siti è il curatore per Meridiani della Mondadori dell'opera omnia di Pier Paolo Pasolini.Ha partecipato come "preside" al cast della trasmissione TV di Italia 1 : La scimmia.

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    04 Luglio, 2013
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Quando sapremo la verità ce la saremo dimenticata

"Un animale può essere feroce e anche astuto, ma per mentire bene non c'è che l'uomo" apro questa recensione con le parole dello scrittore britannico
Herbert George Wells perchè meglio di altre sintetizzano quello che si intuisce sia accaduto a Genova nel 2001. Leggendo questo testo che è il diario di Vincenzo Canterini, Comandante del Primo reparto mobile di Roma all'epoca dei fatti e che sempre nel 2001 curò la formazione del Settimo nucleo sperimentale , voluto dal Ministero per intervenire nelle situazioni più rischiose al G8 di Genova. Nel racconto di Canterini emergono due bestialità che non meritano alcuna giustificazione quella dei black bloc e dei loro spalleggiatori occulti che misero a ferro e fuoco la città, distruggendo auto e attività commerciali,ferendo persone innocenti compresi molti uomini delle Forze dell'Ordine che erano lì per fare il loro dovere e poi la ferocia dei misteriosi Gos che a quanto si legge nel libro furono i veri massacratori dei ragazzi della DIAZ; entrambi i componenti di questi gruppi erano a volto coperto ed entrambi l'hanno fatta franca. Ma nel testo ci sono anche le bugie, le mezze verità, i depistaggi e gli insabbiamenti, quelli che in questo paese non mancano mai, dove trovarono asilo le bestie dei due schieramenti.
Nel libro c'è la descrizione della formazione del Settimo, le operazioni sul campo alle quali i poliziotti parteciparono, la sofferenza e gli attacchi disumani ai quali furono sottoposti.Gli atti di eroismo e le incomprensioni. Nel libro c'è la descrizione dei black bloc , la loro determinazione nell'attaccare il nemico (le Forze dell'ordine) come novelli Viet Cong : attacca,colpisci e sparisci. C'è la descrizione di chi volle partecipare in modo pacifico e cadde nella trappola di chi del pacifismo non se ne fregava nulla. C'è il ricordo della morte di Carlo Giuliani. C'è il racconto della notte alla DIAZ. C'è il racconto di quello che è accaduto subito dopo e quello che è accaduto gli anni a venire nelle aule dei tribunali. Ci sono gli elenchi dei poliziotti e dei no global condannati dalla Corte di Cassazione nel luglio 2012, ci sono in appendice documenti da poter consultare.
Il testo è uno strumento prezioso per chi ha voglia di capire cosa è successo in quei maledetti giorni perché non si ci deve arrendere alle bugie, mai.
La memoria dei morti si onora solo con la Verità.

di Luigi De Rosa



La frase : Ma i veri demoni, quelli che hanno goduto dell'impunità dopo aver goduto a percuotere vecchi claudicanti e ragazze nei sacchi a pelo, erano vestiti in jeans e maglietta con il fratino "polizia".Erano quelli che indossavano la divisa "atlantica", caschi lucidi e i cinturoni bianchi
(i nostri U-Boot erano invece opachi,i cinturoni neri) . Erano anche gli appartenenti ,così si diceva nell'ambiente, a un mistrioso gruppo operativo spaciale ribattezzato GOS, da non confondere con i GOM della Polizia penitenziaria (...)
Salendo le scale sentii un grido potente,categorico : "Ora basta! Basta! Tutti fuori."
Feci qualche passo in più e trovai uno dei miei, inginocchiato e senza casco, che soccorreva come poteva una ragazza rannichiata su se stessa. Aveva i capelli rasati, le trecce sulla nuca, il cranio fracassato da cui fuoriusciva sangue a fiotti e materia cerebrale. Il poliziotto che aveva dato lo stop alla mattanza e che vegliava sulla moribonda aspettando l'ambulanza era Fournier. Rimasi ipnotizzato da quella scena straziante, che mi fece pensare al Cristo sofferente tra le braccia della Vergine.(...)
da DIAZ di Gian Marco Chiocci e Simone Di Meo con Vincenzo Canterini ;Imprimatur; 2012;pagg.96-97.

Le curiosità : Gian Marco Chiocci nel mondo della carta stampata vanta un (triste) record: è il giornalista più perquisito e intercettato d'Italia.
Simine di Meo è considerato uno dei massimi esperi di camorra precursore di Saviano.
(fonte "Diaz" edito da ImprimAtur marchio di Francesco Aliberti;2012)

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    03 Luglio, 2013
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A mëgio mëxinn-a a l'è o decotto de cantinn-a.

Nadia lavora in una piccola casa editrice genovese l'Althea, da qualche giorno è oberata di lavoro. Il professor Petracci, barone di Architettura ha incaricato Gian Paolo ,l'editore dell'Althea, di curargli la prossima pubblicazione scientifica. Naturalmente il lavoro "sporco", gli incontri quotidiani e snervanti con gli agguerriti assistenti del prof, è tutto sulle esili spalle di Nadia. Non bastasse quest'impegno gravoso, Nadia a fine giornata lavorativa , percorrendo il carruggio diretta a casa s'imbatte nel corpo senza vita di un uomo di colore. Chiamata la Polizia, dopo una prima indagine tutto fa supporre che Amin,questo il nome del giovane nigeriano, si sia suicidato lanciandosi dalla finestra del monolocale dove abitava, le ragioni? La droga, i poliziotti ne hanno trovato alcuni panetti nella stanza di Amin.
Dunque tutto chiaro, tutto risolto? Nadia è una correttrice di bozze, per natura è diffidente , per natura è abituata a scovare l'incongruenza là dove gli altri non la notano e nella vicenda di Amin ce ne sono parecchie di cose sbagliate. Come scoprirà la giovane editor (insomma avete capito che Nadia è la tuttofare della casa editrice) con l'aiuto di Kadigia, sorella di Amin, incontrata proprio ad Architettura e il fascinoso vicequestore Prini, che è ben strano che un ragazzo, con tutta la vita davanti, di buna famiglia, laureato in Medicina a Parigi e vincitore di una borsa di studio, avesse deciso di recarsi segretamente a Genova per suicidarsi. Nel thriller di Nadia Morbelli, c'è suspance, quella dei gialli che ti tengono legati alle pagine del libro fino alla finee; c'è poesia, quella dei paesaggi liguri, ci sono odori e sapori quelli della cucina genovese e nord africana, c'è l'amore quello che ti conquista piano piano e non finisce mai di sorprenderti.

di Luigi De Rosa


Le frasi : "Mentre le verdure cuocevano e l'aroma del cumino si diffondeva per la casa, avevo aperto e scodellato in due coppettone senza manico,reliquie di colazioni del tempo che fu, il contenuto di un barattolo di giardiniera- sopraffina produzione della Luisa - e uno di funghi sott'olio - preparati da quel Gran Maestro Del Fungo che è mio padre - e avevo apparecchiato.Sgranocchiando cipollotti,funghetti e gambi di sedano debitamente accompagnati dai grissini di Sebastiano..."
da "Amin , che è volato giù di sotto" di Nadia Marbelli ,Giunti ; 2013;pagg.26

(...)
"Era una mattina magnifica: l'azzurro del cielo spazzato dalla tramontana,barando,sembrava volerci illudere di una primavera ormai prossima, e l'aria frizzante ma resa tiepida dai raggi di un sole finalmente non più malato portava con sé l'odorino amarognolo dei fiori di mandorlo già sbocciati sulle vicine alture..."
da "Amin , che è volato giù di sotto" di Nadia Marbelli ,Giunti ; 2013

Le curiosità : L'autrice è genovese ed è laureata in paleografia, ha debuttato con il giallo "Hanno ammazzato la Marinin.

il Proverbio: A mëgio mëxinn-a a l'è o decotto de cantinn-a.La miglior medicina è il "decotto" di cantina.
p.s. nei farmaci , quelli scaduti che bastardi senza scrupoli riciclano in Africa c'è parte della soluzione del giallo.

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    27 Giugno, 2013
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'O signore re' bunker

Che dici? Meglio le hogàn o le samsonite? Ma che vai dicendo? ,le hogàn se mette Sandokàn!, noi simmo meglio, miettiti cheste ccà : sam... Samsonite co 'e cazzette 'e cachemìrre! Immagino sia andata così una tipica conversazione fra giovani affiliati del clan dei Casalesi e per ogni clan c'è una griffe che ne stabilisce l'appartenenza alle diverse famiglie. Siamo lontani anni luce dai Cutoliani : Omertà bella come m'insegnasti,pieno di rose e fiori mi copristi,a circolo formato mi portasti dove erano tre veri pugnaslisti...,quelli della Nuova Camorra Organizzata si perdono nella forma dei riti massonico-religiosi del battesimo del nuovo affiliato, i Casertani invece nella forma dei vestiti griffati, come gli attori hollywoodiani,nel 2006 a casa di Pasquale Zagaria, fratello del boss Michele Zagaria alla cui cattura è dedicato questo saggio, furono sequestrate centinaia di scarpe,abiti firmati e tantissimi accessori per un valore stimato di 50mila euro. Agli Zagaria , come racconta Catello Maresca è sempre piaciuto vestire bene, mongiare mozzarella dop, sigarette di una certa marca, prostitute di una certa nazionalità etc , nell'attività investigativa, quando si è alla ricerca di un latitante bisogna tracciare il profilo fisico e psicologico del fuggitivo. Solo calandosi nei panni del camorrista, imparandone i tic, le ossessioni, le debolezze si può sperare di scovarlo, proprio come i segugi che imparano l'odore della preda e ne seguono le tracce fino alla tana. Questo diario di Catello Maresca della Direzione Distrettuale Antimafia, magistrato che ha coordinato le operazioni che hanno portato alla cattura del pericolosissimo boss del clan dei Casalesi,Michele Zagaria, è un percorso interessantissimo nella contro cultura camorristica; ha il ritmo di un thriller e la chiarezza di un saggio, la lettura scorre veloce, una bella sorpresa per questo tipo di testo che di solito risulta noioso e appesantito da continui rimandi a leggi,leggine , storie criminali,scandali politici etc
Con l'ultimo bunker di Catello Maresca entriamo nella stanza del magistrato, ne vediamo le incertezze ,i timori per la fuga di notizie, le gioie per i primi riscontri positivi , l'instancabile voglia di combattere e di motivare gli uomini, le delusioni cocenti per i tradimenti o la rabbia nello scoprire i depistaggi. Insieme al "cacciatore" scopriamo le armi che la tecnologia gli mette a disposizione,gli strumenti informatici sempre più sofisticati ,dai trojan agli jammer,dagli georadar alle termocamere e contemporaneamente le tecniche della preda per sfuggire alla cattura, soprattutto la costruzione della "tana": il bunker , che negli anni è stato dai carpentieri e fiancheggiatori dei clan sempre più perfezionato, perchè il boss deve rimanere nel suo territorio costi quel che costi e allora bisogna rendersi invisibili agli occhi, nascondersi proprio dove meno te l'aspetti , sotto il naso della polizia, poi però basta una ricerca azzardata su Google e..., ma questo lo leggerete nel saggio.


di Luigi De Rosa


Consigliato a chi ha letto :
Operazione Penelope di Raffaele Cantone Oscar Mondadori
I boss della camorra di Bruno De Stefano Newton & Compton


La frase: "Quando li vedi dentro le gabbie, quando li guardi negli occhi, quando ti soffermi sulle loro smorfie e poi li senti farfugliare frasi sgrammaticate, sconnesse, senza peso, allora ti rendi conto della loro profonda insicurezza. Personaggi come Setola spesso costruiscono la loro apparente grandezza criminale su una finta spregiudicatezza, sul rumore fragoroso degli spari, sull'impressione che desta il rosso del sangue. Poche idee, niente sostanza, nessuna capacità. Solo un'ideologia elementare: guadagno facile e immediato. Sono sagome di cartone, rese visibili dai colori forti ma evanescenti con cui vengono dipinte. Alla prima pioggia, proprio come il cartone bagnato, si afflosciano inesorabilmente/dei loro comportamenti mitici non resta niente.
di Catello Maresca da L'ultimo bunker,Garzanti;2012 pag.65 66.

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    26 Giugno, 2013
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Une mer calme n'a jamais fait un bon marin

Estate il commissario Grorges Dupin si gode il riposo dopo il noioso lavoro d'ufficio all'Amiral dove si gode la sua entrecôte, siamo a Concarneau,la maestosa "città blu", lui è un parigino finito in Bretagna, e si sa Bretoni e Parigini difficile metterli d'accordo.A poca distanza da questa magnifica cittadina, precisamente a Pont-Aven, altro delizioso centro turistico c'è stato un terribile assassinio, quello del decano degli albergatori bretoni Pierre -Louis Pennec, proprietario del rinomato Hotel Central che ha visto in passato la presenza di artisti del calibro di Paul Gauguin .Guenneugues, il capo di Dupin, lo rassicura il suo soggiorno bretone continuerà ad essere tranquillo, si tratterà di un caso da nulla: le ultime parole famose!
Dupin si troverà invischiato in un ginepraio senza fine e i milioni di euro che hanno spinto l'assassino o gli assassini ad agire sono davvero tanti. Sì, perchè Pierre-Luise Pennec possedeva molte proprietà, a chi facevano gola? Al fratellastro, l'odiato politico Andrè Pennec, già escluso dal testamento? A quell'icanpace del figlio Loic Pennec ed a quella megera della moglie Catherine?
E che dire della direttrice dell'albergo Francine Lajoux, collaboratrice fedele del vecchio Pennec, in ufficio e nel letto dopo la morte in mare della signora Pennec. E poi c'è quel subdolo e viscido di Frèdèric Beauvois! Il direttore del piccolo museo fondato dall'albergatore mecenate: lo vogliamo dimenticare? No , al contrario di quello che ha affarmato il prefetto, il caso è tosto, per Dupin e i suoi fidi sbirri, Le Ber e Labat, ci sarà da sudare le proverbiali sette camicie. E poi, quando tutto sembrerà chiaro ecco che ti assassinano pure Loic Pennec? Perchè?
Il vero mistero è in un quadro che fa bella mostra , nella sala dove è stato assassinato il vecchio Pennec. Tutti credevano fosse una brutta copia della famosa "La visione dopo il sermone" di Gauguin, in realtà, come scoprirà la bella esperta d'arte Marie Morgan Cassel è un originale e vale 40 milioni di euro! I Bretoni dicono che il mare calmo non ha mai forgiato buoni marinai, a Dupin ,parigino doc, toccherà imparare a nuotare in questa burrasca al più presto, prima che il quadro e l'assassino sparicano.

di Luigi De Rosa

Consiglio : Consiglio il libro agli amanti dei gialli classici naturalmente su tutti Geroges Simenon, ma anche agli appassionati dei grandi artisti francesi quelli che potete ammirare al Musèe d'Orsay
La frase: Guardava direttamente sulla Roccia di Flaubert,come la chiamavano i concarnesi. Si diceva che Flaubert stesse sempre seduto lì quando quando era a Concarneau.Tra la casa e il mare c'era solo una strada stretta.A destra,la costa conduceva alla rinomata Les Sables blancs, una lunga spiaggia di abbagliante sabbia bianca con alle spalle ville di lusso; a sinistra c'era l'imbocco del porto, con il piccolo faro e le boe che si muovevano sonnacchiose nella dolce risacca.La cosa migliore, tuttavia , era la vista sull'ampio oceano, sopra il quale cominciava appena ad albeggiare; all'orizzonte,cielo e mare non si distinguevano ancora.Il sole sarebbe sorto di lì a poco.
da "Natura morta in riva al mare"di Jean Luc Bannalec;Piemme;2103 traduzione di Giulia Cervo.

La curiosità : Jean-Luc Bannalec è uno pseudonimo, l'autore vive tra la Germania e la Finistère Meridionale.



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Georges Simenon
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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    23 Giugno, 2013
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Si può essere amiche?

Miriam, 55 anni, esperta informatica, vive ormai sola. Il padre 95enne è scomparso da poco, i suoi due fratelloni hanno imparato a volare da tempo e si sono fatti una nuova famiglia, com'è nella logica delle cose. Molti anni prima anche sua madre è scomparsa; era sopravvissuta ad un ictus e in quel momento al suo fianco ha avuto proprio lei, Miriam che imparò ad accudirla fino alla fine. All'epoca, dell'ictus materno, aveva sedici anni e per quelle tragiche circostanze del destino, dalla sera alla mattina, aveva imparato che nella vita i ruoli si ribaltano, niente è scontato, così a sedici anni ti ritrovi a fare tu da madre a tua mamma e non è facile. In quella gioiosa e tragica estate del 1973 Miriam pensava ad altro, il padre , visto che in famiglia servivano soldi, l'aveva mandata a lavorare in un albergo in uno di quei paesini turistici irlandesi sulla costa. In questo luogo di svaghi, di pub aperti fino all'alba con musica dal vivo e tanti ragazzi, Miriam conobbe Marie Thèrèse, una ragazza bellissima ed affascinante con la quale divise la camera d'albergo e il lavoro in sala. Le due ragazze diventeranno subito inseparabili. Merie Thèrèse sarà un'amica di quelle che ti insegnano a volare, ti insegnano a scegliere l'abito adatto e a vestire secondo la moda, ti mettono in guardia dalle fregature. Volare è prendere in affitto una Fiat 500 italiana, di quelle che se non sai cos'è la doppietta, non vai da nessuna parte. Volare a sedici anni è raccogliere uno zaino e i soldi delle mance ed approfittare di due giorni di ferie per partire all'avventura, senza una meta precisa. Volare è percorrere i villaggi della verde Irlanda, fare shopping e parlare di ragazzi, di quelli belli e affascinanti come Tony che alla fine ti spezzeranno il cuore. L'ultimo romanzo di Catherine Dunne è tanto breve quanto intenso ,lascia dentro il sapore delle ciliegie che si vedono in copertina, ma bisogna stare attente al seme che è sempre molto duro, come spesso si rivela la Vita.
Ancora un viaggio alla scoperta della "Metà di niente" che non deluderà né le lettrici né i lettori.

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la metà di niente
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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    22 Giugno, 2013
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Il colore dei calzini

Vauro Senesi, noto ai più semplicemente come “Vauro” vignettista graffiante della trasmissione “Annozero”, ma anche autore di impegnati reportage in Afghanistan, Sierra Leone e Sudan, si presenta con “La scatola dei calzini perduti” come ottimo romanziere. La storia è quella di Madut, giovane sudanese che grazie al talento per il canto e ad un amico missionario riesce a giungere in Italia.
A Roma trova lavoro in una lavanderia e comincia la sua vita da extracomunitario lasciando spegnere lentamente i suoi sogni. Della condizione di extracomunitario, in un paese come l’Italia contemporanea, Madut avrà modo di sperimentare sulla propria pelle tutti i lati negativi fino al drammatico epilogo. Scavando nella scatola dei calzini perduti che Madut colleziona come reliquie perché per lui abituato a camminare a piedi nudi nella steppa africana sono oggetti strani e preziosi , pagina dopo pagina, calzino dopo calzino ci rendiamo conto di che cosa significhi essere extracomunitario in Italia. Il Vauro narratore è meno pungente e salece del Vauro vignettista, c'è nel suo romanzo una vena malinconica che raramente ho scorto nei disegni,ma si nota subito la voglia di trasmettere al lettore la sua indignazione per le ingiustizie alle quali non si arrenderà mai.

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    22 Giugno, 2013
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Questi fantasmi...

Un racconto tanto breve quanto delizioso dell’autore della “Figlia del podestà” vincitore del Bancarella 2006.
Un pianista, in realtà un ladro chiamato così per la lunghezza e la destrezza delle mani, si reca a Bellano per la festa dell’Epifania, si sa che con la confusione sarà più facile rubare. In paese passa davanti ad un palazzo dove legge il cartello “Pianoforte Vendesi”. Tornato dalla perlustrazione del paese, decide , credendo che sia una serata fredda quindi magra per
“i suoi affari” di dare un’occhiata al pianoforte.
Entrando nella casa viene sorpreso dalla vecchia proprietaria che credendolo interessato allo strumento l’invita a suonare con lei.
I vicini, disturbati dal suono, chiamano i Carabinieri e “il pianista” uscendo dalla casa si imbatte nel Brigadiere che lo accompagna in caserma.
Ma quando tenta di giustificarsi con i Carabinieri affermando che nella casa aveva suonato con la vecchia proprietaria, i militi gli ridono in faccia perché la vecchia è morta da un anno. Questo però non sarà l’unico fantasma della notte di tutti loro.
Romanzo delizioso ,scorrevole e agrodolce, l'ideale sotto l'ombrellone quest'Estate.

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Arte e Spettacolo
 
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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    22 Giugno, 2013
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Chi era Bubbà?

Mannaggia a Bubbà per chi non è napoletano ha poco o nessun significato, anche se una certa curiosità la desta, come la maggior parte delle frasi dialettali che colorano sempre di meno la nostra parlata ormai globalizzata, sempre più ricca di anglicismi e parole straniere, penso che nel futuro prossimo , visto l'andamento dell'Economia, nella nostra lingua faranno capolino anche gli ideogrammi e gli scrittori abituati a sciacquare i panni in Arno si arrendranno alla piena dello Huàng Hè o Fiume Giallo. Ma bando alle ciance (vernacolo toscano), la particolarità di questa raccolta di detti,aforismi,interiezioni,imprecazioni e invettive in dialetto napoletano è che l'autore, che in alcuni casi non le riscontra più nella parlata di tutti i giorni, le ha ritrovate: vivaddio!, ancora usate:vive e vegete!, in quel mare aperto che è internet.Dunque per assurdo il dialetto che la società globalizzata sembrava aver dimenticato anzi scurdato ,sembra rientrare dalla porta principale: il web. Ma torniamo a Bubbà, c'è chi sostiene fosse un impiccione vissuto nei tempi antichi a Napoli, di quei traffichini che per usare un'altra espressione classica era proprio prezzemolino ogni minestra, a lui si imprecava per non prendersela con i Santi, infatti mannaggia è forma sincopata di male n'aggia : male ne abbia:chi? Ma Bubbà , naturalmente!
All'ànema d''a palla! Scusatemi non volevo essere triviale, nè mancare di rispetto a Bubbà, fra le tante imprecazioni napoletane che ho letto nel testo mi è venuta in mente questa e l'altra simile nel significato "cèuza!, cèveza!" parole che in dialetto napoletano indicano il frutto del gelso, l'espressione corrisponde all' italiana "caspita!". Ora per spiegazioni ed etimologie vi rimando al bel saggio di Galassi, a me fa piacere raccontarvi un episodio storico che riguarda Ferinando IV, Re di Napoli, gaffeur degno di Berlusconi, si dice che un giorno a tavola con il generale Borosdine, venuto a Napoli con 1500 soldati per aiutarlo a sconfiggere i Francesi, un po come Berlusconi che riceve un generale di Putin venuto a dargli una mano contro quei saccenti di Sarkosy e la Merkel,ebbene Borosdine ad un certo punto in piedi di fronte a tutta la tavolata mette mano all'impugnatura della spada, la tira fuori per metà e guardando negli occhi Ferdinando IV gli dice: "Sire giuro di non riporla nel fodero fino a quando non li avremo sterminati tutti!"
Re Ferdinando, che dovete sapere era uno che la scuola, permettete la parola: la schifava, pensava solo alla caccia e alle donnine e parlava solo napoletano, guardò il generale russo e come se stesse rispondendo ad uno dei suoi lazzari,senza cattiveria, perchè parlava come mangiava: gli disse : Cèuza! all'anima d''a palla! Facendo ridere l'intera tavolata. A questo punto Borosdine s'offese, ripose la spada nel fodero e raggiunse la sua nave all'ancora nel porto deciso a far ritorno in Russia. Mannaggia a capa soia, 'o rRe Nasone nun se sapeva ciunca' 'a vocca?
(Maledizione alla sua dabbenaggine, non sapeva tacere il Re soprannominato Nasone per quell'enorme proboscide che gli spartiva gli occhi?)

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Romanzi autobiografici
 
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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    22 Giugno, 2013
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La gata

"La gata" è parola spagnola sta per "gatta", chi è? Una splendida messicana di nome Tristessa "gli occhi sono radiosi e scintillanti e la guancia umida di
bruma e i capelli da india neri freschi e lisci divisi in 2 treccine dietro la nuca
con l'acconciatura ondulata". E' una gatta speciale, es muy dolorosa, difficile starle dietro, sono molti quelli che a Città del Messico si contendono i suoi
favori di bellissima Lolita, un tempo, oggi che la scopre Jack Kerouac, magra
è la sua pelle bruna, si attacca alle ossa, piccole stampelle perchè la morfina, il diavolo
che l'ha conquistata e la tiene prigioniera, la sta consumando.
"Magnifiche increspature di pera modellano la sua pelle fino agli zigomi, e
lunghe palpebre tristi, e la rassegnazione della Vergine Maria, e vellutata
carnagione caffè e occhi di uno straordinario mistero con un lamento di
dolore inespressivo come la profondità della terra per metà sprezzante e per
metà penoso".Il Poeta della beat generation si lascia andare in questa storia d'amore impossibile,
in questa storia di redenzione per una donna perduta,in un Messico torbido fatto di spacciatori alcolizzati e prostitute , tutti vivono alla giornata, senza cercare un senso alla vita, senza chiedere null'altro che la felicità dei tossicomani: la roba. Ma anche lui, Jack, come Tristessa cerca la felicità nelle droghe ben consapevole alla fine sarà destinato a percorrere la strada sterile di queste povere anime inquiete e pensose. El Indio, l'amico di Tristessa è sempre pronto con la siringa per l'iniezione quotidiana di veleno. Tutti i personaggi di questo romanzo cercano nello sballo, la forza di reagire a questa vida que es dolor...
Non siamo nulla.
Domani possiamo essere morti.
Non siamo nulla.
Tu e Io.

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    20 Giugno, 2013
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Il Leone e la zebra

La leonessa che uccide i cuccioli di zebra per sfamare i propri cuccioli è buona o cattiva?“Alla base di questo superbo thriller di Donato Carrisi
c'è quest'interrogativo etico al quale è semplice dare una risposta se pensiamo agli animali. La leonessa è un carnivoro, non ha scelta, deve uccidere i piccoli della zebra se vuole vivere. Ma noi ci chiediamo e con noi i personaggi di Carrisi, l'uomo di fronte all'ipotesi del male , quella che sostiene che nel male c'è anche del bene, a che comportamento è chiamato? Assassinare un altro essere umano in alcuni casi può essere giustificato.
Basterebbe questo quesito così intrigante a spingerci a leggere il libro, ma Carrisi a questo aggiunge ritmo,suspance e mistero, quello legato alla ricerca delle persone scomparse. Ognuno di noi ha esperienza almeno televisiva, penso a "Chi l'ha visto?", di che tremenda condizione debba essere quella degli scomparsi e di chi li cerca. E' per tutti gli attori di questo tipo di tragedia una condizione fuori dal mondo, fuori dal tempo. E' un limbo dove l'unica certezza e che non c'è certezza. In questo buoi scava la protagonista del romanzo Mila Vasquez, fa parte di una sezione della polizia che impegna i suoi effettivi, a dir vero pochi e male in arnese, nella ricerca delle persone scomparse, dai colleghi la sezione è conosciuta come "il Limbo", a comandarla è il capitano Stephanopoulos,per tutti Steph, vecchio ufficiale scaltro e meticoloso, molto protettivo nei confronti di Mila che a sua volta ha sempre dimostrato grande talento nel ritrovare bambini scomparsi, forse perchè a sua volta è madre di una bambina,Alice, con la quale per ironia della sorte non ha un buon rapporto. La svolta nella vicenda giunge con l'arrivo di un agente della polizia criminale Klaus Boris nel Limbo, la famiglia di Thomas Belman ,magnate di un industria farmaceutica è stata massacrata, è sopravvissuto solo Jes il figlio più piccolo, l'assassino è Roger Valin, uno spree killer?, No, non è di quei killer seriali specializzati in massacri, risulta che avesse una madre malata di una rara patologia, che le industrie Belman fossero gli unici proprietari del brevetto e i medicinali se li facessero pagare cari, troppo cari per un povero impiegato qual'era Valin: allora si tratta di vendetta? Forse sì, ma c'è un particolare, fino alla strage Roger Valin risultava fra le persone scomparse; da anni la sua foto era negli archivi del sezione "Limbo", come evidenzieranno Steph e Mila al Giudice, la figura misteriosa a capo di tutta la squadra di agenti speciali e non è tutto,altri omicidi si stanno verificando, gli assassini sono,guarda caso,tutte persone scomparse da anni, compreso un vecchio agente Eric Vincenti collega un tempo di Mila e Steph: che cosa sta accadendo?
Un thriller che non smetterà di sorprendere il lettore fino all'ultimo rigo.

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    18 Giugno, 2013
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Signorina non mollare mai

Signorina è il nome della protagonista di questo romanzo ambientato nella provincia italiana fra Belvedere e Castiglione, in una piccola stazione ferroviaria che è tappa obbligata per la piccola e media borghesia italiana che a partire dal ventennio fascista impara a godersi le vacanze alle terme. Signorina è anche il nome di una mitica locomotiva la 640,splendida e luccicante che Delmo, capostazione e padre della ragazza , guida con la sua professionalità quasi ogni giorno fra i binari, ed è proprio per tale motivo che quando la Maria , dopo due figli: Olmo e Severo, gli chiede che nome dare alla nascitura il vecchio ferroviere risponde :Signorina, dimostrando in fondo poca sensibilità, lui pensa ai suoi treni e al suo lavoro, chiama la figlia come una locomotiva, in quanto per una femmina non è necessario lambiccarsi il cervello, neanche per il nome con il quale battezzarla . Da queste prime annotazioni è facile intuire che almeno nella prima parte del romanzo la figura centrale della storia oltre a Signorina è proprio Delmo, padre padrone, che ha sposato in seconde nozze la Maria, amica della prima moglie morta di parto dando alla luce Ada che insieme a Leone sono gli altri due figli del capostazione. Ha sostituito le due donne come si sostituisce un panno liso con uno nuovo.Si tratta di un uomo burbero, vecchio stampo, che nega a Signorina come all'altra figlia un'istruzione superiore nonostante le raccomandazioni della maestra, che non si fa scrupolo di mettere fuori casa l'Ada quando scopre che si è invaghita di un ragazzo Mario,fascista della prima ora e considerato un poco di buono dal Delmo. Signorina al contrario della madre e della sorellastra dimostra fin da subito, un'intelligenza ,una tenacia e una sensibilità fuori dal comune. Nella sua giovane vita ci sono due incontri che la cambieranno per sempre. Il primo, fortuito le capiterà quando bambina, disubbidendo al padre, andando a giocare nella stazione diretta dal padre, s'imbatterà in un passeggero, uno sconosciuto dagli occhi a mandorla che le insegnerà a confezionare con la carta i vestiti della sua bambola. Il secondo alcuni anni dopo, quando adolescente sarà accompagnata dalla Maria nella scuola per sarte della Signora Mei;qui scoprirà di avere un grande talento per la realizzazione di magnifici vestiti che fin da bambina senza rendersene conto già aveva imparato a realizzare con i cartamodelli che confezionava con quello che per lei era il gioco insegnatole dal piccolo passeggero giapponese. Seguiamo grazie ad un linguaggio originale e una narrazione fluida la storia di Signorina lungo il ventennio fascista e poi la guerra. I suoi amori, quelli impediti dal padre padrone e quelli realizzati. La nascita del figlio Ivo, la sua malattia e la sua guarigione:voluta, cercata e graffiata alla morte dalla tenacia di questa donna. Un romanzo che consiglio a tutti coloro che amano i maestri della Letteratura Italiana.
di Luigi De Rosa



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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    17 Giugno, 2013
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Er cane che abbaia, mozzica!

Il vicequestore Marcello Mastrantonio è a pochi giorni dalle agognate ferie, in una Roma assolata con colleghi e soprattutto "Comma",capi, che rompono ha già provveduto a fare le valigie e comprato un biglietto aereo.Mejo annà via,sparì prima che quarcheduno cambi idea! Peccato che il Comma gli chiede di visitare un centro di assistenza agli animali , na robba da poco, du cani sconcicati, e famme sto piacere 'a Marcè!
Mastrantonio parte e va a Bracciano si ritrova in una struttura New Age dove pitbull e mastini sopravvissuti a combattimenti clandestini vengono amorevolmente curati. Il vicequestore viene a sapere che spesso sono degli zingarelli ad accompagnare i cani feriti in ambulatorio, così si fa il solito giro nel campo ROM di un amico dove non riesce a tirare fuori un ragno dal buco in compenso scopre che i tergicristalli nuovi della sua Punto dovevano servire a qualcuno dei suoi ospiti.Quando il -3 sul calendario gli ricorda che manca ancor meno alle ferie, fra una sessione di Tai Chi e una colazione macrobiotica, arriva la telefonata che non ti auguri: un architetto incaprettato al letto,vestito con intimo da donna è stato trovato sgozzato e non è tutto, un'altra vittima, una giovane donna, poche ore dopo, è stata rinvenuta sgozzata in casa sua,(stessa mano? Stessa arma?) anche lei era omosessuale e per giunta ex veterinaria del centro New Age. "Sta scritto su la porta der curato: chi s'empiccia mor'ammazzato", e Marcello a due giorni dalle ferie, ne farebbe volentieri a meno de 'mpicciarse de sto caso che se fa sempre più ingarbugliato, ma è no sbirro ed è nella sua natura andare fino in fondo costi quel che costi.
Nella collana da 0,99 centesimi di Newton & Compton troverete dunque questo racconto inedito di Massimo Lugli, uno dei migliori Hard boiled writer che abbiamo in Italia, anzi il suo genere si potrebbe battezzare tai chi boiled, visto la passione per la cultura marziale orientale che mostrano di avere tutti i suoi personaggi.

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    17 Giugno, 2013
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Dopo vent'anni è sempre tutto sporco

"L'Italia sta risorgendo", sono le parole che pronunciò l'allora Presedente della Repubblica, era il 1994 , Oscar Luigi Scalfaro a due anni dal primo arresto eclatante quello del faccendiere Mario Chiesa,Presidente del Pio Albergo Trivulzio,il primo tangentomane che diede il via a quella stagione che i giornalisti chiamarono "Mani Pulite"(70 Procure a lavoro,12mila persone coinvolte a vario titolo,5mila arresti). Ebbene quelle parole , oggi , ci fanno sorridere, ci chiediamo : ma quale risorgimento? All'epoca le elezioni ,quelle del 1992, furono vinte dagli astenuti 17,5% , oggi nel 2013, chi è che continua a vincerle le elezioni, se non il partito degli astenuti ?,Chi se non coloro che dalla Politica sono stati traditi?, basti pensare che allora il boom elettorale lo segnò la Lega Nord, oggi il "Trota" e l'on.Umberto Bossi non sono a loro volta alle prese con processi?
Peter Gomez
Marco Travaglio
Dopo "Mani Pulite" c'è stata quella che nel testo di Gomez , Berbacetto e Travaglio è stata battezzata la "Restaurazione" messa in atto da Silvio Berlusconi: doveva realizzare un milione di posti di lavoro,la gente sperava in un repulisti totale, tutti aspettavano una seria ed efficace legge anticorruzione. Dopo l'Ulivo,il Governo Prodi, una Bicamerale e l'ennesimo inciucio centro-destra e centro sinistra, un secondo Governo Berlusconi, una miriade di leggine ad personas, una macchina del fango gettato a vagoni sui magistrati che cercavano di fare il loro dovere, un governo Monti e oggi quello di Letta: stiamo ancora aspettanto questa legge anticorruzione, che punisca i furbi senza fare giustizialismo giacobino. "Mani Pulite"edito da Chiarelettere racconta vent'anni della nostra storia, non spaventatevi per la mole,le 882 pagine che lo compongono sono scritte con un linguaggio sobrio ed efficace, gli autori analizzano metodicamente gli accadimenti come è costume del giornalismo fatto secondo coscienza, non tralasciando cura nella bibliografia come nell'appendice con una postfazione di Francesco Saverio Borrelli al quale rubo questa citazione da una vignetta di Altan:
"Che cosa augura all'Italia? Sogno una Democrazia senza fini di lucro."

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    17 Giugno, 2013
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Il Caimano ama le bad girls

Conchita Sannino,giornalista





"C'erano decine di ragazze.Appena entrai pensai fosse un harem.Anzi,no negli harem c'è più rispetto..." questa una delle prime impressioni di Patrizia D'Addario quando entrò a Palazzo Grazioli , residenza dell'allora Presedente del Consiglio, Silvio Berlusconi. La D'Addario come e soprattutto l'allora diciottenne Noemi Letizia appartengono a quella stagione di starlette che facevano la fila nei palazzi di quello che Nanni Moretti definì il Caimano. Ma la Bolgia di Conchita Sannino non è solo la cronaca dettagliata di quei giorni di goliardica frenesia da Califfo o Re Sole che ad un certo punto investì una delle maggiori cariche dello Stato. E' anche la cronaca di una certa politica sempre più collusa con gli ambienti malavitosi, nei casi descritti nel saggio, la lente di ingrandimento è posta su una schiatta di feroci e spregiudicati assassini che hanno fatto tremare anche i Cutoliani: i Casalesi che con i politici di primo piano della Campania fecero affari d'oro. Il Saggio della Sannino rubrica la recente storia politica della nostra Repubblica devastata dallo sfacelo etico e morale di buona parte della classe dirigente. Il cittadino subisce , assiste impotente e quando tenta una reazione, ecco la macchina del fango,ecco il killeraggio del giornalista non schierato (il caso Boffo su tutti). Nel film "Le Mani sulla città" di Francesco Rosi, i Camorristi si mangiano letteralmente Napoli ingozzandosi con i soldi della speculazione edilizia post terremoto, da allora sono passati gli anni, ma la scena si è ripetuta e si ripete, stavolta le mani dei Camorristi, dei faccendieri e dei politici corrotti calano come pale meccaniche sui rifiuti . La monnezza puzza come il petrolio ma vale tanto oro quanto quel liquido oleoso. Questa è una storia fatta soprattutto di menzogne,tantissime menzogne, dette per salvare le apparenze, raccontate alle mogli, ai padri ,alle madri e agli elettori. Menzogne raccontate per continuare a tirare l'acqua al proprio mulino, raccontate per rimanere inchiodati alla poltrona, dette da una classe dirigente che continua a conservare il proprio posto in Parlamento continuando a ripetere ad una popolazione che non le crede più: "per il bene del Paese!"

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    17 Giugno, 2013
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5 kg di plutonio sotto la Dora Baltea?

Dove sono i 5 kg di plutonio ? A Saluggia, a rivelarlo è Gian Piero Godio nel testo "Scorie Radiottive" e completa quest'informazione ,il responsabile del settore energia di Legambiente in Piemonte,fra massimi esperti italiani di tematiche legate alle scorie radioattive,che tale quantità è sufficiente ad uccidere 50 milioni di persone.Sulle rive della Dora Baltea ,dunque a Saluggia è stipato l'85% di rifiuti radioattivi italiani,in gran parte in forma liquida. millecinquecento metri più a valle c'è il più grande acquedotto del Piemonte e quando il fiume è in piena, chi sa trema.Queste sono alcune delle informazioni scioccanti contenute in questo saggio che con dati alla mano, non desidera dare adito a facili allarmismi , ma a informare le popolazioni dei rischi che possono correre e prenderne coscienza. Abbiamo assistito dalle nostre TV al disastro di Fukushima , oggi quel disastro si traduce in 420mila casi di cancro nei prossimi cinquant'anni per citare solo alcune delle possibili conseguenze di quel maledetto tsunami, secondo le ultime ricerche citate sempre in questo testo. E Chernobyl? Dopo 27 anni continua a far parlare e a produrre tumori nelle popolazioni e negli animali ,basti pensare alle radiazioni riscontrate nei cinghiali della Valsesia (La Repubblica 27 aprile 2013), mentre nell'arco di un decennio il dottor Martin Tondel ha verificato una crescita di tumori significativa , non solo in Ukraina ma nella sua Svezia a migliaia di chilometri di distanza, questo ci fa capire quanto quella nube tossica abbia inciso negativamente sulla salute di tutti gli Europei. Questo libro ha , secondo me, due pregi innanzitutto spinge gli Italiani a riflettere seriamente sul pericolo nucleare. Non solo sulle scorie di cui sopra, ma anche sugli ordigni nucleari presenti sul nostro territorio, solo ad Aviano sono stipate 50 testate nucleari americane e il dipartimento del Ministero della Difesa di Mr Barack Obama ha spesso sottolineato come le basi italiane lamentano problemi negli edifici di supporto,alle recinzioni dei depositi, all'illuminazione e ai sistemi di sicurezza, come a dire : state attenti che qualche pazzo può tranquillamente farsi il giro fra 40 o 50 testate nucleari.Il secondo punto centrale del libro è la dettagliata esposizione dell'alternativa all'atomo a favore delle energie rinnovabili, le ricerche sulla razionalizzazione del consumo di energia che spesso nei paesi industriali è sprecata. Un testo dunque che illustra pericoli e possibili soluzioni che gli autori analizzano in modo pacato cercando con tutti i lettori , quelli pro e quelli contro il nucleare un dialogo costruttivo.

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    16 Giugno, 2013
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Un altro giro di giostra?

La vigilia di Natale del 1977, la Morte si presenta a Chas, meglio noto come Charlie Chaplin, lo invita a seguirla, ormai è giunto il momento per il grande attore di lasciare questa terra. Chas,però,non ci stà, ha un figlio piccolo, Christopher James, vorrebbe vederlo crescere, chiede una proroga alla Morte che gliela nega,infine insistendo riesce a strappare alla Signora Nera una scommessa: se riuscirà a farla ridere,prolungherà di un anno la sua vita. La Morte che sembra non essere indifferente al fascino del mitico Charlot, accetta e sia come sia, per bravura o per fortuna riderà a crepapelle ogni Natale, fino a quando Christopher non sarà diventato un teenager.I dialoghi con la Morte nel testo si alternano alle lettere che Charlie Chaplin scrive ogni anno al figlio Christopher per raccontargli sostanzialmente la sua vita. Chaplin descrive al figlio la povertà patita a Londra ,sua città natale, la sofferenza per la separazione dei genitori,il rapporto con la madre Hannah Harriette Hill, cantante e ballerina,che seguirà nelle sue piccole turnè fino a sostituirla un giorno,sonoramente fischiata da un pubblico inferocito, sul palcoscenico intonando 'E Dunno Where 'E Are ,vecchia canzone con la quale trasformerà i fischi in applausi. Dopo questa prima volta Chas con l'aiuto del fratello maggiore Syd debutterà nello spattacolo Cindarella e poi all'Hyppodrome dove conoscerà il famoso clown Marceline ,grazie al quale debutterà nel circo di Fred Karno: " Il Circo di Casey". Sarà proprio il terriccio rosso del circo la palestra che lo forgerà all'arte del Mimo.Sotto il tendone conoscerà un altro grande attore,Stanley Jefferson (meglio conosciuto come Stan Laurel, lo Stanlio della famosa coppia) con il quale inizierà la carriera attoriale . Chaplin con la compagnia di Karno partirà per gli Stati Uniti.A questo punto della storia raccontata da Fabio Stassi, facciamo la conoscenza, fra i vari freaks che popolano il circo, di Arlèquin, un inserviente di colore addetto alle gabbie degli animali, l'uomo più grosso e nero che si sia mai visto, quest'ultimo era perdutamente innamorato di Eszter Neumann, contorsionista ungherese amata dal pubblico di tutt'Europa. Quando Arlèquin , apprenderà della partenza del Circo per gli States, addolorato per la separazione dalla donna che ama,costruirà una scatola che registra le immagini in movimento. Arlèquin potrà così trattenere con se il ricordo dell'amata. Lasciati i due piccioncini a tubare, torniamo a Chaplin che, sbarcato in America, comincerà la sua carriera di teatrante all'inizio senza successo, cosicchè sarà costretto a imparare mille mestieri mentre attraverserà questa terra promessa fino ad arrivare in California. Dopo un'esperienza come boxeur finita sui pugni di Balbetta Groogan, una come imbalsamatore con Archibald Lawster e infine una come tipografo conWillie Cook ,a testimonianza del fatto che al Vagabondo ,lavorare ha mai fatto paura,giungerà alla corte di Mister Fritz, produttore cinematografico indipendente.Da Mr Fritz Chaplin sarà assunto come titolista, ma ancora una volta il destino gli cambierà le carte in tavola. Un giorno Fritz gli chiede di sostituire un regista infortunatosi durante le riprese e il film di Chaplin incontrerà inaspettatamente il favore del pubblico tanto da essere sostituito nei nickelodeon di tutto il paese.A questo punto si muovono i cattivi: la potentissima Motion Picture Parents Company intenterà una causa contro Mister Fritz,perchè secondo i loro agguerriti avvocati non ha i brevetti per usare la macchina da presa, dovrebbe quindi pagare una salatissima penale. Per vincere la causa contro la multinazionale dell'odiosissimo Thomas Alva Edison bisognerebbe provare che l'idea di realizzare una "cinepresa" non è proprietà esclusiva di Edison ed è qui che entrerà in gioco Chaplin che si ricorderà di Eszter e della scatola magica inventata da Arlèquin. Il nostro Charlot dovrà attraversare l'America alla ricerca della scatola magica, ci riuscirà?
Un romanzo quello di Stassi che ci regala un Charlie Chaplin magnifico, il personaggio inventato dall'autore italiano incarna perfettamente quella che è stata la filosofia di vita del grande attore " tutto svanisce tranne i desideri che abbiamo avuto", Chaplin non rinunciò mai ai suoi desideri, questa è la grande lezione che dona al figlio, mentre alla Morte "insegnerà" che :
"La comicità è mancina come me.Irride i ricchi, rimette le cose a posto,ripara le ingiustizie.Come diceva Frank Capra, chiude le porte ai prepotenti e le fa aprire ai deboli e agli indifesi anche se solo per il lampo di un sorriso".

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    15 Giugno, 2013
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Suonare il pianoforte

“Le racconto una cosa che ho letto alcuni mesi fa”, continuò Semira.
“E cioè di come in Spagna non poche persone si sbarazzano dei cani.
Li impiccano agli alberi. Ma non in modo che muoiano presto. Li appendono così che gli artigli delle zampe posteriori riescano ancora, sia pure a malapena, a toccare terra. Questo ritarda il sopraggiungere della morte. I cani si dibattono per delle ore prima di morire.”
Leslie deglutì a vuoto.
“E sa come lo chiamano” chiese Semira. “Gli Spagnoli?”
“No”, disse Leslie.Un no che le uscì talmente stentato da risultare quasi incomprensibile.
“Lo chiamano far suonare il pianoforte”, disse Semira.
“Perché i cani nello sforzo disperato di tenere la punta delle loro zampe a contatto con il terreno e sottrarsi allo strangolamento, continuano a spostarle in qui e in là. Sono movimenti simili a delle dita di un pianista.
Leslie rimase in silenzio.Inorridita.
“Già” proseguì Semira, “è stata proprio questa definizione a colpirmi tanto.”Non solo il fatto in sé che li uccidano in quella maniera. Ma il nome che danno a quel gioco crudele. Forse percepiamo maggiormente l’intera violenza del male non là dove si manifesta con ottusa brutalità, bensì là dove la brutalità è accompagnata dal cinismo,perchè si constata che è coinvolta l’intelligenza.Ed è quasi insopportabile dover ammettere che vi sono uomini che fanno certe cose con intelligenza.


Questo thriller mi fa pensare ad uno di quei giochi col labirinto che si trovano nelle riviste di enigmistica; nella casella in alto a destra c’è l’assassino circondato dal labirinto, in basso ci sono decine di entrate e possibili percorsi per raggiungerlo,ma solo uno è quello giusto che porta al killer, gli altri percorsi servono ad ingannare il giocatore.
Siamo in Inghilterra a Scarbororough, paesino della provincia londinese.
Una notte, nella brughiera, viene brutalmente assassinata una bella baby sitter, Amy Mills che , finito il suo lavoro, stava tornando a casa. Qualche tempo dopo, sempre nella stessa brughiera, sempre in una notte di tregenda viene assassinata un’anziana, Fiona Barnes.L’ispettrice Valerie Almond insieme al fido agente Reek viene chiamata ad indagare; spera di fare presto e bene, meglio dei puzzoni di Scotland Yard. Ma i casi sono complicati, si tratta di un serial killer? Di uno squilibrato della zona o un pazzo di passaggio? Oppure si tratta di due omicidi ben distinti?
La vecchia Fiona, la sera prima di morire, era stata ospite di amici in una fattoria fuori città. Fiona , quella sera, aveva cenato col vedovo Chad Beckett, del quale era stata in gioventù amica e amante. La cena era stata offerta per festeggiare il fidanzamento di Gwen, figlia di Chad, col giovane professor Dave Tanner. Questo Dave, era profondamente odiato da Fiona, che quasi come una madre apprensiva, aveva fatto indagini su di lui scoprendo la sua natura di truffatore e imbroglione quindi, temendo che il suo amore per Gwen nascondesse in realtà solo mire sulle proprietà dei Beckett, quella sera aveva avuto un alterco violento con lui e aveva smascherato il professore di fronte a tutti gli ospiti.
Dave , cinico ma orgoglioso, era andato via, ma quella sera non fù l’unico ad allontanarsi. Altri due ospiti, amici della famiglia Becktt, Colin e Jennifer Brankley ambigui e nemici di Fiona lasciarono anzitempo la tavolata. La stessa Gwen, in lacrime, abbandonò la festa. Tempo dopo, Leslie Cramer, la figlia legittima di Fiona, trovò tra i file del computer della madre un memoriale. In questo racconto era svelata la vera natura che aveva legato Fiona al vecchio Chad e alla fattoria. Nel 1940 in piena guerra, Fiona, ancora bambina, viene spedita con altri ragazzini nelle fattorie della campagna inglese. Fiona non è sola, l’accompagna un pischello, un certo Brian, tratto in salvo da una casa bombardata come unico superstite della famiglia Somerville. Il trauma della perdita di tutto aveva reso Brian muto e ritardato; sul treno che trasporta i bambini evacuati elegge Fiona a sua novella sorella e le si “appicica” come una figurina alla pagina di un album.
Emma Becket(madre di Chad) convince le volontarie della Croce Rossa a lasciarle in affidamento i due bambini.Fiona diventerà, come si è raccontato in precedenza amica di Chad, e i due saranno, durante tutti gli anni del soggiorno “forzato” della ragazzina, sempre seguiti come un ombra bisognosa di affetto da Brian che i due cinicamente chiameranno Nobody, signor nessuno, proprio a sottolineare l’inconsistenza , secondo loro , della presenza, della vita, di questo povero ragazzino.
Questo romanzo è anche un viaggio nella gretezza umana, nell’egoismo più becero, alla fine è solo dando identità a “Mister Nessuno” che si potrà capire molto di più che il semplice nome di un assassino.

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Libri per ragazzi
 
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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    15 Giugno, 2013
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Sefira

Oggi Vi consiglio un testo fantasy. Nel romanzo non troverete hobbit ,nani,orchetti ma Angeli.
Cherubini buoni e cherubini cattivi. I protagonisti del romanzo sono tre ragazzini che presto scoprono, grazie alle farneticazioni di un professore di teologia, che uno di loro è in realtà un angelo portatore della "fiamma della vita"uno dei due elementi che rendono possibile la vita in Sefira, la valle dove vivono questi esseri celesti.
I problemi sorgono quando a Sefira si apprende che Ophidiel,l'angelo cattivo, il Lucifero della situazione, potrebbe fuggire dalla prigione-foresta dove è stato rinchiuso.
A questo punto occorerebbe l'aiuto di Unika, l'angelo eroe, l'Arcangelo San Michele se fossimo in un contesto cattolico, "unico" appunto, in grado di competere con Ophidiel.
Unika però è sparito, i suoi poteri sono stati divisi e nascosti affinchè il Male non possa impadronirsene. Gli "unici" che possono aiutare gli Angeli sono i tre piccoli umani: ma come?
Un romanzo per adolescenti che con un linguaggio sobrio riuscirà a catturare l'attenzione dei più riottosi al mondo della lettura.

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Scienze umane
 
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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    14 Giugno, 2013
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La Filosofia salverà i giovani?

La tesi di fondo che anima il saggio di Umberto Galimberti, filosofo, è che il mondo di oggi, in particolare quello dei giovani, sia pervaso dall’assenza di valori. Il nichilismo infatti è quell’ospite inquietante, ben descritto da Nietzsche che oggi torna ad aggirarsi nella vita dei ragazzi, cancellando prospettive e orizzonti, intristendone le passioni. In un mondo che funziona esclusivamente secondo le leggi del mercato, i giovani si sentono sfiduciati, si scoprono disinteressati alla scuola, emotivamente analfabeti, inariditi dentro. Solo il mercato sembra interessarsi di loro per condurli sulle vie del divertimento e del consumo, dove però – avverte Galimberti – “ciò che si consuma è la loro stessa vita.
Questo stato di disagio fa sì che le famiglie si allarmino mentre risultano inefficaci i rimedi elaborati dalla cultura laica e dalla religione , perché “Dio è davvero morto”? Nel deserto emotivo, creato dal nichilismo, attecchiscono secondo Galimberti i fenomeni di devianza giovanile noti alle cronache: il bullismo, le violenze degli ultrà negli stadi, l’ecstasy , i sassi gettati dal cavalcavia,i casi di omicidio e di suicidio.
Ma come uscire da questo cupo scenario, che è per Galimberti innanzi tutto un problema culturale, e non psicologico e sociale? Come andare oltre il nichilismo? La soluzione c’è, passa, manco a dirlo, ancora per Nietsche, quando ne La gaia scienza il grande filosofo tedesco scriveva: “La vita non mi ha disilluso. Di anno in anno la trovo sempre più ricca, più desiderabile e più misteriosa (…) La vita come mezzo di conoscenza. Con questo principio nel cuore si può non soltanto valorosamente, ma anche gioiosamente vivere e gioiosamente ridere”.

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Gialli, Thriller, Horror
 
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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    14 Giugno, 2013
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Tutto il mondo è paese,o no?

“Monnezza”, politici corrotti,crimine organizzato e giustizia, sembra Napoli
ma è il Missisipi, l’ultimo thriller di Grisham.La coppia di avvocati Wes e Mary ha puntato tutto sulla causa legale intentata dalla vedova Baker contro la Krane Chemical, colpevole di avere avvelenato la falda acquifera del paese e di avere causato decine di morti per cancro. Per quella causa gli avvocati Payton hanno rifiutato clienti, venduto la casa , rinunciando a uno stile di vita che era sempre sembrato del tutto connaturato alla professione. Il primo grado del processo si conclude con una sentenza a favore della vedova, ma Cari Trudeau, azionista di maggioranza della Krane, non è uomo da arrendersi facilmente…
Un legal thriller che nonostante gli anni ,ahimè, rimane di forte attualità.

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Politica e attualità
 
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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    12 Giugno, 2013
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Quando il gioco si fa duro,i duri si vendono o no?

Dei cinquecento atleti che militano in serie A , almeno un quinto guadagna un milione di euro all'anno. Il calcio, solo in Italia, è seguito da nove milioni di tifosi allo stadio e venti milioni davanti alle varie TV, da queste poche cifre è facile intuire che un simile fenomeno economico,socio antropologico non potesse essere immune da zone d'ombra, soprattutto non fare gola anche alle organizzazioni malavitose inserite nel tessuto organico di ogni società contemporanea, da Nord a Sud , dall'Est all'Ovest. Uno dei grandi meriti di Raffaele Cantone in questo saggio scritto con l'ausilio di Gianluca Di Feo è l'esposizione,tanto chiara e precisa da inquadrare subito il nocciolo della questione, come se anzichè scrivere il magistrato ex p.m. alla DDA , fotografasse con lo stile di August Sander i ritratti in chiaroscuro del football nostrano e non. La prima foto coglie il cmbiamento epocale del fenomeno calcistico che diventa fenomeno politico. Argentina - Olanda, finale dei Campionati del Mondo del 1978, gli Oranges, la squadra più forte del Mondo quella del calcio totale che nel 1974 aveva dato lezione di stile anche al Brasile, doveva perdere e perse, perchè quella partita era l'occasione imperdibile per la dittatura militare argentina di mostrare la sua forza a tutto il Mondo, così nella finale di Buenos Aires , il calcio fu desaparecido, tant'è vero che per la prima volta una squadra finalista, l'Olanda rientrò negli spogliatoi senza rendere omaggio ai vincitori. Altre foto più vicine a noi e incisive nell'inquadrare il corteggiamento serrato che la malavita fa al calcio sono : Juary, stella brasiliana dell'Avellino, che negli anni Ottanta militava in serie A, scortato del patron Sibilia, si fa fotografare con il famoso don Raffaè di deandreiana memoria, Raffaele Cutolo in persona, il capo e fondatore della Nuova Camorra Organizzata e grande tifoso dei "lupi irpini". Che dire del mitico Pibe de Oro, al secolo Diego Armando Maradona che ,come novella Venere di Botticelli, in una foto,ritrovata dalla Polizia durante una perquisizione, si vede spuntare da una vasca a forma di conchiglia in compagnia di Luigi Giuliano, Lovigino, boss di Forcella, per arrivare ai giorni nostri con Super Mario Balotelli che in vacanza a Napoli, oltre che gita a Capri e cena al Vomero vista Golfo chiede ed ottiene anche il tour nell'Inferno: un giro in moto a Scampia. Di foto fra padrini e calciatori, ne girano parecchie, di situazioni quantomeno ambigue Cantone ne rubrica diverse nel testo,perchè per i boss le star del calcio sono anche simboli per promuoversi e coprirsi di prestigio, quello che però è ancora più sconcertante è il momento in cui si passa alla vera e propria collusione, agli affari fra star del calcio e malavitoso. Nasce il calcio scommesse e la conseguente truffa della compravendita di risultati , di arbitri e calciatori corrotti, con tutto il sottobosco di procuratori, manager e preparatori e faccendieri che gira intorno al grande giocattolo divenuto business. Nel saggio di Raffaele Cantone si analizza il fenomeno corruzione in ambito sportivo che si rivela complesso e radicato in tutti i paesi,nessuno escluso. Dopo la lettura di questo libro le domande si moltiplicano, ci si chiede: sarà mai possibile trovare una soluzione che tenga a distanza il malaffare da questo gioco? Ci domandiamo: perchè ai calciatori si perdona tutto?, perfino un gol con la mano, furbo,cattivo,ignobile,il massimo esempio di antisportività è diventato nell'iconografia deformante di certo modo di celebrare il calcio: la mano de Dios! Perchè? C'è qualcosa di culturalmente sbagliato nello sport del pallone di questi ultimi cinquant'anni.

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Gialli, Thriller, Horror
 
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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    11 Giugno, 2013
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I frollocconi

Devin Jones è un giornalista del Cliveland Magazine alle prese con la più classica delle recherche du temps perdu, quella sull'adolescenza, quella sulle cotte per ragazze che pensavano ad altri, sulla fine del college e l'inizio degli anni universitari.La recherche di Jonesy comincia nell'estate del 1973 che lo vide impegnato ,come prima esperienza lavorativa, in un parco di divertimenti: Joyland nella Carolina del Nord. Orfano di madre, Jonesy, finito il primo semestre universitario, decide di trascorrere l'estate a Heaven's Bay ; si lascia alle spalle l'Università del New Hampshire, Wendy la ragazza che gli ha spezzato il cuore e un padre iperprotettivo, affitta una camere in una pensione con vista mare da una brava donna, la signora Emmalina Shoplaw e fa domanda d'assunzione a Joyland.
Bradley Esterbrook,vecchio giostraio e grande capo di Joyland al colloquio intuisce che il ragazzo ha della stoffa per il mondo dello spettacolo e lo assume. Farà la gavetta vestendo i panni della mascotte del parco, Howie, un simpatico pastore tedesco,ma oltre a intrattenere i bambini e i frollocconi, questo il nomignolo che i dipendenti del parco usano per indicare i clienti, Jonesy sarà un factotum addetto un po a tutte le attrazioni di questo mondo dei sogni. A fargli da cicerone nei primi giorni ci sarà ,Lane Hardy, un tipo d'uomo sempre gentile con i pivelli e originale nel vestire al contrario di Freddy Dean tipo odioso dalle maniere spicce. Come compagni di lavoro, almeno la prima estate che trascorrerà a Joyland , Jonesy avrà la bella e intraprendente Erin Brook (la Sirena di Hollywood) e un altro studente Tom Kennedy,tipo introverso,ma di buon cuore innamorato di Erin. Jonesy per raggiungere Joyland ,ogni mattina a piedi percorre un tratto di spiaggia e ogni giorno a salutarlo da una veranda di una bella casa vittoriana trova Mike, un bambino simpatico costretto sulla sedia a rotelle per una brutta malattia e sua madre, l'affascinante e indomita Annie Ross, ,figlia del noto e ricchissimo telepredicatore,Buddy Ross che in America è conosciuto per la trasmissione ,l'Ora del potere, un padre padrone che detta legge su tutto e a tutti , tranne che a quella pecora nera di sua figlia che di lui non vuol più sentir parlare. Giunti a questo punto vi chiederete , ma è un libro di King o un romanzo di Catherine Dunne? Beh avevo dimenticato di dire che nel parco dei divertimenti, precisamente nel "Castello del brivido", qualche settimana prima dell'assunzione di Jonesy, uno psicopatico ha sgozzato una ragazzina, Linda Hardy e , si mormora,che il fantasma di quest'ultima sia ancora lì che vaga fra scheletri finti,specchi deformanti e Pirati dei Caraibi. La polizia ha visionato tutte le foto che di solito gli addetti dei parchi di divertimento scattano ai clienti per rivenderle come souvenir e in tutte le foto ,l'assassino porta un berretto da baseball,occhiali da sole e giacca, l'unico dettaglio che potrebbe farlo riconoscere un tatuaggio sulla mano destra.Jonesy,Tom ed Erin quell'estate oltre a lavorare la dedicheranno ha scoprire l'assassino che durante le indagini si rivelerà di quelli seriali a maledettamente furbi. Dunque Stephen King torna in libreria con una storia che non si può definire horror, ma neanche thriller né tantomeno romance, perchè in realtà è uno splendido esempio di tutti questi generi narrativi a dimostrazione che i grandi scrittori non possono essere ridotti a mere etichette.

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    10 Giugno, 2013
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E capeit ‘u fatt? U’sacc’(ie), U’sacc’(ie)

Polignano, il Maestrale forte e impetuoso ha dato il buongiorno a tutti gli abitanti della bella cittadina pugliese scuotendo insegne,scuri,tapparelle e alberi:non promette nulla di buono. Ninella è preoccupata, questo maledetto vento può mandare in crisi i preparativi per il matrimonio e la consuocera ,si ci mette anche lei!, la manda in bestia. Deve portare sfiga,quella megera!,la First Lady di Polignano la chiamano,quella iettatrice, tant’è vero che i biglietti sui tavoli hanno ognuno il nome di un vento: libeccio,scirocco,bora… No! Nessuno riuscirà a rovinare il matrimonio di sua figlia, Chiara Casarano, beddissima picciotta che sarà impalmata da Damiano l’erede degli Scagliusi, i re delle patate, Import & Export in tutt'Italia.
Ma sto matrimonio sa da fare? Ninella pensa proprio di si, è una donna tosta, rimasta vedova giovanissima ha tirato su, facendo la sarta, due figlie: Chiara,la promessa sposa, impiegata in un’agenzia immobiliare e Nancy, la piccola ancora alle prese con la scuola, la bilancia e il sesso tutto da scoprire. Il primo intoppo al matrimonio, dimenticato il maestrale per un attimo, lo pone un parente e che parente! Franco Torres, fratello di Ninella, è ex contrabbandiere appena uscito dal carcere, vuole redimersi e portare la nipote all’altare. Matilde, la First Lady, la consuocera invadente e impicciona ha posto il veto: gli Scagliusi non vogliono finire in bocca alla gente di tutta la Puglia - siamo gente seria noi.Ma Ninella,la gente seria l'ha conosciuta quando collaboravano "seriamente" con Franco Torres per fare soldi facili, quindi non demorde,sa che il pesce puzza dalla testa, ha un conto aperto con don Mimì Scagliusi ,il suo primo grande amore, futuro suocero della figlia, che , fra l'altro al tempo del contrabbando,si era tirato indietro, proprio dopo lo scandalo dell’arresto di Franco Torres.
Ma le cose non stanno neanche tanto bene in casa Scagliusi, Orlando, fratello di Damiano, è la pecora nera della famiglia. E’ omosessuale, vorrebbe vivere la sua condizione liberamente,ma don Mimì ,padre padrone,ne morirebbe così come la First Lady , donna Matilde, e allora? Orlando “affitta” una fidanzata per l’occasione,Daniela; farà contento Damiano e metterà a tacere le malelingue. Capita però che,ancora lui?, il Maestrale? Chissà ,ci mette lo zampino e ingarbuglia ancor di più le carte con un colpo di vento, è il caso di dirlo. Infatti fra Ninella e don Mimì l’amore cova sotto la cenere e donna Matilde se lo sente, inoltre Vito “Photographer”, il ragazzo che curerà l’album fotografico degli sposi è innamorato di Chiara. Non bastasse tutto questo garbuglio si sentimenti, Alessia, ex di turno, è ancora innamorata di Damiano e Orlando al matrimonio incontrerà proprio l’uomo della sua vita, l'Innominato, ma al matrimonio scoprirà pure che il suo amante è sposato e amico di don Mimi! Dunque una commedia brillante che ha il sapore e il gusto dei piatti di Puglia,con un pizzico di peperoncino spruzzato qua e là. Come fili di gomitoli diversi, le storie dei personaggi s'intrecciano, sembra quasi ne debba uscire una matassa ingarbugliata assai, poi...poi il bandolo qualcuno degli invitati lo ritroverà. Come in “Molto rumore per nulla” di William Shakespeare, alla fine il matrimonio si celebrerà,o no?
« Dame gentili non più sospiri;
tutti gli amanti sono incostanti;
un piede in terra un altro in mare,
non sospirate, fateli andare.
E in ogni guisa fra giochi e risa
mutate l’intimo vostro rovello
in un ironico bel ritornello.
Trallerallera, trallalallà. »
Molto Rumore per nulla Atto II, scena III di W.Shakespeare trd. Di Goffredo Raponi

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    07 Giugno, 2013
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Chi sono,io?

"Molti pensano che un funerale,in virtù dei suoi aspetti emotivi ed emozionali, sia un evento causale,privo di regole.Non è così.Il funerale è l'appuntamento mondano par excellence.Tutto deve essere calibrato.Perchè molti sono gli occhi che si posano su di noi.A un funerale, non bisogna mai dimenticare, si va in scena"(...) E' rigorosamente vietato mettersi in fila o nel mucchio per le condoglianze ai parenti.Con pazienza, si attende che i parenti siano liberi dalla calca.Solo a quel punto,accertatisi che la platea sia seduta, si possono fare le condoglianze.In questa maniera ,tutti ti possono vedere.Si prendono le mani del sofferente.Si sussurra all'orecchio una frase sicura,detta con autorevolezza.Per esempio:"Nei prossimi giorni,quando ci sarà il vuoto, sappi che puoi contare sempre su di me". Ho è estratto questo brano dal libro perchè ha mio parere più di altri evidenzia l'agghiacciante cinismo che muove i personaggi di questa Roma decadente che è splendidamente raccontata da Paolo Sorrentino e Umberto Contarello. Il testo è la sceneggiatura dell'omonimo film , ma la scrittura lineare ed essenziale nulla toglie alla potenza espressiva, a tratti sembra leggere Flaiano. Il protagonista Geppino Gambardella,per gli amici Jep, vive una vita glamour immerso nelle feste romane , quelle descritte nel romanzo sembrano uscite dal libro di D'Agostino "Cafonal", ci sono i parvenu,i nobili decaduti a noleggio, gli eroinomani ,le vecchia star della TV che si vendono per pochi euri, Cardinali e Sante. Jep lavora come giornalista per la vulcanica Elide Lettieri, per tutti "Dadina", nana tanto piccola quanto acuta nel giudicare le persone e risoluta nell'affrontare le sfide che la vita le pone . Jep è autore di articoli di costume e interviste a grandi maestri del cinema , è autore di un solo romanzo,questo il suo maggior cruccio, vorrebbe scrivere il prossimo testo sul Niente citando Flaubert, ma per il momento gli riesce assai difficile nonostante sia circondato da una fauna umana che non gli dovrebbe rendere difficile il lavoro,anzi. A fare da sfondo a questa storia c'è lei, la Grande Bellezza: Roma, che in uno degli episodi più commoventi del libro ,con l'aiuto di personaggio ambiguo ,Jep e l'affascinante coatta Ramona, ammireranno dai tetti dei più bei palazzi romani fino a giungere nella stanza dove è custodita ,la Fornarina di Raffaello, un capolavoro al quale il gaudente e spensierato Jep è assai legato perchè gli ricorda Elisa De Santis, la donna che tanti anni prima gli ha spazzato il cuore. Un romanzo che ha un che di Felliniano,la malinconia di un Pietro Germi,la spietatezza di Dino Risi,la poesia di Ermanno Olmi.

P.S. Chi sono,io? Se lo chiede Andrè Breton nel romanzo autobiografico Nadja citato dal nostro Jep che per tutta la vita ha cercato una risposta a questa domanda come ognuno di noi.
Qual'è la risposta più appropriata ad una simile domanda?

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    06 Giugno, 2013
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Dove diavolo sarà finito l'orologio di Topolino?

Firenze, il prof esperto d'arte, Robert Langdon, si risveglia in un letto d'ospedale; non ricorda nulla, anzi convinto di essere ancora a casa , negli States, rimane basito quando, dando un'occhiata attraverso i vetri della finastra accanto al letto , scopre di essere nel capoluogo toscano che come esperto d'arte ha visitato molto spesso in passato. Il professore non fa in tempo a chiedersi cosa possa essergli capitato, che nella stanza entrano: la dottoressa Sienna Brooks, connazionale dal corpo statuario e un Q.I. di tutto rispetto, (come scoprirà da lì a poco lo smemorato di Harvard) e un collega italiano il dottor Marconi, lo sfigato di turno, perchè non farà in tempo a visitare il malato che una killer professionista,Vayentha, inviata da un'organizzazione segreta "Il Consortium", lo falcia con una scarica di proiettili destinati al sempre più smemorato prof. Langdon.Sienna che dimostrerà ,da adesso in poi,di aver riflessi più pronti del mitico Robert Langdon , mette temporaneamente in scatto l'assassina, afferra il moribondo e con lui fugge , mentre per poliziotti italiani e i servizi segreti americani comincia la ciaccia ai fuggitivi. Il Povero professore ha lancinanti fitte alla testa che spesso producono incubi e allucinazioni legate all'Inferno, la prima cantica del grande poeta italiano Dante Alighieri . E' infatti tra gli endecasillabi della magnifica opera buona parte della soluzione dell'intrigo. Ma prima di scoprire l'arcano, i due fuggitivi gireranno in lungo e in largo i più bei monumenti di Firenze (danneggiando anche alcune preziose tele!)
Il cattivo di turno è il miliardario Bertrand Zobrist, proprietario fra le altre cose, della maschera mortuaria di Dante ,all'interno della quale è celato uno dei tanti segreti da svelare, lo scienziato in sintesi , come accadde in modo del tutto casuale al tempo della peste nera nell'Europa del 1347, vuole risolvere il dramma della crescita esponenziale della popolazione mondiale diffondendo... un virus?
"Inferno" di Dan Brown è uno splendido esempio di quello che ,senza snobismo, un altro autore americano Michael Chabon, definisce letteratura d'intrattenimento. Nonostante le cinquecento pagine la narrazione è fluida e non stanca, anche la scelta dei capitoli brevissimi aiuta in questo.
La trama e i contenuti artistico scientifici, sono curati in modo quasi maniacale, potrete andare in giro per Firenze a visitare Palazzo Pitti, il Giardino di Boboli,Ponte Vecchio etc ,adoperando il romanzo a mo di Giuda del Touring senza incorrere in errori. Un romanzo d'azione destinato a scalare le classifiche che non tradirà le aspettative dei lettori del Codice Da Vinci.

"Grandissimo è certo il dono delle virtù, la quale non guardando a grandezza di roba, né a dominio di stati o nobiltà di sangue, il più delle volte cigne et abbraccia e sollieva da terra uno spirito povero:assai più che non fa un bene agiato di ricchezze".Questa considerazione scriveva alcuni secoli fa il celebre architetto Giorgio Vasari, spesso citato da Dan Brown nel romanzo, in un certo senso è quello che scoprirà Langdon : è la virtù a vincere il male,o no?


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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    04 Giugno, 2013
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Tenerci a galla in due

Ci vediamo alle cinque e mezzo in via Castiglione, nel caffè di fronte casa.
Atti mancati
di Matteo Marchesini
voland 125p.,€ 13,00
isbn 9788862431385

Matteo Molinari è un giornalista del Corriere di Bologna,professionista giovane ma già molto apprezzato nel capoluogo emiliano. Il suo caporedattore lo invia ad assistere ad un premio il "Bolognino d'Oro che verrà assegnato ad una sua vecchia conoscenza Bernardo Pagi,critico letterario con il quale Molinari aveva condiviso una lunga amicizia durante gli anni universitari insieme all'ex fidanzata Lucia Malaguti e al compianto Ernesto Mengoli, morto in un incidente stradale cinque anni prima. Il vecchio Pagi alla conferenza è ben contento di rivedere il giovane amico che a sua volta ritrova, seduta fra gli spettatori, Lucia che aveva troncato inspiegabilmente la relazione con lui, poco dopo la tragedia occorsa all'amico comune. Il premio dunque sarà l'occasione per tutti e tre di riscoprire affetti, passioni comuni e ricordi che sembravano cancellati, sepolti insieme ad Ernesto. Lucia che dopo la laurea in Scienze Politiche aveva lavorato all'estero, sembra,fra i tre, quella più impegnata a ricucire i fili spezzati,mentre Matteo è quello più titubante, meno appassionato all'idea di rinverdire il passato;il più disilluso da tutti e da tutto.Lucia però non si arrende al cinismo e all'accidia di Matteo, con l'ex fidanzato comincia una serie di "gite" nei luoghi di Bologna, della Bassa e degli Appennini che li avevano visti giovani intellettuali aperti alla vita e impegnati a costruirsi un futuro roseo. L'idillio fra i due però dura poco, come un pugno nello stomaco, durante uno dei tanti incontri con Lucia ,Matteo scopre che la ragazza è malata di cancro: il male l'ha colpita ferocemente togliendole fra l'altro per sempre la possibilità di avere figli.Questa è la prima delle scoperte che in questo viaggio nel passato farà Matteo.Il testo di Marchesini non è un giallo ma spesso cattura l'attenzione del lettore come se lo fosse ; ti costringe a leggere con attenzione perchè ci sono segreti e forse assassini da scoprire. Il romanzo di Marchesini è una storia d'amore intensa e dolorosa come quelle che leggevamo nei versi di Amalia Rosselli "Vorrei donarti il mio sangue tutto/
ma esso corre in piccoli inestricabili rivoletti/ e non graffia la tua porta d'entrata con abbastanza tenerezza per tenerci a galla".

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    04 Giugno, 2013
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Persino la morte ha un inizio e una fine

Daniel ha tre grossi problemi, una madre che è rimasta molto delusa dal suo rendimento scolastico, una nonna che l'adora è lo vuole ,per le vacanze estive , nella sua grande tenuta nel piccolo paese dove vive da sempre e dove ogni anni si festeggia un'antica ricorrenza "La Festa delle Fiamme". Questa festa consiste in una gilda dove nove concorrenti che indosseranno un costume che rappresenterà altrettanti animali:l'ariete,il piccione,il polpo,l' asino,il ragno,il leone,la volpe,il castoro e il bruco, si sfideranno in una specie di palio al vincitore finale la riconoscenza di tutto il paese come fu per il leggendario primo rappresentanti che con l'aiuto degli animali liberò il paese dall'oscurità .Ed ecco il terzo problema di Daniel, per partecipare alla festa bisogna partecipare ad una riffa e a lui è toccato l'odiosissimo costume del verme, perdòn , del bruco, che non ha mai vinto il palio e forse porta anche sfiga! Fortunatamente le cose per il nostro eroe sembrano mettersi bene, perchè, bruco o non bruco, lui vince! A questo punto: la tragedia, Daniel muore, finisce in un oltre mondo chiamato Dyuturna, in questa città dei morti conoscerà Cybele una ragazzina che gli mostrerà come recuperare la pace interiore perduta con la terribile e improvvisa dipartita. Ho trovato il testo ben scritto e di facile lettura, non molto originale, c'è un infarinatura di teorie New Age, un pizzico di Bambarèn e un pò di Coelho con una manciata di Tim Burton e Stephen King, nel complesso un romanzo che diverte e vista la giovane età la fantasia e la verve dell'autore destinato a sorprenderci con storie sempre più intriganti man mano che al talento si aggiungerà l'esperienza

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    02 Giugno, 2013
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Sissignuri,a quest'ora.Spiegagli che non possiamo

Cosimo Barletta, un ragioniere molto ricco è stato ritrovato morto nella sua villetta dal figlio, Arturo, che si era recato dal padre di buon mattino. Il vecchio è stato ucciso con un'arma da fuoco. La figlia Giovanna, una bionda mozzafiato che riscuote subito le attenzioni del Commissario Montabano e i suoi fidati collaboratori: Fazio, Augello e come se non bastasse risveglia l'ossessiva gelosia di Livia, giunta da Genova per il solito weekend, sembra mettere i tre poliziotti sulla strada giusta per smascherare l'assassino o l'assassina. Infatti Giovanna rivela al Commissario la vera attività dal padre ,quella di strozzino della peggior specie, dunque la lista di possibili nemici è assai lunga, se poi a questo si aggiunge che il ragioniere era uno sciupafemmine compulsivo, che in casa durante la perquisizione verranno ritrovate cartelle contenenti foto erotiche di tutte le sue amanti con le quali le ricattava , il quadro si fa più torbido e intricato. Se a queste rivelazioni si aggiunge il primo colpo di scena che ha per protagonista il dottor Pasquano che durante l'autopsia scopre che Cosimo Barletta quando fu sparato era già morto ,in quanto avvelenato da una letale dose di curaro: u ciriveddu al povero Commissario vigatese comincia a far male assai. C'è però un elemento che sembra aiutare Montalbano, dallo studio di Cosimo Barletta è scomparso il testamento, Giovanna o Arturo avevano interesse a farlo sparire? Si e no, ma soprattutto sembrano avere degli alibi inconfutabili e allora siamo punto e daccapo. Quindi ,ricapitolando, nel letto della vittima sono stati ritrovati alcuni capelli di donna, l'uomo è stato avvelenato e poi sparato, nella villetta c'era un viavai di donne, il testamento è sparito e c'è un barbone che vive in una grotta poco lontano da Marinella ,storica dimora vista mare di Montalbano, che si sta godendo un paio di camicie nuove regalo di Livia che scoprendo a sua volta essere un regalo di Adelina al Commissario ha deciso , fimmina gelosissima, di disfarsene così. Ma cosa diavolo c'entrano un clochard, delle camicie da uomo e Livia con un morto ammazzato? Lo so mi sono catarellizzato, ma di un giallo non posso e non voglio svelarvi che il minimo indispensabile.
Un giallo accattivante questo di Camilleri , intricato ed erotico come un romanzo di Albero Moravia.



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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    02 Giugno, 2013
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Ho scelto la via peggiore, o la più facile?

Dopo l'ennesimo litigio dei genitori, la piccola Sofia Muratore corre nella sua cameretta al secondo piano di una villetta nel quartiere residenziale detto "Lagobello",fuori Milano.
S'inginocchia e prega , anche se da qualche tempo ha perso fiducia in questi rituali; da quando il cancro si è portato via la mamma di Oscar il suo compagno di giochi : servono veramente le preghiere? Mentre recita il "Padre Nostro" ha un lapsus freudiano, dice - rimettiamo ai nostri "genitori" - anzichè debitori. In effetti il romanzo che firma Paolo Cognetti è una lunga riflessione su quell'imprinting iniziale che subiamo dai genitori durante l'infanzia che condizionerà tutto il resto della nostra vita. Roberto Muratore è un ingegnere dell'Alfa Romeo tutto preso dal suo lavoro, mentre Rossana è una casalinga sull'orlo di una crisi di nervi; si sono sposati con un matrimonio riparatore, sono decisamente una coppia male assortita e Sofia , la loro unica figlia, è presa in mezzo a questa battaglia che non sembra trovare soluzioni.Percorriamo nei dieci racconti che compongono questo romanzo trent'anni di vita di Sofia quelli che dall'infanzia la traghettano nell'età adulta. La lasciamo che gioca ai pirati con Oscar e insieme i due ragazzini in quel mondo immaginario tentano di esorcizzare i loro dolori, ma invano perchè qualche capitolo dopo la nostra eroina la ritroviamo in ospedale in compagnia di una nuova amica: tutte e due hanno tentato il suicidio.
Qualche anno dopo Sofia è a New York sogna di fare l'attrice e per mantenersi come molti studenti lavora come cameriera nei pub. Alle spalle si è lasciata ancora una volta relazioni sentimentali fallite, la madre eternamente esaurita ,mentre il padre è morto di cancro e la sorella di quest'ultimo ,zia Marta è l'unica che sembra averla capita ed essere riuscita a tirarsi fuori dalla depressione, insegnandole a cercare un senso per la propria vita. Nella Grande Mela, Sofia conoscerà Pietro e Juri due studenti italiani. Juri è a New York per girare un film è dopo alcuni casting sceglierà proprio Sofia per interpretare Laila, la protagonista del suo film, mentre Pietro coglierà l'occasione di questa nuova amicizia per dare inizio al suo romanzo che parlerà proprio di lei. Un romanzo quello di Cognetti che ci consegna un ritratto di donna che è figlia delle non-famiglie della società contemporanea. Sofia mi ricorda questa poesia di Raimond Carver :
Stamattina mi sono svegliato con la pioggia
che batteva sui vetri. E ho capito
che da molto tempo ormai,
posto davanti a un bivio,
ho scelto la via peggiore. Oppure,
semplicemente, la più facile.
Rispetto a quella virtuosa. O alla più ardua.
Questi pensieri mi vengono
quando sono giorni che sto da solo.
Come adesso. Ore passate
in compagnia del fesso che non sono altro.
Ore e ore
che somigliano tanto a una stanza angusta.
Con appena una striscia di moquette su cui camminare.
Sofia di fronte alla possibilità di crearsela una famiglia, una relazione stabile, ad un certo punto apre la porta e va via, senza salutare: quando giunge ad un bivio, sceglie la via più facile. Forse i figli e le figlie delle non famiglie di oggi consumano nelle loro inquietudini proprio questo fallimento che hanno ereditato dai propri genitori e essi stessi scoprono ,amaramente, di non avere debiti di riconoscenza nei loro riguardi, perchè certi genitori ,sempre più spesso, passano la vita ad odiarsi.
di Luigi De Rosa

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    31 Mag, 2013
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Io sono grassa,grassa,grassa

"Grasso", provate a pronunciarla questa parola. Lentamente scandendo le sillabe,una ad una, fateci caso: la vostra bocca si apre, si spalanca come se dovesse essere riempita con un'intera torta e poi si chiude sul "so" e vi rimane dentro. Provate a pronunciare "ciccione, pingue, corpulento,pachiderma da noi a Napoli si dice "chiatto", i dialetti sono più brutali, meno ipocriti , gli angoli nelle parlate non sono smussati dal politically correct della lingua ufficiale; nel dialetto siamo diretti e feroci, infatti "chiatto" è vicino a "chiavica". Le parole SONO PIETRE ! Grasso, obeso, chiatto, quando le pronunciate contro una NON PERSONA,così Caterina la protagonista del romanzo si definisce, fanno male: sono GROSSE come le pietre per la lapidazione. Questo è quello che ho pensato finito il libro di Matteo Cellini, uno dei libri più belli che abbia mai letto su questo malessere chiamato :obesità.
"E' un po di tempo che utilizzo i suoi metodi per sopravvivere in bagno;allo specchio, tutto il viso lo guardo solo di sfuggita e all'immagine mossa che me ne viene applico una specie di Photoshop mentale,per farmela diventare accettabile", queste sono alcune delle considerazioni di Caterina , diciassettenne di Urbania, ragazza sensibile e intelligente, che sopravvive alla sua obesità usandola come uno scudo,come il vestito di un super eroe della Marvel che una volta indossato, tiene tutto il Mondo fuori. A scuola , nel banco in fondo all'aula condivide una grande amicizia con Anna, l'unica che sembra volerle bene a prescindere, come la prof Mazzantini che con lei instaura un rapporto speciale, fatto di Letteratura: Federico Tozzi, Luigi Pirandello... Ma forse anche i romanzi sono scudi, sia per l'alunna che per la sua prof che sembra uscita dalla penna di Walt Whitman, prima di svegliarsi anche lei in un letto vuoto perchè il famoso Capitano, Mio capitano è fuggito con una donna più giovane.. Poi c'è la famiglia di Caterina , tutti rigorosamente oversize: Alberto Rossi, imbianchino che sognava di fare il pittore,mamma casalinga che vive all'ombra di quest'uomo fin troppo silenzioso,il fratellone Gionata, sempre indaffarato con le sue sceneggiature , l'unico a cui la pinguedine sembra scivolare addosso come le cattiverie della gente e infine Oscar, il più piccolo della famiglia Rossi, anche lui si è inventato un supereroe "Ungho" che lo tiene lontano dalla crudeltà degli altri bambini. Il disagio che provoca la condizione di obeso è analizzato da Cellini a trecentosessanta gradi, grazie ad un linguaggio scevro da luoghi comuni e originale veniamo catturati dalla vicenda di Caterina, alla fine l'amiamo come Anna l'Annoievole amica di sempre. Verrete sorpresi e sconvolti dal gesto folle che deciderà di fare ad un certo punto Caterina e sarà proprio il modo che la ragazzina adotterà per farla finita a rilevare a tutti noi lettori il dolore che si prova quando ti lanciano una pietra grande e aguzza come la parola : GRASSO.

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    30 Mag, 2013
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Rocciatori a Capri

Capri è un'isola che mai finirà di stupirvi, in questo libro l'Isola Azzurra diventa "Montagna" d'attaccare, da conquistare e l'arrivo in vetta dopo la tenace ricerca della via, rinunciando ai chiodi a pressione, scegliendo il purismo nella tecnica alpinistica dona agli eroici scalatori un aeropoema di emozioni verticali. Si cominciò negli anni '30, ad ascendere il "sentiero sassoso che prende quota senza tornanti, dritto e spietato come una via Crucis" dice in una poesia uno degli scalatori più appassionati, il poeta e pittore futurista Emilio Buccafusca. Il Monte Solaro,
il Monte Santa Maria , il Faragliore di Terra,il Faraglione di Mezzo e quello di Mare che Vigilio chiamava Scopolo,l'Arco Naturale, il Salto di Tiberio si lasciarono conquistare da giovani come Francesco e Mario Castellano, Edgardo Hutter,Pasquale Palazzo,Adolfo Ruffini,Antonio De Crescenzo,Franco Leboffe, Ernesto Seller,Imma Boccadamo,Raffaele Lombardi,Paolo Bader,Santi Aiello,Glauco Izzo,Myriam Khune,Antonio Macaro,Aldo Marra,Paolo Pagano,Mario Spada etc
Tra fiori selvaggi e profumi di menta, ancora Buccafusca, questi giovani furono i pionieri che scoprirono al Mondo l'isola verticale. Scalatori instancabili,ancora oggi la roccia caprese ne conserva le loro impronte, proprio come suggerisce Erri De Luca " rinuncio senza difficoltà alla magnesite"(...) " Tutte le vie che ho salito, compreso “Viaggio = infinito”, portano le mie impronte digitali senza polvere bianca".
Un testo ,questo di Francesco Del Franco, che racconta la storia dell'Alpinismo a Capri, offre descrizioni per esperti di tutte le ascese realizzate sull'isola dagli anni '30 ai giorni nostri, con analisi della roccia, consigli preziosi per chi volesse emulare i rocciatori. Non mancano nel testo foto e disegni dei siti studiati , le difficoltà che si possono incontrare durante le arrampicate ,la descrizioni della flora e della fauna , aneddoti, leggende locali,la toponomastica dei luoghi. Una lettura affascinante che consiglio agli amanti del climber e del trekking.

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Religione e spiritualità
 
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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    30 Mag, 2013
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LA VIGNA DI NABOT

Fra i libri pubblicati all'indomani dell'elezione al soglio pontificio
del Cardinal Bergoglio, questo lo considero il più interessante per cominciare a conoscere Papa Francesco. In primo luogo si tratta di un confronto serrato fra due importanti testimoni della Storia Argentina, il Cardinale Jorge Bergoglio da una parte e Abraham Skorka,Chimico e docente di Letteratura Rabbinica oltre che professore di diritto ebraico presso l'Università di Salamanca. I due dialogano su tutti i temi più caldi da quelli politici legati all'America Latina e le sue contraddizioni, al Socialismo,Peronismo e dittatura militare, ma anche l'Olocausto e il conflitto Arabo Israeliano. Si passa poi a temi quale il divorzio, la convivenza, le unioni omosessuali, l'aborto e l'eutanasia. l'educazione religiosa nelle scuole, la condizione della donna nella Chiesa, la crisi delle vocazioni, l'ingerenza della Chiesa nello Stato, la Globalizzazione , la crisi economica e soprattutto la povertà , tema assai caro a Bergoglio che è sempre stato criticato da certa gerarchia ecclesiastica di schierarsi apertamente con i preti delle baraccopoli di Buenos Aires.
I punti di forza di questo testo sono la chiarezza sia nell'esposizione che nei contenuti. Non ci sono roboanti concetti teologici,non c'è politichese nè curialese, se mi passate l'espressione.
C'è la storia di un religioso non molto distante per le idee espresse in questo testo da Benedetto XVI e da Giovanni Paolo II, ma dai suoi predecessori diverso per tante piccole sfumature che sono quelle di tutti coloro che vengono dal Sud del Mondo.


1 Re 21-22 Conferenza Episcopale Italiana (CEI)

4. LA VIGNA DI NABOT

21 In seguito avvenne il seguente episodio. Nabot di Izreèl possedeva una vigna vicino al palazzo di Acab re di Samaria. 2 Acab disse a Nabot: «Cedimi la tua vigna; siccome è vicina alla mia casa, ne farei un orto. In cambio ti darò una vigna migliore oppure, se preferisci, te la pagherò in denaro al prezzo che vale». 3 Nabot rispose ad Acab: «Mi guardi il Signore dal cederti l'eredità dei miei padri».
E' questo che nel libro ci invita a fare Papa Francesco del Sud del Mondo, i nostri padri ci hanno lasciato una vigna , noi dobbiamo amarla, goderne e contemporaneamente averne cura per far sì che anche le feture generazioni ne godano i frutti.


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Libri per ragazzi
 
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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    30 Mag, 2013
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La fatina delle fragole

Fra i libri che conservo gelosamente nella mia libreria personale c'è "L'olio di Lorenzo" di Augusto Odone che racconta la storia del piccolo Lorenzo Odone ,suo figlio, colpito
dall' Adrenoleucodistrofia,una malattia rara che all'epoca non aveva cure. Lorenzo per la comunità scientifica avrebbe avuto pochi mesi di vita davanti a sè,ma grazie all'amore ostinato e tenace dei suoi genitori che non si diedero mai per vinti , lui bancario e lei insegnante individuariono un olio (semplificando molto il concetto scientifico) che permise al bambino di vivere dignitosamente fino al compimento del ventesimo anno di età. Questa storia vera mi ha insegnato due cose fondamentali, in primis i genitori con figli con malattie rare vanno aiutati e le associazioni sono fondamentali; secondo nessuna industria farmaceutica investirà soldi per individuare la cura di una malattia che colpisce pochi individui, so che è un concetto amaro, ma è così.Quindi indispensabile è finanziare con aiuti privati la ricerca. Detto questo trovo veramente encomiabile l'iniziativa di Nicola Savino di dedicare un suo scritto , una favola per bambini, all'AIRETT un 'associazione che riunisce genitori i cui figli soffrono di una rara malattia "la Sindrome di Rett". Andreas Rett è il medico austriaco che per primo ha individuato questa patologia progressiva dello sviluppo neurologico che colpisce quasi esclusivamente le bambine di cui ancora oggi si ricercano cure adeguate.La favola che ci racconta Savino divertirà i vostri figli e farà del bene a molti bambini.

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Storia e biografie
 
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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    30 Mag, 2013
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Storie della Storia del Mondo

Penso che Luciano De Crescenzo si sia spaventato e non poco, a trovarselo ai piedi del letto, Hieronymus Wolf, alto, robusto con pizzetto folto alla Don Quijote, il vestito nero come un corvo e uno sguardo da ciucciuettola , tipico del bavarese inferocito che non ha bevuto ancora la sua birra, che un po di etilica calma la dona a chi ha perso le staffe e per quale motivo? Luciano De Crescenzo,scrittore e fine umorista , sposato anima e corpo alla filosofia del Cavalier Bellavista si è permesso di scrivere un libro di Storia!, di invadere, senza averne titolo, la sacra Storiografia! In parte è questa la scena che De Crescenzo descrive nell'introduzione al suo nuovo saggio e, ad essere pignoli, non solo Wolf, ma anche il fantasma di Tacito gli appare per una interminabile ramanzina che quasi quasi convincono il novello storico a rinunciare all'impresa in barba alla Mondadori che già gli ha corrisposto un lauto anticipo.Poi per fortuna nostra, ci ripensa e dopo le storie di Santi e Madonne l'immarcescibile ex ingegnere dell'IBM ci propone una serie di colloqui fra il serio e il faceto con i grandi protagonisti della Storia senza lesinare aneddoti poco noti, argute osservazioni ma anche quisquiglie e pinzellacchere su Adamo ed Eva,la Torre di Babele,Romolo,Nerone,Adriano,Lorenzo il Magnifico,Masaniello,Napoleone,Camillo Benso Conte di Cavour,Garibaldi e Mussolini. Di tutti i personaggi lo scrittore partenopeo offre una breve ma curata biografia e un colloquio immaginario dove ad emergere è il carattere e l'umanità del personaggio. Certamente gli storici di professione la puzza sotto il naso continueranno ad averla ,ma i lettori di De Crescenzo rimarranno soddisfatti del nuovo scritto del loro Maestro.
Il Professor Bellavista nel famoso film così si rivolge ai suoi attentissimi alunni:
"Guagliù stateme a 'ssentì / gli uomini si dividono in uomini d'amore e uomini di libertà, a secondo se preferiscono vivere abbracciati gli uni con gli altri, oppure preferiscono vivere da soli e non essere scocciati"... Garibaldi era uno che amava abbracciare il prossimo (soprattutto le donne e Anita, prima di tutto era una bella brasiliana!) Napoleone e Mussolini non erano da meno in fatto di abbracci,ma come per Nerone da loro era meglio non essere "scocciati", o no?

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    29 Mag, 2013
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Una lettera per te,batjucka, con la posta cittadin

Rileggere questo racconto è stato come incontrare un vecchio amico. Avevo quattordici anni quando l'ho trovato negli scaffali di una libreria scolastica. Oggi come allora mi mette addosso una malinconica tristezza. Mi sembra di ascoltare le disavventure amorose di Pierrot. In fondo noi tutti siamo stati un po come il giovane protagonista di queste notti bianche . Abbiamo sognato lungamente di trovare una compagna che ci rendesse felici. Ci siamo innamorati perdutamente di Nasten'ka e quando tutto sembrava pronto, quando il sogno sembrava ormai realizzato ecco la doccia fredda. La frase che più odiano coloro che sono stati perdutamente innamorati ? "Ti amo ma..., sei come un fratello per me, rimarrai per sempre nel mio cuore", Nasten'ka queste frasi ed altre simili le scrive tutte al giovane sognatore. Dostoevskij non lo dice chiaramente ma credo che il povero ragazzo sia sprofondato sottoterra a leggere la lettera dell'amica che gli da il benservito; sposerà un altro e il colpo di grazia glielo darà la vecchia cameriera, Matrena, che,all'oscuro di tutto, lo inviterà a smettere di inseguire sogni e pensare a cercarsi una brava moglie: la lapide sul cuore del Pierrot della Prospettiva Nevskij.

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Racconti
 
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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    27 Mag, 2013
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Le iene hanno fame,il digiuno le fa ululare

Bene , bene, sapete che cos'è un manico d'ascia? Immagino di sì, ma se la vostra cultura di hard boiled lascia a desiderare e avete voglia di capire perchè i due protagonisti di questa trilogia di racconti, Hap Collins e Leonard Pine (investigatori? picchiatori? figli di... ? ) lo chiamano "Agnes" cominciate a leggere il testo , si apre con il racconto "Le iene" di tarantiniana memoria rigorosamente pulp come un pugno in faccia e un calcio nell'inguine. Dunque Lansdale dimostra di essere in gran forma in questi tre racconti, passano gli anni ma non si attenua la sua cinica verve narrativa : il suo segreto?
Magari sarà il continuo esercizio di Aikido o la sua invenzione : il Matsukaze Budo, a far scorrere la penna , le idee e la fantasia con la stessa incisiva spudoratezza e ferocia degli esordi.
Nel primo episodio Hap e Leonard sono ingaggiati da Kelly,un uomo conosciuto per caso in un bar, durante una rissa provocata da Leonard. Il loro compito è riportare a casa Donny, il fratellino di Kelly finito in una banda di quartiere dedita alle rapine; possibilmente tutto intero.Nel secondo racconto Leonard è messo male, nel senso che rischia la galera: quella dura del Texas; ha incendiato la casa dove erano nascosti degli spacciatori, perchè Leo è uno che non va tanto per il sottile quando deve risolvere un problema . Quindi Hap non può che fare ricorso ad un avvocato, Mr Veil, che di modi spicci ne ha, da far concorrenza a Leonard e Hap dovrà solo augurarsi che il giudice di pazienza ne abbia molta con tutti e due avvocato e cliente che oltretutto si odiano a morte. Nel terzo e ultimo episodio Sharon , una bella donna, di quelle che potremmo definire cacciatrice di dote, fortune hunter, vuole liberarsi di Herry, il secondo marito, ex petroliere, grosso come un armadio che non ci sta a chiudere il rapporto. Mr Givens , il primo marito di Sharon è l'avvocato incaricato dalla signora di curare il divorzio da Herry mentre Leonard e Hap sono stati assunti per tenere a bada Harry che ha una gran voglia di cambiare i connotati alla futura ex moglie. Nora ,figlia di primo letto di Herry è sparita : fuggita o rapita? ,ma da chi? Probabilmente dal giovane Jackie, il suo ragazzo, che è legato alla famiglia mafiosa dei Cox che a loro volta sono in "affari" con Harry. Che ginepraio! Niente paura c'è sempre "Agnes" , un bel manico d'ascia, robusto,ruvido e duro come il cuoio stagionato, che sistemerà tutto nel migliore dei modi , poi tutti a casa dalla dolce Brett che ci preparerà cioccolata con wafer, sempre che non se li sia mangiati tutti quel bastardo di Leonard.

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    26 Mag, 2013
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Chissà se il cielo ha sopra di sè un altro cielo?


Il protagonista di questo romanzo è un uomo che conduce una vita solitaria in una piccola casa in un borgo isolato sulle montagne. A causa di alcuni terremoti molti abitanti hanno abbandonato il posto. Lui da solo continua ad aggirarsi fra i sentieri di sterpaglie, i boschi fitti,i ruderi di quelle case un tempo abitate e adesso sono state riconquistate dalla natura, come quei documentari "la terra dopo l'uomo". I suoi compagni sembrano essere esclusivamente gli animali del bosco: tassi, volpi, cani randagi, gli insetti e le rondini che se ne cibano. Da qualche tempo però l'uomo è incuriosito da una lucina solitaria che si accende ogni sera alla stessa ora su di una collina a qualche miglio di distanza in linea d'aria dalla sua abitazione. Sempre più preso da quella lucina , decide di rimettere in moto la sua vecchia auto e di recarsi nel paese giù a valle dove i pochi abitanti sembrano ignorarne l'esistenza, alla fine però la vecchia padrona di una bottega gli suggerisce di interpellare un ragazzo straniero che da qualche tempo si è stabilito in un vecchio casale dove alleva mucche. Il ragazzo è un appassionato di ufologia, ritiene si tratti di alieni. L'uomo molto perplesso di fronte a tale spiegazione, decide di riprendere il viaggio in direzione della lucina. Dopo vari tentativi e incontri inquietanti come un hellhound, un cane nero dalle testa enorme e le gambe spezzare che lo segue, senza però fargli del male, giunge nei pressi di una casetta. Qui scoprirà che ad accendere la lucina è semplicemente un bambino: magro, con la testa rapata, due grossi occhi tondi con dei semplici calzoni corti che indossa anche d'inverno, senza madre né padre. L'uomo e Stucco, questo il nome del bambino, cominceranno così a frequentarsi. Eppure c'è qualcosa di strano in quel bambino, riesce a mandare aventi la casa tutto da solo; cucina, lava, rassetta , va a scuola sempre di la sera : ecco la ragione della lucina!, che Stucco accende tutte le volte che ritorna da scuola. Stucco spesso lamenta la sua incapacità di seguire le lezioni, si sente stupido, non accetta l'offerta di aiuto dell'uomo,ma spesso dice di essere rimproverato dal maestro. L'uomo allora decide di recarsi presso la scuola del bambino. Vuole conoscere il maestro che rimprovera Stucco,ma quando giungerà presso l'edificio scolastico, scoprirà che in quella scuola non si tengono corsi serali, non si tiene alcun corso, perché i bambini in quella scuola sono tutti morti.
Un romanzo ,questo di Moresco straordinario, alcuni l'hanno avvicinato al Piccolo Principe, per contenuti e riflessioni, in realtà è lettura molto più incisiva; Saint-Exupèry ti spinge a riflettere, Moresco ti scuote come un vento impetuoso, spazza via tutte le tue convinzioni come foglie secche.
Devi ricominciare daccapo. L'unica certezza? Che ricominciare non è mai un male, vuol dire che si è ancora Vivi.

A chi volesse approfondire la poetica di Antonio Moresco consiglio il sito www.ilprimoamore.com

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    25 Mag, 2013
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Eta Carinae a Sud del Mondo

Da Antofagasta cittadina cilena che affaccia sull'infinito Pacifico, nel Nord del paese sudamericano si prende la direzione del deserto di Atacama e poi si ascende il Paranal, su questa montagna sorge l'ESO (European Southern Observatory un osservatorio astronomico all'avanguardia voluto dai paesi europei e dal Cile. Luis Sepùlveda è ospite gradito di amabili scienziati che al contrario di altri osservatori militarizzati, si rivelano disposti a condividere le loro scoperte con il famoso scrittore. Eta Carinae è la stella più splendente dell'Universo ; è stato possibile individuarne l'esistenza proprio con uno dei quattro telescopi presenti in questo sito.
Anche Sepùlveda grazie all'occhio artificiale ad Antù (in lingua Mapuche: il Sole) avrà modo di ammirarne la magnificenza. Ma il Cile non è solo Eta Carinae, anzi c'è ben poco che risplede in questa terra.Ci hanno pensato Pinochet e i suoi militari in anni di massacri. Sepùlveda ha vissuto sulla propria pelle sofferenza e dolore , esilio e solitudine ed è in questo libro che è anche recherche proustiana di tombe, simulacri, testimonianze di amici le cui giovani vite sono finite davanti a plotoni di esecuzione e processi farsa che l'autore cileno cerca di illuminare, per onorarne la memoria, storie toccanti di eroi sconosciuti. C'è un momento nella vita di uno scrittore che simboleggia la sua seconda nascita, quella artistica, quella che segnerà per sempre la sua produzione intellettuale. Sepùlveda racconta che ,durante l'esilio europeo, un giorno visitò il Campo di Sterminio di Bergeb Bielsen, quello dove riposano anche i resti di Anne Frank, su uno dei muri perimetrali del campo lesse in una grafia incerta : Io sono qui e nessuno racconterà la mia storia. Da allora Sepùlveda cerca di dare voce con i suoi scritti a tutti coloro che la Storia,quella scritta dai ricchi,dai potenti e dai vincitori, ignora.
Ma "Ingredienti per una vita di formidabili passioni" non è solo questo, è anche l'incontro con grandi scrittori come Pablo Neruda,don Nico Parraun,Cèsar Vellejoil,Haruki Murakami,Doris Lessing, Gabriel Garcia Marquez detto Gabo, divertentissimo l'episodio di Gabo scambiato per il sosia si se stesso.
Sepùlveda è anche autore che non le manda a dire anzi le canta alla Spagna di Aznar, di Zapatero e di Rajoy, ai politici che si calano le brache davanti a imprenditori di dubbia moralità che promettono posti di lavoro in cambio di posti franchi dove realizzare i loro casinò ricicla soldi mafiosi. E come tacere le bugie raccontate alla gente sull'attuale crisi economica . Come non indignarsi di fronte all'arroganza criminale di soggetti economici come le famose agenzie di Rating, quest'insulso oligopolio che governa il Mondo e che ha permesso la realizzazione di immonde speculazioni finanziare, ha avallato i titoli tossici salvo poi salvare la Banche, perchè alla fine loro si salvano sempre,loro continueranno ad arricchirsi e a raccontare bugie. Come non indignarsi nei confronti di questo 1% di Umanità che possiede il 99% delle ricchezze e chiede a tutti gli altri di stringere la cinghia, chiede ai Governi di tagliare i fondi per l'Istruzione Pubblica,la Sanità Pubblica e le pensioni, chiede infine leggi che facilitano i licenziamenti per avere carta bianca sul futuro nostro e quello dei nostri figli: ma quale futuro?
Il destino di una stella come Eta Carinae è quello di esplodere come una supernova, ma il fantasma della sua luce ci accompagnerà ancora per molti secoli. Anche a noi toccherà scoppiare e diventare fantasmi? A noi Sì, a quell'1% ne dubito fortemente.

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    23 Mag, 2013
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Dieta mon amour

Il tempo delle diete di Dino Falconio
Il tempo delle diete

di Dino Falconio
Centoautori pagg.173 € 12,00
isbn 9788897121688
Prefazione di Maurizio de Giovanni


Luigi De Rosa con Dino Falconio
Quando ti servono una bruschetta di pane cotto a legna col pomodoro rosso della Costiera Amalfitana, non pensi ai trigliceridi. Quando infili la forchetta nel piatto di spaghetti che fruscia nella salsa densa degli zucchini facendo vibrare le foglie odorose di basilico non pensi :" oh mio Dio, il colesterolo!" ,semmai queste considerazioni vi lambiccassero il cervello !!! Nè vi verrebbe in mente l'odioso palloncino intragastrico saziante in silicone al cospetto di una jam session gastronomica della migliore rosticceria napoletana: palle di riso o sfere ilari ,direbbe Renato Calesse protagonista di questo romanzo, ancora mozzarella in carrozza,panzarotti e panzerotti (versione pugliese),pizza imbottita, salsiccia e friarielli...Che dolore dover rinunciare a tutte queste leccornie , ma Renato Calesse è deciso a tentare una dieta. Su consiglio di amici si rivolge ad una dietologa americana che va per la maggiore Mrs Tyrone Power, che comincia col dare una bella scossa dimagrante al conto in banca di Calesse prim'ancora che alla ciccia del pover'uomo.Da quest'incontro professionale comincia la via crucis di Renato che impaurito dallo spettro di soluzioni più incisive e invasive della propria massa grassa si dedicherà anima e corpo all'impresa sotto la ferrea guida della Tirone, perdon Tyrone, non mancheranno sorprese ed anche una storia d'amore. "Il tempo delle diete" è una full immersion nella cucina partenopea e nel mondo delle diete. Una parodia esilarante del mondo dei nutrizionisti e del wellness a tutti i costi. La comicità di Dino Falconio è colta senza essere snob, ci strappa un sorriso con la famosa spigola di Dudu (Reffaele La Capria) e i barattoli di "Merda d'Artista" di Pietro Manzoni. Si fa beffe dei chiattilli napoletani ma mostra sensibilità nei confronti dei chiattoni, che al contrario di quanto dichiarato da Dukan: non sono dei malati di mente! Un libro quello di Dino Falconio che consiglio a tutti coloro che hanno voglia di leggere un testo intelligente e divertente che attraverso le disavventure del suo protagonista pone riflessioni acute sul mondo delle diete e della cattiva alimentazione. Strizza l'occhio alla cucina campana , mette in guardia da chi promette cure miracolose, il tutto condito, è il caso di dirlo, con del saporitissimo umorismo partenopeo .
di Luigi De Rosa

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Romanzi
 
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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    22 Mag, 2013
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Madre mia

Il piatto dell'angelo è un'usanza che appartiene a tutti noi Italiani, è quel piatto che nei giorni di festa, in una casa dove uno dei familiari è lontano per svariati motivi, si aggiunge a tavola. Rappresenta la speranza che possa tornare. Rappresenta in un certo senso la fiducia nel futuro,è una preghiera a Dio; simbolizza anche l'unione di una famiglia anche nelle circostanze più drammatiche. Laura Pariani in questo splendido romanzo racconta la storia di tanti di questi piatti speciali. Quelli che le vedove bianche lasciavano per i loro mariti partiti a migliaia il secolo scorso alla ricerca di un lavoro dignitoso nelle Americhe e mai più tornati. Racconta i "piatti" che aspettano il ritorno delle donne sudamericane,africane,slave,cinesi che oggi vivono da noi in Italia. Un romanzo dunque sui migranti di ogni Latitudine e Longitudine. Questo scritto è anche una descrizione dell'abbandono.
Quanti mariti partiti per l'Argentina, gli Stati Uniti,etc sono più tornati? Quanti si sono rifatti una famiglia in quei paesi abbandonando mogli e figli italiani? Quante badanti colombiane,ucraine,ecuadoregne, venezuelane etc etc non torneranno più?
Il romanzo comincia con l'arrivo in Colombia di una coppia di ricchi turisti italiani, Piero e Marina. Una coppia senza figli e invischiata in una profonda crisi matrimoniale. Marina, prima di partire,ha promesso a Lita, la badante colombiana che è al servizio della vecchia suocera ,di recarsi nel paesino della sperduta provincia di La Paz dove vivono le sue due figlie Alicia e Carmen Rosa.
La milanese dopo aver vinto le resistente di un marito, Piero, che si rivelerà insensibile a tutto e a tutti, riesce a raggiungere il paesino, scoprirà che Carmen Rosa , la più grande delle due bambine è diventata a sua volta madre : ragazza madre, ancora una volta sola e abbandonata ; è quella delle due bambine che ha sofferto di più la partenza della madre. Ma non è questa l'unica scoperta che farà Marina, costretta a causa della rottura della macchina noleggiata e di una tempesta a dover soggiornare forzatamente con il marito, sempre più intollerante, nella povera casetta dove vivono le ragazzine con la vecchia nonna e lo zio Nicolàs.Questo romanzo è anche un racconto delicato e struggente sul rapporto madre e figlia. Fabrizio De Andrè racconta in una sua celebre canzone la storia di un innamorato che strappa il cuore alla madre perchè l'amante gliene ha fatto richiesta. Durante il cammino il ragazzo inciampa e fa cadere il cuore sull'asfalto che rotolando gli domanda : "ti sei fatto male,figlio mio?"
C'è anche la storia di una madre che è al capezzale del figlio, affranta dal dolore invoca la Morte , chiede alla Nera Signora di prendere lei al posto del figlio.Bussano alla porta, la donna apre, davanti a lei appare la Morte, la madre trema e con l'indice teso le indica il figlio moribondo nel letto aggiungendo: è lui quello che sta male!
La triste verità che l'età adulta ci consegna è che l'amore dei genitori per i propri figli non è un sentimento scontato.
di Luigi De Rosa

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Romanzi autobiografici
 
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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    21 Mag, 2013
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Lo stile dell'anatra

Ora vi chiedo di chiudere gli occhi e di pensare ad un'anatra ,sì proprio ad uno di quei volatili che almeno una volta nella vita avete visto scorrazzare beati in uno specchio d'acqua. Ebbene l'anatra da l'impressione di "volare lieve e leggera" su tutta quell'acqua, senza sforzo alcuno ! Errore, grave errore di valutazione sarebbe il nostro, se ci fermassimo a tale considerazione.
L'anatra con le zampe, di sotto, rema incessantemente ed impegna in quest'azione tutta se stessa. Eppure a noi dalla superficie, offre l'idea di star semplicemente accoccolata sull'acqua. E' questo che fa un grande scrittore rende semplice e lieve ciò che a lui costa ogni giorno fatica, perché la semplicità che ci permette di parlare a tutti i lettori è un punto di arrivo che richiede un costante esercizio. Tempo fa ho ascoltato questa lezione di scrittura dalla viva voce del Maestro La Capria durante una trasmissione televisiva, "Che tempo che fa" condotta da Fabio Fazio, sono rimasto incantato, come sempre, a ottantanove anni La Capria mi ha emozionato come quando lessi tanti anni fa per la prima volta "Ferito a morte". Emozioni ne regala anche in questo piccolo volume nel quale sempre con lo stesso stile semplice e chiaro racconta di una Capri completamente scomparsa, quella degli Americani, degli amici che nella piazzetta scoprivano l'inizio del turismo fatto dal Jet Set internazionale. Racconta di un amore e di una fuga rocambolesca dalla Polonia, quella vissuta da Mya Tannenbaum pianista di origini russe sposata con Riccardo Landau addetto stampa dell'ambasciata di Roma che negli anni Cinquanta a Varsavia scoprirono la crudeltà del regime staliniano. Racconta l'amore per la grande Letteratura che spinse la sua amica Graziella a dare vita al Premio Malaparte che fece conoscere l'isola ai grandi scrittori del Novecento. La Capria ancora una volta c'incanta.Lo scrittore napoletano è capace di descriverti un piatto della cucina caprese: la cicerchia e quando ha finito ti accorgi che con te a tavola c'erano Isabelle Allende,Inge Feltrinelli, Alberto Moravia, Alberto Arbasino, Fazil Iskander, Saul Bellow ... in sintesi : lo stile dell'anatra.

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Racconti
 
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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    20 Mag, 2013
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Arpilleras dal Cile

Le arpilleras sono piccoli ritagli di stoffa che raccontano una storia, sono quelli che compongono, realizzando anche bambole e palloni , alcune delle protagoniste femminili di questi venti racconti della Serrano per poter sopravvivere, vendendo la loro arte a buon mercato nei mercati rionali. Quello che in Cile è chiamato arpilleras, in Europa lo potremmo chiamare patchwork ed in effetti questi racconti sono un patchwork fatto di storie che descrivono l'universo femminile. La donna raccontata dalla Serrano è impegnata con la politica che la inquadra (tutto il mondo è paese) come escort salvo invece scoprirla intelligente e capace , certamente più di Pedreo Angel Rayes il primo protagonista maschile che apre la raccolta. Ma il colore delle arpilleras può essere anche rosso sangue, quello dello stupro subito da Sara Alicia, mentre grigio è il pezzo di stoffa con il quale potremmo descrivere i sentimenti, i dubbi e le paure di Laura Gutièrrez, sua madre più preoccupata di far approvare in parlamento la Legge sull'aborto per le donne stuprate che della sofferenza che vive la figlia.Nera è la stoffa della donna uccisa dal "Mascalzone" che l'ha sposata per ereditarne le ricchezze. Un pezzo di ferro di filo spinato è il patchwork che rappresenta le paure di Magdalena che, terrorizzata dalla paura di ritrovarsi in casa dei ladri, circonda la casa di filo spinato per tenere tutto e tutti fuori dalla sua vita. Verde al contrario è il colore delle arpilleras di Leticia che finisce anche lei per rinchiudersi nel suo appartamento, circondata da piante e zucche, riduce al minimo indispensabile i rapporti con il resto del mondo. Rosa shocking sono le arpilleras di Ana Marìa che vive l'insicurezza della donna che invecchiando accanto ad un marito ancora belloccio lo scopre a desiderare le donne più giovani e non più lei. Porpora è il pezzo di stoffa di Milka che a Dubrovnik vive sulla propria pelle la tragedia della guerra, così come quello di Marìa Bonita che ogni giorno aspetta la notizia più importante che prima o poi rimbalzerà da Londra a Santiago in un attimo: la morte dell'odiatissimo Pinochet. Bianca è la stoffa che rappresenta la vicenda di Eloìsa che con Fabio attraversa la frontiera durante la guerra dei Balcani per consegnare capretti. Tutti i colori del mondo sono quelli infine di Dulcinea, proprio lei Aldonza , la dama del Toboso, l'ispiratrice del Cavaliere dalla Triste Figura, lei , l'adorata nemica mia, quasi si ribella, perchè dipingere una povera contadinotta analfabeta come la più desiderabile delle Muse ispiratrici? Perchè un cuore lieto, rende ilare il viso, lo spirito triste disseca le ossa, la Serrano pesca in Salomone non nel don Quijote la soluzione.

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    17 Mag, 2013
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M’è dato un corpo/a chi ne debbo essere grato?

M’è dato un corpo – che ne farò io /di questo dono così unico e mio?
Sommessa gioia di respirare, esistere:a chi ne debbo essere grato? Ditemi.
Alcuni anni fa lessi questi versi del poeta Osip e'mil'evic Mandel's'tam citati da Gustaw Herling in un articolo del 1969 sul Corriere. Mi sono tornati in mente, leggendo la storia di Riccardo Dal Ponte, il tessitore di vite, e degli altri protagonisti della vicenda raccontata splendidamente da Titti Marrone, perchè sintetizzano più d'ogni altra frase quella congerie di dubbi, paure, sofferenze, curiosità, incertezze che hanno scatenato in Riccardo la necessità di mettere in atto la sua personalissima recherche della verità ,quella che inevitabilmente coinvolgerà anche gli altri protagonisti della storia. Siamo a Napoli, Massimo Santarelli, antropologo è alle prese con la fine del suo matrimonio e soprattutto con le sue nevrosi di neo single. Il prof ha ricevuto un invito a cena da Riccardo dal Ponte,preside e suo caro amico. Alla cena ci saranno una collega Caterina Carola,prof di Sociologia , Lia Imperatore , giornalista in carriera e Miranda de Girolamo amica dei Dal Ponte. Durante la cena Riccardo è deciso a rivelare ai suoi commensali un segreto che li riguarda tutti, un segreto che lo tormenta perchè destinato a cambiare le loro vite compresa quella dell'ing. Pietro Ludovici che non sarà presente alla cena ma di lì a poco anche lui dovrà far parte della nuova... Un romanzo che vi intrigherà fino alla fine ed anche oltre visto che si basa su una vicenda realmente accaduta e chissà che non si possa verificare ancora in futuro.




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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    14 Mag, 2013
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Era nostro padre

Il professor Emilio Acciari insegna matematica presso un Ateneo americano, vive a Pittsburgh, sposato con figli , è una vita tranquilla la sua, con qualche battibecco con la moglie, avvocato in carriera e qualche preoccupazione per i bambini,nulla di che, una sola ossessione : le formiche.
Un giorno riceve dall'Italia l'invito ad una mostra , quella del fratellastro Germano, più grande di lui sia per età che fisicamente, figlio della prima moglie del padre, quella abbandonata per sposare la sua di madre. Questa mostra sarà per tutti e due i fratelli l'occasione per incontrarsi e forse stringere un'amicizia che non c'è mai stata. Emilio ha sempre sofferto la presenza di questo fratello più grande ,invadente, prepotente, soprattutto preferito dal padre a lui con atteggiamenti e modi neanche troppo nascosti. Germano pittore apprezzato, ossessionato dalla morte che ritrae in tutte le salse nelle sue opere, è un cinquantenne incapace di stringere relazioni con l'altro sesso che non siano estemporanee, in quest'uomo dalla granitica anaffettività, Emilio riuscirà a fare breccia, lui che a dispetto del rigore matematico che insegna, insegue da anni l'affetto negatogli dal padre e dal fratellastro? Un romanzo interessantissimo su quello che gli psicologi chiamano il complesso di Telemaco, un analisi acuta sulle relazioni padri e figli, sulle debolezze , le paure, le incomprensioni, le gelosie , l'odio amore degli uni e degli altri.
Una narrazione chiara e lineare ci accompagna fino all'epilogo per niente scontato.

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    10 Mag, 2013
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Lettere a Lucilio dal Futuro

Da ragazzino divoravo i libri di Piero da adulto quelli di Alberto, se la capacità di divulgare , di rendere concetti impegnativi o argomenti di nicchia alla portata di tutti sono un talento che si eredita, gli Angela ne sono la inequivocabile dimostrazione. Fino a qualche anno fa,quando nelle librerie cercavo un autore che mi potesse aiutare ad approfondire le mie conoscenze sul mondo antico, in particolare quelli dei Greci e dei Romani, la mia scelta cadeva sempre su Eva Cantarella o Jèrome Carcopino, fino a quando poi ho scoperto i libri di Alberto Angela che forse non hanno l'autorevolezza di Carcopino ,di Veyne,di Canali o della Cantarella ma hanno la capacità di catapultarti in quel mondo, sembra quasi di assistere ad una serie TV, non di quelle americane, per carità! Sembra splatterandia la Roma Antica degli Americani,ma di quelle BBC o National Geographic, curate nei minimi dettagli ma attente a non annoiare lo spettatore o , nel caso di Angela il lettore. Se nei licei si insegnasse il latino con la stessa passione e semplicità con la quale Alberto Angela racconta usi e costuni di Roma Antica, questa lingua ce la porteremmo con noi,come i nostri dialetti.

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