Opinione scritta da eleonora.

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eleonora. Opinione inserita da eleonora.    01 Ottobre, 2010
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Tutto troppo veloce

Tutto troppo veloce, è questa l'impressione che avevo mentre leggevo il libro, è questa la sensazione che mi è rimasta una volta terminato.
Troppo veloce il modo in cui viene raccontata la vita di Thea, la protagonista del libro.
Si rincorrono aneddoti della sua vita, da quando era piccola fino ad arrivare all'età adulta quando si ritrova al capezzale del padre, in maniera troppo incalzante, con una velocità nel raccontarli e una sinteticità che non lascia spazio all'approfondimento e alla comprensione dei sentimenti. Molti sono i personaggi che animano il libro, i nonni materni e paterni, i genitori, i fratelli e gli amici di Thea, ma non sono riuscita ad affezionarmi a nessuno di loro, non se ne ha il tempo. Questi personaggi dal mio punto di vista, fanno “solo” parte degli aneddoti che la protagonista in prima persona racconta, non si animano non si strutturano, ma semplicemente rimangono come abbozzati... ed è un vero peccato!!
Nella lettura cerco “la lentezza dell’assorbimento”,il coinvolgimento e credo siano queste le ragioni che non mi hanno fatto piacere il libro. Sono anche dell'idea che è interessante imbattermi in libri che non rimarranno nella mia memoria, servono per affinare il gusto, almeno spero!!!!

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eleonora. Opinione inserita da eleonora.    24 Settembre, 2010
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...come se stesse guardando un quadro

Griet si racconta in prima persona. Racconta di sé dall’età di sedici anni quando la sua vita cambiò, in seguito ad un incidente occorso al padre, prendendo servizio dai Vermeer. Una lettura piacevolissima, dove le pagine scorrono delicatamente e seguono il destino di questa giovane ragazza che inizia la sua nuova vita come serva della famiglia, per poi diventare aiuto apprendista del pittore Vermeer e infine sua fonte d’ispirazione. Più Griet rimane coinvolta nella vita del pittore, facendosi assorbire quasi completamente, più perde le radici con la sua umile famiglia, che in qualche modo intuisce che la figlia non è solo una semplice donna di servizio. Il rapporto che si instaura tra Griet e il pittore, rimane una sorta di attrazione platonica, fatta di sguardi di frasi non dette e di gesti. Dove non è chiaro fino in fondo, ma rimane il dubbio, se l’interesse che lui prova per lei è solo legato all’ispirazione artistica e quindi alla sua buona riuscita dell’opera d’arte o è un interesse reale, ma che per le condizioni di vita, rimane inespresso o meglio sfocia nell’unica espressione possibile la creazione dell’opera d’arte "la ragazza col turbante".
È invece sicuramente più esplicito, anche perché il racconto è in prima persona, l’interesse di lei per il pittore, ne rimane affascinata incuriosita, molto probabilmente non solo da lui, ma da questo mondo nuovo fatto di colori di forme e di luci. Leggendo il libro si rimane coinvolti dalla temerarietà della giovane donna nell’affrontare il rapporto con il suo padrone, e di come rimane spesso in bilico tra la vita che l’affascina, che la intriga rappresentata da Vermeer e dall’altra vita che è destinata a seguire rappresentata da Pieter, ragazzo che lavora al mercato delle carni.

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eleonora. Opinione inserita da eleonora.    18 Settembre, 2010
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lettera a un bambino mai nato

Consiglio questo libro a tutte le persone. Perchè prima di essere donne e uomini siamo, come dice la scrittrice, persone. Un susseguirsi di domande , che la protagonista si pone da quando sente la goccia di vita scappata dal nulla dentro di lei. Domande a cui risponde in maniera quasi sempre contraddittoria, il dubbio come strumento per vivere e capire la vita. E' la prima volta che leggo " lettera a un bambino mai nato", ma sono sicura che nel corso della mia vita lo rileggerò, perchè in qualche modo è come se i contenuti del libro possano mutare a seconda delle sfumature che il lettore coglie nel momento in cui lo legge.

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eleonora. Opinione inserita da eleonora.    16 Settembre, 2010
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".....perchè gli animali vivono seguendo il loro istinto e non fanno sbagli. L'uomo vive seguendo la ragione, quindi ha bisogno di una parte della vita per fare sbagli, un'altra per poterli capire, e una terza per cercare di vivere senza sbagliare."(pag.67)
Leggere nero su bianco la vita vera di Nicolai mi ha messo un pò in imbarazzo, perchè fino a ieri non sapevo nemmeno l'esistenza dello stato Transnistria e di quella che viene definita in gergo "educazione siberiana". Un testo semplice, diretto che racconta uno spaccato di vita "criminale" intrisa di codici e di regole. Un libro crudo soprattutto per alcune vicende, come il periodo in carcere, dove non si può fingere di leggere solo un romanzo, ma il lettore viene posto davanti ad una realtà agghiacciante, dove ci si rende conto "banalmente" che è il caso che ci fa nascere in una piuttosto che in un'altra parte del mondo. Dopo aver terminato il libro non lo si ripone solo in mezzo agli altri, ma si va oltre...rimane l'esigenza di capire come funziona lo stato in cui è vissuto, immagino, fino a qualche anno fa, la curiosità di sapere qualcosa in più di Nicolai Lilin e sicuramente il voler leggere "caduta libera" il suo secondo libro.

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eleonora. Opinione inserita da eleonora.    12 Settembre, 2010
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Shalom!!

Avvicinarsi alla comunità ebrea ortodossa attraverso le pagine di questo libro, scritto con un'ironia intelligente, che fa sorridere e rende la lettura piacevole. Interessante il contrasto con la tradizione e la vita del protagonista che vive una sua "ribellione" personale.

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eleonora. Opinione inserita da eleonora.    09 Settembre, 2010
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venuto al mondo

Lettura intensa, coinvolgente a tratti difficile da sostenere emotivamente, in quanto l'amore , la voglia, la necessità di avere un figlio diciamo a "tutti i costi" mi ha in alcuni momenti destabilizzata. Amo i libri che fanno riflettere e che in qualche modo vanno oltre la propria visione delle cose, oltre le proprie certezze. Da profana ho trovato analogie, ma solo diciamo per alcuni elementi come la guerra (anche se diverse), l'amore e le sue sfumature, la visione femminile, ad " a un cerbiatto somiglia il mio amore".

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eleonora. Opinione inserita da eleonora.    07 Settembre, 2010
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Guido !

Il modo in cui è scritto questo libro è molto piacevole, si divorano le pagine una dopo l'altra. Ho trovato molto interessanti le citazioni a brani musicali o ad altri libri che il protagonista Guerrieri cita, questi particolari permettono di rendere il personaggio vero, tangibile e interessante. Ironiche e intelligenti sono anche le frasi che vorrebbe dire ai suoi interlocutori, ma che rimangono nella sua testa come sospesi , cosa che accade spesso anche a me nella vita di tutti i giorni.

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eleonora. Opinione inserita da eleonora.    07 Settembre, 2010
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a un cerbiatto somiglia il mio amore

Ho trovato la prima parta un pò lenta, più o meno le prime cento pagine quando i tre personaggi principali sono ancora ragazzini, ma superate quelle pagine, comunque necessarie, ho trovato il libro splendido. Vicende umane che vivono in uno scenario dove la guerra la si respira ogni istante, ti entra dentro diventando parte di te. La guerra come vera protagonista, che influenza le vite delle persone,le loro scelte, le guerre interiori di avram ilan e orah e dei suoi due figli... e l'amore nelle sue mille sfumature che in qualche modo ci fa stare a galla anche nelle situazioni più drammatiche.

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eleonora. Opinione inserita da eleonora.    06 Settembre, 2010
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Per fortuna ho aspettato la versione economica!!!

Ho aspettato a leggere questo libro, perchè sono sempre titubante quando leggo commenti sui giornali tipo "caso letterario"!!
La trama può essere interessante, anche l'analogia tra la vita dei protagonisti e il significato dei numeri primi, ma tutto viene scritto in maniera troppo superficiale rispetto ai temi trattati che sono invece complessi. I primi due capitoli conivolgono, ma l'interesse rimane appeso in quelle poche pagine e alla curiosità di capire se arrivando alla fine si trova un senso, che io non sono riuscita a trovare nelle pagine precedenti.

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