Dettagli Recensione
ManiDURFocomio
Piramide di Cheope teutonica, Burj Khalifa germanico, i romanzi di Wulf Dorn hanno in comune un valore progressivo : la scalata verso il cielo di un elemento che sovrasta in altezza gli altri.
Ogni suo nuovo lavoro eccelle, migliora rispetto al precedente, invoca tentatore il peccato originale del thriller, quella violazione irresistibile ed irredimibile che invita maliarda il lettore ad aprire le ultime pagine del benedetto libro, in un'arroganza prevaricatrice e smaniosa di sapere che diavolo succedera', insomma.
Io che sono una santa donna ho resistito, pero' che fatica.
Diciassette anni che bella eta', la scuola, le vacanze estive, le feste, i ragazzi.
Pazza.
Un ricovero in una clinica psichiatrica, farmaci, terapia.
Pazza.
Diciassette anni e doversi conficcare le unghie nei palmi, per distinguere la realta' dall'incubo, la verita' dall'allucinazione.
Pazza.
Un pupazzo di peluche nella culla del fratellino , le orecchie morbide e flaccide, quel sorriso di coniglio.
Gonfio, blu, piccolo e quei grandi occhi che urlano.
Il vero volto di Doro. Doro Doro Dorothea.
Pazza o la gente mi crede pazza o i pazzi sono loro o sono solo cattiva...
Il mio cuore cattivo.
Sento mamma in cucina che canticchia TRUE COLORS di Cyndi Lauper, ma no stavo solo sognando.
Mi sveglio, la radio suona TRUE COLORS . Ora non sto sognando, sono sveglia ?
il colore del volto, il vero volto di ognuno.
Quale e' il tuo colore ?
Ssssssssst. Lo senti ? E' una risata diabolica. La risata di un coniglio di pezza.
Buona lettura.
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