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Da una catastrofe all'altra ...
Joel Dicker affronta con quest'opera un altro genere letterario. Dimenticate, cari lettori, delitti e misteri di altri memorabili gialli dell'autore, qui entriamo in atmosfere diverse, troviamo uno scrittore che veste altri panni, quelli di un amabile cantastorie, ironico, leggero, che propone una fiaba istruttiva, divertente anche per adulti. E' raccontata in prima persona da una ragazzina di otto anni, Josephine, allieva di una scuola per bambini "diversi", quelli che "non vanno nelle altre scuole", un gruppo di "birbantelli" diretto da una pazientissima insegnante, l'amabile signorina Jennings. Josephine è sveglia e intraprendente, e si trova a dover fronteggiare, all'inizio della storia, un evento disastroso ed inatteso: l'allagamento della scuola causato da rubinetti aperti e scarichi otturati intenzionalmente con la plastilina. I piccoli, trasferiti nella vicina scuola "normale" diretta da un buffo Direttore, si chiedono il perché del disastro, ed iniziano per conto loro ad indagare.
Chi sarà stato? Forse il padrone della struttura per intascarsi i soldi dell'assicurazione? Oppure il custode? O addirittura la signorina Jennings per imperscrutabili motivi? Fatto sta che i piccoli investigatori si danno da fare, seguono diverse piste fino ad arrivare alla titolare di un negozio di animali che, guarda le coincidenze, è anche la mamma di un noto personaggio... Nella vicenda ci stanno anche un poliziotto, un noto drammaturgo ed i genitori dei ragazzini che, oltre ad altre vicende, assisteranno allibiti ad uno spettacolo organizzato dai piccoli (un Christmas Party) , che finirà con una scena surreale e comica , passibile addirittura di censura. Una conclusione dello spettacolino che, forse inconsciamente, mira a sbeffeggiare l'ipocrisia e il finto perbenismo di tanti adulti. Tutta la storia, piena di imprevisti, si concluderà con una catastrofica gita allo zoo, dove finalmente la verità verrà a galla, dopo una serie di peripezie tra le varie gabbie, alle prese con animali più o meno feroci e con un protagonista singolare.
Nel corso del racconto l'autore coglie l'occasione per affrontare anche temi più seri, ponendo ai piccoli birbanti interrogativi sulla democrazia, sul sistema elettorale, sulla sicurezza stradale , sulla diversità: tutti argomenti trattati con leggerezza, grazie soprattutto all'incantata e disarmante sincerità dei bambini.
E' una piacevolissima fiaba per grandi e piccoli, un racconto che tenta di unire le generazioni, che parla a tutti , " dai sette ai centoventi anni", scrive Dicker, che si rivela così anche uno scrittore eclettico, non legato esclusivamente al romanzo thriller. In una chiosa finale, l'autore invita a ritrovare finalmente lo svago della lettura, tralasciando di tenere sempre "gli occhi fissi sugli schermi dei cellulari": saggio e illuminante consiglio!
Una riflessione finale: il racconto mi ha ricordato quella famosa frase in latino tramandataci da un letterato francese del 17° secolo, Jean de Santeuil: "castigat ridendo mores" ( correggi i costumi ridendo), qualche attinenza con la storia di Dicker io ce la vedo.
E, da ultimo, ricordo la bellissima chiusura del libro, prima dell'Epilogo: " In fondo, le persone sono come le stelle: solo se le guardi con attenzione ti accorgi di quanto brillano".