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Spunto di riflessione
Il Prof. Langdon si trova in Spagna, presso il museo Guggenheim, dove il suo amico ed ex allievo, Edmond Kirsch, terrà un’importante conferenza in cui rivelerà al mondo una sconvolgente scoperta scientifica.
Poco prima che ciò possa accadere, questi viene brutalmente assassinato scatenando il panico nel museo; da qui l’inizio della travolgente notte del professore che accompagnato da Ambra Vidal - futura regina di Spagna, nonché direttrice del museo- cercherà di rivelare al mondo l’importante scoperta.
Chi almeno una volta ha letto un’opera di Dan Brown riconoscerà certamente l’impostazione tipica adottata nei suoi racconti; un “modus operandi” certamente efficace, capace di coinvolgere il lettore e accompagnarlo all’interno della storia.
Non si può infatti non riconoscere la sua abilità ad inserire all’interno del racconto di fantasia, aspetti e tematiche quanto mai interessanti e attuali, creandone un perfetto intreccio.
In Origin, la disciplina della simbologia, una costante nei romanzi con protagonista Robert Langdon, seppur presente rimane in qualche modo sullo sfondo, perdendo quella assoluta centralità che, invece, caratterizza i precedenti scritti.
Ciò che assume particolare rilevanza è così sintetizzabile:
1) Rapporto religione – scienza
2) Rapporto uomo – tecnologia
Probabilmente ciascun essere umano, almeno una volta nella vita, si sarà chiesto da dove veniamo: siamo frutto di una creazione divina o figli di un fenomeno scientifico?
Certamente non abbiamo una risposta precisa ad una tale domanda, ne potrà essere Brown con un romanzo a fornircela; senza dubbio, però, uno spunto di riflessione emerge e di questo va dato atto allo scrittore.
La posizione della scienza che si contrappone alla religione è qui rappresentata da Edmond Kirsch, il quale ritiene di poter dimostrare come l’uomo sia frutto di un processo fisico verificatosi nell’universo; da ciò, con il trascorrere dei secoli, si è sviluppata la vita.
L’uomo, insomma, rappresenterebbe un incidente cosmico, non il frutto della creazione divina, così come sostenuto dalle più importanti religioni.
D’altra parte, emerge il complesso rapporto che va generandosi tra uomo e tecnologia. Potremmo allora interrogarci su quale sia la nostra destinazione futura, se sia possibile che, in un futuro prossimo, l’uomo venga sopraffatto dalla tecnologia.
Potrebbe, in questo senso, configurarsi la paradossale situazione per cui l’uomo rimanga vittima delle sue stesse invenzioni?
Proprio Winston, il software concepito da Kirsch, chiaramente frutto della fantasia dello scrittore, è rappresentativo della situazione di sopraffazione che, non si esclude, un giorno potrà verificarsi. È più che possibile, infatti, che la tecnologia se non correttamente gestita, potrà sfuggirci di mano, più di quanto non sia già accaduto.
In conclusione, prescindendo dalla storia narrata, volutamente lasciata in secondo piano, ciò che più rileva sono le tematiche a cui la storia stessa si riconduce, utili certamente a svolgere una riflessione in ciascuno di noi, pur in assenza di risposte certe.