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La donna in gabbia
 
La donna in gabbia 2015-05-05 22:38:34 Vita93
Voto medio 
 
3.8
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
Vita93 Opinione inserita da Vita93    06 Mag, 2015
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Sezione Q #1

In principio era la Svezia con Henning Mankell, l’irraggiungibile Stieg Larsson e gli eredi, o presunti tali, tra cui spiccano per successo commerciale Camilla Lackberg e Lars Kepler. Poi è stato il turno della Norvegia con Anne Holt e soprattutto Jo Nesbo. L’Islanda è teatro dei romanzi di Arnaldur Indridason. In termini geografici, al freddo Nord manca soltanto uno scrittore di crime finlandese che salga alla ribalta. Intanto, nella vicina Danimarca, c’è un autore nativo di Copenaghen che recentemente si è trovato sotto la luce dei riflettori. Si tratta di Jussi Adler-Olsen, e “La donna in gabbia” è il primo romanzo incentrato sulla cosiddetta Sezione Q, cui ne sono seguiti fino ad ora altri tre.

Merete Lyngaard è una parlamentare danese, una giovane donna in carriera occupata dal lavoro e dal prendersi cura del fratello Uffe, rimasto disabile in seguito ad un incidente stradale nel quale hanno perso la vita entrambi i genitori.
Nel 2002 Merete scompare mentre si trova a bordo di un traghetto, in procinto di concedersi una vacanza che da tanto tempo progettava di fare con il fratello.
Le indagini non portano ad alcun risultato, fino a quando cinque anni dopo un poliziotto di nome Carl Morck torna ad occuparsi del caso.
Reduce da un’operazione in cui ha visto morire un collega ed un altro costretto a vivere paralizzato in un letto d’ospedale, Carl cerca con fatica di ricostruirsi una vita.
Complice il carattere brusco e scontroso, viene allontanato dai piani alti della centrale di Polizia e messo a capo della sperimentale Sezione Q, con il compito di indagare su vecchi casi irrisolti di interesse politico.
Ad una sola condizione: lavorerà da solo, isolato da tutto e da tutti, con il solo aiuto di Assad, curioso individuo di origini siriane che si scoprirà essere ben più di un uomo delle pulizie.

La storia è divisa in capitoli appartenenti a due epoche temporali diverse.
L’autore alterna il 2002, anno della scomparsa di Merete, al 2007, il presente nel quale si muovono le indagini di Carl.
Grazie a questo tradizionale stratagemma Jussi Adler-Olsen mantiene alto il livello di attenzione del lettore, un aspetto basilare in una storia che non fa del colpo di scena improvviso il principale marchio di fabbrica.

Oltre alle affascinanti ambientazioni di Copenaghen, i personaggi sono l’elemento più intrigante di questo piacevole romanzo. Su tutti, spicca l’alchimia tra il malinconico Carl ed il misterioso Assad. Una coppia originale, suggestiva, che credo sprigionerà il suo potenziale nei racconti successivi.

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