Dettagli Recensione
Occhio che non vuole vedere
ExtraUnione e la Società degli uomini morti è il primo volume di una tetralogia ambientata in futuro non proprio impossibile e può essere considerato come una lunga introduzione alle successive avventure del tenente Met Roustin.
Met Roustin frequenta la scuola, come tutti gli altri ragazzi; peccato che non ci sia passione nell'apprendimento, in quanto insegnare ad Ullmanopoli I per la professoressa Peura è una disgrazia.
Così distrarsi è facile, l'occhio scivola annoiato fuori dalla finestra... e ciò che vedi ti spaventa così tanto da farti tornare a casa a gambe levate, ad affrontare una di quelle giornate indimenticabili...
Diciamo che come prima prova per Michele Raniero non è male: in generale la storia di per sé non è nulla di eccezionale ma comunque scorre veloce e si legge gradevolmente, senza mai dar noia.
La trama è quella classica, buoni, cattivi, buoni che forse buoni non sono, una libertà da riconquistare a qualunque prezzo; e poi c'è lui, Met Roustin, di cui non sappiamo tantissimo, che deve ancora costruirsi una vita memorabile.
Un'ampia introduzione come l'ho già definita, dai tratti un po' acerbi che promettono grandi avventure, dai toni un po' ovattati, una trama logica e semplice (e forse a volte ingenua). Tuttavia c'è gusto nel leggere, c'è la voglia di sapere come prosegue, stuzzica la curiosità.
Distinto lo stile dell'autore, credo sia la cosa che più ho apprezzato, non tanto per la costruzione della frase (che a volte risulta un po' lunga) quanto per il lessico utilizzato, molto variegato e pertinente, che ben si adatta alle situazioni, incalzante durante l'azione e più descrittivo per l'ambiente. Ne sono rimasta sorpresa perché spesso tra gli esordi si usa essere più stretti nello scegliere le parole mentre l'autore ha cercato di variare il più possibile (per questo sono perdonabili le parecchie frasi fatte). La lingua italiana ringrazia.
Per quanto riguarda i contenuti la storia fila liscia, però manca spesso di approfondimenti, il che rende le avventure più immediate. Credo che l'aspetto psicologico sia stato un po' trascurato per favorire l'azione, e spero che nei successivi volumi potremo conoscere meglio tutti i personaggi.
Inoltre tra uno scontro e una promozione di grado traspaiono spesso messaggi inerenti alla società odierna, sentiti e risentiti ma che puntualmente vengono ignorati, questo per dire che non va a penalizzare.
Invece sono rimasta un po' perplessa dal finale: troppo aperto, non proprio ad effetto, praticamente rende obbligatorio continuare. Certo, è una saga, però così si è troncato troppo di netto... io mi aspettavo qualcos'altro dopo.
In definitiva ve lo consiglio, è una lettura leggera, scorrevole e abbastanza tranquilla, si fa leggere volentieri e credo si adatti a tutti quelli che vogliono cambiare un po' aria, se non siete appassionati di fantascienza lo troverete carino, se invece siete abituali del genere vi sembrerà un po' cliché.
Certo, poi ci vuole un cervello maschile per appassionarsi ad armi varie, nuove tecnologie e gradi militari... ma per il resto ve lo consiglio!