Solar
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Opinioni inserite: 8
Un McEwan poco ispirato
Raramente mi capita di sbagliare la lettura di un libro ma a questo giro mi è capitata la "sola". Adesso non voglio esagerare, si lascia leggere ed è pur sempre scritto bene da un autore di alto livello come McEwan però ci si aspetta ben altro dati i precedenti titoli.
Trama poco avvincente e soprattutto grado di repulsione del protagonista elevato. Davvero difficile costruire una qualsivoglia affinità con il personaggio principale che è davvero un antieroe antipatico e disdicevole che non si vede l'ora faccia la fine più brutta.
L'iniziale interesee creato dalla parte scientifica e che mi faceva pensare ad un romanzo quasi fantascientifco ha presto lasciato spazio ad una voglia impellente di girare pagine su pagine in modo da finirlo al più presto.
Alla prossiam Ian.
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Personalità profondamente negativa
Questo romanzo di Ian McEwan è stato un po' una delusione. Non parlo di occasione sprecata, perché non ci sono grandi idee inespresse, bensì parlerei più di talento dello scrittore sprecato, perché è indubbio che Ian McEwan con la penna ci sappia fare.
Il romanzo parte in quarta, tanto che dalle prime pagine ti aspetti un grande libro, ma con il proseguire delle pagine lo stile perde di spessore, il contenuto cala a picco, la piacevolezza e la voglia di leggere con lui.
Tutto si incentra sul professor Beard, personaggio tra i più negativi che io abbia mai incontrato. Non perché nasconda una malvagità perversa, ma perché meschino e incapace di vivere. Non ispira odio, bensì profonda pietà, che forse è anche peggio.
Uomo intelligente e che paradossalmente meriterebbe il premio Nobel per la stupidità, piuttosto che per la materia per la quale lo ha realmente ricevuto. Per la fisica, immagino, anche se tutto questo grande genio, se presente, viene completamente eclissato dalla sua biblica mole di difetti.
Beard è un donnaiolo, incapace di amare, infedele, sleale, ladro, subdolo. Un uomo che potrebbe probabilmente avere quasi tutto dalla vita, ma che getta al vento tutto a causa della sua personalità incontentabile, egoista e menefreghista. Un uomo che non affronta i propri problemi, non importa quanto grandi essi siano, il suo modo di risolverli è semplicemente non pensarci, e nemmeno quando questi ti travolgono come un treno. Hai fatto sbattere in galera per omicidio un innocente? Non pensarci! Hai rubato la proprietà intellettuale di un uomo morto, e con questa hai costruito la tua fortuna? Goditela! Hai il cancro? Poi si vedrà, ho di meglio da fare che curarmi, in questo momento! Peccato che i problemi siano un nemico ingannevole, che se ignorato magari ti lascia in pace per un bel po', ma che poi torna inevitabilmente a cercarti, parecchio più arrabbiato di prima.
"Si sentì invadere dalla gradevole illusione di amare la gente. Tutti perdonabili, nessuno escluso. Tutti in qualche misura disposti a collaborare. Ma anche egoisti, talvolta crudeli, ma soprattutto divertenti. Comunque sì, provava un insolito affetto per il genere umano. Pensó addirittura che potesse essere ricambiato. Ciascuno di noi, tutti quanti, destinati senza scampo ad affrontare individualmente l'oblio, eppure nessuno che si lamenti troppo."
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Solar
La vita di un premio Nobel è sempre avvolta da un'aura di sogno e di integrità morale; un individuo che ha messo le sue capacità al servizio dell'umanità e in questo modo donato benefici al mondo. Cosa avverrebbe però se a compiere questo pensiero fosse Ian Mc Ewan? Dopo avere letto Solar ho le risposte. La caratterizzazione del protagonista è caustica, le sue azioni spinte da un temperamento che affonda le radici nell'infanzia, ma non giustifica il comportamento dell'uomo adulto, che è per natura un cinico egoista. Su queste basi si svolge un romanzo che ha molti piani di lettura, quello narrativo, divertente e leggero, fatto di situazioni e scenari improbabili, personaggi secondari grotteschi e destinati a subire il fascino perverso del protagonista; quello sociologico, che secondo me è il più importante, di cui si potrebbe scrivere per ore, poiché descrive e analizza per mano di giornalisti, opinionisti, persone comuni, attivisti e fanatici quello che è lo spauracchio di questi ultimi anni: il surriscaldamento del pianeta. Argomento sulla bocca di molti, ma nel cervello di pochi, che ha il grande pregio di seminare il senso di colpa in chiunque, ma senza rivelare la reale portata e di far arricchire chi ne percepisce il potenziale economico a lungo e a breve scadenza. Con la naturale maestria tipica della penna di McEwan il lettore si sente parte del problema fino quasi a far germogliare il seme del senso di colpa e ripromettersi di non gettare mai più una lattina nel bidone dell'indifferenziata, ma poi tutto si capovolge, perché il punto di vista è quello di un Nobel che nel suo cinismo vede le cose per quello che sono e che riesce a trasmetterci la reale portata del problema che si manifesta più come uno specchietto per le allodole che una catastrofe imminente. Irritante come solo questo autore sa essere, poiché mostra attraverso i suoi personaggi le nostre più profonde pulsioni, quelle che millenni di anni hanno nascosto sotto la corteccia frontale, farà storcere il naso a molti, offesi e quasi inorriditi dalle azioni che percorrono il libro, ma è questa la caratteristica che distingue questo scrittore contemporaneo, uno dei migliori, da i suoi colleghi: non si può rimanere inerti di fronte al suo stile che riesce a rendere lievi anche le azioni più subdole e indecenti, costringendo il lettore a riflettere e far tesoro di ciò che ha letto.
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Meglio Espiazione
L'inizio è brillante, forse non particolarmente profondo nei contenuti umani o scientifici, però decisamente bello. Il mondo universitario è descritto in modo realistico anche nei suoi aspetti più gretti e meschini. A me il libro non piace dalla morte del giovane scienziato in poi. Il romanzo prende una piega assurda, grottesca, e soprattutto banale e questo è il difetto principale perché l'assurdo o il grottesco non sono in sé dei difetti. Il romanzo perde la brillantezza iniziale. Comunque è pur sempre il libro di un grande scrittore, anche se non il migliore, e le pagine iniziali meritano di essere lette.
Direi che chi non ha letto niente di Mc Ewan è meglio che si legga Espiazione.
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Il nano sulle spalle dei giganti
Un romanzo che vive di episodi, neanche tanto riusciti. La prima scintilla di interesse la ho provata dopo 100 pagine, poi soprattutto vergogna per il protagonista, come con i film di Verdone. Che pero' e' divertente. Suppongo che l'autore fosse già famoso quando ha proposto questo manoscritto al suo editore... Non ho mai letto altro di suo e non penso che lo faro'. Ci sono una serie di incongruenze, o almeno di assurdità degne della vita reale... Nel sensi che nei romanzi non si trovano, vengono cassate ben prima della pubblicazione!
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Tragedia e farsa
SOLAR di Ian McEwan
Un romanzo, che riesce ad appassionare il lettore, per la presenza di personaggi quantomeno discutibili dei quali spicca uno scienziato, premio Nobel per la Fisica. Un uomo che ha fatto della procrastinazione e dei sette vizi capitali la scienza della propria vita privata. Ian McEwan ha scritto un romanzo con uno stile leggero ma piacevole. Lo scrittore riesce ad intrecciare un complesso di fatti e situazioni creando una trama dove tragedia e farsa interagiscono e si consumano in una coscienza collettiva ipocrita e indifferente.
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Sola(r)
Lo stile di McEwan non mi dispiace e, forse, di tutto il libro è una delle poche cose che salvo.
Partendo dalla descrizione in quarta di copertina, mi aspettavo un libro del tutto diverso. Pensavo a qualcosa di più emozionante, leggermente più incentrato sulla componente scientifica del tutto. Invece tutto il problema del riscaldamento fa solo da sfondo alle vicende poco interessanti e parecchio noioso di un personaggio detestabile. Non sono riuscita assolutamente a provare simpatia o un minimo ad affezionarmi al protagonista… a dire il vero non sono riuscita a farmi interessare neanche un po la sua vita, ed essendo il libro basato sul suo provato posso farvi immaginare che calvario sia stato per me arrivare alla fine. I personaggi che circondano il protagonista sono tutti descritti in modo essenziale e non lasciano alcuna traccia o ricordo. Dopo le prime 100 pagine di nulla assoluto ero quasi pronta ad abbandonarlo. La storia era davvero noiosa come noiosi erano i suoi problemi coniugali e il suo modo di affrontarli. Della prima parte si salvano solo un paio di scene che sono quelle che mi hanno spinta a non abbandonarlo subito. La seconda parte è stata più banale della prima ma in un certo senso meno noiosa e ridondante. La terza parte forse è l’unica che non mi è risultata altamente soporifera.
Principalmente da questa lettura ho ricavato noia e sensazione di leggere e rileggere concetti sempre simili, e a parte un paio di scene, non sono riuscita a godermelo per nulla.
Il suo stile di scrittura mi piace, scrive molto bene… ma la storia è stata una delle cose più noiose mai lette.
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McEwan non si smentisce mai
McEwan è sempre una sicurezza; sei sicuro che quello che ti accingi a leggere è certamnete un libro ben scritto e solo questo giustifica pienamente l'acquisto e la lettura. A ciò aggiungi pure che ogni romanzo è sempre assolutamente diverso dall'altro, ogni storia assolutamente originale.
Solar è un romanzo che mi è piaciuto un pochino meno, è meno "profondo", ma molto molto divertente! nonostante tutto non puoi non voler bene al protagonista così assurdamente "assurdo"; e tutto ciò che accade se non fosse McEwan a raccontarlo in modo così credibile..non potrebbe essere raccontato.
E il finale...in ogni caso non ti delude mai.