Diario di una trascurabile catastrofe
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Laura Moriarty ha studiato Letteratura inglese e Scrittura creativa e prima di diventare scrittrice a tempo pieno ha insegnato all’Università del Kansas. È autrice di tre romanzi. Questo è il suo primo libro pubblicato in Italia.
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Dolceamara quotidianità.
"I rimproveri che rivolgete ai vostri genitori
per avervi spinto nella direzione sbagliata
hanno una data di scadenza scritta sopra;
dal momento in cui diventate
grandi abbastanza da prendere il timone,
la responsabilità è solo vostra. "
J.K. Rowling, Cerimonia di laurea ad Harvard, 2008
Questa frase, che fa da prologo a "Diario di una trascurabile catastrofe", ben racchiude quella che è l'effettiva essenza del romanzo.
Mamma e figlia.
Veronica,19 anni, diligente studentessa al secondo anno di college, una buona carriera nel futuro prossimo, un ragazzo che la ama, buone amiche con cui trascorrere del tempo.
Natalie, 49 anni, un marito, due figlie e un cane, una vita tranquilla e agiata, un impiego saltuario da insegnante e la predisposizione innata ad essere capace di aiutare più il prossimo che se stessa.
Quella che pare però, una tranquilla, lineare, forse anche piatta quotidianità, si rivela d'improvviso un labirinto di deviazioni, spigoli taglienti, ostacoli improvvisi: quello che non dovrebbe succedere accade, d’un tratto il mondo sembra capovolgersi nella vita di entrambe.
Veronica, in crisi per gli studi, in crisi per le troppe aspettative riposte su di lei, in crisi con il fidanzato, in crisi perchè la sua famiglia è in crisi.
Natalie in crisi per un matrimonio arrivato al capolinea, in crisi per un lavoro sempre più saltuario, in crisi finanziaria, in crisi con se stessa.
La Moriarty sceglie di raccontare una storia di ordinaria quotidianità, di quelle che chiunque potrebbe vivere nella propria vita. Storie che, per tale loro “abituale” natura, potrebbero facilmente rivelarsi poco interessanti e/o coinvolgenti... Tuttavia "Diario di una trascurabile catastrofe" non cade mai nel banale e l'autrice grazie ad uno stile leggero, pacato, semplice riesce a mantenere vivo l'interesse del lettore, a stuzzicarlo, ad emozionarlo e a farlo entrare in "confidenza" ed empatia con i personaggi.
Un romanzo dolceamaro, come solo la vita sa essere.
Indicazioni utili
Un'avvincente avventura contemporanea
Visto e preso in libreria, perché mi attirava il titolo. E ancora una volta l’istinto mi ha guidato verso il libro giusto… Scoprendo il “diario” di Veronica, si entra con lei nell’angusto labirinto del matrimonio fallito dei suoi genitori, degli studi pesanti e non amati che si sente costretta a fare per non deludere il padre, delle pressioni di un fidanzato che vuole che tu lasci tutto per andare a vivere con lui…. Insomma, sembra quasi di sentire l’odore dei corridoi del dormitorio dove Veronica vive e di vederla con i grandi occhi neri spalancati quando, alla porta nel dormitorio, bussa sua madre per chiederle ospitalità, perché è stata sfrattata e non sa dove trascorrere la notte. Una madre senzatetto!!! Qua si ribaltano tutte le cose che credeva certe e incrollabili, qua si ribalta il mondo… Ma, attraverso sguardi, toni di voce, sforzi , sfumature impercettibili ma fondamentali in un percorso di crescita, l’evoluzione emotiva di entrambe maturerà in maniera sorprendente: anche chi legge vivrà questa crescita personale, (la madre, la figlia… ma quando si finisce di “crescere”, forse mai…) identificandosi, soffrendo, ma anche sorridendo parecchio, poiché il tono della scrittrice, pur nella tragicità di certe situazioni, conserva la freschezza e l’immediatezza di una ragazza di vent’anni, prima “smarrita” poi determinata a rimettere nella direzione giusta la sua vita. Le persone cambiano, si muovono, niente è immobile nell’avventura imprevedibile della nostra vita… Bellissimo anche il personaggio della sorella maggiore, tutto da scoprire… E si scivola, pagina dopo pagina, verso un finale che qui non rivelo, ma che mi ha lasciato un senso di serenità e ottimismo nella vita , non sdolcinato, artefatto e obbligato, ma vero, concreto e straordinariamente evidente.