Se parli muori
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Traffico di armi tra Messico e California.
E' un nuovo episodio, il 19° se non erro, della serie "Le donne del Club Omicidi ",
protagoniste una detective, una giornalista, una procuratrice ed un'anatomopatologa, tutte legate da una forte amicizia e da un encomiabile spirito collaborativo. Questo, che dovrebbe essere se non erro il 19° episodio, ci porta in California, dipartimento di San Francisco, in un momento particolare, caratterizzato dall'emanazione di una legge federale che vieta l'uso di un certo tipo di armi, quelle automatiche. Legge che, oltre a suscitare sconcerto e rivolte da parte di chi si appella al famoso secondo emendamento (addirittura del 1791), che sanciva il diritto dei cittadini USA a detenere e portare armi di qualsiasi tipo, inizia a favorire il commercio clandestino di armi Il giallo "Se parli muori" fa parte della serie "Le donne del Club Omicidi", che ha come proibite. Ed è proprio questo il tema del romanzo, che inizia con l'arresto di un trafficante messicano: sorpreso a smerciare armi proibite in una fiera, è arrestato e rispedito in Messico dove verrà incarcerato. Ma il traffico tra Messico e California è molto più vasto, abbinato allo smercio di droga: chi parla (e sono diversi nel racconto, poliziotti e civili) viene ucciso, con le labbra cucite e la scritta "se parli muori". Le indagini appaiono molto intricate e battono varie piste, soprattutto la detective (Lindsay) e la giornalista (Cindy) si danno da fare, correndo personalmente grossi rischi: un poliziotto corrotto sembra collaborare dal carcere, ma muore in modo sospetto, suicidandosi, un informatore lautamente ricompensato sembra conoscere i movimenti di un grosso carico in arrivo, ma sarà un tranello. Si brancola nel buio, fino alla soluzione che individua finalmente la pista giusta. Tutto finisce in un drammatico scontro finale tra buoni e cattivi e nell'individuazione del principale colpevole dei delitti misteriosi. Le coraggiose donne del Club se la cavano sempre egregiamente, esponendosi ad ogni pericolo, anche Claire (l'anatomopatologa) che sarà protagonista di una vicenda a parte, eseguendo l'autopsia di una povera bimba scomparsa da casa e rinvenuta morta in un fossato: una storia commovente che inchioderà alle loro responsabilità colpevoli inimmaginabili.
Tutto il racconto è scritto con la solita prosa incisiva ed incalzante, che bada più ad emozionare il lettore con sparatorie, agguati, prevedibili colpi di scena, che ad approfondire caratteri e psicologia dei personaggi: il classico prodotto in serie della premiata ditta Patterson e Co., che attira e conquista comunque centinaia di milioni di lettori in tutto il mondo.
C'è sempre però qualcosa da imparare. Per esempio non sapevo che il famoso secondo emendamento sul possesso di armi da parte dei cittadini USA risale addirittura al 1791, emendamento che ha permesso una straordinaria diffusione di armi di ogni tipo in tutti gli States. Ignoravo anche che la legge sulla restrizione e sulla vendita di armi da fuoco (soprattutto le automatiche) è stata approvata dal presidente Biden nel giugno del 2022, per limitare le sempre più frequenti esplosioni di violenze da armi da fuoco. Legge che non sempre ha incontrato giudizi favorevoli, ed ha in un certo modo incentivato commerci clandestini di armi, come ci ha narrato James Patterson nel libro.
Dimenticavo di segnalare il fatto che la brava giornalista Cindy ha ottenuto dal direttore del suo giornale due giorni liberi alla settimana per dedicarsi alla scrittura di un libro su un famoso assassino (tale Evan Burke) condannato all'ergastolo, un mostro seriale che le ha procurato lettere, foto delle vittime, vive e morte, ed ampia documentazione sulle sue malefatte: sarà forse la trama per un prossimo episodio delle donne del Club Omicidi?