Promettimi che sarai libero
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Promettimi che sarai libero
Spagna; seconda metà del XV secolo; in tempi di guerre di corsa , terrore per l'Inquisizione guidata da Torquemada e la spedizione di Cristoforo Colombo, si svolgono accadimenti che inducono al rancore e all'odio un giovane pescatore di un villaggio della Catalogna, che assiste inerme, prima, e con vendetta, dopo, alla distruzione della propria famiglia a opera di marinai di una non meglio identificata galea. Trama storica interessante ma narrazione che non appassiona; inoltre, il romanzo appare come il primo episodio di una serie.
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La Gaviota
Sono venuta a conoscenza dell’esistenza di questo scrittore dal suo ultimo romanzo, che è intitolato “I libri della tempesta” e che completa la vicenda che viene raccontata in questo libro.
È un romanzo storico dove l’autore ha voluto inserire anche una piccola appendice per spiegare meglio la vita di alcuni personaggi storici che ha citato nel suo testo.
Lo stile è semplice, ma nello stesso tempo è molto appassionante e vivo.
L’autore ha dei tratti simili allo scrittore Ildefonso Falcones, ma riesce comunque ad essere molto originale ed interessante.
Molist ci racconta la storia di persone semplici e non di borghesi o principi.
Altro punto a favore di questo autore è proprio la sua capacità di catturare l’attenzione del lettore e di portarlo “a spasso” per le ramblas di Barcelona.
Passiamo alla trama del libro.
Si narra la storia dei catalani, più precisamente racconta la storia di Joan Serra.
Siamo nel 1484 e Joan, il protagonista principale, perde il padre ed il resto della famiglia viene rapita e fatta prigioniera.
Joan ed il fratello si ritrovano soli e verranno affidati ad un convento di Barcelona.
Qui Joan scoprirà il mondo dei libri e proprio attraverso questi la sua personalità si svilupperà e migliorerà.
Joan rimarrà affascinato dall’attività degli amanuensi ed anche se non sapeva leggere farà di tutto per imparare questo mestiere.
Nella sua vita si affaccerà anche l’amore. Entrerà nel suo cuore Anna, una fanciulla dagli ammaglianti occhi verdi.
Però una serie di circostanze sfortunate gli faranno perdere sia il lavoro che l’amore, Joan dovrà lottare con tutte le sue forze per riavere ciò che gli spetta.
Vi auguro buona lettura!
“Se nel bosco vedi arrivare una bestia, non aspettare di capire se si tratta di un cane o di un lupo.”
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le avventure di un sogno negato
Per quanti fossero all'oscuro dell'avvenuta uscita de "I libri della tempesta", la conclusione di questo libro, cosi' affascinante ed immediato,puo' lasciare l'amaro in bocca. Fortunatamente per noi, l'avventura di Joan Serra continua e noi viaggeremo con lui.Cosi' come ho citato nel mio consiglio, il grande fascino che riescono a trasmetterci gli scrittori spagnoli, e' quello di viaggiare nella Storia con la Storia di una nazione e di una citta' come Barcellona, centro d'incontro di diverse culture ed etnie, che i diversi autori hanno seguito dal suo fulgore ("Il signore di Barcellona") alla sua decadenza,cosi' come narrato da Molist. Le vicende di Joan s'intrecciano con uno dei momenti piu' bui che vive la citta': l'Inquisizione e l'autodafe',ed e' alla luce di questi eventi ch'egli comprende la necessita' di non imparare a leggere;cosa ch'egli disattende e che finisce per comprendere troppo tardi. Ed e' proprio sull'interrogativo del perche' il protagonista non deve leggere che Molist costruisce la sua trama,catturando il lettore pagina dopo pagina,impossibilitato ad interrompere la lettura fino alla...fine. Tra le figure di spicco sicuramente lo schiavo Abdala',che nello scrptorium insegnera' a Joan i rudimenti del copista ed il perfido Felip.Attorno ai personaggi di fantasia si muovono tutta una serie di personaggi storici che l'autore ci presenta alla fine del libro. Insomma un libro che si fa leggere tutto d'un fiato,che c'immerge in atmosfere storiche che sollecitano la curiosita' e la ricerca degli eventi. Vorremmmo che gli scrittori italiani fossero capaci di raggiungere questi livelli, perche' la lettura deve essere piacere di viaggiare con la fantasia e con la Storia
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Peccato per il finale
Ho trovato questo libro molto simile al “Signore di Barcellona” anche se ambientato in diversa epoca storica e con un taglio più crudo ed avventuroso.
In comune i due libri hanno invece la presentazione di una Barcellona cosmopolita, come un incrocio di molte culture. In particolar modo fra quella cristiana ed ebraica, fino a quanto la potente inquisizione spagnola non ha contribuito a dividere di fatto le due comunità.
Qui siamo a pochissimi anni dalla scoperta dell’America ed è bello conoscere quali erano le condizioni di vita che fecero da contorno ad un cambiamento tanto importante. Quest’aspetto ha un ruolo nel libro molto marginale, ma la ricostruzione storica fatta dall’autore ci aiuta a entrare nel clima e collocare meglio questo evento. Aspetto invece molto importante in questo romanzo sono i libri. Il protagonista Joan Serra, diventerà infatti un abile esperto nella copiatura e rilegatura di testi antichi. Questa sua passione lo porterà però di fronte al Santo Offizio, accusandolo di contribuire al commercio di libri blasfemi. Il suo obiettivo finale sarà comunque quello di vendicare la morte di suo padre e il rapimento di sua madre e sua sorella, rapite da finti pirati. Il romanzo si snoda, con una scrittura scorrevole, verso un finale che può lasciare il lettore insoddisfatto. Questo non a causa di una lacuna dell’autore, ma per una scelta della casa editrice italiana, che ha scelto di dividere l’intero racconto in due libri. Il finale di questo primo libro termina infatti in modo molto brusco e proprio nel momento più bello della storia. Della serie il profitto prima di tutto!
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ma il finale?
Leggere questo libro è come, che so... andare in spiaggia senza poter fare il bagno o fare un esame senza poterlo finirelo e quindi doverci riprovare... scusate queste mie immagini forse fuori tema ma si resta allibiti a leggere un romanzo che viene troncato sul più bello!
Andando un po' a fondo si vede che il romanzo originale spagnolo è lungo 750 pagine, la versione italiana circa la metà; incuriosito da questa scelta strana dal punto di vista editoriale (un romanzo a puntate senza saperlo quando si compra) ho chiesto lumi con una mail alla longanesi,chiedendo quando sarà pubblicata la parte finale ma, ovviamente, nessuno mi ha risposto.
Per il resto la storia è carina e divertente, scritta bene associando avvenimenti storici e narrazione di fantasia, solo che, ad un certo punto, finisce sul più bello, lasciando tutto in sospeso...